Politica

Carceri. Il Garante Mellano: “Le priorità? lavoro e salute” VIDEO


ROMA  – “Il garante può entrare in carcere senza alcuna comunicazione preventiva per visite ispettive alla struttura penitenziaria, può effettuare colloqui riservati e personali con i detenuti per raccogliere istanze, reclami, denunce, suggerimenti e proposte”. Bruno Mellano, ex deputato con i Radicali, è oggi garante per i diritti dei detenuti in Piemonte e vicecoordinatore nazionale dei garanti. Oggi è a Roma, dove partecipa agli stati generali dell’esecuzione penale.

“Il nostro lavoro quotidiano- spiega in una video intervista alla Dire- è poter intervenire in situazioni singole cercando di costruire dei percorsi. Poniamo grande attenzione alla sanità: riuscire a garantire al cittadino detenuto gli stessi diritti del cittadino esterno in materia di sanità è una impresa e sappiamo quanto è delicata la questione sanitaria in carcere”. Un esempio: “Un mese fa alcuni detenuti sono saliti sul tetto del carcere di Biella perché da mesi chiedevano l’intervento di un dentista: un conto è avere mal di denti all’esterno, ma non è detto che dentro una struttura penitenziaria si possa avare una risposta immediata”.

Per Mellano “un carcere è utile se recupera e non crea recidiva”. Da dove cominciare quindi? “I detenuti chiedono lavoro: il problema vero è trovare una modalità che permetta concretamente di passare da una popolazione detenuta che lavora all’interno del carcere in termini residuali a un impegno quotidiano. Passare il tempo in un carcere brutto a fare nulla è davvero pesante”. Si deve quindi trovare, conclude, “una sinsergia tra carcere e mondo del lavoro: è un pezzo decisivo per evitare la recidiva ed evitare che in carcere si diventi crimine organizzato”.

19 aprile 2016
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