Vaticano – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Mon, 29 Jun 2020 09:49:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Il Papa: “Non abbiamo bisogno di parolai che promettono l’impossibile” https://www.dire.it/29-06-2020/479449-il-papa-non-abbiamo-bisogno-di-parolai-che-promettono-limpossibile/ Mon, 29 Jun 2020 09:49:47 +0000 https://www.dire.it/?p=479449 papa francesco

Le parole di papa Bergoglio durante l'omelia per la per la Solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo

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Le parole di papa Bergoglio durante l'omelia per la per la Solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo
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ROMA – “Oggi abbiamo bisogno di profezia, di profezia vera: non di parolai che promettono l’impossibile, ma di testimonianze che il Vangelo è possibile. Non servono manifestazioni miracolose, ma vite che manifestano il miracolo dell’amore di Dio. Non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio. Non teoria, ma testimonianza”. Così Papa Francesco nell’omelia per la Solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo.

“Non abbiamo bisogno di essere ricchi, ma di amare i poveri- ha detto ancora il Papa- non di guadagnare per noi, ma di spenderci per gli altri; non del consenso del mondo, ma della gioia per il mondo che verrà; non di progetti pastorali efficienti, ma di pastori che offrono la vita: di innamorati di Dio. Così Pietro e Paolo hanno annunciato Gesù, da innamorati”.

“Come il Signore ha trasformato Simone in Pietro- ha concluso-, così chiama ciascuno di noi, per farci pietre vive con cui costruire una Chiesa e un’umanità rinnovate. C’è sempre chi distrugge l’unità e chi spegne la profezia, ma il Signore crede in noi“.

“INUTILE E NOIOSO CHE CRISTIANI SPRECHINO TEMPO A LAMENTARSI DEL MONDO”

”La Chiesa, appena nata, attraversava una fase critica: Erode infuriava, la persecuzione era violenta, l’Apostolo Giacomo era stato ucciso. E ora anche Pietro viene arrestato. La comunità sembra decapitata, ciascuno teme per la propria vita. Eppure in questo momento tragico nessuno si dà alla fuga, nessuno pensa a salvarsi la pelle, nessuno abbandona gli altri, ma tutti pregano insieme”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia per la Solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, dopo la benedizione dei Palli. In quei “frangenti drammatici”, ha ricordato, “nessuno si lamenta del male, delle persecuzioni, di Erode. È inutile, e pure noioso, che i cristiani sprechino tempo a lamentarsi del mondo, della società, di quello che non va. Le lamentele non cambiano nulla. Quei cristiani non incolpavano, pregavano. In quella comunità nessuno diceva: ‘Se Pietro fosse stato più cauto, non saremmo in questa situazione’. No, non sparlavano di lui, ma pregavano per lui. Non parlavano alle spalle, ma a Dio”.

“Che cosa accadrebbe se si pregasse di più e si mormorasse di meno?”, si è domandato il Papa: “Quello che successe a Pietro in carcere: come allora, tante porte che separano si aprirebbero, tante catene che paralizzano cadrebbero. Chiediamo la grazia di saper pregare gli uni per gli altri”.

(www.agensir.it)

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Il Papa scrive una lettera ad Alex Zanardi: “Prego per te, sei un esempio di ripartenza” https://www.dire.it/24-06-2020/477657-papa-lettera-alex-zanardi/ Wed, 24 Jun 2020 07:37:14 +0000 https://www.dire.it/?p=477657 ZANARDI_PAPA

"Grazie per aver dato forza a chi la aveva perduta"

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"Grazie per aver dato forza a chi la aveva perduta"
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ROMA – Papa Francesco scrive ad Alex Zanardi, per spingerlo a non arrendersi dopo il grave incidente in handbike in cui e’ rimasto coinvolto il 19 giugno scorso. “Carissimo Alessandro, la sua storia e’ un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Attraverso lo sport hai insegnato a vivere la vita da protagonisti, facendo della disabilita’ una lezione di umanita’”. Queste le parole che aprono la lettera del Pontefice diretta all’ex campione di Formula 1, pubblicata oggi da “La Gazzetta dello Sport”.

LEGGI ANCHE: Alex Zanardi è stabile, possibile risveglio dal coma farmacologico la prossima settimana

“Grazie per aver dato forza a chi la aveva perduta”, scrive il Santo Padre al campione, in coma farmacologico all’ospedale di Santa Maria alle Scotte di Siena: “In questo momento tanto doloroso le sono vicino, prego per lei e per la sua famiglia. Che il Signore la benedica e la Madonna la custodisca”

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I fedeli tornano in piazza San Pietro, papa Francesco: “Persone più importanti dell’economia” https://www.dire.it/31-05-2020/467380-i-fedeli-tornano-in-piazza-san-pietro-papa-francesco-persone-piu-importanti-delleconomia/ Sun, 31 May 2020 11:05:56 +0000 https://www.dire.it/?p=467380 papa francesco imagoeconomica

Il Papa torna a parlare davanti ai fedeli: "Dalla crisi non si esce uguali, siate migliori e uniti"

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Il Papa torna a parlare davanti ai fedeli: "Dalla crisi non si esce uguali, siate migliori e uniti"
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ROMA – Dopo tre mesi Papa Francesco si riaffaccia su una Piazza San Pietro di nuovo con i fedeli. Una piazza segnata comunque dalle misure di sicurezza, con il distanziamento di un metro tra le persone e mascherine per i pellegrini nonostante si stia all’aperto. “Cari fratelli e sorelle, buongiorno- esordisce Bergoglio- Oggi che la piazza e’ aperta possiamo tornare. E’ un piacere“. A queste parole scatta l’applauso dei presenti. 

“Faccio appello- continua il Papa- affinche’ non manchi a nessuno l’assistenza sanitaria. Curare le persone, non risparmiare per l’economia. Curare le persone che sono piu’ importanti dell’economia. Noi persone siamo Tempio dello Spirito Santo, l’economia no”.

“Oggi in Italia- prosegue il Papa- si celebra la Giornata nazionale del sollievo per promuovere la solidarieta’ nei confronti dei malati. Rinnovo il mio apprezzamento a quanti specialmente in questo periodo hanno offerto e offrono la loro testimonianza di cura per il prossimo. Ricordo con gratitudine e ammirazione tutti coloro che sostenendo i malati in questa pandemia hanno dato la loro vita. Preghiamo in silenzio per i medici, i volontari, gli infermieri, tutti gli operatori della sanita’ e tanti che hanno donato la loro vita in questo periodo”.

PREGO PER AMAZZONIA, NON MANCHI A NESSUNO ASSISTENZA

Il Papa ricorda poi la situazione in Amazzonia: “Sette mesi fa si concludeva il Sinodo Amazzonico; oggi, festa di Pentecoste, invochiamo lo Spirito Santo perche’ dia luce e forza alla Chiesa e alla societa’ in Amazzonia, duramente provata dalla pandemia. Tanti sono i contagiati e i defunti, anche tra i popoli indigeni, particolarmente vulnerabili. Per intercessione di Maria, Madre dell’Amazzonia, prego per i piu’ poveri e indifesi di quella cara Regione, ma anche per quelli di tutto il mondo, e faccio appello affinche’ non manchi a nessuno l’assistenza sanitaria”.

INVESTIRE SU SALUTE E LAVORO, STOP A DISUGUAGLIANZE E POVERTÀ

“Lo Spirito Santo- continua papa Francesco- dona sapienza e consiglio. In questi giorni invochiamolo su quanti sono tenuti a prendere decisioni delicate e urgenti, perche’ proteggano la vita umana e la dignita’ del lavoro. Su questo si investa: sulla salute, sul lavoro, sull’eliminazione delle disuguaglianze e delle poverta’“.

“Mai come ora- aggiunge- ci serve uno sguardo ricco di umanita’: non si puo’ riprendere da capo a inseguire i propri successi senza preoccuparsi di chi e’ rimasto indietro. E anche se tanti faranno cosi’, il Signore ci chiede di cambiare rotta”.

DALLA CRISI NON SI ESCE UGUALI, SIATE MIGLIORI E UNITI

“Da una crisi come questa- sottolinea il Papa- non si esce uguali, come prima si esce o migliori o peggiori”. Bergoglio invita ad avere “il coraggio di cambiare, di essere migliori di prima e poter costruite positivamente la post-crisi della pandemia”.

