Emilia Romagna – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Sat, 04 Jul 2020 13:24:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 FOTO | VIDEO | In Emilia-Romagna grandine, allagamenti e frane: soccorsa madre con figli nel bolognese https://www.dire.it/04-07-2020/481324-foto-video-in-emilia-romagna-grandine-allagamenti-e-frane-soccorsa-madre-con-figli-nel-bolognese/ Sat, 04 Jul 2020 11:09:23 +0000 https://www.dire.it/?p=481324 allagamenti_valsamoggia

Nel reggiano "bombe d’acqua e mitragliate di grandine"

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Nel reggiano "bombe d’acqua e mitragliate di grandine"
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BOLOGNA – Salvataggio in Valsamoggia, nel bolognese, dopo il temporale che si e’ abbattuto nelle prime ore del mattino. I Carabinieri di Borgo Panigale sono entrati in azione attorno alle 3, quando le acque del Rio La Fossetta sono straripate e si sono dirette a valle abbattendo muri, inondando alcuni edifici e costringendo i cittadini a rifugiarsi nei piani alti delle loro case, in attesa dei soccorsi. All’arrivo dei militari, c’era una madre residente in via IV Novembre che gridava temendo per l’incolumita’ dei suoi due figli, che sono stati subito salvati dai militari e dai Vigili del fuoco. La situazione e’ monitorata dai Carabinieri di Bazzano e dal primo cittadino Daniele Ruscigno, accorso subito sul posto. Racconta Ruscigno in un post: “Tra le 2.30 e le 4 le forti precipitazioni hanno causato parecchi danni e allagamenti in tutto il territorio soprattutto nel municipio di Bazzano, dove in soli 30 minuti i sensori di Arpae hanno registrato un picco straordinario di 110 millimetri di acqua”. Hanno lavorato per ore Vigili del fuoco, forze dell’ordine e operatori comunali per il ripristino della viabilita’ e di via via Monteveglio, vicino al centro urbano di Bazzano, per svuotare diversi seminterrati e per la messa in sicurezza dei muri di recinzione divelti. Diversi sottopassi sono stati allagati ed e’ stata interrotta l’energia elettrica a Monteveglio in zona piazza Chiesa. Si e’ raccomandato inoltre il sindaco: “Prestate la massima prudenza alla guida visto che molte strade risultano scivolose”.

NEL MODENESE PERSONE SALVATE IN AUTO E TANTE FRANE 

Diversi interventi anche nel modenese dopo il nubifragio di questa notte. Tra persone bloccate nei sottopassi allagati e alberi divelti le richieste di soccorso sono partite tre le 2 e le 3. Tra Vignola e Spilamberto, sulla Pedemontana, due persone sono state salvate dopo che la loro auto era stata sommersa dall’acqua in un sottopassaggio. I Vigili del fuoco hanno completato almeno 40 interventi di recupero, anche con l’aiuto dei sommozzatori di Bologna. Sono in corso intanto i lavori di sgombero e pulizia da fango e detriti di un tratto della nuova Pedemontana, a Vignola, dove si sono verificati alcuni allagamenti e cedimenti di scarpata causati dal maltempo.
Il tratto, tuttora chiuso al transito, e’ quello compreso tra la rotatoria di via Lugazzo e lo svincolo con la strada provinciale 623. La strada all’altezza di via Garofalana e’ stata interrotta al transito a causa del cedimento di una scarpata che ha riversato sulla carreggiata fango e detriti. Sul posto se ne sono occupati i tecnici del servizio provinciale Viabilita’ con la collaborazione dei Carabinieri. Sono arrivate anche le macchine di una ditta di manutenzione, per ripulire la carreggiata e rimettere in sicurezza la scarpata franata.

“ACQUA E GRANDINE PER 24 ORE”, TUTTO IL REGGIANO COLPITO

Reggio Emilia – “Bombe d’acqua e mitragliate di grandine: sono state 24 ore di ‘guerra climatica’, che ha causato la distruzione di un centinaio di coltivazioni di frutta e verdura dalla bassa all’Appennino”. Lo denuncia Antenore Cervi, presidente degli agricoltori Cia di Reggio Emilia, dopo un primo sopralluogo nel territorio colpito dalla violenta ondata di maltempo fino alle prime ore di oggi. “Nella notte sono caduti oltre 150 millimetri di pioggia in sole due ore in particolare a Cadelbosco Sopra- entra nel dettaglio Cervi diffondendo foto delle aree allagate- ma la zona colpita e’ molto piu’ ampia e comprende Reggio, Castelnovo Sotto, Guastalla, Sant’Ilario, Poviglio, Luzzara. L’impressionante quantita’ di acqua ha inevitabilmente mandato in tilt le reti idriche della bonifica. E sono cosi’ stati sommersi vigneti e serre di diverse imprese agricole che hanno subito danni ingenti proprio ora che siamo nel pieno della stagione”. Sui danni, puntualizza il presidente Cia: “I nostri tecnici sono al lavoro per una esatta quantificazione, che gia’ ora possiamo approssimativamente stimare in oltre mezzo milione di euro. Mezzo milione a cui vanno pero’ sommati i danni nelle altre zone. Il totale supera abbondantemente il milione di euro”. Il maltempo aveva iniziato a colpire il reggiano ieri mattina nella zona tra Fabbrico, Rolo e Reggiolo. Grossi chicchi di grandine hanno distrutto frutteti e gravemente danneggiato le vigne: “Un disastro”, per la Cia. Grandine e vento forte avevano fatto poi la loro comparsa nel primo pomeriggio di ieri anche in Appennino, in particolare a Vetto e alcune zone di Castelnovo Monti, dove a essere colpiti, oltre ai vigneti, sono stati i campi di foraggi per la produzione del Parmigiano Reggiano. Ma “purtroppo, a causa del global warming, dovremo abituarci a queste situazioni. Per questo, bisogna fare un salto di qualita’ e mettere in atto azioni rivolte alla prevenzione. Anche le istituzioni devono fare la loro parte progettando e realizzando quelle infrastrutture, in primis l’invaso sull’Enza, che sono diventate essenziali per la sopravvivenza stessa dell’agricoltura sul territorio reggiano”.

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A Ravenna arriva l’ok per la musica in spiaggia fino all’1 di notte, ma no ai balli https://www.dire.it/03-07-2020/481187-a-ravenna-arriva-lok-per-la-musica-in-spiaggia-fino-all1-di-notte-ma-no-ai-balli/ Fri, 03 Jul 2020 16:27:24 +0000 https://www.dire.it/?p=481187 stabilimento covid

Firmata l’ordinanza che aggiorna l’orario di chiusura degli stabilimenti balneari: sarà allungato tutti i giorni, e fino alle 3 in 5 serate

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Firmata l’ordinanza che aggiorna l’orario di chiusura degli stabilimenti balneari: sarà allungato tutti i giorni, e fino alle 3 in 5 serate
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ROMA – Ok alla musica negli stabilimenti balneari di Ravenna, allungando l’orario fino all’1 tutti i giorni (mezzanotte per piccoli intrattenimenti e spettacoli). Ma senza ballare. Il sindaco Michele De Pascale ha firmato ieri l’attesa ordinanza che aggiorna quella del 2016 su spettacoli, pubbliche manifestazioni sportive, piccole attività di intrattenimento e spettacolo nei bagni per la stagione estiva.

LINEE GUIDA PER TUTTI, CON QUALCHE DEROGA PER GLI EVENTI ECCEZIONALI

Gli eventi si potranno quindi organizzare dalle 18 all’una del giorno successivo, e le piccole attività di intrattenimento e spettacolo dovranno terminare entro mezzanotte. Va da sé, spiega il Comune, che qualsiasi attività potrà essere autorizzata solamente in funzione di quanto stabilito dalle disposizioni regionali straordinarie per la prevenzione dei contagi da Covid-19. E quindi non devono essere organizzate iniziative che portino assembramenti e non consentano di garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro. No anche a intrattenimenti danzanti e eventi musicali di qualsiasi genere, tranne quelli di “ascolto” con sedie posizionate in modo da garantire il distanziamento interpersonale.

Con una seconda ordinanza, il sindaco ha allungato ulteriormente l’orario, alle 3, per particolari serate: il 22 luglio (Sant’Apollinare), l’8 agosto (Notte rosa), 10 agosto (notte di San Lorenzo), 14 agosto (vigilia di Ferragosto) e 12 settembre. “Al termine di un percorso condiviso con le associazioni di categoria e le cooperative degli stabilimenti balneari, che era programmato già da tempo e che abbiamo dovuto rinviare a causa dell’emergenza Covid – spiega il sindaco – abbiamo aggiornato l’ordinanza triennale approvata alla fine del 2016 con l’obiettivo di dare agli operatori regole certe alle quali fare riferimento a lungo termine“.

Ora, quindi, “abbiamo reso omogeneo per tutti i giorni della settimana l’orario dell’una come orario di termine degli eventi”. L’ordinanza sarà in vigore fino al 2021, anno di fine mandato. L’intenzione del Comune, aggiunge De Pascale, è “valorizzare quegli operatori e quegli stabilimenti sui quali avevamo già fatto un investimento di fiducia e responsabilizzazione e che hanno risposto positivamente, investendo sull’organizzazione dotandosi di fonometri e rispettando tutte le prescrizioni per poter organizzare eventi di pubblico spettacolo“. Interventi che “hanno aumentato l’attrattività dei nostri lidi e il livello di sicurezza verso i nostri ospiti, conclude.

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Coronavirus, l’Emilia-Romagna riammette le partite a carte e i giornali al bar https://www.dire.it/03-07-2020/481167-coronavirus-lemilia-romagna-riammette-le-partite-a-carte-e-i-giornali-al-bar/ Fri, 03 Jul 2020 16:07:09 +0000 https://www.dire.it/?p=481167 carte spiaggia

La nuova ordinanza del presidente Stefano Bonaccini dà il via libera a saune, campeggi e fiere nel rispetto delle misure anti-Covid

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La nuova ordinanza del presidente Stefano Bonaccini dà il via libera a saune, campeggi e fiere nel rispetto delle misure anti-Covid
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ROMA – Dopo una assenza forzata di oltre tre mesi causa coronavirus, quotidiani e periodici tornano nei bar dell’Emilia-Romagna. A partire da domani, sabato 4 luglio, sarà infatti possibile tornare a sfogliare giornali e stampa periodica. Ammesse di nuovo anche le carte da gioco, e altri giochi di società, all’interno di locali pubblici: ma bisogna usare le mascherine e a rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro.

RIPARTENZA DOPO IL LOCKDOWN: ECCO COSA SI POTRÀ FARE

Sono questi alcuni dei contenuti della nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in tema di ripartenza post lockdown, e che saranno in vigore a partire da domani. Sempre da domani sarà di nuovo possibile viaggiare in auto per persone non conviventi, ma in due per ciascuna fila di sedili e indossando la mascherina.

