Coronavirus, Fortuna: “Pochi 3,6 miliardi per il rilancio dell’economia, e l’Ue non batta ciglio”

Intervista a Fabio Fortuna, economista e rettore dell’università Niccolò Cusano
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ROMA – “Sono pochi 3,6 miliardi in una situazione del genere in cui si prospetta una recessione tecnica inevitabile che rischia di sfociare in una recessione vera e propria“. Così Fabio Fortuna, economista e rettore dell’università Niccolò Cusano, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, riguardo gli effetti del Coronavirus sull’economia italiana. “Questi 3,6 miliardi- ha continuato- vanno bene se costituiscono un ulteriore primo intervento. Bisogna pensare ad un approvvigionamento di risorse notevolmente maggiore. Se potenziamo gli investimenti, investiamo in infrastrutture pubbliche, rilanciamo i grandi settori che sono la nostra linfa vitale, creiamo le premesse per uscire presto da una recessione che è alle porte. Flessibilità Ue? Secondo me l’Ue non deve battere ciglio sulla flessibilità in questa situazione. Non dobbiamo accontentarci di chiedere 4 miliardi di flessibilità. In questo momento non dobbiamo curarci di aumentare il deficit. Ci servono soldi freschi per fronteggiare l’emergenza, ma soprattutto per fare un piano a lungo termine che possa partire da subito. Dobbiamo pensare di allargare di un punto percentuale questa soglia, andando anche a sforare il 3%. E’ previsto nei trattati europei che in casi eccezionali si può fare. L’indirizzo da prendere con decisione è questo”.

SUI MERCATI FINANZIARI

“La Bce ha dormito abbastanza, ora sembra essersi svegliata annunciando di essere pronta ad intervenire quando sarà necessario. Questo ha contribuito a dare un po’ di fiducia ai mercati. Tuttavia, in questo momento i mercati finanziari non destano preoccupazione, gli allarmismi su questo fronte sono ingiustificati. L’Italia ha più problemi degli altri quindi il nostro mercato finanziario potrebbe essere più esposto anche se, per quanto riguarda la componente azionaria, finora ha retto bene”, ha concluso.

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