Calabria – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Wed, 01 Jul 2020 11:12:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Klaus Davi: “Mi candido a sindaco di Reggio Calabria” https://www.dire.it/01-07-2020/480115-klaus-davi-mi-candido-a-sindaco-di-reggio-calabria/ Wed, 01 Jul 2020 10:16:08 +0000 https://www.dire.it/?p=480115 klaus davi

Il massmediologo è già consigliere comunale a San Luca

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Il massmediologo è già consigliere comunale a San Luca
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REGGIO CALABRIA – “Mi candido a sindaco di Reggio Calabria. Voglio guidare questa città verso il riscatto. La mia sarà una lista civica sganciata dai partiti“. Così il giornalista e massmediologo Klaus Davi intervenuto questa mattina nel programma ‘Newsroom’ di Radio Capital.

Per Davi si tratterebbe del secondo impegno diretto in Calabria, dopo la candidatura a sindaco di San Luca dove ricopre la carica di consigliere comunale.

“L’attuale sindaco Falcomatà – ha aggiunto Davi – è una brava persona e non dico che non si sia impegnato, ma come politico ha completamente fallito. Con me Reggio, la città di Gianni Versace, diventerà un polo turistico. Non sarà seconda a nessuno”.

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‘Ndrangheta, arrestato in Svizzera il latitante Roberto Pisano https://www.dire.it/27-06-2020/479240-ndrangheta-arrestato-in-svizzera-il-latitante-roberto-pisano/ Sat, 27 Jun 2020 10:23:58 +0000 https://www.dire.it/?p=479240 bienne

Era ricercato per traffico di droga e minacce, lavorava come cameriere e pizzaiolo in una cittadina elevetica

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Era ricercato per traffico di droga e minacce, lavorava come cameriere e pizzaiolo in una cittadina elevetica
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ROMA – Roberto Pisano, 41enne gioiese, è stato arrestato a Bienne, in Svizzera dalla Polizia Federale Elvetica. Era ricercato in Italia per traffico di sostanze stupefacenti, minacce e altri reati. Decisive le indagini della stazione Carabinieri e della sezione operativa di Gioia Tauro (RC), che hanno portato all’emissione di un mandato d’arresto europeo, nei confronti dell’uomo, figura contigua alle locali cosche di ‘Ndrangheta Piromalli-Molè di Gioia Tauro, latitante dal novembre 2017.

Il latitante rintracciato dai militari della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, in forza di un mandato d’arresto europeo emesso dalla Procura di Palmi, su indicazione dei Carabinieri, è stato rintracciato nella cittadina elvetica, ove l’uomo conviveva con la moglie e lavorava come cameriere e pizzaiolo presso un’osteria del posto. I militari della Stazione di Gioia Tauro, sono riusciti a localizzarlo a Bienne, in 

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VIDEO | Revocata la zona rossa a Palmi, il sindaco: “Da oggi si riparte” https://www.dire.it/26-06-2020/478976-video-revocata-la-zona-rossa-a-palmi-il-sindaco-da-oggi-si-riparte/ Fri, 26 Jun 2020 13:43:04 +0000 https://www.dire.it/?p=478976 giuseppe ranuccio_sindaco palmi

Nei giorni scorsi gli esami con il test del tampone, effettuati sui residenti dei quartieri interessati, non hanno registrato ulteriori positività

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Nei giorni scorsi gli esami con il test del tampone, effettuati sui residenti dei quartieri interessati, non hanno registrato ulteriori positività
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REGGIO CALABRIA – “Da questo pomeriggio, a partire dalle 14, si riparte”. Cosi’ il sindaco di Palmi (Reggio Calabria) Giuseppe Ranuccio commenta la revoca della zona rossa disposta dalla Regione Calabria a seguito del verificarsi di 8 casi di Covid-19 sul territorio comunale. “Grazie ai residenti della Tonnara, dei quartieri marittimi e grazie ai cittadini tutti per l’alto senso di responsabilita’ dimostrato in questi giorni – ha aggiunto il sindaco di Palmi – un sentito ringraziamento anche alle forze dell’ordine, alla protezione civile, all’Asp, alla Regione Calabria e alla Prefettura. Missione compiuta, si riparte”. Nei giorni scorsi gli esami con il test del tampone, effettuati sui residenti dei quartieri interessati, non hanno registrato ulteriori positivita’.  LEGGI ANCHE: VIDEO | Coronavirus Calabria, otto casi a Palmi: istituita la zona rossa
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Abbattuti due cinghiali in provincia di Catanzaro https://www.dire.it/26-06-2020/478879-abbattuti-due-cinghiali-in-provincia-di-catanzaro/ Fri, 26 Jun 2020 11:19:45 +0000 https://www.dire.it/?p=478879 cinghiali

L'operazione è stata svolta dai selettori con il supporto dei carabinieri di Soverato. Numerose le segnalazioni giunte al 112 che attestavano la presenza degli ungulati per le vie di Montepaone

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L'operazione è stata svolta dai selettori con il supporto dei carabinieri di Soverato. Numerose le segnalazioni giunte al 112 che attestavano la presenza degli ungulati per le vie di Montepaone
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REGGIO CALABRIA –  Due cinghiali segnalati piu’ volte per le vie del Comune di Montepaone (Catanzaro) sono stati abbattuti dai selettori con il supporto dei carabinieri del reparto radiomobile della Compagnia di Soverato. Sono state numerose le segnalazioni giunte al 112.
Per scongiurare problemi e danni a cose e persone, i selettori si sono premurati dapprima di indurre la coppia di cinghiali ad allontanarsi dal centro abitato. Quindi, una volta giunti nell’agro di Montepaone, si e’ proceduto all’abbattimento in sicurezza dei due esemplari, le cui carcasse sono state messe a disposizione delle competenti autorita’ sanitarie per i controlli del caso.

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Sip Calabria: “Proporremo borse regionali di specializzazione” https://www.dire.it/25-06-2020/478524-sip-calabria-proporremo-borse-regionali-di-specializzazione/ Thu, 25 Jun 2020 16:02:47 +0000 https://www.dire.it/?p=478524

Lo ha dichiarato Domenico Minasi, presidente dell'Associazione pediatri ospedalieri italiani (Aspoi) e della sezione Calabria della Società italiana di Pediatria (Sip)

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Lo ha dichiarato Domenico Minasi, presidente dell'Associazione pediatri ospedalieri italiani (Aspoi) e della sezione Calabria della Società italiana di Pediatria (Sip)
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ROMA – “Come puo’ una scuola di specializzazione garantire un buon turnover”, se in Calabria “ci sono solo 3 borse all’anno per Pediatria?” A lanciare la provocazione e’ Domenico Minasi, presidente dell’Associazione pediatri ospedalieri italiani (Aspoi) e della sezione Calabria della Societa’ italiana di Pediatria (Sip). Per risolvere l’annosa questione della carenza dei pediatri che affligge anche la Calabria, come Sip regionale “solleciteremo la nostra Regione al finanziamento di borse di studio aggiuntive a quelle che il ministero dell’Universita’ e della Ricerca finanzia. Spero che la proposta in Regione venga accolta”. L’ideazione delle nuove borse di studio regionali, pero’, “passa per una condizionalita’- puntualizza l’esperto- Chi accedera’ al finanziamento dovra’ poi rimanere nel territorio per un determinato numero di anni, cosi’ da garantire una presenza in ambito ospedaliero”. I tre grandi hub (Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, ndr) non sono messi male”, la criticita’ e’ sperimentata piuttosto “dai piccoli ospedali con punti nascita annessi, che soffrono molto piu’ degli altri, e a cui si aggiunge- continua il presidente Aspoi- la mancanza di appeal nei confronti degli giovani specialisti, che cercano soluzioni piu’ organizzate e anche rassicuranti per il proprio impegno personale”. Il lato positivo della pediatria calabrese riguarda invece “la competenza degli specialisti. Dall’inizio degli Anni 2000 rispetto ad adesso, si e’ ridotto in maniera drastica l’indice di migrazione sanitaria. C’e’ ancora- continua Minasi- una migrazione consistente ma spesso e’ legata a patologie chirurgiche che in Calabria non sempre riusciamo a gestire”. In ogni caso, a detta del pediatra, “il dato testimonia un miglioramento qualitativo e quantitativo nella risposta alla salute dei bambini calabresi”. L’impasse che schiaccia la regione, dunque, sembra essere “una volonta’ di crescita- conclude Minasi- limitata dall’impossibilita’ di garantire il turnover che avremo dovuto avere gia’ in passato“. La regione, infine, si e’ difesa piuttosto bene dall’emergenza sanitaria Covid-19, e Minasi commenta: “Devo dire che siamo stati fortunati”, sia dal punto di vista epidemiologico che “nell’arrivare dopo altre regioni. Questo ci ha consentito di elaborare percorsi organizzativi molto efficienti” che, in finale, hanno portato alla strutturazione di “due posti di terapia intensiva pediatrica per ciascuno dei grandi hub calabresi: Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria”. LEGGI: VIDEO | Mancano i pediatri, età media avanzata è buco nero per l’assistenza
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Ndrangheta, il processo Rinascita-Scott si terrà a Lamezia Terme https://www.dire.it/25-06-2020/478287-ndrangheta-processo-rinascita-scott-a-lamezia-terme/ Thu, 25 Jun 2020 11:28:43 +0000 https://www.dire.it/?p=478287 carabinieri vibo valentia

"Siamo soddisfatti perche' é la soluzione più veloce" ha commentato il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri

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"Siamo soddisfatti perche' é la soluzione più veloce" ha commentato il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri
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REGGIO CALABRIA – “Siamo soddisfatti perche’ e’ la soluzione piu’ veloce, rispetto alle almeno dieci opzioni che erano sul tavolo”. Cosi’ il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha commentato la scelta da parte del ministero della Giustizia di far svolgere il processo Rinascita-Scott a Lamezia Terme (Catanzaro) in un edificio messo a disposizione della fondazione Terina all’interno dell’area industriale. Il procedimento penale tra i piu’ vasti come soggetti indagati in Calabria, coinvolge oltre 450 soggetti punta a disarticolare l’asse criminale della ndrangheta operante tra Vibo Valentia e Catanzaro.

