Ex Ilva, Patuanelli: “Arcelor non rispetta il piano, maggioranza e opposizione siano unite”

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, riferisce alla Camera sull'ex Ilva
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ROMA – “Arcelor Mittal ci ha detto che non è in grado di rispettare il piano industriale e occupazionale e questo il governo italiano non può accettarlo”. Lo dice il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenendo in aula alla Camera.

“Arcelor Mittal- aggiunge Patuanelli- non si impegna in nessun modo a produrre più di 4 milioni di tonnellate l’anno, chiede 5 mila esuberi, non dà alcune garanzie”.

Patuanelli chiede quindi “un atto di grande responsabilità” dalla “mia forza politica all’ultima forza politica di opposizione, per riuscire a garantire il sistema produttivo. Del parlamento, delle forze sociali, delle forze sindacali, di tutte le forze politiche, ci vuole serietà. Noi ci mettiamo la faccia e vogliamo essere seri, ma questa vertenza la risolviamo con il sistema paese, si risponde in modo unito e unitario non accusandosi a vicenda. Il Parlamento deve rispondere, la politica non si fa con un tweet”.

Ieri, nel corso dell’incontro con i vertici di Arcelor Mittal, spiega ancora il ministro, “il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha preso l’impegno di fare tutto il possibile, mantenendo il principio della separazione dei poteri perchè non possiamo intervenire sui tribunali, per garantire all’azienda di applicare il contratto” e attuare il piano industriale e mantenere l’occupazione.

Arcelor Mittal, continua Patuanelli, presentò l’offerta “irrevocabile e vincolante” nonostante lo scudo penale fosse in scadenza al 31 marzo 2019. L’azienda in merito parlava di “criticità” e “auspicava un intervento normativo”.

Questa, continua il ministro, “non è un’aula di tribunale” ma l’affermazione di Arcelor Mittal sul diritto di recedere è “fuori centro”. Il diritto di recedere infatti scatta quando un provvedimento porta “all’annullamento totale o parziale del piano ambientale tale da rendere non più attualizzabile il piano industriale”.

Senza la produzione di acciaio, sottolinea ancora Patuanelli, ci sarebbero “ricadute drammatiche”, osservando che “pensare alla chiusura dello stabilimento ha una immediata ricaduta occupazionale, sociale e anche sull’indotto e su tutti i settori produttivi”.

“Il governo- conclude il ministro- parla con una voce sola: parlare di Ilva è parlare del piano industriale del nostro paese, la produzione dell’acciaio è al centro. Non avere la produzione di acciaio significa non avere un piano industriale serio per il nostro paese”.

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