In Mali slitta l’apertura delle scuole a Kidal, a rischio l’accordo di pace

Doveva essere un segno tangibile della pace raggiunta, si è trasformata in un simbolico fallimento
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ROMA – Doveva essere un segno tangibile della pace raggiunta, si è trasformata in un simbolico fallimento. La riapertura delle scuole a Kidal, città del nord del Mali che era stata uno dei centri del conflitto scoppiato nel 2012, era prevista per oggi ma è stata rinviata ieri sera all’ultimo momento.

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Il motivo è essenzialmente politico, e ruota attorno ai contrasti sulla composizione della delegazione governativa che avrebbe dovuto presenziare all’inaugurazione dell’anno scolastico. Sul punto c’è infatti disaccordo tra le autorità di Bamako e i ribelli, prevalentemente tuareg, del Coordinamento dei movimenti dell’Azawad (Cma), di cui la località è una roccaforte. La Cma, di tendenze autonomiste e indipendentiste, avrebbe infatti obiettato alla presenza di un ministro alla cerimonia. L’episodio fa dunque emergere un nuovo inaspettato ostacolo per la pace nell’area, dove le tensioni- che riguardano anche gruppi armati filogovernativi- non sono ancora del tutto cessate. Appianarle sarà uno dei compiti della commissione per la Verità e la riconciliazione, che si è insediata negli scorsi giorni e il cui lavoro durerà te anni. Tra i suoi quindici componenti, quattro provengono dai gruppi armati, equamente divisi tra quelli pro-Bamako e gli ex ribelli. (Dire-Misna)

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