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Olio tunisino in Ue, Della Vedova: “Non è un pericolo ma un’opportunità”

"Se vogliamo aiutare quel popolo ed evitare che altri migranti solchino il Mediterraneo dobbiamo dare occasioni di sviluppo, anche aumentando la quota di olio tunisino importato"
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Benedetto-della-Vedova

ROMA – “La nostra speranza più grande è che in Tunisia, nel cuore del mondo arabo, si affermi un regime politico aperto, democratico e amico dell’Europa. Un esempio positivo e attrattivo, per molti altri paesi dell’area. Il miglior aiuto che possiamo dare alla Tunisia per radicare la democrazia, la libertà e la pace è senz’altro quello di contribuire allo sviluppo economico e all’occupazione secondo lo schema ‘trade, not aid’. Se vogliamo aiutare quel popolo ed evitare che altri migranti solchino il Mediterraneo dobbiamo dare occasioni di sviluppo, anche aumentando la quota di olio tunisino importato. Contrapporre il nostro interesse a quello degli agricoltori tunisini in modo ideologico è politicamente miope”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova.

L’Italia oggi consuma molto più olio di oliva di quanto ne produca (tra la metà e i due terzi, nelle ultime stagioni)- sottolinea Della Vedova- e impiega parte della produzione e delle importazioni per il mercato estero, con un vantaggio certo per le imprese e l’economia italiana. Occorre vigilare perché nel mercato sia tutelata l’origine delle produzioni italiane e le frodi vengano prevenute e represse. L’Italia è orgogliosa dei suoi prodotti agroalimentari – come appunto l’olio d’oliva – di cui cerchiamo in ogni modo di promuovere l’esportazione in tutto il mondo, anche lottando contro barriere tariffarie e non tariffarie. Saremmo in contraddizione se diventassimo noi stessi protezionisti, per altro- conclude Della Vedova- a danno di un paese decisivo per la stabilità dell’area sud del Mediterraneo e per la sicurezza dell’Italia”.

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