Piemonte – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Mon, 22 Jun 2020 11:01:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 A Torino ricostruita caviglia a una bimba con l’osso di un donatore e un chiodo ‘allungabile’: è la prima volta al mondo https://www.dire.it/22-06-2020/476789-ricostruita-caviglia-a-una-bimba-con-losso-di-un-donatore-e-a-un-chiodo-allungabile-e-la-prima-volta-al-mondo/ Mon, 22 Jun 2020 10:28:15 +0000 https://www.dire.it/?p=476789 intervento_caviglia (1)

L’operazione e’ stata realizzata all’ospedale Regina Margherita, in collaborazione con i chirurghi dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna

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L’operazione e’ stata realizzata all’ospedale Regina Margherita, in collaborazione con i chirurghi dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna
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ROMA – Per la prima volta al mondo e’ stata ricostruita la caviglia di una bambina di nove anni grazie all’osso di un donatore e a un chiodo ‘allungabile’, che crescera’ quindi con lei. L’operazione e’ stata realizzata all’ospedale Regina Margherita di Torino, dall’equipe coordinata dal dottor Raimondo Piana, in collaborazione con i chirurghi Marco Manfrini e Laura Campanacci dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. La bambina e’ affetta da una rarissima forma di sarcoma osseo e in questo modo potra’ tornare a camminare: ora sta bene ed e’ appena stata dimessa. Dopo la diagnosi, a Torino la piccola paziente aveva prima di tutto eseguito la chemioterapia, poi nei giorni scorsi e’ stata sottoposta all’intervento di asportazione del tumore e salvataggio della caviglia, con la ricostruzione grazie a un osso omoplastico da donatore e chiodo allungabile. Si tratta di una tecnica innovativa, perche’ il perno inserito per stabilizzare l’impianto permettera’ infatti nei prossimi anni la regolare crescita dell’arto, consentendo l’allungamento al termine della maturazione scheletrica. La chirurgia e’ stata pianificata nei minimi dettagli dalle due equipe di medici e ingegneri nelle settimane precedenti l’intervento e, nonostante la pandemia, le cure si sono svolte regolarmente e senza ritardi. Negli ultimi 30 anni, sottolinea il Rizzoli, “si e’ vissuta la straordinaria evoluzione di nuove tecniche chirurgiche specifiche per lo scheletro infantile, riducendo drasticamente il numero di amputazioni. Tecniche diverse sono usate frequentemente in combinazione tra loro con risultati molto soddisfacenti, ma manca ancora l’esperienza sull’evoluzione a lungo termine degli impianti utilizzati”. In questo senso, la chirurgia dei sarcomi ossei pediatrici rappresenta “un ambito su cui approfondire la ricerca e favorire la presenza di una rete nazionale dei centri specialistici per trovare le soluzioni ricostruttive piu’ adatte a ogni singolo caso”.

 UN ARCHIVIO SULLA CHIRURGIA PEDIATRICA DEI TUMORI OSSEI

Per questo e’ nato il progetto di Archivio multicentrico sulla chirurgia pediatrica dei tumori ossei, proposto dal Rizzoli, col supporto dell’Associazione Italiana di ematologia e oncologia pediatrica. “L’Italia e’ sempre stata all’avanguardia in questo campo- si spiega dal Rizzoli- ma mancano vere e proprie linee guida condivise a livello nazionale e le conoscenze sono comunque limitate per la rarita’ di queste patologie“. Per questo, un “archivio informatico che possa raccogliere su base nazionale i dati relativi al trattamento chirurgico di ogni paziente”, con tutte le informazioni su diagnosi, su terapia, follow up e ricadute, rappresenta uno “strumento essenziale per capire qual e’ la soluzione di cura migliore per ogni nuovo paziente”. Al progetto hanno finora aderito, insieme al Rizzoli di Bologna e alla Citta’ della Salute di Torino, il Cto e l’ospedale Mayer di Firenze e l’Istituto Gaetano Pini di Milano.

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Rifiuti, quanta fatica si fa a spostare un bidone? Arriva test per scoprirlo e prevenire infortuni https://www.dire.it/18-06-2020/475499-rifiuti-quanta-fatica-si-fa-a-spostare-un-bidone-arriva-test-per-scoprirlo-e-prevenire-infortuni/ Thu, 18 Jun 2020 14:07:08 +0000 https://www.dire.it/?p=475499 rifiuti netturbino

Al via un monitoraggio di 10 operatori in Piemonte per capire quanta fatica effettiva fanno i netturbini nei percorsi di raccolta dei rifiuti porta a porta: al lavoro un consorzio di Cesena e due atenei

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rifiuti netturbino
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CESENA – Quanto faticano gli operatori impegnati nella raccolta dei rifiuti porta a porta. E come dunque pensare a migliorare la loro condizione di lavoro e quindi di vita. Formula Ambiente, Consorzio cesenate che si occupa di rifiuti, Università di Ferrara e Policlinico di Milano si alleano per dare un valore numerico alla fatica. Attraverso un monitoraggio di 10 operatori del cantiere di Novi Ligure in provincia di Alessandria. A ognuno di loro, spiega alla stampa collegata in videoconferenza il medico del lavoro Natale Battevi, verrà fornito un cardiofrequenzimetro che indosserà per tutto il turno di lavoro per raccogliere i dati del consumo di ossigeno e della frequenza cardiaca. Queste informazioni verranno confrontate a quelle del peso di ogni mastello o di bidone carrellato, alla distanza cui deve essere trainato o spinto a mano dall’operatore, al numero di salite e discese dal mezzo, grazie a un sistema gps.

Le azioni di traino, spinta e sollevamento dei mastelli creano una “percentuale rilevante” di infortuni sul lavoro che potrebbero essere limitati o eliminati se i turni e i percorsi venissero creati tenendo conto della “fatica oggettiva” che ogni percorso, nelle diverse stagioni, comporta. Da qui la misurazione della quantità di ossigeno consumata durante il lavoro. Saranno monitorate 120 giornate lavorative tra fine luglio e agosto, tra ottobre e novembre e a fine gennaio, proprio per tenere conto del clima, e la relazione sarà pronta a maggio. I lavoratori vanno dai 25 ai 55 anni.

Si potrà così migliorare i documenti di valutazione del rischio, con un’attenzione anche all’aquisto dei mezzi. Anche perchè, lamenta, “le gare di appalto tengono poco in conto gli aspetti relativi a salute e sicurezza”. “Daremo un contributo all’attività dell’azienda e in generale al settore”, commenta l’amministratore di Formula Ambiente Marcello Rosetti, e “partire nella fase post Covid è anche un ritorno alla normalità”.

Da parte del Consorzio “c’è la disponibilità ad allargare il campione, anche ad altri territori, vedremo in corso d’opera”. Riccardo Casadei e Marco Cerbai studiano per Formula Ambiente dal 2014 i vari dati connessi all’attività di raccolta porta a porta, dai tempi ai pesi, tenendo conto anche della pavimentazione e della pendenza. Con l’obiettivo di “trovare elementi e misure di prevenzione per le generazioni future a tutela della salute”.

È un “progetto interessante e ce ne sono altri”, commenta Massimo Cenciotti della Cgil, mettendo in luce che “la sbornia ambientalista è poco attenta alle dinamiche del lavoro”. questo tipo di attività, aggiunge, provoca danni muscolo-scheletrici, ma anche questioni cardiache, si fa “uno sforzo importante che non fa invecchiare bene”. Paolo Modi della Uil conferma che c’è “un problema di impostazione delle gare”, mentre Angelo Curcio della Cisl sottolinea quanto sia “importante creare buone pratiche da esempio per i territori. Un’alta percentuale di differenziata va correlata ala sicurezza”.

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Fase 2, a Torino caos centri estivi: “Distanze impossibili” https://www.dire.it/29-05-2020/466821-fase-2-a-torino-caos-centri-estivi-distanze-impossibili/ Fri, 29 May 2020 10:29:50 +0000 https://www.dire.it/?p=466821 bambini

In Piemonte in alcune province probabilmente i centri estivi no partiranno: "Garantire il distanziamento è motivo di grande preoccupazione e non sarà possibile"

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In Piemonte in alcune province probabilmente i centri estivi no partiranno: "Garantire il distanziamento è motivo di grande preoccupazione e non sarà possibile"
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TORINO – Grandi incertezze per l’avvio dei centri estivi della città di Torino. “Non è chiaro come si possano accogliere i bambini, non si sa come comportarsi se qualcuno dovesse manifestare dei sintomi, né quali comunicazioni dare alle famiglie, non è stato neppure redatto un protocollo ‘modello’ sulla sicurezza del personale”. Così il direttore dei Servizi Educativi del Comune Giuseppe Nota che, in commissione consigliare, ha evidenziato l’impossibilità di mantenere il distanziamento sociale tra bambini, soprattutto per le fasce da tre a sei anni.

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“Francamente- prosegue Nota- leggere nelle norme nazionali che deve essere sempre garantito il distanziamento è motivo di grande preoccupazione e non sarà possibile“. A fronte delle grandi difficoltà gestionali, che “stiamo affrontando e per cui non siamo pronti” precisa Nota, alcune province della Regione stanno decidendo di non far partire i centri estivi.

di Adele Palumbo

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A Torino i dehors sono pronti, ma mancano i clienti https://www.dire.it/28-05-2020/466394-a-torino-i-dehors-sono-pronti-ma-mancano-i-clienti/ Thu, 28 May 2020 13:08:01 +0000 https://www.dire.it/?p=466394

I torinesi sembrano preferire la via della prudenza, almeno di giorno. E i tavolini del centro restano vuoti durante la pausa pranzo

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I torinesi sembrano preferire la via della prudenza, almeno di giorno. E i tavolini del centro restano vuoti durante la pausa pranzo
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di Adele Palumbo

TORINO – “Torino a cielo aperto” è pronta, i dehors ci sono, ma i torinesi sembrano preferire la via della prudenza, almeno di giorno. E i tavolini del centro restano vuoti durante la pausa pranzo. Complice la chiusura prolungata di Palazzo Nuovo e l’assenza di turisti, i locali di via Po appaiono più in difficoltà degli altri a ripartire. 

“Avevamo un dehors molto ridotto e con le nuove regole siamo riusciti ad ampliarlo- racconta Alessandro Furgato del bar Carpe Diem-, ma servono più clienti per tornare alla normalità“. 

E’ stata una ripartenza sotto tono anche per i locali di piazza IV marzo, generalmente affollatissimi anche durante la pausa pranzo. “Nessuno vuole più stare dentro” spiegano i camerieri di Casa Broglia. Non solo bar e ristoranti hanno sposato la politica di “Torino a cielo aperto”, allargandosi sotto i portici e nelle aree verdi in attesa che torni il flusso normale di clienti.

In via Po, ad esempio, alcuni negozi di scarpe e la farmacia dell’Università hanno predisposto delle panchine dove i clienti possono sedersi in attesa del proprio turno. Immancabile la scritta “Andrà tutto bene”.

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Coronavirus, torinesi bloccati da due mesi su una spiaggia isolata del Marocco: “Fateci tornare” https://www.dire.it/18-05-2020/461640-coronavirus-torinesi-bloccati-da-due-mesi-su-una-spiaggia-isolata-del-marocco-fateci-tornare/ Mon, 18 May 2020 13:25:24 +0000 https://www.dire.it/?p=461640

Appello alla Farnesina di Giancarlo Cortese e di sua moglie Anna

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Appello alla Farnesina di Giancarlo Cortese e di sua moglie Anna
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di Adele Palumbo

TORINO – “Riusciremo un giorno a tornare a casa?”. Da due mesi bloccati in camper su una spiaggia sperduta del Marocco a causa dell’emergenza Covid, si interrogano così Giancarlo Cortese e la moglie Anna. I coniugi piemontesi condividono la quarantena forzata insieme ad altri tre camper di turisti dal 15 di marzo.

“Mio marito ha 70 anni e necessita di medicine che recuperiamo con molta difficoltà” lancia l’allarme la donna. Nessuna indicazione precisa sul rientro dall’ambasciata italiana.

