Oltre la meta' dei giovani europei si sente emarginata dalla societa'
Indagine Eurobarometro. Disagio forte in Grecia, Portogallo, Cipro, Spagna e Italia con percentuale del 78%
(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 24 mag. - Esclusi, messi ai margini dalla vita economica e sociale del proprio paese come conseguenza della crisi degli ultimi anni. Cosi' si sente la maggioranza assoluta dei giovani tra i sedici e i trent'anni nell'Unione europea. A dimostrarlo, un'indagine Eurobarometro commissionata dal Parlamento europeo, che ha indagato lo stato d'animo di circa 1.300 giovani, intervistati ad aprile 2016 nei ventotto Stati membri.
Ben piu' della meta' di loro, e' risultato dallo studio, ha l'impressione che la crisi abbia avuto un impatto diretto sul proprio ruolo della societa', in cui ritengono di essere stati messi ai margini. A livello europeo a provare questo senso di esclusione e' il 57% dei giovani, contro il 39% che invece non avverte il problema. Gli under trenta che si sentono marginalizzati sono piu' della meta' in ben venti Stati su ventotto, ma le differenze rimangono molto forti a livello nazionale.
Come era facile immaginare, il disagio piu' forte e' percepito in quegli Stati che sono stati colpiti piu' violentemente dalla crisi economica e in cui la disoccupazione giovanile rimane molto elevata. Si sente messo ai margini della societa' ben il 93% dei giovani greci, l'86% dei portoghesi, l'81% dei ciprioti e il 79% degli spagnoli sotto i trent'anni. La percentuale e' molto elevata anche in Italia dove si sente escluso dalla vita sociale ed economica il 78% dei giovani, contro appena il 18% che invece dichiara di non avvertire questo problema. Cifre di tutt'altro tenore rispetto a quelle della Germania, dove appena il 27% dei giovani dichiara di essersi sentito colpito dalla crisi economica, ma anche di Malta (28%) o della Danimarca (31%).
Di fronte a questo senso di esclusione dal proprio paese e' naturale fuggire all'estero? Per i giovani europei non pare essere questa la risposta. Il 61% degli under trenta dichiara di non volere studiare, lavorare o svolgere esperienze formative all'estero, contro un 32% che invece vorrebbe farlo. In tutta l'Ue, ben l'88% dei giovani tra i 16 e i trent'anni dichiara di non avere mai lavorato o studiato in un altro paese europeo. Solo una piccola parte degli intervistati dichiara poi di sentirsi davvero costretta ad abbandonare il proprio paese in conseguenza della crisi economica: appena il 15%, contro l'81% che invece non ha sentito l'esigenza di fuggire. Anche qui le cose cambiano da Stato a Stato. Questa mobilita' forzata riguarda il 51% dei giovani a Cipro, il 43% in Grecia, il 41% in Portogallo. La percentuale cala a picco in Italia dove, nonostante il senso di esclusione, si sente costretto a partire per l'estero soltanto il 26% dei giovani contro un 66% che dichiara di non sentire questa esigenza.
(Wel/ Dire)
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