San Marino – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Thu, 02 Jul 2020 16:23:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Commissione Esteri, seduta del 2 luglio https://www.dire.it/02-07-2020/480787-commissione-esteri-seduta-del-2-luglio/ Thu, 02 Jul 2020 16:23:40 +0000 https://www.dire.it/?p=480787

Al centro della seduta di giovedì 2 luglio vi è l'audizione congiunta, in videoconferenza, tra la Commissione Consiliare Affari Esteri e la Commissione Affari Esteri del Senato italiano

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Al centro della seduta di giovedì 2 luglio vi è l'audizione congiunta, in videoconferenza, tra la Commissione Consiliare Affari Esteri e la Commissione Affari Esteri del Senato italiano
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. In apertura spazio al presidente Paolo Rondelli (Rete) che ripercorre le principali tappe dei rapporti tra San Marino e Italia dal 1800 ad oggi. Rondelli ricorda che in Repubblica sono presenti circa 5mila cittadini italiani, a cui si aggiungono altri 10mila residenti in possesso della doppia cittadinanza. Tante le questione sul tavolo. A cominciare dalla “revisione della convenzione del 1939”. Altro tema caldo è poi la “questione targhe”, che “tocca diverse aziende sammarinesi con lavoratori fuori dai confini”. “Abbiamo attivato tutti i canali per ottenere la modifica – prosegue Rondelli – che però non si è ancora concretizzata. Siamo tuttavia a conoscenza che le forze politiche sono favorevoli ad un emendamento e che si sta lavorando in tal senso”. Altro nodo da sciogliere è “la revisione dell’accordo radiotelevisivo del 2015”. Rondelli ricorda poi che  la collaborazione tra i due Paesi e le rappresentanze diplomatiche è continua. In ambito ONU numerose sono le occasioni di collaborazione”. Di fondamentale importanza sarà poi “il negoziato per un accordo di associazione con l’Ue”, “volano di crescita economica e commerciale per la Repubblica. Non vi è alcuna ragione per non accelerare il negoziato e portarlo a termine in tempi rapidi”.

 

     Spazio quindi al dibattito. La senatrice Stefania Craxi (FI), nel ribadire “il sentimento di amicizia e la vicinanza con lo Stato del Titano oltre al rispetto della sua sovranità nazionale”, non vuole “nascondere alcune preoccupazioni circa la volontà di applicare in modo retroattivo leggi approvate di recente”. Alessandro Alfieri (Pd) interviene invece sulla questione targhe, “che tanti problemi sta creando alle persone confinanti con l’Italia”. “Il ministro degli Interni – assicura – ha messo a punto un emendamento che consentirà di superare tali problematiche”. Il senatore Enrico Aimi (FI) parla invece di “dati preoccupanti” da parte di Banca Centrale e chiede se “è a rischio la stabilità del sistema?” Nicola Renzi (Rf), a proposito dell’accordo di associazione con l’Ue, sostiene che “la Repubblica di San Marino in questo orizzonte possa fare un passo in avanti nella sua ricollocazione a livello internazionale creando un nuovo quadro di riferimento a livello normativo che può essere strutturato con una forte e stretta collaborazione con l’Italia”.  Contenti di avere questa occasione di confronto che mancava da diverso tempo” afferma Denise Bronzetti (Npr). “Per quel che riguarda Banca Centrale, c’è stata una contrazione della raccolta bancaria degli ultimi anni – chiarisce Paolo Rondelli (Rete) -. Ciò è legato a una situazione di instabilità del sistema. Uno dei principali scopi delle forze politiche e ridare forza al sistema”.

 

 Comma 1

 

Paolo Rondelli (Rete): E’ stato ufficializzato il gruppo di amicizia tra il Parlamento inglese e quello sammarinese. Daremo comunicazione ai media di questa cosa che dovrebbe essere preludio di un prossimo scambio tra noi e loro.

 

Comma 2 –  Dibattito sullo stato dei rapporti tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica italiana e sulla cooperazione in campo bilaterale e nei consessi internazionali, anche alla luce del negoziato tra la Repubblica di San Marino e l’Unione Europea

 

Paolo Rondelli (Rete): Intervengo quale presidente della Commissione Affari Esteri. Riepilogo alcune caratteristiche dei rapporti tra San Marino e Italia. La piccola San Marino salvò il generale Garibaldi che stava cercando di raggiungere Venezia in fuga dall’esercito austriaco. Garibaldi fu riconosce alla piccola Repubblica che rimase l’unico fazzoletto di terra indipendente in Italia. Garibaldi è cittadino onorario di San Marino. Il primo accordo risale al 1862. Nel Ventesimo secolo diventerà ancora più marcato il rapporto di interconnessione forte. Il nuovo secolo inizia con una modifica della convenzione e nuovi accordi. Seguiranno accordi su ferrovia e circolazione dei veicoli. Trentacinque accordi nei primi 25 anni del ventesimo secolo. Nel 1939 la nuova convenzione di buon vicinato. La visita del presidente Napolitano nel 2012 segnò l’avvio di un nuovo periodo di rapporti con l’Italia. Riteniamo sia giunto il momento di riavviare e rendere costanti i confronti a livello parlamentare riavviando i gruppi di amicizia a livello parlamentare. Riteniamo necessario uscire da una fase di rallentamento avvenuta dopo la visita menzionata per consolidare ulteriormente le relazioni bilaterali. Rilancio a pieno titolo di accordi tecnici e accordi strutturali di nuova concezione in campo economico e non solo. Riportiamo alcuni dati. A San Marino risiedono 33mila persone. Circa 5mila sono cittadini italiani. Vi sono poi altri 10mila italiani in possesso di doppia cittadinanza. Vi sono circa 15mila italiani, è il 44,7% della popolazione residente. Si aggiungono 6mila lavoratori frontalieri italiani. Aspetto importante è revisione convenzione del 1939. Vi sono molte questioni ora superate o oggetto di nuova regolamentazione. Tra le tematiche vi è quella delle targhe, conseguente all’emanazione del decreto legge del 4 ottobre. Vieta ai residenti in Italia da oltre 60 giorni di circolare con mezzi immatricolati all’estero. Questo tocca diverse aziende sammarinesi con lavoratori fuori dai confini. Inclusi mezzi pesanti di aziende sammarinesi che non possono circolare perché i lavoratori sono frontalieri. Analogamente la cosa tocca i nuclei familiari con coniugi residenti a San Marino e in Italia o membri delle forze dell’ordine e iscritti a ordini professionali. I figli in Italia non posso portare i genitori disabili a dei controlli medici a Rimini o Riccione. Abbiamo attivato tutti i canali per ottenere la modifica non ancora concretizzata. Siamo a conoscenza che le forze politiche sono favorevoli ad un emendamento in tal senso. L’emendamento dovrebbe essere contenute nelle modifiche al codice della strada. Confidiamo che possa avere celere riavvio. Frontalieri. Il sistema del frontalierato è stato colpito dal caso targhe e dalla situazione di crisi post-Covid. La questione riguarda anche un migliaio di sammarinesi che lavorano nelle zone limitrofe. Riteniamo opportuno un punto di vista a livello nazionale. Revisione accordo del 2015 su radio-televisione e telefonia mobile. Al 50% Rai partecipa in San Marino RTV. In un negoziato iniziato nel 2019 abbiamo proposto la revisione dell’accordo 2015 alla luce di nuovi disposizioni dell’Unione Europea. Scopo è una rivalutazione delle frequenze in uso all’Italia. Risoluzione definitiva di una problematica ancora aperta, Da parte sammarinese mai mancato supporto alle candidature italiane in ambito internazionale. La collaborazione tra i due Paesi e le rappresentanze diplomatiche è continua. In ambito ONU numerose sono le occasioni di collaborazione. Il nostro Paese viene invitato insieme ad Andorra e Monaco a partecipare al dialogo tra Ue in seno all’USCE. Siamo stati inclusi tra gli ospiti Ue ai briefing sulle questioni Onu. Sessioni mensili di scambio di informazioni. Per quanto riguarda Onu, Osce e Consiglio d’Europa, San Marino si allinea alle posizioni Ue. Tema importante è il negoziato per un accordo di associazione con l’Ue. Tema di maggiore importanza. Volano di crescita economica e commerciale con la Repubblica. Non vi è alcuna ragione per non accelerare il negoziato e portarlo a termine in tempi rapidi. Va gestito un completo e totale accesso al mercato finanziario. La rimozione delle difficoltà dell’interscambio doganale. La definizione di criteri che consentano la circolazione dei lavoratori. Questo fa capire come il ruolo dell’Italia sia strategico. Auspichiamo quindi che possa esserci un ruolo attivo nell’accompagnare San Marino lungo questo tragitto. Molti altri temi possono essere trattati. Aggiornamento di convenzione su accise, approvvigionamento dei materiali, giochi d’azzardo. Urgente definire quello in materia energetica. Auspico che il dibattito che seguirà sia proficuo per la creazione di nuovi legami.

 

Denise Bronzetti (Npr): Contenti di avere questa occasione di confronto che mancava da diverso tempo. Credo che alcuni temi possano essere e debbano essere affrontati nei tavoli tecnici che già nella scorsa legislatura erano cominciati, ripresi e hanno necessità di essere rinnovati in termini di impegno. Occorre trovare una sintesi a livello parlamentare e poi a livello di Ministero. Il Covid ha rallentato i lavori ma noi auspichiamo che finita l’emergenza possa riprendere con forza il confronto bilaterale. Possiamo partire dalle questioni più urgenti.

 

Nicola Renzi (Rf): Il mio intervento non sarà una risposta al senatore intervenuto prima di me. Vorrei fare alcune brevissime considerazioni di carattere generale ringraziando per l’opportunità di questo incontro che valuto in maniera positiva. Non voglio entrare nel merito di quello che è stato sollevato dalla senatrice Craxi e delle risposte date dalla collega Bronzetti. E’ stata una posizione che anche a San Marino ha fatto e sta facendo discutere maggioranza e opposizione. Vorrei parlare in maniera positiva delle prospettive di grande collaborazione che possono esserci tra i nostri due Paesi. Ho avuto l’onere e l’onore di essere Segretario di Stato per Affari Esteri e in quella legislatura c’è stata una accelerazione con la riapertura di importanti tavoli tecnici. Io credo che da lì bisogna partire e spero possa esserci una unità di vedute e di intenti vedendola oggi in una chiave diversa. La chiave è quella dell’orizzonte Unione Europea. Credo che la Repubblica di San Marino in questo orizzonte possa fare un passo in avanti nella sua ricollocazione a livello internazionale creando un nuovo quadro di riferimento a livello normativo che può essere strutturato con una forte e stretta collaborazione con l’Italia. Vorrei sottolineare che non si tratta esclusivamente di interessi sammarinesi. L’auspicio è che questo possa essere un primo incontro a carattere Parlamentare, che possano intensificarsi i rapporti con il Parlamento italiano per poter contare reciprocamente su un sostegno che vada nella direzione dell’Ue.


Paolo Rondelli (Rete): Anzitutto il discorso sulla situazione sicurezza. In questo senso abbiamo la fortuna di vivere in un luogo sicuro. Le nostre forze di Polizia sono organizzate in tre corpi. San Marino è anche parte di Interpol. Questo ci consente di vivere una situazione di tranquillità con pochi episodi di criminalità più che altro legata a reati non violenti. A San Marino non è prevista la modica quantità. Non ci sono reati gravissimi quali omicidi. Sono in corso dialoghi sulla giustizia tra le varie forze politiche perché nel corso degli anni si è avuto un rallentamento dei procedimenti. Per quel che riguarda Banca Centrale, c’è stata una contrazione della raccolta bancaria degli ultimi anni. Ciò è legato a una situazione di instabilità del sistema. Uno dei principali scopi delle forze politiche e ridare forza al sistema.

 

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Report del Consiglio Grande e Generale, seduta del 30 giugno 2020 https://www.dire.it/01-07-2020/480059-report-del-consiglio-grande-e-generale-seduta-del-30-giugno-2020/ Wed, 01 Jul 2020 07:59:41 +0000 https://www.dire.it/?p=480059

I lavori proseguono dall'esame degli emendamenti legati al progetto di legge per la variazione di bilancio

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I lavori proseguono dall'esame degli emendamenti legati al progetto di legge per la variazione di bilancio
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     I lavori del Consiglio Grande e Generale, nella seduta del 30 giugno, proseguono dall’esame degli emendamenti legati al progetto di legge per la variazione di bilancio. Il Governo, per il tramite del Segretario di Stato Luca Beccari, annuncia il ritiro dell’emendamento aggiuntivo dell’articolo 3 vicies.  “Abbiamo fatto delle valutazioni di approfondimento e sulla base di quanto emerso riteniamo che non sussitano le motivazioni per mantenere questo articolo”.

 

    I toni si scaldano quindi attorno all’articolo 4, quello legato al tema dello spoil system. Libera propone un emendamento interamente soppressivo, dal Governo invece arrivano alcune modifiche rispetto all’iniziale stesura. “Siamo contrarissimi alle modalità ghigliottina con cui viene applicato – attacca Eva Guidi (Libera) -. Un’operazione che io quasi chiamerei epurazione”. “Questa – replica il Segretario di Stato Luca Beccari – è una norma che continuerà a produrre effetti e verrà applicata da chi viene dopo  di noi. Nel rispetto della rappresentatività degli organismi direttivi, deve comunque riflettere quella che è la composizione dell’assetto politico del Paese nel momento in cui si considera”. Luca Boschi (Libera) parla di “attitudine al non voler far prigionieri” che è “scivolosa e preoccupante”. “E’ possibile – domanda Francesco Mussoni (Pdcs) – che il Governo possa avere attorno a se organi amministrativi nominati da un precedente Governo?” Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini manda una frecciata all’opposizione: “Voi avete fatto quel tipo di politica sui Cda. Basta vedere cosa si è fatto in Cassa di Risparmio, AASS, ISS. Se lo facessimo vedere ai cittadini, sono convinto che la vostra terminologia politica sarebbe diversa”. Secondo Pasquale Valentini (Pdcs) “la fiducia non può prescindere da questo valore della competenza”. “Bisognerebbe poi – aggiunge – vedere quanto quei Cda hanno influenza sui dirigenti di quelle società”. “Il sistema dello spoil system calato nella nostra realtà servirà solo a creare dirigenti asserviti alla maggioranza” rimarca Sara Conti (Rf). Per il Segretario di Stato Roberto Ciavatta è “assurdo dover aspettare anni per riequilibrare organismi strategici”.

 

    In conclusione di dibattito volano scintille tra Matteo Ciacci (Libera) e Rete a proposito della figura del professor Gianfranco Vento. “I membri di Rete avevano affermato che il signor Vento aveva problematiche e non era il caso di nominarlo nel Cda di Cassa di Risparmio – dice il primo -. In quella circostanza la nomina era stata chiesta a Rete e Rete ha detto: Vento non possiamo nominarlo”. Il professor Vento non è stato nominato in Cassa di Risparmio perché è stato nominato da un’altra parte, ma nel Veicolo pubblico di segregazione  – ribatte Paolo Rondelli (Rete) -. Perchè mai non avremmo dovuto nominare una persona che era già stato nominato nel medesimo organismo?”.



Giancarlo Venturini (Pdcs): Sono state consegnate due mascherine con lo stemma della Repubblica di San Marino da parte dell’associazione di amicizia San Marino – Cina per conto del compianto Gianfranco Terenzi. Do lettura della lettera trasmessa da parte dei familiari.  

Comma 6

Emendamento Governo aggiuntivo dell’articolo 3 vicies

 

Segretario di Stato Luca Beccari: Relativamente a questo articolo l’orientamento del Governo è di ritirarlo. Abbiamo fatto delle valutazioni di approfondimento e sulla base di quanto emerso riteniamo che non sussitano le motivazioni per mantenere questo articolo perché dall’applicazione della normativa esistente sono garantiti gli stessi articoli.

Emendamento di Libera totalmente soppressivo dell’articolo 4

Eva Guidi: L’articolo 4 riguarda la rappresentatività degli esponenti dei Cda delle società partecipate. Siamo contrarissimi anche alle modalità ghigliottina con cui viene applicato. Un’operazione che io quasi chiamerei epurazione. Anche in Italia si è sempre cercato di dare priorità al principio di imparzialità della pubblica amministrazione. E’ un concetto di efficacia ed efficienza che viene richiamato. Vogliamo condannare l’azione di una politica che vuole mettere sotto controllo tutti i consigli di amministrazione

Emendamento del Governo modificativo dell’articolo 4

Segretario di Stato Luca Beccari: Il consigliere Guidi ha impostato un filone di ragionamento che non mi trova per nulla d’accordo. Dobbiamo fare uno sforzo di ragionamento che parta dal prinicpio. Quando nominiamo un Consiglio di amministrazione lo facciamo sulla base di elementi fiduciari che esistono in quel momento e sono riconosciuti dall’esecutivo o dall’organo compentente che fa la nomina. L’elemento fiduciario deve valere per chi è in carica. Si dirà che è a uso e consumo di questa maggioranza. Ma questa è una norma che continuerà a produrre effetti e verrà applicata da chi viene dopo  di noi. Nel rispetto della rappresentatività degli organismi direttivi, deve comunque riflettere quella che è la composizione dell’assetto politico del Paese nel momento in cui si considera. Questo è lo spirito della norma. Poi per altro mi va bene che si possa discutere. Veniamo da una legislatura dove l’approccio è stato completamente diverso. Oggi in quei Consigli la maggioranza non è rappresentata per niente.

Luca Boschi (Libera): Il rapporto fiduciario è importante e ci deve essere. Più grande è la maggioranza maggiori devono essere le garanzie per l’opposizione. Questo atteggiamento e questa attitudine al non voler fare prigionieri è scivoloso e preoccupante. Sopratuttto se poi si aggiunge a questa norma l’atteggiamento del veto e anche i membri delle opposizioni devono superare il vaglio della maggioranza. Date l’impressione di una maggioranza che si vuole scegliere i propri membri e vuole avere voce anche sull’opposizione.

Gian Nicola Berti (Npr): Condivido quanto ha rappresentato il Segretario Beccari. Ciò che è importante è avere un Cda che abbia la fiducia di chi lo incarica. In questo caso chi incarica non sono altro che gli elettori. Io credo che sia importante portare avanti questo  progetto di legge ed applicarlo nel rispetto delle espressioni delle opposizioni. L’emendamento del Governo significa proprio questo: la migliore rappresentatività e proporzionalità delle forze politiche. Si deve mettere qualunque esecutivo nella possibilità di poter perseguire i propri obiettivi.

Francesco Mussoni (Pdcs): E’ importante che ci sia una correlazione tra politica, azione del Governo e azione dell’amministrazione. Il concetto della fiducia è legato poi al risultato. Gli organismi naturalmente devono essere autonomi rispetto al Governo. C’è una autonomia decisionale. Ma è possibile che il Governo possa avere attorno a se organi amministrativi nominati da un precedente Governo? A questo punto credo sia intelligente applicare questa norma. Non avere una norma di questo tipo significa da parte del Governo rinunciare all’esercizio di un’azione importante o avere delle interferenze non sempre appropriate all’attività o all’indirizzo politico. Do per scontati concetti di diritto societario.

Alessandro Bevitori (Libera): Non sono contrario allo spoil system, sono contrario allo spoil system a San Marino. La logica deve essere: se un professionista è competente o non competente. Non la logica della tessera di partito. Dietro uno spoil system sammarinese potrebbe celarsi bene la clientela o la nomina del professionista perché ha preso la tessera giusta. Questo potrebbe ledere le competenze o la professionalità di quel professionista. Sotto questo aspetto speravo si potesse fare un salto di qualità e che Rete potesse dare una mano a perseguire quell’obiettivo che ho cercato di rappresentare.

Alessandro Cardelli (Pdcs): Quello che prevede questa norma non è una punizione nei confronti dell’opposizione. Questo emendamento sostanzialmente dice: all’inizio di ogni legislatura i Cda e i consigli direttivi di nomina di Congresso di Stato e CGG devono essere rivotati a seconda dei critieri e della rappresentatività indicati ogni anno. E’ stata fatta una norma transitoria con riferimento alla legislatura corrente.

Michele Muratori (Libera): Credo di essere un inguaribile romantico e quindi un fortissimo sostenitore della meritocrazia. Meritocrazia che va a cozzare con il principio che sarà introdotto con questo articolo. Il concetto è quello lì. Ha il sapore di una epurazione. Chi non ha la tessera giusta viene sostituito. Chiaramente sono contrario e mi ha auguro possa innescarsi una discussione sana per valutare gli aspetti negativi di questa approvazione.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Il concetto della migliore rappresentatività dovrebbe essere difeso da tutti noi, inclusi voi. Voi parlate ancora con quella logica di terminologia politica un po’ retrò che ha rappresentato buona parte della vostra legislatura. E vi meravigliate perché nella vostra legislatura avete svolto il contrario di un lavoro corretto. Voi avete fatto quel tipo di politica sui Cda. Basta vedere cosa si è fatto in Cassa di Risparmio, AASS, ISS. Se le facessimo vedere ai cittadini, sono convinto che la vostra terminologia politica sarebbe diversa.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Lo spoil system è una teoria, una sfida che val la pena ingaggiare per verificare la possibilità di una sinergia politica tra incaricato e incaricante. Ciò di cui stiamo discutendo è: se il Consiglio Grande e Generale nomina un incaricato, allora è giusto e legittimo che questo soggetto partecipi a quel Consiglio di amministazione nel mentre quel Governo è in carica. Altrimenti si verrebbe a creare uno scollamento nei tempi.

Pasquale Valentini (Pdcs): Vorrei chiedere dei chiarimenti sull’articolo del Governo così come emendato. Poi fare delle considerazioni sul principio affermato, legittimo, ma che ha bisogno di qualche precisazione. Ricordo una precisazione che ha sempre fatto il FMI. Non si è mai preoccupato del colore di coloro che erano nel Cda ma delle competenze. Ha sempre detto: voi volete ristrutturare questa Cassa, ma non avete nessuno che sappia farlo. E’ un rilievo che – accanto a quello della fiducia – è fondamentale. La fiducia non può prescindere da questo valore della competenza. Bisognerebbe vedere quanto quei Cda hanno influenza sui dirigenti di quelle società. Se cambiando i Cda, devono cambiare anche i dirigenti, allora la questione diventa un pochino più complicata, perché introduciamo un concetto di spoil system che sta vedendo sempre più la precarietà dell’amministrazione e strutture che non strutture di Ministero. Sovrapponiamo la questione politica su quella amministrativa.

Marika Montemaggi (Libera): L’opposizione deve essere libera di nominare un proprio esponente senza doversi sottoporre al veto della maggioranza. Per tutelare maggiormente le opposizioni mi ritengo contraria all’emendamento presentato dal Governo.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Prima si è parlato di professionisti. Nessuno mette in dubbio che ciascuna forza politica cerchi di esprimere professionisti seri. Ma se un professionista riceve un mandato da una parte, e quella parte poi non ha più responsabilità dello Stato, il senso dello Stato dovrebbe far porre una domanda a quel professionista.

Fernando Bindi (Rf): Il discorso va spostato. Non può stare sulla rappresentatività ma deve andare sulla competenza. Banche ed enti hanno bilanci diversissimi da un’azienda di produzione. Vi state infilando in un vortice dal quale uscirete male. Si vuol trasformare in politico qualcosa che di politico non è ma che è semplice pubblica amministrazione.

Sara Conti (Rf): Il sistema dello spoil system calato nella nostra realtà servirà solo a creare dirigenti asserviti alla maggioranza. Una dirigenza scelta secondo le logiche fiduciarie, anziché sulla base di competenze professionali, rischia di non rispondere al bene dello Stato ma al politico di turno. In quest’ottica l’articolo 4 conferma l’impostazione che questo Governo ha dato alla legislatura: una restaurazione di vecchi metodi.

Maria Luisa Berti (Npr): Non si vuole assolutamente andare a ledere i professionisti: anzi, i professionisti – qualora in possesso del profilo tecnico e professionale adeguato al ruolo – potranno essere riconfermati.

Nicola Renzi (Rf): Questo è un intervento fatto da qualche azzecca garbugli per trovare una soluzione ad un problema che ha nome e cognome. Se volessimo davvero fare un intervento sullo spoil system, dovremmo andare a vedere cosa avviene nei Paesi dove lo spoil system c’è e dove comunque vi sono funzionari innamovili e un’amministrazione pubblica perpetua. E’ una leggina ad personam che introduce un concetto astratto e condivisibile, ma in un maniera altamente criticabile.