“Siamo sbarcati a Tangeri il primo marzo con il nostro camper- ricorda Giancarlo- abbiamo lentamente raggiunto Fes e poi giù fino a Merzouga attraverso i monti dell’Atlas. Costeggiando l’Algeria siamo arrivati nella provincia di Guelmin, a sud di Agadir, arrivando fino a Dakhla”. Una vacanza che si è trasformata in un incubo per la coppia: “Siamo bloccati su questa spiaggia a 80 chilometri a sud di Dakhla dal 15 marzo”. Non c’è acqua, né corrente elettrica e la spiaggia è isolata.

 

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I Nas nelle residenze per anziani, il 17% è irregolare: 15 sono state chiuse https://www.dire.it/15-04-2020/447335-i-nas-nelle-residenze-per-anziani-il-17-e-irregolare-15-sono-state-chiuse/ Wed, 15 Apr 2020 10:26:28 +0000 https://www.dire.it/?p=447335 carabinieri

Controlli del reparto dei Carabinieri da Nord a Sud della Penisola

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Controlli del reparto dei Carabinieri da Nord a Sud della Penisola
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ROMA –  In questi primi quattro mesi del 2020, le verifiche dei NAS hanno evidenziato irregolarità in 183 residenze per anziani, pari al 20% di quelli controllati.

Le 212 irregolarità amministrative contestate riguardano inadeguatezze strutturali, gestionali ed autorizzative, quali la mancanza di figure professionali adeguate alle necessità degli ospiti, la presenza di un numero superiore di anziani rispetto al limite previsto e l’uso di spazi e stanze inferiori a quelli minimi previsti, situazioni rilevate soprattutto nel mese di gennaio, contestualmente alla seconda parte del periodo delle festività natalizie, durante il quale aumenta la richiesta di collocazione degli anziani.

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Sono state inoltre appurate situazioni penalmente rilevanti che hanno determinato la denuncia all’Autorità giudiziaria di 172 persone, in particolare gestori e operatori ritenuti responsabili di abbandono di anziani e mancata assistenza e custodia, esercizio abusivo della professione sanitaria e uso di false attestazioni di possesso di autorizzazione all’esercizio e di titoli professionali validi, quali infermiere ed operatori socio-sanitari.

Da gennaio ad oggi, sono state 25 le strutture destinatarie di provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività assistenziali poiché risultate gravemente deficitarie in materia sanitaria ed edilizia, quando non completamente abusive.

Con la progressiva diffusione epidemica da Coronavirus, il dispositivo di controllo messo in campo da questa Specialità dell’Arma si è rimodulato anche al fine di rilevare possibili criticità relative alla gestione delle procedure e degli spazi riservati a possibili casi di positività covid-19, nonché alla formazione degli operatori e loro dotazione di materiali protettivi.

A partire da febbraio, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza ed il susseguirsi delle varie misure di contenimento, i NAS hanno operato 601 accessi presso le strutture ricettive, individuandone 104 non conformi alla normativa (pari al 17%), deferendo all’autorità giudiziaria 61 persone e sanzionandone ulteriori 157, contravvenzionate per un ammontare complessivo di oltre 72 mila euro.

Oltre alla contestazione degli illeciti già precedentemente descritti, sono state rilevate specifiche violazioni attinenti il rispetto della normativa di sicurezza dei luoghi di lavoro, sia come mancanza di dispositivi di protezione individuale che di formazione del personale al fine di prevenire la propria incolumità e, di conseguenza, quella degli ospiti.

A causa delle gravi carenze strutturali ed organizzative sono stati eseguiti provvedimenti di sospensione e di chiusura nei confronti di 15 attività ricettive, giudicate incompatibili con la permanenza degli alloggiati, determinando il trasferimento degli stessi in altri centri, nel rispetto delle procedure nazionali e regionali previste per la prevenzione di possibili contagi.

INTERVENTI DEI NAS PIÙ SIGNIFICATIVI

Taranto, gennaio 2020 – Sanzionato all’Autorità amministrativa il rappresentante legale di una casa di riposo ritenuto responsabile di aver alloggiato anziani affetti da patologie psico-fisiche in una struttura priva dei necessari requisiti organizzativi, strutturali ed assistenziali per assistere ospiti non auto-sufficienti. La struttura è stata chiusa e gli anziani sono stati affidati ai rispettivi familiari o trasferiti in strutture sanitarie adeguate. Il valore di quanto vincolato ammonta ad oltre un milione di euro.

Campobasso, febbraio 2020 – Deferita alla Procura della Repubblica la legale responsabile di una comunità alloggio per anziani per aver attivato abusivamente un servizio di assistenza sanitaria residenziale per persone non autosufficienti e affette da patologia psichiatrica. La Regione Molise ha disposto la sospensione dell’attività e il trasferimento degli ospiti presso altre strutture. Il valore della struttura sospesa ammonta ad euro 300 mila.

Reggio Calabria, febbraio 2020 – A conclusione di un’ispezione, è stata disposta la chiusura di una casa di riposo per anziani poiché priva di autorizzazione. I 14 ospiti presenti sono stati ricollocati presso i rispettivi nuclei familiari. Il valore dell’infrastruttura ammonta ad euro 800 mila.

Perugia, febbraio 2020 – Al termine di mirate verifiche volte ad assicurare la corretta erogazione di prestazioni sanitarie ed assistenziali, sono stati denunciati alle competenti Procure della Repubblica 5 titolari di altrettante strutture per anziani ubicate nella Regione Umbria. I controlli hanno consentito di individuare 65 ospiti “non autosufficienti” su 89, giudicati tali da personale USL Umbria su specifica richiesta dei Carabinieri. L’escamotage permetteva di aggirare le previste autorizzazioni regionali e ridurre il personale qualificato per l’assistenza. Nel prosieguo delle indagini, sono stati deferiti anche 43 medici di medicina generale per aver redatto false attestazioni di autosufficienza in favore dei propri assistiti, gran parte giudicati già invalidi dalla Commissione per invalidità civile dell’INPS con necessità di assistenza continuativa (c.d. accompagnamento legge 104/1992).

 Torino, marzo 2020 – Denunciati alla competente Procura della Repubblica 7 infermieri professionali dipendenti di una residenza sanitaria assistenziale, ritenuti responsabili di aver somministrato reiteratamente ad un ospite, affetto da co-morbilità, numerose quantità di farmaci antispastici, antidiarroici ed antibiotici, non prescritti dal medico di famiglia. Denunciato anche il direttore sanitario che ometteva la prescritta vigilanza nonostante fosse investito della specifica responsabilità.

Napoli, marzo 2020 – Contestate gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali in una struttura residenziale per disabili in provincia di Napoli. Nella fattispecie, è stata riscontrata la mancanza di autorizzazione al funzionamento, carenze igieniche in materia di sicurezza alimentare e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il proprietario della struttura è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e contestualmente è stata disposta, dalla locale ASL, la chiusura immediata dell’attività.

Taranto, marzo 2020 – A conclusione di un’attività d’indagine coordinata dall’Autorità Giudiziaria, sono stati denunciati il legale rappresentante, un infermiere professionale, tre operatori socio-sanitari e un fisioterapista per omessa vigilanza sulla corretta assistenza agli anziani ospiti e non aver attuato misure idonee atte a scongiurare eventi lesivi nei loro confronti, tali da provocare il decesso di una paziente ricoverata presso la struttura.

Reggio Calabria, marzo 2020 – Al termine di un intervento ispettivo presso una struttura ricettiva per anziani, i Carabinieri del NAS hanno verificato l’avvio al funzionamento in assenza della prevista autorizzazione sanitaria. Inoltre, durante gli accertamenti sul posto, è stato individuata e sanzionata una persona per l’inosservanza delle misure di contenimento epidemico, perché senza valido motivo, si era recato presso la citata struttura gestita dalla compagna, all’interno della quale era stato registrato un caso di contagio da COVID-19. Tutti gli ospiti ed gli operatori della struttura sono stati posti in quarantena.

Cosenza, marzo 2020 – Il NAS di Cosenza, a seguito di segnalazione di una pluralità di casi positivi al virus covid-19, ha effettuato un’ispezione igienico-sanitaria presso una casa protetta per anziani e disabili ubicata in quella provincia (21 casi tra ospiti e operatori sanitari), già oggetto di un’ordinanza sindacale “di isolamento totale e quarantena obbligatoria di tutti i soggetti in essa presenti” emessa in data 28.03.2020. Al momento dell’accesso risultavano ospitati ancora 15 anziani parzialmente autosufficienti, dei quali 11 positivi, mentre 4 anziani erano stati trasferiti presso ospedali dell’area. L’ispezione, pur consentendo di acclarare buone condizioni igienico-sanitarie e adeguata fornitura di D.P.I. ai lavoratori, ha evidenziato una serie difficoltà organizzative dovuta al limitato numero di addetti all’assistenza e determinata dalla rigorosa applicazione dell’ordinanza che impediva il regolare turn-over dei 4 operatori rimasti all’interno. La criticità veniva segnalata all’ASP di Cosenza per l’immediata adozione dei provvedimenti di competenza e l’individuazione di adeguati percorsi di contenimento e mitigazione.

Udine, aprile 2020 – Eseguita, in collaborazione col Dipartimento di Prevenzione della locale ASL, un’ordinanza di sospensione dell’autorizzazione di una struttura per anziani e l’immediata evacuazione dei 21 ospiti alloggiati, tutti positivi al Covid-19, poiché a seguito delle verifiche effettuate sono emerse gravi carenze organizzative nella gestione della struttura. Gli anziani sono stati tutti ricoverati in strutture sanitarie idonee per la cura dell’epidemia.

Nel corso di controlli collegati tra loro, sono state accertate irregolarità gestionali e l’assenza della prevista autorizzazione in due strutture ricettive per anziani della provincia romana. L’Autorità sanitaria ha disposto la chiusura immediata delle due strutture socio-assistenziali per la terza età, amministrate dal medesimo legale rappresentante. Gli anziani ospiti sono stati ricollocati presso altri plessi autorizzati. Il valore delle attività chiuse è stimata in 2 milioni di euro.

Torino, aprile 2020 – Denunciata in stato di libertà una operatrice socio-sanitaria dipendente di una casa di riposo ritenuta responsabile di maltrattamenti verso una anziana ospite per avere applicato un presidio di contenzione (costituito da fascia pelvica), in ora diurna quando invece era autorizzato limitatamente al periodo notturno.

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La denuncia degli infermieri: “Nord nel caos, e in Lombardia non fanno i tamponi a tutti” https://www.dire.it/09-04-2020/445401-la-denuncia-degli-infermieri-nord-nel-caos-e-in-lombardia-non-fanno-i-tamponi-a-tutti/ Thu, 09 Apr 2020 12:29:23 +0000 https://www.dire.it/?p=445401 coronavirus infermieri ospedali mascherine

Il punto sulla situazione del sindacato Nursing up

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Il punto sulla situazione del sindacato Nursing up
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ROMA – Si è tenuta, convocata dal presidente del sindacato, una riunione di coordinamento in conference call con le strutture regionali e sovra territoriali Nursing Up del nord Italia, per verificare la situazione organizzativa nelle aziende sanitarie più colpite dal Covid-19. L’incontro si è reso necessario a causa delle continue segnalazioni giunte al sindacato da parte dei colleghi che operano in trincea, nonostante le molteplici rassicurazioni di fonte politica degli ultimi giorni. “Altro che fase 2, al nord permane il caos organizzativo: le mascherine Ffp3 sono introvabili e le Ffp2 scarseggiano: è così che gli infermieri continuano ad infettarsi”, denunciano.

IL PROBLEMA DELLE MASCHERINE

Gli infermieri operanti sul territorio, a fronte di timidi miglioramenti, continuano a segnalare che accadono ancora fatti gravi. Dal confronto sono emerse in maniera preponderante una serie di problematiche irrisolte che con estrema difficoltà le delegazioni locali stanno affrontando in queste ore, spiegano da Nursing up in un comunicato. Tra le più spinose, le delegazioni segnalano che in tutte le regioni interessate sono praticamente introvabili le mascherine Ffp2, quelle che garantiscono una idonea protezione contro la cosiddetta aerosolizzazione, mentre le Ffp3, che comunque non garantiscono gli stessi livelli di protezione contro il rischio di infezione da aerosolizzazione, vengono erogate con il contagocce.

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In Liguria – continua il comunicato – tute e mascherine vengono centellinate e permangono i problemi di approvvigionamento, criticità elevate vengono riscontrate anche nelle Rsa e nelle strutture private per anziani, mentre i tamponi iniziano ad essere effettuati, ma ancora non sono stati coinvolti tutti gli operatori sanitari.