Sono di nuovo ammesse anche le vacanze ‘comunitarie’ per ragazzi tra i tre e i 17 anni, nonché i soggiorni in campeggio e quelli che utilizzano strutture fisse ricettive idonee ad offrire ospitalità, pernottamento e soggiorno temporaneo a gruppi (cosiddetto soggiorno in accantonamento).

Queste attività, spiega la Regione, possono svolgersi, con comunicazione da parte del gestore al Comune e all’Ausl dei progetti organizzativi, “nel rispetto degli standard, dei rapporti numerici tra personale accompagnatore e bambini-adolescenti”.

Al personale e ai volontari coinvolti è richiesta una formazione (fornita in collaborazione con il servizio regionale competente) in merito alle norme igienico sanitarie, sui temi della prevenzione di Covid-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Riaprono anche le saune, in qualsiasi struttura, con caldo e secco e temperatura regolata “in modo da essere sempre compresa tra gli 80 ed i 90 gradi”. Oltre al rispetto delle misure previste nel protocollo per strutture termali e centri benessere, “dovrà essere previsto un accesso alla sauna ad un numero di persone proporzionato alla superficie, assicurando il distanziamento interpersonale di almeno un metro; la sauna dovrà essere sottoposta a ricambio d’aria naturale prima di ogni turno evitando il ricircolo dell’aria; la sauna deve essere soggetta a pulizia e disinfezione prima di ogni turno”.

Infine, sono state adottate, in vista della riapertura dei quartieri fieristici il 15 luglio prossimo, le linee guida e le indicazioni operative. Misure “che seguono la logica della precauzione e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni delle autorità sanitarie tenendo conto della specificità rappresentata dall’organizzazione dei quartieri fieristici quali la fruizione e la permanenza nei locali della clientela e i momenti di contatto tra gli addetti al servizio e la clientela stessa, oltreché gli aspetti connessi alla somministrazione di alimenti e bevande, alla gestione dei servizi igienici, dei parcheggi, delle Vip lounge”.

Le regole dovranno essere adottate da ogni singolo organizzatore fieristico e da ogni singola impresa fornitrice di beni e servizi o espositrice o visitatrice, spiega ancora viale Aldo Moro, “individuando procedure e misure più efficaci in relazione alle caratteristiche specifiche di ogni struttura, comprese le attività di comunicazione e informazione per responsabilizzare clienti e lavoratori sull’adozione di comportamenti corretti che limitino la probabilità di contagio”.

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Strage Bologna, Merola: “Il 2 agosto intitoliamo la stazione” https://www.dire.it/03-07-2020/481083-strage-bologna-merola-il-2-agosto-intitoliamo-la-stazione/ Fri, 03 Jul 2020 13:38:33 +0000 https://www.dire.it/?p=481083 stazione_bologna_strage_

Dal sindaco arriva la conferma che l'intitolazione della stazione di Bologna avverrà per l'anniversario dei 40 anni dalla strage del 2 agosto 1980

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Dal sindaco arriva la conferma che l'intitolazione della stazione di Bologna avverrà per l'anniversario dei 40 anni dalla strage del 2 agosto 1980
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BOLOGNA – Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, conferma: l’intitolazione della stazione centrale alla strage del 1980 “va avanti e si concretizzerà il prossimo 2 agosto”, quando scatteranno i 40 anni dalla bomba che fece 85 morti. Il sindaco, nella risposta al question time letta oggi dall’assessore Claudio Mazzanti, ringrazia “per la sensibilità le Ferrovie dello Stato e l’ad Gianfranco Battisti”.

“Sono felice che l’intitolazione avvenga in concomitanza del 40esimo anniversario”, ha replicato la dem Federica Mazzoni, autrice della domanda al sindaco. “Tutti coloro che transitano per la stazione devono sapere che è stata teatro di una strage neo-fascista“.

Ora l’attenzione si sposta però alle modalità della cerimonia di quest’anno, che dovrà fare i conti con le norme di distanziamento imposte dal Covid. “Spero quanto prima di avere i dettagli delle celebrazioni che saranno previste”, dice a questo proposito Mazzoni. “Pare che non ci sia il corteo, io ritengo- aggiunge ancora la dem- che si debba comunque celebrare il 2 agosto nel migliore dei modi”.

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FOTO | “Niente baci”, bimbi a Modena trasformano cartelli stradali in chiave Covid https://www.dire.it/03-07-2020/480986-foto-niente-baci-bimbi-a-modena-trasformano-cartelli-stradali-in-chiave-covis/ Fri, 03 Jul 2020 11:44:18 +0000 https://www.dire.it/?p=480986 cartelli coronavirus bambini modena

Obblighi e divieti stradali ribaltati in chiave coronavirus: ecco il lavoro degli alunni delle primarie di Modena per un concorso di educazione stradale

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Obblighi e divieti stradali ribaltati in chiave coronavirus: ecco il lavoro degli alunni delle primarie di Modena per un concorso di educazione stradale
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MODENA – C’è il “Divieto di bacio” con protagonista Snoopy, ma anche il sorriso di una mamma mentre fa indossare la mascherina alla figlia. E poi il “no” all’abbandono di animali, assieme all’obbligo a mantenere il distanziamento fisico. Tutta la fantasia dei bambini si esprime negli elaborati degli studenti delle scuole primarie di Modena, che hanno partecipato al concorso di educazione stradale, a tema coronavirus, lanciato nelle scorse settimane dalla Polizia locale sui social network.

La premiazione online è stata affiancata da una visita virtuale del comando di via Galilei, pensata sempre per i più piccoli, in sostituzione del ‘tour’ rinviato a causa delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. Il concorso era stato proposto dopo lo stop, a causa del lockdown, alle attività di educazione stradale che annualmente vengono proposte nelle scuole con bambini e ragazzi di primarie e secondarie (10.000 gli studenti raggiunti lo scorso anno con 832 ore di lezione in classe svolte dagli operatori della Municipale). L’iniziativa digitale per gli studenti consisteva nella reinterpretazione dei cartelli stradali al tempo del Covid-19 con l’obiettivo di bocciare i comportamenti pericolosi, vietati dalle disposizioni e, viceversa, promuovere quelli da seguire per prevenire il contagio.

E quindi nel cerchio rosso che caratterizza i segnali di divieto sono finiti il virus e i comportamenti non corretti, come gli assembramenti, mentre i cartelli blu che danno via libera si sono riempiti di mascherine, mani che si lavano e raccomandazioni sulla necessità di “restare a casa”. Dopo che il 25 maggio, in occasione del 160esimo anniversario del corpo di Polizia modenese, erano state premiate le idee presentate dai ragazzi delle scuole medie Lanfranco e Cavour, nei giorni scorsi la stessa Polizia locale ha pubblicato nel proprio profilo Facebook gli elaborati migliori tra quelli arrivati dalle primarie.

I 23 lavori scelti “rispettano critici di originalità, valore artistico, significato e simpatia”: i vincitori sono Agnese (classe IV A della scuola San Faustino), Alessandro (V B Galilei), Alice (V B Galilei), Bianca (IV B Pisano), Chiara (III A Figlie di Gesù), Chiara (IV C Galilei), Christian (IV A Anna Frank), Denise (II B Pascoli), Diego (IV A Emilio Po), Enrico (IV A Emilio Po), Federico (V B San Geminiano), Filippo (V B Galilei), Filippo (I A Figlie di Gesù), Gian Mario (V B San Geminiano), Giorgio (IV A San Faustino), Giorgio (IV A San Faustino), Giulia (IV A San Faustino), Giulio (V B Collodi), Sara (IV A Anna Frank), Sara (V A Anna Frank), Sara (V B San Geminiano), Tommaso (V A San Geminiano) e Viola (V A Figlie di Gesù).

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Bartolini difende i suoi corrieri: “Sono eroi, pacchi non portano virus”. Magazzino Roveri presto a pieno regime https://www.dire.it/03-07-2020/480972-bartolini-difende-i-suoi-corriere-sono-eroi-pacchi-non-portano-virus-magazzino-roveri-presto-a-pieno-regime/ Fri, 03 Jul 2020 11:07:57 +0000 https://www.dire.it/?p=480972 bartolini

Bartolini rassicura sul fatto che il focolaio è sotto controllo e annuncia che le attività nel magazzino delle Roveri dovrebbero tornare a pieno regime dalla prossima settimana

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Bartolini rassicura sul fatto che il focolaio è sotto controllo e annuncia che le attività nel magazzino delle Roveri dovrebbero tornare a pieno regime dalla prossima settimana
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BOLOGNA – Nei giorni scorsi un corriere dell’azienda Bartolini a Bologna si è trovato un cartello con la scritta ‘Untore’ lasciato sul furgone delle consegne, a seguito del focolaio di covid-19 scoppiato nel magazzino in zona Roveri. E oggi l’azienda prende le difese dei propri autisti. “Tutta la Brt è vicina ai driver- afferma- eroi della delivery nei mesi più difficili della pandemia, assicurando l’essenziale invisibile agli occhi”. Al contempo, Brt ci tiene anche a “rassicurare la clientela finale sulla ripresa, come sempre in totale sicurezza, della nostra attività”.

L’azienda garantisce che “la sicurezza è una priorità, soprattutto in fase di consegna. Così, nell’intento di adottare tutte le misure necessarie a salvaguardare la salute di chiunque interagisca con il network, fin dall’inizio dell’emergenza la società ha stabilito la consegna dei pacchi a debita distanza, eliminando al contempo la richiesta di raccolta firma del destinatario, per favorire il corretto distanziamento sociale”. Brt ricorda anche che, ad oggi, “non ci sono evidenze scientifiche che il virus si possa diffondere attraverso i pacchi”.

E aggiunge: “Dal lockdown in poi l’attività di Brt Corriere Espresso ha rappresentato un servizio necessario e fondamentale per connettere il Paese. Tanto che durante la pandemia non si è mai fermato, a dispetto delle difficoltà, contribuendo a supportare la vita economica delle aziende italiane attive nella consegna di beni necessari ad ospedali e farmacie”.

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BRT: SEDE ROVERI TORNA A PIENO REGIME PROSSIMA SETTIMANA

Le attività nel magazzino Bartolini in zona Roveri a Bologna dovrebbero “riprendere a pieno regime a partire dalla prossima settimana”. A comunicarlo è la stessa azienda di logistica, precisando che il focolaio di covid-19 scoppiato nei giorni scorsi è ormai “sotto controllo“. Bartolini quindi “prosegue l’attività del proprio sito logistico di Bologna Roveri. Una decisione assunta con il benestare dell’Ausl, anche dopo il riscontro dello screening a cui sono stati sottoposti tutti gli operatori del magazzino”.

Sin dall’inizio dell’emergenza, assicura la stessa Brt, “l’azienda si è attivata tempestivamente e ha seguito con estrema attenzione l’evolversi della situazione, agendo in stretta collaborazione con l’Ausl, sospendendo immediatamente in via precauzionale tutto il personale del fornitore, contingentando e razionalizzando le attività operative e, nel contempo, verificando la diffusione del contagio, in rigorosa conformità” al Protocollo di sicurezza previsto per i luoghi di lavoro. Il magazzino alle Roveri “sta dunque andando verso una normalizzazione dell’operatività logistica. L’azienda conta di poter riprendere le attività a pieno regime a partire dalla prossima settimana”, afferma Bartolini.