IPPOLITO (M5S): “SCELTA RESPONSABILE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA”

È giusto che il maxi processo Rinascita-Scott si tenga a Lamezia Terme in locali della Fondazione Terina, per la sua posizione baricentrica e’ la struttura piu’ che adeguata. Esprimo piena soddisfazione per questa scelta definitiva di buon senso e responsabilita’ da parte del ministero della Giustizia, che consentira’ importanti risparmi, riduzione dei tempi e possibilita’ di rilancio della stessa Fondazione”. Cosi’ il deputato calabrese del Movimento 5 stelle Giuseppe d’Ippolito.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Ndrangheta, 18 arresti per traffico di droga da Brasile e Albania

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VIDEO | ‘Ndrangheta, a Reggio Calabria scatta l’operazione Malefix: guerra tra cosche e arresti in tutta Italia https://www.dire.it/24-06-2020/477676-ndrangheta-a-reggio-calabri-scatta-loperazione-malefix-guerra-tra-cosche-e-arresti-in-tutta-italia/ Wed, 24 Jun 2020 08:42:22 +0000 https://www.dire.it/?p=477676 polizia

Ventuno ordinanze di custodia cautelare a Reggio Calabria: alcune hanno colpito capi storici e vertici delle cosche De Stefano-Tegano e Libri

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Ventuno ordinanze di custodia cautelare a Reggio Calabria: alcune hanno colpito capi storici e vertici delle cosche De Stefano-Tegano e Libri
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ROMA – Ventuno ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse oggi a Reggio Calabria nei confronti di soggetti ritenuti i capi storici, elementi di vertice, luogotenenti e affiliati alle cosche della ‘ndrangheta De Stefano-Tegano e Libri. L’operazione denominata Malefix, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria Direzione distrettuale antimafia, è stata eseguita dalla squadra mobile della Questura reggina e dal Servizio centrale operativo con l’impiego di 200 agenti.

Le ordinanze riguardano non solo i capi storici della ‘famiglia’ De Stefano ma anche dei Molinetti, Libri e alleati delle consorterie criminali in difficoltà a causa di frizioni causate per via della spartizione dei proventi estorsivi ai danni di operatori economici e commerciali del centro cittadino di Reggio Calabria. Tra questi figura anche il ruolo di intermediario di Giorgio De Stefano (detto Giorgino) e di Alfonso Molinetti, quest’ultimo chiamato in causa per dissipare i dissidi all’interno delle famiglie criminali per evitare una possibile guerra di ndrangheta. Alfonso Molinetti era detenuto in condizione di semilibertà presso la casa circondariale di Napoli e cuoco alla mensa della Caritas a Giugliano.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

I nomi degli arrestati, ai quali vengono contestati i reati di associazione mafiosa, estorsione, tentata estorsione e detenzione e porto di armi da fuoco, aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa sono: Giorgio De Stefano, Carmine De Stefano, Orazio Maria Carmelo De Stefano, Alfonso Molinetti, Salvatore Giuseppe Molinetti, Luigi Molinetti, Salvatore Giuseppe Molinetti (figlio di Luigi), Alfonso Molinetti (figlio di Luigi), Antonino Randisi, Maurizio Pasquale De Carlo, Salvatore Laganà, Antonio Serio, Achraf Aboulkhair, Antonio Libri, Edoardo Mangiola, Domenico Bruno, Carmine Polimeni, Donatello Canzonieri, Lorenzo Polimeno, Cosimo Bevacqua, Antonino Augusto Polimeni.

Le indagini svolte dalla polizia, sotto le direttive dei sostituti procuratori della Dda di Reggio Calabria Stefano Musolino, Walter Ignazitto e Roberto Placido Di Palma, scaturite nell’operazione Malefix, hanno fatto scattare 21 misure di custodia cautelare nei confronti di soggetti ritenuti ai vertici delle consorterie ndranghetistiche operanti tra Reggio Calabria e Milano. I particolari sono stati illustrati nel corso di un incontro con la stampa dal procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, dal direttore centrale anticrimine Francesco Messina, dal questore di Reggio Calabria Maurizio Vallone e dal capo della Squadra mobile Francesco Rattà.

ARRESTI ANCHE IN ALTRE PARTI D’ITALIA

Coinvolte anche altre province italiane grazie al supporto delle Squadre mobili della polizia di Milano, Como, Napoli, Pesaro Urbino e Roma. Sono stati eseguiti numerosi arresti e perquisizioni.

SPUNTANO DISSIDI INTERNI A COSCHE REGGINE

Nel corso delle indagini scaturite nell’operazione Malefix coordinata della Dda di Reggio Calabria, attraverso il monitoraggio dei summit di ndrangheta, gli investigatori della polizia di Stato hanno ricostruito le dinamiche criminali che regolano il funzionamento del locale di Archi e il tentativo di scissione della famiglia facente capo a Luigi Molinetti dalla “casa madre” dei De Stefano, storicamente egemone anche nel centro della città di Reggio Calabria.

Le investigazioni hanno fatto emergere la volontà di Gino Molinetti e dei suoi figli di rendersi autonomi dai De Stefano a causa di una iniqua spartizione dei proventi estorsivi, nel mancato riconoscimento di avanzamenti gerarchici all’interno dell’organizzazione mafiosa, nella mancata elargizione di prebende che pretendevano in virtù degli anni di fedeltà e dedizione alla cosca, nell’avversione alle pretese espansionistiche dei Molinetti sul locale di Gallico. L’inchiesta della Dda di Reggio Calabria ha portato alla luce anche i forti attriti tra le cosche De Stefano-Tegano e Libri. Dalle indagini è emerso che ciascuna consorteria raccoglieva le estorsioni secondo prassi che non tenevano conto degli accordi in base ai quali i proventi dovevano essere divisi tra le cosche di riferimento sul territorio.

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Caporalato, paghe da schiavi e turni da 26 ore: sette arresti nel Cosentino https://www.dire.it/23-06-2020/477239-caporalato-paghe-da-schiavi-e-turni-da-26-ore-sette-arresti-nel-cosentino/ Tue, 23 Jun 2020 09:08:42 +0000 https://www.dire.it/?p=477239

L'operazione ha messo in luce le condizioni a cui erano sottoposti alcuni lavoratori del Bangladesh impegnati in attività agricole per un'azienda di Amantea

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L'operazione ha messo in luce le condizioni a cui erano sottoposti alcuni lavoratori del Bangladesh impegnati in attività agricole per un'azienda di Amantea
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REGGIO CALABRIA –  Sette ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dalla Procura di Paola (Cosenza) nei confronti di cinque cittadini italiani imprenditori agricoli e due stranieri, ritenuti responsabili di sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita. Un’azienda agricola ad Amantea e’ stata posta sotto sequestro.

L’operazione eseguita dalla polizia del commissariato di Paola, dopo la denuncia di un lavoratore extracomunitario, ha messo in luce le condizioni a cui erano sottoposti alcuni lavoratori del Bangladesh impegnati in attivita’ agricole: abitazioni fatiscenti e senza servizi, paghe da schiavi 1,50 euro per 26 ore di lavoro, insulti e minacce. 

BELLANOVA: “CONTINUI IL LAVORO PER SOTTRARRE QUESTE PERSONE DALL’INVISIBILITÀ”

“Una paga oraria da 1,50 euro l’ora, turni di 26 ore di lavoro, condizioni di vita precarie, con 7 persone costrette a vivere in una stanza di poche decine di metri quadrati ed i bagni guasti. I lavoratori costretti a pranzare seduti per terra, a differenza dei loro colleghi italiani. Motivi per denunciare le terribili condizioni di sfruttamento in cui vivevano alcuni lavoratori originari del Bangladesh ne avevano fin troppi e cosi’ hanno deciso di farlo portando all’arresto di 7 persone con l’accusa di caporalato e al sequestro di un’azienda agricola ad Amantea, in Calabria. Ancora una volta si dimostra l’efficacia della legge contro il caporalato. Continuiamo a lavorare per rafforzarla ulteriormente nella parte della prevenzione e restituiamo a questi uomini una vita e un lavoro dignitosi, togliendoli dall’invisibilità”. Così la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova sulla chiusura delle indagini sull’operazione condotta dalla Polizia di Stato ‘Uomini e caporali’.