I TAMPONI NON FATTI

Neanche nella regione Lombardia, i tamponi, nonostante la circolare ministeriale del 3 aprile scorso, non vengono ancora somministrati alla totalità degli infermieri operanti in reparti Covid 19, ma solo ai sintomatici, con il correlato rischio per chiunque di potersi trovare a contatto con un operatore sanitario infetto asintomatico.

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I kit dei dispositivi di protezione in molte aziende sono tenuti sottochiave (sovra camice, calzari, filtranti Ffp2, guanti, occhiali, cuffia) e vengono distribuiti uno per volta con aggravio di lavoro per gli infermieri, che devono impegnare il già poco tempo a disposizione in continue richieste di integrazione delle dotazioni. Alcuni ci segnalano che sono costretti gioco forza a trattenersi rispetto ai propri bisogni fisiologici per evitare di sostituire i Dpi. Alcune colleghe usano pannolini e cerotti con la naturale conseguenza che molte ora soffrono di cistite.

I GUAI DELLE ALTRE REGIONI

Nella regione Piemonte “viene segnalata una situazione pericolosa, con i magazzini dell’unità di crisi al lumicino quasi vuoti e le aziende sanitarie che si arrabattano come possono, anche con acquisti tramite privati e ricorrendo alle donazioni. Anche lì persistono gli stessi problemi operativi dovuti alla carenza di Dpi e ci tocca assistere all’ennesimo caso mascherine fasulle, stavolta brasiliane, ad Alessandria. Nella Regione Veneto stanno effettuando i tamponi e usano quelli rapidi, e la disponibilità di mascherine chirurgiche e filtranti Ffp2 si sta normalizzando, ma registriamo un’evidente mancanza di camici ed occhiali a norma”.

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In Trentino Alto Adige “le nostre delegazioni sono in subbuglio: a Trento sono pochi i dispositivi di protezione e sono state fornite tute non a norma, per questo il sindacato le ha contestate e a fronte delle proteste degli infermieri sono state ritirate. Emerge inoltre che i tamponi al personale sono ancora pochi. A Bolzano sembrerebbe che sia stata acquistata una partita di mascherine e Dpi proveniente dalla Cina. Un cospicuo quantitativo di 1.000.000 di mascherine chirurgiche, 250.000 filtranti Ffp2 e Ffp3, camici e altri Dpi, per una spesa di circa 10 milioni di euro. Peccato che le mascherine arrivate e distribuite siano classificate come KN95 e invece, dai controlli effettuati dal Ministero della difesa viennese, 39 mascherine su 50 risulterebbe a mala pena in grado di garantire la protezione di una Ffp1 e solo poche unità soddisferebbero gli standard previsti per le Ffp3. Registriamo inoltre curiose prassi delle quali i colleghi ci hanno messo a conoscenza. In una casa di riposo di Bolzano, al personale che inizia il turno viene consegnata una mascherina per la quale si richiede la firma per ricevuta e a fine turno gli operatori devono restituire la busta vuota. A quanto ci viene riferito, si tratta di mascherine chirurgiche, che, tra l’altro, non servono a niente in presenza di pazienti Covid-19”.

Dalla riunione delle delegazioni territoriali è emersa “una realtà variegata e schizoide, caratterizzata da proclami di fonte politica che accreditano come risolti, problemi organizzativo-gestionali dell’emergenza che, alla prova dei fatti, non sono stati affatto risolti. Per questo torniamo a chiedere ancora una volta che le istituzioni centrali si impegnino con gli organismi rappresentativi delle professioni sanitarie, affinché vengano poste e rispettate delle regole che trovino concreta applicazione nella pratica organizzativo-gestionale quotidiana degli enti sanitari”.

“Altro che fase 2, se proseguiamo così mai ci arriveremo. È necessario consentire agli operatori sanitari – sottolinea il presidente Nursing Up Antonio De Palma – di operare in reale sicurezza. Lo Stato garantisca la meticolosa e puntuale applicazione dei precetti che riguardano la sicurezza nei luoghi di lavoro da parte di tutte le aziende sanitarie locali, indipendentemente dal territorio dove le stesse si trovano. Non è più tollerabile questo pericoloso balletto di comportamenti organizzativi”.

Durante la riunione, le delegazioni del sindacato degli infermieri Nursing Up hanno condiviso un documento, a firma del presidente, per fare seguito alle recenti iniziative delle regioni che hanno riconosciuto una forma di indennizzo agli operatori sanitari impegnati nella lotta al Coronavirus, per chiedere al ministero della Salute ed alle altre istituzioni territoriali del SSN di riconoscere economicamente e senza ulteriore indugio indennizzi commisurati alla professionalità ed al rischio che ha caratterizzato l’apporto degli infermieri e degli altri operatori sanitari in questa emergenza.

“Chiediamo che vengano riconosciute le nostre elevate competenze e l’indiscussa abnegazione dimostrata – si legge nel documento – affinché vengano preservate e stabilizzate con provvedimenti al livello nazionale, se c’è la reale volontà politica di invertire la rotta e di mettere all’altezza della situazione il Servizio sanitario italiano, non solo per l’emergenza attuale, ma anche per l’efficienza ed efficacia future”.

“Per il Nursing Up – proseguono le delegazioni territoriali – dovranno essere individuate almeno due tipologie di indennizzo: la prima di tipo risarcitorio, per il lavoro sin qui svolto dagli operatori sanitari dall’inizio dell’emergenza, che non si è mai fermato nonostante i problemi e le gravi lacune che gli infermieri denunciano. E la seconda, di integrazione dello stipendio, che dovrà essere ultra attiva, ricorrente e strutturata, perché è ora di colmare il gap contrattuale esistente tra la retribuzione degli infermieri e quella degli altri professionisti sanitari (come ad esempio i medici), aggravata ancor più dal fatto che solo a loro è consentito di integrare i propri stipendi svolgendo attività privata o intramoenia”.

Anche guardando i professionisti sanitari d’oltralpe, gli emolumenti degli infermieri e delle altre professioni sanitarie risultano essere la cenerentola delle classifiche. Per ovviare a questo, Nursing Up chiede che il Governo individui un compenso aggiuntivo fisso e ricorrente per gli infermieri e gli altri professionisti sanitari ex legge 42/1999, da corrispondere con la mensilità stipendiale. Per questi aumenti noi ci battiamo da tempo ed è doveroso riconoscerli adesso, alla luce delle attività che infermieri e professionisti sanitari sono chiamati a svolgere sia dentro che fuori il periodo di attuale emergenza sanitaria da Covid-19.

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Il coronavirus triplica le vendite di cannabis light online https://www.dire.it/07-04-2020/444355-il-coronavirus-triplica-le-vendite-di-cannabis-light-online/ Tue, 07 Apr 2020 13:58:45 +0000 https://www.dire.it/?p=444355 cannabis

L'azienda CBDexpress, che consegna a domicilio, ha triplicato gli ordini giornalieri

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L'azienda CBDexpress, che consegna a domicilio, ha triplicato gli ordini giornalieri
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BOLOGNA – La quarantena a cui gli italiani sono costretti da più di due settimane sta portando sempre più persone a rivolgersi al delivery di cannabis light, ovvero di cannabis legale a basso contenuto di Thc. CBDexpress, una delle prime aziende che ha iniziato a svolgere questo servizio e che è attualmente attiva a Milano, Torino, Monza e nell’hinterland di queste città, ha visto moltiplicarsi per tre volte e mezza il numero medio di ordini che – tramite la propria rete di driver – recapita a domicilio dei propri clienti. Le restrizioni che hanno costretto gli italiani nelle loro case hanno portato all’azienda molti nuovi clienti, che prima non consumavano questi prodotti, ma che hanno deciso di fare ricorso alla cannabis light per superare lo stress.

Il gruppo ora sta lavorando per allargare gli approvvigionamenti di inflorescenze per rifornire la rete di distributori che ha installato presso alcuni tabaccai.  

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PRIMA DELL’EMERGENZA LA MEDIA ERA DI 43 ORDINI AL GIORNO; ORA 150

“Da quando abbiamo aperto, il 16 febbraio del 2018, non ci siamo mai fermati: abbiamo fatto consegne a domicilio tutti i giorni, compresi Natale e Capodanno, e vorremmo continuare a non fermarci neanche per il Covid”, spiega il fondatore dell’azienda, il 32enne Mattia Fiorentini, che guida una squadra che complessivamente conta 21 persone. “Prima di questa emergenza la media era di circa 43 ordini al giorno, mentre ora siamo saliti ai 150 ordini evasi ogni 24 ore. Anche per questo abbiamo ampliato, da un’ora a due ore, la fascia di consegna ai nostri clienti, piuttosto che non riuscire a consegnare nei tempi che abbiamo loro assicurato”.

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L’EMERGENZA HA PORTATO NUOVI CLIENTI

Proprio con l’ottica di garantire un servizio puntuale e certo, che sia di qualità non soltanto nel prodotto, con la scelta delle infiorescenze, ma anche nella consegna e nel servizio, CBDexpress ha sospeso per qualche giorno, nei giorni scorsi, la fornitura nel resto d’Italia, dove prima lavorava tramite corriere standard. “Per noi la soddisfazione dei nostri clienti e i loro feedback sono la cosa più importante. E anzi, una delle cose che maggiormente ci ripaga della quantità di lavoro che abbiamo in questo periodo è vedere come si avvicinino alla nostra realtà anche molte persone che non avevano mai provato i nostri prodotti che poi ci ricontattano per ringraziarci perché trovano che li aiutino ad affrontare con maggior tranquillità un momento di grande stress per tutti“, sottolinea Paolo Eralti co-fondatore di CBDexpress.  

Il gruppo, che si sta sempre di più posizionando sulla fascia alta del mercato, con una specializzazione sulla selezione di infiorescienze di cannabis light di alta qualità, ha dovuto al tempo stesso anche posticipare alcuni investimenti, fra cui la partenza del delivery in altre città, a partire da Roma e Bologna.

“Al momento ci siamo fermati- racconta Fiorentini-. Puntavamo a iniziare nella ‘Città Eterna’ prima dell’estate e a Bologna da settembre, ma sono slittati. In queste due città abbiamo già parecchi clienti che vorremmo servire più velocemente. Se si dovesse continuare con le restrizioni, però, siamo pronti a rimetterli in pista e partire: in ogni caso vorremmo sbarcare a Roma da settembre”. 

IL PROSSIMO STEP SONO I DISTRIBUTORI AUTOMATICI DAI TABACCAI

Un’altra leva con cui l’azienda conta di espandersi nei prossimi mesi, dopo una prima accelerazione lo scorso gennaio, è quella dell’istallazione di una rete di distributori automatici presso i tabaccai; per ora i punti vendita di questo tipo sono 24, di cui due direttamente di proprietà a Desio ed Arona, ma quando la situazione si sarà normalizzata questo network sarà allargato. Per il momento, infatti, fra i temi che il CBDexpress sta affrontando c’è anche quello degli approvigionamenti: pur selezionando la materia prima da fornitori italiani, spagnoli, olandesi e svizzeri, il quantitativo di ordini è tale da dover scegliere a che canale dare la priorità: “Stiamo dando priorità al sito e ai nostri clienti fidelizzati”, aggiunge Fiorentini, che però sottolinea anche come “solo negli ultimi dieci giorni dalla rete dei tabaccai ci siano arrivati ordini per 20mila euro“.  

Nel frattempo, pur nella situazione attuale, non si stanno fermando gli investimenti – anche di formazione – per garantire un prodotto della più alta qualità possibile. “Sicuramente serve l’esperienza, ma servono anche competenze sempre maggiori per dare un servizio di alto livello. Al momento stiamo seguendo un corso al Trichome Institute, una società di formazione statunitense, per imparare ed analizzare sempre meglio le inflorescenze sotto tutti i punti di vista”, conclude Eralti.