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Bonus vacanze, boom di contatti in Riviera. Ma sindaco Rimini avverte: “Semplificarlo o non funzionerà” https://www.dire.it/03-07-2020/480913-bonus-vacanze-boom-di-contatti-in-riviera-ma-sindaco-rimini-avverte-semplificarlo-o-non-funzionera/ Fri, 03 Jul 2020 08:41:12 +0000 https://www.dire.it/?p=480913 riviera romagnola_mare_spiagge

Il sito info-alberghi.com, che raccoglie gli hotel della Riviera romagnola è quasi andato in tilt: tutti a consultare le informazioni sul bonus vacanze e l'elenco delle strutture che lo accettano

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RIMINI – Col via al bonus vacanze, l’altro ieri, il sito info-alberghi.com, che raccoglie gli hotel della Riviera romagnola, è quasi andato in tilt, contando 64.922 utenti attivi, contro una media di 15.939 in giugno e 8.849 nello stesso mese del 2019. Lo fa sapere l’amministratore delegato della web agency riminese Info Alberghi, Lucio Bonini, sottolineando che “non si è mai visto in 15 anni un traffico così massiccio sul portale, il picco ha bloccato per alcuni minuti il server”.

Ai click si sono aggiunte telefonate, messaggi whatsapp ed e-mail, prosegue, e un’altra conferma dell’interesse degli italiani per il bonus arriva dal fatto che dopo la home page, la pagina più visitata dall’1 giugno all’1 luglio è proprio quella dedicata alle informazioni sul bonus, seguita da quella che raccoglie gli hotel della Riviera che lo accettano, a ora 550. Sul portale sono tante anche le richieste di preventivo: in giugno sono state inviate 488.527 mail e 39.147 menzionano il bonus, analizza ancora Bonini.

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Per il ceo di Info Aberghi, dunque, anche se la misura varata dal Governo ha sollevato parecchie controversie, con gli operatori divisi tra chi vede il bonus come un’occasione e chi invece preferiva la liquidità, “gli italiani sembrano impazienti di poterlo utilizzare”. E proprio sul tema, oggi anche il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha detto che “bisogna necessariamente coinvolgere il sistema creditizio per una ‘trasformazione’ del bonus in liquidità per gli imprenditori”. Bonini, però, la vede così: “Se gestito seriamente dall’albergatore è un successo assoluto, peccato che molti hotel non abbiano capito che al centro della ripresa turistica ci sia l’utente e non l’albergatore”. Insomma, “hotel e associazioni di categoria devono essere pronti ad assecondare la voglia di vacanza ma anche di risparmio degli italiani”, chiosa.

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SINDACO RIMINI: BONUS DA SEMPLIFICARE O NON FUNZIONERÀ

Il bonus vacanze va semplificato altrimenti “rischia di produrre meno della metà del suo positivo potenziale”. Pur essendo “una misura apprezzabilissima”, infatti, è “farraginoso”, specie per gli alberghi “che sono già alle prese con oggettivi problemi di liquidità dopo il lockdown”. Va quindi “sburocratizzato e “bisogna necessariamente coinvolgere il sistema creditizio per una ‘trasformazione’ del bonus in liquidità per gli imprenditori”. lo ha detto ieri il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi che dopo la prima seduta del “Tavolo di crisi per il turismo a seguito dell’emergenza da Covid-19” col ministro Dario Franceschini, mette in fila cinque priorità per il rilancio di un settore alle prese con “difficoltà senza precedenti”. Altra questione avanzata al tavolo da Gnassi e condivisa, dice, da molti, è di avere “al più presto” risposte sull’emendamento avanzato da Anci sul decreto ‘Rilancio’ per le zone ad alta vocazione turistica colpite dalla crisi. Il cosiddetto emendamento per le zone zone rosse-blu economiche. Cioè la richiesta di istituire un fondo per 150 milioni di euro, ripartiti progressivamente tra le località con il più alto rapporto tra residenti e pernottamenti turistici e sulle quali si abbattono più di altri territori gli effetti socioeconomici della pandemia. Tutti i componenti del tavolo, sottolinea Gnassi “sostengono il ministro Franceschini affinché possa ‘irrompere’ in Parlamento, nelle more di approvazione del decreto Rilancio, le proposte per sostenere il settore”. E perché il turismo sia il campo d’investimento “prioritario” delle risorse del Recovery Fund.

E ancora, il primo cittadino di Rimini ha portato al Tavolo è il tema del “sostegno concreto e urgente all’intero settore fieristico e congressuale, e più in generale dell’entertainment”. E’ infatti “sotto gli occhi di tutti la crisi profonda di questi comparti, pezzi fondamentali dei distretti turistici, capaci di creare ricchezza diffusa e livelli occupazionali altissimi”, fa notare. Il quarto e il quinto elemento riguardano le concessioni balneari e “le certezze da garantire agli operatori” e “a favore degli investimenti per i territori che stanno riqualificando e rigenerando le loro aree turistiche”. Per non parlare della “scandalosa situazione”, più volte denunciata e sulla quale Anci ha presentato da tempo un emendamento in Parlamento, “dei cosiddetti pertinenziali”. Il settore turistico, ribadisce infine il sindaco di Rimini, “deve diventare strategico anche in Italia, e dunque al centro delle politiche industriali nazionali”, come avviene strutturalmente nei Paesi vicini e concorrenti. Basti pensare, conclude, all’immissione di risorse per sostenere il turismo in Francia (18 miliardi di euro), in Spagna (12 miliardi di euro), in Gran Bretagna (25 miliardi di euro).

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Riapre la Rocca delle Caminate https://www.dire.it/03-07-2020/480897-riapre-la-rocca-delle-caminate/ Fri, 03 Jul 2020 06:58:44 +0000 https://www.dire.it/?p=480897 rocca delle caminate

Per tutta l'estate sarà visitabile ogni weekend fino alle 19

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FORLì – La Rocca delle Caminate è finalmente visitabile e riaperta al pubblico, dopo l’emergenza coronavirus. La riapertura, si legge infatti in una nota, è fissata per domani, e per tutta l’estate il castello in provincia di Forlì-Cesena sarà aperto ogni sabato e domenica dalle 10 alle 19, con l’ultimo ingresso alle 17.30. Per visitare il Castello il costo è di sette euro, anche se i disabili, i loro accompagnatori e i bambini fino a 12 anni entrano gratis e per i giovani da 12 a 18 anni e gli over 65 è previsto un biglietto ridotto da cinque euro.

Per tutti coloro che saliranno alla Rocca per la visita è disponibile il percorso culturale composto da 24 pannelli, divisi in due parti: la prima racconta la storia millenaria dalle origini, mentre la seconda si sofferma sulle vicende del ‘900. Inoltre è scaricabile gratuitamente l’app ‘Rocca delle Caminate’, “ricca di informazioni e immagini per approfondire i contenuti del percorso culturale e che può essere utilizzata anche come audioguida, attivabile tramite Qr Code di fronte ad ogni postazione del percorso”. Ovviamente, i visitatori dovranno rispettare il distanziamento interpersonale e utilizzare la mascherina.

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VIDEO | Focolaio Bartolini a Bologna, dopo le Roveri ora si teme all’Interporto https://www.dire.it/02-07-2020/480716-video-focolaio-bartolini-a-bologna-dopo-le-roveri-ora-si-teme-allinterporto/ Thu, 02 Jul 2020 15:30:58 +0000 https://www.dire.it/?p=480716 si cobas bologna carpeggiani

Tra i lavoratori della logistica a Bologna c'è sempre più preoccupazione. E intanto spuntano due positivi alla Sda. I Si Cobas: "Tutelare la salute dei lavoratori"

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Tra i lavoratori della logistica a Bologna c'è sempre più preoccupazione. E intanto spuntano due positivi alla Sda. I Si Cobas: "Tutelare la salute dei lavoratori"
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BOLOGNA – Sale il timore nel settore della logistica a Bologna dopo il focolaio di covid-19 scoppiato nel magazzino Bartolini alle Roveri nei giorni scorsi, ormai sotto controllo. E ora è l’Interporto l’osservato speciale. Secondo quanto riferiscono i Si Cobas, oggi in presidio davanti al Comune di Bologna, sarebbero stati trovati due casi positivi tra gli addetti della Sda e oggi dovrebbero iniziare i test sui lavoratori (sono circa 800 in tutto). Sempre all’Inteporto c’è timore anche tra i facchini del magazzino Bartolini, perchè da lì nelle settimane scorse sono stati inviati due lavoratori in appoggio alle Roveri, dove è scoppiato il focolaio, che sono poi tornati a lavorare in Interporto. Per questo, riferisce oggi un rappresentante del Si Cobas, i sindacati sono entrati in stato di agitazione e hanno chiesto all’azienda di fare i tamponi ai due lavoratori.

LEGGI ANCHE: A Bologna presidio Si Cobas in Comune: “Chiudere Bartolini alle Roveri”

“Se sono positivi- afferma il sindacalista- tocca fare le analisi a tutto il magazzino“. Si parla di circa 70 persone, organizzate su tre turni. “I lavoratori sono spaventati- aggiunge il rappresentante di Si Cobas- aspettiamo il risultato del test. Ma si continua a lavorare normalmente, come prima, con le stesse persone”.

Oggi intanto è iniziato il secondo giro di tamponi ai lavoratori di Bartolini alle Roveri. “Nessuno si prende la responsabilità di tutelare la salute tranne noi– attacca Simone Carpeggiani, coordinatore dei Si Cobas di Bologna- che abbiamo denunciato la situazione a tutte le istituzioni e chiesto la chiusura. E’ questo il problema e quindi chiediamo al Comune che si prenda questa responsabilità. Sarebbe grave se non lo facesse, non si sa altrimenti a cosa serve questa Giunta e questo sindaco. Diventa un problema”. 

Il sindacato di base si è presentato oggi in Comune chiedendo un incontro, ma non ha ottenuto risposta. “Non rispondono al telefono”, riferisce Carpeggiani. Che rilancia: “Aspettiamo un incontro urgente, l’epidemia si sta allargando. Tutti aprono, è come se non fosse successo nulla. Ma il problema c’è ancora, si tutela il profitto invece della salute”. A giugno, sottolinea il coordinatore dei Si Cobas, “sono aumentati del 30% i lavoratori interinali, che vengono spostati da una parte all’altra a seconda delle necessità”.

LEGGI ANCHE: M5s: “Chiudere magazzino Bartolini a Bologna”. Merola: “Focolaio sotto controllo”

Nei magazzini però “è impossibile applicare le regole sul distanziamento“, avverte Carpeggiani. Per questo il sindacato ha chiesto a Brt ingressi separati e la divisione dei lavoratori su due turni. “Abbiamo anche chiesto un accordo per fare pause ogni due ore, perchè con la mascherina è difficile lavorare“. Presenti al presidio anche i lavoratori di altre aziende.

