Femminilità, scoperta 'perturbante' in adolescenza
Ne parla Sapio (Arpad), esplorando anche il fenomeno Femen e milf
(DIRE - Notiziario Psicologia) Roma, 7 lug. - La femminilità è una scoperta perturbante che avviene in adolescenza sia per i maschi che per le femmine". Lo rivela Marina Sapio, neuropsichiatra dell'età evolutiva ed esponente dell'Associazione romana per la psicoterapia dell'adolescenza (Arpad).
"Una delle funzioni materne nei confronti della propria figlia piccola, secondo alcuni psicoanalisti francesi, è quella di negare la vagina per proteggere la bambina da una scoperta troppo precoce di ciò che lei vivrebbe come un 'buco'. La scoperta della vagina è indispensabile perché fa parte dell'evoluzione naturale, ma- precisa il medico- se avviene precocemente la sensazione di essere 'bucata sotto' può essere traumatica perché la piccola non ha ancora il senso del futuro. Ho seguito in psicoterapia varie bambine adottate terrorizzate da questo 'buco', non avendo usufruito di cure materne adeguate nei primi tempi, che si mantenevano i pantaloni".
- Questa sensazione di buco influenza poi la sessualità? "Si- risponde- nel senso che una volta adolescenti, sono portate o a reprimere la loro eccitazione sessuale o, al contrario, a scaricarla mediante comportamenti frenetici".
- Materno, femminile e femminino, cosa vuol dire? "Per alcuni psicoanalisti francesi, la donna non ondeggia solo tra materno e femminile erotico. Dispone di un femminile che consiste nel curare e valorizzare sin da bambina cio che si vede, si mostra e si esibisce (basti pensare, ad esempio, all'attrattiva esercitata dalle soubrette sugli uomini,cosi rassicurante per la loro angoscia di castrazione) e un femminino relativo ad un interno segreto, invisibile, scoperto e avvalorato in età adolescente da entrambi i sessi", precisa la psicoterapeuta. La scoperta della vagina in adolescenza "è una problematica per entrambi i sessi, affrontata in modo diverso. Ragazzi e ragazze si rendono conto che esiste una complementarietà tra i due sessi".
- Come interpreta il fenomeno delle Femen, il movimento femminista ucraino? "Le Femen, in modo caricaturale e provocatorio, adottano una tattica che aldilà dell'efficacia mediatica, o di una eventuale strumentalizzazione politica, punta a ridicolizzare i maschi, ricusando la sottomissione e dissacrando il loro piacere. Compiono un'azione sottile- spiega la terapeuta- preservando la loro femminilità interiore,il femminino, spesso così enigmatica e perturbante per entrambi i sessi. Intendo quella relativa ad un investimento del proprio luogo segreto, intimo e interno: la vagina e l'utero che ricevono e procurano un piacere sessuale profondo. Una mossa abile- continua Sapio- perché mette l'uomo di fronte allo sgomento rispetto al godimento sessuale femminile profondo". Esemplare secondo la neuropsichiatra infantile, "è il mito di Tiresia che nasce da una grande discussione sull'Olimpo tra Zeus ed Era su chi godesse di più, l'uomo o la donna. Per scoprirlo viene chiamato in causa Tiresia, l'unico uomo sulla terra che sotto forma di serpente aveva vissuto per 7 anni come maschio e per altri 7 come serpente femmina. Alla domanda su chi godesse di più, risponde: la donna. ERA, infuriata per avere svelato il segreto lo punisce trasformandolo in un indovino cieco affinché nessuno sappesse che l'orgasmo vero, diffuso perché prende tutto il corpo, fosse quello femminile".
