(DIRE - Notiziario Psicologia) Roma, 7 lug. - "L'omosessualità non è annoverata tra le malattie dal 1990 e, quindi, nessuno psicoterapeuta o psichiatra o medico deve intervenire per curarla perché la funzione della psicoterapia è di supportare il percorso di riconoscimento di sé e del proprio essere portando a compimento il processo di individuazione personale e non quello di indottrinare le menti". Scrive così in un comunicato Psichiatria Democratica per "contrastare le false informazioni diffuse in alcuni ambienti omofobi, tendenti a produrre discriminazioni preoccupanti nei confronti della popolazione GLBTQ.
L'associazione prosegue: "Ció nonostante in alcuni ambienti si continua a diffondere l'informazione che l'omosessualità possa essere non solo trattata ma anche guarita in pochi giorni.
Qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l'eterosessualità o verso l'omosessualità è contraria alla deontologia professionale e al rispetto dei diritti dei propri pazienti. Da anni la Comunità scientifica si attesta su questa posizione escludendo categoricamente la possibilità per gli psicologi di intervenire per 'modificare' l'orientamento sessuale di un individuo. La 'terapia riparativa' è deontologicamente inammissibile anche nel caso in cui il paziente non sia in sintonia con il proprio orientamento, o avverta disagio nell'espressione della propria sessualità".
Psichiatria democratica ha "motivo di temere che la diffusione di informazioni basate su alcune credenze moralistiche e non su dati e ricerche scientifiche possano tradursi in una pericolosa discriminazione nei confronti di una minoranza di persone poco tutelata dalla normativa vigente ed esposta a sempre più frequenti atti di violenza. Non è un caso che si assista a un preoccupante incremento di aggressioni nei confronti della popolazione GLBTQ. Infine, riteniamo che sia di importanza fondamentale che siano promulgate leggi che estendano i diritti a tutela di ogni cittadino. L'omosessualità non è una malattia e non costituisce alcun pericolo per l'umanità e se ne rilevano tracce fin dall'antichità, l'omofobia è invece un grave pericolo in quanto foriera di odio ed intolleranza e puó generare ideazioni depressive e suicidarie in adolescenti che stanno effettuando il difficile percorso di 'accettazione' di sé e muovendo importanti passi per la conquista di un ancora più difficile adattamento in una società ancora così profondamente e pericolosamente omofoba".
L'associazione conclude: "Dall'omofobia, invece, si può 'guarire' con un adeguato intervento, le leggi giuste e, soprattutto, ri-conquistando la propria salute mentale".
(Wel/ Dire)