VIDEO | Oltre il buio della droga: le testimonianze di chi combatte

Siamo stati alla comunità di San Patrignano per realizzare un video reportage dove protagonisti sono quattro ragazzi: Alessandro, Eliseo, Luigi  Valerio, e due ragazze: Eleonora e Caterina
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ROMA – In Italia, con una certa regolarità, scatta l’allarme droga. L’omicidio di Luca Sacchi ha riportato l’attenzione mediatica sull’argomento a un anno dalla tragica vicenda a Roma di Desiree Mariottini. Due giovani vittime, morte in circostanze diverse, ma in contesti legati al mondo dello spaccio e alla diffusione della droga. Siamo stati alla comunità di San Patrignano per realizzare un video reportage dove protagonisti sono quattro ragazzi: Alessandro, Eliseo, Luigi  Valerio, e due ragazze: Eleonora e Caterina. Sei storie diverse che offrono uno spaccato su quello che è la dipendenza e la forza necessaria che serve per sconfiggerla.

LA REALTÀ DI SAN PATRIGNANO

Dal 1978 a oggi San Patrignano ha accolto oltre 26mila persone, secondo ricerche sociologiche e tossicologiche svolte dall’università di Bologna, Urbino e Pavia su campioni di ex ospiti della comunità, la percentuale di persone totalmente recuperate dopo aver completato il percorso supera il 72%. Attualmente sono ospitate nella struttura circa 1200 fra ragazzi e ragazze, di cui circa 50 minorenni, alcune tra le persone accolte svolgono il percorso in alternativa al carcere. Negli ultimi 25 anni sono stati sostituiti oltre 4mila anni di pene detentive con programmi riabilitativi orientati al pieno recupero e reinserimento sociale e lavorativo. La formazione professionale è una tappa fondamentale del percorso educativo. All’interno della comunità i ragazzi possono esprimere tutto il loro potenziale impiegandosi nei diversi settori e laboratori della comunità, dal caseificio alla cantina passando per la falegnameria e la sartoria. Dal 1989 a oggi, grazie ai centri di formazione della Comunità sono state assegnate 486 qualifiche professionali e 1.267 attestati di frequenza.

Nel 1997 la comunità è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite con stato consultivo in materia di droghe e di problematiche sociali. La comunità di San Patrignano si sta impegnando sempre più per raggiungere la propria autosostenibilità ad oggi determinata per circa il 65% dalla vendita dei suoi prodotti e per il resto da eventi, progetti di raccolta fondi, di finanza sociale e donazioni. Tra i metodi di finanziamento non figurano le rette, gli ospiti infatti non pagano niente per iniziare il percorso e questa scelta ha permesso allo Stato di risparmiare circa 30 milioni di euro l’anno. La Comunità è impegnata in prima linea anche nei progetti di prevenzione negli istituti scolastici di tutta Italia, un tour di incontri basati sulla testimonianza di ragazzi che sono usciti dalla tossicodipendenza che coinvolgono ogni anno circa 50mila studenti italiani.

I NUMERI DELLA DROGA IN ITALIA

In Italia il costo stimato per il consumo di stupefacenti è di 14,4 miliardi di euro, le attività economiche connesse al mercato delle sostanze psicoattive illegali rappresenta circa il 75% di tutte le attività illegali e pesano per circa lo 0,9% del Pil. Il commercio di sostanze stupefacenti ruota intorno alla cocaina, proveniente dalla Colombia, alla cannabis da Spagna e Albania, alle droghe sintetiche dall’Olanda e all’eroina che arriva da Afghanistan, Svizzera, Perù, Brasile e Spagna. I dati, diffusi nella relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze nel 2018, parlano chiaro. In generale l’emergenza droga riguarda una grossa fetta della popolazione italiana. Un terzo degli italiani fra i 15 e i 64 anni ha sperimentato sostanze psicoattive illegali almeno una volta nel corso della propria vita. Circa 4 milioni di cittadini lo hanno fatto nel corso del 2017 e il 12% è addirittura un poliutilizzatore, avendo fatto uso di due o più sostanze.
Il 40% della spesa destinata al mercato delle droghe è attribuibile al consumo di cocaina, nel 2017 ne ha fatto uso circa 500mila persone, mentre sono oltre 2 milioni e mezzo gli italiani tra i 15 e i 64 anni ad averla provata nel corso della propria vita. La maggior parte la reperisce con facilità nei luoghi pubblici o in luoghi di aggregazione come discoteche o bar. Tra i 25 e 34 anni si osserva la percentuale più alta di consumatori.