Guerrino Zanotti (Libera): Non ci si stupisca della reazione quando questo articolo arriva dopo interventi autoritari da parte di questo Governo nelle nomine fatte in modo unilaterale dall’inizio della legislatura ad oggi.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Le considerazioni svolte dall’opposizione sarebbero di buon senso se non ci fossero mai state nomine delegate alla rappresentatività. Non è così. Ci sono numerosi organismi in cui da sempre per legge i partiti politici – in base al loro peso – hanno diritto a delle nomine e le svolgono. Alcuni di questi decadono per legge alla fine della legislatura. Altri hanno scadenze slegate dalla durata della legislatura. Se fra un mese scade uno di questi organismi, la rappresentatività viene immediatamente ripristinata in base a questo criterio. Assurdo dover aspettare anni per riequilibrare organismi strategici.

Andrea Zafferani (Rf): Pensare e considerare che i professionisti siano al servizio di un Governo svilisce qui professionisti stessi. Dovete avere il coraggio di introdurre lo spoil system anche nella pubblica amministrazione, non solo negli enti dove ci sono dei Cda. Se aveste fatto un ragionamento a tutto tondo si sarebbe potuto aprire un ragionamento. Non state facendo un ragionamento ideale sul modello migliore. Il problema maggiore è il Comma 2 che cambia le regole retroattivamente. Chi è stato nominato con determinate regole deve terminare il mandato con quelle regole.

Matteo Ciacci (Libera): I membri di Rete avevano affermato che il signor Vento aveva problematiche e non era il caso di nominarlo nel Cda di Cassa di Risparmio. In quella circostanza la nomina era stata chiesta a Rete e Rete ha detto: Vento non possiamo nominarlo. Mi sembra di aver capito che Gianfranco Vento verrà nominato amministratore delegato di Cassa di Risparmio ed è interessante anche questo. Mi piace dire le cose come stanno. Se si voleva fare un bel lavoro, si poteva ragionare del principio dello spoil system in ogni ambito. Partire solo dai Cda significa avere altri obiettivi e non andare a concretizzare concetti che ritengo validi in ambito generale.

Paolo Rondelli (Rete): Il professor Vento non è stato nominato in Cassa di Risparmio perché è stato nominato da un’altra parte, ma nel Veicolo pubblico di segregazione. Forse potremmo anche ragionare su alcune considerazioni. Perchè mai non avremmo dovuto nominare una persona che era già stato nominato nel medesimo organismo?

Luca Boschi (Libera): Noi ribadimo le motivazioni per cui abbiamo chiesto di abrogare questo articolo e lo abbiamo spiegato ampiamente. Sulle parole del consigliere Rondelli ricordo che all’atto della nomina dell’ultimo Cda di Cassa, la maggioranza voleva lasciare un membro all’opposizione, Rete e Dc non si era messi d’accordo, noi abbiamo proposto di rinnovare incarico al dottor. Vento, alcuni consiglieri di Rete erano venuti a dire che la nomina non era opportuna. Questa è la cronaca di quello che è successo meno di un anno fa. Nessuno ha rifiutato la nomina di un membro della opposizione. Cosa che ieri non è successa, perché c’è stato un veto.

Segretario di Stato Luca Beccari: Quello che cambia è stabilire un giusta relazione tra chi ha una responsabilità di Governo e deve poter esprimere una fiducia dei propri rappresentanti all’interno dei Cda. Cosa che ieri non poteva avvenire per via del disallineamento. Ogni altra considerazione è legittima ma si è spinta anche oltre la razionalità di ragionamento. Non possiamo paragonare un Cda a un dipendente pubblico. Si è parlato di stabilità di impiego: scusate, ma queste cose dove erano prima? Qui non si sta parlando dei dirigenti, che non sono oggetto di discussione.

Art.5

Emendamento del Governo modificativo dell’articolo 5

Segretario di Stato Marco Gatti: Il tetto massimo rimane a 100mila euro. Però viene introdotta la possibilità di superare questo tetto con un premio di raggiungimento obiettivi. Si vuole andare nella direzione di premiare il merito e la capacità di conseguire obiettivi.

Emendamento di Repubblica Futura aggiuntivo dell’articolo 5 bis

Andrea Zafferani (Rf): Ci sono criteri di indirizzo da attuare. La prima riguarda la diminuzione del 30% dell’aliquota monofase sulle importazioni. Crediamo che possa essere un impegno a sostegno dei consumi che va ritentato in una fase così complessa. Sarebbe ossigeno puro per le attività commerciali. La seconda proposta prevede la smaterializzazione della Smac Card per renderla digitalizzata.

Segretario di Stato Marco Gatti: Sono temi sicuramente in dibattito. Il punto b non è un problema di norma ma tecnico. Ci stiamo già lavorando da tempo perché l’esigenza è emersa durante il periodo del lockdown. Non era possibile pagare l’online attraverso la Smac. Abbiamo dato mandato già da allora all’ufficio competente di iniziare ad analizzare tutte le modalità. Quando un operatore economico vende a consumatori di un altro Stato, generalmente deve pagare l’imposta indiretta. Tuttavia non si tratta di un problema normativa.

Nicola Renzi (Rf): Rischiamo di perdere un treno importante. Diteci cosa vorreste fare per mantenere la competitività della nostra economia rispetto al differenziale fiscale. Un problema serio: si rischia di sprofondare nell’immobilismo. Cosa che in questo momento non ci possiamo permettere.

Matteo Ciacci (Libera): Serve un occhio di riguardo per il settore turistico commerciale. Il sostegno proposto in questo emendamento può portarci a dover fare delle riflessioni. Perché non iniziare a fare un ragionamento sulla riduzione delle imposte sulle importazioni che renderebbe i nostri esercenti ancora più attrattivi?

Sara Conti (Rf): Anche se il Segretario Gatti dice che è difficile regolare questa fetta di tassazione sugli acquisti online che sfugge al Paese, non dimentichiamoci che è comunque qualcosa che va preso in considerazione. E’ una regolamentazione che dobbiamo necessariamente attivare ed attuare e non sottovalutare.

Andrea Zafferani (Rf): Dispiace che non ci sia nessuno che in maggioranza intende dare il proprio contributo di idee sul sostegno commerciale di questo Paese. Questione piuttosto sintomatica della sensibilità rispetto all’argomento.

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Report della Commissione Esteri del 26 giugno https://www.dire.it/30-06-2020/479681-report-della-commissione-esteri-del-26-giugno/ Tue, 30 Jun 2020 09:29:38 +0000 https://www.dire.it/?p=479681

Dibattito preparatorio in vista della seduta congiunta con la Commissione Affari Esteri e Comunitari del Senato della Repubblica Italiana in programma giovedì 2 luglio 2020

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Dibattito preparatorio in vista della seduta congiunta con la Commissione Affari Esteri e Comunitari del Senato della Repubblica Italiana in programma giovedì 2 luglio 2020
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Comma 2 – Dibattito preparatorio in vista della seduta congiunta con la Commissione Affari Esteri e Comunitari del Senato della Repubblica Italiana in programma giovedì 2 luglio 2020

Paolo Rondelli (Rete): Ci sarà un dibattito libero della durata di 60-90 minuti. L’idea di oggi è quella di valutare alcuni suggerimenti per quella che dovrà essere la mia relazione iniziale. Vi leggo i membri della Commissione. Il presidente è il senatore Vito Petrocelli. Fanno parte della commissione anche i senatori Renzi e Salvini. Lascerei proseguire anche con altre comunicazioni al Segretario di Stato Luca Beccari.

Segretario di Stato Luca Beccari: Io penso che questa sia un’occasione importante per creare un ulteriore tassello di collaborazione con l’Italia a livello politico e credo che sia l’occasione per uscire con una posizione comune che rafforzi la volontà di dare corso alle relazioni bilaterali nel quadro di quelli che sono gli accordi del 1939. In un quadro come quello attuale dove San Marino ha esigenze nuove e un arretrato di alcuni aspetti sospesi con la Repubblica italiana di lungo corso. Le nostre relazioni si sono sempre caratterizzate da corpi specifici che caratterizzano la collaborazione nei vari settori. Credo che negli ultimi 20 anni le intese significative di peso per il rafforzamento del rapporto tra i due Stati siano state poche. Dobbiamo porci come obiettivo trovare una intesa politica sulla necessità di rivedere e implementare gli accordi importanti per noi che per molti versi non sono più attuali per i giorni nostri. San Marino ancora ha un regime fiscale legato alle accise e alle importazioni che è quello degli anni Settanta. Sicuramente l’obiettivo è rimettersi ai tavoli e rimettersi a discutere gli accordi nel rispetto delle sensibilità del momento. Ci sono poi dei temi importanti che riguardano oggi più che mai gli interessi a cavallo, transfrontalieri. Il rapporto bilaterale con l’Italia è viziato da una ulteriore circostanza. Oggi le regole dell’Unione impongono una limitazione alla capacità negoziale di ogni singolo Paese. Tuttavia questo non ci preclude la possibilità di raggiungere delle intese specifiche in vari settori. Le intese legate al superamento delle formalità sull’interscambio sono intese che possono essere prese tranquillamente. Dove è possibile con molto piacere San Marino cerca di trovare una forma di sintesi e convergenza con i rappresentanti italiani e non ha fatto mancare il suo supporto e sostegno nei vari organismi. 

Paolo Rondelli (Rete): Si sta valutando una forma di uscita post-Commissione congiunta. Non è prassi uscire con un ordine del giorno congiunto ma con un comunicato stampa congiunto della Commissione. E’ un primo testo che poi condivideremo insieme alla controparte italiana. L’ultima volta che c’è stata una commissione congiunta è stato tra 2009 e 2010.

Nicola Renzi (Rf): Queste commissioni congiunte hanno un senso se riescono a supportare il Governo. In passato gli incontri romani sono serviti anche a sabotare l’azione di Governo. Io vorrei chiedere al Segretario quali ritiene essere le tematiche che se sollevate in un certo contesto possono essere utili.

Maria Luisa Berti (Npr): penso che sia compito di tutti noi affrontare questo incontro con spirito di squadra. Abbiamo una grande opportunità per presentare quelle che possono essere delle problematiche e delle grandi opportunità per lo Stato italiano e quindi richiedere una sensibile collaborazione per risolvere le problematiche. Mi piacerebbe sensibilizzare i parlamentari italiani sul negoziato con l’Ue perché potrebbero aiutarci nel garantire i punti salvaguardia. Mi auguro possa esserci la possibilità di dare un apporto il più produttivo possibile che non vanifichi la partecipazione di ciascuno di noi. Non vorrei apparisse solamente come una formalità.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Ero presente all’incontro del 2009 e in quel frangente eravamo considerati uno Stato in lista nera. Oggi possiamo dialogare a testa alta avendo fatto i nostri compiti e abbiamo tutta la capacità per affrontare temi di spessore. Non sarà possibile integrare il nostro sistema finanziario in quello europeo se prima non ci sarà un passaggio con l’Italia. Una riflessione da tenere in considerazione perché riguarda una molteplicità di aspetti. Abbiamo tutte le carte in regola per poterci confrontare su queste tematiche e verificare con la parte politica italiana una reciprocità nel darci una mano ed affrontare fino in fondo il tema della vigilanza.

Paolo Rondelli (Rete): Sono state riportate segnalazioni di vari giovani sammarinesi che stanno trovando lavoro in grosse aziende italiane. C’è una fetta di ragazzi sammarinesi che lavorano in Italia nelle zone limitrofe e sono loro i frontalieri che passano il confine. Si parlava di almeno un centinaio di unità.

Nicola Renzi (Rf): Ci sono tematiche che sono sempre rimaste sotto traccia nell’interlocuzione tra i due Paesi. Quella delle frequenze e del trading. Avrei voluto parlare con il Segretario per sapere se il Governo le sta affrontando in maniera diretta. Ci conviene tirarle fuori oppure no? Potrebbe essere utile per noi oppure no? La tematica Ue può essere più o meno sviluppata. Non possiamo arrivare lì in ordine sparso avendo anche delle aspettative diverse.

 

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Consiglio Grande e Generale del 25 giugno – seduta del pomeriggio https://www.dire.it/30-06-2020/479668-consiglio-grande-e-generale-del-25-giugno-seduta-del-pomeriggio/ Tue, 30 Jun 2020 09:15:59 +0000 https://www.dire.it/?p=479668

I lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020

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I lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020
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Nella seduta del 25 giugno i lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020. Progetto di legge che vede la presentazione di circa una cinquantina di emendamenti da parte delle varie forze politiche. “In 3 anni la raccolta bancaria è calata di oltre un miliardo. Soldi di cittadini sammarinesi che hanno perso la fiducia a causa di operazioni dissennate. Dobbiamo creare le condizioni per chiudere i buchi del passato e far ripartire l’economia” dice Emanuele Santi (Rete). Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi) interviene sullo spoil system: “Chiedo alla maggioranza di non utilizzare questo sistema in maniera impropria: avrà senso se la politica sarà autorevole e non sarà autoritaria”. Denise Bronzetti (Npr) chiede ai colleghi consiglieri di assumersi le rispettive “responsabilità, che sono tante e sono diffuse e non riguardano solo alcune forze politiche piuttosto che esentarne altre”. Alessandro Bevitori (Libera) torna ad invocare “un progetto Paese”. “Con un provvedimento di questo tipo – avverte – rischiate di essere i becchini del Paese”. Quanto all’indebitamento, “la soluzione del mercato è la più neutra e che offre più garanzie dal punto di vista politico” osserva il Segretario di Stato Luca Beccari. “Il becchino è chi scava la fossa o chi quella fosse si trova costretto dalla responsabilità di Governo a doverla coprire?” dice Giovanni Maria Zonzini (Rete) replicando a Bevitori. Giuseppe Maria Morganti (Libera), con riferimento agli emendamenti della maggioranza, parla di “legge omnibus” e di “blitz”. “La responsabilità del Governo – dice il Segretario di Stato Marco Gatti – è fare delle scelte e prendere delle decisioni affinché siano disponibili gli strumenti necessari per fare ripartire un Paese danneggiato da un evento straordinario. Come Governo ci prendiamo l’impegno fin da subito di prendere in esame tutti gli emendanti delle forze politiche”. I lavori vengono sospesi prima delle 17 per dare la possibilità ai consiglieri di esaminare attentamente gli emendamenti presentati. Riprenderanno nella giornata di domani.

Comma 6

Emanuele Santi (Rete): La scelta che dovremo fare avrà ripercussioni economiche importanti. Dovremo restituire il capitale a scadenza fatta salva la necessità di un rinnovo. Ma ci saranno ripercussioni anche politiche: dovremo valutare attentamente a chi chiedere i soldi e quali saranno le condizioni a cui sottostare. La scelta dovrà essere ponderata per economicità e mantenimento della nostra sovranità. Rete non ha alcuna responsabilità dei guai che si sono creati nel tempo. Bisogna dire con forza che il buco c’era e lo avete aggravato. In 3 anni la raccolta bancaria è calata di oltre un miliardo. Soldi di cittadini sammarinesi che hanno perso la fiducia a causa di operazioni dissennate. Abbiamo uno sbilancio dei fondi pensioni per oltre 26 milioni. L’ISS perde milioni di euro ogni anno. Su Cassa bisogna far diventare fruttifero l’attivo infruttifero con l’obiettivo di far tornare in equilibrio la banca. Bisogna assolutamente gestire la partita Delta che oggi al nostro Paese è costata 1 miliardo e tre. Dobbiamo creare le condizioni per chiudere i buchi del passato e far ripartire l’economia. Servono risorse per sostenere imprese e cittadini. I tempi sono cambiati, abbiamo voltato pagine, possiamo ripartire.

 

Guerrino Zanotti (Libera): Ci sono membri dell’attuale maggioranza che hanno ricoperto incarichi di Governo negli anni in cui si sono create le condizioni per una situazione deficitaria del bilancio dello Stato. Parliamo dell’indebitamento del nostro Paese. Mai nascosto che c’era questa criticità. Ci dicono che tutte le strade sono aperte, ma ci apprestiamo ad approvare questo progetto di legge ma non sappiamo esattamente quale sarà la strada da percorrere. Noi siamo disponibili al confronto purché sia leale e trasparente e non rimanga solo un confronto su decisioni già prese. Non crediamo che la riforma della pubblica amministrazione da sola possa bastare al reperimento delle risorse per l’indebitamento. C’è bisogno di un progetto Paese sul quale confrontarsi, ma i tempi stringono. Non si può dire che chi in passato è stato in maggioranza oggi non avrebbe nemmeno titolo per esporre le proprie idee. Chi responsabilmente ha messo fine a un’esperienza di Governo, per responsabilità di fronte al Paese, Necessario garantire l’equità fiscale per tutti. Noi chiediamo che al più presto si espliciti l’idea di futuro per la Repubblica di San Marino e su quello saremo pronti a misurarci.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Vorrei focalizzarmi sul cosìddetto spoil system. Di primo acchito mi sembrava un articolo ingiusto, lesivo del principio di imparzialità. Ho cominciato a riflettere e studiare questo sistema. Ritengo essere sacrosanto che chi viene eletto dal popolo possa contare su persone con le quali ha un rapporto fiduciario all’interno dei Cda e dei vari organismi. Altrimenti potrebbe verificarsi uno scollamento. In Italia questo sistema in alcuni casi è dilagato. C’era un caso dove un sindaco aveva nominato un coordinatore comunale, venendo meno la nomina del sindaco, si era pensato di revocare l’incarico al coordinatore comunale, ma la Corte Costituzionale ha stabilito che in quel caso il rapporto fiduciario non esisteva. Sono casi estremi, casi limite. Chiedo alla maggioranza di non utilizzare questo sistema in maniera impropria. Lo spoil system avrà senso se la politica sarà autorevole e non sarà autoritaria.

Fernando Bindi (Rf): Le circostanze esterne che abbiamo ignorato per alcuni decenni non ci consentono più vie di fuga. Il processo di deterioramento dei conti pubblici non è iniziato recentemente. I sette articoli del progetto di legge non esauriscono la tematica del prestito. Da esso partono traiettorie che coinvolgono assetti afferenti la gestione del sistema economica finanziario e temi che sono autentiche ‘bombe’. Tali da far pensare ad un ritorno indietro di parecchi decenni. Allo stato patrimoniale più che allo stato di diritto. L’articolo 4 ne è un esempio. Può essere la rappresentatività il criterio base per amministrare un istituto di credito? In questo mondo in cui ci sono prodotti finanziari, tossici e non, il criterio dovrebbe essere la competenza. Qual è il livello di garanzie che possiamo e dobbiamo offrire? Ci poniamo in condizioni non di pregiudiziale contrarietà, ma non saremo spettatori plaudenti. Se gli emendamenti fossero tali e tanti da rendere initile il confronto, dovremo concludere che la fatica che abbiamo fatto per capire è stata inutile. Non avete affrontato la questione né con competenza né con razionalità. Se ci saranno sostanziali correzioni di rotta il nostro atteggiamento sarà di pieno e leale confronto.

Denise Bronzetti (Npr): A scanso di equovoci non siamo per cercare alibi. Se vogliamo ricostruire le difficoltà che nel tempo il nostro bilancio ha subito dobbiamo essere altrettanto onesti nel fare disamine politiche corrette. Ognuno si deve assumere la propria quota parte di responsabilità. Responsabilità che sono tante e sono diffuse e non riguardano solo alcune forze politiche piuttosto che esentarne altre. Equità fiscale e contributiva. Questo è un punto fermo che contraddistingue la nostra azione e che continuerà a contraddistinguerla. Dobbiamo dire al Paese alcune cose. Tutti nel tempo abbiamo contribuito molto poco. Alcune categorie hanno contribuito sempre, altre molto meno. Non è vero che non sono elencate le riforme che questo Governo ha intenzione di fare. Sono chiaramente indicate nel programma di Governo e all’interno di alcuni emendamenti che verranno presentati. Cos’è importante sostanzialmente che si capisca?

Alessandro Bevitori (Libera): Non siamo contro al debito di per sé. Siamo contrari a questo progetto di legge perché non c’è stato un intervento da parte del Governo ma anche della maggioranza che ci abbia detto: il debito lo facciamo in questa maniera e così lo andremo a ripagare. E’ il presupposto fondamentale per aprire il Paese al debito pubblico. Andiamo a fare una emissione di titoli per 500 milioni. Quando noi abbiamo verificato che non c’erano le circostanze e le condizioni per portare avanti un progetto Paese perché non avevamo la forza di poterlo fare, si è andati a casa. Voi invece state tirando dritto senza avere le risposte che sono necessarie. Prima di fare debito pubblico ci deve essere un progetto Paese che mi dica esattamente dove vado a spendere questi soldi e come li vado a investire, quali infrastrutture vado a creare, quali cantieri faccio partire, qual è il modello economico che voglio realizzare. Questo è il progetto Paese che mi deve consentire una serie di entrate che contemporaneamente a delle riforme di contenimento della spesa pubblica mi devono garantire l’equilibrio di bilancio. Ci sarebbero tante altre cose da dire sull’incoerenza del Movimento politico Rete. Se nella passata legislatura il Governo fosse arrivato all’ultimo con 50 emendamenti, ci sarebbe stata una rivolta in questa Aula. Dire che un professionista nominato in un Cda risponde alla politica è un grave errore. Un errore che purtroppo è stato commesso anche in altre sedi. I tassi del mercato sono abbastanza proibitivi: andare a peggiorare la nostra situazione è una cosa da non fare. Fare un provvedimento di questo tipo che va ad accrescere il debito pubblico – in un momento in cui stiamo andando sui mercati – è una cosa che a livello temporale andrebbe rivista. Ritorno al richiamo principale che è quello del progetto Paese. Dovete chiarire se volete l’appoggio di Libera. Con un provvedimento di questo tipo rischiate di essere i becchini del Paese.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Forse non siamo stati convincenti nel persuadere membri del Governo che una cricca criminale aveva messo gli occhi su San Marino. Nel momento in cui crolla la richezza vana, che non ha nulla, ecco che si sono cominciate ad avere le difficoltà e si è entrati nell’ottica di essere attenzionati dalle prede di un sistema finanziario. Non fate partire le dinamiche da Calcio Fiorentino, da rissa, qua dentro. Andate a vedere come funziona: è una resa dei conti. Certe parole arrivano da qualcuno di SSD che forse, facendo cadere il Governo nella scorsa legislatura, voleva un premio. Forse l’acredine per andare al potere per gestire il potere. Gli errori sono stati commessi da tutti. Bisogna entrare nell’ottica di non commetterli più. Se lo scopo è quello di fare politica per essere rieletti a me questo sistema non piace. Abbiate pazienza. Chi era presente nella scorsa legislatura lo ha sentito. Quante voci c’erano sugli enti dello Stato che qualcuno voleva privatizzare? Se le nomine vengono fatte in Aula consigliare è ovvio che sono nomine politiche. Il Cda deve essere riconfigurato nell’ottica di poter perseguire l’intento di un Governo, ad esempio nel preservare la mantenza statale di quell’ente. Prima di fare scivoloni bisogna leggere bene le norme. Questa variazione di bilancio è un ponte tra due isole che bisogna ricongiungere. Se vogliamo ancora imputarci gli errori degli uni e degli altri, non andiamo da nessuna parte. Sentire da parte di Renzi un evanescente concetto che lascia il tempo che trova, va bene, facciamo una scommessa: ci mettiamo tutti a lavorare non con la volontà di dover essere rivotati o di dover favorire qualcuno, ma con l’intento di salvare uno Stato, che non è una azienda.

Segretario di Stato Luca Beccari: Questa è una legge di assestamento che ha una sua natura particolare. E’ il primo atto finanziario che come ben sappiamo si è insediato in gennaio e non ha potuto beneficiare di una legge finanziaria che è espressione del suo programma di Governo. E’ vero che normalmente è da privilegiare la soluzione domestica per quanto riguarda il debito, ma quella soluzione non è infinita e illimitata, perché legata alla disponibilità di fondi e risparmi che ci sono a San Marino. Tutto il nostro debito è già nazionale. Si è formato un debito importante ma non è entrato un euro da fuori. Se fino a un certo punto è un vantaggio, oltre un certo punto diventa un limite. La soluzione del mercato è la più neutra e che offre più garanzie dal punto di vista politico.

Repliche

Segretario di Stato Marco Gatti: La responsabilità del Governo è fare delle scelte e prendere delle decisioni affinché siano disponibili gli strumenti necessari per fare ripartire un Paese danneggiato da un evento straordinario. Come Governo ci prendiamo l’impegno fin da subito di prendere in esame tutti gli emendanti delle forze politiche. E abbiamo già depositato ad inizio seduta gli emendamenti del Governo e anche facendo seguito a quanto annunciato in apertura di seduta useremo il tempo per poter accogliere e migliorare il progetto di legge.

Matteo Ciacci (Libera): Noi non abbiamo non solo avuto un solo momento di riflessione sul testo ma addirittura oggi ci vengono presentati oltre 50 emendamenti. Vorrei ricordare le battaglie sulle leggi omnibus di alcuni gruppi politici. Non prendiamoci in giro. Coerenza? Questa è incoerenza. Il Segretario ha detto che la soluzione migliore è quella dei capitali. Proporremo un emendamento per avere una rendicontazione puntale e precisa sul debito attraverso una Commissione congiunta. Le informazioni vanno condivise con responsabilità.

