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In Liguria il 59% degli edifici scolastici non ha certificazione agibilità

Scajola: "Governo ci dia risorse per le ristrutturazioni"

Pubblicato:04-10-2016 17:03
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 09:08

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genova_panorama_altoGENOVA – In Liguria ci sono 869 edifici scolastici, di cui 824 attivi, 33 non utilizzati e 12 impegnati solo come spazi sportivi o amministrativi. L’80% di questi è stato costruito prima del 1975. Sono i dati che emergono in Consiglio regionale della Liguria da una risposta dell’assessore all’Edilizia, Marco Scajola, a un’interrogazione del consigliere Andrea Melis del Movimento 5 Stelle. “Bene i bandi sulla ‘nuova scuola’ del governo Renzi- afferma l’assessore- ma più che altro il governo ci dia le risorse per effettuare la manutenzione in quelle esistenti”. La situazione è tutt’altro che rosea.
“Dall’ultimo report della Regione- denuncia Melis– emerge che il 59% degli edifici liguri sono considerati inagibili e inabitabili. Il 38% non è autorizzato a somministrare pasti, oltre il 36% delle strutture è ancora in amianto, il 56% manca dell’omologazione della centrale termica, il 48% della certificazione dell’impianto antincendio e il 25% di quella relativa agli impianti elettrici”. Per questo, afferma il consigliere pentastellato, “la priorità deve essere la capitalizzazione dei pochi fondi disponibili per la ristrutturazione nelle troppe scuole che hanno carenze gravi e cercare di intercettare nuovi fondi europei”.

Melis pone l’accento in particolare sul Piano triennale degli interventi di edilizia scolastica per il 2018-2020: “Si tratta di un fondo strutturale chiave- spiega- per cui chiediamo all’assessore Scajola di garantire un accesso diretto a chi è rimasto fuori dall’erogazione dei fondi del piano precedente, senza ricominciare tutta la trafila. Al contempo deve essere mantenuto costante e aggiornato lo screening degli edifici scolastici per adottare interventi mirati e veloci”.
Pronta la risposta dell’assessore Scajola: “Attendiamo dal governo ulteriori contributi per sostenere il Piano triennale, un piano da 23,225 milioni di euro che per l’anno prossimo prevede investimenti pari a 4,477 milioni. Al momento restano in graduatoria altri interventi in attesa di risorse disponibili”. Infine, Scajola sottolinea l’importanza di redigere un’anagrafe precisa degli edifici e del loro stato e ricorda che a questo scopo lo scorso 19 settembre ha esortato i Comuni a fornire i dati necessari.

di Simone D’Ambrosio, giornalista


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