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Coronavirus, gli infermieri di Nursing Up donano 4.000 tute a regioni più colpite https://www.dire.it/03-04-2020/443047-coronavirus-gli-infermieri-di-nursing-up-donano-4-000-tute-a-regioni-piu-colpite/ Fri, 03 Apr 2020 16:07:41 +0000 https://www.dire.it/?p=443047 coronavirus infermieri ospedali mascherine

Il sindacato degli infermieri ha acquistato 4.000 tute anticontaminazione e ha deciso di regalarle a Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna

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Il sindacato degli infermieri ha acquistato 4.000 tute anticontaminazione e ha deciso di regalarle a Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna
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VENEZIA – Il sindacato degli infermieri Nursing Up ha reperito e acquistato 4.000 tute anticontaminazione in Tyvek certificate Ue che ora donerà alle Regioni Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Nello specifico, i dispositivi di protezione individuale sono attualmente in consegna al magazzino Asl To 3 di Grugliasco per il Piemonte, all’Areu di Rho per la Lombardia e al Coopservice di Reggio Emilia per l’Emilia-Romagna.

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“È stata un’impresa titanica ma alla fine ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti a reperire 4.000 tute certificate secondo il Regolamento Ue”, afferma il presidente di Nursing Up Antonio De Palma sottolineando le difficoltà nel reperire i dispositivi.

“Le nostre tute di protezione rappresentano solo un piccolo contributo in questo momento di grave emergenza, ma sono felice che il sindacato che mi onoro di presiedere sia riuscito a dare una mano concreta a salvaguardare la salute degli operatori sanitari sul fronte”, conclude De Palma.

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VIDEO | L’Italia in lutto per i morti da coronavirus: sindaci in silenzio e bandiere a mezz’asta https://www.dire.it/31-03-2020/441299-video-litalia-in-lutto-per-i-morti-da-coronavirus-sindaci-in-silenzio-e-bandiere-a-mezzasta/ Tue, 31 Mar 2020 14:47:46 +0000 https://www.dire.it/?p=441299 sindaci lutto

Bandiere a mezz'asta e minuto di silenzio a mezzogiorno per ricordare le vittime della pandemia di Coronavirus dopo la proposta dell'Anci

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Bandiere a mezz'asta e minuto di silenzio a mezzogiorno per ricordare le vittime della pandemia di Coronavirus dopo la proposta dell'Anci
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ROMA – L’Italia si ferma in segno di lutto. Bandiere a mezz’asta e minuto di silenzio in tutti gli uffici pubblici per ricordare le vittime della pandemia di Coronavirus. L’iniziativa, partita dalla provincia di Bergamo, la più colpita, è stata condivisa dai primi cittadini di tutta Italia. A mezz’asta anche il tricolore dei palazzi istituzionali: dal Quirinale a Palazzo Chigi, al Senato, al Csm. 

A MONTECITORIO IL SILENZIO DI SEI SINDACI

A Montecitorio sei deputati che sono anche sindaci delle loro comunità, impegnati in aula per il voto sul decreto cuneo fiscale, hanno osservato il minuto di silenzio con la fascia tricolore nella piazza davanti alla Camera. “Siamo idealmente insieme a tutti gli otto mila sindaci italiani che in questo momento saranno usciti fuori dalla porta del proprio municipio”, dice Roberto Pella, vicepresidente dell’Anci. Per Luca Pastorino, parlamentare di Leu e sindaco di Bogliasco, bisogna “dare non solo conforto ma anche prospettiva alla vita di ogni comunita’. Nessuno di noi avrebbe pensato prima di trovarsi in una situazione del genere. Oggi vogliamo ringraziare tutti gli operatori sanitari e comunali d’Italia”.

Per il deputato leghista Alberto Gusmeroli, sindaco di Arona, “bisogna ricordare in primo luogo le persone che non ci sono più, quasi un’intera generazione, con il suo carico di esperienze e insegnamenti. Oggi l’impressione è che siamo in una fase di miglioramento. Ma l’emergenza va affrontata giorno per giorno. Abbiamo un enorme problema sanitario ma anche un enorme problema economico. Il governo deve percepire la gravità della situazione, in modo che sia messo in campo un intervento enorme per evitare che migliaia di piccole e medie imprese falliscano”. Per Gusmeroli “si muore di virus, di burocrazia e di Europa”.

RAGGI RICORDA VITTIME: LORO SACRIFICIO NON SIA VANO

Roma si unisce al cordoglio di tutte le città italiane. La sindaca della Capitale, Virginia Raggi, ha reso omaggio alle vittime del coronavirus osservando un minuto di silenzio in piazza del Campidoglio. La sindaca ha tenuto un breve discorso di fronte alla fontana della Dea Roma, con sullo sfondo le bandiere di Roma Capitale, dell’Italia e dell’Unione europea. Poi, una breve preghiera di padre Orazio, rettore della Basilica dell’Ara Coeli e infine l’inno di Mameli, cantato a cappella da una vigilessa della Polizia locale capitolina per chiudere la cerimonia.

“In questo momento tutta Italia si stringe insieme per ricordare le vittime del Covid. Sono nostri cari e persone che abbiamo amato, sono persone a cui nemmeno siamo riusciti a dare l’ultimo saluto– ha detto Raggi, mentre in lontananza si sentiva il suono di campane e sirene- È una ferita che unisce il Paese, un dolore che ci rende comunità. Dobbiamo farcela affinché il loro sacrificio non sia stato vano e per tutti coloro che in questo momento stanno lottando per tutelare la nostra salute mettendo a rischio la loro”.

La sindaca ha quindi ringraziato “il personale sanitario, i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i lavoratori dei supermercati, delle farmacie, gli autisti di bus e taxi, le forze dell’ordine, l’Esercito, la Protezione civile e tutti coloro che in questo momento stanno mandando avanti il Paese. Il sacrificio che ci viene richiesto, quello di stare a casa, è necessario per salvare tutti noi. Dobbiamo farcela e insieme ce la faremo, per loro e per il Paese”.

ANCHE A MILANO MINUTO SILENZIO E BANDIERE MEZZ’ASTA

“Oggi alle ore 12 tutti i Comuni italiani, circa 8.000, osserveranno, tramite i loro sindaci, un minuto di silenzio, davanti alla sede comunale, con le bandiere a mezz’asta, in memoria di chi ha preso la vita”. Ne parla il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel quotidiano video postato dalla sua pagina Facebook. Sala rinnova la vicinanza anche ai familiari di chi soffre o è mancato a causa del virus, e “a coloro che più di ogni altro sono impegnati in questa battaglia e cioè chi sta negli ospedali, chi si occupa in prima persona della nostra salute”. Nella prima parte del video, in riferimento alle preoccupazioni di cittadini di perdere il lavoro, non riuscire a fare la spesa o pagare l’affitto, il sindaco di Milano promette: “Penseremo a chi è più in difficoltà”.

BOLOGNA, BANDIERE COMUNE A MEZZ’ASTA IN MEMORIA VITTIME

Un minuto di silenzio davanti alle bandiere a mezz’asta del palazzo comunale per commemorare le vittime del coronavirus. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e il prefetto Patrizia Impresa escono da Palazzo d’Accursio e ricordano così, con un momento di raccoglimento, i defunti, per i quali in questo momento non è stato possibile riservare i funerali religiosi o civili. Un momento in silenzio, a mezzogiorno, davanti a qualche sporadico passante e alle Forze dell’ordine in presidio in piazza Maggiore.

Anche Bologna partecipa dunque alla commemorazione nazionale di Comuni e Province in ricordo delle vittime del Covid-19. L’iniziativa nazionale è partita dalla Presidenza del Consiglio, che ha raccolto la proposta dei Comuni della provincia di Bergamo ed è rilanciata dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani).

NARDELLA: CON SILENZIO PAESE È CON FAMILIARI VITTIME

“Ci sono molti colleghi che hanno finito le lacrime per piangere” e “con il gesto di oggi un Paese intero si unisce intorno ai familiari delle vittime. E’ come se l’Italia celebrasse un grande momento di cordoglio, un funerale per coloro che, a causa dell’emergenza, purtroppo non hanno potuto avere le giuste esequie”. E’ quanto afferma il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nel giorno del minuto di silenzio proposto da Anci in segno di lutto per ricordare tutte le persone decedute nell’emergenza coronavirus e di solidarietà nei confronti delle loro famiglie. Le loro lacrime, aggiunge, “sono anche le nostre”.

Il minuto di raccoglimento, continua il sindaco, “deve farci sentire più uniti e deve far recuperare speranza: perché oggi ricordiamo i morti, ma allo stesso tempo confermiamo il nostro impegno affinché presto finisca tutto questo”. Ieri, ricorda, “ho sentito il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che ha chiesto aiuto al nostro Comune per mettere a disposizione il forno crematorio per circa 30 salme. Abbiamo subito acconsentito, è il minimo che possiamo fare”.

DE MAGISTRIS: SINDACI UNITI

Bandiere a mezz’asta esposte anche al Comune di Napoli per ricordare tutte le vittime del coronavirus. “E’ un’iniziativa senza precedenti, oggi noi sindaci siamo tutti uniti per esprimere cordoglio e vicinanza ai familiari di tantissime vittime e per stare vicini alle comunità locali che più sono state martoriate”, ha detto il primo cittadino Luigi de Magistris, dopo aver osservato un minuto di silenzio all’esterno di palazzo San Giacomo, sede del municipio. 

Vogliamo dare un segnale di fortissima vicinanza a chi è in prima linea, soprattutto ai medici e agli infermieri che stanno lottando contro questa terribile epidemia sanitaria. I sindaci – sottolinea de Magistris – rappresentano la tenuta democratica del Paese e vogliono dimostrare un senso di unità fortissimo, a dimostrazione che non molliamo, resistiamo e tutti uniti vinceremo questa durissima guerra”. Oggi anche le bandiere della sede di piazza Matteotti della Città Metropolitana di Napoli sono esposte a mezz’asta in segno di lutto per tutte le persone decedute per la pandemia Covid-19.

FASCIA E GONFALONE GENOVA, BUCCI RICORDA LE VITTIME

Bandiere a mezz’asta e minuto di silenzio allo scoccare di mezzogiorno anche a Palazzo Tursi. ll sindaco di Genova, Marco Bucci, con fascia tricolore e gonfalone della città, ha aderito alla commemorazione promossa da Anci per ricordare tutte le persone decedute nell’emergenza coronavirus. Con lui, in via Garibaldi, il vicesindaco Stefano Balleari e il presidente del consiglio comunale, Alessio Piana.

“Stiamo combattendo contro un nemico invisibile che sta lasciando sul campo numerose vittime- commenta il primo cittadino- la giornata di oggi è dedicata a chi non c’è più, e penso soprattutto ai genovesi. A loro va il mio pensiero commosso, il mio ringraziamento sentito per quanto hanno fatto per la nostra città e la nostra comunità. Ai loro familiari va il mio abbraccio a nome di tutta la famiglia di Genova: non siete soli, con voi c’è la vicinanza di una città intera”.

Bucci rivolge poi un “saluto e un forte incoraggiamento ai concittadini che in queste ore stanno affrontando il covid-19: chi a casa, chi nel letto d’ospedale. Continuate a lottare per tornare a vivere al più presto la bellezza della nostra Genova. Noi genovesi siamo abituati alle sfide: siamo abituati a combattere contro gli imprevisti, siamo abituati a vincere le lotte più difficili, siamo abituati a rimonte impossibili. Ma soprattutto, siamo abituati a vincere”. Il presidente del consiglio comunale lancia “un messaggio di speranza e di presenza delle istituzioni non soltanto al fianco di tutte le famiglie che hanno subito un lutto, ma anche accanto a tutti coloro che in prima linea si stanno attivando per combattere questo nemico invisibile. Un grazie particolare a tutti i medici, agli infermieri, al personale della sanità, della protezione civile, a tutti i dipendenti del Comune e aziende, della Polizia locale, agli operatori dell’informazione”.

ANCHE TOTI SI UNISCE AL MINUTO DI SILENZIO

Bandiere a mezz’asta e campane che suonano a lutto. Anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, questa mattina in piazza De Ferrari a Genova, ha aderito al minuto di silenzio proposto da Anci in segno di lutto per ricordare tutte le persone decedute nell’emergenza coronavirus e di solidarietà nei confronti delle loro famiglie.

ALLE 12 VENEZIA IN SILENZIO PER UN MINUTO

Anche Venezia ha osservato un minuto di silenzio, oggi alle 12, in segno di cordoglio per i molti decessi delle ultime settimane dovuti al coronavirus. Oggi le bandiere di Ca’Farsetti e del municipio di Mestre (Ca’Collalto) rimangono a mezz’asta, e alle 12 il sindaco di Venezia Luigi Brunaro davanti a Ca’Farsetti e la presidente del consiglio comunale Ermelinda Damiano davanti a Ca’Collalto, hanno osservato il minuto di silenzio, che è stato seguito dall’inno di Mameli e da quello di San Marco.