Andrea Zafferani (Rf): Il Segretario Gatti è stato bravissimo a glissare. Avete previsto la possibilità di fare contratti di finanziamento che fanno pensare ad azioni di carattere bilaterale con istituzioni e finanziatori privati. Segretario, ci può dire dove state andando a parare, verso dove vi state muovendo, a chi avete intenzione di chiederlo?

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Fare le leggi pensando ai nomi e cognomi delle persone è la cosa più abominevole che uno Stato può fare. Le leggi devono avere una loro specificità generale e devono riguardare l’intero Stato e devono avere la capacità di essere applicate. Stiamo correndo un grave rischio. E’ possibile utilizzare uno strumento per fare una legge Omnibus di questa portata? Andate a modificare l’amministrazione dell’ISS: come vi permette di fare? Fate un altro progetto di legge, non un blitz di questa natura.

Luca Boschi (Libera): Esprimiamo una certa delusione al termine di queste due giornate di confronto generale. Ci avete ulteriormente confuso le idee. Uno degli interlocutori sarà il Fmi, un altro il mercato dei capitali un altro l’Unione Europea. In campagna elettorale e nei dibattiti forti dubbi sull’accesso ai fondi della Comunità Europea forti dubbi sono stati espressi da parte della maggioranza. E’ fondamentale che voi Segretari ci indichiate i limiti e il perimetro di questo confronto.

Giovanni Maria Zonzini (Rete): Chi è il becchino del Paese. Chi ha acclarato un buco fatto con un bilancio fasullo o chi deve prenderne atto specialmente dopo la svendita dei crediti svalutati? Il becchino è chi scava la fossa o chi quella fosse si trova costretto dalla responsabilità di Governo a doverla coprire? Io stesso trovo non opportuno che in una variazione di bilancio si mettano argomenti che non c’entrano nulla, ma bisogna anche capire la situazione di emergenza. Noi non siamo becchini ma quelli che devono ricoprire la fossa.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): E’ un fatto di coerenza e onestà intellettuale. Siamo arrivati ad una situazione che non è più procastinabile e nessuno di noi sa se riusciremo a fuggire da questa situazione.

Oscar Mina (Pdcs): Io l’ho sempre detto. Se qua dentro facciamo politica io ci sto. Ma se dobbiamo venire qua dentro a parlare di scandali, allora non concordo. Io non capisco l’atto polemico ad oltranza. Qual è il nesso? Non abbiamo proposti anche noi tanti emendamenti bocciati? Se avete delle strade così meravigliose, tiratele fuori.

Vladimiro Selva (Libera): Vorrei ricordare a tutta l’Aula che questo Governo è nato sulla base di un programma che aveva un capitolo dedicato al metodo. Quindi si dava un certo valore al modo con cui si fanno le cose. Voi mettete davanti ai consiglieri, ai membri del Consiglio Grande e Generale 40 emendamenti che trattano di tutto.

Sara Conti (Rf): Repubblica Futura non ha ricevuto nessun invito. Noi abbiamo dato disponiblità per un confronto serio, ma poi se vengono fatti inviti esclusivi lo vorremmo sapere.

Marco Nicolini (Rete): Non ero al corrente e spero che non sia così, se così fosse consigliere Conti avrebbe ragione di protestare. Intervengo per ribadire la mia delusione per un dibattito consigliare oltremodo deludente. O ci accorgiamo della situazione oppure andiamo stupidamente tutti insieme a fondo in default. La questione degli emendamenti è da riguardare: io credo vada cambiato il regolamento consigliare ereditato dalla scorsa legislatura. Regolameto malfatto che va cambiato.

Eva Guidi (Libera): Potrebbero esserci responsabilità in riferimento alla possibilità che qualcuno abbia fatto concessione allegra di credito. Mi auguro di no, ma in questo caso c’è una apposita Commissione di inchiesta e delle azioni in tribunale che aspettano dei risultati. Dobbiamo guardare al futuro, ma con un occhio alle responsabilità. Sullo spoil system è necessario fare delle precisazioni: un conto sono gli alti dirigenti, un altro conto sono i membri del Cda delle aziende di diritto pubblico, un conto ancora i membri dei Cda degli enti locali. Alcuni sono dirigenti altri membri di organi.

Francesco Mussoni (Pdcs): Cominciare a parametrare il rendimento dei dirigenti sulla base del rendimento è un aspetto innovativo che viene introdotto. Ci sono interventi qualificanti e interventi successivi. L’assestamento ha un tema centrale che è quello dell’indebitamento e poi il disavanzo di 40 milioni di competenza delle amministrazioni. Ci sono state proposte di supporto all’attività ordinaria corrente e al perfezionamento di alcuni aspetti. Non è un provvedimento esaustivo. L’opposizione fa l’opposizione.

Segretario di Stato Marco Gatti: Ci sono emendamenti correttivi che non stravolgono il testo presentato in prima lettura ma ne ampliano alcuni aspetti, migliorano o chiariscono. Altri hanno un senso economico. Vogliamo che ci siano delle responsabilità. Abbiamo lavorato in questo senso. Ha un senso. Siccome è uno dei maggiori centri di costo, la grande sfida è riuscire a far sì che il peso degli scambi diminuisca. E questo lo si vuole fare garantendo la gratuità e la qualità dei servizi. Lo vogliamo fare attraverso dei manager che rispondono di quello che fanno. Se cambia il socio, cambiano i dirigenti in tutte le società di diritto privato. Non capisco perché questo non avvenga anche nel pubblico. E’ mantenere la pluralità dei prestatori che ci può garantire l’indipendenza. Stiamo esplorando anche il mercato.

 

 

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Prosegue il dibattito sull’articolato della variazione al bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2020

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Prosegue il dibattito sull’articolato della variazione al bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2020
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Nella seduta pomeridiana del Consiglio Grande e Generale di lunedì 29 giugno prosegue il dibattito sull’articolato della variazione al bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2020. A tenere banco è in particolar modo l’articolo 3. Via libera alla revisione dell’articolo proposta dal Governo attraverso un emendamento modificativo con il quale si autorizza il Congresso di Stato a stipulare contratti di finanziamento o ad emettere titoli di debito pubblico per un importo di 500 milioni di euro. Il comma 1.bis – relativo alla differenziazione del debito – specifica che i contratti di finanziamento possono essere stipulati con soggetti istituzionali esteri, organismi internazionali, banche centrali ed istituti di credito e finanziari e devono contenere le caratteristiche tecniche, la durata e le modalità di rimborso del finanziamento stesso. Con il comma 2.bis, invece, si afferma che “al fine di promuovere il rientro di somme o strumenti finanziari detenuti all’estero o reperire fondi per il rilancio economico del Paese e di mantenere e rafforzare lo stato sociale, parte dei titoli di debito pubblico potranno essere riservati alle persone fisiche e giuridiche sammarinesi ovunque residenti o ai cittadini stranieri residenti a San Marino”. Infine si dà mandato al Congresso di Stato di individuare “interventi mirati al contenimento della spesa pubblica e una sua progressiva riqualificazione”.

Rispetto alle modalità di Finanziamento, precisa il Segretario di Stato Marco Gatti, “abbiamo previsto un passaggio in Commissione” che tuttavia “non può essere preliminare alle scelte”. “Assolutamente d’accordo – aggiunge” che questa legislatura debba affrontare la questione delle riforme” ma “pensare di affrontare questi temi in un mese o due mi sembra impossibile”. “Noi chiediamo che il coinvolgimento sia prima, a priori, con una Commissione che sia veramente attiva su queste scelte e decisioni” ribatte Marika Montemaggi (Libera). “Non sono queste le modalità di confronto a cui noi pensavamo” rincara la dose Guerrino Zanotti (Libera). “Ancora una volta il Consiglio non trova di meglio che dividersi e riportare le discussioni ad un anno fa senza che facciamo uno sforzo comune a vedere come possiamo fare per affrontare questa situazione” è l’appello di Pasquale Valentini (Pdcs).  “Io sono convinto che non possiamo conteggiare il credito di imposta all’interno del debito pubblico sic et simpliciter così come non possiamo conteggiare i 500 milioni del Cinque Ter nel debito pubblico” è la posizione di Nicola Renzi (Rf). Per Giovanni Maria Zonzini (Rete) il debito andrà reso sostenibile tramite l’equità fiscale: lotta senza quartiere all’evasione fiscale e infine sul lato delle riforme fiscali andando a farle secondo il principio di far pagare di più a chi ha di più”.

Respinti gli emendamenti di Libera e Rf. I lavori proseguono fino alle 19.30 con l’emendamento di articolo aggiunti presentati da Governo e forze di opposizione.



Comma 6

Emendamento di Repubblica Futura totalmente soppressivo dell’articolo 3; Emendamento di Repubblica Futura in subordine modificativo del comma 4 e del comma 5 dell’articolo 3

 

Nicola Renzi (Rf): Noi siamo assolutamente favorevoli al fatto che si vada a sondare se all’interno della Repubblica di San Marino c’è la volontà di sottoscrivere titoli del debito dello Stato. Noi la riteniamo un’idea positiva che va naturalmente vagliata. Temiamo che potrebbe essere minato il tentativo di piazzamento di questi titoli. Fare una emissione di titoli nel momento in cui si dice che essi non saranno restituiti ma rinegoziati crediamo che non sia la via giusta. Per quanto riguarda il modificativo del comma 5. Crediamo che senza un mandato precisa da parte del Parlamento il Congresso di Stato potrebbe utilizzare le risorse in una unica soluzione per ripianare il debito di Cassa di Risparmio: questa rischia di essere una spirale senza fondo per questo ci vogliono dei parametri precisi e ben stabiliti.

Emendamento Libera parzialmente soppressivo del comma 5 dell’articolo 3 Emendamento Libera in subordine modificativo del comma 5 dell’articolo 3 Emendamento Libera aggiuntivo di un comma 6 all’articolo 3 Emendamento Libera in subordine aggiuntivo di un comma 6 all’articolo 3 Emendamento Libera aggiuntivo di un comma 7 all’articolo 3

Matteo Ciacci (Libera): Il debito deve essere da un lato sostenibile e correlato a un percorso che metta in evidenza la realizzazione di riforme strutturali. Non è una scelta che riguarda solo noi, ma chi arriverà dopo di noi. Voi in campagna elettorale avevate detto tutt’altro, i rapporti di cui avevate parlato si sono rivelati solo degli slogan. Andate sul mercato dei capitoli: vogliamo capire dove li andate a prendere, a quale tipo di interesse, e quale sarà il piano di riforme che accompagnerà questo percorso. Chiediamo che il debito non sia usato per pagare disavanzi o spesa corrente. Dev’esserci massima rendicontazione e massima trasparenza. Questi rapporti informali che noi adottiamo ci piacerebbe introdurli in un contesto istituzionale che ci possa consentire di capire dove vi state muovendo e qual è il mandato. Per questo chiediamo una Commissione Esteri e Finanze congiunte.

Emendamento Governo modificativo dell’articolo 3

Segretario di Stato Marco Gatti: La proposta del Governo fa sì che i 500 milioni di reperimento possono essere indirizzati verso più prestatori. L’articolo così com’è stata rimodulato dà la possibilità al Governo di rivolgersi a più prestatori per poter suddividere l’indebitamento. Sostenere il bilancio dello Stato non è sostenere l’economia? Non è solo metterli nel credito agevolato: sostenere l’economia è una molteplicità di interventi che lo Stato fa.

Dibattito

Segretario di Stato Marco Gatti: Noi riteniamo che il nostro emendamento ricomprenda buona parte di quelli presentati dalle forze di opposizione. Ci sono varie possibilità di andare sul mercato: è una analisi che stiamo facendo e che ci permetterà di verificare le migliori condizioni per lo Stato. E’ con le destinazioni che noi facciamo nei capitoli di bilancio che noi andremo a dire come le risorse che percepiremo sul mercato verranno destinate. Abbiamo previsto un passaggio in Commissione che non può essere preliminare alle scelte. Andremo in Commissione dicendo: abbiamo trovato queste soluzioni, compresi eventuali Decreti Delegati. Per quanto riguarda il discorso delle riforme: assolutamente d’accordo che questa legislatura debba affrontare la questione delle riforme pensionistiche, etc. Ma pensare di affrontare questi temi in un mese o due mi sembra impossibile.

Maria Montemaggi (Libera): Il parere del Segretario non ci convince. Noi svolgiamo un ruolo di indirizzo e vorremmo essere tutti coinvolti in un momento come questo di grande importanza. Firmare una emissione di 500 milioni coinvolge tutto il Paese e rappresenterà un coinvolgimento anche delle generazioni future. Passo fondamentale che deve essere blindato con dei passaggi di riforma. Noi chiediamo che il coinvolgimento sia prima, a priori, con una Commissione che sia veramente attiva su queste scelte e decisioni. Proprio per agire in maniera accordata dove le espressioni dei gruppi parlamentari siano veramente consapevoli di quello che verrà fatto. Sappiamo quanto sia difficile mettersi d’accordo sugli aspetti principali.

Fernando Bindi (Rf): Dovete dirci prima in che direzione state andando. Con chi state trattando. Quali sono le modalità e l’entità dell’interesse. Le garanzie che siamo in grado di dare. Tutti questi aspetti non sono accessori, secondari o complementari, ma fanno parte dell’insieme. Il nostro spirito non è farvi la guerra. Penso che sia nell’interesse generale e quindi anche vostro.

Guerrino Zanotti (Libera): Oggi scopriamo che le modalità ritenute più opportune sono di fare un passaggio negli organismi istituzionali comunicando le decisioni prese dal Governo. A noi questo non sta bene. Non sono queste le modalità di confronto a cui noi pensavamo. Una scelta così importante per la nostra Repubblica credo meriti un dibattito e un confronto serio e trasparente. Noi ci aspettiamo un coinvolgimento alla luce del sole. Su questo particolare argomento e ambito – che è quello del metodo – assolutamente siamo fermi.

Matteo Ciacci (Libera): Dove andiamo a prendere le risorse? Sappiamo che state giustamente andando sul mercato dei capitali. Dobbiamo mettere in evidenza delle contraddizioni rispetto al percorso associativo. Non siete ancora d’accordo oppure non condividete per partito preso? Lei, Segretario, ancora non ha dato un aiuto alle aziende, a imprenditori, artigiani, etc. Il malato è grave. E’ finito il tempo. Il malato ha bisogno di ossigeno ora. Lavoriamo insieme. Dateci il vostro contributo e coinvolgeteci. Spero Segretario che non agisca sempre con lo specchiettro retrovisore. In mezzo c’è il futuro delle nuove generazioni.

Sara Conti (Rf): E’ stata tralasciata completamente la pate diplomatica. Per noi è molto grave che nessuno delle opposizioni a questo punto sappia nulla delle vie che il Governo intende percorrere. Per quanto riguarda la considerazione di merito. La proposta di destinare il 45 per cento delle risorse reperite al fondo per lo sviluppo dell’economia avrebbe una mission. Gli interventi vanno individuate, ma sapremo che quella parte di risorse servirà a rilanciare l’econonia. Altrimenti rischieremmo di finanziare la spesa corrente con le risorse che andremo a reperire.

Pasquale Valentini (Pdcs): Ancora una volta il Consiglio non trova di meglio che dividersi e riportare le discussioni ad un anno fa senza che facciamo uno sforzo comune a vedere come possiamo fare per affrontare questa situazione. C’è un altro passaggio ancora che coinvolge ulteriormente gli organismi e in particolare la Commissione. Ci sono altri due punti che possono essere oggetto di discussione la cui enunciazione personalmente non mi soddisfa. Il 5 bis credo abbia bisogno di uno sviluppo. Le risorse di cui parliamo – riqualificazione, contenimento della spesa – riguardano tutto, dalla sanità alla scuola. La maggioranza è consapevole che siamo davanti a una situazione molto seria e delicata. Il problema è vedere come ci possiamo aiutare a non sbagliare i colpi. Sbagliare in questa fase è troppo pericoloso.

Nicola Renzi (Rf): Bisogna rispondere con la ragione alle cose che Valentini ha detto. Il comma 1 bis è migliorativo rispetto alla formulazione precedente: noi lo riconosciamo. Il problema non è tanto la commissione finanze e come lavorerà. Il problema è: rispetto a quell’ordine del giorno, quando si colloca la Commissione Finanze? Ricordo la fervente contrarietà di Ap sul decreto al credito di imposta. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che c’era qualcuno che faceva interessi? Io credo molto lealmente che il credito di imposta sia stata un’invenzione per favorire delle fusioni bancarie che altrimenti sarebbero state un patatrac. Lei, con la sua affermazione di prima, ha detto una cosa gravissima: ha riconosciuto per consolidato un rapporto debito/Pil dell’86 per cento. Io sono convinto che non possiamo conteggiare il credito di imposta all’interno del debito pubblico sic et simpliciter così come non possiamo conteggiare i 500 milioni del Cinque Ter nel debito pubblico.

Emanuele Santi (Rete): Vorrei replicare alle affermazioni del consigliere Renzi. Non possiamo cadere dal pero rispetto ai debiti. Con questo articolo rimodellato, riscritto completamente si va di fatto a mettere tutta una serie di aggiunte che vanno ad integrare una serie di pluralità di soggetti a cui si va a chiedere il prestito. Sul tavolo ci sono tutte le modalità e tutti i soggetti. E’ questo il punto. Voglio porre l’accento sul Comma 2 Bis perché è uno dei più qualificanti. Abbiamo somme di cittadini sammarinesi: noi dobbiamo fare in modo che rientrino. A questi ci dobbiamo rivolgere. Un appello alle forze di opposizione: questo Paese deve ricreare le condizioni di fiducia. Noi dobbiamo puntare sul rientro dei capitali.

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: La situazione era già complicata e difficile prima del Covid. Il bilancio strutturale era in difficoltà già da diversi anni. Ora ci aspetta una strada che è quella del reperire risorse. Una diversificazione. Si cercherà di trovare più strade. Una è quella del mercato di capitali. Si cercherà di reperire le migliori condizioni possibili disponibili sul mercato in questo momento. Io credo sia importante che come Paese ci mettiamo nell’ottica di fare uno sforzo comune senza retropensieri. Il processo di riforma sarà fondamentale e anche qui è stato aggiunto un comma specifico.

Alessandro Bevitori (Libera): Interventi come quelli del consigliere Valentini rinfrancano perché vuol dire che qualcuno nella maggioranza esplicita questa preoccupazione. Portare una decisione preconfezionata in Commissione non vuol dire avere fatto un’analisi del ventaglio di possibili soluzioni che possiamo affrontare. Un passaggio necessario su cui insistiamo: il contenimento della spesa per cercare di restituire questo debito. Se riusciamo a cambiare metodo ci potrà essere il nostro contributo per tante cose. Mi fa piacere si fa riferimento al rientro dei capitali. Oggi si è cambiato idea anche su questo. Daremo il nostro contributo, però cambio di metodo. Se arrivate in Aula con pacchetti preconfezionati, per noi sarà impossibile intervenire.

Miriam Farinelli (Rf): Oggi da quanto ne sappiamo siamo di fronte a una delega – cambiale in bianco che presta il fianco a troppe variabili. Dobbiamo conoscere le garanzie, chi ci presterà il denaro, etc. Sono elementi che dobbiamo conoscere per poter condividere le scelte.

Alice Mina (Pdcs): Sostengo con forza la diviersificazione del debito per evitare il rischio di diventare ostaggio di qualcuno. L’indebitamento estero porterà il nostro Paese a un passaggio epocale che ne cambierà l’assetto economico. Sono necessarie attente valutazioni all’insegna di trasparenza e condivisione. Da ciò che decideremo di mettere in campo dipenderà il futuro della Repubblica e delle nuove generazioni. Generazioni che vanno tutelate. Altra modifica che ritengo necessaria è quella sul Comma 2 Bis. Ma al reperimento di risorse va affiancato un progetto di rilancio del sistema Paese sammarinese. Misure a sostegno del sistema economico. Un piano operativo per l’avvio di opere infrastrutturali. Delineare le strategie per un aumento del Pil. Un passo concreto verso la ripresa.

Stefano Giualinelli (Pdcs): Per quanto riguarda la riserva portata all’attenzione del consigliere Renzi sul rapporto debito/Pil, ci nascondiamo dietro un dito se non consideriamo il debito legato al Cinque Ter una passività del bilancio pubblico. Importante il Cinque bis e condivido le perplessità di alcuni consiglieri di opposizione. Poteva essere sviluppato in maniera più approfondita, ma segna un passaggio importante, dà mandato al Congresso di individuare interventi mirati al contenimento della spesa. Bisognerà lavorare in maniera molto importante.

Maria Katia Savoretti (Rf): Ricordo che il 23 aprile era stato sottoscritto un Odg che non viene rispecchiato dalla maggioranza. Odg sottoscritto invece all’unanimità. Noi stessi riteniamo che l’articolo 1 bis è sicuramente migliorativo, ma non rispecchia quanto è stato sottoscritto. Necessario prevedere diversi interventi a sostegno del Paese. Noi lamentiamo la mancanza di coinvolgimento e di dialogo con noi. Se quello che noi proponiamo è condivisibile, viene poi sempre e comunque bocciato. Non c’è la volontà di portare avanti e ottemperare quello che è stato sottoscritto.

Eva Guidi (Libera): Questo articolo 3 è il passaggio più significativo del Progetto che stiamo discutendo. E’ un argomento sul quale ci siamo tante volte soffermati. E’ bene trovare condivisione su un argomento tanto importante come quello del debito. La condivisione è altra cosa rispetto a un passaggio formale in Commissione Finanze. Noi chiediamo la presenza di un progetto paese in cui si identificano bene gli investimenti a livello finanziario, di infrastrutture e delle aziende.

Andrea Zafferani (Rf): Le interpretazioni autentiche e gli stipendi dei dirigenti cosa c’entrano con una legge obbligatoria? Sulla destinazione delle risorse allo sviluppo: mi auguro che non abbiate l’idea di assumere 2mila dipendenti pubblici. Capite bene che sarebbe spesa corrente della peggiore specie. C’è un po’ di differenza tra politiche di sviluppo a lungo termine e breve termine. La nostra proposta è di destinare le risorse al fondo di solidarietà e che al suo interno valuterà gli interventi migliori da fare. Cerchiamo di non fare in modo che il rimpallo di responsabilità politiche superi le esigenze reali del Paese.

Giovanni Maria Zonzini (Rete): E’ un momento di fortissimo rallentamento dell’economia mondiale. Gran parte di questo debito andrà investito per la ripresa economica. Si diceva che neanche un centesimo di questo prestito andrà buttato nella spesa pubblica. La spesa pubblica dovrà essere rivisitata e qualificata. Andranno tagliati gli sprechi e laddove possibile andranno garantiti i medesimi servizi spendendo il meno possibile. Ciò non significa che si consideri buttato ogni singolo centesimo che serva a curare i cittadini o istruire i giovani. Il debito andrà reso sostenibile tramite l’equità fiscale: lotta senza quartiere all’evasione fiscale e infine sul lato delle riforme fiscali andando a farle secondo il principio di far pagare di più a chi ha di più.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Questa possibilità deve essere giocata bene da tutti gli attori in causa. E’ una necessità. Se si vogliono fare le guerre di barricata su questo tema estremamente delicato, non andremo da nessuna parte e non mi riferisco solo alle forze politiche. Ci sono delle risposte da dare. L’1 bis va incontro a quell’ordine del giorno sottoscritto: si va alla ricerca di diversi prestatori non di uno unico.

Nicola Renzi (Rf): Che il clima sia cambiato è reso evidente dal fatto che mentre nella passata legislatura – quando qualcuno parlava di indebitamento o esigenza di liquidità – c’erano le più clamorose levate di scudi. Ci troviamo ad approvare questo articolo che segnerà irrimediabilmente la storia del nostro Paese e siamo davanti al silenzio più assordante. Mi sarei aspettato da parte delle organizzazioni sindacali un’attenzione maggiore al coinvolgimento nullo a loro riservato.

Matteo Ciacci (Libera): Devo apprezzare l’intervento di Pasquale Valentini che ha messo in evidenza la necessità di un percorso di partecipazione maggiore. Noi chiedevamo due cose. La prima è che la rendicontazione è che il percorso venisse condiviso prima non nel momento dell’adozione quando i giochi sono già fatti. In secondo luogo chiedevamo che a livello istituzionale ogni euro speso nel debito estero passasse in Consiglio Grande e Generale. Questa è la sede deputata per condividere le scelte.