La cannabis è la seconda sostanza in termini di spesa, alimenta il 28% del mercato, ma leader in termini di diffusione, le stime indicano che un 10% della popolazione ne ha fatto uso almeno una volta nel corso dell’ultimo anno. Mentre un terzo della popolazione tra i 15 e i 64 anni riferisce di aver fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, soprattutto i giovani adulti 15-34enni. I luoghi principali dove reperirla sono: al primo posto la strada, al secondo la casa di amici e, sopra il 20%, si rifornisce in discoteca, o al bar, come ai concerti; ma sono in molti anche coloro che hanno un pusher di riferimento.

Poi l’eroina e gli altri oppiacei, utilizzate da circa 700mila persone tra i 15 e i 64 anni che ne ha fatto uso almeno una volta nel corso della vita, quasi 220mila persone nel corso del 2017. Sono almeno 1 milione e 400mila le persone che hanno fatto uso di anfetamine ed ectasy, droghe che vengono reperite principalmente nelle discoteche e nei concerti. Luoghi in cui si reperiscono anche allucinogeni come lsd, funghi o allucinogeni, un fenomeno che nel 2017 ha coinvolto quasi 350mila giovani tra i 15 e i 24 anni. Sempre più quota conquistano anche le New psychoactive substance, come cannabinoidi, spice e catinoni sintetici, utilizzate nel 2017 da oltre 250mila persone.

I NUMERI DELLA DROGA IN EUROPA

Secondo la Relazione europea sulla droga 2019 l’Italia è fra i primi cinque Paesi europei per consumo di eroina insieme a Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. Oltre 96 milioni di adulti, il 29% degli europei, hanno provato sostanze illecite nel corso della vita, nell’ultimo anno hanno fatto uso di droghe 19,1 milioni di giovani adulti con un’età compresa fra i 15 e i 34 anni. La cannabis è la droga più utilizzata in tutte le fasce di età, più di 90 milioni di europei ne avrebbero fatto uso e di questi si stima che 17,5 milioni di giovani l’abbiano provata nell’ultimo anno. L’Italia è al secondo posto fra i giovani adulti che l’hanno utilizzata nell’ultimo anno, dietro soltanto alla Francia, mentre sul totale della popolazione che ne ha fatto uso nella vita l’Italia si posiziona al quarto posto.

Il consumo ad alto rischio di oppiacei, eroina e oppiacei sintetici come metadone buprenorfina e il fentanil, nel 2017 è stato stimato attorno allo 0,4% della popolazione, ossia 1,3 milioni di persone. Se il consumo di eroina è calato rispetto all’apice toccato nel 2007 si registra un abuso crescente di oppiacei sintetici legali ed è preoccupante l’uso di fentanyl: in Estonia la maggior parte di chi è entrato in trattamento per uso di oppiacei, l’ha segnalata come prima droga. La cocaina è lo stimolante illecito più consumato in Europa, ne hanno fatto uso nella propria vita 18 milioni di utenti e 2,6 milioni di giovani adulti nell’ultimo anno. Dal 2014 al 2017 abbiamo assistito a un aumento del 37% di persone per la prima volta in trattamento, fra questi si è registrato un aumento anche in Italia di persone in carico per consumo di crack. Nonostante questo dato però il nostro Paese si posiziona al quarto posto fra i consumatori d’Europa e al nono posto fra i giovani adulti che l’hanno assunta nell’ultimo anno. Rispetto all’mdma, metilenediossimetanfetamina, si stima che ne abbiano fatto uso 13,7 milioni di persone nella loro vita mentre 2,1 milioni di giovani l’hanno utilizzata nell’ultimo anno. Un utilizzo che varia molto da un Paese all’altro e che per quanto riguarda i giovani adulti sembra che l’Italia sia uno dei Paesi in cui l’mdma viene meno utilizzata. Il consumo che rimane stabile è quello sulle anfetamine in Europa con 12,4 milioni che ne hanno fatto uso nella vita e 1,3 milioni di adulti nell’ultimo anno.

LA DROGA TRA I BANCHI

Secondo il Report annuale fornito e diffuso dal dipartimento delle Politiche Antidroga uno studente su tre, circa 880mila tra ragazzi e ragazze, ha provato una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, il 26% lo ha fatto nel corso del 2017. Lo fanno più i ragazzi, il doppio delle coetanee ad eccezione della cannabis per la quale il rapporto maschi e femmine è di 1,5. Inquietante il fatto che l’1,6% degli studenti ha fatto uso di sostanze senza sapere cosa fossero e lo 0,4% ha utilizzato sostanza per via iniettiva.

Tra i teenager risulta significativa anche la circolazione relativa alla nuove sostanze psicoattive: le ha utilizzate almeno una volta il 14% ed è anche consumatore di cannabis. La droga cosiddetta pesante, come la cocaina, fa parte della vita del 4% degli studenti. Nonostante il 63% ne conosca i rischi, lo 0,5% lo fa con abitudine almeno 10 volte al mese. Pesante anche la presenza dell’eroina, che nel 2017 ha fatto parte della vita dello 0,8% dei giovanissimi.

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