Alessandro, corriere di Tnt, spiega: “Anche noi dovremo fare i test, vista la situazione. Sono stati fatti per i facchini, ora tocca ai driver. Per il momento sembra sia tutto negativo, quindi incrociamo le dita. Siamo 80 persone, speriamo in bene”. E aggiunge: “Non ci siamo mai fermati dal lockdown e siamo sempre stati in prima linea, ora siamo stanchi e timorosi. Per fortuna abbiamo raggiunto un accordo con l’azienda, per cui non entriamo in magazzino e non facciamo firmare ai clienti”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, a Bologna scritta ‘Untore’ su furgone Bartolini

Antonio, driver di Dhl, racconta invece che “nel nostro magazzino ci sono ancora molte lacune e abbiamo chiesto all’azienda di fare il test. Quando usciamo i clienti ci vedono come reietti, la gente ha paura. Ma anche noi abbiamo paura, per noi e per le nostre famiglie. Siamo in giro tutti i giorni, vediamo centinaia di persone e siamo portatori non solo di pacchi in questo momento. Un test sarebbe almeno il primo passo, finchè non si fa è impossibile parlare di contagi”.

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Strage Bologna, ora Fs frenano sulla stazione intitolata al ‘2 agosto’ https://www.dire.it/01-07-2020/480411-strage-bologna-ora-fs-frenano-sulla-stazione-intitolata-al-2-agosto/ Wed, 01 Jul 2020 18:19:53 +0000 https://www.dire.it/?p=480411 2 agosto_strage bologna

Sembrava già cosa fatta il cambio di nome alla stazione di Bologna che avrebbe preso il nome '2 agosto'. Ora che si avvicina il 40esimo anniversario Bolognesi segnala che ci sono resistenze da parte di Fs

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Sembrava già cosa fatta il cambio di nome alla stazione di Bologna che avrebbe preso il nome '2 agosto'. Ora che si avvicina il 40esimo anniversario Bolognesi segnala che ci sono resistenze da parte di Fs
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BOLOGNA – Sembrava cosa fatta invece l’intitolazione (con conseguente nuovo nome ufficiale) della stazione ferroviaria di Bologna, al 2 agosto 1980, ora vacilla. E proprio a ridosso delle celebrazioni del 40esimo anniversario della strage che fece 85 morti e 200 feriti. “Mi sono giunte voci di una tergiversazione di problemi che insorgono da parte di Ferrovie dello Stato italiane. Credo che sia una cosa veramente strana che le Fs si oppongano a una cosa tranquillamente pacifica per tutta la città di Bologna“, afferma Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime.

LEGGI ANCHE: La stazione di Bologna si chiamerà ‘2 agosto’ per ricordare la strage

“Sembra si tratti di motivazioni speciose, come tante altre che si sono succedute da sempre sui nostri destini”, aggiunge nell’intervista al periodico di InCronaca, “Quindici”, dedicata al quarantennale della strage. Eppure, a marzo, in una altra intervista (all’Anpi di Bologna) Bolognesi aveva dato ormai per fatta la cosa. Ora ne chiederà conto in una riunione a Palazzo d’Accursio, insistendo perchè l’iter vada avanti a nome di tutta l’associazione e della città. Bolognesi si aspetta che “anche nel nuovo nome della stazione si aiutino i familiari delle vittime a far ricordare al mondo intero che quel 2 agosto ’80 una bomba voluta dalla P2 e fatta esplodere dai Nar fece saltare un’ala dello scalo bolognese”.

Bolognesi porterà avanti anche la richiesta dei familiari delle vittime di non interrompere nel 40esimo anniversario della strage il tradizionale corteo per le vie della città con manifestazione in piazzale Medaglie d’Oro: “Per quanto riguarda la solita manifestazione del 2 agosto, noi come associazione riteniamo che si possa tranquillamente fare, nonostante il Covid, con i distanziamenti e le mascherine, in modo che non ci siano problemi di contagi”.

Nell’intervista, in uscita il 9 luglio, Bolognesi ripercorre i fili che connettono la strage a tutti i casi che coinvolgono i Nar, la P2 e i servizi segreti e smentisce le piste sui presunti misteri (“I misteri sono solo religiosi, in queste storie si chiamano segreti”) che ogni qualvolta “ci si avvicina alla verità vengono tirate fuori, da quella palestinese in poi fino alla cosiddetta pista sarda”, quando invece è chiaro che “gli ideatori sono uomini della P2 e dei servizi segreti deviati e gli esecutori sono neofascisti: il quadro oramai è abbastanza chiaro e la nuova inchiesta della procura generale potrebbe riservare tante novità, siamo fiduciosi che si arrivi a dire chi organizzò, in nome del ‘Piano di rinascita democratica’ di Licio Gelli, una strage che doveva favorire la svolta autoritaria nel Paese”.

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A Bologna presidio Si Cobas in Comune: “Chiudere Bartolini alle Roveri” https://www.dire.it/01-07-2020/480302-a-bologna-presidio-si-cobas-in-comune-chiudere-bartolini-alle-roveri/ Wed, 01 Jul 2020 14:34:30 +0000 https://www.dire.it/?p=480302 bartolini

Il sindacato autonomo chiede interventi drastici e denuncia le condizioni di lavoro nel settore della logistica. Domani ci sarà un altro presidio in piazza Maggiore

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Il sindacato autonomo chiede interventi drastici e denuncia le condizioni di lavoro nel settore della logistica. Domani ci sarà un altro presidio in piazza Maggiore
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BOLOGNA – Presidio dei Si Cobas di fronte a Palazzo D’Accursio per protestare contro le condizioni di lavoro nel magazzino di Bartolini alle Roveri, epicentro di un focolaio di Covid-19 che per ora ha portato all’individuazione di oltre cento positivi al tampone. “Mentre scriviamo sono saliti a 118 i contagi tra i lavoratori Brt delle Roveri, e altri casi sono stati individuati negli impianti Sda, Tnt, Dhl, Palletways e Cdl”, denuncia il sindacato autonomo, che domani si ritroverà in piazza Maggiore per chiedere “un incontro urgente con la giunta comunale perché, ascoltando lavoratori, responsabili per la sicurezza e sindacato, senza più titubanze, i luoghi in cui non sia garantita la sicurezza di chi lavora vengano chiusi, sanificati e riorganizzati non in funzione del profitto ma della salute”.

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Il Si Cobas ricorda che sono 130 i lavoratori che in Bartolini alle Roveri, al cambio turno, condividono gli spogliatoi e alle 19.30 la mensa. “I bagni sono in totale 10, utilizzati anche dai corrieri e dagli oltre 30 lavoratori delle agenzie interinali, che cambiano di giorno in giorno. Dopo i primi casi è solo il Si Cobas a fermarsi in due scioperi, a chiedere fin dal 15 giugno interventi drastici, come la chiusura, all’Azienda, alle Ausl e alla Prefettura, senza esito alcuno”, contesta il sindacato. Già il 15 giugno, infatti, il sindacato aveva informato Regione, ditta Bartolini e Prefettura che c’erano sei persone presentavano sintomi riconducibili al coronavirus.

“In Brt, come in tutto il settore della Logistica, lavorano i facchini dipendenti di cooperative o società mordi e fuggi in appalto, così i corrieri suddivisi in decine di cooperative, e i lavoratori delle agenzie interinali, quelli più ricattabili, quelli che lavorano un giorno qui ed uno lì: due dei contagiati provenivano dal Centro di accoglienza di via Mattei”, sottolinea Si Cobas. “La stragrande maggioranza di questi lavoratori sono infatti immigrati. Mentre il settore della logistica incrementa a ritmi sostenuti i suoi profitti, questi lavoratori sono stipati in capannoni privi dei più elementari diritti e comfort. La catena del loro sfruttamento lavorativo e sociale corrisponde a quella del contagio”, scandisce la sigla, annunciando il presidio (con conferenza stampa alle 11) di domani.

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M5S: GOVERNO VERIFICHI RISPETTO REGOLE A BARTOLINI

Dopo il caso del focolaio di coronavirus nel magazzino bolognese della ditta Bartolini, il Governo dovrebbe “accertarsi delle misure adottate da parte delle ditte di trasporti per prevenire e contenere i contagi da Covid-19 nei luoghi di lavoro” e verificare “se risulti l’appropriatezza delle misure adottate nei luoghi di lavoro da queste ditte e se queste misure siano state effettivamente applicate”. A chiederlo, con un’interrogazione al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, è la deputata emiliana del Movimento 5 stelle, Stefania Ascari.

L’interrogazione muove, ovviamente, dal fatto che il 25 giugno 2020 è scoppiato il caso del focolaio di coronavirus all’interno della ditta Bartolini a Bologna, dove in poche ore i 45 casi iniziali sono saliti a 107 persone fra lavoratori e parenti, con due pazienti ricoverati e in totale quasi 400 persone sotto sorveglianza con le loro famiglie. Secondo fonti di stampa, scrive Ascari, il focolaio “sarebbe partito da un reparto di stoccaggio dove lavorano i magazzinieri della ditta”, area che “sarebbe stata poi sanificata” con una riduzione dell’attività lavorativa, mentre alcuni dipendenti “sono stati isolati per precauzione in attesa del test, esteso anche ad altri dipendenti e alle loro famiglie, motivo per cui il numero dei contagiati potrebbe aumentare notevolmente nei prossimi giorni”.

Il problema, evidenzia la parlamentare, è che “secondo quanto affermato dal sindacato Si Cobas, già il 15 giugno il sindacato aveva informato Regione, ditta Bartolini e Prefettura che già sei persone presentavano sintomi riconducibili al coronavirus“, e “mentre la Prefettura non avrebbe risposto, la ditta avrebbe affermato di applicare le norme in materia”.

Sempre i Si Cobas, prosegue l’esponente M5s, “affermano che a marzo, per salvaguardare la salute dei lavoratori, avrebbe ‘chiesto alle controparti di stilare dei protocolli con le misure da rispettare per garantire la sicurezza nei magazzini'”. Tuttavia il protocollo, pur firmato dalla ditta, “secondo il sindacato non sarebbe stato rispettato”, visto che “si sarebbero verificati casi di mancato rispetto delle distanze, mancato uso delle mascherine e di mascherine passate tra lavoratori entranti e uscenti al cambio turno, mentre l’alternanza per i turni non sarebbe mai stata applicata”. Come se non bastasse, tira dritto Ascari, “risulterebbe che il medico dell’azienda sarebbe stato contattato con grande ritardo, quando ormai il focolaio si era diffuso, e che il rischio di focolaio, all’interno delle ditte di trasporti, sia ben diffuso nel bolognese”. Sul punto, la deputata cita sempre i Si Cobas, che “denunciano casi di soggetti contagiati da Covid-19 nei magazzini Palletways, Dhl e Tnt”.

