Ipue: Importanti affettività in famiglia ed empatia a scuola
(DIRE - Notiziario Psicologia) Roma, 21 lug. - "I valori seguono le regole e non le precedono. Sono regole universali che fungono da contenitori di angoscia e vengono tramandate dalla famiglia, dalla società e dalla scuola". Risponde così Antonella Filastro, direttrice dell'Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale (Ipue), intervistata dalla DIRE su quanto la crisi dei valori oggi possa influenzare l'emergere di psicopatologie.
"Il bambino ha bisogno di ricevere regole per contenere l'ansia e l'angoscia, altrimenti può esserci uno sconfinamento, una perdita d'identità e lo smarrimento della coscienza negli adulti. Tutte queste manifestazioni- prosegue la psicologa- possono rientrare in un quadro psicopatologico che va dagli attacchi al corpo negli adolescenti al bisogno di sesso sfrenato, o di agire comportamenti illeciti come la guida sfrenata. Le regole alleviano la sofferenza là dove c'è una psicopatologia, perché mettono dei punti di riferimento- precisa- ma non la determinano, essendoci una genetica e una biologia da considerare. Se manca un punto di riferimento affettivo, in presenza di una relazione affettiva precaria, con un Io fragile, poco integrato, instabile e che produce sofferenza, è possibile che se questo dolore non venga trattato ed elaborato possa poi sfociare in una psicopatologia".
L'affettività è dunque al primo posto per Filastro "e rientra nella scala dei valori all'interno di un contesto familiare che dovrebbe produrre affettività. Nella scuola ci metto invece l'empatia- afferma la direttrice- l'apprendimento si velocizza laddove c'è un insegnante capace di utilizzare il linguaggio delle emozioni".
Si parla invece di empatia specifica d'esistenza nel trattamento clinico. "È la dimensione relazionale affettiva del modello umanistico esistenziale fondato da De Marchi e inserito adesso con il contributo di Massimo Biondi", psichiatria del dipartimento di Neurologia e Psichiatria de La Sapienza Università di Roma. "Ci permette di lavorare con le persone e accompagnarle a un fine vita dignitoso. Un'empatia che è un rappresentarsi nello stato mentale dell'altro. Se il terapeuta è incapace di offrire un setting di sicurezza- spiega Filastro- dove c'è un ascolto che si sintonizza con il suono profondo della parola che esprime sofferenza e dolore, il paziente non riuscirà a parlare e a far venire fuori quella che è la sua angoscia e il suo dolore, legati ad eventi traumatici o di sofferenza comune. Il linguaggio non verbale, lo sguardo, il sorriso, la postura e la voce sono tutti elementi necessari per creare la relazione di affidamento".
I valori diventano precari "all'interno di una famiglia che non ha ruoli chiari e definiti. Credo che questa crisi economica e politica li abbia un po' incrinati- afferma la psicologa- perché le famiglie di oggi non sono tranquille e la politica non funziona. Mi auguro che da parte dell'Ordine degli Psicologi ci sia un grido di allarme, un messaggio di aiuto per sensibilizzare le famiglie e la società in maniera collettiva".
Solidarietà, compassione, amore e "tutti i rimedi orizzontali come la condivisione, noi li mettiamo al primo posto per dare centralità alla persona- afferma Filastro- al contrario la Terapia cognitivo comportamentale mette al primo posto il sintomo".
Filastro riprende infine una frase di Henri Bergson: "'Questa armata a cavallo che galoppa nello spazio e nel tempo sfidando ogni ostacolo fino alla morte'. È una carica eroica- conclude la direttrice Ipue- l'uomo ha un insopprimibile bisogno di verità, accompagnato dall'indomabile ottimismo della cellula. Conoscenza e cultura sono quindi i due cardini fondamentali per la crescita dell'individuo. Dobbiamo aprirci alla cultura e alla conoscenza umanistica esistenziale".
(Wel/ Dire)