Segretario di Stato Marco Gatti: Il programma di questo Governo lo ritengo essere fortemente attuale. Queste vicende ci impongono di essere fortemente determinati a fare quelle riforme che nel programma di Governo sono indicate. Non si può pensare che attraverso queste risorse si affronti la stroardinarietà

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Report del Consiglio Grande e Generale del 25 giugno – sessione del pomeriggio https://www.dire.it/26-06-2020/478774-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-25-giugno-sessione-del-pomeriggio/ Fri, 26 Jun 2020 09:01:11 +0000 https://www.dire.it/?p=478774

Nella seduta del 25 giugno i lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020

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Nella seduta del 25 giugno i lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020
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Nella seduta del 25 giugno i lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono con il dibattito sulla seconda lettura della variazione di bilancio per l’anno finanziario 2020. Progetto di legge che vede la presentazione di circa una cinquantina di emendamenti da parte delle varie forze politiche. “In 3 anni la raccolta bancaria è calata di oltre un miliardo. Soldi di cittadini sammarinesi che hanno perso la fiducia a causa di operazioni dissennate. Dobbiamo creare le condizioni per chiudere i buchi del passato e far ripartire l’economia” dice Emanuele Santi (Rete). Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi) interviene sullo spoil system: “Chiedo alla maggioranza di non utilizzare questo sistema in maniera impropria: avrà senso se la politica sarà autorevole e non sarà autoritaria”. Denise Bronzetti (Npr) chiede ai colleghi consiglieri di assumersi le rispettive “responsabilità, che sono tante e sono diffuse e non riguardano solo alcune forze politiche piuttosto che esentarne altre”. Alessandro Bevitori (Libera) torna ad invocare “un progetto Paese”. “Con un provvedimento di questo tipo – avverte – rischiate di essere i becchini del Paese”. Quanto all’indebitamento, “la soluzione del mercato è la più neutra e che offre più garanzie dal punto di vista politico” osserva il Segretario di Stato Luca Beccari. “Il becchino è chi scava la fossa o chi quella fosse si trova costretto dalla responsabilità di Governo a doverla coprire?” dice Giovanni Maria Zonzini (Rete) replicando a Bevitori. Giuseppe Maria Morganti (Libera), con riferimento agli emendamenti della maggioranza, parla di “legge omnibus” e di “blitz”. “La responsabilità del Governo – dice il Segretario di Stato Marco Gatti – è fare delle scelte e prendere delle decisioni affinché siano disponibili gli strumenti necessari per fare ripartire un Paese danneggiato da un evento straordinario. Come Governo ci prendiamo l’impegno fin da subito di prendere in esame tutti gli emendanti delle forze politiche”. I lavori vengono sospesi prima delle 17 per dare la possibilità ai consiglieri di esaminare attentamente gli emendamenti presentati. Riprenderanno nella giornata di domani.

 

Comma 6

Emanuele Santi (Rete): La scelta che dovremo fare avrà ripercussioni economiche importanti. Dovremo restituire il capitale a scadenza fatta salva la necessità di un rinnovo. Ma ci saranno ripercussioni anche politiche: dovremo valutare attentamente a chi chiedere i soldi e quali saranno le condizioni a cui sottostare. La scelta dovrà essere ponderata per economicità e mantenimento della nostra sovranità. Rete non ha alcuna responsabilità dei guai che si sono creati nel tempo. Bisogna dire con forza che il buco c’era e lo avete aggravato. In 3 anni la raccolta bancaria è calata di oltre un miliardo. Soldi di cittadini sammarinesi che hanno perso la fiducia a causa di operazioni dissennate. Abbiamo uno sbilancio dei fondi pensioni per oltre 26 milioni. L’ISS perde milioni di euro ogni anno. Su Cassa bisogna far diventare fruttifero l’attivo infruttifero con l’obiettivo di far tornare in equilibrio la banca. Bisogna assolutamente gestire la partita Delta che oggi al nostro Paese è costata 1 miliardo e tre. Dobbiamo creare le condizioni per chiudere i buchi del passato e far ripartire l’economia. Servono risorse per sostenere imprese e cittadini. I tempi sono cambiati, abbiamo voltato pagine, possiamo ripartire.

 

Guerrino Zanotti (Libera): Ci sono membri dell’attuale maggioranza che hanno ricoperto incarichi di Governo negli anni in cui si sono create le condizioni per una situazione deficitaria del bilancio dello Stato. Parliamo dell’indebitamento del nostro Paese. Mai nascosto che c’era questa criticità. Ci dicono che tutte le strade sono aperte, ma ci apprestiamo ad approvare questo progetto di legge ma non sappiamo esattamente quale sarà la strada da percorrere. Noi siamo disponibili al confronto purché sia leale e trasparente e non rimanga solo un confronto su decisioni già prese. Non crediamo che la riforma della pubblica amministrazione da sola possa bastare al reperimento delle risorse per l’indebitamento. C’è bisogno di un progetto Paese sul quale confrontarsi, ma i tempi stringono. Non si può dire che chi in passato è stato in maggioranza oggi non avrebbe nemmeno titolo per esporre le proprie idee. Chi responsabilmente ha messo fine a un’esperienza di Governo, per responsabilità di fronte al Paese, Necessario garantire l’equità fiscale per tutti. Noi chiediamo che al più presto si espliciti l’idea di futuro per la Repubblica di San Marino e su quello saremo pronti a misurarci.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Vorrei focalizzarmi sul cosìddetto spoil system. Di primo acchito mi sembrava un articolo ingiusto, lesivo del principio di imparzialità. Ho cominciato a riflettere e studiare questo sistema. Ritengo essere sacrosanto che chi viene eletto dal popolo possa contare su persone con le quali ha un rapporto fiduciario all’interno dei Cda e dei vari organismi. Altrimenti potrebbe verificarsi uno scollamento. In Italia questo sistema in alcuni casi è dilagato. C’era un caso dove un sindaco aveva nominato un coordinatore comunale, venendo meno la nomina del sindaco, si era pensato di revocare l’incarico al coordinatore comunale, ma la Corte Costituzionale ha stabilito che in quel caso il rapporto fiduciario non esisteva. Sono casi estremi, casi limite. Chiedo alla maggioranza di non utilizzare questo sistema in maniera impropria. Lo spoil system avrà senso se la politica sarà autorevole e non sarà autoritaria.

Fernando Bindi (Rf): Le circostanze esterne che abbiamo ignorato per alcuni decenni non ci consentono più vie di fuga. Il processo di deterioramento dei conti pubblici non è iniziato recentemente. I sette articoli del progetto di legge non esauriscono la tematica del prestito. Da esso partono traiettorie che coinvolgono assetti afferenti la gestione del sistema economica finanziario e temi che sono autentiche ‘bombe’. Tali da far pensare ad un ritorno indietro di parecchi decenni. Allo stato patrimoniale più che allo stato di diritto. L’articolo 4 ne è un esempio. Può essere la rappresentatività il criterio base per amministrare un istituto di credito? In questo mondo in cui ci sono prodotti finanziari, tossici e non, il criterio dovrebbe essere la competenza. Qual è il livello di garanzie che possiamo e dobbiamo offrire? Ci poniamo in condizioni non di pregiudiziale contrarietà, ma non saremo spettatori plaudenti. Se gli emendamenti fossero tali e tanti da rendere initile il confronto, dovremo concludere che la fatica che abbiamo fatto per capire è stata inutile. Non avete affrontato la questione né con competenza né con razionalità. Se ci saranno sostanziali correzioni di rotta il nostro atteggiamento sarà di pieno e leale confronto.

Denise Bronzetti (Npr): A scanso di equovoci non siamo per cercare alibi. Se vogliamo ricostruire le difficoltà che nel tempo il nostro bilancio ha subito dobbiamo essere altrettanto onesti nel fare disamine politiche corrette. Ognuno si deve assumere la propria quota parte di responsabilità. Responsabilità che sono tante e sono diffuse e non riguardano solo alcune forze politiche piuttosto che esentarne altre. Equità fiscale e contributiva. Questo è un punto fermo che contraddistingue la nostra azione e che continuerà a contraddistinguerla. Dobbiamo dire al Paese alcune cose. Tutti nel tempo abbiamo contribuito molto poco. Alcune categorie hanno contribuito sempre, altre molto meno. Non è vero che non sono elencate le riforme che questo Governo ha intenzione di fare. Sono chiaramente indicate nel programma di Governo e all’interno di alcuni emendamenti che verranno presentati. Cos’è importante sostanzialmente che si capisca?

Alessandro Bevitori (Libera): Non siamo contro al debito di per sé. Siamo contrari a questo progetto di legge perché non c’è stato un intervento da parte del Governo ma anche della maggioranza che ci abbia detto: il debito lo facciamo in questa maniera e così lo andremo a ripagare. E’ il presupposto fondamentale per aprire il Paese al debito pubblico. Andiamo a fare una emissione di titoli per 500 milioni. Quando noi abbiamo verificato che non c’erano le circostanze e le condizioni per portare avanti un progetto Paese perché non avevamo la forza di poterlo fare, si è andati a casa. Voi invece state tirando dritto senza avere le risposte che sono necessarie. Prima di fare debito pubblico ci deve essere un progetto Paese che mi dica esattamente dove vado a spendere questi soldi e come li vado a investire, quali infrastrutture vado a creare, quali cantieri faccio partire, qual è il modello economico che voglio realizzare. Questo è il progetto Paese che mi deve consentire una serie di entrate che contemporaneamente a delle riforme di contenimento della spesa pubblica mi devono garantire l’equilibrio di bilancio. Ci sarebbero tante altre cose da dire sull’incoerenza del Movimento politico Rete. Se nella passata legislatura il Governo fosse arrivato all’ultimo con 50 emendamenti, ci sarebbe stata una rivolta in questa Aula. Dire che un professionista nominato in un Cda risponde alla politica è un grave errore. Un errore che purtroppo è stato commesso anche in altre sedi. I tassi del mercato sono abbastanza proibitivi: andare a peggiorare la nostra situazione è una cosa da non fare. Fare un provvedimento di questo tipo che va ad accrescere il debito pubblico – in un momento in cui stiamo andando sui mercati – è una cosa che a livello temporale andrebbe rivista. Ritorno al richiamo principale che è quello del progetto Paese. Dovete chiarire se volete l’appoggio di Libera. Con un provvedimento di questo tipo rischiate di essere i becchini del Paese.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Forse non siamo stati convincenti nel persuadere membri del Governo che una cricca criminale aveva messo gli occhi su San Marino. Nel momento in cui crolla la richezza vana, che non ha nulla, ecco che si sono cominciate ad avere le difficoltà e si è entrati nell’ottica di essere attenzionati dalle prede di un sistema finanziario. Non fate partire le dinamiche da Calcio Fiorentino, da rissa, qua dentro. Andate a vedere come funziona: è una resa dei conti. Certe parole arrivano da qualcuno di SSD che forse, facendo cadere il Governo nella scorsa legislatura, voleva un premio. Forse l’acredine per andare al potere per gestire il potere. Gli errori sono stati commessi da tutti. Bisogna entrare nell’ottica di non commetterli più. Se lo scopo è quello di fare politica per essere rieletti a me questo sistema non piace. Abbiate pazienza. Chi era presente nella scorsa legislatura lo ha sentito. Quante voci c’erano sugli enti dello Stato che qualcuno voleva privatizzare? Se le nomine vengono fatte in Aula consigliare è ovvio che sono nomine politiche. Il Cda deve essere riconfigurato nell’ottica di poter perseguire l’intento di un Governo, ad esempio nel preservare la mantenza statale di quell’ente. Prima di fare scivoloni bisogna leggere bene le norme. Questa variazione di bilancio è un ponte tra due isole che bisogna ricongiungere. Se vogliamo ancora imputarci gli errori degli uni e degli altri, non andiamo da nessuna parte. Sentire da parte di Renzi un evanescente concetto che lascia il tempo che trova, va bene, facciamo una scommessa: ci mettiamo tutti a lavorare non con la volontà di dover essere rivotati o di dover favorire qualcuno, ma con l’intento di salvare uno Stato, che non è una azienda.

Segretario di Stato Luca Beccari: Questa è una legge di assestamento che ha una sua natura particolare. E’ il primo atto finanziario che come ben sappiamo si è insediato in gennaio e non ha potuto beneficiare di una legge finanziaria che è espressione del suo programma di Governo. E’ vero che normalmente è da privilegiare la soluzione domestica per quanto riguarda il debito, ma quella soluzione non è infinita e illimitata, perché legata alla disponibilità di fondi e risparmi che ci sono a San Marino. Tutto il nostro debito è già nazionale. Si è formato un debito importante ma non è entrato un euro da fuori. Se fino a un certo punto è un vantaggio, oltre un certo punto diventa un limite. La soluzione del mercato è la più neutra e che offre più garanzie dal punto di vista politico.

Repliche

Segretario di Stato Marco Gatti: La responsabilità del Governo è fare delle scelte e prendere delle decisioni affinché siano disponibili gli strumenti necessari per fare ripartire un Paese danneggiato da un evento straordinario. Come Governo ci prendiamo l’impegno fin da subito di prendere in esame tutti gli emendanti delle forze politiche. E abbiamo già depositato ad inizio seduta gli emendamenti del Governo e anche facendo seguito a quanto annunciato in apertura di seduta useremo il tempo per poter accogliere e migliorare il progetto di legge.

Matteo Ciacci (Libera): Noi non abbiamo non solo avuto un solo momento di riflessione sul testo ma addirittura oggi ci vengono presentati oltre 50 emendamenti. Vorrei ricordare le battaglie sulle leggi omnibus di alcuni gruppi politici. Non prendiamoci in giro. Coerenza? Questa è incoerenza. Il Segretario ha detto che la soluzione migliore è quella dei capitali. Proporremo un emendamento per avere una rendicontazione puntale e precisa sul debito attraverso una Commissione congiunta. Le informazioni vanno condivise con responsabilità.

Andrea Zafferani (Rf): Il Segretario Gatti è stato bravissimo a glissare. Avete previsto la possibilità di fare contratti di finanziamento che fanno pensare ad azioni di carattere bilaterale con istituzioni e finanziatori privati. Segretario, ci può dire dove state andando a parare, verso dove vi state muovendo, a chi avete intenzione di chiederlo?

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Fare le leggi pensando ai nomi e cognomi delle persone è la cosa più abominevole che uno Stato può fare. Le leggi devono avere una loro specificità generale e devono riguardare l’intero Stato e devono avere la capacità di essere applicate. Stiamo correndo un grave rischio. E’ possibile utilizzare uno strumento per fare una legge Omnibus di questa portata? Andate a modificare l’amministrazione dell’ISS: come vi permette di fare? Fate un altro progetto di legge, non un blitz di questa natura.

Luca Boschi (Libera): Esprimiamo una certa delusione al termine di queste due giornate di confronto generale. Ci avete ulteriormente confuso le idee. Uno degli interlocutori sarà il Fmi, un altro il mercato dei capitali un altro l’Unione Europea. In campagna elettorale e nei dibattiti forti dubbi sull’accesso ai fondi della Comunità Europea forti dubbi sono stati espressi da parte della maggioranza. E’ fondamentale che voi Segretari ci indichiate i limiti e il perimetro di questo confronto.

Giovanni Maria Zonzini (Rete): Chi è il becchino del Paese. Chi ha acclarato un buco fatto con un bilancio fasullo o chi deve prenderne atto specialmente dopo la svendita dei crediti svalutati? Il becchino è chi scava la fossa o chi quella fosse si trova costretto dalla responsabilità di Governo a doverla coprire? Io stesso trovo non opportuno che in una variazione di bilancio si mettano argomenti che non c’entrano nulla, ma bisogna anche capire la situazione di emergenza. Noi non siamo becchini ma quelli che devono ricoprire la fossa.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): E’ un fatto di coerenza e onestà intellettuale. Siamo arrivati ad una situazione che non è più procastinabile e nessuno di noi sa se riusciremo a fuggire da questa situazione.

Oscar Mina (Pdcs): Io l’ho sempre detto. Se qua dentro facciamo politica io ci sto. Ma se dobbiamo venire qua dentro a parlare di scandali, allora non concordo. Io non capisco l’atto polemico ad oltranza. Qual è il nesso? Non abbiamo proposti anche noi tanti emendamenti bocciati? Se avete delle strade così meravigliose, tiratele fuori.

Vladimiro Selva (Libera): Vorrei ricordare a tutta l’Aula che questo Governo è nato sulla base di un programma che aveva un capitolo dedicato al metodo. Quindi si dava un certo valore al modo con cui si fanno le cose. Voi mettete davanti ai consiglieri, ai membri del Consiglio Grande e Generale 40 emendamenti che trattano di tutto.

Sara Conti (Rf): Repubblica Futura non ha ricevuto nessun invito. Noi abbiamo dato disponiblità per un confronto serio, ma poi se vengono fatti inviti esclusivi lo vorremmo sapere.

Marco Nicolini (Rete): Non ero al corrente e spero che non sia così, se così fosse consigliere Conti avrebbe ragione di protestare. Intervengo per ribadire la mia delusione per un dibattito consigliare oltremodo deludente. O ci accorgiamo della situazione oppure andiamo stupidamente tutti insieme a fondo in default. La questione degli emendamenti è da riguardare: io credo vada cambiato il regolamento consigliare ereditato dalla scorsa legislatura. Regolameto malfatto che va cambiato.

Eva Guidi (Libera): Potrebbero esserci responsabilità in riferimento alla possibilità che qualcuno abbia fatto concessione allegra di credito. Mi auguro di no, ma in questo caso c’è una apposita Commissione di inchiesta e delle azioni in tribunale che aspettano dei risultati. Dobbiamo guardare al futuro, ma con un occhio alle responsabilità. Sullo spoil system è necessario fare delle precisazioni: un conto sono gli alti dirigenti, un altro conto sono i membri del Cda delle aziende di diritto pubblico, un conto ancora i membri dei Cda degli enti locali. Alcuni sono dirigenti altri membri di organi.

Francesco Mussoni (Pdcs): Cominciare a parametrare il rendimento dei dirigenti sulla base del rendimento è un aspetto innovativo che viene introdotto. Ci sono interventi qualificanti e interventi successivi. L’assestamento ha un tema centrale che è quello dell’indebitamento e poi il disavanzo di 40 milioni di competenza delle amministrazioni. Ci sono state proposte di supporto all’attività ordinaria corrente e al perfezionamento di alcuni aspetti. Non è un provvedimento esaustivo. L’opposizione fa l’opposizione.

Segretario di Stato Marco Gatti: Ci sono emendamenti correttivi che non stravolgono il testo presentato in prima lettura ma ne ampliano alcuni aspetti, migliorano o chiariscono. Altri hanno un senso economico. Vogliamo che ci siano delle responsabilità. Abbiamo lavorato in questo senso. Ha un senso. Siccome è uno dei maggiori centri di costo, la grande sfida è riuscire a far sì che il peso degli scambi diminuisca. E questo lo si vuole fare garantendo la gratuità e la qualità dei servizi. Lo vogliamo fare attraverso dei manager che rispondono di quello che fanno. Se cambia il socio, cambiano i dirigenti in tutte le società di diritto privato. Non capisco perché questo non avvenga anche nel pubblico. E’ mantenere la pluralità dei prestatori che ci può garantire l’indipendenza. Stiamo esplorando anche il mercato.

 

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Report del Consiglio Grande e Generale del 23 giugno – pomeriggio https://www.dire.it/26-06-2020/478705-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-23-giugno-pomeriggio/ Fri, 26 Jun 2020 07:45:38 +0000 https://www.dire.it/?p=478705

Nel pomeriggio i lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 2 e in particolar modo dalle risposte alle interpellanze ed interrogazioni.

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Nel pomeriggio i lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 2 e in particolar modo dalle risposte alle interpellanze ed interrogazioni.
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Nel pomeriggio i lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 2 e in particolar modo dalle risposte alle interpellanze ed interrogazioni. A calamitare l’attenzione è in particolar modo quella presentata dai consiglieri di Libera (eccetto Alessandro Bevitori) su un “presunto incontro tra Segretario di Stato per la Giustizia e un magistrato della Repubblica di San Marino”. Il Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini conferma di avere avuto un incontro con “un giudice superiore tra i più alti in grado”. “In un momento emergenziale credo debba essere svolto tutto ciò che può essere fatto per questo Paese” spiega. Poi aggiunge: “Il mio lavoro è fare in modo che la giustizia possa tornare a funzionare”. “Ringrazio il Segretario per la celerità della risposta, ma avremmo voluto conoscere gli argomenti trattati nell’incontro” replica Vladimiro Selva (Libera), il quale poi incalza il Segretario sulla “mancata convocazione della Commissione Giustizia: quella era la sede in cui dibattere il tema”.

Di giustizia si continua a parlare anche con il Comma 3: “Riferimento del Segretario di Stato per la Giustizia sulle linee di indirizzo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e successivo dibattito”. Cardine della riforma, spiega il Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini, sarà “il rafforzamento dell’indipendente della magistratura. Unico modo per difendere il diritto fondamentale ad avere un processo equo da un tribunale imparziale. Andrà impedita ogni interferenza tra giudici e fonti esterne che potrebbero influenzarli”. A proposito di Consiglio giudiziario, gli standard internazionali ci suggeriscono “una riflessione sulla presenza dei politici attivi” all’interno dello stesso. Occorre capire – anche nel rispetto degli organismi internazionali – come avere un riscontro e portare una rappresentanza della società civile all’interno del Consiglio giudiziario plenario, come la politica può inserirsi in questi organismi e andare a nominare altre persone”. Si dovrà inoltre “valutare l’introduzione di sanzioni per chi viola le condizioni disciplinari. Ciò consentirebbe di porre rimedio a una grave lacuna”. “La funzione monocratica – di un giudice in appello non è semplice – aggiunge il Segretario di Stato -. Un ragionamento lo dobbiamo fare, se creare un’ultima istanza o delle Corti”.

Ha inizio quindi il dibattito. Per Pasquale Valentini (Pdcs) “ci troviamo in una situazione di emergenza”. “Nel corso degli anni c’è stato un prevaricamento di alcune funzioni, creando situazioni di conflittualità e portando ad una alterazione del rapporto tra politica e magistratura”. Secondo Giuseppe Maria Morganti (Libera) “occcorre trovare una terza via che possa generare una soluzione utile in particolare al Paese”. Iro Belluzzi (Npr) manda una frecciata a Rf sul tema del magistrato dirigente. “E’ stata minata la sua presenza e la possibilità di continuare a svolgere quel ruolo per un approccio sbagliato fatto dal precedente Governo”. Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi) propone l’istituzione di una sezione di tribunale per minori. Inoltre “non si può non parlare anche della riforma della procedura penale: il rito processuale sammarinese è del 1878” ricorda. “Libera – dice Luca Boschi – ha teso la mano per trovare una soluzione terza ed imparziale. Chiedo al Governo di cogliere questo invito al confronto”. Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete) invoca “più coraggio” per quanto riguarda il Consiglio giudiziario. “Perché la composizione politica non può essere di esperti di diritto?” domanda. E ancora: “perché non possiamo creare una separazione tra magistratura inquirente e magistratura decisionale? Perché non possiamo creare una Procura?” Per Matteo Ciacci (Libera) con la riforma proposta“si vanno solo a cambiare piccole questioni che vanno a toccare piccoli interessi specifici”.

Comma 2 – Comunicazioni

Gian Matteo Zeppa (Rete): La ripartenza è legata a tutta una serie di fattori congeniti nel sistema sammarinese e alla mala gestio lasciata in dote a questo Governo. Le cose bisogna farle e bisogna farle immediatamente. Occorre ripartire con la politica dei piccoli passi. Per la prima volta in sette anni ho assistito a una sessione della Commissione Affari Esteri diversa. Una Commissione con un ampio respiro. Spesso facciamo la tara a quello che accade a San Marino e perdiamo di vista ciò che accade fuori. Abbiamo avuto modo, grazie anche agli interventi di ambasciatore e console, di avere un ampio su ciò che diverse nazioni hanno vissuto post situazione Covid. Tendiamo a darci troppe colpe e non vedere il buono che è stato fatto. Avremo un incontro con la Commissione Affari Esteri del senato italiano: una cosa mai avvenuta in sette anni. Anche sulla stampa oggi ci sono delle notizie che non so come possa averle avute un giornale. Qui dentro si viene per fare teatro dimenticando di avere avuto dei ruoli governativi? Io ribadisco: abbiamo bisogno di ampio respiro e mi auguro sinceramente che il dibatttio che ci sarà subito dopo questo Comma sia di ampio respiro e possa mettere finalmente in chiaro cosa si vuole fare sull’assestamento di bilancio nei prossimi mesi. Noi abbiamo delle possibilità più limitate ma ci possiamo ingegnare. Anche guardando gli esempi etici al di fuori. Non ci permetterebbe di avere quell’evoluzione necessaria per una ripartenza forte e positiva.

