(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 15 nov. - "John non si era stupito che sua moglie sembrasse triste e avesse perso interesse per il lavoro a maglia, data la sua malattia e le difficolta' in cui si trovava. Ma il personale del centro diurno sospetto' che fosse depressa. La supposizione si rivelo' giusta e, dopo pochi mesi di terapia antidepressiva, essa aveva un aspetto molto piu' sereno e aveva persino ripreso a lavorare a maglia". O ancora, "Il medico chiese a mio marito se aveva sintomi di depressione, come perdita di interesse e di appetito, insonnia o senso di inutilita'. Jim rispose di no a tutto, ma io pensai tra me 'Forse sono io depressa'. Piu' tardi parlai con il medico e lui mi mise in contatto con qualcuno che poteva aiutarmi". Le due storie sono raccontate sul sito alzheimer.it.
"Se il malato di demenza e' triste e non prova alcun interesse, si puo' pensare che si tratti di una reazione naturale, ed entro certi limiti lo e'. Dopo tutto, il malato deve affrontare molte perdite e puo' darsi che si senta giu' di morale per la sua dipendenza dagli altri. Anche noi possiamo essere rattristati dai cambiamenti e dalle perdite che accompagnano la malattia, guardare con pessimismo al futuro e sentirci soli.
Sebbene sia logico aspettarsi una certa dose di scoraggiamento, e' importante rendersi conto che da questo generico senso di malinconia, puo' svilupparsi una vera depressione. La depressione e' una malattia che puo' essere curata. I malati di demenza che soffrono di depressione possono presentare ulteriori problemi di comportamento, come l'aggressivita'. È difficile capire la differenza tra la depressione e alcuni dei sintomi della malattia di Alzheimer. Ci sono pero' dei segni che, se riconosciuti, possono essere oggetto di cure specifiche- spiega il sito- che permettono di alleviare inutili sofferenze". È possibile riconoscere eventuali segni di depressione (del malato e di chi assiste) e come affrontarla.
Qui tutte le informazioni.
(Wel/ Dire)