Ecuador, un missionario racconta: "Strade bloccate ma è gara di solidarietà" - DIRE.it

Vaticano

Ecuador, un missionario racconta: “Strade bloccate ma è gara di solidarietà”

missionario ecuador

In chiesa i parrocchiani portano materassini, cibo, vestiti, nella speranza che possano raggiungere le zone colpite e i tanti senzatetto nonostante i crolli e le strade bloccate“: comincia da qui il racconto alla Dire di don Saverio Turato, fidei donum padovano nell’Ecuador colpito dal sisma. Secondo fonti ufficiali, dopo le scosse del fine-settimana i morti accertati sono oltre 270 e i feriti circa 2500. “Per piu’ di un minuto la terra sembrava essersi trasformata in un’onda” ricorda don Saverio: “La paura e’ stata tanta e ora vi chiedo una preghiera per le vittime, i feriti e tutti coloro che stanno piangendo la perdita dei loro cari e dei beni materiali”.

Le devastazioni sono state particolarmente estese nelle province di Esmeralda e di Manabi’, lungo la costa dell’Oceano Pacifico. La regione dista circa cinque ore di automobile da Quito e dalla parrocchia di Santa Maria Estrella de la Evangelization, dove don Saverio e altri missionari italiani stanno raccogliendo aiuti per i terremotati. “Li portiamo all’arcivescovado perche’ poi raggiungano la costa” dice don Saverio, sottolineando come il coordinamento dei soccorsi da parte delle autorita’ civili e religiose resti comunque complicato.

Molte strade sono interrotte– sottolinea il missionario- e il rischio di azioni di sciacallaggio alimenta l’insicurezza”. Per organizzare gli interventi di soccorso e far fronte all’emergenza nel modo piu’ efficace il presidente ecuadoriano Rafael Correa ha interrotto ieri una visita in Vaticano. Attiva anche la Conferenza episcopale nazionale, sia sul piano degli aiuti che su quella della vicinanza spirituale alle comunita’ colpite. “Il nostro pensiero- hanno scritto i vescovi- va in modo particolare ai nostri fratelli nelle province di Manabi’ ed Esmeraldas e invitiamo tutti a partecipare alla colletta nazionale per le vittime, al fine di far fronte alle loro necessità più urgenti”.

18 aprile 2016
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