ROMA – Elezioni in Ungheria, tutti gli aggiornamenti:
ORE 21.48 – TISZA DI MAGYAR VERSO DUE TERZI SEGGI
Dopo circa il 60 per cento delle schede scrutinate, il partito Tisza di Peter Magyar è ampiamente in testa e potrebbe conquistare in parlamento una maggioranza dei due terzi. I dati, diffusi dalla Commissione elettorale nazionale, sono in aggiornamento. Il primo ministro Viktor Orban, del partito Fidesz, al potere da 16 anni, ha riconosciuto la sconfitta.
MACRON SENTE MAGYAR: INSIEME, FACCIAMO AVANZARE UN’EUROPA PIÙ SOVRANA
“Ho appena avuto un colloquio con Peter Magyar per congratularmi con lui per la sua vittoria in Ungheria! La Francia saluta una vittoria della partecipazione democratica, dell’attaccamento del popolo ungherese ai valori dell’Unione europea e per l’Ungheria in Europa. Insieme, facciamo avanzare un’Europa più sovrana, per la sicurezza del nostro continente, la nostra competitività e la nostra democrazia”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron.
ORE 21.41 – ORBAN AMMETTE SCONFITTA: “RISULTATO CHIARO E DOLOROSO”

“Il risultato delle elezioni è chiaro e doloroso”: lo ha detto Viktor Orbán, primo ministro dell’Ungheria per 16 anni, in un discorso rivolto ai propri sostenitori dopo le elezioni legislative di oggi.
ORE 21.39 – VON DER LEYEN: RITROVA IL SUO CAMMINO EUROPEO, INSIEME SIAMO PIÙ FORTI
“Ungheria ha scelto l’Europa. L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Insieme, siamo più forti. Un paese ritrova il suo cammino europeo. L’Unione si rafforza”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen, presidente commissione Ue.

ORE 21.21 – LEGISLATIVE, DOPO 30% SPOGLIO AVANTI TISZA DI MAGYAR
Secondo i primi dati diffusi dall’Ufficio elettorale nazionale dell’Ungheria, dopo circa il 30 per cento delle schede scrutinate il partito Tisza di Peter Magyar è al 50,3%, mentre Fidesz di Viktor Orban è al 41,03%. Le elezioni legislative si sono tenute oggi. Orban è alla guida del governo da 16 anni.
ORE 19.31 – MAGYAR PARLERÀ IN PIAZZA, INVITA A ESSERE ‘SERENI’
Peter Magyar, capo del partito di opposizione Tisza, ha rilasciato una dichiarazione. La comunicazione, con un appello ai cittadini dell’Ungheria a essere “pacifici e sereni”, è stata pubblicata sul profilo Facebook del politico. Nelle legislative che si sono tenute oggi, Magyar e il suo partito sfidano Fidesz e il primo ministro Viktor Orban. La dichiarazione sarà resa in piazza Batthyány, in ungherese Batthyány tér. Sono “ottimista ma cauto”, dopo una giornata che è comunque “storica”. Magyar ha tenuto un punto stampa a Budapest, pochi minuti dopo la chiusura delle urne.
ORE 19 – CHIUDONO I SEGGI: NON CI SARANNO EXIT POLL
Si stanno chiudendo le urne in Ungheria, dove oggi erano in programma elezioni legislative. Il voto è stato segnato da un’affluenza record. La sfida è tra il partito Fidesz, del primo ministro Viktor Orban, alla guida del Paese da 16 anni, e Tisza, formazione guidata dall’oppositore Peter Magyar. In Ungheria non sono previsti exit poll. Alcuni seggi non chiuderanno immediatamente: resteranno aperti finché tutte le persone in coda alle 19 non avranno avuto la possibilità di votare.
ORE 18.58 – ORBAN: PACE E SICUREZZA DIPENDONO DA UN SOLO VOTO
“La pace e la sicurezza dell’Ungheria potrebbero dipendere anche da un solo voto oggi”: lo ha detto il primo ministro Viktor Orban, in un video diffuso su Facebook mentre erano in corso le elezioni legislative.
ORE 17 – AFFLUENZA AL 74,23%, UN RECORD

Alle 17, l’affluenza per le elezioni legislative in Ungheria ha già raggiunto il 74,23 per cento: il dato, ufficiale, indica un record. Alle scorse consultazioni, nel 2022, la partecipazione era stata del 62,92 per cento. L’affluenza massima in Ungheria era stata registrata nel 2002, con il 73,51 per cento, un dato già superato oggi a due ore dalla chiusura dei seggi. Il voto in corso è segnato dalla sfida tra il partito Fidesz, del primo ministro Viktor Orban, alla guida del Paese da 16 anni, e Tisza, formazione guidata da Peter Magyar.
Secondo l’analista ungherese Gabor Torok, alla chiusura delle urne l’affluenza potrebbe attestarsi attorno all’80 per cento.
ORE 10 – MAGYAR SFIDA ORBAN CHE POTREBBE PERDERE DOPO 16 ANNI
L’Ungheria al voto oggi. I seggi sono aperti, e chiuderanno alle 19. I primi risultati arriveranno dopo le 20. Per la prima volta in sedici anni, Viktor Orban affronta le urne da inseguitore.
Lo sfidante è Péter Magyar, avvocato classe 1981, ex uomo di sistema cresciuto dentro Fidesz, formato politicamente dal partito, già marito di un ministro della Giustizia di Orban. Contrapposto per una rottura maturata nel 2024, su uno scandalo di abusi in un orfanotrofio e una grazia presidenziale che aveva fatto scattare qualcosa nell’opinione pubblica ungherese. Da lì, comizi, il partito Tisza, le europee al 30%. L’ascesa.
I sondaggi lo danno in vantaggio, con margini che variano dai 10 ai 23 punti percentuali, e la forchetta è già di per sé rivelatrice di quanto sia difficile misurare un Paese in cui l’80% dei media è controllato dai fedelissimi del premier. Un elettore su quattro non ha ancora sciolto la riserva, e gli ungheresi all’estero potrebbero ancora spostare l’equilibrio verso Orban.
Orban ha trasformato il voto in uno scontro esistenziale. Il nemico sono la guerra in Ucraina, i servizi segreti stranieri, Magyar stesso descritto come un’anomalia pericolosa. “Non eleggeremo solo un governo, ma il destino del Paese”, ha detto in un videomessaggio. Trump, su Truth, ha fatto eco puntuale: “È un vero amico, un combattente. Votate per lui.” Vance è andato a Budapest questa settimana. Meloni e Netanyahu si erano già espressi mesi fa. La destra internazionale si è mobilitata.
Ma anche in caso di vittoria, governare l’Ungheria post-Orban sarebbe tutt’altro che semplice per Magyar. In quindici anni Fidesz ha sistematicamente riformato le istituzioni, inserendo alleati fedeli in posizioni chiave con mandati pluriennali. Il procuratore generale, i giudici della Corte Costituzionale, il Consiglio di bilancio con potere di veto sulla legge finanziaria: tutti nominati dal premier eventualmente uscente, tutti inamovibili nel breve periodo. Vincere le elezioni non significa ereditare l’Ungheria.





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