Risposta interpellanza e interrogazioni

Interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare di Repubblica Futura per conoscere i dettagli relativi al contratto del nuovo Direttore Generale ISS

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: L’interrogazione richiede con quale atto sia stato nominato il nuovo direttore generale, se sia già stato stipulato un contratto, se il nuovo direttore abbia già preso servizio, vi siano legami di causa effetto tra la nomina e il progetto di legge di variazione di bilancio. Il direttore è stato nominato con delibera del Congresso di Stato n.14 del 13 maggio 2020. Il contratto è stato stipulato. Il contratto è stipulato in conformità con le normative vigenti. Ha preso servizio dal 18 maggio 2020. La scorsa legislatura ha introdotto una interpretazione della legge relativamente alle deroghe sul tetto degli stipendi. Il Governo condivide la necessità di contenimento della spesa. Quanto ad eventuali legami non vi possono essere relazioni di causa-effetto essendo già stata formulata l’esigenza di rivedere la norma. Utile introdurre modalità di relazione tra risultati e stipendio dei dirigenti. I livelli dirigenziali devono perseguire obiettivi di riduzione e razionalizzazione delle strutture. Urge introdurre contratti flessibili che sottopongano ogni anno il dirigente a verifica che preveda premi o risoluzione del contratto in caso di mancato ottenimento dei risultati.

Maria Katia Savoretti (Rf): Sulla questione del tetto degli stipendi abbiamo più volte detto che un dirigente deve essere pagato in base alla sua professionalità. Le professionalità devono essere pagate e retribuite nella giusta misura. Ringrazio il Segretario per aver fornito in maniera chiara ed esaustiva la risposta.

Interrogazione su presunto incontro tra Segretario di Stato per la Giustizia e magistrato della Repubblica di San Marino

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: Confermo l’incontro con un giudice superiore tra i più alti in grado. Il 3 giugno è finito il Consiglio Grande e Generale in maniera anticipata. Dovendo fare dei disbrighi di natura privata, ho ritenuto importante avere un confronto sulla giustizia con uno dei giudici superiori e possono rappresentarmi quello che è stato lo spaccato in questo periodo in materia di giustizia. Non sono un libero professionista e non ho da difendere interessi di nessuno. Il mio lavoro è fare in modo che la giustizia possa tornare a funzionare. La giustizia è fatta anche di persone. Vorrei ricordare ai colleghi di smettere di fare circolare dossier. Non è un esercizio che fa bene a nessuno. Vorrei ricordare il consigliere Bevitori per l’onestà intellettuale. In un momento emergenziale credo debba essere svolto tutto ciò che può essere fatto per questo Paese. Con il dirigente si è innescato un mero scambio epistolare. Certe dinamiche e certe questioni andrebbero gestite in maniera più delicata.

Vladimiro Selva (Libera): Ringrazio il Segretario per la celerità della risposta, ma avremmo voluto conoscere gli argomenti trattati nell’incontro. Come mai da febbraio ad oggi non è stata convocata una Commissione? Non c’è stata la volontà da parte della maggioranza o della Segreteria di condividere con la Commissione le problematiche. Nell’unica seduta operativa fatta era stato affrontato il tema di una relazione tra politica e tribunale che negli ultimi anni è stata troppo spesso irrituale. Si era concordate di evitare singoli incontri con una condivisione il più ampia possibile. Giusto che ci sia un confronto, ma di tenere il tutto su un piano il più possibile istituzionale. Non vorrei che la politica continuasse a dividersi assecondando lo scontro che c’è in tribunale. E’ nell’interesse di tutti che la giustizia funzioni.

Comma 3 – Riferimento del Segretario di Stato per la Giustizia sulle linee di indirizzo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e successivo dibattito

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: Non si dovrà dimenticare che i principi a livello internazionale dovranno essere declinati in funzione della realtà sammarinese. Il cardine sarà il rafforzamento dell’indipendente della magistratura, presidio indispensabile per assicurare il rispetto dei fondamentali diritti umani. Unico modo per difendere il diritto fondamentale ad avere un processo equo da un tribunale imparziale. Andrà impedita ogni interferenza tra giudici e fonti esterne che potrebbero influenzarli. Nelle moderne democrazia l’esistenza di Consigli Superiori è una delle modalità per garantire l’indipendenza dei magistrati. Servirà una riflessione anche sul Consiglio giudiziario. L’attuale composizione prevede membri misti, di scelta politica e togata. Gli standard internazionali tuttavia ci suggeriscono di valutare una riflessione sulla presenza dei politici attivi all’interno del Consiglio giudiziario. La riforma dovrà valutare l’inserimento di membri non togati in Consiglio giudiziario. Il Consiglio giudiziario si ritene non debba divenire sede dell’autogoverno della magistratura, ma garanzia della sua indipendenza. Non si dovrà mai tollerare la separatezza e il corporativismo dei magistrati ma pretendere il pieno inserimento nella realtà istituzionale. La riforma dell’ordinamento giudiziario dovrà valutare l’introduzione di sanzioni per chi viola le condizioni disciplinari. Ciò consentirebbe di porre rimedio a una grave lacuna. Tra gli aspetti da affrontare anche le garanzie dei magistrati in materia di nomine, promozioni e regime retributivo. Reputo opportuna una riflessione all’interno del Consiglio Grande e Generale. Una riforma che arriva in un momento di straordinarietà in cui i conflitti sono sotto gli occhi di tutti. Importante che l’Aula possa dare una direttrice. Credo sia importante garantire ai giudici la possibilità di sentirsi liberi da ogni condizionamento. Importante capire come intersecare il rapporto e i punti di dialogo tra politica e magistratura. Occorre capire – anche nel rispetto degli organismi internazionali – come avere un riscontro e portare una rappresentanza della società civile all’interno del Consiglio giudiziario plenario, come la politica può inserirsi in questi organismi e andare a nominare altre persone. Altro elemento su cui dobbiamo ragionare è che i giudici nominati in questi consessi dovrebbero essere nominati da loro pari, dunque andrebbe aperto un ragionamento. Pensiamo a processi molto importanti, in cui ci sono molti imputati che rischiano pene gravi. La funzione monocratica di un giudice in appello non è semplice: un ragionamento lo dobbiamo fare, se creare un’ultima istanza o delle Corti. Il dirigente esterno non avrà mai un ruolo semplice. In un momento straordinario dobbiamo ragionare su cosa può fare la politica per rimettere in equilibrio certe dinamiche. Iniziare a ragionare oltre a un’ottica di riforma generale, su qualche intervento nel breve periodo. Magari ragionando su una figura di magistrato dirigente inferiore ai 5 anni.

Pasquale Valentini (Pdcs): Nella mia riflessione cercherò di vedere se siamo in una situazione di emergenza – e le azioni devono essere conseguenti – o nelle condizioni di mettere mano all’ordinamento ma le cose sono di ordinario avvicendamento delle normative. In questo momento chi lavora nel campo della giustizia è arrivato a dichirare che non ci sono le condizioni per una giustizia giusta. Questa è la prima riflessione che dobbiamo valutare. Perché dico che siamo in una situazione di emergenza? Credo sia difficile una ricomposizione autonoma ed interna della magistratura. Ci sono varie ragioni. Nel corso degli anni c’è stato un prevaricamento di alcune funzioni, creando situazioni di conflittualità e portando ad una alterazione del rapporto tra politica e magistratura. Ogni volta che la politica parla di magistratura si parla di ingerenza e conflitto. Mi domando allora: qual è il compito della politica? Ho l’impressione che una prevaricazione degli organismi preposti abbia portato a una situazione in cui la politica sembra non potere fare più niente. Come facciamo a pretendere da quegli organismi di superare le conflittualità al loro interno se sono inficiati? Se il virus della contrapposizione è presente, possiamo immaginare che si autoregoli e diventi immune da solo? Questione importante. Non possiamo stare di fronte a questa emergenza dicendo: lasciamo che le cose vadano così. Questo non dà più garanzia.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Se siamo intelligenti non possiamo sottovalutare il tema della giustizia. L’equilibrio deve essere ripristinato. Siamo in una situazione di emergenza strutturale e dobbiamo assolutamente intervenire per riportare equilibrio senza dare ragione a una parte o l’altra. Occorre trovare una terza via che possa generare una soluzione utile in particolare al Paese. Perché? Segretario, bisognerebbe riuscire a discernere le problematiche legate alla procedura giudiziaria da quelle che sono le problematiche di amministrazione e governo della magistratura. L’amministrazione della giustizia in un piccolo Paese non può essere fatta da tecnismi. C’è un problema serio in relazione al discorso dei provvedimenti che possono essere presi nei confronti dei magistrati. Un tema in discussione da tantissimo tempo. Passiamo dal nulla al troppo.

Matteo Rossi (Npr): Abbiamo ereditato una situazione di conflittualità altissima all’interno del tribunale. Magistrati che si scambiano accuse sui giornali. Ogni 5 anni noi politici al contrario loro siamo sottoposti al giudizio della gente. Condivido con Morganti quando dice che bisogna usare cautela ed equilibrio. Mi auguro sia il calcio di inizio di un percorso dove veramente la politica capisce che la giustizia non è terreno di scontro. Auspico che anche dall’opposizione si lavori per trovare una sintesi per il Paese. L’equilibrio è la carta essenziale. Non utilizzare la politica per invadere un settore che necessita di indipendenza, ma la politica deve trovare una quadra in un momento di emergenza. Non condivido con Morganti quando parla di sovrapposizione. Che il politico prenda una parte oppure un’altra è un abominio. Non possiamo permetterci che il dibattito sul tribunale sia totalizzante per quanto riguarda il dibattito pubblico.

Carlotta Andruccioli (Domani – Motus Liberi): Che visione può avere un normale cittadino della giustizia sammarinese? Mancanza di lungimiranza nei provvedimenti degli ultimi anni che hanno provocato difficoltà enormi. La riforma deve essere collegata al progetto di sviluppo economico del Paese. Occorrerà una riduzione della burocrazia. Poi l’adozione di un nuovo codice di procedura penale non più rinviabile. Nell’attuare tale importante riforma occorre agire con il giusto metodo. Il principio di moralità deve essere esteso in tutti gli ambiti. Condivisione con ordini e professionisti del settore. Se il metodo utilizzato è quello del confronto, allora i contenuti della riforma saranno validi. Va garantita la credibilità del sistema giudiziario nel complesso. Sarà opportuno e necessario tenere in considerazioni gli standard internazionali. Dobbiamo tenere bene a mente il principio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.

Luca Boschi (Libera): L’equilibrio si è rotto quando abbiamo iniziato a rappresentare il tribunale con una contrapposizione tra squadre contrapposte. Noi non abbiamo mai voluto iscriverci a nessuna delle due squadre. Una visione che non sento essere mia. Da troppo tempo una logica autoreferenziale viene pagata soprattutto dai cittadini comuni che non hanno la possibilità di vedere rispettati i propri diritti. E’ questa è la cosa più grave e questo dovrebbe essere l’unico vero obiettivo della politica. La politica non deve interferire. Il Consiglio giudiziario plenario non si convoca dallo scorso luglio. Libera ha teso la mano per trovare una soluzione terza ed imparziale. Chiedo al Governo di cogliere questo invito al confronto. Invito il segretario a indicare in maniera palese qual è il tipo di tribunale e di sistema giudiziario che lui con il Congresso ha in mente. Fondamentale per noi e per l’opposizione per appoggiare e contribuire a una parte di questo percorso.

Iro Belluzzi (Npr): Mutuo la richiesta del consigliere Boschi, che ha indicato la necessità di un confronto all’interno degli organi preposti per capire come è lo stato della giustizia fino ad oggi. Purtroppo quello che viene riportato è frutto dall’appartenenza a fazione. Voglio rifuggire la visione dei portatori di interessi e degli schieramenti in tribunale, ma vorrei sapere come stanno le cose – anche in funzione di quanto riportato dagli operatori della giustizia. Occorre delineare quelle che sono le priorità anche in riferimento ai provvedimenti straordinari di cui parlava il consigliere Valentini. Provvedimenti straordinari che riescano a regolare quelle che è una fase di transizione. Confronto con gli organismi internazionali. A proposito del professor Guzzetta. E’ stata minata la fiducia verso un professionista di alta caratura. E’ stata minata la sua presenza e la possibilità di continuare a svolgere quel ruolo per un approccio sbagliato fatto dal precedente Governo. Questo Governo deve avere l’intelligenza di costuire un percorso di riforma che possa portare numeri più importanti nelle scelte.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Mi soffermo sulla possibilità di istituire una sezione di tribunale per minori all’interno del tribunale di San Marino. Sarebbe uno strumento in più – una struttura più idonea – nell’interesse dei magistrati e nell’interesse ultimo dei minori. Non si può non parlare anche della riforma della procedura penale. Due ambiti che vanno di pari passo e spesso si incrociano. I confronti devono essere fattivi e reali con le parti sociali, l’ordine degli avvocati, etc. Il rito processuale sammarinese è del 1878. Ha avuto modifiche, ma poche, troppo poche. Il confronto sarebbe utile – tempo permettendo – anche con la cittadinanza.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): La giustizia è un tema importante tanto quanto l’emendamento di bilancio che andremo ad affrontare. Se i meccanismi della giustizia non funzionano non saremo mai attraenti per qualsiasi imprenditore. Siamo ancorati a convinzioni che non sono degne di uno stato democratico. Non riusciamo a capire che la politica – come potere legislativo – deve rimanere separata dal potere giudiziario. Ciò no vuol dire che non debba esserci un dialogo. Sul Consiglio giudiziario: vogliamo avere coraggio? Perché la composizione politica non può essere di esperti di diritto? Ci sarebbe un conflitto di interessi tra avvocati e giudici? In Italia sono i politici a nominare degli esperti di diritto che facciano parte dell’equivalente organo tecnico. Una stortura che a San Marino al suo interno non vi siano persone con competenze in materia di diritto. Inoltre. Una cosa di cui non si parla – e che non vedo così impossibile: perché oltre ai pool non possiamo creare una separazione tra magistratura inquirente e magistratura decisionale? Perché non possiamo creare una Procura? Il procuratore del fisco è una figura che ha poco senso al giorno d’oggi. Ultimo aspetto è quello delle sanzioni intermedie. La possibilità di poter comminare sanzioni ai giudici. L’unica cosa che può avvenire in questo caso è licenziarlo. Forse è un po’ eccessivo. Come per qualsiasi dipendente dovrebbero esserci delle sanzioni intermedie. Va fatto un lavoro sentendo le parti e coinvolgendo i giudici. Tutte tematiche su cui si deve lavorare. Non li risolveremo lavorando qui, ma li risolveremo facendo una riforma serie che lasci meno spazio a noi di influenzare il tribunale e viceversa.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Dobbiamo uscire da una dinamica che c’è stata negli ultimi anni di scontro frontale e cominciamo a chiederci cosa possiamo fare della nostra giustizia e del nostro sistema giudiziario. Le scelte fatte fino ad oggi non hanno ottenuto i risultati sperati. Anche se le intenzioni potevano essere buone poi non si sono tradotte in un risultato positivo. Bisogna recuperare un equilibrio che ultimamente non c’è stato. Bisogna riformare l’ordinamento giudiziario. Gli aspetti di bilanciamento dei poteri. Anche il funzionamento del Consiglio giudiziario e la sua composizione. La parte laica siamo noi politici direttamente. La politica non ci deve andare in prima persona. Però ci sono operatori del diritto – persone preparate e competenti che hanno una funzione – che hanno cognizione di causa per stare in quel luogo. Superiamo questo steccato e noi rimaniamone fuori. Abbiamo cittadini valenti e capaci che stimiamo tutti.

Paolo Rondelli (Rete): Non ci sono schieramenti che possono tenere a una giustizia che deve garantire alcuni passaggi fondamentali. La giustizia deve essere giusta. Tutti i cittadini devono essere uguali. La giustizia deve essere rapida perché è uno di quegli esercizi di potere che spesso e volentieri segue la rapidità di evoluzione della società. Spesso e volentieri la giustizia arriva prima dei dibattiti parlamentari nel riconoscere diritti ai cittadini. Non devono esserci sbilanciamenti di potere in un senso o nell’altro ma un esercizio equilibrato da parte dei magistrati che devono esercitare il tutto.

Alessandro Bevitori (Libera): Ascoltando gli interventi dei consiglieri di maggioranza mi sono venuti in mente interventi di alcuni anni fa. Interventi pieni di buoni proposito. Si è parlato di giustizia ‘giusta’. Di portare giustizia a chi si trova parte lese. Come non convenire su questi argomenti e sul fatto che ci debba essere una indipendenza reale della magistratura? Argomenti condivisibili. Sinceramente però li ho sentiti troppe volte. Ci tengo a mettere in guardia i colleghi della maggioranza che con spirito costruttivo affrontano questo tema. Riconosco queste modalità non corrette. Però allo stesso mi pare che chi criticava prima oggi stia utilizzando lo stesso metodo. Forte dei numeri, come l’altra volta. I problemi sono sotto gli occhi di tutti. Noi come Libera abbiamo fatto un comunicato molto chiaro per spiegare la nostra posizione. La nostra posizione è quella di essere equidistanti. In passato sono stati commessi errori nell’alimentare lo scontro delle due fazioni: la politica deve avere la responsabilità di sedare queste logiche. Noi come Libera abbiamo offerto la nostra disponibilità nel cercare di aprire un confronto affinché il tribunale possa ritrovare il suo equilibrio. Temiamo che questa situazione possa farci rischiare un intervento da parte di organismi terzi. Questo non ce lo possiamo permettere. Nell’interesse di tutti ci siamo messi a disposizione per trovare insieme le migliori soluzioni nel supremo interesse del Paese.

Matteo Ciacci (Libera): Di cosa parliamo oggi per l’ennesima volta? Di giustizia. Credo che i temi da fronteggiare e da dover sviscerare con più profondità siano legati agli aspetti economici. Anche la giustizia è elemento di sviluppo. Però non prendiamoci in giro. Se la vogliamo affrontare seriamente, non andando a modificare qualche schema per trovare il benestare di chi è fuori da quest’Aula, non lo si fa con questa modalità. Vogliamo che i processi vadano avanti e che non proseguano le forzature istituzionali. Abbiamo pagato questa nostra equidistanza anche in ambito politico. Il collante che tiene insieme questo Governo è il tema del tribunale. Oggi diamo una disponibilità: quella di riflettere seriamente e con equilibrio di una stesura di alcuni punti programmatici per una ragionata revisione del nostro assetto. Incredibile che nel Consiglio di giugno trovi spazio un Comma dedicato alla giustizia – e non sto minimazzando il tema – non prestando al fianco agli operatori che chiedono risposte in ambito economico. Si vanno solo a cambiare piccole questioni che vanno a toccare piccoli interessi specifici.

Michele Muratori (Libera): Già nel programma di Governo era stata espressa la volontà di intervenire a gamba tesa sulla giustizia. A gamba tesa effettivamente siete intervenuti. Possiamo ritenere sbagliato far votare gli stessi giudici sull’allontamento dell’allora magistrato dirigente? Questo ha creato opposti schieramenti tra le parti togate. Situazione che ingessa il tribunale. Per tutta una serie di motivi si è voluto allontanare il magistrato dirigente di allora peggiorando un clima terribile. Allo stesso modo innescare una epurazione al suo interno con il dirigente attuale non può che creare ulteriori discrasie pericolisissime.

Oscar Mina (Pdcs): Vanno forniti gli strumenti affinché la sfera della giustizia possa operare in totale autonomia. Come già ribadito dal Segretario, il nuovo progetto verterà sul rafforzamento dell’indipendenza della magistratura quale unico presidio indispensabile per il rispetto dei diritti umani. Non da ultimo va evidenziato come ci sia stato un reale interesse legittimo nelle sfere di competenza. Il punto quindi non è solo la riforma dell’ordinamento giudiziario ma la situazione all’interno dello stesso tribunale e il rapporto con la politica che si è letteralmente compromesso. Di fronte a questo stato di cose – che si configura come una situazione di emergenza – credo sia necessario ed opportuno che tutta la politica intevrenga e si esprima in maniera chiara quanto prima per il bene del comparto della giustizia.

Marco Nicolini (Rete): I garantiti esistono ma magari lo sono in maniera random: basta il sussurro del potente e il pizzino del politico, ed ecco fatto. Una riforma è essenziale proprio perché in quest’Aula non si torni più a parlare di giustizia. Dobbiamo impiegare il tema in altre urgenze. Attendiamo questa riforma quanto mai necessaria.

Vladimiro Selva (Libera): Con perplessità mi appresto a questo dibattito. C’è una relazione giacente da febbraio e tutti stiamo discutendo senza avere avuto la possibilità di analizzare la relazione. Ho cercato di farlo perché a me è stata trasmessa. C’è una situazione di urgenza. I dati che vediamo nella relazione confermano l’emergenza. Questo Comma è stato introdotto un po’ fuori tempo. Qui secondo me abbiamo anticipato una questione in un dibattito che è giusto. Tuttavia abbiamo una consapevolezza di un problema più ampio che riguarda il rapporto tra politica e tribunale. Per quanto sia condannabile ed assolutamente sbagliato che ci possano essere dei condizionamenti da parte della politica sulla giustizia, è altrettanto grave se succedesse il contrario. Quello di cui siamo certi è che dobbiamo un segnale di compattezza e di necessità di voltare pagina. Ci sono stati compromessi che oggi chi li ha fatti a suo tempo non li farebbe. Nella scorsa legislatura c’è stato uno scontro che aveva due fronti: quello bancario e quello del tribunale. Se vogliamo bene a questo Paese dobbiamo fare uno sforzo tutti quanti di mettere da parte l’ascia e tirare fuori il fioretto.

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Report del Consiglio Grande e Generale del 23 giugno – mattina https://www.dire.it/26-06-2020/478691-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-23-giugno/ Fri, 26 Jun 2020 07:36:16 +0000 https://www.dire.it/?p=478691

Il Consiglio Grande e Generale, nella seduta di martedì 23 giugno 2020, si apre con il Comma relativo alle dimissioni del Consigliere Matteo Ciacci (Libera)

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Il Consiglio Grande e Generale, nella seduta di martedì 23 giugno 2020, si apre con il Comma relativo alle dimissioni del Consigliere Matteo Ciacci (Libera)
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Il Consiglio Grande e Generale, nella seduta di martedì 23 giugno 2020, si apre con il Comma relativo alle dimissioni del Consigliere Matteo Ciacci (Libera) da membro dell’Ufficio di Segreteria del Consiglio Grande e Generale. Al suo posto subentra Maria Katia Savoretti (Rf). Si prosegue quindi con il Comma 1 (Comunicazioni) dove viene anticipata la discussione riguardante i problemi del sistema giudiziario e del tribunale che verrà ripresa anche al Comma 3.

Alessandro Bevitori (Libera) chiede “di fare chiarezza sull’interpellanza presentata dal mio gruppo consigliare” a proposito di un presunto incontro tra il Segretario di Stato alla Giustizia Massimo Andrea Ugolini e un magistrato di grado superiore al di fuori del territorio di San Marino. “Il Segretario alla Giustizia non solo ha il diritto di incontrare i giudici ma ha anche il dovere. Non ho firmato l’interpellanza per un motivo: non conosco la fonte”. Matteo Ciacci (Libera) rivolge al Governo un appello chiedendo di “guardare in prospettiva” al tema “dello smart working o lavoro agile”. Maria Katia Savoretti (Rf) si domanda che fine abbia fatto il caso targhe”. Mentre Rossano Fabbri (Libera) interviene a proposito di un’interpellanza riguardante presunte incompatibilità del magistrato dirigente Guzzetta. “Facile constatare che nessuna di quelle che il professor Guzzetta definisce illazioni siano attribuibili al sottoscritto. A rammaricare Fabbri è il fatto che qualcuno “non abbia saputo cogliere l’opportunità di fare chiarezza su una vicenda dibattuta a lungo”. “Da troppo tempo – aggiunge – il tribunale è ridotto a una polveriera e non credo che le cose siano verso un miglioramento”. Francesca Civerchia (Pdcs) si sofferma invece sulla questione della disabilità, ponendo l’accento sulle esigenze dei genitori, i quali “chiedono che venga riaperto l’unico centro diurno dove i ragazzi possono trascorrere del tempo”. Sara Conti (Rf) dà quindi lettura di un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i capogruppo, riguardanti i minori non accompagnati delle isole Lesbo, Samos e Chio, con il quale si “impegna il Governo ad attivarsi affinché anche San Marino possa contribuire alla salvaguardia di minori ospitati in hotspot di isole greche, vagliando la possibilità di ospitarli”. “In merito alle riflessioni poste in Aula da Rossano Fabbri, volevo solo riferire che che in ottica di risposta e collaborazione ho formulato la richiesta al dirigente del tribunale di poter dare esplicitazione sui quesiti posti” dice il Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini. Alle 13 la seduta viene sospesa.