Per quanto riguarda la Palletways di Calderara di Reno, comunque, l’Ausl bolognese ha già smentito i 17 casi di positività denunciati dal sindacato, spiegando che “17 test sierologici hanno dato esito positivo alla presenza degli anticorpi, segno di un contatto precedente con il virus, ma non di malattia”, e aggiungendo che 11 dei 17 tamponi a cui sono stati successivamente sottoposti i 17 lavoratori, vale a dire quelli esaminati finora, “hanno già dato esito negativo”. Tuttavia, visto “il serio rischio di una nuova impennata di casi di contagio, che potrebbe vanificare gli sforzi fatti finora dalle autorità pubbliche e dalla popolazione”, Ascari chiede al Governo di verificare che alla Bartolini, e in generale nel comparto della logistica, le regole siano state effettivamente rispettate.

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A Bologna i ciclisti vogliono dossi frena-auto sui colli https://www.dire.it/01-07-2020/480198-a-bologna-i-ciclisti-vogliono-dossi-frena-auto-sui-colli/ Wed, 01 Jul 2020 13:30:18 +0000 https://www.dire.it/?p=480198 bologna bici_matteo prodi

La proposta della Consulta della Bicicletta arriva nel giorno della commemorazione di Matteo Prodi, il 18enne morto in bici sui colli il 27 febbraio scorso

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BOLOGNA – Cuscini berlinesi sulle strade dei colli per renderle più sicure a pedoni e ciclisti. La proposta arriva dalla Consulta comunale della Bicicletta, nel giorno della commemorazione organizzata dai ciclisti per Matteo Prodi, il 18enne morto in bici il 27 febbraio scorso. Una bici bianca è stata collocata ieri all’incrocio tra via di Barbiano e via degli Scalini, il luogo dello scontro con un’auto che è stata fatale al ragazzo, nipote dell’ex premier.

Partito dalla velostazione Dynamo, ieri un corteo di oltre 200 ciclisti ha attraversato la città in bicicletta fino al luogo dell’incidente, dove è stata posata una “ghost bike” commemorativa. “Ogni volta che qualcuno muore di morte violenta sulle nostre strade, è un lutto. Per chi lo amava e per tutta la società civile che non riesce a garantire equamente il diritto a spostarsi in modo sostenibile in sicurezza”, ha dichiarato Simona Larghetti, presidente della Consulta della bicicletta.

“Quando muore un ragazzo di 18 anni- sottolinea Larghetti- sentiamo anche il peso di un tremendo fallimento: una comunità che non riesce a dare futuro ai propri figli, manca il suo primo obiettivo. Ci stringiamo con tutto il nostro dolore nel ricordo di Matteo e intorno alla sua famiglia, agli amici e alle amiche, come attivisti e come cittadini”. Di qui la “necessità di mettere in sicurezza le strade dei colli sempre molto frequentate da pedoni e ciclisti, soprattutto ora dopo la fase di ripartenza dalla pandemia con la gente che cerca spazi aperti e verdi dove andare a camminare e correre”. 

Quelle strade, sottolinea ancora Larghetti, “sono percorse troppo spesso a velocità eccessiva dai mezzi a motore, rendendo molto pericoloso l’incrocio improvviso con i più lenti pedoni e ciclisti”. La soluzione per la Consulta è dunque “l’installazione di rallentatori di velocità”, dossi artificiali “tipo i ‘cuscini berlinesi’ che permettono a chiunque di passare, ma costringendo a rallentare”.

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Al via il Mei che compie 25 anni, focus sulla monetizzazione via web https://www.dire.it/01-07-2020/480180-al-via-il-mei-che-compie-25-anni-focus-sulla-monetizzazione-via-web/ Wed, 01 Jul 2020 12:02:00 +0000 https://www.dire.it/?p=480180 concerto_musica

Appuntamento il 2.3 e 4 luglio a Faenza: non solo concerti, ma anche presentazioni letterarie, convegni e mostre

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Appuntamento il 2.3 e 4 luglio a Faenza: non solo concerti, ma anche presentazioni letterarie, convegni e mostre
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ROMA Edizione speciale, ad ottobre, del Mei, il meeting delle etichette indipendenti, giunto alla 25esima edizione. Il 2, 3 e 4, infatti, a Faenza, il Mei 2020 proporrà una speciale edizione che affiancherà alla tradizionale serie di concerti, presentazioni letterarie, convegni e mostre nelle principali piazze faentine, il nuovo format online ExtraMeiWeb, con contenuti esclusivi in streaming sul sito e sulle pagine social ufficiali della manifestazione.

“Questa sarà una edizione speciale dettata dal fatto che sono 25 anni- spiega il patron Giordano Sangiorgi, all’agenzia Dire-. Chiudiamo un ciclo nel verso senso della parola”. E a causa del coronavirus “questo sarà un anno zero. Il meeting avrà molti contenuti sul web. Abbiamo anche fatto una call con un nostro network di associazioni di etichette indipendenti discografiche europee che è Impala”.

Ma non solo: il Mei ha fatto l’accesso ad un bando per i fondi per i paesi europei, per fare iniziative digitali per mettere in contatto gli operatori durante il festival. A proposito di digitale, “uno dei temi sarà come monetizzare direttamente e indirettamente con i diritti la diretta live streaming, che sarà uno degli elementi del futuro che si abbinerà ai live tradizionali”.

Sono inoltre aperte per gli artisti e le band residenti nei comuni della Regione Emilia-Romagna le iscrizioni per Mei Superstage, il contest gratuito per esibirsi sul palco del Mei 2020, rivolto agli emergenti under 30. Il bando nazionale, invece, partirà dal 1 luglio. Il termine ultimo per le iscrizioni al concorso è il 30 luglio. Il concorso è realizzato in collaborazione con AudioCoop (Coordinamento Etichette Discografiche Indipendenti), Aia (Associazione Artisti Indipendenti) e Rete dei Festival (network nazionale dei contest).

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Centri estivi 0-3 a Bologna, le operatrici votano: “Sciopero” https://www.dire.it/30-06-2020/479994-centri-estivi-0-3-a-bologna-le-operatrici-votano-sciopero/ Tue, 30 Jun 2020 17:59:51 +0000 https://www.dire.it/?p=479994

Parte l'appello a Cgil e Uil: "No ad accordi in nostro nome"

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Parte l'appello a Cgil e Uil: "No ad accordi in nostro nome"
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BOLOGNA – Avanti con lo sciopero del personale dei nidi comunali e avanti con iniziative per spiegare che il ‘no’ ai centri estivi zero-tre a Bologna “non è per avere quattro soldi in più, non è perchè c’è un branco di persone che non vuole lavorare, che è il messaggio che il Comune vuol far passare, ma perché un’amministrazione ignorante e incapace non sa organizzare i servizi che i bambini vogliono e a cui hanno diritto”, sintetizza Sandra Cenerini (Adi) al termine dell’assemblea online organizzata con Cobas ed Sgb che ha dato il via libera allo sciopero del personale. Cenerini ha anche proposto di avviare incontri con i genitori e le loro ‘rappresentanze’ nate per chiedere i centri estivi a luglio, per spiegare perchè il sistema impostato da Palazzo D’Accursio non funziona. O, per dirla con una lavoratrice, i centri estivi fatti così sono un “voler male ai bambini, non è un servizio educativo”.

Gli esempi si susseguono. Molti bimbi avranno “ambienti diversi” dal solito nido e questo è “destabilizzante“. Negli spazi all’aperto i giochi sono vicini e le educatrici si chiedono come faranno a far rispettare ai bimbi le distanze con i gessi o il nastro bianco e rosso come chiede il Comune. E poi, ci sono i giochi da sanificare in continuazione. “Ci aspettiamo molti pianti e quindi occhi che lacrimano e nasi che colano…”, dice una educatrice osservando come questo forse mal si concilia con le misure anti-covid. Siccome poi fuori fa troppo caldo e di ombra ce ne sarà poca, molte attività si dovranno fare al chiuso e anche questo preoccupa rispetto ai contagi. “Noi siamo educatrici non animatrici” dice un’altra contestando le attività possibili e previste. Rispetto a tutto questo “quello che danneggia davvero l’amministrazione è lo sciopero”.

Adi, Sgb e Cobas chiederanno ordini di servizio per il personale. “Vedremo se avranno il coraggio di farlo a 600 persone”, dicono i Cobas, segnalando però che sarà necessaria una “adesione importante” allo sciopero. Ma soprattutto, riprende Cenerini, “bisogna impendire ai confederali di fare un accordo sugli incentivi e bisogna dire che non firmino accordi in nostro nome”.
Più lavoratrici infatti chiedono a Cgil e Uil di non sottoscrivere accordi con il Comune senza prima un consultazione con il personale. “Non dobbiamo cadere nel ricatto quando ci diranno: ‘Se non facciamo l’accordo non ci pagano'”, raccomanda Cenerini. I ‘ribelli’ cercheranno anche un dialogo con la Cisl, che ha rotto il fronte confederale schierandosi contro l’apertura dei centri estivi 0-3 anni.

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No del chimico Balzani al centro per la CO2 a Ravenna: “Rischio senza certezze” https://www.dire.it/30-06-2020/479976-no-del-chimico-balzani-al-centro-per-la-co2-a-ravenna-rischio-senza-certezze/ Tue, 30 Jun 2020 17:18:08 +0000 https://www.dire.it/?p=479976

"Grandi costi e non esistono tecnologie mature, meglio metodi noti"

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RAVENNA – Il progetto di Eni, che vuol costruire il più grande centro mondiale per lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CO2) a Ravenna, “è un enorme rischio finanziario senza certezze dal punto di vista climatico e ambientale”. Vincenzo Balzani, chimico, docente emerito dell’Università di Bologna e coordinatore di Energia per l’Italia boccia senza mezzi termini l’operazione Eni annunciata dal premier Giuseppe Conte alla fine degli Stati generali. Analizzando infatti le strategie per l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica, il chimico cita anche il Carbon Capture and Sequestration, con la cattura della CO2 emessa o già in atmosfera e il suo immagazzinamento in giacimenti esauriti di idrocarburi mettendo in fila le criticità.

Lo stoccaggio nel sottosuolo, attacca, “è rischioso perché non sono noti i suoi effetti sismici” e il rischio “è ancora maggiore in una zona fragile come la costa di Ravenna, dove sono in corso significativi fenomeni di subsidenza”. In teoria, prosegue, può compensare le emissioni derivate dalla produzione di energia da fonti fossili, mantenendo quasi invariata l’attuale proporzione tra fonti energetiche rinnovabili e fossili, “tuttavia, i combustibili fossili sono limitati, quindi questa soluzione non può essere strutturale, ma solo temporanea, rendendo estremamente critici gli aspetti economico-finanziari dell’investimento”. Altra questione è che “la cattura di CO2 all’interno degli impianti di produzione di energia da fonti fossili riduce le prestazioni del 10%-20%” quindi “i costi di produzione dell’energia sarebbero sostanzialmente raddoppiati”. In alternativa, si può catturare la CO2 dall’aria, “anche se non esistono tecnologie mature e verificate”, aggiunge il docente.