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Easy jet lancia la Calabria: “Senza turisti per mafia e terremoti, ma è posto giusto per stare tranquilli” https://www.dire.it/23-06-2020/477220-easy-jet-lancia-la-calabria-senza-turisti-per-mafia-e-terremoti-ma-e-posto-giusto-per-stare-tranquilli/ Tue, 23 Jun 2020 08:50:38 +0000 https://www.dire.it/?p=477220 calabria_easy jet

È polemica per l'incredibile pubblicità della compagnia Easy Jet per il volo per Lamezia Terme. Oggi le scuse: "Amiamo la Calabria, indagine interna per capire l'accaduto"

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È polemica per l'incredibile pubblicità della compagnia Easy Jet per il volo per Lamezia Terme. Oggi le scuse: "Amiamo la Calabria, indagine interna per capire l'accaduto"
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ROMA – La Calabria è senza turisti per colpa di “mafiosi e terremoti“. E non ha nemmeno “città iconiche”. Ma “se cerchi un piccolo assaggio della dolce vita, senza troppi turisti, sei nel posto giusto”. Questa pubblicità a dir poco incredibile è quella scelta dalla compagnia di volo Easy Jet per pubblicizzare il volo verso Lamezia Terme. La notizia della descrizione apparsa sul sito della compagnia aerea da ieri sera fa il giro dei social e ha suscitato una vera bufera e condanne bipartisan. 

LE SCUSE

Easy Jet, oggi, ha diffuso una nota in cui si “scusa apertamente con tutti i calabresi e la Regione Calabria per la descrizione contenuta nella scheda informativa all’interno del sito. L’intento originale del testo era sottolineare quanto la Calabria sia sottovalutata all’estero da un punto di vista turistico”. Prosegue poi EasyJet: “La Calabria è una terra per noi molto importante, che amiamo e che promuoviamo da sempre con numerosi voli su Lamezia Terme. Ne è una dimostrazione anche il fatto che il primo volo del 15 giugno, che coincide con il ripristino delle operazioni post lockdown, è stato quello verso l’aeroporto di Lamezia Terme”.

Questa la conclusione: “Abbiamo provveduto immediatamente a rimuovere il testo in questione e avviato un’indagine interna per capire l’accaduto e fare in modo che non accada mai più”.

MARCO DI MAIO: “INACCETTABILE”

“Easy Jet rimuova immediatamente questa descrizione offensiva e completamente fuori luogo di Lamezia”, attacca su twitter il deputato di Italia Viva Marco Di Maio. “In un momento come questo le nostre eccellenze turistiche vanno tutelate e valorizzate. Tutto questo è inaccettabile”.

SANTELLI: “DESCRIZIONE RAZZISTA DA EASYJET”

“La pseudo operazione di marketing sulla Calabria realizzata da EasyJet è offensiva, miope e ha un chiaro sapore razzista. Si potevano usare tante parole per descrivere la meraviglia e la straordinarietà di una regione unica al mondo, ma la compagnia inglese ha scelto le più becere e le più consunte, realizzando una pubblicità ingannevole che non è altro che una sommatoria di inqualificabili pregiudizi. Per questo ho immediatamente scritto una lettera di protesta alla compagnia”. Così la presidente della Regione Calabria Jole Santelli.

E aggiunge: “Descrivere la Calabria come una regione che ‘soffre di un’evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti’ e per via della ‘mancanza di città iconiche come Roma e Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram’, oltre che falso, è anche profondamente ridicolo. Così come lo è parlare di ‘case bizzarre‘, come se ci si trovasse a descrivere le abitazioni dei puffi”.

“I calabresi – spiega Santelli – meritano rispetto e una miglior considerazione da parte di tutti. Prendiamo comunque atto delle scuse pubbliche di EasyJet, che ha già provveduto a modificare il testo originariamente apparso nella sezione ‘Ispirami’ del suo sito”. “A pensarci bene, il modo migliore per rimediare a una gaffe senza precedenti – conclude la governatrice della Calabria – sarebbe quello di incrementare in modo considerevole i voli per la Calabria, in modo da permettere alle migliaia e migliaia di passeggeri di EasyJet di scoprire le infinite meraviglie della nostra terra. Non abbiamo Roma e non abbiamo Venezia, certo, ma non ci lamentiamo affatto. La Calabria è una meraviglia che merita solo di essere ammirata”.

SALVINI: “INACCETTABILI INSULTI CONTRO CALABRIA APPARSI SUL SITO DI EASYJET”

“È incredibile e inaccettabile che sul sito di una compagnia aerea come EasyJet sia apparsa una descrizione infamante della Calabria, che come hanno segnalato alcuni media locali è definita come fantastica, con quella sua “evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti”. I calabresi e tutti gli italiani meritano rispetto assoluto: pretendiamo chiarimenti e scuse immediate!”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

MELONI: “EASYJET CHIEDA SCUSA ALL’ITALIA, INACCETTABILE”

“Offese inaccettabili contro la Calabria e l’Italia quelle contenute sul sito di EasyJet. Alla compagnia, che ha annunciato la rimozione della vergognosa scheda, chiediamo le scuse nei confronti dell’Italia intera“. È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

GRAZIANO (PD): “DESCRIZIONE EASYJET VERGOGNOSA”

“La descrizione fatta da EasyJet della Calabria era una vergogna assoluta, bene ha fatto la compagnia aerea a chiedere immediatamente scusa, rimuovere lo scritto e avviare una indagine interna”. Così il commissario del Partito democratico della Calabria Stefano Graziano che aggiunge: “Da campano che ha imparato ad amare le bellezze di questa terra consiglio a turisti italiani e esteri di non cadere nei facili stereotipi e di visitarla. La Calabria è terra di storie, eccellenze e un mare bellissimo”.

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Diede fuoco alla moglie Maria Antonietta Rositani, il pm chiede 20 anni per Ciro Russo https://www.dire.it/22-06-2020/477014-diede-fuoco-alla-moglie-maria-antonietta-rositani-il-pm-chiede-20-anni-per-ciro-russo/ Mon, 22 Jun 2020 15:26:10 +0000 https://www.dire.it/?p=477014

Il massimo della pena. Rositani: "Mi ha macellata"

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Il massimo della pena. Rositani: "Mi ha macellata"
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ROMA – La Procura di Reggio Calabria ha chiesto 20 anni, il massimo della pena, per Ciro Russo, l’uomo che nel marzo 2019, dopo anni di denunce, tento’ di uccidere la ex moglie, Maria Antonietta Rositani, dandole fuoco. La donna, che da allora ha subito moltissimi interventi ed e’ ancora ricoverata all’ospedale metropolitano di Reggio Calabria, ha raccontato la sua terribile esperienza nel corso di una diretta Facebook condotta dalla senatrice del M5s, Cinzia Leone, nell’ambito del ciclo di approfondimento in streaming ‘Nemmeno con un clic’, dedicato al contrasto e alla prevenzione di ogni forma di violenza, anche attraverso l’uso di internet e delle nuove tecnologie.

LE VIOLENZE SUBITE 

“Tutto ebbe inizio 20 anni fa, quando l’ho conosciuto- racconta Maria Antonietta dal suo letto d’ospedale- Mi e’ piaciuto perche’ mi ha fatto sentire protetta, sicura, ma gia’ da subito ho avuto il cenno che era violento”. Dopo anni “di violenze” nel 2018 l’uomo viene arrestato “per maltrattamenti in famiglia” e gli vengono concessi “gli arresti domiciliari, che lui sconta nella casa dei genitori a Ercolano”. Nel marzo 2019 “ebbe la bella idea di scappare e di raggiungermi a Reggio Calabria. Prima di quel momento io avevo fatto due telefonate alla Polizia, dicendo che avevo saputo da mio padre che Ciro Russo era scappato, e che volevo essere tutelata, protetta- racconta- Nel momento in cui mi ha speronato io chiamai di nuovo la Polizia e dissi che mio marito mi stava dando fuoco. Poi lanciai il telefono. Ha bruciato prima la macchina e poi, quando sono uscita, mi ha detto ‘Muori’ e mi ha lanciato la benzina addosso– ricorda la donna- C’era una pozzanghera e mi sono spenta e ho bevuto quell’acqua. Cosa che mio marito nega, dicendo che il peggio era capitato a lui che aveva dovuto spegnere il fuoco con le sue mani”. La donna ha poi sottolineato l’importanza della vicinanza della famiglia e il coraggio della figlia Annie che “in tanti momenti si e’ messa davanti a lui per evitare che mi facesse del male”, tanto che una sera “le diede uno schiaffo talmente forte da buttarla a terra e distruggerle la bocca. A quel punto ho chiamato i carabinieri, ma non ho avuto molta vicinanza. Hanno detto a Annie: ‘Quante volte un papa’ da’ uno schiaffo a una figlia?’. E a me dissero: ‘quante volte ci si bisticcia?'”.

