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Francesco Vincenzi (Anbi) è il nuovo presidente dell’assemblea EUWMA

"Tra gli obiettivi superare ill tentativo di contrapposizione con l'agricoltura"

Pubblicato:23-10-2023 16:15
Ultimo aggiornamento:23-10-2023 16:15
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ROMA –  Si è tenuta oggi, nella sede romana di ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue), l’assemblea EUWMA (European Union of Water Management Associations) cui hanno aderito le organizzazioni pubbliche, locali e regionali di gestione dell’acqua di dieci Stati, membri dell’Unione Europea: Belgio, Italia, Ungheria, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Romania e Paesi Bassi.

Nell’occasione, il presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, ha assunto la presidenza di turno europea. Una presidenza affidata nell’anno appena trascorso al Belgio con Sam Coulier: il belga è intervenuto spiegando come il tema della loro presidenza abbia interessato la ‘salinizzazione’ delle acque, problematica molto diffusa non solo nel loro territorio.

anbi

GLI OBIETTIVI DELLA NUOVA PRESIDENZA ITALIANA DI EUWMA

Vincenzi durante l’incontro ha illustrato gli obiettivi prioritari della nuova presidenza italiana EUWMA, che durerà come stabilito dalla turnazione, un anno. “Gestione del territorio e salvaguardia dell’ambiente oggi sono spesso messe in contrapposizione- ha spiegato il presidente Vincenzi- Si parla di antropizzazione contro rinaturalizzazione eppure il discorso è decisamente complesso”.


Per fare un esempio: “Il 30 percento dei territori di pianura italiani esistono solo perché ci sono oltre 800 idrovore che lo tengono asciutto: sono terreni sotto il livello del mare. Circa 600 sono le idrovore a nord est, se venisse sospeso il loro lavoro sparirebbe la costa da Ravenna fino a Trieste. Il giacimento turistico italiano è un giacimento artificiale e così anche, per esempio, buona parte della Pianura Padana”.

La domanda che l’Italia mette al centro di questa presidenza è dunque: “Abbiamo bisogno di un salto indietro o di un grande balzo in avanti?”. Una sfida culturale da affrontare con i 9 Paesi coinvolti che punta l’attenzione su: infrastrutture che consentano la gestione della carenza idrica e della siccità negli schemi di irrigazione/riuso dell’acqua; infrastrutture idriche ed energetiche come i pannelli solari REC sospesi da cavi sopra i canali.

“Con questi pannelli solari- spiegano nella sede ANBI– stiamo risparmiando 73 milioni di litri d’acqua che vengono convogliati alle aziende agricole locali, generando 8,4 milioni di KW di energia all’anno dal 2017″.

“La scarsità idrica si ripercuote sulla produzione alimentare- prosegue Vincenzi- la scarsità di cibo sta dunque aumentando l’inflazione di circa 5 punti. Questa problematica riguarda la carenza di infrastrutture di cui stanno pagando le conseguenze i cittadini. Prevenire costa 7 volte meno dell’emergenza. Sappiamo però che la velocità dei finanziamenti è ben diversa rispetto alla velocità dei cambiamenti climatici. Un’emergenza che sta riguardando tutta l’Europa e tutto il mondo”.

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