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Bagnasco annuncia il successore: il francescano Marco Tasca sarà il nuovo arcivescovo di Genova https://www.dire.it/08-05-2020/457584-bagnasco-annuncia-il-successore-il-francescano-marco-tasca-sara-il-nuovo-arcivescovo-di-genova/ Fri, 08 May 2020 11:40:15 +0000 https://www.dire.it/?p=457584 bagnasco

Bagnasco saluta città: "Ma resterò a vivere qui"

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GENOVA –  “Restero’ a Genova, andro’ a vivere alla casa del clero. Dove volete che vada?”. Con il sorriso, l’arcivescovo, ormai emerito, di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, saluta i giornalisti e la citta’, dopo aver annunciato il suo successore, padre Marco Tasca. Il porporato restera’ in carica come amministratore apostolico fino all’ingresso canonico del francescano, che dovra’ avvenire entro tre mesi. Bagnasco, inoltre, manterra’ l’incarico di presidente dei vescovi europei fino alla scadenza naturale del mandato a fine 2021. “A monsignor Tasca va il piu’ fraterno e cordiale saluto mio personale, quello del clero, dei membri di vita consacrata, della comunita’ cristiana e civile- afferma Bagnasco, leggendo il messaggio ufficiale della nomina di Tasca- gli diamo un lieto benvenuto tra noi, con noi e per noi. Gli assicuriamo la nostra quotidiana preghiera, il pronto e generoso sostegno per la missione che il Signore ha affidato alla Chiesa: la salvezza delle anime”. Il cardinale assicura che “il popolo genovese, con la sua grande storia di lavoro, di coraggiosa intraprendenza, di fede umile e concreta, gia’ ora accoglie il nuovo pastore con gioia e dedizione, pronto a seguirlo nel cammino dietro a Gesu’, nel respiro della chiesa universale e del mondo”. Nel salutare e ringraziare la citta’, Bagnasco ricorda la visita di papa Francesco, tre anni fa, “che ha lasciato solchi di luce di fede nel cuore di tutti”. Infine, “a Genova, cominciando dai nostri Sacerdoti, esprimo la mia commossa gratitudine, e rinnovo il mio abbraccio di affetto e preghiera. Alla Santa vergine, madre e regina di Genova, affidiamo il papa, il nuovo arcivescovo, il clero, l’amata arcidiocesi”.

IL SINDACO BUCCI: “ACCOGLIAMO TASCA A BRACCIA APERTE”

“Benvenuto. Lo accogliamo a braccia aperte, siamo pronti a collaborare perche’ possa compiere la propria missione in armonia con tutta la citta’. La sua esperienza e la sua formazione saranno di grande aiuto per i fedeli ma anche per noi amministratori”. Cosi’ il sindaco di Genova, Marco Bucci, fervente cattolico, saluta il nuovo arcivescovo Marco Tasca. “Mi sia consentito un sentito ringraziamento per quanto il cardinale Angelo Bagnasco ha compiuto durante il suo esercizio- prosegue il primo cittadino- un genovese alla guida della diocesi di Genova, sempre presente in ogni situazione, sempre illuminante con le sue parole e il suo operato. Un uomo di infinito spessore morale ed intellettuale, che e’ stato guida importante non solo per la chiesa di Genova ma per l’intera comunita’ cittadina”.

NUOVO ARCIVESCOVO DI GENOVA: “FRATELLANZA E MISERCORDIA”

“Il Signore via dia pace”. Inizia cosi’ la prima lettera del nuovo arcivescovo, Marco Tasca, alla citta’ di Genova, annunciata dal suo predecessore Angelo Bagnasco che, in attesa dell’ingresso canonico (che dovra’ avvenire nell’arco di tre mesi), svolgera’ il compito di amministratore apostolico. “Il mio cuore e’ colmo di trepidazione per l’inattesa notizia“, scrive il francescano, che deve ancora essere consacrato a vescovo. Comunione, dialogo e relazione fraterna saranno i tre cardini del suo ministero. “Porto con me come la povera dote dei miei 40 anni di vita religiosa francescana- scrive ancora- ascolto e accoglienza di chi verra’ a bussare alla mia porta e, soprattutto, di chi si trova o si sente lontano dalla nostra comunita’ ecclesiale”. E nella preghiera che, dice, ha nel cuore da quando ha ricevuto l’annuncio da parte di papa Francesco, lancia il suo primo messaggio alla citta’: “Signore, mostraci il padre. La paternita’ e’ la cifra piu’ caratteristica della natura di Dio: e’ la fonte e il modello di ogni relazione all’interno della Chiesa, impariamo a essere, sentirci e vivere da fratelli. Ogni pagina del Vangelo ci insegna che la paternita’ di Dio si declina nella vita dell’uomo con i colori della misericordia, altra cifra indispensabile per comprendere il cuore del Padre. Misericordia significa ‘miser in corde dei’, il cuore del Padre e’ spalancato per tutti noi nella misura in cui siamo capaci di riconoscerci miseri”.

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L’appello di Papa Francesco: “Siate prudenti contro la pandemia” https://www.dire.it/28-04-2020/453167-lappello-di-papa-francesco-siate-prudenti-contro-la-pandemia/ Tue, 28 Apr 2020 09:59:20 +0000 https://www.dire.it/?p=453167 papa francesco

L'invito del Pontefice, pronunciato all'inizio della messa a Casa Santa Marta, è ad obbedire alle disposizioni

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L'invito del Pontefice, pronunciato all'inizio della messa a Casa Santa Marta, è ad obbedire alle disposizioni
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ROMA -A pochi giorni dall’avvio della Fase 2 durante la pandemia di Coronavirus, il 4 maggio, Papa Francesco invita alla prudenza. Lo fa con un discorso all’inizio della messa, in cui riassume la necessità di seguire le regole “perché la pandemia non torni”.

“In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni”, ha detto nell’introduzione alla Messa a Casa Santa Marta.

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VIDEO | Coronavirus, padre Yameogo: “Il mondo rinascerà dall’Ubuntu” https://www.dire.it/17-04-2020/448589-video-coronavirus-padre-yameogo-il-mondo-rinascera-dallubuntu/ Fri, 17 Apr 2020 14:18:17 +0000 https://www.dire.it/?p=448589 padre yameogo

Il responsabile della Comunicazioni sociali della Santa Sede guarda ai nuovi orizzonti che la crisi sanitaria del Covid-19 potrebbe aprire

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Il responsabile della Comunicazioni sociali della Santa Sede guarda ai nuovi orizzonti che la crisi sanitaria del Covid-19 potrebbe aprire
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ROMA – “Un ritorno dello Stato come garante dei diritti individuali e collettivi? E’ il mio sogno, e quello dell’Africa, dove si dice: ‘Io sono perché noi siamo’”. A parlare con l’agenzia Dire è padre Janvier Yameogo, origini burkinabé, da anni voce del dicastero della Santa sede per le Comunicazioni sociali. L’intervista, in collegamento Skype, guarda ai nuovi orizzonti che la crisi sanitaria del Covid-19 potrebbe aprire. Padre Yameogo parla dell'”ubuntu”, idea e filosofia, fonte di ispirazione per leader politici e pensatori: “Il concetto fu ripreso dal presidente Julius Nyerere, in Tanzania, che lo declinò come ‘ujamaa‘, a partire dall’assunto che il bene comune non può essere la somma né dei beni individuali né degli egoismi, ma va preparato insieme”.

Nel colloquio torna la parola “socialismo”, rientrata nel dibattito di queste settimane di pandemia con le riflessioni sul ruolo necessario degli Stati e della politica. “Lo vediamo nei fatti” sottolinea padre Yameogo: “Tutti i Paesi occidentali saranno obbligati a intervenire per poter salvare le aziende private“.

LEGGI ANCHE: Papa Francesco: “La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità, nessuno si salva da solo”

Secondo il responsabile vaticano, però, “non bisognerà agire così solo per un momento e poi tornare al capitalismo selvaggio che uccide, distrugge il pianeta, crea scarti e aggrava le fratture sociali”. Il futuro, in questa prospettiva, dovrebbe essere segnato dalla cooperazione globale piuttosto che dalle chiusure nazionalistiche.