L’APPELLO DI MARIA ANTONIETTA

Maria Antonietta lancia un appello alle donne che vivono situazioni di violenza: “Il messaggio che vorrei mandare a tutte loro e’ che dobbiamo finirla di pensare che siamo succubi di questi uomini. Perche’ noi pensiamo quasi di meritarci quello che ci viene fatto e di essere in grado di far diventare questi uomini persone nuove. In realta’ non cambieranno mai. Noi donne dobbiamo denunciare subito, perche’ questi uomini possano finire di macellarci. Mio marito- conclude amara- mi ha macellato”. E l’invito a denunciare e a non sopportare arriva anche dalla senatrice Leone: “Sara’ nostro dovere tutelare le vittime di violenza e voi che avete il coraggio di denunciare- dice- È un fenomeno che va affrontato con un’informazione corretta, per garantire una tutela a 360 gradi, soprattutto economica, a queste donne, che spesso, dipendendo economicamente dal proprio partner maltrattante, non denunciano e sopportano. Abbiamo tutte insieme tanto da fare”.

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VIDEO | Coronavirus Calabria, otto casi a Palmi: istituita la zona rossa https://www.dire.it/22-06-2020/476795-video-coronavirus-calabria-otto-casi-a-palmi-istituita-la-zona-rossa/ Mon, 22 Jun 2020 10:41:59 +0000 https://www.dire.it/?p=476795

L'ordinanza della presidente della Regione Calabria Jole Santelli prevede limitazioni di circolazione nei quartieri della Tonnara, Pietrenere e Scinà fino a venerdì 26 giugno

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L'ordinanza della presidente della Regione Calabria Jole Santelli prevede limitazioni di circolazione nei quartieri della Tonnara, Pietrenere e Scinà fino a venerdì 26 giugno
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REGGIO CALABRIA – “La situazione e’ sotto controllo, abbiamo consapevolezza della catena del contagio. Sappiamo da dove viene, le persone interessate sono gia’ in quarantena da giorni ed e’ stata assunta una misura precauzionale attraverso un’ordinanza della presidente della Regione Calabria Jole Santelli che sicuramente aiutera’”. Cosi’ alla Dire il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, in merito all’istituzione di una parziale zona rossa anticovid nella citta’ di Palmi, a seguito di otto nuovi casi registrati sul territorio comunale. La decisione, presa con ordinanza della Regione Calabria, prevede limitazioni di circolazione nei quartieri della Tonnara, Pietrenere e Scina’ fino a venerdi’ 26 giugno. “Non parlerei di picco – ha aggiunto Mariani – e’ un episodio legato al fatto che sono ripresi i movimenti e purtroppo questo porta a qualche rischio. Tuttavia il sistema a Reggio Calabria, e lo abbiamo dimostrato nei mesi piu’ difficili, e’ stato in grado di seguire con la massima attenzione queste situazioni”. 

QUESTORE VALLONE: “A PALMI INTENSIFICATI CONTROLLI”

Su Palmi gia’ da stamane, al Commissariato, si sta tenendo una riunione con il sindaco e le altre forze di polizia per organizzare i servizi di questa chiusura”. Cosi’ alla Dire il questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone, sull’istituzione di una zona rossa nel territorio del Comune di Palmi a seguito di otto nuovi casi di Covid-19 registrati negli ultimi giorni. “I nostri servizi di controllo sulla movida – ha aggiunto – continueranno. Ieri il nostro personale e’ stato impegnato fino alle tre di notte ed e’ andato tutto bene. Continueremo ad intensificarli affinche’ non ci sia la minima sbavatura e la minima sensazione da parte di qualcuno che si siano sciolte le righe e che sia possibile fare tutto. I servizi anticovid sono fondamentali per garantire che non ci sia un nuovo ritorno di questa malattia che – ha concluso il questore reggino – sarebbe devastante per l’economia di questo territorio”.

SINDACO REGGIO CALABRIA: “FASE 2 NON SIGNIFICA ESSERE FUORI PERICOLO CONTAGIO”

“Massima vicinanza alla comunita’ di Palmi, al sindaco Ranuccio e a tutta l’amministrazione. C’e’ la nostra totale ed incondizionata disponibilita’ nell’essergli vicino per tutte le iniziative che si vorranno intraprendere. Bene la scelta di chiudere al fine di evitare un aumento possibile del focolaio”. Cosi’ alla Dire il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomata’, in merito all’istituzione di una zona rossa di contenimento della diffusione del Covid-19 sul territorio di Palmi. “Questa situazione – ha aggiunto – ci ricorda ancora una volta che la Fase 2 non significa che siamo usciti dal pericolo contagio. Significa che dobbiamo tenere ancora di piu’ comportamenti responsabili perche’ ne usciremo soltanto quando verra’ trovato il vaccino. Fino ad allora – ha concluso il sindaco – occorrono occhi aperti e grande rispetto per le misure di distanziamento sociale e di divieto di assembramento”.
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A Reggio Calabria 90 nuovi agenti di polizia per il controllo del territorio https://www.dire.it/22-06-2020/476759-a-reggio-calabria-90-nuovi-agenti-di-polizia-per-il-controllo-del-territorio/ Mon, 22 Jun 2020 09:39:03 +0000 https://www.dire.it/?p=476759 agenti di polizia_reggio calabria

Analogamente è stato rafforzata anche la divisione Anticrimine per le sue funzioni di contrasto ai patrimoni della ndrangheta

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agenti di polizia_reggio calabria
Analogamente è stato rafforzata anche la divisione Anticrimine per le sue funzioni di contrasto ai patrimoni della ndrangheta
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REGGIO CALABRIA – 90 poliziotti sono arrivati a Reggio Calabria per incrementare l’organico della Questura e dei Commissariati sul territorio metropolitano. Questa mattina, presso la Villa comunale di Reggio Calabria, alla presenza del prefetto Massimo Mariani, il questore Maurizio Vallone ha tenuto una breve cerimonia di presentazione dei nuovi agenti, molti dei quali gia’ i servizio.

L’incremento del personale in servizio agli uffici della Questura di Reggio Calabria e’ stato uno dei principali obiettivi perseguiti dal capo della polizia su richiesta del questore Vallone ed e’ stato realizzato attraverso l’assegnazione di 65 agenti in prova del 208mo corso di formazione appena concluso, e 25 agenti provenienti da altre sedi e qui trasferiti su loro richiesta.

I neo assegnati e trasferiti sono stati destinati sia agli uffici della citta’ che ai commissariati distaccati ed impegnati, in particolare, per il controllo del territorio. Significativo anche il rafforzamento della Squadra mobile e delle sezioni distaccate di Gioia Tauro e Siderno con l’arrivo di 10 nuovi agenti. Analogamente sono state rafforzate la divisione Anticrimine per le sue funzioni di contrasto ai patrimoni della ndrangheta e la divisione polizia amministrativa e sociale per i controlli degli esercizi pubblici titolari di licenze di polizia amministrativa.

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VIDEO | Reggio Calabria, Pazzano: “Entreremo in Comune dalla porta principale” https://www.dire.it/19-06-2020/476180-video-reggio-calabria-pazzano-entreremo-in-comune-dalla-porta-principale/ Fri, 19 Jun 2020 17:29:19 +0000 https://www.dire.it/?p=476180 Saverio Pazzano_comunali reggio calabria

Così alla Dire il candidato a sindaco di Reggio Calabria Saverio Pazzano, a margine della presentazione di La strada, lista a suo sostegno

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Saverio Pazzano_comunali reggio calabria
Così alla Dire il candidato a sindaco di Reggio Calabria Saverio Pazzano, a margine della presentazione di La strada, lista a suo sostegno
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REGGIO CALABRIA – “Abbiamo il desiderio forte di entrare dalla porta principale a Palazzo San Giorgio per cambiare questa citta’“. Cosi’ alla Dire il candidato a sindaco di Reggio Calabria Saverio Pazzano, a margine della presentazione di La strada, lista a suo sostegno. “Il nostro programma elettorale, che nasce a conclusione dei confronti denominati ‘nodi’, si basa – ha aggiunto Pazzano – sull’ambiente, sulla valorizzazione dell’esistente, la manutenzione ordinaria, e su tutto cio’ che riguarda la trasparenza nella pubblica amministrazione e condivisione con il territorio, il mantenimento di cio’ che sono i corpi intermedi, sani di questo territorio ferito da massondragheta e clientele”.

Ritenendosi “casa naturale del centrosinistra, progressista, ambientalista, il candidato de La strada specifica che la candidatura e’ “in chiave di avversari dell’attuale amministrazione comunale che ha mancato in tutti i termini che invece noi vogliamo portare nel nostro programma, a partire dalla partecipazione del territorio. Avevamo anche chiesto di poterci confrontare con le primarie, cosa che il centrosinistra non ha preso in considerazione“. “Oltre alla lista La strada – ha concluso Pazzano – stiamo lavorando ad altre due liste, ma puntiamo di poter creare una coalizione che aderisca al nostro progetto. Inoltre e’ in corso un dialogo con il Movimento 5stelle“.