- E cosa pensa delle Milf (Mother I'd Like to Fuck)? "È un aspetto presente da sempre- chiarisce Sapio- riguarda spinte incestuose che sono un appannaggio dell'essere umano. Spinte incestuose della madre verso il figlio, o del figlio adolescente verso la figura materna. Rivelate e decolpevolizzate tramite video porno soprattutto. Questi video incontrano le fantasie nascoste e usuali di qualsiasi adolescente maschio e quelle di donne mature alle prese con ciò che temono: il loro declino corporeo. E qui c'è un paradosso- afferma il neuropsichiatra dell'età evolutiva- una donna che va incontro alla menopausa, o lo è già, potrebbe godere di una libertà sessuale affrancata dalla paura di una gravidanza indesiderata. Una donna che potrebbe essere finalmente libera di essere solo 'femmina',si ritrova con maschi coetanei invece interessati alle ragazzine. In questo senso la milf diventa il simbolo di una specie di rivalsa o di ripiego. Nella realtà clinica, una madre che seduce un figlio lo fa perché è arrabbiata con il compagno. Non lo seduce più, e una donna- conferma la terapeuta- fin quando non muore ha sempre bisogno di essere guardata".
La disponibilità di una donna matura "è anche molto lusinghiera per un adolescente alle prese con una eccitazione nuova, con l'inesperienza. Si sente preferito, come oggetto del desiderio, a uomini adulti. Questa è anche una bella rivalsa verso i padri". Freud con una "modernità incredibile affermava che deve esserci un periodo in cui gli adolescenti maschi considerino un po' prostitute sia le madri che le sorelle, per non rimanere imbrigliato da una figura materna idealizzata". - Com'è questo femminile agli occhi degli adolescenti? "I ragazzi sono spaventati dal femminile, hanno il terrore di esserne completamente inglobati o danneggiati fisicamente. Forse è questo il motivo per cui ricorrono al video porno- chiosa la neuropsichiatra infantile- hanno la possibilità di gestire da soli un'eccitazione che è essenzialmente visiva. Tutto questo rischia di incidere su un lavoro psichico personale che gli adolescenti devono fare. In adolescenza maschio e femmina devono riconoscere le loro fantasie incestuose, che fanno parte del bagaglio normale di qualsiasi giovane, per poi allontanarsene.
Una cosa è la fantasia incestuosa un'altra l'incesto reale- sottolinea- c'è una bella differenza. Quando si rifanno ai video porno non c'è più spazio per un lavoro immaginativo personale, tutto viene offerto. Il rischio più grave è quello di una scissione tra gli aspetti di eccitazione e il sentimento.
L'eccitazione sessuale viene vissuta nel privato, e la componente emotiva-affettiva può svilupparsi e arricchirsi solo in una relazione vissuta nella realtà con il partner reale. Oggi la patologia più frequente è il terrore di una relazione stabile per la dipendenza che comporta.I giovani hanno il terrore di prendere un 'palo', di esporsi troppo, aspettano che l'altro prenda l'iniziativa, ma siccome l'altro ha lo stesso problema l'iniziativa non la prende nessuno".
- Da cosa dipende questo terrore? "Se volessi fare la moralista direi che è colpa delle famiglie moderne. Genitori, a loro volta vittime, non sanno fare i genitori, precocizzano molto i figli, li rendono pseudo autonomi e poi hanno bisogno di compensazioni narcisistiche. Non vogliono sentirsi dire 'Mamma non ti vogliono bene', 'Mamma non sei brava'. Purtroppo però dipende anche molto dallo stress della vita moderna- ammette Sapio- non hanno tempo per dedicarsi ai figli da un punto di vista emotivo profondo. Una dedizione che richiede attesa e tempi lunghi".
- Quali sono i modelli femminili di oggi? "Non ci sono. Gli adolescenti hanno modelli transeunti, passeggeri, transitori, e deve essere così. Cantanti, attrici, modelle, è una ricerca continua e se si ferma diventa idolatria. Siccome il mio lavoro mi porta a puntare sulla loro interiorità- ricorda la terapeuta- li sprono a cercare il loro modo di essere. Il motto è 'Abbi fiducia in quello che pensi anche se sbagli. Sì te stessa', e non è mica semplice. Mentre nella nostra generazione la voglia di individuarsi era connaturata, oggi non è così. Non c'è questa voglia, prevale di più un aspetto gregario di cui sono stupita. Nei nuovi giovani manca l'orgoglio, il piacere di esprimersi in maniera originale e personale nella maggioranza dei casi. Non sono abituati, forse la scuola non li abitua e il Pc fa i suoi danni- conclude Sapio- sono onnipotenti nella loro stanza".
(Wel/ Dire)
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