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Puglia, Basilicata e Calabria al Mise: no alle trivellazioni in Jonio e Adriatico

E’ stato Michele Emiliano, presidente della regione Puglia, il primo dei sei governatori ad arrivare al Ministero dello Sviluppo Economico. E’ stato accolto dalle associazioni Legambiente, Greenpeace, Federazione ProNatura, Marevivo, Touring Club Italiano e WWF che hanno organizzato un sit in davanti al Mise, per sostenere le sei regioni ionico adriatiche che si sono opposte alla richiesta di trivellazioni e ricerche tramite airgun nello Jonio e nll’Adriatico.

E’ stato poi lo stesso Emiliano, dopo la riunione, a fare il punto della situazione. “Hanno ricevuto la nostra richiesta di moratoria delle attività, per consentire l’avvio di un dialogo tra Regioni e Governo- ha detto- Il sottosegretario Vicari si è riservato di dare una risposta, però la cosa positiva è che ci hanno convocato per la prossima settimana e speriamo di avere una risposta definitiva. Per ora possiamo giudicare la posizione del governo almeno possibilista rispetto alla nostra richiesta di fermare le trivelle, vedremo se tra una settimana questa posizione si trasformerà in una cosa più chiara”.

Sulla possibilità di appoggiare un referendum per abrogare alcune norme che permettono la ricerca di idrocarburi in mare, Emiliano ha risposto: “In mancanza di chiarezza, i consigli regionali che lo riterranno verranno interessati all’inizio della procedura prevista dalla costituzione, per consentire alle regioni la richiesta di referendum, su tutte le norme che interessano questa vicenda ed eventualmente anche altre, perché, come è noto, la Puglia ha problemi molto seri con lo Sblocca Italia. In questo caso trovo utile, anzi necessario, l’uso del referendum. È chiaro, se non si trova in’intesa”.

L’accordo con le altre regioni italiane, nell’eventualità di in referendum, sembra esserci per il governatore della Puglia. “Ci siamo accorti che sul Manifesto di Termoli, che è un insieme di cose di puro buonsenso, c’è un ragionevole consenso- ha spiegato Emiliano- Adesso vedremo quante saranno le Regioni, perché un conto è dare adesioni ad un manifesto, altro avviare la procedura referendaria, sono due cose diverse. Stiamo misurando la volontà, l’interesse e le ragioni di ciascuno”.

E’ stato poi il turno del presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella. “Io- ha detto- do un giudizio positivo. Le tre Regioni presenti oggi hanno espresso, anche a nome di tante altre regioni, la loro netta contrarietà alle trivelle offshore in mare. Il sottosegretario ha recepito il messaggio piuttosto allarmato delle popolazioni e di noi presidenti, ha deciso di approfondire le nostre richieste, ossia una moratoria di sospensione di tutte le attività e apertura di un tavolo tecnico-istituzionale, per discutere su come procedere, vista la nostra contrarietà- ha spiegato Pittella- Ci aggiorniamo da qui a qualche giorno, affinché il sottosegretario ne parli con il ministro, per capire esattamente la posizione del governo. E sulle decisioni ci regoleremo sul da farsi”.

A proposito dell’eventualità di un rederendum, il governatore della Basilicata ha ribadito che “siamo stati molto chiari. Utilizzeremo tutte le armi democratiche in nostro possesso. È evidente che, avendo scelto la strada del dialogo, non possiamo animarle come fosse una leva di ricatto. Apriamo la discussione, apriamo il ragionamento: nel golfo di Taranto noi vogliamo fare il distretto turistico non le trivelle. Possiamo condividere con il Governo un percorso? Dopodiché se si può fare, bene, altrimenti è evidente che faremo ricorso alle nostre legittime prerogative. E tra queste c’è anche quella del referendum”.

Infine è stato il turno dell’assessore alla Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria, Antonietta Rizzo. “Un incontro importante perché ci ha dato la possibilità di evidenziare quelle che sono le posizioni nette delle Regioni, con una chiarezza assoluta per cui non ci possono essere equivoci, almeno sulle posizioni di queste tre regioni. C’è stata una grande apertura da parte del sottosegretario Vicari, che ragionevolmente ha preso una settimana di tempo per poter parlare con il Ministro e approfondire le questioni e poter valutare la moratoria che oggi abbiamo avanzato”, ha aggiunto l’assessore.

In merito alla possibilità di un referendum, Rizzo ha spiegato che “questa è una strada alternativa, che teniamo sullo sfondo, perchè il buon senso ci porta al dialogo continuo e a trovare delle soluzioni di mediazione che possano tener conto delle nostre posizioni. Non vogliamo avere una posizione intransigente, se dovessimo trovare una chiusura completa, e noi auspichiamo che questo non si verifichi, è normale che ricorreremo al referendum. Almeno le tre regioni che erano presenti hanno evidenziato che c’è anche questa possibilità sullo sfondo”.

Sull’appoggio necessario delle altre regioni, nel caso dell’avvio di una procedura rederendaria, Rizzo ha concluso che “Ne abbiamo parlato a Termoli, loro hanno manifestato il loro consenso. Naturalmente è un consenso che dovrà passare per i consigli regionali, ma riteniamo che ci siano grandi possibilità perchè si possa stare tutti insieme e auspichiamo che altre Regioni, che non siano interessate in questo momento dalla problematica, abbiano questa solidarietà nei confronti di queste regioni meridionali”.

 

30 luglio 2015

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