I primi candidati a consigliere comunale di Reggio Calabria della lista La strada sono: Barbara Cartella, Maria Rowena Sgro’, Marcella Surace, Francesco Loddo, Livia Guarniera, Melania Russo, Chiara Tommasello, Filippo Marciano’, Anna Fotia, Ivan Nicola Mangiola, Pietro Dario Nunnari, Francesco Lia, Antonello Praticó, Maria Fausto, Flavia Carricato, Paola Schipani, Valentino Scordino, Domenico Libri detto Mimmo, Roberto Malavenda, Caterina Marchese, Lorenzo Pio Massimo Martino. E nel pomeriggio alle 18:00 a piazza Italia e’ previsto il flashmob ‘Comizi d’amore per Reggio’. Interverranno il candidato a sindaco di Reggio Calabria Saverio Pazzano e alcuni candidati.

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VIDEO | Ndrangheta, 18 arresti per traffico di droga da Brasile e Albania https://www.dire.it/18-06-2020/475320-video-ndrangheta-18-arresti-per-traffico-di-droga-da-brasile-e-albania/ Thu, 18 Jun 2020 09:39:49 +0000 https://www.dire.it/?p=475320 carabinieri vibo valentia

L'operazione si é svolta a Vibo Valentia, in provincia di Firenze e in altre città italiane e rientra nella maxi inchiesta contro la ndrangheta denominata Rinascita-Scott

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carabinieri vibo valentia
L'operazione si é svolta a Vibo Valentia, in provincia di Firenze e in altre città italiane e rientra nella maxi inchiesta contro la ndrangheta denominata Rinascita-Scott
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REGGIO CALABRIA – 18 misure cautelari, di cui 11 in carcere e 7 divieti di dimora, sono stati emessi oggi dal Gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro in prosecuzione della maxi inchiesta contro la ndrangheta denominata Rinascita-Scott. L’attivita’ di oggi, eseguita dai carabinieri, si e’ svolta a Vibo Valentia, in provincia di Firenze e in altre citta’ italiane. L’accusa e’ di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti: le attivita’ delittuose avrebbero coinvolto oltre 60 persone, tutte indagate nello stesso procedimento. Secondo gli inquirenti si tratta di un vero e proprio cartello dedito al traffico di droga che si approvvigionava attraverso canali riconducibili al Brasile e all’Albania. Complessivamente, nel corso dell’attivita’ investigativa, poi culminata nell’operazione Rinascita Scott, sono stati sequestrati in tutta la provincia di Vibo Valentia un chilo di cocaina, 81 chili di marijuana e 3.952 piante di canapa indiana, 25 chili di hashish, 89 grammi di eroina, 11 grammi di funghi allucinogeni e 27 pasticche di ecstasy.
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Ndrangheta, 22 arresti e 5 milioni di beni sequestrati a cosca Longo-Versace https://www.dire.it/16-06-2020/474336-ndrangheta-22-arresti-e-5-milioni-di-beni-sequestrati-a-cosca-longo-versace/ Tue, 16 Jun 2020 11:55:48 +0000 https://www.dire.it/?p=474336

Al centro dell'operazione Libera-Fortezza, eseguita congiuntamente dai carabinieri e dalla guardia di finanza di Reggio Calabria, reati legati a estorisione e usura

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Al centro dell'operazione Libera-Fortezza, eseguita congiuntamente dai carabinieri e dalla guardia di finanza di Reggio Calabria, reati legati a estorisione e usura
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REGGIO CALABRIA – I 22 indagati dell’operazione Libera-Fortezza eseguita oggi dai comandi provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza di Reggio Calabria a Polistena su disposizione della Direzione distrettuale antimafia sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di: associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio attivita’ finanziaria abusiva, detenzione illegali di armi, tutti aggravati dalla finalita’ e dal metodo mafioso.

Nelle loro attivita’ ai 22 soggetti, la Dda reggina, contesta di aver fatto parte o comunque favorito la cosca di ndrangheta Longo-Versace radicata nella Piana di Gioia Tauro, che condizionava la vita economica di diverse imprese. L’indagine ha preso il via dall’esperienza di un imprenditore locale, il quale confidava ai militari le numerose difficolta’ economiche che stava attraversando e di essere sotto il giogo di esponenti della criminalita’ organizzata locale. L’uomo infatti, era stato costretto a ricorrere a svariati prestiti, risultati poi usurari e attuati con modalita’ estorsive.

SEQUESTRO DI OLTRE 5 MILIONI DI EURO DI BENI

Oltre alle 22 misure cautelari e’ stato sottoposto a sequestro preventivo un patrimonio di oltre 5 milioni di euro costituito da compendi aziendali di 9 imprese/societa’, 45 unita’ immobiliari, beni mobili e disponibilita’ finanziarie riconducibili agli indagati. E’ stato anche disposto un ulteriore sequestro preventivo, di circa 144mila euro, corrispondente all’importo degli interessi usurari corrisposti dalle vittime, su ulteriori disponibilita’ finanziarie, beni mobili e immobili intestati ai 22 soggetti indagati. Le indagini sono coordinate dalla della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, dal procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e dai sostituti procuratori Giulia Pantano e Sabrina Fornaro.

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Reggio Calabria, arrestato rumeno latitante da 7 anni https://www.dire.it/15-06-2020/473667-reggio-calabria-arrestato-rumeno-latitante-da-7-anni/ Mon, 15 Jun 2020 09:48:21 +0000 https://www.dire.it/?p=473667

Tra i reati di cui si era reso responsabile: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia e ricettazione

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Tra i reati di cui si era reso responsabile: riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia e ricettazione
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REGGIO CALABRIA –  Un cittadino rumeno e’ stato arrestato nel suo Paese d’origine dal servizio d’investigazioni criminali rumeno. Era ricercato in Italia per riduzione in schiavitu’, maltrattamenti e ricettazione. Decisive sono state le indagini della stazione carabinieri di San Luca (Reggio Calabria), che hanno portato all’emissione di un mandato d’arresto europeo. I militari della Stazione di San Luca, in particolare, sono riusciti a localizzare l’uomo a Reteag Bistrida Nasau, in Romania, al termine di un’attivita’ di indagine, svolta anche con la collaborazione della polizia rumena.

Il rumeno si era reso irreperibile fin dal 2014, quando la Procura di Reggio Calabria aveva emesso nei suoi confronti un ordine di esecuzione per la carcerazione, unificando una serie di pene concorrenti per un totale di un 6 anni, 3 mesi e 10 giorni da espiare. Tra i reati di cui si era reso responsabile: riduzione in schiavitu’, commesso a Cosenza nel 2004; maltrattamenti in famiglia, commesso a Cosenza nel 2006; e infine quello di ricettazione, di cui il l’uomo si era reso responsabile nel 2006. Al termine delle procedure di estradizione, l’ex latitante fara’ rientro in Italia, per scontare la condanna. Con questo arresto salgono a due i latitanti rintracciati nell’anno in corso dai militari della Compagnia carabinieri di Bianco (Reggio Calabria). Fondamentale, in questo senso, il supporto di Si.re.ne., l’ufficio del ministero dell’Interno che assicura il raccordo con le polizie estere, per facilitare la cooperazione internazionale.

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Aeroporto di Reggio Calabria, 25 milioni per ristrutturazione e messa in sicurezza https://www.dire.it/12-06-2020/472735-aeroporto-di-reggio-calabria-25-milioni-per-ristrutturazione-e-messa-in-sicurezza/ Fri, 12 Jun 2020 09:16:23 +0000 https://www.dire.it/?p=472735 aeroporto-bologna

Firmata oggi la convenzione che regolamenta il finanziamento statale destinato alla realizzazione degli interventi dell'aeroporto dello Stretto Tito Minniti

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aeroporto-bologna
Firmata oggi la convenzione che regolamenta il finanziamento statale destinato alla realizzazione degli interventi dell'aeroporto dello Stretto Tito Minniti
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REGGIO CALABRIA – Sacal (societa’ aeroporti calabresi), ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Enac hanno firmato oggi la convenzione che regolamenta il finanziamento statale di 25 milioni di euro destinato alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto dello Stretto Tito Minniti di Reggio Calabria.

Sono previsti nove interventi, definiti e concordati fra le parti, tutti ritenuti indispensabili per il miglioramento dell’aerostazione e che consentiranno di adeguare lo scalo ai requisiti del regolamento europeo. Sacal svolgera’ il ruolo di stazione appaltante ed avviera’, per step, tutte le procedure necessarie, a iniziare dalle progettazioni definitive degli interventi, gia’ preliminarmente definite dai propri uffici tecnici. Inoltre, sono in corso da tempo interlocuzioni con il dipartimento Infrastrutture, lavori pubblici e mobilita’ della Regione Calabria, relativamente ai progetti di sviluppo dell’aerostazione di Lamezia Terme (Catanzaro).