Secondo padre Yameogo, decisioni come quella del presidente americano Donald Trump, che ha sospeso gli stanziamenti all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono “di corto respiro”. Un giudizio al quale si accompagna una citazione delle parole Papa Francesco, in occasione della benedizione “urbi et orbi”.

“Ha ricordato che dopo la Seconda guerra mondiale l’Europa potè risorgere grazie a un concreto spirito di solidarietà che le permise di superare le rivalità del passato” ricorda il responsabile vaticano. “Oggi è urgente ritrovare questa solidarietà, invece di coltivare l’inimicizia e la rivalità tra i popoli”. Il tema sarebbe quello della “fratellanza universale”, un orizzonte immaginabile solo in condizioni di parità e dignità.

Padre Yameogo lo sottolinea affrontando un altro punto chiave, nei giorni scorsi sul tavolo dei ministri del G20. “Sento parlare di moratoria del debito” dice il responsabile vaticano. “La verità è che l’Africa e i Paesi poveri hanno già pagato tanti interessi; oggi si deve chiedere una cancellazione per poter ripartire di nuovo“. Un auspicio rafforzato, ancora, da una citazione: “Martin Luther King diceva che se pensiamo di riprendere i nostri affari come prima commettiamo un grande sbaglio”.

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VIDEO | A Genova la benedizione delle Palme si fa in scooter https://www.dire.it/06-04-2020/443729-genova-benedizione-palme-scooter/ Mon, 06 Apr 2020 12:50:02 +0000 https://www.dire.it/?p=443729

Ad 'inventarla' don Roberto Fiscer, parroco genovese della Santissima Annunziata del Chiappeto

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Ad 'inventarla' don Roberto Fiscer, parroco genovese della Santissima Annunziata del Chiappeto
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GENOVA – Messe in tv, ramoscelli di ulivo e palmizi dai balconi. Ma la tradizione ha i suoi riti da rispettare, anche in tempi di coronavirus. Così, don Roberto Fiscer, parroco genovese della Santissima Annunziata del Chiappeto, si è inventato la benedizione delle Palme in scooter. Aspersorio, tonaca, stola e due ruote. Come dimostra il video postato dallo stesso sacerdote sul proprio profilo Facebook, basta poco per strappare un sorriso ai fedeli che non riescono a fare a meno della celebrazione che segna l’inizio della settimana santa.

Il sacerdote non è nuovo a iniziative al passo con i tempi: fondatore di “Radio fra le note”, già nei primi giorni dell’emergenza aveva lanciato il catechismo e l’oratorio sempre, rigorosamente via Facebook. E, poi, c’è la messa quotidiana in radio alle 20 e la domenica alle 12.

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Coronavirus, Papa Francesco ai giovani: “Il vero eroe è chi aiuta gli altri, non chi ha più soldi” https://www.dire.it/05-04-2020/443448-coronavirus-papa-francesco-ai-giovani-il-vero-eroe-e-chi-aiuta-gli-altri-non-chi-ha-piu-soldi/ Sun, 05 Apr 2020 12:42:45 +0000 https://www.dire.it/?p=443448

"La via del servizio e' la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita"

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"La via del servizio e' la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita"
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ROMA – Nell’omelia per la Domenica delle palme Papa Francesco si rivolge direttamente ai giovani: “La via del servizio e’ la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita. Cari amici, guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno se’ stessi per servire gli altri”.

Il papa invita i ragazzi a sentirsi “chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perche’ la vita e’ un dono che si riceve donandosi. E perche’ la gioia piu’ grande e’ dire si’ all’amore, senza se e senza ma. Dire si’ all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesu’ per noi”.

Annunciando il cammino spirituale della Settimana Santa, papa Francesco ha ricordato che “le persone e le famiglie che non potranno partecipare alle celebrazioni liturgiche sono invitate a raccogliersi in preghiera a casa, aiutate anche dai mezzi tecnologici”.

Bergoglio ha invitato a stringersi “spiritualmente ai malati, ai loro familiari e a quanti li curano con tanta abnegazione”, a pregare “per i defunti, nella luce della fede pasquale. Ciascuno e’ presente al nostro cuore, al nostro ricordo, alla nostra preghiera. Da Maria impariamo il silenzio interiore, lo sguardo del cuore, la fede amorosa per seguire Gesu’ sulla via della croce, che conduce alla gloria della Risurrezione. Lei cammina con noi e sostiene la nostra speranza”.

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Il Papa celebrerà i riti della Pasqua ‘senza concorso del popolo’ https://www.dire.it/01-04-2020/441676-papa-celebrazioni-pasqua/ Wed, 01 Apr 2020 06:55:05 +0000 https://www.dire.it/?p=441676 papa francesco

Non ci sara' la Messa crismale del Giovedi' Santo e la Via Crucis, invece che dal Colosseo, si svolgera' sul sagrato della basilica di San Pietro

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Non ci sara' la Messa crismale del Giovedi' Santo e la Via Crucis, invece che dal Colosseo, si svolgera' sul sagrato della basilica di San Pietro
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ROMA – “Il Santo Padre celebrera’ i Riti della Settimana Santa all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, senza concorso di popolo”. A renderlo noto e’ stata la sala stampa della Santa Sede. 

“In seguito alla straordinaria situazione che si e’ venuta a determinare, a causa della diffusione della pandemia da Covid-19, e tenendo conto delle disposizioni fornite dalla Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, con Decreto in data 25 marzo 2020- si legge nel comunicato- si e’ reso necessario un aggiornamento in relazione alle prossime celebrazioni liturgiche presiedute dal Santo Padre Francesco: sia in ordine al calendario, sia in ordine alle modalita’ di partecipazione”. 

Due le variazioni rispetto alla scansione tradizionale dei riti pasquale: non ci sara’ la Messa crismale del Giovedi’ Santo e la Via Crucis, invece che dal Colosseo, si svolgera’ sul sagrato della basilica di San Pietro. 

Il 5 aprile, Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Francesco celebrera’ la Messa alle ore 11. 

Il 9 aprile, Giovedi’ Santo, la Messa ‘in Coena Domini’ e’ in programma alle ore 18. 

Doppio appuntamento per il 10 aprile, Venerdi’ Santo: alle 18 il Papa presiedera’ la celebrazione della Passione del Signore e, alle 21, sul sagrato della basilica di San Pietro si svolgera’ la Via Crucis. 

Sabato Santo, 11 aprile, la veglia nella Notte Santa e’ in programma alle ore 21. 

Il 12 aprile, Domenica di Pasqua, la celebrazione per la Risurrezione del Signore si svolgera’ alle ore 11. 

Al termine, il Santo Padre impartira’ la Benedizione ‘Urbi et Orbi’.

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I riti di Pasqua senza popolo: come saranno le celebrazioni di Papa Francesco https://www.dire.it/31-03-2020/441037-i-riti-di-pasqua-senza-popolo-come-saranno-le-celebrazioni-di-papa-francesco/ Tue, 31 Mar 2020 07:02:23 +0000 https://www.dire.it/?p=441037 papa francesco

Non ci sarà la Messa crismale del Giovedì Santo e la Via Crucis si svolgerà sul sagrato della basilica di San Pietro

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ROMA – “Il Santo Padre celebrerà i Riti della Settimana Santa all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, senza concorso di popolo”. A renderlo noto è stata la sala stampa della Santa Sede.

“In seguito alla straordinaria situazione che si è venuta a determinare, a causa della diffusione della pandemia da Covid-19, e tenendo conto delle disposizioni fornite dalla Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, con Decreto in data 25 marzo 2020- si legge nel comunicato- si è reso necessario un aggiornamento in relazione alle prossime celebrazioni liturgiche presiedute dal Santo Padre Francesco: sia in ordine al calendario, sia in ordine alle modalità di partecipazione”.

