(DIRE - Notiziario Psicologia) Roma, 14 lug. - Garantire al maggior numero di bambini nel mondo l'accesso alle risorse educative. È uno degli obiettivi del piano strategico delle Nazioni unite, che sarà rivalutato con il cambio del segretario generale Onu per rendere sostenibili gli obiettivi nazionali.
Patrizia Bonaventura, professoressa di Patologia del Linguaggio alla Monmouth University (New Jersey) partecipa al progetto dell'Onu nell'ambito della valutazione dell'impatto accademico tramite l'Insitute of Global Understanding.
"Vogliamo promuovere la conoscenza e la formazione degli studenti, incentivando una visione globale dei grandi temi sociali, politici ed economici da comunicare all'esterno- continua- per implementare gli obiettivi Onu anche nella nostra realtà accademica della Monmouth University".
- Come funziona? "L'Università sceglie due rappresentanti presso il Departement of pubblic information, uno dei dipartimenti delle Nazioni Unite che raccoglie e scambia informazioni con la società civile. Le informazioni proveniente dall'Onu sugli obiettivi, i processi, le metodologie e i suggerimenti relativi ai nuovi metodi di implementazione sono poi raccolti e scambiati con la società civile. Il Dipartimento di pubblica informazione provvede allo scambio continuo tramite le Ong, gli istituti accademici e le organizzazioni accreditate con le Nazioni Unite. Io rappresento l'Università insieme ad altri due esponenti. Cerchiamo di tenere attivo questo scambio con l'Onu, attraverso confronti che emergono dalla discussione interna alla nostra realtà accademica. Il mio lavoro in quest'ambito consiste nel partecipare alle riunioni settimanali sui vari argomenti di interesse pubblico e generale, attinenti alla risoluzione dei grandi problemi mondiali: cambiamento climatico, finanziario, il grado di felicità della cittadinanza nei vari paesi- racconta Bonaventura- e l'Italia è classificata tra le prime 13 nel mondo. Il nostro obiettivo, come Monmouth, è coinvolgere gli studenti nelle attività volte a portare aiuti in quei paesi in cui le risorse in logopedia mancano. Proponiamo agli studenti dei temi di ricerca che possano aprire loro la mente, considerando le diverse attività terapeutiche e di diagnosi utilizzate nei diversi paesi del mondo- conclude- che ci possono aiutare a creare dei metodi di terapia più efficienti e standardizzati per curare i vari disturbi della parola e del linguaggio in futuro".
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(rac/ Dire)