martedì 14 Aprile 2026

“Famiglia nel bosco, Siracusano (Css): “Forse si era andati un po’ oltre la ‘misura’, ma non è detto servano interventi coercitivi”

"Anche in città ci saranno delle situazioni che vanno oltre la dimensione di una ‘sanità’ della vita familiare", dice Alberto Siracusano, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Per lui la priorità è "la tutela dei bambini"

ROMA – “Questo fatto di cronaca fa molto pensare. Una questione da capire è la linearità del processo di pensiero che ha portato ad effettuare queste scelte così drastiche”. Così il professor Emerito di Psichiatria, Alberto Siracusano, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, interpellato dalla Dire a Roma, a margine di un evento, in merito alla vicenda della famiglia che vive in una casa nel bosco a Palmoli, in provincia di Chieti, per cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei tre figli in una casa famiglia, dove la madre li assiste (pur dormendo in una stanza diversa da quella dei bambini). La decisione dei giudici è stata motivata da valutazioni legate alla sicurezza, alle condizioni sanitarie e all’obbligo scolastico. In merito a quest’ultimo punto, il ministero dell’Istruzione ha diffuso una nota in cui si legge che allo stesso ministero “risulta regolarmente espletato l’obbligo scolastico attraverso l’educazione domiciliare legittimata dalla Costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l’appoggio ad una scuola autorizzata”.

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“Ritengo che debba esistere, riprendendo un detto latino, ‘est modus in rebus’, cioè una ‘misura nelle cose’- ha proseguito il professor Siracusano-. Forse la misura di questa famiglia nel bosco è andata un po’ troppo oltre, ma ciò non significa che bisogna mettere in atto degli atteggiamenti coercitivi. Sicuramente, se noi andiamo a vedere le famiglie che vivono in città, anche in quel caso ‘est modus in rebus’, cioè ci saranno delle situazioni che vanno oltre la dimensione di una ‘sanità’ della vita familiare. Bisognerebbe, quindi, conoscere il caso nel dettaglio. Sono state effettuate delle perizie ed è necessario capire il loro valore, cioè il contenuto, dopodiché si può formulare un giudizio. Credo che sia non opportuno andare subito a favore o contro, ma la prima precauzione è tutelare questi bambini e, questo, vuoi lasciandoli con i genitori e non modificando niente, vuoi intervenendo. È una grande responsabilità che, devo dire, ci consentirà anche di capire meglio quella che può essere una visione più equilibrata delle scelte che vengono effettuate oggi negli stili di vita”.

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