Due le variazioni rispetto alla scansione tradizionale dei riti pasquale: non ci sarà la Messa crismale del Giovedì Santo e la Via Crucis, invece che dal Colosseo, si svolgerà sul sagrato della basilica di San Pietro. Il 5 aprile, Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Francesco celebrerà la Messa alle ore 11. Il 9 aprile, Giovedì Santo, la Messa ‘in Coena Domini’ è in programma alle ore 18. Doppio appuntamento per il 10 aprile, Venerdì Santo: alle 18 il Papa presiederà la celebrazione della Passione del Signore e, alle 21, sul sagrato della basilica di San Pietro si svolgerà la Via Crucis. Sabato Santo, 11 aprile, la veglia nella Notte Santa è in programma alle ore 21. Il 12 aprile, Domenica di Pasqua, la celebrazione per la Risurrezione del Signore si svolgerà alle ore 11. Al termine, il Santo Padre impartirà la Benedizione ‘Urbi et Orbi’.

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Coronavirus, il Papa celebrerà i riti di Pasqua senza ‘pubblico’ https://www.dire.it/30-03-2020/440532-coronavirus-il-papa-celebrera-i-riti-di-pasqua-senza-pubblico/ Mon, 30 Mar 2020 07:22:07 +0000 https://www.dire.it/?p=440532 papa francesco

Il programma dei riti della settimana santa prevede alcune variazioni: saranno celebrati nella Basilica di San Pietro senza la partecipazione dei fedeli

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Il programma dei riti della settimana santa prevede alcune variazioni: saranno celebrati nella Basilica di San Pietro senza la partecipazione dei fedeli
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ROMA – “Il Santo Padre celebrerà i riti della settimana santa all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, senza concorso di popolo”. A renderlo noto è stata la sala stampa della Santa Sede.

“In seguito alla straordinaria situazione che si è venuta a determinare, a causa della diffusione della pandemia da Covid-19, e tenendo conto delle disposizioni fornite dalla Congregazione del culto divino e la Disciplina dei sacramenti, con decreto in data 25 marzo 2020- si legge nel comunicato- si è reso necessario un aggiornamento in relazione alle prossime celebrazioni liturgiche presiedute dal Santo Padre Francesco: sia in ordine al calendario, sia in ordine alle modalità di partecipazione”.

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Due le variazioni rispetto alla scansione tradizionale dei riti pasquale: non ci sarà la Messa crismale del giovedì santo e la Via Crucis, invece che dal Colosseo, si svolgerà sul sagrato della basilica di San Pietro. Il 5 aprile, domenica delle Palme e della Passione del Signore, Francesco celebrerà la Messa alle ore 11.

Il 9 aprile, giovedì santo, la Messa ‘in Coena Domini’ è in programma alle ore 18.

Doppio appuntamento per il 10 aprile, Venerdì Santo: alle 18 il Papa presiederà la celebrazione della Passione del Signore e, alle 21, sul sagrato della basilica di San Pietro si svolgerà la Via Crucis.

Sabato Santo, 11 aprile, la veglia nella notte santa è in programma alle ore 21.

Il 12 aprile, domenica di Pasqua, la celebrazione per la Risurrezione del Signore si svolgerà alle ore 11. Al termine, il Santo Padre impartirà la benedizione ‘Urbi et Orbi’.

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Papa Francesco all’Angelus prega per i detenuti: “Evitare tragedie” https://www.dire.it/29-03-2020/440398-papa-francesco-allangelus-prega-per-i-detenuti-evitare-tragedie/ Sun, 29 Mar 2020 10:36:25 +0000 https://www.dire.it/?p=440398

"Chiedo alle autorità di essere sensibili a questo grave problema e di prendere le misure necessarie per evitare tragedie future"

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"Chiedo alle autorità di essere sensibili a questo grave problema e di prendere le misure necessarie per evitare tragedie future"
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ROMA – Papa Francesco, al termine dell’Angelus, ha rivolto un pensiero particolare ai carcerati.

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“In questo momento il mio pensiero va, in modo speciale, a tutte le persone che patiscono la vulnerabilità di essere costretti a vivere in gruppo, case di riposo, caserme. In modo speciale vorrei menzionare le persone nelle carceri. Ho letto un appunto ufficiale del commissario per i diritti umani che parla del problema delle carceri sovraffollate che potrebbero diventare una tragedia. Chiedo alle autorità di essere sensibili a questo grave problema e di prendere le misure necessarie per evitare tragedie future”. 

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In Vaticano sei casi di Coronavirus, il Papa e i suoi collaboratori non sono coinvolti https://www.dire.it/28-03-2020/440278-in-vaticano-sei-casi-di-coronavirus-il-papa-e-i-suoi-collaboratori-non-sono-coinvolti/ Sat, 28 Mar 2020 16:22:34 +0000 https://www.dire.it/?p=440278 vaticano

Alcuni dei contagiati risiedono proprio a Santa Marta, come il Pontefice

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Alcuni dei contagiati risiedono proprio a Santa Marta, come il Pontefice
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ROMA – “Nei giorni scorsi, nell’ambito dei controlli effettuati dalla Direzione Sanità Igiene dello Stato della Città del Vaticano in ottemperanza alle direttive sulla emergenza corona virus, è stata individuata un’altra positività al Covid-19: si tratta di un officiale della Segreteria di Stato residente a Santa Marta che, presentando alcuni sintomi, era stato successivamente messo in isolamento fiduciario. Al momento le sue condizioni di salute non presentano particolari criticità, ma in via cautelativa la persona è stata ricoverata in un ospedale romano sotto osservazione, in stretto contatto con le autorità della Direzione Sanità e Igiene”. Lo dice il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

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“A seguito del riscontro positivo- prosegue- sono state prese misure secondo i protocolli sanitari previsti, sia relativamente alla sanificazione degli ambienti, al luogo di lavoro e di residenza dell’interessato, sia rispetto alla ricostruzione dei contatti avuti nei giorni precedenti al riscontro. Le autorità sanitarie hanno effettuato test sulle persone a più stretto contatto con la positività individuata. I risultati hanno confermato l’assenza di altri casi positivi tra quanti risiedono a Casa Santa Marta, e una ulteriore positività tra i dipendenti della Santa Sede a più stretto contatto con l’officiale”.

“In via precauzionale- dice ancora-, visto questo ulteriore riscontro, sono stati adottati opportuni provvedimenti di sanificazione e sono stati effettuati nuovi test, in totale con i precedenti oltre 170, sui dipendenti della Santa Sede e i residenti della Domus. Questi ultimi test hanno dato tutti esito negativo. Le persone affette da Covid-19 tra dipendenti della Santa Sede e cittadini dello Stato della Città del Vaticano sono, dunque, attualmente 6. Posso confermare che non sono coinvolti né il Santo Padre, né i suoi più stretti collaboratori“.

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Papa Francesco: “La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità, nessuno si salva da solo” https://www.dire.it/27-03-2020/440056-papa-francesco-la-tempesta-smaschera-la-nostra-vulnerabilita-nessuno-si-salva-da-solo/ Fri, 27 Mar 2020 17:43:20 +0000 https://www.dire.it/?p=440056 papa francesco

Papa Francesco ha pregato in una piazza San Pietro vuota, sulle parole dell'evangelista Marco e della parabola della barca nella tempesta

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Papa Francesco ha pregato in una piazza San Pietro vuota, sulle parole dell'evangelista Marco e della parabola della barca nella tempesta
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ROMA – “Le nostre vite sono sostenute da persone che di solito passano inosservate, che sfuggono alle riviste e ai giornali, ma che pure stanno scrivendo le pagine della nostra storia: medici, infermieri, addetti ai supermercati, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari religiosi: tanti hanno compreso che nessuno si salva da solo“. Cosi’ Papa Francesco, nel corso della preghiera e benedizione ‘Urbi et Orbi’, annunciata domenica durante l’Angelus nell’emergenza coronavirus.

A quanti si uniranno spiritualmente a questo momento tramite i media, il Pontefice ha assicurato l’indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica.

A fare da sfondo, l’immagine della “Salus Populi Romani” e il Crocifisso di San Marcello al Corso, invocato per liberazione della citta’ eterna dalla peste del 1522, davanti al quale Francesco ha pregato il 15 marzo scorso dopo aver raggiunto la chiesa romana percorrendo un tratto di via del Corso a piedi, da solo, in una Roma deserta.