IN SARDEGNA BANDIERE MEZZ’ASTA, OMAGGIO DEI SINDACI

Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio per ricordare le vittime del coronavirus. Anche i Comuni della Sardegna hanno risposto presente all’invito dell’Anci nazionale e si sono fermati alle 12 per rendere omaggio a tutte le vittime della pandemia e onorare l’impegno di sanitari e di tutti coloro in prima linea nella lotta al virus. Da nord a sud, da Cagliari a Sassari, passando per Nuoro e Bortigiadas -il Comune amministrato dal presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana- tutti i sindaci dell’isola, con indosso la fascia tricolore, hanno osservato il minuto di silenzio davanti ai propri municipi. Bandiere a mezz’asta anche a Villa Devoto, sede istituzionale del presidente della Regione, Christian Solinas. “Fa molta tristezza- le parole del primo cittadino di Cagliari, Paolo Truzzu-. L’amministrazione di Cagliari è vicina alle famiglie e alle tante comunità colpite. Per venirne fuori ci vorrà ancora molta pazienza. Questa epidemia, insieme alla quarantena, ci ha spinto a riflettere sul significato vero delle cose”. Così Emiliano Deiana, presidente di Anci: “Ho voluto ‘santificare’ questo momento nella nostra piazza e nel nostro memoriale ai caduti bortigiadesi della prima e seconda guerra mondiale. Solo, davanti al panorama più bello del mondo. In mezzo alla piazza. Quella piazza che presto o tardi ci riprenderemo e vivremo tutti insieme”.

APPENDINO: VICINI A FAMIGLIE CHE HANNO PERSO PROPRI CARI

“Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio in tutta Italia per i lutti che hanno colpito il nostro Paese. Un segnale di vicinanza alle famiglie e ai cittadini che hanno perso i propri cari. Di fronte al Comune, con me, c’era tutta la Città. Stiamo attraversando un momento terribile, che possiamo affrontare solo restando uniti”. Lo scrive su facebook Chiara Appendino, sindaca di Torino.

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Bollo auto, assicurazione, multe: ecco come cambiano le scadenze col Covid-19 https://www.dire.it/25-03-2020/438927-bolli-assicurazioni-multe-ecco-come-cambiano-le-scadenze-col-covid-19/ Wed, 25 Mar 2020 16:23:27 +0000 https://www.dire.it/?p=438927 pagamenti_bollette_agenda

Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte hanno posticipato la scadenza per il pagamento del bollo auto al 30 giugno

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Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte hanno posticipato la scadenza per il pagamento del bollo auto al 30 giugno
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BOLOGNA – Assicurazione della macchina, bollo auto e multe. Il decreto Cura Italia ha previsto lo spostamento di alcune scadenze di pagamento tenuto conto della situazione di emergenza data dal Covid-19. Alcune scadenze sono state prorogate anche perché gli uffici della Motorizzazione Civile, le autoscuole e le agenzie di pratiche auto sono chiusi in questo periodo, nel rispetto delle norme vigenti.

Ecco un piccolo ‘promemoria’ messo a punto dall’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale Regione Emilia-Romagna, una delle poche regioni (al momento si sono mosse per questo solo Piemonte e Toscana) in cui cui la scadenza per pagare il bollo (che cadeva tra marzo e aprile) è stata posticipata al 30 giugno.

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Assicurazioni

Le assicurazioni generalmente segnalano la scadenza della polizza con almeno 30 giorni di anticipo rispetto alla scadenza stessa e mantengono la copertura fino a 15 giorni dopo. Con le nuove norme, fino al 31 luglio, i giorni di copertura dopo la scadenza salgono a 30, 15 in più rispetto alla regola ordinaria.

Esame di guida

Gli esami teorici fissati al 30 giugno dovranno essere prenotati alla Motorizzazione competente e si svolgeranno successivamente a tale data ed entro 6 mesi dalla presentazione della domanda senza necessità di presentare un’ulteriore richiesta.

Multe, verbali e ricorsi

Dal 10 marzo al 3 aprile sono sospese tutte le scadenze di 60 giorni per il pagamento delle multe e di 30 giorni per la presentazione del ricorso al Giudice di pace.

Salvo nuove disposizioni emanate dal Governo, quindi, i termini riprenderanno a decorrere dal 4 aprile, data dalla quale ricominceranno a decorrere i due mesi di tempo per pagarla senza mora.

Permesso provvisorio di guida e foglio rosa

Il permesso provvisorio di guida è prorogato al 30 giugno 2020.

Se la scadenza del foglio rosa è compresa tra l’1 febbraio e il 30 aprile viene prorogato sino al 30 giugno 2020.

LEGGI ANCHE: Scuola, Azzolina: “Studenti avranno esame di maturità serio, 85 milioni per didattica a distanza”

Revisione e collaudo

I veicoli che devono essere sottoposti o a revisione o a collaudo entro il 31 luglio sono autorizzati a circolare fino al 31 ottobre 2020.

Rinnovo patente

Le patenti di guida scadute o in scadenza dopo il 17 marzo sono prorogate al 31 agosto 2020.

In caso di dubbi, i quesiti possono essere rivolti all’Automobile Club d’Italia, telefonando al numero verde 800.18.34.34 o scrivendo alla mail presidiourpcovid19@aci.it, attivi nei giorni feriali dalle ore 8 alle ore 14 e verrà fornita ogni informazione anche sull’operatività degli uffici territoriali dell’Aci stesso.

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Coronavirus, rinviato a data da destinarsi il Salone del Libro di Torino https://www.dire.it/16-03-2020/434498-coronavirus-rinviato-salone-libro-torino/ Mon, 16 Mar 2020 15:24:50 +0000 https://www.dire.it/?p=434498

Lo hanno comunicato gli organizzatori al termine di un incontro di questa mattina con la Regione Piemonte e il Comune di Torino

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Lo hanno comunicato gli organizzatori al termine di un incontro di questa mattina con la Regione Piemonte e il Comune di Torino
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ROMA – Il Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio, e’ stato rinviato a data da destinarsi. Lo hanno comunicato gli organizzatori al termine di un incontro di questa mattina con la Regione Piemonte e il Comune di Torino, sottolineando pero’ che anche quest’anno la manifestazione “si fara’ e sara’ una grande occasione di incontro tra autori, editori e lettori“.

“Le istituzioni si sono impegnate a collaborare pienamente all’obiettivo comune di realizzare il Salone in piena sicurezza e con l’entusiasmo di sempre- si legge in una nota- L’organizzazione continua a lavorare e a monitorare attentamente l’evolversi della situazione in attesa delle disposizioni che verranno varate dopo il 3 aprile 2020, a scadenza del dpcm attualmente in vigore. Le nuove date verranno annunciate non appena sara’ possibile una valutazione esaustiva degli scenari futuri. In un momento di grande sacrificio da parte di tutti gli italiani, il Salone vuole esprimere la sua piu’ sentita vicinanza a coloro che stanno vivendo in prima persona gli effetti dell’emergenza: i malati, i loro cari, cosi’ come tutto il personale sanitario e le istituzioni che lavorano senza sosta per la salute e la sicurezza di tutti”.

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Positivo al coronavirus anche il governatore del Piemonte Cirio https://www.dire.it/08-03-2020/430852-positivo-al-coronavirus-anche-il-governatore-del-piemonte-cirio/ Sun, 08 Mar 2020 10:29:31 +0000 https://www.dire.it/?p=430852

Le sue condizioni di salute sono buone

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TORINO – Il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio risulta positivo al coronavirus. Nelle scorse ore, comunica la regione Piemonte, come fatto a scopo precauzionale anche da altri colleghi governatori presenti a Roma il 4 marzo per l’incontro a Palazzo Chigi, ha effettuato il test per il coronavirus e il risultato e’ purtroppo positivo. Le sue condizioni di salute sono buone e il Presidente ha gia’ attivato tutte le procedure previste per le verifiche e la messa in sicurezza delle persone a lui piu’ vicine, a cominciare dalla Giunta, lo staff e i colleghi, le persone con cui e’ stato a contatto di recente e naturalmente la sua famiglia.

Il Presidente ha gia’ predisposto tutto il necessario affinche’ l’attivita’ della Regione Piemonte in un momento piu’ che mai difficile possa procedere senza ostacoli. Continuera’ a lavorare, come fa ininterrottamente da due settimane ormai, per affrontare questa emergenza. Lo fara’ inevitabilmente a distanza, ma in costante collegamento e garantendo al Piemonte, ai Piemontesi e all’Italia il suo massimo supporto.

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‘Fluentify’ spicca il volo: dalle aule di Torino al mercato internazionale https://www.dire.it/25-02-2020/426140-fluentify-spicca-il-volo-dalle-aule-di-torino-al-mercato-internazionale/ Tue, 25 Feb 2020 11:36:14 +0000 https://www.dire.it/?p=426140

Fondata da Claudio Bosco, Matteo Avalle e Giacomo Moiso, che all'epoca erano poco più che ventenni, l'impresa propone un nuovo approccio per apprendere le lingue

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Fondata da Claudio Bosco, Matteo Avalle e Giacomo Moiso, che all'epoca erano poco più che ventenni, l'impresa propone un nuovo approccio per apprendere le lingue
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TORINO –  Il Round da 1,5 mln di euro, l’acquisizione di Canguro English e l’apertura a nuovi mercati in Spagna e Sud America: l’azienda Fluentify fondata da tre giovani torinesi, continua a crescere e ad espandersi oltre confine. In tanti, nel 2013, quando, dalle aule universitarie di Economia e del Politecnico di Torino i poco più che ventenni Claudio Bosco, Matteo Avalle e Giacomo Moiso, diedero vita a Fluentify probabilmente si saranno detti: ‘sono troppo giovani, non faranno molta strada’. A ricordare gli inizi, quando tutto è cominciato, Claudio Bosco, Co-Founder di Fluentify, nella classifica degli Under 30 di Forbes nel 2019, racconta: “Giravo molto negli ambienti del Politecnico di Torino alla ricerca di collaboratori per sviluppare i progetti che disegnavo, da una birra insieme ad altri ingegneri ho avuto modo di incrociare il mio percorso con quello di Matteo Avalle che in futuro sarebbe diventato il nostro CTO. Il cerchio si è chiuso poi quando tramite una conoscenza comune del liceo conobbi Giacomo Moiso anche lui mosso dal forte desiderio di fare impresa e al termine di un’esperienza di studio all’estero. Abbiamo messo insieme le nostre rispettive conoscenze per dare vita poi a Fluentify”.

IL SOGNO REALIZZATO DI SCARDINARE LE REGOLE DELL’APPRENDIMENTO DELLE LINGUE

“Mi stavo laureando a Torino- prosegue Bosco- e in parallelo ero alle prese con la creazione della società a Londra. È stato un periodo difficile, ma ci sentivamo carichi e fiduciosi nel fatto che il nostro progetto rappresentasse un’innovazione nel mondo della formazione linguistica. Sapevamo infatti che, per avere successo, dovevamo scardinare i canoni tradizionali dell’apprendimento delle lingue”. Ed è proprio con questo spirito che è nata quella che oggi è una realtà consolidata, ormai non più startup, ma una PMI innovativa con sedi a, Londra, Torino, Milano, Roma e che conta oltre 150 clienti e 55 mila studenti e un fatturato in crescita del 100%. La rivoluzione introdotta da Fluentify nel mondo della formazione linguistica, infatti è stata quella di lavorare su un nuovo modello di apprendimento, più pragmatico focalizzato sul principio dell’”imparare facendo”.

“Del resto- spiega Bosco- quando ti trovi ad affrontare una riunione o una call con partecipanti provenienti da diverse parti del mondo, non conta l’attestato che certifica il tuo livello di inglese, conta quanto hai avuto modo di metterlo in pratica nel tempo”. Lo scopo di Fluentify è proprio questo: offrire una piattaforma che mette a disposizione 24 ore su 24 tutor madrelingua collegati da tutto il mondo e che permetta a professionisti e manager di praticare l’inglese in modo concreto, flessibile e personalizzato.