Comma 1 – Comunicazioni

Alessandro Bevitori (Libera): Vorrei fare un po’ di chiarezza sulla interpellanza presentata da Libera e dietro la quale si stanno costruendo il gioco tipico della politica. Dobbiamo perdere tempo a dover giustificare atti di natura parlamentare. Doveroso da parte mia viste le ricostruzioni e gli addebiti alla mia persona. Semplicemente il gruppo di Libera ha presentato questa interpellanza che personalmente non ho firmato per un motivo: non conosco la fonte e non so chi ha promosso questa situazione e ha comunicato i fatti. Giustamente le fonti devono essere tutelate. Per me la coerenza è un valore importante. Lo dico nei confronti di chi era contro la MotoGP perché gli eventi fuori territorio non portano niente e oggi vengono sostenuti. Ho difficoltà a digerire questi comportamenti. Se ho difeso l’ex Segretario Renzi per un incontro che ha fatto in qualità di Segretario alla giustizia, allo stesso tempo non posso attaccare un Segretario per un ipotetico incontro fuori territorio. Il Segretario alla Giustizia non solo ha il diritto di incontrare i giudici ma ha anche il dovere. Chiaramente non per influenzare o dirimere questioni non di sua competenza.

Fernando Bindi (Rf): Queste poche parole trattano questioni di metodo che credono ci possono aiutare nel lavoro che stiamo facendo. I Commi sono correlati e spesso strettamente connessi pur in ambiti solo apparentemente diversi. Questo mio intervento ha l’intenzione di richiamare il Governo a definire una gerarchia di priorità almeno negli interventi. Com’è possibile effettuare un dibattito di minima serietà immediatamente dopo aver ascoltato le intenzioni del Governo? Quella della giustizia è materia delicatissima. A noi sembra che i blitz già effettuati siano un pessimo esempio di metodo e contenuti le cui conseguenze negative peseranno ancora di più a livello di scienza giuridica. Se non volete girare a vuoto e non mettete in fila problemi e soluzioni possibili, non sempre desiderabili, secondo un realistico criterio. Con l’Odg del 23 aprile vi abbiamo dato prova che ci interessa il Paese e la sua sopravvivenza. E’ compito esclusivo del Governo governare: non significa fare quello che si vuole in ragione dei numeri. E’ compito nostro esercitare il controllo non in ragione del 10% ma in nome del principio della cultura liberale e democratica. Non è giusto chiedersi se la permamenza in certi ruoli per un periodo ultradecennale non sia un pericolo per tale ruolo? Continueremo ad esercitare serenamente il nosto ruolo: vedremo se ci sarà qualcuno che vorrà collaborare per trovare una strada per la Repubblica.

Matteo Ciacci (Libera): Voglio parlare in questa occasione di smart working o lavoro agile. E’ stato scoperto come la struttura tradizionale delle nostre attività ha avuto la capacità di capire come le persone con fiducia e delega pur stando a casa siano riuscite a lavorare con grande capacità. Le persone anche in tempi brevi sono riuscite a provvedere all’uso di piattaforme virtuali. Ora la sfida è fare in modo che aziende e politica non guardino più indietro ma guardino alla prospettiva. Per vent’anni abbiamo detto che non era possibile: anche soltanto la digitalizzazione delle ricette sanitarie. Talvolta per necessità si superano scogli che parevano insormontabili. Dobbiamo ragionare sul tema della flessibilità. Altro tema è quello della capacità di reinventarsi. Con il lockdown c’è stata la capacità di mettersi in gioco ed innescare un processo virtuoso. Come Libera cercheremo, partendo dalla fiducia e dagli stimoli di chi vuole mettersi in gioco, di iniziare a ragionare su questi temi. In questo momento va dato un percorso culturale e di speranza.

Maria Katia Savoretti (Rf): Che fine ha fatto il caso targhe? Non sono ancora arrivate notizie nuove sulla questione. Il Governo ha sempre decantato la sua possibile soluzione. Ricordiamo le numerose dichiarazioni fatte dal Governo in occasione della seduta del CGG di febbraio. Quel decreto colpisce le aziende produttive sammarinesi, anche quelle che danno lavoro agli italiani. Da parte sammarinese si è sempre lavorato senza sosta attraverso uno sforzo continuo. Non è continuando a colpevolizzare il precedente Governo che si risolvono i problemi. Così l’esecutivo evita di assumersi le proprie responsabilità. Certe risposte non le fornisce nonostante il compito affidato dagli elettori. Noi siamo per una risoluzione celere della problematica. Ci stupiscono certe affermazioni che ancora vengono esternate da chi è al timone e che non vogliono capire che l’Italia è un paese dell’Ue e quindi soggetta a vincoli comunitari. La Repubblica di San Marino ha certamente bisogno di sostegno economico. Non è questa la strada che il Governo deve percorrere per trovare aiuti. Rischiamo di cadere in un baratro dal quale non uscirmeo facilmente. Sappiamo di non avere più tempo.

Rossano Fabbri (Libera): Nei giorni scorsi alcuni colleghi hanno ricevuto una lettera del professor Guzzetta che faceva seguito ad una richiesta del Segretario Ugolini a proposito di una interpellanza del sottoscritto con alcuni interrogativi che ruotavano attorno alla figura del magistrato dirigente. Chiedere chiariamenti alla persona oggetto di richieste di chiarimenti appare una contraddizione in termini. L’interpellanza aveva come obiettivo porre fine ad alcuni argomenti che stavano creando uno stillicidio attorno alla figura apicale della terza carica del Paese. Questo mio intervento si è reso doveroso per i contenuti della lettera del professor Guzzetta. Sono stati travisati su un organo di stampa i propositi del richiedente. Certe illazioni non possono essere fatte cadere nell’oblio. La risposta è doverosamente dovuta anche nei confronti del massimo esponente del terzo potere dello Stato. Da questi documenti sarà facile constatare che nessuna di quelle che il professor Guzzetta definisce illazioni siano attribuibili al sottoscritto. Appare chiaro che le dichiarazioni sono riprese da articoli di stampa. Ciò che davvero rammarica è l’occasione persa di chi non ha saputo cogliere l’opportunità di fare chiarezza su una vicenda dibattuta da molto tempo. Da troppo tempo il tribunale è ridotto a una polveriera e non credo che le cose siano verso un miglioramento. Non credo sia un diritto politico ritenere che il dirigente del tribunale debba presenziare quotidinamente sul campo. Condizio sine qua non: ripristinare l’ordine andato perduto ben prima del suo arrivo. Doveroso conoscere se attuali Segretari di Stato o riconfermati consiglieri hanno usato menzogna o calunnia per raggiungere l’agognata poltrona. Sapere se un ex Segretario abbia ignorato delle incompatibilità. Ritenevo fosse l’occasione per fugare ogni dubbio. Dispiace dover subire delle accuse come quelle rivolte al sottoscritto. Veniamo alle incompatibilità oggetto dell’interpellanza. La norma sammarinese di cui tutti dovrebbero pretendere il rispetto è prevista dall’articolo 4 della legeg qualificata. I membri del Collegio garante non possono ricoprire incarichi di amministrazione in società nel territorio o all’estero. L’incompatibilità sussisteva anche al momento dell’assunzione della carica di dirigente. Se qualcuno si dovesse sentire offeso sono pronto a consegnare la mia rinuncia alla immunità parlamentare a cui dovrà seguire la disponibilità da parte del querelante a verificare la veridicità dei fatti contestati. C’è una giustizia a due velocità: è questo lo spettro che si aggira attorno al tribunale.

Andrea Zafferani (Rf): Serve una iniezione di liquidità esterna. Noi invece non abbiamo fatto nulla perché il Governo ha prima chiuso tutte le strade unilaterali e bilaterali che in precedenza avevamo aperto. Poi ha sempre scelto di cercare i soldi da un unico canale. Infine ha scelto ancora una volta per il debito la strada più lenta e costosa possibile: quella dei mercati finanziari. Come vuole investire il Governo per incentivare la digitalizzazione? Come vuole muoversi per sburocratizzare e rendere più efficace il rapporto tra mondo dell’impresa e mondo economico? Come vuole rendere possibili gli investimenti che servono al nostro sistema? Potrei continuare questo elenco di domande su temi che sono fondamentali per lo svilluppo del Paese e su cui non abbiamo le risposte. Per fortuna ha restito il progetto dei sentieri per mettere a sistema tutti i sentiri della Repubblica e farli diventare attrazione turistica. Ma c’è stata una distruzione di massa di progetti partiti. Aspettiamo qualcosa di serio, di concreto e studiato per rispondere ai problemi sopra delineati. La vostra fortuna è che avete una opposizione più seria di quella che eravate voi in passato. Noi stiamo evitando di fare terrorismo sul sistema bancario sperando che questa mancanza di interventi e visione non crei troppi danni al sistema.

Marco Nicolini (Rete): Un politico non può perdere l’occasione di dire la propria opinione per paura di perdere voti. Franchi dovrebbero essere i politici come noi. Possiamo parlare all’infinito del diventare membri effettivi dell’Unione Europea. Bisognerebbe capire se l’Unione Europea abbia interesse ad accogliere uno stato lillupuziano. Al momento il nostro Paese gode di un traballante potere giudiziario. Il tribunale è in macerie per una guerra tra toghe. Ci sono incartamenti che non vedono mai la scrivania di un magistrato altri che arrivano alla velocità della luce. Non ci sono annunci roboanti perché si punta a fare qualcosa di reale. Le strade sammarinesi sono nel caos. Servono nuovi autovelox e polso fermo. Gendarmeria e Polizia hanno bisogno di indicazioni precise.

Michele Muratori (Libera): I monumenti che abbiamo sul nostro territorio andrebbero valorizzati ma non con coroni floreali come se fossero monumenti ai caduti, Esprimo apprezzamento con il Segretario Lonfernini per la mancata deroga della riapertura del campionato sammarinese di calcio. Una scelta coerente anche perché dopo l’impegno della cittadinanza per limitare il contagio, l’esigenza di non incorrere in scelte che potrebbero generare nuove ricadute è una strategia ottimale. Quello della disabilità è un discorso deflagrato con l’emergenza Covid ma che ha un ampio respiro. Abbiamo strutture che non bastano più per le esigenze del territorio. Ho letto il comunicato stampa di qualche giorno fa. Credo sia stato un brutto scivolone da parte del Movimento Rete. E’ uno dei tanti nell’ultimo periodo. Chiedo di rettificare questo comunicato stampa. Il messaggio che state veicolando è molto pericoloso. Io soprassiedo sulla questione dell’autoassoluzione che esautora il lavoro del tribunale a favore del personale appoggio dell’elettorato di Rete. A parole vostre vi legittima e appoggia ad esempio nelle incursioni nelle sedi di banche e alle ingiurie e calunnie. Avete preso sì quelli che stavano commettendo atti delinquenziali ma avete anche colpito stimati professionisti. Ora dovreste iniziare a capire che l’autonomia del potere giudiziario differenzia il politico con il senso dello Stato da quello che grida e basta. Le regole della democrazia sono definitivamente saltate. Chiedo di non commettere più questi passi falsi nella comunicazione perché sono danneggianti per il nostro sistema.

Francesca Civerchia (Pdcs): Desidero fare alcune considerazioni circa quanto sta accadendo nel nostro contesto. Il Coronavirus ha lasciato cicatrici non solo di ordine economico. Abbiamo letto numerose denunce da parte di chi si occupa delle fasce deboli del nostro Paese. Dalla giornata di ieri è stato riaperto l’atelier Le Mani con tutte le disposizioni di sicurezza e protezione. Io conosco questo servizio dal 2000 periodo estremamente florido per i servizi sociali. I genitori chiedono che venga riaperto l’unico centro diurno dove i ragazzi possono trascorrere del tempo. I ragazzi sono aumentati e gli spazi dell’Atelier non sono più sufficienti. La politica deve indicare le linee di indirizzo ma non può sostituirsi all’operatività del quotidiano. Nutro fiducia in questo Governo. L’obiettivo comune è tutelare i ragazzi e le loro famiglie come dimostrato durante l’emergenza Covid.

Eva Guidi (Libera): Le raccomandazioni Oms su Covid-19 in questi mesi spesso non sono state troppo chiare su presidi mano a mano introdotti e inseriti, anche per il fatto che si tratta di una malattia nuova con effetti che non sono in quanto casistica perfettamente noti e non danno la possibilità di fare una valutazione completa su virus che ha portato a rallentamento totale e sta imperversando in alcuni paesi in un’emergenza da noi relegata al mese di marzo e, ci auguriamo, non ci sia più il rinvigorirsi di questo virus. Arrivano in continuazione ricerche e risultati a volte discordanti, ma come sappiamo la malattia è nuova, e il criterio che deve essere seguito resta quello della massima prudenza. Stiamo attraversando una lunga fase di transizione verso la normalità in cui massima deve essere la guardia tenuta dal nostro Stato. Ecco perché si rimane un po’ stupiti dalla variazione sostanziale delle raccomandazioni Oms che riguardano la gestione del termine della quarantena di pazienti Covid. Le raccomandazioni non prevedono più il doppio tampone negativo per verificare la guarigione dei malati Covid e modificano la fase di uscita dall’isolamento. Nello specifico, i nuovi criteri richiesti per porre fine all’isolamento sono differenti tra pazienti sintomatici e senza sintomi. Per i primi i prevede la quarantena per 10 giorni dopo l’insorgenza di sintomi, più alcuni giorni senza sintomi, per i pazienti asintomatici 10 giorni dopo il tampone positivo è ritenuto un periodo sufficiente. Direi che è una cosa da approfondire in modo deciso, anche perché poi Oms da una parte fa presente che è necessario terminare la quarantena per i pazienti in isolamenti sulla base di questi criteri clinici piuttosto che sull’evidenza del tampone che può evidenziare tracce del virus ma non sono più contagiose. Oms sottolinea che comunque i Paesi possono continuare a utilizzare il criterio dei tue test negativi. In Italia ministero saluto demanda la materia al comitato tecnico scientifico con la raccomandazione di fare approfondimento massimo. Serve anche in questo caso massima prudenza e massima precauzione per il percorso fatto fino ad oggi e per le conseguenze che stiamo approntando, abbiamo bisogno di chiudere il capitolo della fase acuta della pandemia.

Guerrino Zanotti (Libera): Vanno fatti controlli indispensabili su prodotti che potrebbero essere dannosi, senza verifiche sulla loro natura e sulle reazioni che può avere il corpo con loro assunzione. E vanno fatto controlli anche rispetto questa rete di vendite e guadagni che, chissà, possono anche essere guadagni sottratti al fisco. Mi raccomando rispetto ai Sds competenti, perché è un fenomeno diffuso. Già in passato abbiamo conosciuto fenomeni con costruzioni piramidali non regolate correttamente a San Marino e che in Italia sono invece illegali. E’ un fenomeno su cui serve chiarezza nel nostro Paese.

Sara Conti (Rf): Quando si attraversano periodi difficili si ha la tentazione di chiudersi in politiche protezionistiche e anche San Marino ha preso una direzione autarchica per esempio, con l’istituzione della zona banca e la chiamata nominativa, e ora con la volontà di istituire una moneta interna. Sigillare la nostra economia non farà che indebolire il commercio e la collaborazione internazionale, aumentando il distanziamento economico e impoverendo la nostra Repubblica. Al di là di valutazioni politiche legate alle scelte economiche, resto convinta che la nostra Repubblica debba guardare oltre i nostri confini e fondare il suo sviluppo su una rete di rapporti internazionali solidi e con la presenza in organismi internazionali, con un impegno costante di promozione del nostro paese. San Marino non può esimersi dal fare la sua parte nel limite delle sue dimensioni anche nella cooperazione internazionale. Mi riferisco alla Grecia in particolare, diventato approdo di donne e uomini e bambini in fuga da Siria, Afganistan per trovare in Europa la tutela di valori fondamentali e una seconda possibilità. Invece finiscono per mesi in campi profughi delle isole dell’Egeo in situazioni drammatiche. Dentro la tragedia, poi vi è un’altra tragedia, quella dei minori non accompagnati. Molti stati membri Ue si sono mossi per accogliere all’interno dei loro confini alcuni di questi minori con la collaborazione di enti. Per questo Eccellenza vorrei presentare un mio Odg firmato, lo dico con orgoglio, anche da tutti i capigruppo di tutte le altre forze politiche: “Preso atto del documento Unicef in cui si legge che a febbraio erano 5.463 i minori non accompagnati presenti in Grecia con urgenza di trovare una situazione di riunificazione familiare o di trasferimento, di cu i1.800 in centri di accoglienza di profughi (…) alla luce della risposta solidale di molti Paesi europei che hanno dato l’ok al trasferimento di decine di minori da hotspot in Lussembugo, Germania e Svizzera; (…) il Cgg impegna il Governo ad attivarsi affinché anche San Marino possa contribuire alla salvaguardia di minori ospitati in hotspot di isole greche, vagliando la possibilità di ospitarli in collaborazione di enti che si occupano di tematiche di tutela di minori in difficoltà anche attraverso iter normativi utili a tal fine”.

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: In merito alle riflessioni poste in Aula da Rossano Fabbri, volevo solo riferire che che in ottica di risposta e collaborazione ho formulato la richiesta al dirigente del tribunale di poter dare esplicitazione sui quesiti posti. Sulla possibilità di svolgere in sicurezza tutti i procedimenti anche in udienza con presenze importanti di difesa, tutto quanto il possibile è stato messo in campo dal governo, non c’è nessuna volontà di bloccare procedimenti che speriamo giungano a termine.

Pasquale Valentini (Pdcs): Sull’Odg presentato da Sara Conti sull’attenzione che deve avere San Marino sulla problematica dei minori non accompagnati nei campi profughi delle isole della Grecia e delle situazioni che vivono, come descritto dalle risultanze di organizzazioni umanitarie e non solo- anche il Santo Padre ha rivolto in più occasioni appelli alle autorità dei paesi, in particolari europei, chiamandoli in causa per l’accoglienza perché la situazione dei minori profughi è di una disumanità inenarrabile. E’ vero che una fase come quella della pandemia, dove i problemi principali sono diventati altri, ha portato spesso e volentieri a dimenticare quello che in queste aree sta avvenendo e tra l’altro ciò si incrocia anche con le problematiche contagio. Nei campi le condizioni igienico-sanitarie e l’alimentazione determinano un costante pericolo di epidemia. Con la Comunità Sant’Egidio restano attivi cordoni che in passato ci hanno dato la possibilità di accogliere una famiglia di siriani. Si è fatto sì che l’accoglienza non sia solo a capo di istituzioni ma di organizzazioni in grado di inserire e assistere profughi. Allora lo Stato trovò la collaborazione della comunità parrocchiale di Borgo maggiore e la situazione ideale di ospitare una famiglia che dopo un po’ decise di riunirsi a familiari in Germania. La problematica è maggiore quando si parla di minori non accompagnati, già allora incontrammo grosse difficoltà perché l’introduzione di minori è ancora più complicata da un punto di vista normativo per San Marino. Oggi credo che la situazione sia tale di emergenza che forse nuovi strumenti sono possibili e mi auguro sulla base dell’odg ciò possa avvenire.

Nicola Renzi (Rf): Sono stato tirato in ballo dal consigliere Bevitori sulla indisponibilità mia di non votare il loro Odg, cosa più che lecita. E sull’interpellanza di Libera che ha equiparato i miei comportamenti della passata legislatura e quelli di oggi. Non so se le cose scritte sull’interpellanza siano vere o meno, però ci tengo a dire e a ribadire: quando è stato individuato un iter per andare a cercare un nuovo magistrato dirigente io non sono mai andato nell’ufficio o nell’abitazione etc. per incontrare un magistrato. Io ho fatto una telefonata in presenza di testimoni e con il coinvolgimento del presidente della commissione affari di Giustizia perché ritenevo fosse cosa da fare coralmente con un rappresentante della commissione affari di giustizia e di governo. Tutte le volte che ho dovuto incontrare un magistrato in servizio al nostro tribunale l’ho sempre fatto in sedi istituzionali e dopo aver avvertito il dirigente del tribunale. E sono casi che si contano sulla punta delle dita su estradizioni e confische, in cui c’erano situazioni anche amministrative da risolvere. Dopo la risposta del segretario di Stato per la Giustizia ciascuno trarrà le sue valutazioni. Ancora da questo comma comunicazioni emerge che questo Cgg sembra essere sempre più disconnesso e disallineato a le preoccupazioni della nostra cittadinanza. Facciamo uno sforzo e cerchiamo di dare risposte a negozi chiusi per Covid, ai lavoratori dipendenti che non sanno se ancora lavoro ci sarà.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Ieri in commissione Esteri segreta si è parlato di Europa che resta il punto di partenza per la ripartenza di San marino. Sul piatto però a San Marino ad mi sembra ci sia molto poco per la ripartenza. Il nostro amico vicino, l’Itaia, ha concluso ora l’esperienza per me positiva degli stati generali. A San Marino ci sono tavoli in cui l’opposizione è esclusa.

Paolo Rondelli (Rete): Ieri si è tenuta la seduta segreta della commissione esteri, mi auguro diventi il centro per la formazione di idee e che contribuisca allo sviluppo di linee di indirizzo di politica estera. A breve si terrà commissione congiunta tra la nostra commissione e Commissione Esteri del senato per affrontare tematiche che riguardano san marino e l’Italia.

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Report della Commissione Esteri del 22 giugno https://www.dire.it/23-06-2020/477245-report-della-commissione-esteri-del-22-giugno/ Tue, 23 Jun 2020 09:15:42 +0000 https://www.dire.it/?p=477245

Espletati in maniera rapida i Commi 4 e 5, si passa quindi al Comma 2

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La Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione si apre con il Comma 1 (Comunicazione) durante il quale il presidente, Paolo Rondelli (Rete), anche a seguito dell’Odg presentato su iniziativa del compianto Gianfranco Terenzi, annuncia la convocazione di una seduta congiunta della Commissione Affari esteri del Parlamento italiano e del Parlamento sammarinese.

La seduta si terrà il 2 luglio prossimo in modalità telematica (videoconferenza). Verranno affrontate varie tematiche, inclusa quella dei lavoratori frontalieri.

Espletati in maniera rapida i Commi 4 e 5, si passa quindi al Comma 2: Audizione dell’Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Silvia Marchetti, e del Console Onorario della Repubblica di San Marino a Londra sui rapporti tra la Repubblica di San Marino e il Regno Unito, Maurizio Bragagni. L’audizione si sofferma su vari punti, dalla Brexit ai rapporti economico e commerciali tra San Marino e il Regno fino alla gestione sanitaria dell’emergenza Covid-19 da parte della Gran Bretagna. “Dopo il 31 dicembre del 2020, al termine del periodo transitorio, il Regno Unito lascerà mercato unico e unione doganale” spiega l’ambasciatore Marchetti dopo aver compiuto un breve excursus sulle tappe che hanno portato alla Brexit. A tal proposito, per la Repubblica potrebbe presentarsi la possibilità di “concludere accordi bilaterali di natura economica. Ad esempio un accordo sulla protezione degli investimenti: a tal proposito devo dire che il dialogo è già iniziato – precisa l’ambasciatore -. C’è la volontà di San Marino di addivenire a rapporti di collaborazione con il Regno Unito. Il dialogo è costante”. Il console Bragagni annuncia quindi che “per la prima volta nascerà un gruppo interparlamentare che avrà il compito di promuovere l’amicizia tra il Parlamento del Regno Unito e il Parlamento di San Marino. E’ un privilegio che pochissimi Paesi hanno e l’Italia lo ha ottenuto solamente due anni fa”. A livello politico, in Inghilterra, vi è “una situazione di totale divisione tra Governo e realtà civile”. Quanto all’aspetto sanitario, invece, il Covid “nel Regno Unito ha colpito ancora di più le minoranza etniche del Paese e i sobborghi”, dove maggiori sono le situazioni di sovraffollamento. Sul fronte dei rapporti internazionali, il console riferisce alcune recenti notizie, secondo le quali“le attività Huawei per quanto attiene la tecnologia 5G entro il 2023 cesseranno. Il Governo vuole essere indipendente dalla Cina per la produzione di materiale sensibile”. Seguono gli interventi dei commissari appartenenti alle varie forze politiche e del Segretario di Stato Luca Beccari. Al termine si passa al Comma 3, il quale si svolge in seduta segreta.

