ROMA – Nemmeno l’ondata di violento maltempo che ha investito Washington ha fermato lo show patriottico di Donald Trump. Sul palcoscenico del National Mall, allestito per l’attesissimo evento clou ‘Salute to America‘, il presidente statunitense ha celebrato il traguardo storico dei 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza trasformando la ricorrenza istituzionale in un vero e proprio manifesto ideologico. Accompagnato sul palco dalla first lady Melania, il leader della Casa Bianca ha arringato una folla che ha sfidato per ore l’allerta temporali pur di ascoltarlo.
L’ATTACCO AL COMUNISMO E IL RICHIAMO RELIGIOSO
Lo aveva detto più volte e lo ha ripetuto ancora una volta: “L’America non diventerà mai un Paese comunista, non ne abbiamo bisogno e non li vogliamo”, ha scandito con forza il tycoon, legando i valori identitari della Repubblica alla sfera spirituale: “La nostra Dichiarazione d’Indipendenza ci ricorda che siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente. Questa è una cosa che un comunista non ammetterebbe mai, questo è sicuro”, ha aggiunto sollevando gli applausi e l’ironia della platea.
LA DIFESA DELLE ARMI E I SEI ANNI DI PRESIDENZA
Nel corso del suo intervento, durato come un tradizionale comizio elettorale, il presidente ha ampiamente rivendicato la linea dura tenuta dalla sua amministrazione, focalizzandosi in particolare sui “quasi sei anni di presidenza” complessivi. “In questo periodo ho difeso con estrema fermezza il Secondo Emendamento”, ha sottolineato Trump, riferendosi al diritto costituzionale dei cittadini di possedere e portare armi. “Non lo hanno toccato affatto. Non è stato una passeggiata, ma lo abbiamo protetto e continueremo a farlo con energia e cautela”.
IL BILANCIO DEL COMPLEANNO AMERICANO
Nonostante il forte ritardo logistico causato dalle condizioni meteo proibitive, che inizialmente avevano costretto le autorità a far allontanare una parte delle 375.000 persone attese, circa 150.000 sostenitori sono rimasti nell’area monumentale della capitale. Un dato definito “incredibile e mai visto prima” dallo stesso Trump, che ha chiuso il suo discorso tracciando il bilancio del compleanno americano (1776-2026): “Da due secoli e mezzo gli Stati Uniti sono la speranza e la luce del mondo. Stasera, nel celebrare il trionfo della libertà sulla tirannia, possiamo dire che il nostro Paese è più ricco, più libero, più sicuro e più orgoglioso che mai”.




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