LEGGI ANCHE: Trasporti, Falcomatà: “L’offerta dei treni va aumentata e integrata con l’intermodalità”

 

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VIDEO | Reddito di cittadinanza, scoperti 37 furbetti nel Reggino https://www.dire.it/11-06-2020/472132-video-reddito-di-cittadinanza-scoperti-37-furbetti-nel-reggino/ Thu, 11 Jun 2020 09:40:26 +0000 https://www.dire.it/?p=472132 carabinieri reggio calabria

Dalle indagini sono emerse una serie di anomalie sui soggetti percettori, gran parte ritenuti elementi di spicco della 'ndrangheta

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carabinieri reggio calabria
Dalle indagini sono emerse una serie di anomalie sui soggetti percettori, gran parte ritenuti elementi di spicco della 'ndrangheta
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REGGIO CALABRIA – Sono 37 i percettori indebiti di reddito di cittadinanza scoperti nel comprensorio della Piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria). L’operazione, denominata Jobless Money condotta dai carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, ha fatto emergere una serie di anomalie sui soggetti percettori, gran parte ritenuti elementi di spicco della ‘ndrangheta. Tra questi figurano soggetti gia’ condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso, di cui 2 anche in atto sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e figure ritenute apicali della ‘ndrangheta del mandamento Tirrenico, ma anche donne che, intenzionalmente, avevano omesso di segnalare agli enti competenti all’erogazione del reddito di cittadinanza, la presenza all’interno del proprio nucleo familiare di soggetti detenuti all’ergastolo in regime di cui all’art. 41 bis.

Le indagini, svolte con il supporto specialistico del Nucleo ispettorato del lavoro, sono state effettuate attraverso un esame incrociato dei dati acquisiti con le informazioni presenti nelle banche dati in uso e con riscontri sul terreno. Le irregolarita’ riscontrate, a carico di 37 cittadini, di cui 33 italiani e 4 stranieri, hanno consentito di stimare il danno erariale arrecato alle casse dello Stato in circa 279mila euro, scongiurando un ulteriore ammanco di circa 134.500 euro. La Procura della Repubblica di Palmi ha autorizzato l’interruzione del sussidio per le 37 persone, ora deferite a piede libero.

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Caporalato, 52 arresti tra Calabria e Basilicata https://www.dire.it/10-06-2020/471490-caporalato-52-arresti-tra-calabria-e-basilicata/ Wed, 10 Jun 2020 09:43:46 +0000 https://www.dire.it/?p=471490

La maxi operazione anticaporalato condotta dalla Guardia di finanza di Cosenza ha portato anche al sequestro di 14 aziende agricole

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La maxi operazione anticaporalato condotta dalla Guardia di finanza di Cosenza ha portato anche al sequestro di 14 aziende agricole
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POTENZA – È scattata all’alba di oggi la maxi operazione anticaporalato condotta dalla Guardia di finanza di Cosenza, che ha interessato la Calabria e la Basilicata. I militari hanno arrestato 52 persone, 14 in carcere e 38 ai domiciliari, tra Cosenza e Matera. Per altre otto persone e’ stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sequestrate 14 aziende agricole di cui 12 si trovano in Basilicata e due in provincia di Cosenza.

L’operazione ha coinvolto oltre 300 finanzieri del comando provinciale di Cosenza, con l’ausilio di militari dei reparti di Catanzaro e Crotone. L’ordinanza di applicazione di misura cautelare e’ stata emessa dal gip di di Castrovillari, Luca Colitta, su richiesta del pm Flavio Serracchiani, a carico di 60 persone, indagate per associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

OPERAZIONE DEMETRA: “OLTRE 200 I BRACCIANTI STRUTTATI”

“Oltre 200 i braccianti reclutati e condotti sui campi in condizioni di sfruttamento, a cui si e’ imposto di lavorare in assenza di dispositivi di protezione individuale, impiegati in turni di lavoro usuranti e costretti ad accettare condizioni di lavoro degradanti e non conformi alle prescrizioni vigenti nel settore. E’ quanto emerso nell’operazione Demetra della guardia di finanza contro il capolarato che ha interessato la Calabria e la Basilicata.
L’indagine parte dal controllo, effettuato dai finanzieri della Tenenza di Montegiordano (Cosenza), di un furgone che, diretto nelle campagne lucane, percorreva la SS 106 Jonica con a bordo alcuni braccianti agricoli provenienti dalla sibaritide in Calabria. Le attivita’ d’indagine hanno condotto all’identificazione di numerosi italiani e stranieri, in particolare, di nazionalita’ pakistana, magrebina e dell’est Europa, impegnati in un’organizzata e fiorente attivita’ di sfruttamento illecito di manodopera bracciantile e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nella piana di Sibari.

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Ndrangheta, assunzioni in Avr: indagati anche vicesindaco di Reggio Calabria e assessora della Regione https://www.dire.it/09-06-2020/470775-ndrangheta-assunzioni-avr-indagati-vicesindaco-reggio-calabria-e-assessora-regione/ Tue, 09 Jun 2020 09:36:03 +0000 https://www.dire.it/?p=470775 carabinieri

Armando Neri e Domenica Catalfamo sono tra gli amministratori pubblici indagati nell'operazione Helios condatta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria

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Armando Neri e Domenica Catalfamo sono tra gli amministratori pubblici indagati nell'operazione Helios condatta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria
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REGGIO CALABRIA – La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Direzione distrettuale antimafia, ha sottoposto ad un decreto di amministrazione giudiziaria tre societa’: Avr (che si occupa della raccolta dei rifiuti nel comprensorio di Reggio Calabria), Ase (autostrade service) e Hidro Geologic Line.

Nell’ambito dell’operazione, denominata Helios, condotta dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria e’ stato inoltre notificato un avviso di conclusione di indagini per 13 persone: 2 dipendenti di Avr per il delitto di concorso esterno in associazione mafiosa, 8 amministratori appartenenti al Comune di Reggio Calabria, al Consiglio comunale, alla Citta’ metropolitana, al Consiglio regionale ed ex Provinciale, al Comune di Taurianova.

Tutti sono indagati, in concorso con l’amministratore delegato di Avr ed altri responsabili, per avere esercitato indebite pressioni al fine di ottenere l’assunzione di personale segnalato, per avere posto in essere atti di corruzione per l’esercizio della funzione o per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, allo scopo di agevolare la societa’ Avr nei rapporti con la Pubblica amministrazione al fine di ricevere indebite utilita’.

Entrambi i provvedimenti hanno alla base le indagini svolte nei confronti degli amministratori della societa’ Avr Spa ed hanno consentito di accertare “stabili rapporti con imprenditori intranei, o comunque collegati, con cosche di ndrangheta e con amministratori pubblici, in un contesto di relazioni di scambio reciproco finalizzato ad assicurare a tutti i protagonisti varie utilita’”. 

TRA GLI INDAGATI ANCHE VICESINDACO E ASSESSORE DI REGGIO CALABRIA

Tra gli otto amministratori pubblici reggini, indagati dell’operazione Helios condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria risultano l’attuale assessora alle Infrastrutture della Regione Domenica Catalfamo (gia’ dirigente della Citta’ metropolitana di Reggio Calabria), l’ex consigliere regionale di La Sinistra Giovanni Nucera (delegato allo sport nella giunta regionale guidata dal governatore Mario Oliverio), il consigliere comunale di Reggio Calabria Rocco Albanese (Pd), il consigliere comunale e metropolitano Filippo Quartuccio (Democratici per Reggio Calabria), l’ex sindaco di Taurianova Fabio Scionti (Pd), il consigliere comunale e della Citta’ metropolitana Antonino Castorina (Pd), l’attuale assessore ai lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria Giovanni Muraca (La Svolta), l’attuale vicesindaco di Reggio Calabria Armando Neri (Reset).

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L’indagine eseguita dal Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e’ coordinata dai pm Stefano Musolino e Walter Ignazitto. L’assessora regionale Domenica Catalfamo e’ indagata nella qualita’ di dirigente pro tempore della Citta’ metropolitana di Reggio Calabria del settore viabilita’ di Reggio Calabria, nonche’ quale responsabile unico del procedimento dei lavori del progetto della strada Gallico-Gambarie. L’ex consigliere regionale Giovanni Nucera e’ indagato per concussione, perche’ “quale pubblico ufficiale in qualita’ di consigliere della Regione Calabria e consigliere della Provincia di Reggio Calabria”, avrebbe ottenuto l’assunzione di un lavoratore da lui stesso raccomandato presso la societa’ Autostrade Service spa.

DA VICESINDACO NERI PRESSIONI PER RINNOVO ASSUNZIONE DIPENDENTE CON “SCARSA DILIGENZA E PRODUTTIVITÀ”

L’attuale vicesindaco di Reggio Calabria Armando Neri risulta indagato nell’operazione Helios della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria per “induzione indebita a dare o promettere utilita’, perche’ nella qualita’ di vicesindaco del Comune di Reggio Calabria nonche’ di assessore agli affari generali e risorse umane… avrebbe esercitato indebite pressioni sui dirigenti dell’Avr inducendo l’amministratore delegato Claudio Nardecchia e la dirigente Veronica Caterina Gatto a dare o promettere il rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato in scadenza a favore di un lavoratore, il cui contratto non era stato inizialmente rinnovato da Avr per scarsa diligenza e produttivita’”.