Comma 1 – Comunicazioni

Paolo Rondelli (Rete): La prima comunicazione riguarda la Repubblica italiana. Alla luce dell’odg della Commissione precedente, sono state inviate note al Parlamento italiano per eventuali incontri congiunti della nostra Commissione. C’è stata la replica immediata del Senato: abbiamo concordato una seduta congiunta della nostra Commissione con la Commissione Affari esteri del senato per la giornata del 2 luglio prossimo. Utilizzeremo probabilmente la modalità Zoom ognuno con il proprio laptop. Tratteremo vari temi come quello dei lavoratori frontalieri. La seconda comunicazione che vi faccio è legata ad un invito personale che ho avuto. Mercoledì avrò una call privata con il presidente della Commissione Affari Esteri del parlamento inglese. In questo momento il Regno Unito è in una condizione con qualche similitudine rispetto a noi. Londra è da sempre vista come una delle mete dei nostri ragazzi per studio e lavoro. Ho parlato con alcuni esponenti del mondo economico e mi sottolineo ci sono diversi giovani sammarinesi che lavorano nel circondario fuori confine e ci sono anche ragazzi sammarinesi a Londra. Dunque è importante intrattenere questo rapporto con il Parlamento inglese.

Denise Bronzetti (Npr): Ritengo che occorra preparare bene il momento della Commissione congiunta. Quindi capire quali temi approfondire. Relativamente all’incontro di mercoledì, chiedo al presidente se può illustrarci su quali temi verterà l’incontro stesso.

Alessandro Bevitori (Libera): Parliamo di un percorso avviato già nella precedente legislatura per cercare di incrementare le azioni diplomatiche ad ogni livello da parte del Paese. Il Governo deve fare la sua azione ma c’è anche il Parlamento che può svolgere una azione di intensificazione dei rapporti. Senza alcuna vena polemica, devo dire che nella passata legislatura si era concretizzato il gruppo di amicizia interparlamentare con la Federazione Russa: per me era stato un ottimo risultato. Sono stati fatti passi in avanti importanti. Tutte cose che dobbiamo portare avanti. Era arrivata nella parte finale di legislatura una richiesta da parte del Kazakhistan per la creazione di un gruppo di amicizia rispetto alla quale non è stata data risposta. Sarebbe corretto istituzionalmente prendere contatto per dovuta cortesia.

Paolo Rondelli (Rete): Sul Regno Unito ci sarà un riferimento dettagliato sullo stato della Brexit, su quello che il Governo britannico ha fatto sul Covid-19, quale può essere uno spunto di discussione sul rapporto tra diplomazia e politica estera. Inizieremo una riflessione su quello che potrebbe essere un rapporto più stretto con il Parlamento del Regno Unito. Quanto alla Federazione russa, credo che questo tipo di rapporti sia positivo e condivido il punto di vista del commissario Bevitori. Verificherò in merito al Kazakhistan.

Comma 2 – Audizione dell’Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e del Console Onorario della Repubblica di San Marino a Londra sui rapporti tra la Repubblica di San Marino e il Regno Unito

Silvia Marchetti, ambasciatore della Repubblica di San Marino presso il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord: Grazie per questo invito. E’ un piacere essere qui. Affronterò anzitutto quelle che sono le tappe principali che hanno portato alla Brexit e quindi a delineare i rapporti eventuali tra San Marino e Regno Unito. In seguito al referendum del 2016, che ha visto il 52 per cento dei votanti votare a favore del recesso dall’Ue, il primo ministro ha notificato a Bruxelles la decisione assunta. Il 15 novembre del 2018 l’Ue e Regno Unito hanno concordato a livello negoziale l’accordo di recesso e la dichiarazione per il futuro partenariato. L’accordo fu bocciato per tre volte. Teresa May chiese una proroga all’accordo di recesso e presentò poi le proprie dimissioni. Il successo Johnson hanno riavviato gli accordi con Bruxelles. Il 17 ottobre 2019 entrambe le parte raggiunsero un nuovo accordo a livello negoziale. L’accordo di recesso ha dato seguito a un periodo transitorio. E’ di questi giorni la comunicazione del primo ministro all’Unione che il Regno Unito non si avvarrà della possibilità di estendere il periodo transitorio. Il Regno Unito rimarrà nel mercato unico e nell’unione doganale per il periodo transitorio. Di tali disposizioni è stata data comunicazione a livello istituzionale. In data 24 febbraio è stato emesso un comunicato stampa. Cosa sta succedendo? Durante il periodo transitorio l’Ue e il Regno Unito stanno lavorando su tre fronti principali. Dare attuazione ad un accordo di recesso che riguarda in particolare i diritti dei cittadini e la situazione dell’Irlanda del Nord. Il secondo fronte riguarda i negoziati per il libero scambio e la cooperazione sul fronte economico. Vi sono delle difficoltà date dai tempi molto ristretti. Il terzo fronte riguarda il gettare le basi del futuro partenariato. Un punto cruciale è la salvaguardia della libertà e dei diritti degli individui. Dopo il 31 dicembre del 2020, al termine del periodo transitorio, il Regno Unito lascerà mercato unico e unione doganale. Anche la Repubblica di San Marino non sarà dunque più legata al Regno Unito come avvenuto in precedenza. Possiamo incominciare ad immaginare gli sviluppi anche dei rapporti con il nostro Paese. Ci sono alcuni elementi da analizzare. Forse possiamo pensare anche alle possibilità che si possono aprire e alla possibilità di concludere accordi bilaterali di natura economica. Ad esempio un accordo sulla protezione degli investimenti: a tal proposito devo dire che il dialogo è già iniziato. C’è la volontà di San Marino di addivenire a rapporti di collaborazione con il Regno Unito. Il dialogo è costante.

Maurizio Bragagni, console onorario: Per la prima volta nascerà un gruppo interparlamentare che avrà il compito di promuovere l’amicizia tra il Parlamento del Regno Unito e il Parlamento di San Marino. E’ un privilegio che pochissimi Paesi hanno e l’Italia lo ha ottenuto solamente due anni fa. Generalmente viene riservato esclusivamente ai membri del Commonwealth. Sarà un gruppo interparlamentare che riunirà membri di tutte le forze politiche. La bella notizia è stata la nascita durante l’emergenza Covid di una bambina sammarinese in Inghilterra. Vorrei parlarvi velocemente di come ho visto io la Brexit. Per la prima volta nel Regno Unito abbiamo una situazione di totale divisione tra Governo e realtà civile. Il ministro Johnson ha vinto con una stragrande maggioranza le ultime elezioni. Allo stesso tempo il Governo non è mai stato così distante dalle istanze del popolo. Questo è dovuto all’emergenza Covid ma soprattutto ad una situazione economica che sta diventando difficile. Questo Governo non vuole un accordo con l’Europa. Non gli interessano le conseguenze economiche che potrebbero derivare. C’è una antipatia viscerale dei membri del Governo per una Europa burocratica. La democrazia in Inghilterra ha una dimensione fisica. Il Covid in Inghilterra ha colpito ancora di più le minoranza etniche del Paese e quindi i sobborghi del Paese. La situazione Covid porta anche un enorme problema dal punto di vista economico. L’Inghilterra ha perso il 20 per cento del Pil. Non paragonabile a nessuna crisi se non a quella del 1708. Già spesi 70 miliardi di dollari in misure di sostegno al virus. La cassa integrazione in Inghilterra non esiste: il Governo l’ha introdotta in via straordinaria. Tutte le imprese hanno potuto usufruirne nel periodo stabilito dal Governo. La cosa positiva ai fini dei rapporti con la nostra Repubblica è che il Regno Unito ha deciso di combattere il Covid a livello mondiale. C’è stata la fusione tra il Dipartimento dello sviluppo economico e il Ministero degli Esteri. Nascerà un unico grande Ministero per combattere il Covid. Altra questione importante è la decisione da parte del Governo di istituire un project defence. Le attività Huawei per quanto attiene la tecnologia 5G entro il 2023 cesseranno. Il Governo vuole essere indipendente dalla Cina per la produzione di materiale sensibile. L’ultimo punto è la situazione interna. Il lockdown è stato per la prima volta introdotto. La situazione Covid ha evidenziato una serie di mancanze in termini di controlli. C’è una situazione spaccata tra l’Irlanda del Nord che rimane in Ue, una Scozia che ha votato per il ‘remain’ e un Galles che ha detto che l’unità secolare tra Gran Bretagna e Galles potrebbe essere riconsiderata. Meno di un terzo degli elettori approva l’operato di Johnson. Faccio riferimento alle due lettere di sua Maestà la Regina alla Repubblica di San Marino. Mi è stato chiesto di ringraziare San Marino per il messaggio mandato nella nostra lettera in occasione del suo compleanno. Questo per far vedere come il rapporto all’interno degli organi di Governo sono molto cortesi. L’altra questione è che quello che io vi ho detto non toglie un fattore: il partito conservatore ha una maggioranza bulgara. Possono approvare qualsiasi cosa. Ma le tensioni in piazza saranno sempre più presenti.

Francesco Mussoni (Pdcs): Ringrazio ambasciatore e console per questa iniziativa. Saremo molto attivi nel consolidare, sviluppare e far proseguire il dialogo che si sta portando avanti insieme alla Segreteria di Stato e alla maggioranza del Paese.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Vorrei chiedere delle informazioni in merito al numero dei test fatti. Sarebbe interessante sapere le percentuali. Un indice di valutazione che ci può servire anche per ragionare sulla strategia adottata da San Marino. Mi ha colpito molto il fatto di un volere politico che si scontra con le richieste della cittadinanza. Vorrei chiedere un approfondimento su questo fatto: quando dite che c’è questa volontà di bypassare Huawei e tutto ciò che riguarda la Cina, secondo voi è una questione legata al fatto che la pandemia è partita proprio dalla Cina, o era già all’interno del ragionamento nazionale? Vorrei capire se questa cosa qui era già insita nel Parlamento oppure si trattava di una precisa volontà politica.

Ambasciatore Marchetti: Il periodo transitorio durerà fino al dicembre 2020. C’era la possibilità di estenderlo per altri 24 mesi, ma già il 12 giugno Johnson ha comunicato all’Ue che il Regno Unito non chiederà una proroga.

Console Bragagni: Per quanto riguarda Huawei: la situazione è un pretesto. La Cina sta mettendo in crisi la stabilità politica della Gran Bretagna. La Gran Bretagna non può permettersi di perdere il suo più grande alleato, gli Stati Uniti. La Gran Bretagna ha deciso di sacrificare una ingerenza, quella delle aziende cinesi nell’economia locale, Si è cercato l’untore di turno. C’è una guerra economica tra gli Stati Uniti e la Cina. La Gran Bretagna non sta chiudendo le porte alla Cina. Loro ce l’hanno con il Governo cinese, non con il popolo cinese. Quindi non vogliono aziende controllate dallo Stato cinese.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Cominciano a essere diversi i sammarinesi che si sono trasferiti in questa parte del mondo, ma contemporaneamente le relazioni non sono state implementate a dovere. Sappiamo bene che gli Stati Uniti hanno una politica aggressiva dal punto di vista commerciale. Sono stati annunciati i dazi per quanto riguarda le merci di importazione. Potrebbero nascere nuove relazioni e nuovi accordi tra Repubblica di San Marino e Regno Unito.

Nicola Renzi (Rf): Queste modalità possono essere molto utili per conoscere il nostro corpo diplomatico e consolare. Ci si può rendere conto del lavoro che viene svolto assiduamente. Credo che per la prossima volta sia opportuno svolgere questo dibattito in seduta segreta. Alcune considerazioni. La prima sulla nascita del nuovo Ministero, che si porta dietro varie implicazioni economiche e commerciali. Quello che sta succedendo in Inghilterra è già successo in altri Paesi europei. Penso ad alcuni Paesi europei nei quali la suddivisione dei dicasteri tra Affari Esteri ed Affari europei ha creato ostacoli. Altro dato impressionante: il Covid ha esasperato in alcuni aspetti il divario tra gli stati sociali della popolazione. Differenze sociali che vanno sempre più acuendosi. Questo ci deve far riflettere su che tipo di società europea andremo ad affrontare e con la quale avremo a che fare e quale tipo di società americana e russa andremo a trovarci davanti. Può sembrare marginale ma non lo è per nulla perché cambieranno i rapporti con una certa politica e con i rappresentanti degli Stati. Ciò dovrebbe stimolarci ad un ragionamento molto più ampio che dovrà essere fatto in prospettiva. Cambieranno i rapporti di forza e i generi di consumo. Ciò potrebbe essere un problema anche per la democrazia partecipativa per come l’abbiamo vissuta fino ad oggi. Qui si amplia la riflessione. Non sono per nulla stupito di un possibile incremento dei nostri rapporti con quella realtà specifica né di quella necessità che ha il Regno Unito di trovare una nuova collocazione internazionale. Laddove viene a meno un aspetto di inquadramento preciso all’interno di una unità sovrastrutturata, si manifesta l’esigenza di creare una rete nuova e proficua di accordi bilaterali con tante realtà.

Denise Bronzetti (Npr): Per noi è un’occasione straordinaria per le indicazioni che abbiamo ricevuto. Apprendo con grande felicità la nascita di questo gruppo interparlamentare che si rapporterà in maniera prioritaria con San Marino. Va sottolineato lo sforzo che si sta cercando per la nostra piccola Repubblica. Sono stupita rispetto a questo rapporto che si consolida. Al contrario di quanto sosteneva il collega Renzi questo rapporto con l’Uk va considerato alla luce dei movimenti che San Marino ha fatto nell’ultimo periodo in tema di politica estera. Per quanto riguarda alcune considerazioni sul Covid. Da una parte ha messo in atto una rete di solidarietà all’interno di alcuni Paesi verso altri Paesi ma contemporaneamente ha contribuito vista l’emergenza sanitaria a chiudere le frontiere. Se analizziamo il dato asciutto, si vedono comunque dati che non apparterebbero numericamente parlando a quella che è stata dichiarata una pandemia e su cui ogni giorno vediamo il dietrofront di dichiarazioni dell’Oms. Vorrei capire come l’Uk si rapporta rispetto a questi dati e sta crescendo anche all’interno dell’Uk questo sentore per cui – se analizziamo il dato asciutto della popolazione contagiata – è stata fermata in ragione di questi numeri una economia mondiale. Qual è la lettura che si dà di fronte al fatto che non è escluso del tutto un eventuale ritorno o una crescita dei numeri? Un Paese grande e con molte più risorse delle nostre come si rapporta di fronte a questa situazione?

Ambasciatore Marchetti: Molto interessante la riflessione che si è sviluppata per quanto riguarda il Covid. Definito nei primi tempi un virus democratico, poi alla fine ha colpito tutti ma la risposta che le persone possono dare varia a seconda della condizione economica delle persone. Se si prende in considerazione la situazione in Uk tra le varie etnie, ciò può far emergere altre differenze. Il Covid per alcune donne ha avuto conseguenze nefaste perché i casi di violenza domestica sono aumentati. Forse possiamo dire che l’Italia e la Repubblica di San Marino hanno mostrato come un certo modello è stato efficace nella lotta al Covid.

Console Bragagni: Il motivo per cui si è avuta una frequenza maggiore nelle minoranze etniche è legato alla questione dell’immigrazione. Gli immigrati non hanno case con giardino, possibilità di distanziamento sicuro. Effettivamente il Covid ha colpito di più certe minoranze che vivono in luoghi più ristretti e affollati. Questo ha consentito una trasmissione più rapida. Per la rete 5G è una realtà: il Governo britannico vuole trovare una alternativa alla rete.

Carlotta Andruccioli (Domani – Motus Liberi): Interessante come il Regno Unito si approcci in maniera molto astuta rispetto alla Cina. Vorrei chiedere se l’approccio nei confronti della Russia è simile a quello che il Regno Unito ha nei confronti della Cina. Esistono spazi di manovra tra la nostra Repubblica e dunque è importante procedere nella definizione dei rapporti. Invito il Segretario Beccari a proseguire su questa strada che presenta molte opportunità.

Andrea Zafferani (Rf): Sono interessato a capire gli aspetti di natura economica della Brexit ovvero quali politiche economiche la Gran Bretagna intende impostare d’ora in avanti. Come hanno pensato di fronteggiare l’eventuale perdita di impresa che delle libertà fondamentali hanno necessità per poter competere? La seconda questione: che cosa ha messo in campo il Governo inglese a livello di misure economiche per la domanda e l’offerta.

Ambasciatore Marchetti: Da una parte i percorsi di San Marino e del Regno Unito sembrano distanti, ma alla fine ci troviamo entrambi i Paesi in questo momento in cui cerchiamo di trovare una nuova forma di integrazione e collaborazione. Ci si sta muovendo per trovare nuovi partner anche al di fuori dell’Ue. Ovviamente il Regno Unito si sta muovendo su un binario parallelo: da una parte sta portando avanti il partnenariato con l’Ue per un’area di libero scambio e sta negoziando accordi con Paesi terzi.

Console Bragagni: La Banca Centrale inglese ha agito come la Banca Centrale europea. E’ stato fatto quello che ha fatto l’Italia. Agli inglesi sono stati garantiti prestiti fino a 27mila sterline a chiunque avesse una attività fino a un milione. Garantite al cento per cento dallo Stato. Le banche però non stanno consegnando soldi perché esiste un regolamento europeo bancario. La Banca Centrale ha stampato moneta per garantire la liquidità. La cosa più buffa è che il costo più alto per la Gran Bretagna non è il Covid, ma la Brexit. Costerà meno importare da fuori piuttosto che produrre internamente. La risposta della Banca Centrale sulla situazione Covid è stata pronta anche perché aveva un risparmio enorme.

Segretario di Stato Luca Beccari: Alcune brevissime considerazioni. E’ stato sviscerato ampiamente il tema legato al Regno Unito e alle relazioni con il Regno Unito. Questa occasione di confronto deve essere presa ad esempio per fare lo stesso lavoro anche con altri Stati. Entrando nel vivo di quelle che sono le particolarità. San Marino dovrà cogliere l’invito a sviluppare una serie di nuovi accordi che derivano dall’uscita dalla Brexit. Uno su tutti: lo scambio automatico di informazioni. In ogni caso dovrà essere portato avanti con il Regno Unito un rapporto di dialogo e scambio di rapporti che non facciano venire a meno le relazioni economiche. Noi siamo stati tra i primi Paesi a sostenere la richiesta inglese sull’applicazione degli accordi europei che riguardavano la Gran Bretagna e abbiamo fin da subito manifestato la volontà di aprire un dialogo esplorativo sulle modalità di accordo da sottoscrivere. Abbiamo avuto un dialogo importante qualche settimana fa e abbiamo parlato di diverse cose tra cui il superamento di alcune criticità riguardanti i viaggi di lavoro. Abbiamo introdotto un articolo che permette di allineare la durata delle residenze. Una serie di rappresentanti hanno dimostrato una forte sensibilità verso San Marino. L’ambasciatore inglese mi ha più volte confermato che stanno esplorando delle possibilità di supportarci. Direi di esprimere nuovamente un ringraziamento ad ambasciatore e console con l’invito a proseguire su questa strada. Si possono proporre incontri anche con altri Stati.

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Report della commissione Finanze, 4 giugno 2020 https://www.dire.it/05-06-2020/469420-report-della-commissione-finanze-4-giugno-2020/ Fri, 05 Jun 2020 08:39:21 +0000 https://www.dire.it/?p=469420

In apertura di seduta, al Comma Comunicazioni, Repubblica Futura chiede al Congresso di Stato delucidazioni sul futuro di BNS

