(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 26 lug. - Il 60% dei pazienti migranti visitati in Italia da Medici senza frontiere tra il 2014 e il 2015 presentava sintomi di disagio mentale connesso a eventi traumatici subiti prima o durante il percorso di fuga. L'87% dei pazienti ha dichiarato di soffrire delle difficolta' di vita nei centri.
"Il disagio mentale associato all'esperienza migratoria e/o alle condizioni di accoglienza in Italia e' un fenomeno sempre piu' preoccupante e gravemente sottovalutato", avverte Msf nel rapporto 'Traumi ignorati' pubblicato oggi. Il rapporto e' il risultato di una ricerca condotta in Italia tra luglio 2015 e febbraio 2016 in vari Centri di accoglienza straordinaria (Cas) di Roma, Trapani, Milano e Ragusa.
Da anni l'organizzazione medico-umanitaria fornisce supporto medico e psicologico nelle strutture di prima e seconda accoglienza. Oggi chiede alle autorita' italiane ed europee di "adottare un modello di accoglienza che prenda in carico i bisogni specifici legati alla salute mentale per questa popolazione particolarmente vulnerabile".
"I richiedenti asilo- spiega Silvia Mancini, esperta di salute pubblica per Msf e curatrice dell'analisi- si ritrovano a stare per periodi molto lunghi in strutture che sono spesso in zone particolarmente isolate, dove rimangono a lungo, a causa dei tempi legati all'attesa dell'esito della procedura di asilo.
Questa condizione genera profondo stress e sofferenza, che si somma all'esilio in una terra sconosciuta e alla mancanza di prospettive". I Cas, istituiti nel 2014 come misura temporanea e straordinaria per far fronte agli arrivi crescenti, sono diventati parte integrante del sistema ordinario di accoglienza, "cristallizzando in questo modo un approccio emergenziale, poco orientato a favorire progetti di lungo termine e di inclusione nei territori", denuncia Msf.
L'organizzazione raccomanda un miglioramento della risposta alle esigenze di salute mentale attraverso: un rafforzamento dei servizi interni alle strutture e di quelli esistenti sul territorio; un monitoraggio delle strutture e un controllo della qualita' dei servizi; personale formato in psicologia transculturale. (Dire-Sir) (Wel/ Dire)