DA ASSESSORE REGGINO MURACA “ABUSO DI RUOLO”

L’attuale assessore ai Lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria Giovanni Muraca risulta indagato nell’ambito dell’operazione Helios della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria per aver “abusato – si legge nell’ordinanza – del suo ruolo minacciando, talvolta esplicitamente talvolta larvatamente, di assumere una serie di strumentali iniziative vessatorie e potenzialmente pregiudizievoli per la societa’ privata Avr spa volte a far reintegrare nel personale della stessa societa’ due dipendenti licenziati per giusta causa a causa di continue e prolungate assenze ingiustificate, costringendo la societa’ alla stipula di un nuovo contratto. Fatti commessi a Reggio Calabria tra il mese di settembre e il mese di dicembre 2015″. Un secondo capo di imputazione riguarda la presunta “pressione per far prorogare alla societa’ Avr il subappalto relativo al ritiro dei rifiuti ingombranti in favore della cooperativa sociale Rom 1995 o, in alternativa, a riassorbirne almeno in parte il personale mediante assunzione all’interno dalla societa’ Avr dopo che il rapporto contrattuale era cessato per via di un aumento del canone richiesto dalla subappaltatrice”. Questi fatti risultano commessi a Reggio Calabria nei mesi di marzo, aprile e maggio 2018.

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Migranti, Consiglio di Stato contro Salvini: “Sbagliato chiudere Sprar Riace” https://www.dire.it/08-06-2020/470494-migranti-consiglio-di-stato-contro-salvini-sbagliato-chiudere-sprar-riace/ Mon, 08 Jun 2020 14:18:20 +0000 https://www.dire.it/?p=470494

Anche il Tar di Reggio Calabria aveva stabilito che il Ministero dell'Interno non aveva alcuna ragione per chiudere i progetti di accoglienza

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Anche il Tar di Reggio Calabria aveva stabilito che il Ministero dell'Interno non aveva alcuna ragione per chiudere i progetti di accoglienza
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ROMA – “Un’altra sconfitta politica per Salvini, un altro riconoscimento per Mimmo Lucano. Il Consiglio di Stato, dopo il Tar di Reggio Calabria, ha stabilito che il Ministero dell’Interno non aveva alcuna ragione per chiudere i progetti di accoglienza di Riace”. Lo afferma Nicola Fratoianni, portavoce nazionale di Sinistra Italiana.

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“Il Consiglio di Stato – prosegue l’esponente di Leu – lo scrive a chiare lettere: ‘che il modello Riace fosse assolutamente encomiabile negli intenti ed anche negli esiti del processo di integrazione e’ circostanza che traspare anche dai piu’ critici tra i monitoraggi compiuti’. È evidente, quindi, che in quell’occasione il Ministero dell’Interno ha agito su basi esclusivamente politiche, con l’obiettivo di demolire un’esperienza virtuosa e screditare il principale attore”. “Riace e’ rimasta vuota, si deve pero’ sapere che l’esperienza e la solidarieta’ proseguono comunque, in forma autorganizzata e sulle spalle di pochi. E questo non e’ giusto. Adesso e’ tempo che la politica faccia la sua parte – conclude Fratoianni – riconoscendo a Mimmo, alle associazioni e ai volontari, e anche alla comunita’ di Riace, i torti subiti e i meriti dovuti. Non e’ mai troppo tardi”. 

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Trasporti, Falcomatà: “L’offerta dei treni va aumentata e integrata con l’intermodalità” https://www.dire.it/05-06-2020/469581-trasporti-falcomata-lofferta-dei-treni-va-aumentata-e-integrata-con-lintermodalita/ Fri, 05 Jun 2020 11:40:00 +0000 https://www.dire.it/?p=469581 giuseppe falcomatà

"Dal 14 giugno Trenitalia ripristina l'80% dei servizi" dichiara alla Dire l'assessora ai Trasporti della Regione Calabria Domenica Catalfamo

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giuseppe falcomatà
"Dal 14 giugno Trenitalia ripristina l'80% dei servizi" dichiara alla Dire l'assessora ai Trasporti della Regione Calabria Domenica Catalfamo
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REGGIO CALABRIA – “Apprendiamo che il collegamento ferroviario da Reggio Calabria verso Roma con il Frecciargento di Trenitalia delle 6.43, adesso non ci sarebbe piu‘, questa notizia dovremo approfondirla. Non permetteremo che l’arrivo di un treno sostituisca quei gia’ pochi esistenti, l’offerta va migliorata, aumentata ed integrata con l’intermodalita’”. Cosi’ alla Dire il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomata’ che aggiunge: “L’offerta dei treni deve aumentare e non diminuire, bene l’arrivo del Frecciarossa e di Italo a Reggio Calabria ma questo non e’ sufficiente, non possiamo perderne altri”.”Il vero sviluppo del nostro territorio – ha precisato Falcomata’ – si ha con l’intermodalita’, non possiamo accontentarci di arrivi di nuovi treni se poi il nostro aeroporto stenta a decollare. Potremo esultare se al miglioramento del sistema dei trasporti ferroviari ci sara’ anche quello dei collegamenti aeroportuali. Le due cose stanno insieme”. “Occorre offrire ai nostri concittadini e a chi vuole venire da noi – ha concluso il sindaco reggino – la possibilita’ di viaggiare con orari comodi e convenienti con piu’ opzioni di scelta”.

CATALFAMO: “DAL 14 GIUGNO AVREMO PIÙ TRENI”

“Il Frecciarossa Reggio Calabria-Torino e’ un servizio aggiuntivo che non sostituira’ gli altri treni. Trenitalia al momento e’ al 45% dell’offerta, abbiamo dovuto ridurre quella dei percorsi nazionali relativi agli spostamenti interregionali per via dell’emergenza Covid-19, ma ora stiamo riprendendo per fasi. Dal 14 giugno l’offerta di Trenitalia tornera’ all’80% con il ripristino dei servizi”.
Cosi’ alla Dire l’assessora ai Trasporti della Regione Calabria Domenica Catalfamo chiarisce la situazione relativa al trasporto ferroviario passeggeri.

“Come Regione – ha aggiunto Catalfamo – abbiamo avuto diverse interlocuzioni con Trenitalia che sta programmando la linea su tutto il territorio nazionale. Con noi sicuramente dal 14 giugno torneranno i servizi all’80%. Va anche considerato il fatto che gli attuali servizi subiscono delle particolari restrizioni in termini di posti per via dell’emergenza sanitaria”.

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Si è dimesso il commissario dell’Asp di Cosenza Giuseppe Zuccatelli https://www.dire.it/04-06-2020/468931-si-e-dimesso-il-commissario-dellasp-di-cosenza-giuseppe-zuccatelli/ Thu, 04 Jun 2020 10:06:48 +0000 https://www.dire.it/?p=468931 Giuseppe Zuccatelli_sanità_asp cosenza

Era subentrato alla direzione dell'Asp cosentina dopo le dimissioni di Daniela Saitta. Questa mattina un presidio del collettivo Fem.In ha manifestato per chiedere "Visite ed esami subito"

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Era subentrato alla direzione dell'Asp cosentina dopo le dimissioni di Daniela Saitta. Questa mattina un presidio del collettivo Fem.In ha manifestato per chiedere "Visite ed esami subito"
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REGGIA CALABRIA – “Le dimissioni di Giuseppe Zuccatelli da commissario ad interim dell’Asp di Cosenza non sanano automaticamente l’invalidita’ degli atti che ha firmato in quella veste, a cominciare dall’attribuzione di primariati e incarichi dirigenziali. La nomina del manager alla guida dell’Asp cosentina, la piu’ grande d’Italia, era un ‘pacco’ perche’ contraria alle specifiche procedure previste dal decreto Calabria”. Cosi’ il deputato calabrese M5s Francesco Sapia, della commissione Sanita’.

Giuseppe Zuccatelli, che continuera’ a dirigere la direzione delle aziende sanitarie di Catanzaro Policlinico Mater Domini e Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, era subentrato alla direzione dell’Asp cosentina dopo le dimissioni della precedente commissaria Daniela Saitta.

LEGGI ANCHE: Consultori verso la riapertura a Cosenza, dubbi e richieste di Fem.In al commissario dell’Asp

PRESIDIO FEM.IN ALL’ASP DI COSENZA: VISITE ED ESAMI SUBITO

“Tutto aperto tranne l’Asp. Visite/Esami subito”. Cosi’ si legge sullo striscione portato stamattina dalle attiviste del collettivo Fem.In-Cosentine in lotta sotto il palazzo dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza all’indomani delle dimissioni del commissario straordinario, Giuseppe Zuccatelli, per chiedere la riapertura di tutti gli ambulatori, poliambulatori e consultori della provincia, annunciata per il 1 giugno.