Nel 2014 Giacomo Moiso, Matteo Avalle e Claudio Bosco, decidono di spostare la sede dell’azienda a Torino, assumendo circa 15 persone. “È stata una scommessa: quando tutti andavano via dall’Italia, noi abbiamo deciso di rientrare, sfidando la burocrazia e superando gli ostacoli che solitamente si incontrano sulla strada di chi vuole fare impresa nel nostro Paese”. Dal 2016 anno in cui l’azienda ha deciso di dedicarsi prevalentemente al mercato B2B, è stato un crescendo di successi e di nuovi progetti. Nell’ottobre 2018 la società ha chiuso un round da 1,5 mln di euro da parte di un gruppo di private investors e di Stefano Marsaglia, private banker torinese, già in Mediobanca e oggi titolare del fondo Peninsula. Il 2019 è stato un anno particolarmente attivo per Fluentify: l’azienda ha, infatti, recentemente lanciato Fluentify Academy, piattaforma rivolta a manager e professionisti composta da più di 250 video in cui viene dato ampio spazio alla componente di storytelling a supporto della parte didattica.

INVESTIMENTI IN INNOVAZIONE, CONTENUTI E UNO SGUARDO OLTRE OCEANO: I PROGETTI

Nuovi progetti sono all’orizzonte: l’insediamento di un reparto di ricerca e sviluppo all’interno di Mind Innovation District a Milano dove lavorerà per perfezionare ancora di più l’esperienza formativa attraverso tecnologie innovative come l’Intelligenza Artificiale e il Riconoscimento Vocale, e, novità ancora più rilevante, l’acquisizione di Canguro English, brand che conta su una community internazionale di oltre 200 mila persone nel mondo e su un canale su iTunes i cui podcast sono ascoltati da oltre 20 mila persone ogni mese, rientrando tra primi 100 nella classifica italiana della categoria Education di iTunes. Con l’acquisizione Fluentify si propone di offrire un’esperienza formativa sempre più coinvolgente, basata sull’engagement e sull’integrazione di nuovi strumenti di fruizione dei contenuti, come video e podcast. Fluentify entra così in maniera dirompente nel mercato consumer della formazione linguistica e si prepara ad entrare in nuovi mercati come la Spagna e il Brasile.

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Coronavirus, Icardi (Piemonte): “Non prendete d’assalto i pronto soccorso” https://www.dire.it/22-02-2020/425319-coronavirus-piemonte/ Sat, 22 Feb 2020 17:56:10 +0000 https://www.dire.it/?p=425319

L'appello dell'assessore alla Sanità del Piemonte: "Chiamate i medici e il 118 e verranno a farvi il tampone direttamente a casa"

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TORINO – “Se avete sintomi riconducibili al virus restate a casa” è l’appello dell’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, dopo il primo caso accertato di Coronavirus a Torino. “Non affollate i pronto soccorso– aggiunge l’assessore- Soprattutto nell’eventualità che si sia positivi. Chiamate i medici e il 118 e verranno a farvi il tampone direttamente a casa”.

Per lunedì, la Regione Piemonte fa sapere che acquisterà un nuovo macchinario che permetterà di velocizzare i tempi di diagnosi, che passeranno da 5-6 ore a tre. “Il tampone può essere fatto a domicilio- ricorda anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio- Al momento le regioni interessate da casi certi sono quattro, noi siamo la quinta”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, primo caso in Piemonte. La situazione in Italia

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Coronavirus, due morti in Italia. Contagi in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte https://www.dire.it/22-02-2020/425149-coronavirus-morti-italia/ Sat, 22 Feb 2020 10:10:31 +0000 https://www.dire.it/?p=425149

I casi di Lombardia, Veneto e Piemonte dipendono dallo stesso 'paziente 1', il 38enne di Castiglione d'Adda

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ROMA – Due vittime in Italia (una in Lombardia e una in Veneto) e una diffusione del virus che ormai ha toccato cinque regioni: in Lombardia i contagi sono 46, in Veneto 12 e nel tardo pomeriggio è emerso che c’è un caso anche a Torino, dove è risultato positivo un uomo italiano di 40 anni che per lavoro ha avuto contatti con il ceppo lombardo. Al momento in corso il test su moglie e figli, di sette e otto anni. A Piacenza tre persone sono risultate positive al test: uno è l’infermiere piacentino che lavora al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno. È stato lui a effettuare il triage al 38enne di Castiglione d’Adda, identificato come ‘paziente 1’. L’infermiere, alla luce della situazione, si era messo volontariamente in isolamento in casa, dove vive solo. Positivi anche i tamponi su altre due persone ricoverate all’ospedale di Piacenza, entrambe residenti in Lombardia. Nel frattempo è emerso che il teorico ‘paziente zero’, ovvero il manager di ritorno dalla Cina con cui il 38enne si era visto a cena, non ha mai contratto il virus, nè presenta sintomi. Quindi potrebbe non essere lui il diffusore.

A Roma,intanto, due dei pazienti ricoverati allo Spallanzani sono risultati guariti dal virus: il loro si è negativizzato: uno è il turista cinese ricoverato per primo insieme alla moglie. Il secondo è il ricercatore rientrato da Wuhan e arrivato in ospedale dalla quarantena alla Cecchignola. In serata ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario. il Friuli Venezia Giulia, nel frattempo, ha dichiarato lo stato di emergenza fino a luglio 2020, alla luce del focolaio nel “vicino Veneto”.

LE DUE VITTIME ITALIANE 

Ci sono due vittime italiane per il coronavirus. La prima è stata Adriano Trevisan, uno dei pazienti contagiati in Veneto: si tratta di un uomo di 77 anni di Monselice, che era ricoverato all’ospedale di Padova, in precedenza ricoverato all’ospedale Schiavonia di Monselice. La sua morte è avvenuta nella notte e il governatore Luca Zaia ha disposto lo svuotamento del nosocomio, dove era stato ricoverato anche un altro anziano risultato positivo a coronavirus.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, allo Spallanzani due persone guarite. I medici: “Non è malattia mortale”

La seconda vittima del virus è una donna residente a Casalpusterlengo, in Lombardia: aveva 77 anni ed è stata in realtà la prima a morire in Italia, il giorno 20. La scoperta che fosse affetta da coronavirus è stata successiva alla morte. La donna, malata di polmonite, era passata nel pronto soccorso di Codogno nei giorni in cui c’era passato il 38enne di Castiglione d’Adda, il cosiddetto ‘paziente 1’, ora ricoverato a Codogno. La donna è morta in casa giovedì e il tampone risultato positivo al coronavirus è stato eseguito post mortem.

I CASI IN LOMBARDIA

Intanto, nella giornata di oggi il numero delle persone infettate in Lombardia è salito a 46. La maggior parte è riconducibile al focolaio originato dal ‘paziente 1’ di Castiglione d’Adda (contagiato da un manager italiano di rientro dalla Cina che non ha alcun sintomo, il misterioso ‘paziente zero’), che ha interessato la zona del lodigiano e fatto arrivare il virus anche a Piacenza. C’è però anche un uomo residente a Sesto San Giovanni (Milano), attualmente ricoverato all’Ospedale San Raffaele.

La diretta degli aggiornamenti della Regione Lombardia:

 

LEGGI ANCHE: Coronavirus, virologo Cnr: “Casi Veneto e Lombardia non sono epidemia”

I CASI IN VENETO

Ci sono altri sette casi di Coronavirus in Veneto. Lo conferma il governatore del Veneto Luca Zaia, in una pausa dalla riunione dell’unità di crisi, convocata a Marghera. I casi sono tutti a Vo Euganeo, spiega il governatore, e tra i contagiati ci sono “due familiari del signor Trevisan, la moglie e la figlia da quello che ci risulta”. Attualmente “stiamo continuando con le verifiche sui contatti più ravvicinati”, prosegue il governatore sottolineando la necessità di non cedere al panico, anche perché “stiamo parlando di un virus che ha una bassa letalità, e purtroppo ce l’ha nelle persone che già hanno una salute pregiudicata e hanno altre patologie”.

Il lavoro dell’unità di crisi continua, “a mezzogiorno ci collegheremo anche con il presidente del Consiglio, ho già sentito un paio di volte il ministro Speranza e il commissario Borelli abbiamo avuto una videoconferenza questa mattina di un’ora”, conclude Zaia annunciando che “usciremo a breve con tutte le linee guida per tutti i Comuni”.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Coronavirus, l’infettivologo: “Troppo clamore, abbassare i toni”

PRIMO CASO ACCERTATO IN PIEMONTE E 15 SOSPETTI

Confermato il primo caso accertato di Coronavirus in Piemonte. Si tratta di un uomo italiano di 40 anni, ricoverato attualmente in isolamento all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino. A confermate la notizia è il governatore della regione Alberto Cirio che parla di “15 casi sospetti in tutto il Piemonte e, purtroppo, di un caso accertato”. Lo stato di salute dell’uomo entrato in contatto per motivi lavorativi con il ceppo di contagio della Lombardia al momento sembra essere buono.

“Abbiamo preso misure di sicurezza anche nei confronti dei famigliari dell’uomo e per il personale sanitario con cui ha avuto contatti- spiega l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi- non è un focolaio piemontese“.

Il Piemonte è la quinta regione italiana toccata da casi accertati di Coronavirus. “Abbiamo convocato l’unità di crisi” annuncia Cirio, in riunione insieme a sindaca Chiara Appendino, al prefetto Claudio Palomba e agli assessori Fabrizio Ricca e Icardi negli uffici della Protezione Civile.

TEST SU MOGLIE E FIGLI

Sotto osservazione la moglie e i due bambini di sette e otto anni dell’uomo ricoverato all’Amedeo di Savoia di Torino affetto da Coronavirus. “Il paziente ha manifestato i primi sintomi giovedì sera. Aveva una leggera tosse” spiega il Giovanni Di Perri, direttore della clinica di malattie infettive del centro epidemiologico. “Mercoledì l’uomo ha giocato a basket e perciò abbiamo consigliato a tutti i membri della squadra che sono entrati in contatto con lui di restare a casa”.

In queste ore in sanitari stanno raggiungendo i giocatori della squadra per eseguire i tamponi diagnostici che stabiliranno se è avvenuto o meno il contagio. “Il paziente era un po’ spaventano quando è arrivato in ospedale- racconta ancora Di Perri- ma il tasso di mortalità per un uomo della sua età è molto basso”.

IL FRIULI VENEZIA GIULIA DECRETA LO STATO DI EMERGENZA

Il vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, d’intesa con il governatore, ha siglato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio per fronteggiare il rischio sanitario da Coronavirus, anche in considerazione dei primi casi di contagio nel territorio italiano e in particolare nella vicina regione del Veneto ed in esito della riunione del Comitato operativo di Protezione civile avvenuta oggi.

Con il decreto dello stato di emergenza la Regione “potrà adottare una procedura più agile per l’acquisto di beni, servizi e forniture attraverso un affidamento diretto senza indagini di mercato sopra e sotto soglia comunitarie, per tutto ciò che è necessario per affrontare l’emergenza”, spiega la stessa amministrazione regionale. In prima battuta la misura è utile per disporre di risorse tali da consentire, ad esempio, di mettere a disposizione le strutture nel caso in cui si rendesse necessario adottare l’isolamento.

ARRIVATI DAL GIAPPONE I 19 ITALIANI, TRASFERITI A CECCHIGNOLA

Il velivolo dell’Aeronautica militare con i diciannove italiani provenienti dal Giappone è atterrato questa mattina alle 6.37 all’aeroporto di Pratica di Mare. I connazionali, dopo aver terminato le visite, saranno trasferiti presso il Centro Sportivo dell’Esercito alla Cecchignola.

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VIDEO | “No all’antisemitismo”: Torino scende in piazza https://www.dire.it/17-02-2020/423045-video-no-allantisemitismo-torino-scende-in-piazza/ Mon, 17 Feb 2020 19:00:10 +0000 https://www.dire.it/?p=423045

La sindaca Appendino: "Ciascuno di noi con il linguaggio che usa ha un pezzo di responsabilità nel combattere odio razzismo e antisemitismo"

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La sindaca Appendino: "Ciascuno di noi con il linguaggio che usa ha un pezzo di responsabilità nel combattere odio razzismo e antisemitismo"
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di Adele Palumbo

TORINO – Circa 400 persone si sono date appuntamento in piazza Palazzo di Città per manifestare contro gli episodi di antisemitismo che hanno avuto luogo a Torino nelle scorse settimane. Ad aprire la manifestazione le note dell’inno di Mameli. “Sono fatti gravi e ci voleva una risposta unitaria che, voglio ribadire, è stata condivisa con tutte le forse politiche- dice la sindaca Chiara Appendino al termine della manifestazione- la città ha ribadito i suoi valori e c’è stato un richiamo alla responsabilità da parte di tutti i cittadini”. Ancora la sindaca: “Ciascuno di noi con il linguaggio che usa ha un pezzo di responsabilità nel combattere odio razzismo e antisemitismo”.