Oppure, prosegue, si può catturare la CO2 all’interno di impianti di conversione di biomasse in energia, opzione che “avrebbe un forte impatto sull’uso del suolo agricolo e sulle emissioni di metano e NOx”. E ancora, per Balzani oggi “non esistono progetti industriali maturi relativi al Carbon Capture and Sequestration, si è ancora alla fase di ricerca”. Basta pensare che “in Norvegia, che è il maggiore produttore europeo di idrocarburi, un report indipendente commissionato dal Governo ha analizzato la possibile realizzazione di un impianto di stoccaggio di CO2 nei giacimenti esauriti del Mare del Nord”. Ebbene “è stato valutato un potenziale disastro finanziario e il Governo sta valutando di sospendere il progetto”.

Insomma, “non è opportuno investire ingenti risorse pubbliche nella realizzazione di un sistema di stoccaggio di CO2, perché i risultati non sono garantiti, né dal punto di vista della sicurezza, né dal punto di vista climatico”. Le stesse risorse, conclude Balzani, “debbono essere investite sulle energie rinnovabili, sugli impianti di accumulo di energia elettrica, sull’efficienza energetica degli edifici e delle attività produttive e commerciali, settori con alta intensità di occupazione”. Cioè “su tecnologie mature e disponibili che garantiscono una rapida riduzione delle emissioni a effetto serra, tecnologie che attendono solo di essere utilizzate”.

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Sull’Appennino bolognese arriva il drive in come in America https://www.dire.it/30-06-2020/479940-sullappennino-bolognese-arriva-il-drive-in-come-in-america/ Tue, 30 Jun 2020 16:32:11 +0000 https://www.dire.it/?p=479940 castel d'aiano_drive in

La rassegna 'DriveInVilla' si svolge fino al 28 agosto a Castel D'Aiano: in auto si possono prendere anche gelati e bibite. Il film? Si vota su Facebook

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La rassegna 'DriveInVilla' si svolge fino al 28 agosto a Castel D'Aiano: in auto si possono prendere anche gelati e bibite. Il film? Si vota su Facebook
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BOLOGNA – Dopo tante ipotesi, il cinema drive in diventa realtà. Non si tratta però di quello di Bologna, bensì ci si deve spostare sull’Appennino bolognese, a Castel D’Aiano dove da martedì prossimo inizierà il ‘DriveinVilla‘. Si tratta di una rassegna cinematografica che ricalca quelle dei film americani degli anni ’60, solo che questa volta a fare da contorno c’è la Villa D’Aiano, con il suo prato immerso nel verde dei boschi su cui si affaccia il campanile della chiesa. Per il resto, poco cambia: ci sono 24 posti per vedere il film direttamente in macchina con tanto di possibilità di ordinare gelati, bibite, patatine e popcorn.

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Per chi invece preferisce non usare l’auto, è possibile accedere anche a piedi provvisti di coperta su cui distendersi per vedere il film. La rassegna, che continua fino al 28 agosto, ogni martedì e venerdì, si apre con ‘Che bella giornata’ di Checco Zalone.

La programmazione sarà interattiva, nel senso che volta per volta gli organizzatori proporranno alcuni titoli sulla pagina Facebook della proloco di Villa d’Aiano tra i quali si potrà votare per scegliere quello da proiettare. Tra le prime proposte ci sono ‘A beautiful mind’, ‘Operazione Valchiria’, ‘Tolo Tolo’, ‘Andiamo a quel paese’, ‘Glass’, ‘Man on Fire’, ‘Jack Reacher – La prova decisiva’, ‘Revenant’ (Redivivo). “Si tratta di una iniziativa lodevole- commenta il sindaco di Castel d’Aiano Alberto Nasci- che speriamo porti le persone a scoprire il fascino del nostro territorio in piena sicurezza e nel rispetto del distanziamento. Sono pochi i drive in un contesto bello come quello di Villa d’Aiano”.

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Stop per Coronavirus al centro estivo San Luigi, Sip: “Situazione sotto controllo” https://www.dire.it/30-06-2020/479893-stop-per-coronavirus-al-centro-estivo-san-luigi-sip-situazione-sotto-controllo/ Tue, 30 Jun 2020 15:27:32 +0000 https://www.dire.it/?p=479893 mascherine bologna

Un'educatrice era risultata positiva, a Bologna

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Un'educatrice era risultata positiva, a Bologna
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ROMA – “La situazione di Bologna legata all’educatrice risultata positiva, con relativa chiusura del centro estivo (al San Luigi, ndr), è totalmente sotto controllo. Nei Pronto soccorso pediatrici non sono riportati aumenti degli accessi di bambini con sintomatologia sospetta”. Lo dichiara alla ‘Dire’ Giacomo Biasucci, presidente della Società italiana di Pediatria dell’Emilia-Romagna, facendo un quadro generale sulla situazione del capoluogo e di tutta la regione.

“La situazione relativa al Covid-19 in età evolutiva- spiega- è assolutamente confortante. I bambini si ammalano meno e risultano comunque paucisintomatici, se non asintomatici del tutto. In particolare non sono riportati bambini che abbiano necessitato di ricoveri in terapia intensiva su tutto il territorio regionale e poche decine hanno necessitato di ricovero ospedaliero di natura osservazionale e precauzionale. In linea generale- conclude il presidente- i dati su bambini e adolescenti indicano ancora di più che la prevenzione e il management domiciliare, con il supporto dei pediatri di libera scelta, è l’approccio più efficace ed efficiente“.

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Arriva un software che predice il rischio Covid in luoghi affollati https://www.dire.it/30-06-2020/479790-arriva-un-software-predice-rischio-covid-in-luoghi-affollati/ Tue, 30 Jun 2020 13:25:11 +0000 https://www.dire.it/?p=479790 coronavirus_metro_milano

È uno dei progetti di ricerca anti-Covid a cui lavora Unimore: il sistema analizza i flussi video, localizza le persone nello spazio 3D, riconosce le mascherine e calcola distanze

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È uno dei progetti di ricerca anti-Covid a cui lavora Unimore: il sistema analizza i flussi video, localizza le persone nello spazio 3D, riconosce le mascherine e calcola distanze
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REGGIO EMILIA – Predire il livello di rischio di contagio del covid 19 luoghi pubblici e privati, attraverso il calcolo delle distanze interpersonali e la costruzione di mappe dinamiche dell’area monitorata. È l’obiettivo del progetto di ricerca “Inter-Homines” sviluppato all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinato dalla docente Rita Cucchiara del dipartimento di ingegneria (Dief) “Enzo Ferrari”.

Partita ad aprile e prevista in conclusione ad ottobre, l’iniziativa è una delle quattro targate “Unimore” finanziate dalla Regione, in questo caso con 119.000 euro, nell’ambito di un bando volto a trovare forme innovative di contrasto all’epidemia di coronavirus.

Il sistema Inter-Homines, nel dettaglio, valuta in tempo reale il rischio di contagio di un’area monitorata analizzando flussi video: è in grado di localizzare persone nello spazio 3D, riconoscere i dispositivi di protezione individuale, calcolare distanze interpersonali e predire livelli di rischio costruendo mappe dinamiche. Il modello è applicabile sia all’aperto che al chiuso, in aree ad affollamento variabile pubbliche e private. A “dare gambe” al sistema sono servizi di intelligenza artificiale e di “computer vision” applicabili a telecamere già installate o a telecamere a basso costo su Pc industriali, corredati da un aggiuntivo sistema dedicato e mobile per misurazioni temporanee. Il tutto, sottolineano dall’Università, nel pieno rispetto delle norme sulla privacy.

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Il sistema, infatti, non prevede alcuna registrazione di flussi video o di dati personali né in forma locale né in forma centralizzata, garantendo in questo modo una acquisizione di informazioni che tutela l’anonimato. Tra i parametri che vengono associati all’area monitorata ci sono nello specifico “un indice di rischio spazio-temporale”, un “livello dinamico di sicurezza”, una “mappa dinamica delle distanze interpersonali” e una mappa che indica dove e quante persone possono aggiungersi per rimanere in sicurezza. “Ciò che si vuole ottenere- spiega Rita Cucchiara di Unimore- è uno strumento affidabile di visione artificiale, a norma delle linee guida europee sulla privacy e sull’uso dell’intelligenza artificiale, per calcolare in tempo reale le distanze tra le persone con una ricostruzione 3D del distanziamento, segnalando anche in modo interattivo eventuali situazioni di rischio”.

Inoltre, “si vuole fornire un modello innovativo di calcolo dinamico del rischio del luogo monitorato anche di tipo predittivo, che potrà essere impiegato come strumento di monitoraggio da remoto, di prevenzione, pianificazione e supporto alla popolazione ed ai lavoratori, per attuare una frequentazione dei luoghi consapevole e legata all’effettivo rispetto delle misure vigenti”.

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Mes, Bonaccini: “Basta teatrini, dire sì a cifra mai vista per sanità” https://www.dire.it/30-06-2020/479749-mes-bonaccini-basta-teatrini-dire-si-a-cifra-mai-vista-per-sanita/ Tue, 30 Jun 2020 11:00:37 +0000 https://www.dire.it/?p=479749 bonaccini

Il governatore dell'Emilia-Romagna chiede di porre fine al 'teatrino' di chi, "solo per questioni ideologiche", dice 'no' a un'opportunità come il Mes

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Il governatore dell'Emilia-Romagna chiede di porre fine al 'teatrino' di chi, "solo per questioni ideologiche", dice 'no' a un'opportunità come il Mes
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ROMA – “Se mi danno 36 miliardi da spendere per la sanità pubblica, io il Mes lo prendo ieri, non domani“. Così il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, intervenendo al convegno promosso dalla Cgil su ‘Dopo l’emergenza Un welfare più forte per diritti universali’.

“Un’Europa così- osserva- non mi piace, serve a poco, non avere politiche sociali ed economiche, di difesa, fiscali, di accoglienza dei migranti significa che ognuno fa da sè, ma io- continua il governatore dell’Emilia Romagna- sono convintamente europeista e dico al governo che c’è una grande opportunità: la commissione europea dice che c’è uno strumento formidabile, l’Italia passerebbe da Paese che riceve meno di quello che dà a paese, colpito tantissimo dalla pandemia, che riceve più di quello che dà“.

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Sul destino delle risorse europee Bonaccini parla di “investimenti e non assistenzialismo: sappiamo dove spenderli, in ospedali più moderni e nuovo personale. Voglio vedere- attacca- il teatrino di forze politiche che solo per questioni ideologiche dicono no a 36 miliardi per la sanità, una cifra mai vista per l’Italia, solo per posizionarsi in una teatrino della diventato un rituale che non sopporto più“.