Papa Francesco ha pregato in una piazza San Pietro vuota, sulle parole dell’evangelista Marco e della parabola della barca nella tempesta. Il Pontefice ha dedicato un pensiero anche all’operato degli insegnanti in questi giorni di crisi e chiusura delle scuole. Davanti alla sofferenza, ha continuato Francesco, “si misura lo sviluppo dei nostri popoli. Stiamo sperimentando la preghiera di Gesu’: essere una sola cosa”. Il Papa ha aggiunto: “Non siamo autosufficienti: da soli affondiamo“.

Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate nelle nostre piazze, strade e citta’. Si sono impadronite delle nostre vite e le hanno riempite di un silenzio assordante. Si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo, siamo stati presi da una tempesta improvvisa e ci siamo accorti di stare sulla stessa barca, tutti fragili, ma anche necessari. Tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. Come quei discepoli hanno detto ‘siamo perduti’, anche noi abbiamo capito che non possiamo andare da soli ma dobbiamo stare insieme. La tempesta smaschera la nostra vulnerabilita’, lasciando scoperte le nostre false sicurezze su cui abbiamo costruito agende, abitudini e priorita’”.

“Da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta”.

Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio“, le parole di Francesco: “Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori”. “Ci chiedi di non avere paura”, ha proseguito il Papa: “Ma la nostra fede e’ debole e siamo timorosi. Pero’ Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: ‘Voi non abbiate paura’. E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perche’ Tu hai cura di noi'”.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarieta’ del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creativita’ che solo lo Spirito e’ capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalita’, di fraternita’ e di solidarieta’. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e da’ speranza”.

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Coronavirus, il Papa prega al Crocifisso che fece finire la grande peste https://www.dire.it/15-03-2020/434084-coronavirus-il-papa-prega-al-crocifisso-che-fece-finire-la-grande-peste/ Sun, 15 Mar 2020 18:27:06 +0000 https://www.dire.it/?p=434084 papa francesco crocifisso peste

Il Santo Padre ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso per pregare davanti al Crocifisso 'miracoloso' che fu portato in processione nel 1522

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Il Santo Padre ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso per pregare davanti al Crocifisso 'miracoloso' che fu portato in processione nel 1522
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ROMA – “Questo pomeriggio, poco dopo le 16, Papa Francesco ha lasciato il Vaticano in forma privata e si è recato in visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore, per rivolgere una preghiera alla Vergine, Salus populi Romani, la cui icona è lì custodita e venerata. Successivamente, facendo un tratto di Via del Corso a piedi, come in pellegrinaggio, il Santo Padre ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso, dove si trova il Crocifisso miracoloso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della città perché finisse la “Grande Peste” a Roma”. Lo fa sapere il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, la Protezione civile: 368 nuovi morti, in totale 1.809. Positivi 20.603″

(Foto Vatican Media)

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Coronavirus, la Chiesa di Bologna sospende le Messe: quella delle Ceneri va in tv https://www.dire.it/24-02-2020/425687-coronavirus-la-chiesa-di-bologna-sospende-le-messe-quella-delle-ceneri-va-in-tv/ Mon, 24 Feb 2020 12:59:12 +0000 https://www.dire.it/?p=425687

Il cardinale Zuppi ferma tutto: "Dare risposte serie e unitarie, no agli allarmismi"

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Il cardinale Zuppi ferma tutto: "Dare risposte serie e unitarie, no agli allarmismi"
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BOLOGNA – Anche la Curia di Bologna ha deciso di sospendere ogni attività per questa settimana, a seguito dell’ordinanza della Regione Emilia-Romagna per l’emergenza legata al coronavirus. E così sono sospese tutte le celebrazioni, compresa quella di dopodomani per il Mercoledì delle Ceneri. Che sarà però trasmessa in televisione, per consentire a tutti i fedeli di partecipare.

“Sarà possibile seguire su E’tv-Rete7 e su Radio Nettuno la Santa Messa da me celebrata in cattedrale alle 17.30 con una rappresentanza ristretta di fedeli- rende noto l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi- sarà proposto anche un testo per la preghiera in famiglia all’inizio della Quaresima. Alle 21 potremo unirci e condividere questo momento di preghiera che guiderò dal Santuario di San Luca, collegandoci agli stessi canali tv e radio”.

Per tutta la settimana, dunque fino a domenica 1 marzo, “sono sospese le celebrazioni con grande afflusso di fedeli”, fa sapere la Curia bolognese, che raccomanda di attenersi “sempre a criteri di prudenza, evitando in ogni modo concentrazione di persone in volumi ristretti e per lungo tempo”.

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Le chiese rimangono aperte al culto e alla preghiera individuale, ma “non a gruppi”. Le messe feriali, inoltre, “se sono partecipate da pochi fedeli, si possono celebrare in spazi larghi”. In ogni caso, nelle celebrazioni è sospeso lo scambio del segno di pace ed è consigliato ai fedeli di ricevere la comunione in mano, non in bocca. Sarà inoltre tolta l’acqua benedetta dalle acquasantiere. Per i funerali, se molto partecipati, si suggerisce di limitarsi al rito delle esequie “nella forma più breve”. Sospese anche le benedizioni pasquali e gli incontri di catechismo, gruppi parrocchiali, attività di oratorio, dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche. 

La Chiesa di Bologna ha poi disposto la chiusura anche dei centri d’ascolto Caritas diocesana e parrocchiali: si potranno fissare colloqui solo se “strettamente necessari” previo accordo telefonico. Inoltre, “le eventuali (solo se necessarie) distribuzioni alimentari avvengano per singolo appuntamento, mentre sono sospese le distribuzioni di vestiti”. Le mense parrocchiali forniranno i pasti “in porzioni singole e d’asporto”. Per le celebrazioni di domenica prossima, 1 marzo, saranno date nuove disposizioni in base all’evolversi della situazione. “Siamo tutti interessati ad affrontare con determinazione, senza panico né leggerezza, una situazione che chiede vigilanza e senso del bene comune- afferma Zuppi- sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Proviamo paura e come sempre questa chiede risposte serie e unitarie, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione ma senza allarmismi. Molte nostre riunioni non si potranno svolgere. Questo ci aiuterà a comprenderne il valore con maggiore profondità e ad avere più tempo per la riflessione e la preghiera personale. Sentiamo la vicinanza premurosa di Gesù, medico buono degli uomini, del quale sperimentiamo la solidarietà e la protezione”.

Per il Mercoledì delle Ceneri, continua il cardinale, “non potremo riunirci fisicamente per le celebrazioni nei nostri luoghi abituali. Cerchiamo di vivere questo tempo forte in unità di cuori e di preghiera, ricordando soprattutto i malati, quanti sono colpiti dal coronavirus e quanti in modi diversi si adoperano per limitarne le conseguenze, in particolare il personale sanitario e di ricerca scientifica. Affidiamo alla materna intercessione della Madonna di San Luca noi e tutti i suoi figli“, conclude Zuppi.

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Dopo 400 anni tornano nella Cappella Sistina i dieci arazzi di Raffaello https://www.dire.it/17-02-2020/422853-dopo-400-anni-tornano-nella-cappella-sistina-i-dieci-arazzi-di-raffaello/ Mon, 17 Feb 2020 14:02:06 +0000 https://www.dire.it/?p=422853

I preziosissimi manufatti raffaelleschi resteranno esposti ai lati del Giudizio universale fino al 23 febbraio

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I preziosissimi manufatti raffaelleschi resteranno esposti ai lati del Giudizio universale fino al 23 febbraio
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ROMA – Per la prima volta dopo 400 anni i 10 arazzi con gli Atti degli apostoli concepiti e disegnati su cartoni da Raffaello Sanzio vengono esposti tutti insieme nella Cappella Sistina. In occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte del genio, i Musei Vaticani, diretti da Barbara Jatta, presentano i preziosissimi manufatti raffaelleschi che resteranno esposti ai lati del Giudizio universale da oggi al 23 febbraio (in concomitanza con la domenica gratuita dei Musei vaticani). 

Una settimana per partecipare a questa “catechesi visiva” che segue le due esposizioni del 1983 e del 2010 che però non presentavano tutti il ciclo completo commissionato a Raffaello da Leone X nel 1515.

