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DIRE Emilia-Romagna

Nozze Bologna-Modena-Reggio: nasce Confimi Emilia

lavoro impreseOtto anni fa a Bologna, in contrasto con la fusione tra Api e Assindustria che portò alla nascita di Unindustria, un gruppo di imprenditori ‘ribelli’ diede vita ad una nuova associazione che rappresentasse le pmi. Da quella esperienza nacque Confimi, organizzazione con strutture nel capoluogo regionale, a Modena e Reggio Emilia e prospettive di espansione a Parma. Oggi l’associazione fa un ulteriore passo avanti, aggregando le tre federazioni provinciali e dando vita a Confimi Emilia, una realtà con 870 iscritti e una cinquantina di dipendenti. L’associazione avrà sede di rappresentanza a Bologna e sedi operative a Modena (la principale) e Reggio.

“L’obiettivo- spiega il presidente Franco Govoni- è riaffermare la centralità del tessuto produttivo manifatturiero regionale. Alla Regione suggeriamo di tenere in considerazione le sue peculiarità nel l’elaborazione delle proprie politiche industriali: le imprese con meno di 10 addetti sono oltre il 90%. Oggi le piccole e medie imprese hanno bisogno di sostegno per l’internazionalizzazione: bisogna rafforzare il sostegno alle reti d’impresa, la dimensione non è l’unico fattore per essere vincenti nell’export”. Il 50% delle 870 imprese associate (per 12.700 addetti e 2,9 miliardi di fatturato complessivo) appartengono al settore manifattutiero, il 20% opera nei settori dell’edilizia e delle costruzioni, il 10% nel commercio e nei servizi. Immutate negli anni le ragioni che portano le pmi passate a Confimi a rifiutare l’adesione alla galassia confindustriale. “Abbiamo un dna diverso, la nostra associazione è rivolta alle pmi e, indipendentemente da fatturato e numero di addetti, ogni associato ha diritto ad un voto secondo una logica dei pesi totalmente diversa”.

“Oggi, attraverso la nascita di Confimi Emilia vogliamo creare un’associazione che possa servire le pmi riconoscendo i loro diritti”, rivendica Govoni. A questo proposito da Confimi arrivano due proposte per garantire sostegno e trasparenza alle piccole e medie imprese. “Basta con l’utilizzo dei fondi europei a fondo perduto: trasformiamo quei fondi in prestiti a tasso agevolato alle imprese, conferendo le rate restituite in un fondo di rotazione per il finanziamento alle attività produttive”, propone Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Modena. Sul fronte trasparenza negli appalti pubblici, l’associazione suggerisce alle istituzioni l’estrazione a sorte dei componenti delle commissioni di gara il giorni precedente al loro insediamento attingendo ad un elenco costituito dall’Autorità nazionale anticorruzione. Infine, un appello per la realizzazione delle grandi infrastrutture.

“Alla Regione chiediamo di fare tutti gli sforzi per aprire rapidamente i cantieri delle grandi opere: le imprese dell’Emilia-Romagna hanno bisogno della Cispadana, della Campogalliano-Sassuolo, del Passante Nord e dell’ammodernamento del porto di Ravenna. Il tempo delle discussioni è scaduto e gli imprenditori sapranno apprezzare quegli amministratori che passeranno dal dire al fare. Abbiamo bisogno di fatti, non di inseguire sterili populismi o interessi elettorali”, conclude Gianfranco Lusuardi, presidente di Confimi Reggio Emilia.

27 aprile 2015

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