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Coronavirus, a Bologna scritta ‘Untore’ su furgone Bartolini https://www.dire.it/29-06-2020/479533-coronavirus-a-bologna-scritta-untore-su-furgone-bartolini/ Mon, 29 Jun 2020 15:02:42 +0000 https://www.dire.it/?p=479533 bartolini_untore

Un corriere della ditta Bartolini si è ritrovato un brutto messaggio sul furgone, legato al focolaio di coronavirus che ha riguardato l'azienda di logistica

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Un corriere della ditta Bartolini si è ritrovato un brutto messaggio sul furgone, legato al focolaio di coronavirus che ha riguardato l'azienda di logistica
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BOLOGNA – Un foglio con la parola ‘untore’ sul furgone usato per le consegne. È la brutta sorpresa che ha trovato, questa mattina a Bologna, un corriere della ditta Bartolini, l’azienda colpita da un focolaio di coronavirus in uno dei sui magazzini gestito da una cooperativa. A segnalare l’episodio è l’avvocato Cathy La Torre, spiegando che “il lavoratore ha chiesto di restare anonimo per paura di eventuali ritorsioni, e già questo dimostra che ci muoviamo in una vicenda dai contorni poco chiari”.

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In una nota, la legale ricorda, “in attesa dell’indagine della magistratura, che la sicurezza nei luoghi di lavoro è responsabilità dell’imprenditore“, aggiungendo che “è intollerabile far ricadere la responsabilità su chi è l’ultimo anello di una catena”. Insomma, chiarisce La Torre, “i fattorini della Bartolini non sono untori, ma semmai lavoratori che hanno contratto il virus senza volerlo”.

Non a caso, evidenzia, “secondo le denunce di tutti i sindacati, il settore della logistica riserva ai lavoratori condizioni di lavoro pessime, tra contratti pirata, straordinari non pagati, turni massacranti, precarietà e dunque ricattabilità diffusa”. Anche per questo la legale non nasconde il proprio rammarico per il fatto che “nella mia Bologna qualcuno colpevolizzi chi è vittima di un mercato del lavoro che spinge a ignorare anche le più banali precauzioni per fingere che tutto sia già tornato ‘come prima’”.

Anche perché, sottolinea, “è chiaro che nessuno decide di rischiare la propria vita per portare a casa uno stipendio che basta appena a sopravvivere e, se lo fa, è perché non ha alternative”. Da qui l’appello alla città a “tirare fuori gli anticorpi contro odio e pregiudizio e aprire gli occhi”.

Sul caso Bartolini va all’attacco anche il sindacato di base Sgb, che chiede una serie di misure per tutelare la salute dei lavoratori. Secondo Sgb, infatti, la vicenda “ha fatto emergere quali sono le condizioni igienico-lavorative cui sono costretti i lavoratori della logistica e che purtroppo costituiscono la normalità in tutto il settore”. Un settore che, spiegano dal sindacato, “in pieno lockdown non ha registrato nessun calo lavorativo“, ma che al contrario “ha visto aumentare, con il crescere degli acquisti online, il lavoro e, di conseguenza, i ritmi, contribuendo così ad esporre i lavoratori al rischio di contagio”.

Sul punto, Sgb mette nel mirino “Confindustria e le varie associazioni padronali”, che avrebbero fatto pressioni su Governo e Regione- che avrebbero ceduto a quelle pressioni- perché quelle attività non fossero chiuse, “anteponendo interessi economici alla tutela della salute dei lavoratori”. Le stesse ordinanze della Giunta Bonaccini sul distanziamento, abolito sui mezzi di trasporto pubblico, “contribuiscono- secondo Sgb- a creare confusione e ad alimentare comportamenti che mettono a repentaglio la salute”. Da qui la richiesta, per tutelare la salute degli addetti, di “sospendere le attività nei siti in cui dovesse manifestarsi un focolaio“, di avviare “un’azione di prevenzione e di screening per tutti i lavoratori del settore” e di “ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, con il riconoscimento di pause adeguate, perché con queste temperature non è possibile lavorare indossando continuamente una mascherina”.

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L’aeroporto di Bologna regala la ‘sala vip’ a medici e operatori https://www.dire.it/29-06-2020/479521-laeroporto-di-bologna-pronto-a-recuperare-e-intanto-regala-la-sala-vip-medici-e-operatori/ Mon, 29 Jun 2020 14:37:36 +0000 https://www.dire.it/?p=479521 aeroporto-bologna

Intanto lo scalo punta a tornare a regime: "Ad agosto recuperiamo il 40% dei voli persi", dice il presidente Postacchini annunciando che tutte le destinazioni man mano verranno rigarantite

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Intanto lo scalo punta a tornare a regime: "Ad agosto recuperiamo il 40% dei voli persi", dice il presidente Postacchini annunciando che tutte le destinazioni man mano verranno rigarantite
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BOLOGNA – Trattamento ‘vip’ per medici, infermieri e operatori sanitari in partenza dall’Aeroporto di Bologna. Dopodomani, dopo la chiusura legata all’emergenza coronavirus, riapre la Marconi Lounge, la sala d’attesa riservata dello scalo, che, dunque, apre le porte gratuitamente al personale sanitario con l’iniziativa ‘You Care, We Thank‘, un modo per rendere omaggio a chi si è trovato in prima fila a combattere la pandemia.

 

Per ottenere la gratuità (valida per un operatore sanitario più un accompagnatore) sarà sufficiente presentare alla reception della lounge il tesserino professionale sanitario in corso di validità. L’aeroporto di Bologna lancia anche una offerta promozionale rivolta ai passeggeri che acquisteranno un ingresso per la lounge, assicurando il 50% di sconto sul costo del parcheggio auto prenotato in abbinamento alla sala. In questo caso, l’offerta è valida per tutti i passeggeri del Marconi e per tutti i parcheggi disponibili fino al 30 settembre.

Per usufruire dello sconto sul parcheggio, il passeggero dovrà rivolgersi direttamente agli operatori all’interno della Marconi Business lounge. All’interno della sala, oltre ad una sanificazione accurata, è stata prevista la riduzione del numero di sedute per garantire il distanziamento tra gli ospiti, la sostituzione del servizio a buffet con servizio bar effettuato dall’operatore e la distribuzione dei quotidiani al momento della registrazione in sala. La Lounge sarà aperta tutti i giorni dalle ore 5 alle 20.

POSTACCHINI: AD AGOSTO RECUPERIAMO 40% VOLI

“Da agosto in avanti speriamo di dare buone notizie sulla ripresa delle frequenze, turistiche e non solo”. E’ l’auspicio del presidente dell’aeroporto di Bologna, Enrico Postacchini, che ha fatto il punto sulla crisi innescata dal lockdown intervenendo questa mattina ad un convegno online sul turismo dell’Emilia-Romagna organizzato dal Parlamento europeo.

“Sostanzialmente- dice- siamo fermi da quattro mesi, cosa che ha comportato un grande sacrificio per gli azionisti col ricorso ad un finanziamento pesante nei confronti del sistema bancario per poter non fermare il piano degli investimenti già prefissato”.

Anzi, nel 2020 “anticiperemo alcuni investimenti previsti nella scaletta per il 2022 in modo da sfruttare questa debolezza, riempiendo anche gli spazi e creando meno disagi ai passeggeri”. Si tratta sostanzialmente, ammette Postacchini, “di ricominciare daccapo”. Un anno “particolare” insomma, ma che vedrà probabilmente “a cavallo dell’estate, più agosto che non luglio, recuperare circa il 40% dei movimenti persi. Le destinazioni piano piano verranno tutte rigarantite, ma caleranno le frequenze”. Invece, “l’interconnessione internazionale da qui a novembre dovrebbe essere ultimata a rigarantita”.

Postacchini chiede alle Istituzioni di non penalizzare le low-cost in questa fase difficile. E’ “fondamentale che anche le compagnie low-fares, come si chiamano oggi, non vengano mortificate nel loro servizio fondamentale di collegare destinazione su destinazione senza necessariamente passare per un hub internazionale. Questo ha fatto la differenza, per gli aeroporti e anche per il nostro territorio”.

Non si ferma comunque il piano investimenti dello scalo bolognese da 250 milioni di euro nel prossimo quinquennio “per ospitare comodamente 12 milioni e mezzo di passeggeri” l’anno. Visto però che secondo gli analisti i volumi di traffico pre-Covid torneranno “non prima del 2023”, il presidente della società di gestione del Marconi avverte: “sarà un cammino di risalita faticoso, coraggioso, che richiederà sacrifici”. Ma “credo- conclude Postacchini- che come società aeroportuale Bologna abbia tutte le carte in regola per competere con Milano. Roma e Venezia, anche grazie il collegamento con l’Alta velocità” garantito dal People mover.

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Spiagge piene sulla riviera romagnola, ma “il weekend non basta” https://www.dire.it/29-06-2020/479493-spiagge-piene-sulla-riviera-romagnola-ma-il-weekend-non-basta/ Mon, 29 Jun 2020 12:36:08 +0000 https://www.dire.it/?p=479493 ombrelloni_estate_spiagge

Gli operatori sono in difficoltà con il personale e parlano di lavoro a singhiozzo: tutto pieno il weekend ma vuoto durante la settimana. Fatica anche per il turismo termale

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Gli operatori sono in difficoltà con il personale e parlano di lavoro a singhiozzo: tutto pieno il weekend ma vuoto durante la settimana. Fatica anche per il turismo termale
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BOLOGNA – La riviera romagnola, con il buon weekend appena concluso, è ripartita davvero. Ma non mancano i problemi segnalati dagli operatori turistici: a partire dalla ressa al sabato alla domenica (con code in autostrade e treni fitti fitti) cui fa da contraltare il ‘vuoto’ degli altri giorni. L’effetto questo, di un turismo soprattutto locale o comunque italiano.

Troppe prenotazioni nei weekend, poche durante la settimana”, dice ad esempio Paola Batani, titolare della catena alberghiera Batani select hotels, che gestisce anche il Grand Hotel di Rimini. Tutto ciò ha un effetto non da poco sul personale, che serve soprattutto al fine settimana. La stessa Batani, oggi ospite insieme ad altri operatori del settore di un convegno online sul turismo dell’Emilia-Romagna organizzato dal Parlamento europeo, rileva la difficoltà a trovare personale disposto a lavorare in modo molto flessibile. Per il 2020 ormai è andata, “ma per il 2021 non possiamo permetterci di lavorare solo sul mercato italiano, quindi chiediamo una campagna di promozione mirata sull’estero”.

Anche Claudio Fantini, storico titolare del Fantini club di Cervia, parla di una “grande difficoltà col personale”, in particolare “gente che fa le camere, che lava i piatti”. “Se non risolviamo questo problema gli alberghi staranno chiusi non per il Covid, perchè non hanno personale”. Inoltre, se le spiagge sono aperte, “eventi e meeting sono completamente fermi”.

Soffre forse anche di più il turismo termale. Le 24 imprese del settore in Emilia-Romagna hanno riaperto tutte, “ma il lavoro in questo momento oscilla dal 20 al 30% dell’anno scorso”, fa sapere presidente il consorzio terme Lino Giglioli, che segnala “difficoltà enormi” per le aziende, in particolare le più piccole.

Pare avere ingranato molto bene invece il turismo in Appennino. “Stiamo lavorando più degli altri anni, in montagna abbiamo molte presenze”, spiega Giuliano Grani, gestore degli impianti di risalita al Cimone. “C’è voglia di stare all’aria aperta, dobbiamo tenere botta. Sono sicuro che torneremo ad avere i numeri di prima”. Tra le cose che non vanno, ma qui il Covid non c’entra, le lungaggini burocratiche. Ma non solo. “Abbiamo bisogno di vicinanza del sistema creditizio, anche locale, che in parte latita”, dice Grani.

