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I lupi fanno danni, la Lega: “Chi ha preso gli aiuti del bando ha messo le protezioni?”

BOLOGNA – La Regione Emilia-Romagna dica “se sono stati effettuati i monitoraggi per l’installazione delle misure di prevenzione contro gli attacchi dei lupi agli allevamenti, così come previsto dal bando regionale, e quali sono i risultati del monitoraggio”. Questa è una delle richieste contenute in un’interrogazione presentata dai consiglieri della Lega Nord, che prendono spunto dalle apparizioni di lupi nelle vicinanze di centri abitati e all’interno di piccoli agglomerati urbani non solo nelle aree montane ma anche nelle zone pedecollinari.

Lupo-grigio-Secondo i consiglieri del Carroccio, queste apparizioni “sarebbero in aumento, e i danni causati dalle aggressioni condotte dai lupi sono economicamente rilevanti per le aziende e gli allevatori coinvolti“. Il Piano di sviluppo rurale 2014-2020 stabilisce che “gli imprenditori agricoli possano usufruire di aiuti per la creazione di protezioni fisiche con recinzioni perimetrali, protezione elettrica a bassa intensità, protezione acustica con strumenti ad emissione di onde sonore, protezioni visive con sagome di predatori, nonché per l’acquisto dei cani di guardiania”.

Ai beneficiari degli aiuti (200.000 euro nel 2015, che si sommano ai 225.000 del 2014) si chiede poi di “garantire la posa in opera, la gestione e la manutenzione in efficienza dei beni per cinque anni dalla liquidazione del saldo del contributo concesso”, e con una delibera di giunta “è stato approvato l’avviso pubblico per la presentazione delle domande di accesso ai contributi per l’acquisto di presidi per la prevenzione degli attacchi da lupo agli allevamenti di bestiame al pascolo”.

Oltre a chiedere conto dei risultati del monitoraggio, quindi, i consiglieri leghisti vogliono anche sapere dall’assessore all’Agricoltura Simona Caselli se “verranno revocati gli aiuti già erogati a quelle imprese che non hanno acquistato presidi di prevenzione, rideterminando la graduatoria e girando i contributi alle imprese rimaste escluse dal finanziamento iniziale”.
Infine, visto il mancato riconoscimento normativo di contributi per i danni indiretti, si chiede alla Regione di “concedere incentivi economici a quegli allevatori che provvedono alla rimozione o all’eliminazione delle carcasse di animali morti”.

20 gennaio 2016

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