LEGGI ANCHE: Fem.In: “A Cosenza consultori ancora chiusi, ora è guerra aperta”

“Saremmo venute a prescindere – spiega alla Dire Jessica, del collettivo Fem.In – perche’ consultori e poliambulatori il 1 giugno erano chiusi. Ieri poi e’ arrivata la notizia che il commissario Zuccatelli si e’ dimesso. Con le sue dimissioni decadono tutte le cariche e l’Asp entra in un periodo di immobilismo che si risolvera’ quando verranno nominate le nuove cariche. Il tutto ci sembra irresponsabile in un momento di riorganizzazione dei presidi territoriali, vuol dire sputare in faccia alle necessita’ delle gente”, denuncia l’attivista, in attesa dell’incontro con il coordinatore provinciale dei consultori familiari Nicola D’Angelo.

“Chiederemo di capire se ogni singolo consultorio e’ chiuso o aperto e in quali condizioni e di vigilare che vengano fatti i certificati ivg – spiega -. Stiamo venendo a sapere, infatti, che un consultorio della citta’ e’ aperto solo per le emergenze e che in questo momento non rilascia certificati per le ivg come prima, perche’ e’ andata in ferie una dottoressa. L’altro consultorio, in centro citta’, ha riaperto oggi, perche’ sono arrivati stamattina i dispositivi di protezione, e sta riprenotando tutte le visite annullate dal 5 marzo, per poi poter iniziare con le nuove a settembre. Attendiamo l‘incontro per parlare di tutti i consultori della provincia”, conclude. 

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Traffico di droga nel napoletano, 26 misure cautelari https://www.dire.it/03-06-2020/468304-traffico-di-droga-nel-napoletano-26-misure-cautelari/ Wed, 03 Jun 2020 09:20:58 +0000 https://www.dire.it/?p=468304 carabinieri

Il canale di approvvigionamento maggiormente utilizzato dal clan D'Alessandro é risultato riconducibile alla potente cosca di ndrangheta dei Pesce-Bellocco

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Il canale di approvvigionamento maggiormente utilizzato dal clan D'Alessandro é risultato riconducibile alla potente cosca di ndrangheta dei Pesce-Bellocco
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NAPOLI – Questa mattina i carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata (Na) hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, degli arresti domiciliari e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dall’ufficio gip del Tribunale di Napoli.

La misura cautelare e’ stata eseguita nei confronti di 26 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illecita e cessione di sostanza stupefacente, reati tutti aggravati dalle finalita’ mafiose, per aver agito, spiegano i militari in una nota, “avvalendosi della forza intimidatrice derivante dall’appartenenza al clan D’Alessandro, operante a Castellammare di Stabia, nonche’ al clan Afeltra-Di Martino operante sui Monti Lattari”.

Il provvedimento eseguito trae origine da una piu’ ampia ed articolata attivita’ d’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e delegata al Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, che riguarda “un ampio spettro temporale compreso tra il 2017 ed il 2018, dove si e’ dimostrato che il clan D’Alessandro aveva assunto il monopolio del mercato degli stupefacenti sull’intera area stabiese (Castellammare di Stabia, Santa Maria La Carita’, Vico Equense) e sulla penisola sorrentina. Inoltre, grazie alla strategica alleanza con il clan Afeltra-Di Martino, tale sistema era stato esteso anche sull’area dei Monti Lattari”. Il meccanismo, spiega ancora la nota, era stato creato ad hoc e prevedeva una “piattaforma unica per la distribuzione della marijuana sulle diverse piazze di spaccio, sotto la regia di un direttorio composto da elementi di massimo vertice del clan D’Alessandro, che fissava il prezzo minimo di vendita dello stupefacente, in modo da ricavarne una quota fissa da destinare al mantenimento degli affiliati detenuti ed alle rispettive famiglie.

Per l’acquisto degli stupefacenti, su larga scala, il clan D’Alessandro si era affidato nel corso del periodo d’indagine ad una rete di ‘broker’, deputati a reperire lo stupefacente attraverso nuovi canali di approvvigionamento, che fungevano da intermediari per il clan nell’acquisto del narcotico”. Il canale di approvvigionamento maggiormente utilizzato dagli affiliati del clan e’ risultato essere quello calabrese, riconducibile alla potente cosca di ‘ndrangheta dei Pesce-Bellocco operanti a Rosarno ed egemoni nella Piana di Gioia Tauro ove da sempre sono considerati leader nel settore della distribuzione di narcotico.

Nel corso delle indagini e a seguito di osservazione e pedinamenti, venivano intercettati due trasporti di marijuana provenienti da Rosarno, a seguito dei quali venivano arrestati i relativi corrieri nonche’ sequestrati circa 25 chilogrammi di marijuana. Nella circostanza la sostanza stupefacente era stata occultata e coperta dalla frutta. In altre occasioni, quali vettori insospettabili per trasportare lo stupefacente erano state utilizzate alcune donne in stato di gravidanza per eludere i controlli. Anche in questo caso le attivita’ di riscontro consentivano di arrestare una di esse e sequestrare oltre 1 kg di marijuana.

Nel corso della medesima indagine, furono effettuati altri sequestri riconducibili all’organizzazione attenzionata, ed in particolare uno nel Comune di Poggiomarino di circa 3,5 kg. di marijuana ed uno sull’autostrada Napoli – Bari all’altezza di Avellino di circa 26 kg. di marijuana.

La penisola sorrentina era divenuto, proseguono i carabinieri, “il luogo di smercio di cocaina, come dimostrano le cessioni cristallizzate nel corso dell’indagine, riservate ad una clientela esigente di imprenditori e professionisti”. Le attivita’ d’indagine consentivano cosi’ di mettere in evidenza il vertice decisionale, tra il 2017 ed il 2018, del clan D’Alessandro, deputato a decidere le strategie comuni, il prezzo dello stupefacente da smerciare, i canali di approvvigionamento, le quote da versare al clan per il sostegno degli affiliati detenuti.

A riscontro delle indagini, venivano eseguiti 6 arresti di spacciatori e corrieri, procedendo al sequestro di circa 56 kg di marijuana e 2 grammi di cocaina. Sviluppate da parte dell’Arma anche attivita’ investigative sul profilo patrimoniale dei nuclei familiari riconducibili agli indagati in esito alle quali sono state riscontrate sperequazioni tra i redditi di ciascuno ed i beni o liquidita’ in possesso. Le risultanze dell’ulteriore attivita’ d’indagine hanno consentito l’emissione da parte del gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli di un decreto di sequestro preventivo relativamente a beni mobili: 10 autoveicoli e 2 motocicli, 13 immobili tra appartamenti e ville residenziali, 46 rapporti finanziari tra conti correnti, libretti di risparmio, depositi di titoli, carte di credito, 4 imprese tra cui una che produce prodotti caseari, un negozio di articoli di pelletteria, una societa’ gestore di servizio per taxi situate a Castellammare di Stabia, un negozio di oggettistica cimiteriale a Rosarno e 2 quote di societa’ relative rispettivamente ad un’azienda di Castellammare di Stabia, che si occupa di cibo per asporto, e ad un’impresa edile di Salerno, per un valore complessivo stimato in 15 milioni di euro.

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Ponte sullo Stretto, Cancelleri: “Prima le opere finanziate, poi ne parliamo” https://www.dire.it/01-06-2020/467800-ponte-sullo-stretto-cancelleri-prima-le-opere-finanziate-poi-ne-parliamo/ Mon, 01 Jun 2020 15:05:39 +0000 https://www.dire.it/?p=467800

Viceministro delle infrastrutture: "Si rischia l'ennesima burla per il sud"

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Viceministro delle infrastrutture: "Si rischia l'ennesima burla per il sud"
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ROMA – “Oggi tornare a parlare di ponte sullo stretto di Messina, con decine di milioni di euro gia’ stanziati per opere infrastrutturali immediatamente cantierabili ma impantanati nei meandri della burocrazia, rischia di diventare l’ennesima burla per il Meridione e per l’Italia intera”. Il viceministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, commenta cosi’ le notizie di questi giorni che vedono il ponte sullo stretto tornato protagonista nel dibattito pubblico. “In questo momento- continua Cancelleri- preferisco concentrarmi sulle cose che possono dare immediate risposte al Paese. Non voglio farmi distrarre da discorsi che, se pur affascinanti, soprattutto in questo momento storico, rischiano di sembrare utopistici o, nella peggiore delle ipotesi, delle prese in giro. Il Mezzogiorno ha il primato per le infrastrutture piu’ obsolete – prosegue il viceministro -, pensiamo subito a mettere in sicurezza i ponti, le gallerie, le strade esistenti e a realizzare le opere gia’ finanziate ma bloccate dalla farraginosa burocrazia. Stiamo parlando di oltre 100 miliardi di euro da poter spendere immediatamente. Sblocchiamo questi soldi, rimettiamo in moto l’Italia e poi, prometto, iniziero’ a discutere anch’io del ponte sullo stretto“.

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