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VIDEO | Cieca? Ci vedeva benissimo: la truffa all’Inps andava avanti da 15 anni https://www.dire.it/29-06-2020/479455-video-cieca-ci-vedeva-benissimo-la-truffa-allinps-andava-avanti-da-15-anni/ Mon, 29 Jun 2020 10:46:56 +0000 https://www.dire.it/?p=479455 finta cieca

È successo a Bologna: la donna, 38 anni, era stata dichiarata 'cieca assoluta' nel 2005. Ma la sua era una messa in scena e le Fiamme gialle l'hanno pedinata e smascherata

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È successo a Bologna: la donna, 38 anni, era stata dichiarata 'cieca assoluta' nel 2005. Ma la sua era una messa in scena e le Fiamme gialle l'hanno pedinata e smascherata
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BOLOGNA – Nel 2005 era stata riconosciuta come “cieca assoluta” dalla commissione medica dell’Inps, e per anni ha beneficiato, senza averne diritto, della pensione di invalidità e della relativa indennità di accompagnamento. Ma la Guardia di finanza di Bologna ha poi scoperto che la donna, una 38enne residente nel capoluogo emiliano, in realtà ci vede benissimo, e ora ha eseguito nei suoi confronti, su disposizione del gip Alberto Ziroldi, un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare di circa 70.000 euro.

Per la 38enne M.L.D.S., dettagliano le Fiamme gialle, l’accusa è di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria sotto la direzione del pm Luca Venturi, “hanno permesso preliminarmente di accertare come la signora fosse stata riconosciuta dalla Commissione medica dell’Inps a partire dal 2005 come ‘cieca assoluta’, condizione che ricorre, a norma di legge, in caso di totale mancanza della vista o di mera percezione dell’ombra o della luce a 10 centimetri di distanza (cosiddetto ‘motu mano’)”.

 

I successivi accertamenti, condotti attraverso pedinamenti e appostamenti, hanno consentito ai finanzieri di “riprendere l’indagata in atteggiamenti del tutto incompatibili con lo stato di cecità assoluta”. La donna, infatti, è stata immortalata “non solo mentre camminava senza l’aiuto del proprio cane guida per le vie cittadine, ma anche mentre attraversava in modo disinvolto incroci e marciapiedi trafficati e si intratteneva nei negozi a scegliere i prodotti da acquistare (controllandone attentamente il prezzo e la qualità) senza alcun accompagnatore”.

Inoltre, la 38enne è stata sorpresa anche “a introdurre, agevolmente e senza alcuna insicurezza, la chiave nella serratura del portone di casa, a evitare ostacoli che improvvisamente le si frapponevano lungo il cammino e ad accompagnare, senza esitazioni, i figli a scuola avvalendosi di un doppio passeggino”.

Infine, le Fiamme gialle l’hanno vista in diverse occasioni “mentre passeggiava col proprio cane guida senza il previsto guinzaglio rigido, svilendo in questo modo l’utilità di quell’ausilio che, per un ‘autentico’ non vedente, risulta uno strumento indispensabile per la propria mobilità ed autonomia”. Un quadro probatorio che “è stato ulteriormente rafforzato dalle dichiarazioni rese dai medici legali dell’Inps di Bologna che avevano, anche recentemente, sottoposto a visita la signora”, che nel corso degli incontri “aveva avuto comportamenti del tutto diversi da quelli risultanti dai video girati dagli investigatori, mostrandosi molto più lenta ed incerta nei movimenti.

Indossando occhiali scuri e dimostrando di non sapersi muovere da sola in un ambiente a lei sconosciuto e di non essere in grado di sedersi da sola”. Affermazioni che, scrive il gip, dimostrano come “la donna avesse, nel corso degli anni, messo in atto una vera e propria messa in scena di fronte ai medici, soprattutto alla luce del fatto che, non esistendo ad oggi esami medici specifici in grado di valutare in maniera oggettiva l’acuità visiva, quest’ultima viene valuta principalmente sulla base delle dichiarazioni e degli atteggiamenti soggettivi del paziente”.

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Coronavirus, Donini rassicura: “Il focolaio di Bartolini verso il contenimento” https://www.dire.it/28-06-2020/479351-coronavirus-donini-rassicura-il-focolaio-di-bartolini-verso-il-contenimento/ Sun, 28 Jun 2020 09:59:58 +0000 https://www.dire.it/?p=479351 bartolini_coronavirus

Intanto la Regione ha disposto l'avvio dell’indagine epidemiologica di tutti gli ospiti dell'hub di via Mattei

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Intanto la Regione ha disposto l'avvio dell’indagine epidemiologica di tutti gli ospiti dell'hub di via Mattei
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BOLOGNA – Il focolaio alla Bartolini di Bologna “si avvia ad essere contenuto”. Lo assicura l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, commentando gli ulteriori 11 casi riscontrati ieri a seguito dei 190 tamponi effettuati nei giorni scorsi. Dall’avvio del focolaio, spiega Donini, “è stata effettuata rapidamente un’indagine di ‘contact tracing’ con i tamponi, per agire su almeno tre cerchi concentrici di contatti di casi, a partire dalle persone che avevano sviluppato sintomi e continuando a testare anche familiari e contatti delle persone che abbiamo trovato positive e asintomatiche”. In tutto, per il caso Bartolini sono stati fatti nel complesso 328 tamponi, che hanno dato 107 casi positivi, di cui 95 asintomatici e 12 sintomatici, di cui due ricoverati.

Dunque, afferma l’assessore, “l’indagine in corso ci rende ottimisti per quello che riguarda i focolai esistenti”. Nel frattempo, la Regione conferma che per quanto riguarda il Centro di accoglienza di via Mattei a Bologna, dove sono ospiti due dei positivi trovati alla Bartolini, “è stato disposto l’isolamento di alcuni casi e l’avvio dell’indagine epidemiologica di tutti gli ospiti”. Ieri, inoltre, è stato fatto un ulteriore controllo alla Bartolini, in collaborazione tra Medicina del Lavoro e Carabinieri, e alla luce di precedenti indagini Ausl, per verificare l’osservanza delle misure di sicurezza e delle prescrizioni date dall’azienda sanitaria. “Nell’ispezione si è riscontrata la sostanziale osservanza delle disposizioni e una relazione sarà posta all’attenzione del Comune e del prefetto”, spiega la Regione.

(DIRE) Bologna, 27 giu. – In Emilia-Romagna, rivendica quindi Donini, “abbiamo la capacità di individuare e circoscrivere eventuali focolai” e il caso della Bartolini “dimostra che il nostro sistema sanitario regionale sa come combattere il virus quando si manifesta. Ma ci dice anche che nessuno deve pensare che il covid-19 sia un fenomeno che è ormai alle nostre spalle. Se da un lato abbiamo più strumenti per combattere il virus, non possiamo certo permetterci adesso comportamenti individuali che non siano in linea con le regole che tutti dobbiamo rispettare. Non rendiamo vani i sacrifici che tanto stanno costando al nostro Paese”.
Fino all’arrivo del vaccino, insiste Donini, non si “deve lasciare spazio né ad atteggiamenti di sottovalutazione, anche per piccoli focolai, né di atteggiamenti di panico. Anche quando il numero di casi era davvero alto, non è mai stata messa in discussione la tenuta del servizio sanitario regionale”. La Regione in sostanza mette in guardia dal fatto che nuovi focolai potrebbero nascere in futuro. Ma “non dobbiamo rinunciare alla nostra attività professionale, né alle nostre relazioni- afferma Donini- dobbiamo solo raccomandare la massima prudenza nell’osservanza delle disposizioni di sicurezza nel mondo produttivo e nella vita sociale e quotidiana delle persone, raccomandare ai cittadini di comunicare immediatamente l’insorgenza di sintomi compatibili con quelli da covid-19 e attivarci in modo repentino, efficace e ampio, come abbiamo fatto, per circoscrivere e spegnere i focolai”, conclude l’assessore.

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Strage di Ustica, Bonfietti: “Bonafede insista su rogatorie” https://www.dire.it/27-06-2020/479260-strage-di-ustica-bonfietti-bonafede-insista-su-rogatorie/ Sat, 27 Jun 2020 11:58:47 +0000 https://www.dire.it/?p=479260 daria bonfietti

La presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica chiede il rispetto delle sentenze di condanna dei ministeri dei Trasporti e della Difesa

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BOLOGNA – “Respingendo le vergognose campagne di falsità e depistaggi messe in atto dai nostalgici della bomba a bordo, ribadiamo che la verità è quella che ci ha consegnato il giudice Priore e poniamoci come irrinunciabile obiettivo, per la dignità stessa di questo Paese, di avere la totale spiegazione di quanto è avvenuto”. Lo ha detto Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari della vittime della strage di Ustica nel suo intervento alla cerimonia di commemorazione del 40esimo anniversario dell’abbattimento del Dc9 Itavia. “‘C’era la guerra quella notte nei nostri cieli’– ricorda Bonfietti citando il giudice Rosario Priore- ‘il Dc9 è stato abbattuto’. Questa è la verità. Una verità che deve essere completata con l’individuazione degli autori materiali della strage: chi nel cielo quella sera ha compiuto l’azione mortale”.

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Dunque, conclude, “è ancora aperta una indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma: a questi giudici deve essere fornito ogni tipo di documentazione. Crediamo a un ruolo determinante del ministero della Giustizia per la gestione delle rogatorie internazionali e per questo chiediamo al ministro Bonafede sforzi ulteriori, mentre gli riconosciamo l’impegno preso per la digitalizzazione di tutti gli atti relativi alla vicenda di Ustica”, conclude.

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BONFIETTI: “RISPETTARE LE SENTENZE E RISARCIRE ITAVIA”

La presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, chiede il rispetto delle sentenze di condanna dei ministeri dei Trasporti e della Difesa. Innanzitutto, quella che prevede il pagamento di un risarcimento alla compagnia aerea Itavia, sotto le cui insegne volava il Dc9, fallita dopo che le indagini sulla caduta del velivolo, oggetto di depistaggi, accreditarono la tesi del cedimento strutturale.

Diciamo con forza che solo i parenti delle vittime hanno trovato la determinazione per chiedere conto di tutto ciò e oggi abbiamo anche una serie di sentenze civili definitive che hanno condannato i ministeri dei Trasporti e della Difesa. Di queste sentenze chiediamo il doveroso e totale rispetto”, scandisce Bonfietti durante la cerimonia che si è tenuta in Consiglio comunale a Bologna. “E ricordiamo anche la sentenza che condanna i ministeri dei Trasporti e della Difesa a risarcire la compagnia Itavia fatta fallire a conseguenza dell’indegna menzogna del cedimento strutturale”, insiste Bonfietti. “Pensiamoci bene, questa non è soltanto una vicenda giuridico-amministrativa, è la restituzione della verità”, conclude.

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