Rete Labnet: “Stop burocrazia, viaggi sangue e non paziente”

Sono circa 20mila i pazienti con malattie del sangue nella Regione Lazio che sono costretti a spostarsi, tra i laboratori regionali o nazionali, per esami di routine o terapie

ROMA – Sono circa 20mila i pazienti con malattie del sangue nella Regione Lazio che sono costretti a spostarsi, tra i laboratori regionali o nazionali, per esami di routine o terapie. Fondazione Gimema insieme ad Ail e a Salute Donna Onlus ha organizzato oggi presso il Consiglio regionale del Lazio un incontro dal titolo ‘Far viaggiare il sangue, non il paziente: abbattere gli ostacoli per semplificare l’accesso alla diagnosi d’eccellenza’ per chiedere alle istituzioni sanitarie della Regione Lazio di semplificare il viaggio a costo zero dei campioni di sangue nei laboratori dei Centri ematologici laziali evitando faticosi spostamenti ai pazienti con tumore del sangue. 

La ricerca di base e traslazionale in ematologia ha aperto la strada allo sviluppo di terapie innovative, la cosiddetta target therapy, farmaci intelligenti che colpiscono la cellula neoplastica leucemica senza attaccare le cellule sane. La complessità delle indagini necessarie a tipizzare le diverse forme di malattie del sangue per scegliere la terapia giusta, ha indotto gli specializzati, che operano unicamente nel SSN con l’obiettivo di offrire la migliore qualità disponibile negli accertamenti di diagnistica molecolare e di genomica utilizzando laboratori di eccellenza esistenti, senza generare nuova spesa e ottimizzando le risorse a disposizione.

 

IL PROGETTO LABNET

 Il progetto LabNet nasce con una finalità assistenziale: garantire a tutti i pazienti la stessa accuratezza negli esami diagnostici, indipendentemente dal Centro presso il quale sono in cura. Il paziente esegue il prelievo di sangue presso il Centro ematologico che lo ha in carico e l’ematologo spedisce il campione con un corriere dedicato al laboratorio di riferimento aderente al network dei laboratori certificati. 

La rete LabNet è presente e attiva anche nella Regione Lazio dove assicura una fluida circolazione dei campioni di sangue tra i laboratori dei Centri di ematologia regionali per i circa 20 mila pazienti onco ematologici. Una rete che in un anno, nell’ambito della Rete LabNet del Lazio vengono effettuati oltre 1000 test genetici e molecolari. Questo consente di assicurare sempre una diagnosi tempestiva e accurata e l’accesso alle terapie più innovative. Paradossalmente l’ostacolo a far viaggiare il sangue e non il paziente non è la complessità della malattia da curare, ma lacci e lacciuoli burocratici che spesso rendono sempre semplice spedire un campione biologico da un Centro clinico al laboratorio di un altro Centro ematologico, questo a dispetto dell’assoluta disponibilità degli operatori. Se ci si attenesse strettamente a procedure burocratiche e amministrative, il medico potrebbe vedersi costretto a chiedere al paziente di spostarsi da un Centro anche più volte per ripetere i prelievi, invece che farli eseguire tutti in una sola volta nel Centro dove è in cura il paziente e poi spedirli nei diversi laboratori coinvolti. Solo un adeguamento e un abbattimento dei lacci burocratici e delle norme amministrative, a costo zero, potrebbe permettere di far andare a regime il LabNet laziale.

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6 Dicembre 2018
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