“È un evento eccezionale- ha detto Jatta- siamo consapevoli della delicatezza degli arazzi, ma sono nati per essere arrotolati e spostati. E poi, lo stesso Papa Francesco ha ricordato Raffaello come artista che è riuscito a esprimere concordia, libertà e bellezza, elementi che conducono a valori più alti e che vanno condivisi. Il Pontefice- ha aggiunto- ci ha detto che i Musei Vaticani devono essere musei aperti, in grado di veicolare il messaggio di fede“.

L’ultima volta che il ciclo è stato esposto al completo risale alla fine del Cinquecento, ha spiegato Alessandra Rodolfo, curatore del reparto arazzi dei Musei Vaticani. Ogni opera, ha aggiunto, ha un peso di 50-60 chili per una superficie di 30 metri quadrati.

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Papa Bergoglio: “Allattate i bambini, anche nella Cappella Sistina” https://www.dire.it/12-01-2020/409200-papa-bergoglio-giusto-allattare-bambini-anche-nella-cappella-sistina/ Sun, 12 Jan 2020 12:37:22 +0000 https://www.dire.it/?p=409200

Questa mattina il Pontefice ha battezzato 32 bambini

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Questa mattina il Pontefice ha battezzato 32 bambini
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ROMA –Papa Francesco invita ad allattare i bambini, anche in chiesa. Lo ha fatto questa mattina nel corso della celebrazione in Cappella Sistina, durante la quale ha battezzato 32 bambini. “I bambini non sono abituati a venire alla Sistina, è la prima volta. Non sono abituati a essere vestiti così, per una festa. Si sentiranno a disagio. Comincera’ uno poi iniziera’ il concerto. Ma non bisogna spaventarsi. Se il bambino piange e’ perche’ ha caldo, o ha fame. Non bisogna spaventarsi. Si puo’ allattare qui. Quando un bambino piange in chiesa e’ una bella predica. Bisogna solo accertarsi che stia bene e andiamo avanti”, ha detto il Papa.

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VIDEO | Una fedele strattona il Papa: lui perde la pazienza, poi si scusa https://www.dire.it/01-01-2020/406341-video-una-fedele-strattona-il-papa-lui-perde-la-pazienza-oggi-le-scuse/ Wed, 01 Jan 2020 15:06:44 +0000 https://www.dire.it/?p=406341

L'episodio è successo in piazza San Pietro: una fedele troppo insistente lo ha strattonato e lui si è arrabbiato. Oggi ha chiesto scusa: "Brutto esempio"

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ROMA – Da dietro la transenna, una donna gli ha afferrato la mano e ha tirato con forza, cercando di far avvicinare il Papa a sè. Lui si è infastidito e ha reagito male, prima cercando di sfilare la mano, poi tirandola indietro con forza e allontanandosi con il volto arrabbiato. Le immagini della reazione infastidita che ha avuto ieri sera Papa Francesco di fronte a una fedele ‘insistente’ sono diventate subito virali sui social. L’episodio è avvenuto in Piazza San Pietro subito dopo la celebrazione del Te Deum.

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Papa Bergoglio si arrabbia, l’ironia e i meme sui social

Di fronte alla immagini, lo scontro si è acceso subito, a colpi di centinaia di tweet, tra chi attacca il Papa e chi lo difende. Diversi anche i messaggi di chi derubrica quanto accaduto con un pizzico di ironia. Fidelio, ad esempio, in un tweet riprende la frase finale di un celebre sketch di Gigi Proietti, con una piccola variante, il Cavaliere Nero diventa infatti il Cavaliere Bianco. E scrive: “Ar cavaliere bianco nun je devi cacà er c…”.

Scherza anche Rosina: “Fallo di reazione. Il Papa salterà per squalifica i prossimi quattro Angelus”. Cetty riprende una battuta dal film ‘Bianco, rosso e verdone’: “Sta mano po’ esse fero e po’ esse piuma…”. Scherza anche Martin Leather King “Comunque non vorrei essere nei panni dell’unica che è riuscita a fare incazzare il Papa, fossi stato io sarei morto dentro”, per Darkskywriter si tratta di “Cinquanta sfumature di bianco”.

OGGI LE SCUSE: “ANCH’IO OGNI TANTO PERDO LA PAZIENZA”

Oggi Papa Francesco, al termine dell’Angelus, si è scusato per la rezione infastidita di ieri sera: “Gesù non ha tolto il male dal mondo ma lo ha sconfitto alla radice. La sua salvezza non è magica, ma è una salvezza ‘paziente’, cioè comporta la pazienza dell’amore, che si fa carico dell’iniquità e le toglie il potere. La pazienza dell’amore: l’amore ci fa pazienti. Tante volte perdiamo la pazienza; anch’io, e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri“.

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Papa Francesco: “Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio” https://www.dire.it/01-01-2020/406333-papa-francesco-ogni-violenza-inferta-alla-donna-e-una-profanazione-di-dio/ Wed, 01 Jan 2020 11:13:48 +0000 https://www.dire.it/?p=406333

Papa Bergoglio apre il 2020 con un'omelia dedicata alla donna durante la Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio

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Papa Bergoglio apre il 2020 con un'omelia dedicata alla donna durante la Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio
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ROMA – “La rinascita dell’umanità è cominciata dalla donna. Le donne sono fonti di vita. Eppure sono continuamente offese, picchiate, violentate, indotte a prostituirsi e a sopprimere la vita che portano in grembo. Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da donna”. Così Papa Francesco nell’omelia della Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 53ma Giornata Mondiale della Pace.

“Dal corpo di una donna- aggiunge- è arrivata la salvezza per l’umanità: da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità. Quante volte il corpo della donna viene sacrificato sugli altari profani della pubblicità, del guadagno, della pornografia, sfruttato come superficie da usare. Va liberato dal consumismo, va rispettato e onorato; è la carne più nobile del mondo, ha concepito e dato alla luce l’Amore che ci ha salvati”.

“MATERNITÀ UMILIATA, INTERESSA SOLO CRESCITA ECONOMICA”

“Oggi pure la maternità viene umiliata, perché l’unica crescita che interessa è quella economica. Ci sono madri, che rischiano viaggi impervi per cercare disperatamente di dare al frutto del grembo un futuro migliore e vengono giudicate numeri in esubero da persone che hanno la pancia piena, ma di cose, e il cuore vuoto di amore”, ha detto ancora papa Francesco.

“È proprio della donna prendere a cuore la vita- aggiunge Papa Francesco-. La donna mostra che il senso del vivere non è continuare a produrre cose, ma prendere a cuore le cose che ci sono. Solo chi guarda col cuore vede bene, perché sa ‘vedere dentro’: la persona al di là dei suoi sbagli, il fratello oltre le sue fragilità, la speranza nelle difficoltà; vede Dio in tutto.

“SE VOGLIAMO MONDO MIGLIORE CI STIA A CUORE DIGNITÀ DI OGNI DONNA”

“Mentre cominciamo il nuovo anno chiediamoci: ‘So guardare col cuore? So guardare col cuore le persone? Mi sta a cuore la gente con cui vivo, o le distruggo con le chiacchiere? E soprattutto, ho al centro del cuore il Signore? O altri valori, altri interessi, la mia promozione, le ricchezze, il potere?’. Solo se la vita ci sta a cuore sapremo prendercene cura e superare l’indifferenza che ci avvolge. Chiediamo questa grazia: di vivere l’anno col desiderio di prendere a cuore gli altri, di prenderci cura degli altri”, ha affermato il Papa. “E se vogliamo un mondo migliore– aggiunge-, che sia casa di pace e non cortile di guerra, ci stia a cuore la dignità di ogni donna. Dalla donna è nato il Principe della pace. La donna è donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali. Perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo si ritrova più unito e più in pace. Perciò, una conquista per la donna è una conquista per l’umanità intera”.

“LA CHIESA È DONNA, HA UN CUORE DI MADRE”

“Gesù, appena nato, si è specchiato negli occhi di una donna, nel volto di sua madre. Da lei ha ricevuto le prime carezze, con lei ha scambiato i primi sorrisi. Con lei ha inaugurato la rivoluzione della tenerezza. La Chiesa, guardando Gesù bambino, è chiamata a continuarla. Anch’ella, infatti, come Maria, è donna e madre, la Chiesa è donna e madre, e nella Madonna ritrova i suoi tratti distintivi. Vede lei, immacolata, e si sente chiamata a dire ‘no’ al peccato e alla mondanità. Vede lei, feconda, e si sente chiamata ad annunciare il Signore, a generarlo nelle vite. Vede lei, madre, e si sente chiamata ad accogliere ogni uomo come un figlio”, ha detto ancora papa Francesco.