Sul palco sono intervenuti anche i due piemontesi vittime di scritte intimidatorie, Maria Vigliani e Marcello Segre. “Ho trovato una scritta antisemita davanti a casa e ho riflettuto molto prima di denunciare- spiega- la mia mamma mi avrebbe detto di farlo. Lei era una ebrea partigiana e faceva la staffetta Roma-Torino“.

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Scritta antisemita a Torino, Appendino: “Affogate nella vostra ignoranza” https://www.dire.it/28-01-2020/414837-scritte-antisemita-a-torino-appendino-affogate-nella-vostra-ignoranza/ Tue, 28 Jan 2020 12:57:43 +0000 https://www.dire.it/?p=414837

Ieri, nel Giorno della Memoria, è comparsa una scritta terribile sui muri di un palazzo a Torino

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Ieri, nel Giorno della Memoria, è comparsa una scritta terribile sui muri di un palazzo a Torino
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TORINO – “Settantacinque anni fa finiva l’orrore dello sterminio ebraico. Oggi, esattamente nella stessa data, un muro della nostra città viene sfregiato da scritte antisemite. Ma sapete qual è la differenza? Che la storia si ripete due volte, la prima in tragedia, la seconda in farsa. E mentre la città cancellerà quelle scritte, voi continuerete ad affogare nella vostra ignoranza e nel vostro anonimato. Finché le Forze dell’Ordine non vi troveranno, s’intende”. Lo scrive su facebook Chiara Appendino, sindaca di Torino commentando l’orrenda scritta apparsa ieri (proprio nel Giorno della Memoria) sui muri di un palazzo di corso Casale: “Crepa sporca ebrea” è toccato leggere a una donna di origini ebree, figlia di una staffetta partigiana, che vive nel palazzo. La donna ha fatto denuncia in Questura.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Mattarella: “Mai abbassare la guardia su antisemitismo e fascismo. Segre testimone preziosa”

Nella giornata di ieri si sono purtroppo registrati anche insulti razziali sui social contro Liliana Segre. Invettive, arrivate via Twitter da un account fittizio (ispirato al medico nazista Carl Clauberg), anche nei confronti del direttore di Repubblica Carlo Verdelli e del giornalista Paolo Berizzi.

LEGGI ANCHE: Il dolore di Liliana Segre: “Temo che, morti tutti i testimoni, i negazionisti vincano”

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“Qui abita un ebreo’, scritta antisemita sulla porta di casa del figlio di una deportata https://www.dire.it/24-01-2020/413847-scritta-mondovi-qui-abita-ebreo/ Fri, 24 Jan 2020 12:43:08 +0000 https://www.dire.it/?p=413847

E' successo a a Mondovì. La casa è quella di Aldo Rolfi, figlio della staffetta partigiana Lidia Beccaria Rolfi

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E' successo a a Mondovì. La casa è quella di Aldo Rolfi, figlio della staffetta partigiana Lidia Beccaria Rolfi
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ROMA – La scritta ‘Juden hier’, qui abita un ebreo, e una stella di Davide sono apparse questa mattina sulla porta di un’abitazione di Mondovì, in provincia di Cuneo. E’ quella di Aldo Rolfi, figlio della staffetta partigiana Lidia Rolfi. Un gesto che ha sconvolto la cittadina e che avviene a poca distanza dal Giorno della Memoria, che verrà celebrato il prossimo 27 gennaio. Lidia Rolfi è stata deportata a Ravensbruck come politica ed è stata testimone dell’Olocausto. E’ morta nel ’96 e ora in quella casa ci abita il figlio. 

ZINGARETTI: “‘JUDE HIER’, ECCO DOVE PORTA CULTURA ODIO”

“‘Jude hier’, qui abita un ebreo. È accaduto a Mondovì, in provincia di Cuneo. Sulla porta di casa della famiglia di, una staffetta partigiana e testimone dell’Olocausto, ieri qualcuno ha lasciato una scritta antisemita. Come quelle usate dai nazisti durante i rastrellamenti per deportare gli ebrei nei campi di concentramento”. Lo scrive su facebook Nicola Zingaretti, segretario Pd. Ecco, aggiunge, “dove porta la cultura dell’odio. Cosa altro deve accadere per capire che dobbiamo mobilitarci tutti contro questa follia che ci porta indietro? Altro…”.

GRIBAUDO (PD): “INFAME ATTO A MONDOVÌ”

“La scritta comparsa a Mondovì sulla porta di casa di Aldo Rolfi, impegnato da sempre per trasmettere la testimonianza della madre staffetta partigiana Lidia Rolfi, è un atto senza precedenti in questa terra in cui tanto sangue è stato versato dai partigiani e dove in tanti hanno combattuto e rischiato la propria vita per proteggere gli ebrei dalla deportazione. Il clima d’odio in cui viviamo sta distruggendo la memoria e vuole riportare l’Italia alle leggi razziali del 38. Solidarietà alla famiglia Rolfi, la Granda è antifascista e non li lascerà soli. Serve una grande risposta democratica e civica a questa infamia.” Lo dichiara la vicecapogruppo del Pd alla Camera Chiara Gribaudo.

FICO: TENERA ALTA ATTENZIONE, TEMPI OSCURI CHE TORNANO

“Noi dobbiamo sempre tenere alta l’attenzione ed è per questo che oggi abbiamo organizzato questa giornata per ricordare tutte le vittime della Shoah ma anche per ricordare che un tempo oscuro può sempre ricordare come ci dice Primo Levi. Dobbiamo riuscire a costruire quella cultura affinchè questi episodi non tornino mai più”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, a margine dell’iniziativa in ricordo di Gino Bartali, commenta l’episodio di Mondovì dove è comparsa una scritta antisemita sulla porta dell’abitazione di Lidia Beccaria Rolfi. 

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Per la Corte d’Appello di Torino il cellulare può causare tumori. L’oncologo: “Nessuna prova” https://www.dire.it/14-01-2020/410290-per-la-corte-dappello-di-torino-il-cellulare-puo-causare-tumori-loncologo-nessuna-prova/ Tue, 14 Jan 2020 17:38:03 +0000 https://www.dire.it/?p=410290

"Non esiste una chiara evidenza scientifica tra l'uso del cellulare e le neoplasie", spiega Francesco Cognetti, professore di Oncologia Medica alla Sapienza di Roma

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"Non esiste una chiara evidenza scientifica tra l'uso del cellulare e le neoplasie", spiega Francesco Cognetti, professore di Oncologia Medica alla Sapienza di Roma
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ROMA – Una sentenza della Corte d’Appello di Torino ha condannato l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale a un dipendente di Telecom Italia, Roberto Romeo, affetto da neurinoma del nervo acustico. Per i giudici, l’uso prolungato del telefono cellulare ha un ‘legame’ con i tumori. Ma i medici non la pensano così.

“Non esiste una chiara evidenza scientifica tra l’uso del cellulare e le neoplasie” ha commentato Francesco Cognetti, professore di Oncologia Medica presso l’università Sapienza di Roma, contattato dall’agenzia Dire. Nei mesi scorsi, infatti, un rapporto curato dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Arpa Piemonte, dall’Enea e dal Cnr-Irea non ha evidenziato alcun aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare.

“Solo come cautela- ha aggiunto Cognetti- si consiglia di non tenere il telefonino vicino all’orecchio per molto tempo e di usare, come è buona norma, gli auricolari, in modo da tutelarsi da eventuali danni che possono essere legati al calore emesso dal dispositivo”.

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A Torino rischio allerta viola per lo smog https://www.dire.it/13-01-2020/409765-a-torino-rischio-allerta-viola-per-lo-smog/ Mon, 13 Jan 2020 18:57:25 +0000 https://www.dire.it/?p=409765

Si prospetta già la soglia di allerta massima mai raggiunta fino ad oggi, che prevede l'estensione oraria dei divieti senza distinzione di veicoli

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Si prospetta già la soglia di allerta massima mai raggiunta fino ad oggi, che prevede l'estensione oraria dei divieti senza distinzione di veicoli
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TORINO – La situazione dello smog è (quasi) fuori controllo. 

L’inquinamento della pianura Padana- ma non solo- costringe ad altri giorni di blocco della circolazione di buona parte degli autoveicoli. I divieti, seppur differenziati, riguardano ormai Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e anche Roma. Una situazione che, fra l’altro, potrebbe peggiorare ancora. La condizione ambientale più delicata è certamente quella del torinese dove da oggi, e fino a giovedì 16, è stato confermato il semaforo rosso: fermi, quindi, i diesel fino agli euro 5 e i veicoli a benzina fino ad euro 1. Tutto in attesa di una nuova rilevazione dell’Arpa (l’Agenzia regionale che si occupa dei monitoraggi ambientali), giovedì prossimo e sulla base della quale saranno stabilite le misure successive. Ma si prospetta già la soglia di allerta massima (mai raggiunta fino ad oggi): il semaforo viola, che prevede l’estensione oraria dei divieti senza distinzione di veicoli.

LEGGI ANCHE: A Firenze è ancora emergenza smog, scatta un nuovo blocco del traffico

“Le centraline- viene spiegato in una nota della Città Metropolitana- hanno segnalato in questi giorni un ampio superamento del limite dei 50 microgrammi di PM10 che in alcuni casi sono arrivati a 80 e 100 microgrammi per metrocubo”. Ma le criticità ambientali sono estese anche ad Alessandria, così come a Milano e in buona parte delle province lombarde, dove da domani scatteranno nuovi divieti di circolazione oltre che altre misure collegate relative al riscaldamento nelle abitazioni e alle pratiche agricole. Semaforo rosso anche in buona parte dell’Emilia-Romagna con conseguenti blocchi simili a quelli lombardi. Mantenimento del livello 1 “arancione”, anche a Venezia così come blocchi sono previsti anche a Firenze. Quello dello smog, tuttavia, non pare essere un problema solo del nord dello Stivale. A Roma, infatti, è previsto il blocco totale dei veicoli Diesel, anche quelli Euro 6.

Fonte: www.agensir.it

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Entro giugno Deliveroo apre in 90 nuove città https://www.dire.it/08-01-2020/407904-entro-giugno-deliveroo-apre-in-90-nuove-citta/ Wed, 08 Jan 2020 15:04:10 +0000 https://www.dire.it/?p=407904

Il piano punta a crescere di oltre il 55% il numero delle città coperte dal servizio in sei mesi

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Il piano punta a crescere di oltre il 55% il numero delle città coperte dal servizio in sei mesi
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BOLOGNA – Nuove 90 città da raggiungere nella prima metà del 2020. È il primo obiettivo del nuovo anno di Deliveroo, piattaforma dell’online food delivery decisa a continuare a investire in Italia: il suo piano punta a crescere di oltre il 55% il numero delle città coperte dal servizio in sei mesi. Inoltre, nell’anno degli Europei, Deliveroo, main partner della Federazione italiana giuoco calcio, vuole arrivare ad avere prima della partita inaugurale del torneo (allo Stadio Olimpico di Roma venerdì 12 giugno) più di 240 città raggiunte dal suo servizio. Città in cui Deliveroo “conta di collaborare con centinaia di nuovi ristoranti e rider, contribuendo alla crescita economica dei territori in cui opera”, spiega una nota della stessa piattaforma.

Il piano di espansione del 2020 inizia nella seconda metà di gennaio con l’apertura di cinque nuove città: Sanremo in Liguria, Montemurlo in Toscana, Seriate e Nembro in Lombardia e Albignasego in Veneto. Nella “città dei fiori” il servizio sarà attivato proprio a ridosso dell’inizio della 70a edizione del Festival della canzone italiana.

