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Malattie rare, in Italia 30mila affetti da sclerodermia

Roma, 21 giu. - Sono circa 30mila le persone in Italia affette da sclerosi sistemica (sclerodermia). La malattia, patologia autoimmune rara, cronica e progressiva, colpisce la cute, i vasi sanguigni, nonché gli organi, come cuore, polmoni, reni, e gli apparati digerente e muscoloscheletrico. Identificare le criticità organizzative nella gestione dei pazienti ma soprattutto le strategie necessarie da adottare, per migliorare la qualità di vita delle persone affette da sclerodermia, è stato l'obiettivo dell'evento dal titolo 'Le nuove sfide per i pazienti affetti da Sclerosi sistemica (sclerodermia)', che si è svolto a Roma presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.
Promotori dell'iniziativa, oltre all'onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, la Italian World Scleroderma Foundation (IWSF) e il Gruppo Italiano per la lotta alla sclerodermia (GILS Odv Ets) e la Systemic sclerosis progression investigation (Spring), con il sostegno della European scleroderma trials and research group (Eustar) e il patrocinio della Società italiana di Reumatologia (Sir) e della Società Italiana di Medicina interna (Simi).
Secondo gli esperti, dunque, in Italia sono cinque le azioni importanti che possono essere identificate per migliorare la qualità di vita dei pazienti: una maggiore sensibilizzazione dei medici di medicina generale, sui segni e sintomi che possono far sospettare la malattia per poter raggiungere al più presto l'identificazione dei pazienti ed inviarli ai centri specializzati quanto prima; la creazione di una rete dei centri specializzati sul territorio nazionale, ai quali i pazienti possano essere inviati al fine di formulare una diagnosi precoce che possa bloccare la malattia e mantenere la qualità di vita del paziente abbattendo così i costi della gestione medica che grava sul Servizio sanitario nazionale: i centri avranno anche come missione quella di facilitare l'accesso alle terapie sia nei centri ospedalieri sia nei punti di distribuzione sul territorio; il supporto di un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) omogeneo sul territorio nazionale (iniziativa sostenuta dal GILS).
E ancora: la disponibilità di cure domiciliari da parte di operatori sanitari qualificati, non solo dal punto di vista delle competenze cliniche, ma anche relazionali; la promozione della ricerca di base e la sperimentazione clinica che, in una patologia estremamente complessa come la sclerodermia rappresentano una sfida importante per il futuro. Proprio in questa ottica, la IWSF lancia una sfida per il futuro, sostenendo programmi di ricerca sia clinica che di base."Identificare quali siano i passi da proporre per giungere ad una precoce diagnosi per migliorare la condizione dei pazienti- ha fatto sapere il professor Marco Matucci Cerinic, ordinario di reumatologia dell'Università di Vita Salute San Raffaele di Milano e presidente dell'IWSF- razionalizzando e omogeneizzando le prestazioni erogate può portare anche a una riduzione della spesa pubblica".
Da parte delle associazioni che rappresentano le esigenze di coloro che sono affetti dalla malattia, emerge inoltre la necessità di aumentare la sensibilità dell'opinione pubblica sui sintomi e sugli effetti sulla vita quotidiana. "La fibrosi polmonare è una complicanza che può avere un impatto serio sia sulla salute e sul decorso della patologia, sia sulla qualità di vita del paziente- ha ricordato Ilaria Galetti, vicepresidente della Federation of European Scleroderma Associations (FESCA)- La mancanza di fiato rende ogni cosa della vita quotidiana più complessa e faticosa. Nei casi più seri ne possono risentire anche la sfera lavorativa, sociale e sessuale. Non sono molti i farmaci che servono a prevenire un peggioramento e la fibrosi non è reversibile. I pazienti con una fibrosi importante debbono fare ossigenoterapia; il problema, in questo caso, è il poter vivere una vita sociale, in quanto se la bombola si esaurisce (dura infatti poche ore) non vi è la possibilità di ricaricarla, nemmeno nelle farmacie".
Un'altra esigenza espressa dalle associazioni è l'istituzione di Percorsi diagnostico terapeutici multidisciplinari riservati. "Il Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia- ha sottolineato Paola Canziani, presidente del Gruppo Italiano per la lotta alla sclerodermia (GILS)- ribadisce il suo impegno ad affrontare, con il sostegno delle istituzioni pubbliche e in dialogo con loro, tutte le problematiche connesse alla gestione socio sanitaria della patologia. La prevenzione e la creazione di Percorsi diagnostico terapeutici multidisciplinari dedicati sono la nostra priorità, così come la garanzia dell'uniformità delle cure. Facendo nostre le esigenze dei pazienti e dei loro familiari- ha concluso- siamo come associazione facilitatori nella creazione di nuove ed efficienti dinamiche".
(Red)
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PRESIDENTE Antonio Magi |
VICE-PRESIDENTE Stefano De Lillo |
SEGRETARIO Cristina Patrizi |
TESORIERE Guido Coen Tirelli |
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CONSIGLIERI MEDICI |
Musa Awad Hussein |
Emanuele Bartoletti |
Vincenzo Bianco |
Gianfranco Damiani |
Aldo Di Blasi |
Marina Di Fonso |
Luisa Gatta |
Valentina Grimaldi |
Andrea Isidori |
Ivo Pulcini |
Maria Grazia Tarsitano |
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CONSIGLIERI ODONTOIATRI |
Nicola Illuzzi |
Giuseppe Marzo |
Giovanni Migliano |
Brunello Pollifrone |
Sabrina Santaniello |
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COMMISSIONE ODONTOIATRI |
PRESIDENTE Brunello Pollifrone |
VICE-PRESIDENTE Sabrina Santaniello |
SEGRETARIO Giovanni Migliano |
Claudio Arcuri |
Francesco Carpenteri |
Antonio D'Apolito |
Nicola Illuzzi |
Rebecca Jewel Manenti |
Giuseppe Marzo |
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COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI |
PRESIDENTE Leonardo Carletti |
REVISORE EFFETTIVO Alfredo Cuffari |
REVISORE EFFETTIVO Antonio Manieri |
SUPPLENTE Giovanni Carnovale |
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