“Avvicinandosi a Maria- aggiunge- la Chiesa si ritrova, ritrova il suo centro, ritrova la sua unità. Il nemico della natura umana, il diavolo, cerca invece di dividerla, mettendo in primo piano le differenze, le ideologie, i pensieri di parte e i partiti. Ma non capiamo la Chiesa se la guardiamo a partire dalle strutture, a partire dai programmi e dalle tendenze, dalle ideologie, dalle funzionalità: coglieremo qualcosa, ma non il cuore della Chiesa. Perché la Chiesa ha un cuore di madre.

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Migranti, il Papa: “Bloccare le navi non risolve problema” https://www.dire.it/19-12-2019/404324-migranti-il-papa-bloccare-le-navi-non-risolve-problema/ Thu, 19 Dec 2019 12:00:37 +0000 https://www.dire.it/?p=404324

"È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare", ha detto papa Bergoglio, lanciando un appello a "mettere da parte gli interessi economici" e a "soccorrere e salvare"

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"È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare", ha detto papa Bergoglio, lanciando un appello a "mettere da parte gli interessi economici" e a "soccorrere e salvare"
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ROMA – “Come possiamo non ascoltare il grido disperato di tanti fratelli e sorelle che preferiscono affrontare un mare in tempesta piuttosto che morire lentamente nei campi di detenzione libici, luoghi di tortura e schiavitù ignobile?”. È il primo di una serie esigente di interrogativi con cui il Papa ha concluso il suo discorso ai rifugiati arrivati recentemente da Lesbo con i corridoi umanitari.

“Come possiamo rimanere indifferenti di fronte agli abusi e alle violenze di cui sono vittime innocenti, lasciandoli alle mercé di trafficanti senza scrupoli?”, ha proseguito Francesco: “Come possiamo ‘passare oltre’, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano, facendoci così responsabili della loro morte?”. “La nostra ignavia è peccato!”, il monito del Papa: “Ringrazio il Signore per tutti coloro che hanno deciso di non restare indifferenti e si prodigano a soccorrere il malcapitato sulla via verso Gerico, senza farsi troppe domande sul come o sul perché il povero mezzo morto sia finito sulla loro strada”.

Non è bloccando le loro navi che si risolve il problema”, la tesi di Francesco: “Bisogna impegnarsi seriamente a svuotare i campi di detenzione in Libia, valutando e attuando tutte le soluzioni possibili. Bisogna denunciare e perseguire i trafficanti che sfruttano e maltrattano i migranti, senza timore di rivelare connivenze e complicità con le istituzioni. Bisogna mettere da parte gli interessi economici perché al centro ci sia la persona, ogni persona, la cui vita e dignità sono preziose agli occhi di Dio. Bisogna soccorrere e salvare, perché siamo tutti responsabili della vita del nostro prossimo, e il Signore ce ne chiederà conto al momento del giudizio”.

“MORTI IN MARE VITTIME DELL’INGIUSTIZIA”

“Siamo di fronte ad un’altra morte causata dall’ingiustizia. Già, perché è l’ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre. È l’ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione”. Così il Papa ha salutato i rifugiati arrivati recente da Lesbo con i corridoi umanitari. Nell’accesso al palazzo apostolico dal Cortile del Belvedere, Francesco ha fatto collocare una croce in ricordo dei migranti e dei rifugiati, appesa alla quale ha collocato un giubbotto salvagente come simbolo dei tanti morti senza nome annegati nel Mediterraneo mentre erano in cerca della salvezza.

“È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare”, ha ribadito Francesco sulla scorta del suo primo viaggio apostolico a Lampedusa: “Il giubbotto ‘veste’ una croce in resina colorata, che vuole esprimere l’esperienza spirituale che ho potute cogliere dalle parole dei soccorritori. In Gesù Cristo la croce è fonte di salvezza, ‘stoltezza per quelli che si perdono – dice San Paolo -, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio’”.

“Questo è il secondo giubbotto salvagente che ricevo in dono”, ha spiegato il Papa: “Il primo mi è stato regalato qualche anno fa da un gruppo di soccorritori. Apparteneva a una bambina che è annegata nel Mediterraneo. L’ho donato poi ai due Sottosegretari della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Ho detto loro: ‘Ecco la vostra missione!’”.

“Con ciò ho voluto significare l’imprescindibile impegno della Chiesa a salvare le vite dei migranti, per poi poterli accogliere, proteggere, promuovere ed integrare”, ha sottolineato Francesco, specificando che “questo secondo giubbotto, consegnato da un altro gruppo di soccorritori solo qualche giorno fa, è appartenuto a un migrante scomparso in mare lo scorso luglio. Nessuno sa chi fosse o da dove venisse. Solo si sa che il suo giubbotto è stato recuperato alla deriva nel Mediterraneo centrale, il 3 luglio 2019, a determinate coordinate geografiche”.

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Monsignor Galantino: “Scelgo il confine…dove si accoglie” https://www.dire.it/18-12-2019/403765-monsignor-galantino-scelgo-il-confine-dove-si-accoglie/ Wed, 18 Dec 2019 12:15:27 +0000 https://www.dire.it/?p=403765

A Palazzo Firenze la presentazione di 'Sul confine. Incontri che vincono le paure'

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A Palazzo Firenze la presentazione di 'Sul confine. Incontri che vincono le paure'
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ROMA – “Oggi il nostro Paese e il nostro cattolicesimo sono tentati dal provincialismo, ricaduta del mondo globale e anticamera del nazionalismo”, ha sostenuto Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, durante la presentazione, ieri a Palazzo Firenze, di ‘Sul confine. Incontri che vincono le paure’, l’ultimo libro di Mons. Nunzio Galantino (ed. Piemme, 2019), a cui hanno partecipato anche l’autore e Marco Damilano.

Il Prof. Riccardi ha poi proseguito: “Una parte di questa società è alla ricerca dell’uomo forte e delle semplificazioni, che non di rado sono bugie; le parole di papa Francesco sui migranti, che qualcuno evoca per ingigantire la paura, sono in realtà nel solco della tradizione dei papi del Novecento, da Pio XII a Paolo VI e Giovanni Paolo II. Nel dibattito odierno non emerge a sufficienza quanto i migranti siano essenziali per la rigenerazione del nostro Paese”.

Mons. Galantino ha voluto rimarcare il significato del titolo scelto: “Assistiamo a un tentativo di tradimento semantico della parola ‘confine’, che è usata come sinonimo di ‘barriera’ e invece significa ‘soglia’, ovvero dove si piazza la porta e si accolgono le persone. Il confine non va superato o annullato, ma riconosciuto e abitato tutti i giorni con intelligenza. Va accolto il messaggio pressante di papa Francesco di una Chiesa in uscita: è un invito culturale di uscita dalla retorica, dai luoghi comuni e dal politicamente corretto. È un esercizio di libertà”.

Molti sono i ‘confini’ rintracciati da Marco Damilano nel volume – quelli della coscienza, quelli tra laici e cattolici, quelli tra uomo e dolore: “Tra questi scelgo quello più familiare che ci permette di fare il punto sulla presenza sociale e politica dei cattolici italiani. Non c’è impegno politico dei cattolici senza un retroterra sociale, culturale, spirituale. Questo è ciò che è mancato di più negli ultimi vent’anni: in questo presente in cui siamo schiacciati, viene meno la valutazione razionale del possibile, ovvero la terra, e la sofferenza per l’impossibile, ovvero la tensione verso il cielo”.