“Dopo un anno di grande espansione, non solo dal punto di vista territoriale, siamo pronti ad iniziare il 2020 confermando i nostri investimenti in Italia puntando su un nuovo e ambizioso piano di espansione che ci porterà in 90 nuove città in soli sei mesi”, afferma Matteo Sarzana, general manager di Deliveroo Italia che aggiunge: “Crescere a questa velocità comporta uno sforzo organizzativo significativo: ogni città è diversa dalle altre e noi vogliamo contribuire a creare nuove concrete opportunità di lavoro e di sviluppo nel territorio”.

Prosegue anche nel 2020 la partnership con McDonald’s. Grazie al servizio McDelivery, con Deliveroo sarà possibile ordinare e ricevere a domicilio i menù McDonald’s. Il servizio sarà esteso a nuovi ristoranti che si aggiungono a quelli già presenti in piattaforma.

In particolare, in Toscana, McDelivery sarà attivato nei McDonald’s di Campi Bisenzio in via Barberinese, Montemurlo in via G.Di Vittorio angolo Via Montalese, e Pisa in via Gargalone.

In Emilia-Romagna, i ristoranti McDonald’s coinvolti sono quelli di Forlì, al centro commerciale Puntadiferro in P.le della Cooperazione, e Ravenna in Piazza Luigi Carlo Farini.

A Roma, McDelivery sarà attivato nei McDonald’s di Via Marsala e Via Tiburtina 1150 in zona Pietralata.

In Veneto, sarà possibile ordinare dai McDonald’s Vicenza presso il centro commerciale Palladio, Albignasego in via Verga, Marghera in Via Arduino, Mestre presso il centro commerciale Auchan di Via Pionara e il centro commerciale Porte di Mestre in via Tosatto.

E ancora, in Lombardia il servizio sarà esteso ai McDonald’s di Bergamo presso il centro commerciale Le due Torri in Via Guzzanica, Brescia in Via Einaudi, Curno presso il centro commerciale Curno in Via Fermi, Nembro in Via Monsignor Aldo Nicoli, Seriate presso il centro commerciale Alle Valli in Via Brusaporto.

Infine, per quanto riguarda il Piemonte, sarà possibile ordinare anche dal McDonald’s di Torino, presso il centro commerciale Le Gru, in Via Crea.

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La Lotteria Italia premia Torino, ecco i biglietti vincenti https://www.dire.it/07-01-2020/407142-la-lotteria-italia-premia-torino-ecco-i-biglietti-vincenti/ Tue, 07 Jan 2020 07:11:36 +0000 https://www.dire.it/?p=407142 Amadeus

Il biglietto da cinque milioni di euro venduto nel capoluogo piemontese, tutti i numeri e le serie di prima e seconda categoria

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Il biglietto da cinque milioni di euro venduto nel capoluogo piemontese, tutti i numeri e le serie di prima e seconda categoria
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ROMA – I cinque milioni di euro del primo premio della Lotteria Italia sono stati vinti a Torino.

In passato – ricorda l’agenzia Agimeg – il capoluogo piemontese aveva registrato ben cinque premi di prima fascia – due terzi posti nel 1999 con 3 miliardi di lire e 1,5 milioni di euro nel 2013, un quarto posto ancora da 1,5 milioni nel 2004, un sesto posto da 250 mila euro nel 2011 e un quarto posto da 1 milione nel 2018 – ma mai un primo premio da 5 milioni.

Nell’edizione 2019 della Lotteria Italia sono stati assegnati complessivamente 205 premi. Cinque quelli di prima fascia (come nella scorsa edizione), con il primo premio da 5 milioni di euro, poi da 2,5 milioni, 1,5 milioni, 1 milione e 500 mila euro. Sono invece 20 i premi di seconda categoria, ciascuno da 100 mila euro (nell’edizione precedente furono 50 da 50 mila euro ciascuno), mentre quelli di terza categoria assegnati sono 180, da 20 mila euro ciascuno (nell’edizione precedente furono 150 da 25 mila euro l’uno)

Di seguito la classifica dei biglietti abbinati ai premi di prima categoria:

1 Premio 5 milioni di euro: O 005538 Torino
2 Premio 2,5 milioni di euro: P 463112 Gonars (UD)
3 Premio 1,5 milioni di euro: N 121940 Roma  distributore locale
4 Premio 1 milione di euro: C 127922 Lucca
5 Premio 0,5 milioni di euro: P 370303 Erba (CO)

Ecco le serie e i numeri dei 20 biglietti estratti di seconda categoria, del valore di 100.000 euro ciascuno. Nove sono stati venduti al Nord, sei al Centro e cinque al Sud.
 
C 497235 ROMA
L 064678 CASTELLARANO (RE)
E 237293 ROMA
E 235721 ROMA
N 221621 MOLFETTA (BA)
F 409216 SALERNO (SA)
D 133481 PAVIA (PV)
E 346697 TORINO DI SANGRO (CH)
P 431020 PALO DEL COLLE (BA)
P 412570 LAVIS (TN)
M 059274 RICCIONE (RN)
L 288423 TORINO
E 468061 FRASCATI (RM)
A 473573 TORTONA (AL)
M 160464 TRIESTE
P 475690 ROMA
N 065499 NAPOLI
M 003332 SALERNO
A 351631 PARMA
E 323839 PISCINA (TO)
 
L’estrazione è avvenuta durante il programma di Rai 1 ‘I soliti ignoti’, condotto da Amadeus.
 

CALANO I BIGLIETTI VENDUTI

Sono stati 6,7 milioni i biglietti venduti della Lotteria Italia edizione 2019, il 3,4% in meno rispetto allo scorso anno. Il Lazio – rende noto l’agenzia Agimeg – ancora una volta si conferma la regione che ha venduto più biglietti, oltre 1,3 milioni (in pratica uno su cinque a livello nazionale), ma in calo del 5,2% rispetto all’ultima edizione. La Lombardia è l’unica altra regione italiana ad aver staccato più di un milione di biglietti, per l’esattezza 1,14 milioni (-2%), terzo posto per l’Emilia Romagna con 647 mila biglietti (-2,7%). Al quarto posto la Campania, che è tuttavia una delle tre regioni italiane ad aver venduto più biglietti rispetto alla scorsa edizione, oltre 605 mila, il +2,9%. Segno più anche per Molise – che con 30.700 tagliandi è cresciuto del 3,2% – e la Basilicata, con oltre 41mila biglietti e il + 0,6%. Le regioni che hanno perso di più in termini percentuali sono state il Veneto (-9% con 434.400 biglietti) e le Marche (-8% con 160.460 biglietti).

 
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Le inondazioni ad Alessandria viste dallo Spazio https://www.dire.it/26-11-2019/395213-le-inondazioni-ad-alessandria-viste-dallo-spazio/ Tue, 26 Nov 2019 10:57:23 +0000 https://www.dire.it/?p=395213

L'immagine multitemporale acquisita grazie a Sentinel 1 del programma europeo Copernicus

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L'immagine multitemporale acquisita grazie a Sentinel 1 del programma europeo Copernicus
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ROMA – La provincia di Alessandria è stata una delle zone più colpite del Nord Italia dal maltempo, in queste settimane.

Lo si vede bene anche grazie all’immagine realizzata dal satellite Sentinel-1 del programma europeo Copernicus: è uno scatto multi temporale che utilizza due immagini separate acquisite dalla missione il 13 ed il 25 novembre. Le aree inondate sono rappresentate in rosso, il fiume Po in nero, e le aree urbane in bianco.

La capacità del radar di Copernicus Sentinel-1 di ‘vedere’ attraverso le nuvole e la pioggia, e al buio, lo rende particolarmente utile per il monitoraggio delle inondazioni. Può addirittura facilmente differenziare i corpi idrici, evidenziando la differenza tra il fiume Po, in nero, e l’entità dell’inondazione, in rosso.

Le immagini acquisite prima e dopo l’inondazione offrono informazioni immediate sull’entità dell’inondazione e danno supporto per la valutazione dei danni materiali e ambientali.

All’inizio del mese, il servizio di mappatura per le emergenze di Copernicus (Copernicus Emergency Mapping Service) è stato attivato per aiutare a fronteggiare le inondazioni nel nord est dell’Italia, dove Venezia ha visto livelli d’acqua da record e la peggior inondazione in 50 anni.

LEGGI ANCHE: Venezia sommersa, nuovo picco a un metro e 60. Brugnaro nominato commissario per l’emergenza: “State in casa”

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Crollo viadotto, i geologi: “In Italia il 90% delle infrastrutture è a rischio idrogeologico” https://www.dire.it/25-11-2019/394622-crollo-viadotto-i-geologi-in-italia-il-90-delle-infrastrutture-e-a-rischio-idrogeologico/ Mon, 25 Nov 2019 07:25:27 +0000 https://www.dire.it/?p=394622

Il consiglio nazionale dei Geologi: "Conoscere il territorio per minimizzare i rischi e salvare le vite umane"

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Il consiglio nazionale dei Geologi: "Conoscere il territorio per minimizzare i rischi e salvare le vite umane"
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ROMA – Il crollo del viadotto “sull’autostrada A6 Torino-Savona è simile a quello di qualche anno fa in Sicilia, che interessò il viadotto di Scillato. Come esempio cito anche il crollo del ponte sul Rio Santa Lucia, della statale 195 tra Cagliari e Capoterra dello scorso anno, ma sono purtroppo tante le criticità di tipo idrogeomorfologico che interessano le infrastrutture del Paese“.  A dirlo è Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, intervenendo sul crollo del viadotto ‘Madonna del Monte’ sull’A6 Torino-Savona a causa di una frana.

“Si stima-spiega Peduto-, che circa il 90% delle problematiche legate alle infrastrutture italiane sono determinate non da fattori strutturali, bensì dovute a criticità idrogeologiche. In tal senso, le parole d’ordine sono sempre le stesse: prevenzione, manutenzione del territorio e delle infrastrutture, monitoraggi strumentali, satellitari e tecnico-esperti attraverso il presidio territoriale. Parole che ripetiamo spesso dopo ogni evento idrogeologico significativo, che purtroppo in Italia non riescono a diventare un fatto concreto” denuncia.

“Gli eventi piovosi degli ultimi giorni hanno determinato fenomeni alluvionali e franosi che ancora una volta in diverse parti del Paese hanno causato vittime ed ingenti danni a strutture ed infrastrutture”, commenta Lorenzo Benedetto, Consigliere e coordinatore della commissione difesa del suolo del Consiglio Nazionale dei Geologi. “I primi dati disponibili ci fanno ritenere che il crollo di un tratto del viadotto sull’A6 è stato determinato da una frana di colata rapida di fango e detriti innescatasi nella parte alta del versante a causa, molto probabilmente, di ingenti quantitativi d’acqua provenienti da una strada presente nell’area di nicchia. Il materiale staccatosi si è successivamente incanalato nell’impluvio sottostante fino ad arrivare nella parte bassa dove ha impattato sulla struttura stradale determinandone il crollo. Dunque siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che la sicurezza dei ponti e dei viadotti va assicurata non soltanto monitorando il degrado dei materiali che li costituiscono, ma come sosteniamo da tempo vanno monitorati anche e soprattutto i rischi geologici a cui sono soggetti” afferma Benedetto.

Sulla necessità di porre in essere in maniera immediata misure preventive di mitigazione dei rischi da dissesto idrogeologico, interviene anche il Tesoriere del Cng Domenico Angelone, che sottolinea l’importanza del monitoraggio continuo del territorio. “L’esigenza di controllo assiduo dei versanti e dei corsi d’acqua nasce da lontano, da quando nel 1968 fu presentata alla Camera la proposta di legge n. 886 sull’istituzione del geologo di zona, già da allora ritenuto figura atta a ‘colmare un vuoto nella nostra struttura preventiva e di pronto intervento nel quadro della difesa del suolo’. Dopo 50 anni quel vuoto non è stato colmato, nonostante quella proposta sia stata reiterata con regolare continuità a tutte le classi politiche che si sono succedute, e nonostante le numerose tragedie che negli ultimi 50 anni hanno devastato il Paese”.

“Gli eventi di Savona- prosegue il geologo-, hanno dimostrato come la conoscenza puntuale del territorio non può considerarsi mai acquisita in via definitiva poiché le dinamiche terrestri portano a cambiamenti delle condizioni morfologiche e idrogeologiche distribuite in archi temporali anche molto brevi. Solo la presenza continua di chi sa leggere il territorio, attraverso il presidio territoriale – conclude il Tesoriere del Cng – può consentire di minimizzare i rischi, di proteggere le infrastrutture e di salvare le vite umane”

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