Calcio, alta tensione all’Olimpico: in curva sud cori “Odia Liverpool”

La tifoseria giallorossa non ha risparmiato neanche il presidente James Pallotta, ma il coro contro di lui è stato controfischiato dal resto dello stadio
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ROMA – Che la rivalità con il Liverpool non passasse inosservata era scontato, anche ieri all’Olimpico i romanisti avevano in testa solo la Champions league e i ‘reds’. Manca poco alla semifinale di ritorno, che la Roma giocherà con il Liverpool il 2 maggio in uno stadio esaurito, e la tensione resta alta. All’andata un gruppo di tifosi romanisti, dopo una rissa e un lancio di bottiglie, hanno aggredito un tifoso irlandese del Liverpool, Sean Cox, oggi in coma farmacologico per i traumi riportati.

Ieri la squadra giallorossa ha ospitato il Chievo, complice il risultato mai in bilico, la partita di campionato è corsa via velocemente. Prima e durante la partita non sono mancati però i cori della curva sud, la parte più calda del tifo della Roma, contro gli inglesi: “Odio Liverpool” è stato quello più gettonato. Prima della partita è stato cantato dalla Sud e poi dai tifosi di altri settori. La stessa scena si è ripetuta almeno altre quattro volte in occasione degli altrettanti gol segnati dalla Roma. Ma il tifo giallorosso non ha risparmiato neanche il presidente James Pallotta, in tribuna a seguire la partita. Il coro contro di lui questa volta non è stato apprezzato dal resto dei tifosi che hanno replicato con dei fischi.

Inoltre, in vista della partita di martedì, da cui uscirà il nome della prima finalista di questa edizione di Champions League, la curva sud ha divulgato un comunicato destinato a tutti ai tifosi della Roma. “Eccoci qua ragazzi, siamo di nuovo al punto in cui non abbiamo nulla da perdere, abbiamo nuovamente bisogno di una rimonta- si legge-. Davanti agli occhi c’è ancora la gioia della partita contro il Barcellona, bene, levatevela, perché non basterà a passare il turno. Mercoledì porta allo stadio la tua sciarpa, la tua bandiera, porta ciò che più ti appartiene da Romanista. Coloriamo ogni spazio. Porta la tua voce, non negarla quando ti verrà chiesto di alzarla. Sarai concentrato sulla partita, lo sappiamo, lo siamo tutti. Vorresti giocare per dare il tuo supporto alla squadra, lo sappiamo, lo vorremmo tutti. Eppure solo cantando e tirando fuori tutto ciò che hai dentro che potrai davvero far parte di quegli 11 ragazzi in campo. La Curva inizia il coro, le tribune e i distinti lo seguono sempre, non immaginate la differenza che farà. Sii parte di quel qualcosa che si vive e non si spiega, la voce torna, una semifinale così non si può sapere”.

Foto di Antonio Fraioli

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