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Papa Francesco: “Un mondo senza armi nucleari è possibile e necessario” https://www.dire.it/24-11-2019/394563-papa-francesco-un-mondo-senza-armi-nucleari-e-possibile-e-necessario/ Sun, 24 Nov 2019 14:12:18 +0000 https://www.dire.it/?p=394563

Il discorso del Pontefice all'Atomic Bomb Hypocenter Park di Nagasaki, situato all'interno del Parco della Pace

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Il discorso del Pontefice all'Atomic Bomb Hypocenter Park di Nagasaki, situato all'interno del Parco della Pace
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ROMA  – “Nella convinzione che un mondo senza armi nucleari è possibile e necessario, chiedo ai leader politici di non dimenticare che queste non ci difendono dalle minacce alla sicurezza nazionale e internazionale del nostro tempo. Occorre considerare l’impatto catastrofico del loro uso dal punto di vista umanitario e ambientale, rinunciando a rafforzare un clima di paura, diffidenza e ostilità, fomentato dalle dottrine nucleari”. Cosi’ Papa Francesco nel suo Messaggio sulle Armi, all’Atomic Bomb Hypocenter Park di Nagasaki, situato all’interno del Parco della Pace.

“Un mondo in pace, libero da armi nucleari- dice ancora il Papa-, è l’aspirazione di milioni di uomini e donne in ogni luogo. Trasformare questo ideale in realtà richiede la partecipazione di tutti: le persone, le comunità religiose, le società civili, gli Stati che possiedono armi nucleari e quelli che non le possiedono, i settori militari e privati e le organizzazioni internazionali. La nostra risposta alla minaccia delle armi nucleari dev’essere collettiva e concertata, basata sull’ardua ma costante costruzione di una fiducia reciproca che spezzi la dinamica di diffidenza attualmente prevalente”. “La Chiesa Cattolica, da parte sua- aggiunge-, è irrevocabilmente impegnata nella decisione di promuovere la pace tra i popoli e le nazioni: è un dovere per il quale si sente obbligata davanti a Dio e davanti a tutti gli uomini e le donne di questa terra. Non possiamo mai stancarci di lavorare e di insistere senza indugi a sostegno dei principali strumenti giuridici internazionali di disarmo e non proliferazione nucleare, compreso il Trattato sul divieto delle armi nucleari”.

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Il Papa ai giovani thailandesi: “Non passate la vita seduti sul divano” https://www.dire.it/21-11-2019/393327-il-papa-ai-giovani-thailandesi-non-passate-la-vita-seduti-sul-divano/ Thu, 21 Nov 2019 09:44:40 +0000 https://www.dire.it/?p=393327

"Vivi la vita, costruisci la vita, fai, vai avanti! Vai sempre avanti nel cammino", ha esortato il Pontefice

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"Vivi la vita, costruisci la vita, fai, vai avanti! Vai sempre avanti nel cammino", ha esortato il Pontefice
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ROMA – Videomessaggio di Papa Francesco rivolto ai giovani thailandesi riuniti in una veglia di preghiera.

“So che stasera state facendo una veglia di preghiera, state pregando. E so che altri stanno camminando, che vengono qui. Belle queste due cose! Pregare e camminare!”, ha detto il Pontefice, in spagnolo.

“Nella vita – ha proseguito Francesco – bisogna fare queste due cose: avere il cuore aperto a Dio, perché da lui riceviamo la forza; e camminare, perché non si può stare fermi nella vita”.

“Un giovane non può andare in pensione a 20 anni! Deve camminare. Sempre oltre, sempre in salita”, ha ribadito il Papa: “Qualcuno di voi mi può dire: ‘Sì, Padre, ma a volte io sono debole e cado’. Non importa! C’è una canzone alpina che dice: ‘Nell’arte di salire, ciò che conta non è non cadere, ma non rimanere a terra’”. “Ti consiglio queste due cose”, il consiglio rivolto a ciascun giovane: “Non rimanere mai a terra, alzati subito, che qualcuno ti aiuti ad alzarti. Prima cosa. Seconda cosa: non passare la tua vita seduto sul divano! Vivi la vita, costruisci la vita, fai, vai avanti! Vai sempre avanti nel cammino. Impegnati. E avrai una felicità straordinaria, te lo assicuro”.

Fonte: agensir

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I dieci milioni da Faac alla Chiesa per aiutare chi ha bisogno https://www.dire.it/20-11-2019/393054-i-dieci-milioni-da-faac-alla-chiesa-per-aiutare-chi-ha-bisogno/ Wed, 20 Nov 2019 14:47:59 +0000 https://www.dire.it/?p=393054

Grazie all'eredità del colosso dei cancelli automatici la Chiesa di Bologna può dare una mano a famiglie, migranti e disoccupati

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Grazie all'eredità del colosso dei cancelli automatici la Chiesa di Bologna può dare una mano a famiglie, migranti e disoccupati
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BOLOGNA – Aiuti alle famiglie in difficoltà con l’affitto o con il pagamento delle bollette. Borse di studio e aiuti per gli studenti con disabilità o per frequentare il doposcuola. Fondi per le missioni, per supportare altre diocesi o per progetti sul territorio. Ma anche soldi per consentire ai bambini, che altrimenti non potrebbero permetterselo, di fare sport o di andare in gita assieme ai compagni di classe. Così la Chiesa di Bologna spende i milioni di dividendi che incassa da Faac, il colosso dei cancelli automatici lasciato in eredità alla Diocesi da Michelangelo Manini nel 2012: dieci milioni per l’esattezza per il 2019 (nove al metto delle tasse), che sono stati utilizzati, per esempio, per evitare lo sfratto a 54 famiglie.

Tanti soldi, considerato che la chiesa bolognese riceve circa 1,5 milioni dall’8xMille.

“Con i fondi Faac non si sostiene l’attività ordinaria della vita della Chiesa, ma si finanziano attività straordinarie che altrimenti non si potrebbero fare. L’obiettivo è aiutare le famiglie a uscire da una fase crisi in modo che una situazione grave non diventi drammatica. Della somma disponibile, 6,5 milioni sono già destinati, mentre il resto resta a disposizione per far fronte a situazioni di emergenza che non riguardano solo il territorio bolognese”, spiega il vicario generale, Giovanni Silvagni. Di quei 6,5 milioni, circa un milione e mezzo va alla Caritas diocesana per il fondo di solidarietà delle parrocchie, 1,3 milioni è dedicato al mondo della scuola e dell’istruzione, un milione è destinato a Insieme per il lavoro. Sulla distribuzione degli altri 2,7 milioni decide una commissione presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, che valuta progetti sul territorio (32 quest’anno, compresi interventi a favore del reinserimento di chi esce di prigione, per i migranti e i senza fissa dimora).

La commissione guidata da Zuppi stanzia fondi anche per le missioni (19) e le richieste di aiuto prevenienti da altre diocesi. “Se si guardano le richieste che arrivano dalle parrocchie ci si rende conto che il problema principale per tante persone è la casa”, osserva il direttore della Caritas diocesana, don Matteo Prosperini. Lo scorso anno alle parrocchie sono arrivati circa 1,3 milioni di euro, che sono stati utilizzati per aiutare 1.770 famiglie con 2.454 minori: 300.000 euro sono serviti a far fronte ai problemi (in primis l’affitto) legati all’abitazione, 358.000 sono stati spesi per il pagamento delle bollette, 63.136 hanno coperto spese sanitarie, 225.000 per tante altre piccole cose, comprese le quote per le gite dei ragazzi, la retta per la frequenza di corsi sportivi, la mensa scolastica, l’assicurazione della macchina. All’interno di Insieme per il lavoro, invece, la Diocesi ha seguito direttamente l’inserimento lavorativo di 400 persone (sulle 850 totali tornate al lavoro grazie al progetto), proponendo alle aziende “prioritariamente le persone che hanno più bisogno”, puntualizza il referente Giovanni Cherubini. Contributi sono andati all’Eremo di Ronzano per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo, all’associazione Arca della Misericordia, che segue gli ultimi degli ultimi garantendo un tetto e cure a circa 80 persone in condizione di gravissima difficoltà (con i fondi della Curia è stato ristrutturato un fienile a San Lazzaro che oggi accoglie 20 ospiti), ma anche all’ortodossa Santa Croce dei Romeni.

Sul fronte dell’istruzione nel 2019 506.000 euro sono stati assegnati a 296 studenti disabili, 314.850 euro a 2.400 ragazzi per coprire parte di costi del doposcuola e 498.000 euro per la frequenza scolastica (dall’abbonamento del bus ai libri) di 2.935 scolari.

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