'Ame day', per capire effetti dell'alimentazione sull'attivita' ormonale
Disturbi, diabete e tiroide potrebbero essere evitati con dieta adeguata
(DIRE - Notiziario settimanale Sanita') Roma, 25 mag. - "L'organismo umano e', per sua natura, predisposto ad accettare l'alimento come fonte di energia e come normale fattore di regolazione delle funzioni organiche molto piu' favorevolmente di qualunque sostanza di sintesi. Alcuni alimenti, per il loro contenuto di nutrienti e principi attivi, sono in grado di influenzare l'attivita' ormonale delle ghiandole endocrine", spiega, Vincenzo Toscano, presidente eletto Ame, introducendo uno dei temi affrontati in occasione degli Ame day, giornate di aggiornamento dell'Associazione medici endocrinologi, che si sono svolte nei giorni scorsi a Verona, Firenze e Catania.
"In Italia le persone che potrebbero avvantaggiarsi di questa vera e propria pratica terapeutica sono tante, riferisce Piernicola Garofalo, presidente Ame onlus, se si considerano gli oltre 3 milioni di persone con diabete di tipo 21, una stima di oltre 6 milioni di casi entro il 2035, e considerando la crescita di questa patologia anche in soggetti sempre piu' giovani.
Esiste, inoltre, un numero rilevante di soggetti sovrappeso o obesi che non sanno di essere diabetici e molti altri ancora che per familiarita' lo diventeranno se non seguiranno adeguati programmi di prevenzione. La ricerca farmaceutica continua a mettere a punto presidi terapeutici sempre piu' innovativi ed efficaci per il trattamento della malattia conclamata. Ma, la vera sfida, sta nell'attuazione di programmi di prevenzione e nella capacita' di diffondere una cultura che informi tutta quella fascia di pazienti che potrebbero sviluppare la malattia spingendoli verso un controllo adeguato della dieta e verso l'esercizio fisico. Alimenti come farmaci, che forniscono benefici salutistici oltre al contenuto nutrizionale, quindi con un risparmio in salute e una maggiore sostenibilita' da parte del Servizio sanitario nazionale: questo e' quello che potrebbe essere raggiunto attraverso la nutraceutica, termine che sta per nutrizione e farmaceutico".
Malattie della tiroide e diabete, ad esempio, non raramente sono associate nello stesso soggetto, infatti un ipertiroidismo aumenta il rischio di emergenze iperglicemiche, mentre l'ipotiroidismo puo' determinare il peggioramento del compenso glicemico come indicato anche nel "documento di consenso tireopatie e diabete, Ame-Amd".
Nel contesto del gruppo di pazienti che prima o poi svilupperanno il diabete, asserisce Agostino Paoletta, coordinatore commissione farmaci Ame, "si annoverano anche le pazienti con sindrome dell'ovaio policistico, un disturbo presente nel 7-8% delle donne in eta' fertile, caratterizzato da disturbi del ciclo, acne, alopecia e irsutismo: anche in queste pazienti con disturbi della sfera endocrina e' possibile intervenire per prevenire il diabete attraverso un'alimentazione capace di evitare il picco glicemico dopo il pasto, responsabile dell'eccessiva risposta insulinica. Bisogna limitare il consumo di zucchero e carboidrati raffinati, preferendo quelli con basso indice glicemico; limitare i grassi animali e dividere l'assunzione di cibo in pasti piccoli e frequenti, con elevato apporto calorico a colazione e aumentare l'assunzione di pesce. Un ritorno alla nostra dieta mediterranea, con l'effetto benefico dell'olio extravergine di oliva, vero prodotto nutraceutico, della frutta e della verdura, rappresenta una regola fondamentale. Assumere pasta e pane integrale, al posto del pane bianco o della pizza, e accompagnandoli con verdura verde a foglia larga rappresenta sicuramente un altro presidio per ridurre il picco glicemico post prandiale. Altra raccomandazione e' quella di mangiare le proteine prima dei carboidrati sempre nell'ottica di favorire una riduzione del picco glicemico. Altra importantissima regola e' quella di evitare di mangiare di notte perche' questa abitudine non rispetta i nostri ritmi biologici e crea un incremento del peso doppio rispetto ad analogo apporto calorico, assunto durante le ore di luce, almeno per quanto e' stato osservato negli animali da esperimento".
Ma "attenzione al fai da te- conclude Vincenzo Toscano, questa terapia va avviata ma anche controllata per quel che riguarda la reale efficacia. Ame ha creato un gruppo di esperti che si occupa di nutraceutica e che ha il compito di favorire l'avvio di trial che documentino, su base scientifica, l'efficacia o meno di certi interventi sia di tipo nutrizionale che di supporto alla dieta con integratori alimentari la cui variabilita' e' comunque enorme nell'offerta di mercato. Il tutto per cercare di dare una risposta scientifica alla domanda di salute che la popolazione va richiedendo con lo scopo di ridurre l'incidenza di patologie croniche ad alto impatto nel costo dell'assistenza medica".
(Wel/ Dire)
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