Parla Salvini: Via i migranti e i partiti sardisti dall’Isola

Matteo Salvini parla a Cagliari

Matteo Salvini parla a Cagliari

CAGLIARI – Fiscalità di vantaggio al 15% e “fare pulizia” per quanto riguarda i migranti che sbarcano nelle coste sarde. Sono queste le ricette che Matteo Salvini propone durante la conferenza stampa oggi all’Hotel Panorama di Cagliari, aperta al pubblico, convocata dopo l’inaugurazione del leader del Carroccio del circolo “Noi con Salvini” nel capoluogo sardo. “Non sono qui per spiegarvi cosa dovete fare a casa vostra, penso che abbiate le scatole piene di chi viene da fuori a darvi consigli– esordisce Salvini-. Sono qui oggi soprattutto per ascoltare e mi approccio in punta di piedi”. La Sardegna “è bellissima- continua- dovrebbe essere la capitale europea del turismo, ma allora perché 50 milioni di turisti vanno alle Baleari, e solo cinque qui? È chiaro che qualcosa non funziona“. Il primo affondo del leader della Lega è per il governatore Francesco Pigliaru: “In Sardegna ci sono zone con la disoccupazione al 50%, un governatore normale dovrebbe pensare prima ai suoi ragazzi che sono a spasso. E sono a spasso non perché non hanno voglia di lavorare, ma perché ci sono migranti disposti a lavorare per tre euro all’ora: questa non è integrazione, ma schiavismo. Quindi è necessario fare pulizia, dobbiamo essere pronti ad accoglire chi scappa dagli orrori dell’Is, ma per tutti gli altri a casa sulla prima zattera”.

Salvini_Cagliari

Per quanto riguarda la pressione fiscale, “una tassa piatta uguale per tutti sarebbe una rivoluzione culturale, prima ancora che economica: io Stato ti chiedo il 15% in contanti di ciò che hai incassato, non una lira di più né di meno, sono convinto che molti di quei 400 miliardi di evasione tornerebbero indietro, insieme alle aziende costrette ad andare all’estero. Il concetto è pagare di meno e pagare tutti– aggiunge Salvini- perché non partire proprio dalla Sardegna per la sua specificità?”. Infine l’attacco ai partiti indipendentisti e autonomisti sardi: “Una volta presa la poltrona, della Sardegna e dell’autonomia non gli interessa più niente. Mi piacerebbe che i tantissimi movimenti autonomisti si mettessero almeno una volta nella vita intorno a un tavolo per decidere cosa vogliono fare da grandi. Sono inutili questi movimenti a livello condominiale, quando non solo è a rischio l’autonomia, ma sta scomparendo la Sardegna. Di questo passo tra vent’anni saranno scappati altri 250.000 abitanti”.

Di Andrea Piana, giornalista

11 Febbraio 2016
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