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In apertura di seduta, al Comma Comunicazioni, Repubblica Futura chiede al Congresso di Stato delucidazioni sul futuro di BNS
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In apertura di seduta, al Comma Comunicazioni, Repubblica Futura chiede al Congresso di Stato delucidazioni sul futuro di BNS. Il Segretario di Stato Marco Gatti anticipa la convocazione di una Commissione che avrà al centro proprio la Banca Nazionale Sammarinese e la sua ‘mission’ e alla quale verrà invitato a prendere parte anche il commissario straordinario Sido Bonfatti. I lavori proseguono con il Comma 2 (“Audizione esponenti di Banca Centrale della Repubblica di San Marino ai fini di una valutazione completa e di un aggiornamento inerente la questione dei titoli Demeter a seguito dell’approvazione all’unanimità dell’Ordine del Giorno nella seduta del Consiglio Grande e Generale del 29 aprile 2020”) il quale si svolge in seduta segreta. All’Audizione fa seguito il dibattito tra le forze politiche. Si torna quindi in seduta pubblica con il Comma 3 e Comma 4: “Riferimento sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo presentata da cittadini sammarinesi per la costituzione di una centrale rischi nell’ambito del sistema bancario e creditizio” e “Riferimento, ai sensi dell’articolo 7, secondo comma della Legge 24 maggio 1995 n.72, sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo presentata da cittadini sammarinesi per la comunicazione dell’elenco dei grandi debitori e dei grandi rischi delle banche (Istanza n.35 del 2 aprile 2017”, entrambi affidati al Segretario di Stato Marco Gatti.
Si passa quindi al Comma 5: “Riferimento del Commissariato Generale per la partecipazione all’Expò 2020 ai sensi dell’articolo 1, comma 4 del Decreto-Legge n.73/2020”. A prendere la parola è il commissario generale Mauro Maiani.
Di seguito una sintesi degli interventi.
Comma 3-4 Riferimento, ai sensi dell’articolo 7, secondo comma della Legge 24 maggio 1995 n.72, sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo presentata da cittadini sammarinesi per la costituzione di una centrale rischi nell’ambito del sistema bancario e creditizio (Istanza n.34 del 2 aprile 2017) – Riferimento, ai sensi dell’articolo 7, secondo comma della Legge 24 maggio 1995 n.72, sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo presentata da cittadini sammarinesi per la comunicazione dell’elenco dei grandi debitori e dei grandi rischi delle banche (Istanza n.35 del 2 aprile 2017)
Segretario di Stato Marco Gatti: Al 31 dicembre 2019 dopo due anni di piena operatività della centrale rischi i dati erano i seguenti: 12 intermediari segnalati, per un valore di 3 miliardi e 396 milioni, numero di operazioni segnalate 32mila, numero codici 15.888. Alla luce di quanto fin qui espresso l’Istanza numero 34 può essere considerata attuata. L’Istanza n.35 è strettamente correlata alla precedente. Obiettivo istanza è fornire informazioni relative a grandi debitori e grandi rischi delle banche. Fornisce informazioni sull’esposizione creditizia superiore a una certa soglia minima. Si può ritenere che l’Istanza 35 sia stata avanzata per chiedere di fornire un corredo informativo simile a quello della centrale rischi. L’Istanza 35 può essere considerata come attuata.
Comma 5 – Riferimento del Commissariato Generale per la partecipazione all’Expò 2020 ai sensi dell’articolo 1, comma 4 del Decreto-Legge n.73/2020
Commissario Generale Mauro Maiani: Ho preparato una relazione di 26 pagine più una relazione aggiuntiva sulla parte economica finanziaria, l’uso e il trasferimento dei fondi da parte dell’Agenzia. Come sapete, il commissario non ha la disponibilità dei fondi, deve programmare e deve predisporre gli atti necessari per la partecipazione e poi deve interfacciarsi con l’Agenzia che è la struttura tecnica che deve autorizzare e rendicontare gli atti di spesa. E’ stata effettuata una unica spesa che è quella relativa al pagamento dell’Università per il programma avviato da San Marino per il disegno del padiglione. Quello che rimane a tutt’ora sono 375mila euro, poi ci sono tasse e imposte. C’è un totale netto di 294mila euro. Dal 4 dicembre 2018 sono anche ambasciatore non residente presso gli Emirati Arabi Uniti. Ho fatto una prima analisi della situazione che c’era rispetto agli atti ufficiali compiuti dal Commissario precedenti. Non ho trovato relazioni. Ho trovato una serie di elementi che mi hanno permesso di ricostruire in parte. Certamente tutta la parte fondamentale è stata ricostruita. La prima parte della relazione riguarda la spiegazione dell’iter di partecipazione. L’avvicinamento ad un Expo comincia sette anni prima. Nel 2013 San Marino ha appoggiato Dubai e in cambio ha avuto l’assicurazione di essere inserita nella lista di assistenza tecnica e di avere il padiglione gratis. Il ministro è tutt’ora lo stesso di allora. Noi non pagheremo il padiglione e non pagheremo l’allestimento. Dobbiamo pagare il contenuto del padiglione, grafiche, video, oggetti che vogliamo portare, e la gestione del padiglione con il personale. Nella seconda parte ho fatto una panoramica di ciò che è successo dal 2013 ad oggi. Noi abbiamo aderito come Stato all’Expo il 9 febbraio 2018. Poi abbiamo firmato il contratto di partecipazione il 30 giugno del 2019. Ciò che è successo tra il 12 marzo 2020 e il 29 di maggio: l’Expo attraverso una serie di procedure interne ha proposto il rinvio di un anno. Il lavoro molto molto frenetico mio – non sapendo che ci sarebbe stato un rinvio – la mia preoccupazione era di riuscire a fare tutti gli atti necessari – specialmente il contenuto del padiglione – entro fine giugno. Abbiamo cominciato a lavorare alacremente per ben due mesi. Sono stato nominato il 10, l’11 sono andato a Dubai per fare il check. Vi erano moltissime scadenze. La lista degli oggetti da esporre andava mandata entro novembre 2019. Expo avrebbe pagato un container da San Marino fino a Dubai gratuitamente ma dovevamo dire cosa ci mettevamo dentro entro il 18 febbraio 2020. Ci hanno dato gratis un chiosco esterno dove vendere materiale di artigianato. Anche lì la lista la volevano entro il 20 dicembre 2019. Il formulario per la bandiera nazionale: entro il 31 dicembre 2019. Quando sono andato mi sono trovato una lista di cose da fare. Ho cominciato a capire che sarebbe stato molto difficile farle. Il 1° novembre 2019 si è palesato un problema: il blocco delle attività di agenzia dovuto alla sentenza del Collegio Garante. L’Agenzia era bloccata per cui l’unica cosa che potevo fare era chiarire un aspetto. Il progetto del padiglione era già stato fatto nel 2018: un concept dell’Università. Sulla base del concept gli architetti dell’Expo ci hanno dato un progetto a settembre 2019. Ma se tu non sai qual è il contenuto come fai a dire ad Expo quale deve essere l’architettura? Bisognava fare un piano di comunicazione, avere chiara l’idea del contenuto espositivo. Siamo riusciti a definire insieme con Expo – e anche con l’aiuto di un architetto sammarinese che ha lavorato gratuitamente – gli oggetti espositivi in linea di massima. Il 28 di febbraio avrebbero fatto l’appalto con il loro costruttore dando la lista delle cose da fare. Sono riuscito a fare questo piccolo grande lavoro di riuscire a determinare gli oggetti espositivi. Abbiamo diviso in 4 aree il padiglione. La prima bozza prevede nella prima sala la riproduzione del tesoro di Domagnano, ci danno gratuitamente la riproduzione della fibula, la quale si trova ad Abu Dhabi. Ci hanno dato la possibilità di riprodurre nella moneta ufficiale il logo della fibula. La seconda sala è dedicata al turismo e dovremo fare dei video bellissimi. La terza area si chiamerà l’area del country system, il sistema Paese. Qui mi sono inventato una situazione di questo tipo: nei tablet ci devono essere video e grafiche e infografiche delle aziende di San Marino. La chiamiamo San Marino degli innovatori. Ogni settimana presentiamo un’azienda, un prodotto o un sistema, per 25 settimane, Attrazioni e investimenti. L’ultima area è quella della vendite. Poi abbiamo il primo piano. Ci saranno uffici, un meeting room, sto lottando per farci dare un’area per il B2B. L’unico incontro che siamo riusciti a fare è stato quello con Anis, poi c’è stata la pandemia. Tutto ciò che ho detto si è fermato il giorno che Expo ha deciso il rinvio. Si apre una nuova fase, veramente nuova. Dovremo cambiare un po’ del lavoro fatto, riprogrammare la partecipazione. Sulla base di due cose. Prima: Expo si deve riprogrammare completamente, se non altro perché non ci saranno 25 milioni di presenze. Non sappiamo nell’ottobre del 2021 quale sarà il grado di sicurezza. Ma riprogrammare anche sulla base degli stanziamenti che il Governo ci dovrà dare. Il commissario attende di sapere quanto avrà di stanziamento reale perché altrimenti è impossibile.
Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Ho avuto piacere veramente che il commissario possa aver spiegato le iniziative che si sono intraprese fino adesso. Ci siamo insediati tutti il 10 di gennaio e avevamo di fronte 5 mesi per organizzare Expo con Ferragosto e Ramadan di mezzo. Il 1° settembre saremmo dovuti essere pronti. Con un’Agenzia bloccata, il non finanziamento totale. C’è stata una necessità impellente di far conoscere. Penso si siano capite le manchevolezze e le decisioni non prese nei tempi dovuti. Questo non era un problema di qualcuno in particolare, ma dell’intero Governo. La corsa e l’urgenza e la necessità di addivenire quanto prima a risolvere una situazione gravosa. Un dettaglio. La realtà è che nel 2013 si è ottenuta la possibilità da parte di chi ha vinto di poter organizzare l’Expo nel 2020 e lì si è ottenuta la possibilità di avere il padiglione gratis e una gran parte dei lavori dell’allestimento gratis. Se dobbiamo dare un merito lo diamo all’ex Segretario al Turismo che era Teodoro Lonfernini. Si può dire che siamo rientrati in quella tipologia anche per aver portato avanti un progetto dell’università. Non voglio fare ulteriori polemiche. Siccome qui se ne sono fatte molte, anche in tempi abbastanza recenti. Io direi che questo è il momento di chiudere con le polemiche. Abbiamo avuto non pochi problemi a causa anche dell’emergenza Covid. Ci sono state due figure che hanno presentato la domanda su 3. Non era scontato che il dottor Maiani si rendesse disponibile, io lo voglio ringraziare. Il dottor Maiani è ampiamente conosciuto davvero da tantissimi consessi internazionali anche al di fuori degli ambiti di Expo. Mi auguro che in questo periodo si possa trovare anche una figura adeguata per affiancarlo in questi consessi che non sono né scontati né ovvi.
Stefano Giualinelli (Pdcs): Mi chiedo quale ruolo attivo abbia nell’ambito di questa attività l’Agenzia per lo sviluppo economico in quanto mi pare che svolga essenzialmente una attività amministrativa in quanto già la Commissione di controllo sulla finanza pubblica svolge un ruolo di controllo. Il mio quesito è rivolto all’effettiva utilità della Camera di Commercio per quanto attiene l’attività amministrativa Expo.
Iro Belluzzi (Npr): Il dottor Maiani ha sempre portato avanti con successo le iniziative che gli sono state affidate. Ci sarà tempo per approfondire e verificare come poter sostanziare il progetto economico. Sappiamo benissimo quale momento stiamo attraversando. Speriamo si trovino le sinergie anche con il mondo privato e penso ci saranno sicuramente. La sponsorizzazione gratuita è stata data in funzione della votazione a favore di Dubai: un voto ben utilizzato agendo in maniera intelligente e sicuramente c’è un ritorno importante.
Giovanni Zonzini (Rete): Ritengo che l’Expo sia per il nostro Paese una vetrina di vitale importanza per far conoscere il nostro nome e la nostra storia. Grande valore è stato dato all’aspetto storico e si citava a tal proposito il tesoro di Domagnano. Attenzione ai costi di questa vetrina pur importante, come già è stato fatto ottenendo gratuitamente molte cose.
Francesco Biordi (Pdcs): Da tempo parliamo dell’internazionalizzazione delle nostre imprese. E’ una opportunità da non perdere: quindi riflettiamo attentamente su quali saranno le 25 aziende all’interno di questa vetrina. Chiedo se nell’ottica del rinvio di un anno – quindi un anno in più per poter riprogrammare la partecipazione di San Marino – è possibile cogliere l’occasione per pensare a quale sarà lo staff visto che si dovranno intrattenere relazioni internazionali. Una raccomandazione: abbiamo la possibilità, data la professionale che lei ha, Maiani, di poterci organizzare in maniera preventiva, e di non arrivare in una situazione emergenziale. Si può avere un feedback di immagine ed anche economico.
Alice Mina (Pdcs): Ci tengo anche io a sottolineare l’importante risultato raggiunto nel 2013. Sono fortemente a supporto dell’Expo e ritengo che sia una vetrina incredibile per i Paesi che vi partecipano. Va modulata con attenzione e nulla va lasciato al caso: benissimo il percorso che state costruendo per tema espositivo e concept. La situazione non sarà semplice. Chiedo una cosa: i provvedimenti del Congresso di Stato a seguito della pandemia sono stati bloccati. Parliamo di trasferimenti per 500mila euro. Come intendiamo affrontare i prossimi mesi? Verranno sbloccati? Sono ancora congelati? Coniugare attenzione ai controlli a una flessibilità di risposta alle esigenze del commissariato.
Segretario di Stato Federico Pedini Amati: L’Agenzia per lo sviluppo economico non ha obbligo alcuno di presentazione dei vari pagamenti verso la Commissione della Finanza pubblica. Questo è il primo caso in cui c’è una delega diretta. Questo significa che il direttore di dipartimento è il primo controllore delle possibili spese che il commissario riterrà opportuno fare. Spese che passeranno al vaglio della Segreteria. Le spese sono abbastanza canalizzate. C’è un secondo controllo da parte dell’Agenzia con delle persone dedicate a controllare quel tipo di spesa e quel tipo di preventivo. Quindi c’è non solo un controllo che passa dalla Segreteria ma ce ne sono due. Quando si organizzò l’Expo di Milano, tutte le delibere di spese dovevano passare in Congresso di Stato anche per la cosa più piccola, sopra i 250 euro. Sotto l’aspetto dei controlli voglio rassicurare tutti che c’è un doppio controllo. Mi auguro che tra sei mesi si possa tornare a parlare di una minima ripartenza molto più alleggerita rispetto agli attuali presidi. Nel dire questo io penso che è ancora più importante domani essere presenti all’Expo perché è un rilancio generale. L’anno in corso ha coinciso con un assestamento di bilancio anche in considerazione del fatto che tutte le spese superflue inevitabilmente da parte delle Segreterie di Stato sarebbero state congelate. Questo era un importo che nel corso dell’anno non si sarebbe utilizzato e quindi è stato destinato all’ambito sanitario se necessari. Allo stato attuale i 500mila euro sono programmati come entrate per svolgere l’Expo per l’anno 2021.
Commissario Generale Mauro Maiani: Su Expo sia maggioranza che opposizione hanno concordato nel dire che è una cosa importante per il Paese e questo raramente si vede. Il commissario propone un atto, lo comunica all’Agenzia: all’Agenzia è affidato controllo della spesa. Il gap significa che nel momento in cui viene presa la decisione di stanziare una cifra e la cifra viene erogata nei conti correnti, non potranno passare 6 mesi, ma neanche tre mesi. Già evidenziata questa problematica. O lo stanziamento viene dato tutto nel 2021, quello del 2022 deve arrivare entro il 31/12.

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Report del Consiglio Grande e Generale del 2 giugno – seduta pomeriggio https://www.dire.it/02-06-2020/468191-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-2-giugno-seduta-pomeriggio/ Tue, 02 Jun 2020 17:10:07 +0000 https://www.dire.it/?p=468191

La sintesi degli interventi

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Il dibattito nella seduta mattutina del Consiglio Grande e Generale ruota attorno al progetto di legge di iniziativa popolare per l’internalizzazione di Poste Spa nella pubblica amministrazione. “Il costo dei dipendenti – spiega il Segretario di Stato Federico Pedini Amati – è quello che impatta maggiormente sul bilancio di Poste. E’ vero che i dipendenti sono passati da 126 a 104, però questo non ha determinato le mancate perdite che ci portiamo dietro negli anni. Quello che serve è rilanciare l’attività di Poste e quindi il fatturato”. Quindi il Segretario mette sul tavolo alcune ipotesi per il futuro di Poste. Ad esempio “aumento del fatturato mediante l’implementazione di servizi” come quelli legati all’e-commerce o la lettura dei contatori. “Poi c’è l’ipotesi dell’accorpamento di Poste con l’Ufficio Filatelico” a cui si aggiunge quella di “riorganizzazione degli uffici periferici”. Per William Casali (Pdcs) occorre puntare sul settore “dell’e-commerce, che è cresciuto enormemente e per il quale si stanno definendo scenari interessanti”. Emanuele Santi (Rete) apre alla possibilità “di dare ai postini l’appalto per fare la telelettura. Questo porterebbe a un ricavo di quasi 300mila euro”. “Se cerchiamo di collegarci con un ente come Poste italiano o con un vettore privato – creando non dico un monopolio ma dei canali privilegiati – allora forse riusciremmo ad avere la possibilità di contenere i costi” è il commento di Gian Nicola Berti (Npr). Gian Matteo Zeppa (Rete) manda però un avvertimento. “La pubblica amministrazione non può essere l’agnello sacrificale, piuttosto sono i manager a dover iniziare a rendere conto, come avviene nel privato. Partire dall’assunto che il problema sia il costo del personale mi dà un po’ fastidio”. Per Giuseppe Maria Morganti (Libera) “il servizio postale” non può più continuare ad essere scisso da quello “Filatelico”. Andrea Zafferani (Rf) chiede di “coinvolgere e responsabilizzare” il management”. Prima però “mi aspetterei di ricevere questi piani industriali, questi business plan, e da qui riuscire a fare le valutazioni politiche”. Spazio quindi alle repliche del Segretario di Stato Pedini Amati. “Non ho fatto un rilievo critico sui dipendenti ma ho solo fornito un dato – precisa -. Non facciamo passare all’esterno questo messaggio”. Ricorda che la sua porta “è sempre aperta per tutti”. “Al Cda – aggiunge – dobbiamo dare un orientamento, non sei orientamenti. Altrimenti rimaniamo in questo limbo amletico dove non si decide mai nulla”. Inoltre “sfatiamo il mito sul direttore di Poste: guadagna ne più né meno di un dirigente pubblico, anzi ci sono dirigenti pubblici che guadagnano di più”.

   Al Comma 18 vi è il Progetto di legge “Modifiche normative per il coordinamento della Legge 20 novembre 2018 n.147 “Regolamentazione delle Unioni Civili”, proposto da Libera. “Confido – dice Guerrino Zanotti (Libera) – che questo importante tassello nell’ordinamento sammarinese raccolga il sostegno dell’Aula e possa vedere concluso il proprio iter. Libera crede in una sempre più efficace affermazione dei diritti civili prestando attenzione a tutte le istanze che presentino motivi di discriminazione”. Il Segretario di Stato Elena Tonnini fornisce alcuni dati sul tema. “Nel 2019 sono state celebrate in Repubblica 36 unioni civili, di cui 13 tra persone dello stesso sesso. Nel 2020 sono state 6, 1 tra persone dello stesso sesso”. Diversi i punti di vista delle varie forze politiche sul progetto di legge anche all’interno della stessa maggioranza. Pasquale Valentini (Pdcs) ritiene che “sarà utile fermarsi a guardare e riflettere”. “Pari dignità non significa la non distinzione: la legge tratta della stabilità. E’ con la stabilità che nascondo diritti e doveri”. “Non si può mettere sullo stesso piano due realtà diverse. La famiglia naturale è costituita da un uomo e da una donna” aggiunge Aida Maria Adele (Pdcs). “Sentire polemiche su questo è imbarazzante, soprattuto nei riguardi di quelle persone che hanno sofferto” ribatte Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete). “Io sono profondamente offeso da un paio di interventi in quest’Aula perché rappresento persone che vengono abbandonate dalla famiglia tradizionale – tuona Paolo Rondelli (Rete) -. Anche lo scorso anno ho dovuto soccorrere un ragazzo sammarinese ridotto in coma a furia di calci in testa per il suo orientamento sessuale. Lo Stato può regolamentare alcuni di questi aspetti”.

Comma 17 – Progetto di legge di iniziativa popolare “Internalizzazione di Poste S.p.A. nella Pubblica Amministrazione” (presentato dal Signor Marco Ugolini ed altri) (I lettura)

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: All’interno della maggioranza e del Governo ancora non si è presa in considerazione l’ipotesi di tornare indietro oppure l’ipotesi di farla rimanere un’azienda privatistica. C’è una relazione che rappresenta in qualche modo delle ipotesi con i pro e i contro. Una cosa la devo dire. Cosa impatta nel bilancio di Poste? Il costo dei dipendenti. E’ vero che sono passati da 126 a 104. Però questo non ha determinato le mancate perdite che ci portiamo dietro negli anni. Quello che serve è rilanciare l’attività di Poste e quindi il fatturato. Sono diminuite le spedizioni cartacee delle buste in favore delle email. Questa Segreteria mette sul tavolo ipotesi di lavoro. Prima ipotesi: aumento del fatturato mediante l’implementazione di servizi. E’ bene sapere che Poste era nata anche per i servizi finanziari. Poi c’è l’ipotesi dell’accorpamento di Poste con l’Ufficio Filatelico. Ipotesi di riorganizzazione delle unità perifieriche. Ipotesi di partnership con privati.

Giovanni Zonzini (Rete): E’ lo stato ogni anno a ripianare il disavanzo di questa Spa. Secondo noi una strada da non percorrere è quella dei licenziamenti all’interno di Poste. Inoltre il loro licenziamento da Poste potrebbe determinare il loro reingresso in un altro apparato della Pubblica amministrazione. Per lo Stato sarebbe un gioco a somma zero. Secondo noi sarebbe controproducente andare ad aggiungere un altro operatore all’interno del nostro sistema bancario. Interessante la possibilità di far fornire a Poste alcuni servizi del servizio pubblico allargato come la lettura dei contatori. Anzichè esternalizzare lo Stato si affidi ad un ente come questo diminuirebbe le spese. Si potrebbe riportare Poste a una situazione quantomeno di pareggio di bilancio con un molto più ridotto esborso da parte dello Stato. Ci trova favorevoli in linea di massima l’ipotesi di una riorganizzazione del servizio delle unità operative perifiche. Ci lascia perplessi l’ipotesi di partnership con privati.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Il progetto di legge abrogativo è sicuramente interessante. Al di là di quella che sarà la decisione finale è stato sottolineato che quello è un ente che in questo momento non sta funzionando. Troppi anni che è in disavanzo. Si può pensare di fare entrare nel partneriato Poste Italiane. Questo consentirebbe di effettuare pagamenti che oggi possono essere fatti solo in Italia. Sarebbe una leva forte per accedere ad accordi con partner internazionali. Poi bisogna valutare la possibilità di esternalizzare servizi. Bisogna valutare nella bilancia costi e benefici. Trovare una formula di golden share dove lo Stato mantenga delle prerogative.

William Casali (Pdcs): Grazie all’emergenza Covid il settore dell’e-commerce è cresciuto ulteriormente e si stanno definendo degli scenari interessanti. Poste San Marino gode di un vantaggio competitivo che dà la possibilità di sostituire le dichiarazioni doganali con quelle postali. Il beneficio è riscontrabile con un minor costo in capo al cliente. Credo sia sbagliato cercare di muoversi sul mercato affrontando i più disparati settori senza avere una chiara coscienza. Vanno tenuti in considerazione due elementi. Vorrei dire che Poste San Marino Spa rimane ancora legata mani e piedi allo Stato. Il management deriva ancora dalla pubblica amministrazione. Il processo di privatizzazione non si è ancora completato. Il percorso non è stato concluso quindi bisogna ragionare se sia giusto completarlo.

Iro Belluzzi (Npr): C’è la possibilità di far tornare in auge alcuni servizi gestiti dalle Poste. Ad esempio quelli legati all’emissione di titoli di debito pubblico. Interessante la possibilità di gestire il cambio della moneta elettronica. Sono scenari che porterebbero logicamente a una maggiore profittevolezza della società per azioni stessa. Un’azione che sicuramente porterebbe nuovi introiti. Ci deve portare a riflettere su alcuni obiettivi non raggiunti dalla società per azioni Poste. Le valutazioni le fa la politica.

Emanuele Santi (Rete): Dati alla mano abbiamo potuto considerare che è un ente che non sta funzionando. Non c’è un controllo sugli obiettivi e i costi di gestione sono aumentati. I servizi finanziari non sono partiti ma probabilmente non c’erano neanche le competenze per portare avanti questo tipo di ragionamento. Credo che tra le ipotesi elencate dal Segretario ce ne siano alcune interessanti. Necessario mettere un argine alla continua perdita di questo ente. Interessante la possibilità di dare ai postini l’appalto per fare la telelettura. Questo porterebbe a un ricavo di quasi 300mila euro.

Gian Nicola Berti (Npr): E’ un problema che abbiamo già affrontato in passato quando da pubbliche abbiamo trasformato le Poste in private. Ora che sono private non funzionano comunque. La politica non ha avuto la capacità di fare analisi concrete. La domanda che dobbiamo porci non è solo quella costi/benefici. Il problema diverso è come rendere servizi eventualmente competitivi e magari ricavare dei margini economici in favore dello Stato. Il mercato delle consegne è tra i più grandi e in espansione in questo momento Le nostre Poste sono fuori da questo mercato. Dobbiamo farci delle domande sul concetto di utilità o efficienza. Perché non possiamo inserirci in questo mercato dell’e-commerce? Quello che possiamo fare è creare sinergie. Se cerchiamo di collegarci con un ente come Poste italiano o con un vettore privato – creando non dico un monopolio ma dei canali privilegiati – allora forse riusciremmo ad avere la possibilità di contenere i costi.

Gian Matteo Zeppa (Rete): A mio modo di vedere si perde di vista il problema, iniziato alcuni anni fa, quando si volle dare una struttura manageriale e trasformare Poste in una spa. Ad ogni bilancio di fine anno c’è sempre stato l’obbligo da parte dello Stato di intervenire per risanare le perdite. L’ente non ha mai avuto degli introiti come invece era stato promesso. Partire dall’assunto che il problema sia il costo del personale mi dà un po’ fastidio. I dipendenti attraverso il progetto di legge dicono che in questa maniera non funziona. Dicono che non è un problema di costo del personale ma di scelte politiche sbagliate. L’incipit iniziale per quella trasformazione in ente fu quello. Sono stati fatti errori madornali ma non si può far ricadere sempre tutto sulle spalle del personale. Se c’è un manager, deve rispondere. Perché non è possibile pensare ad un hub nazionale delle Poste dove tutti i ricavi entrano nell’Ecc. Camera? La pubblica amministrazione non può essere l’agnello sacrificale, piuttosto sono i manager a dover iniziare a rendere conto come avviene nel privato. In questo Paese non ha mai risposto nessuno per le scelte sbagliate. Ci sono alcune valutazioni che secondo me vanno bene. La telelettura, riorganizzazioni sedi periferiche, ufficio filatelico all’interno delle poste. Il progetto di legge è un grido di aiuto da parte di chi lavora lì dentro.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Unione dei servizi postali con quelli filatelici. Nel 1945 abbiamo fatto l’errore di separare il francobollo dalla sua funzione di servizio. Il francobollo deve essere necessariamente collegato ai servizi postali. Il nostro francobollo è uno degli elementi centrali con cui si esprime la nostra sovranità nel mondo. Un elemento centrale imprescindibile. Dobbiamo assolutamente fare in modo che ci sia un aggancio tra questi due elementi di sovranità. Credo si possa sviluppare un ragionamento molto ma molto interessante. Anche perché questo Governo inaugurerà a breve il Museo Numismatico e Filatelico.

Daniela Giannoni (Rete): L’errore è stato fatto tempo fa dalla politica stessa. Oggi le Poste hanno una forma ibrida che non ha dato ai manager gli strumenti per fare delle scelte e ai dipendenti non ha dato le giuste tutele. Ben vengano le ipotesi del Segretario Pedini. Mi sentirei di escludere la possibilità di aprire i servizi bancari. Eviterei di inserire un operatore in più. Interessante la lettura dei contatori. Potenziare le consegne dei pacchi.

Maria Luisa Berti (Npr): Non penso vada stigmatizzato il fatto che l’ente Poste rimanga con una forma privatistica. Il problema forse è l’attività organizzativa e manageriale su cui l’istituto deve essere potenziato e vanno dati gli strumenti finanziari per fare in modo che l’ente lavori nel modo migliore. Condivido in pieno l’approccio che ha suggerito il Segretario di Stato. Avremo la possibilità di discutere la ratio nell’ambito della Commissione. Cerchiamo di dare la veste migliore affinché le Poste possano svolgere il servizio in una logica di profitto e di garantire un servizio all’utenza.

Andrea Zafferani (Rf): Non so quali fossero le stime entrate che il Governo di allora fece a proposito dell’ambito finanziario. Le valutazioni devono essere fatte ancora di più attentamente sulla base di eventuali alternative da trovare che consentano di aumentare i ricavi e ridurre i costi. In tutte queste considerazioni la dinamica privata che vantaggi può dare rispetto a quella pubblica? Sono temi che solo in parte dal mio punto di vista attengono al ruolo della Segreteria di Stato e invece attengono molto a chi deve gestire la società che deve dare i piani di sviluppo. Nessuno pensa che il piano industriale di Cassa di Risparmio lo deve fare la Segreteria. Il management deve essere responsabilizzato e coinvolto in questo. Alla luce di queste valutazioni anche noi potremmo avere degli elementi per capire se il gioco vale la candela e la società può avere dei piani di sviluppo ed eventualmente studiare delle alternative. Mi aspetterei di ricevere questi piani industriali, questi business plan, e da qui riuscire a fare le valutazioni politiche sulle scelte più giuste da compiere. Fatico ad esprimermi perché ci mancano delle basi su cui impostare il ragionamento.

Denise Bronzetti (Npr): Mi sono sempre detta contraria alla privatizzazione di Poste Spa e sopratutto mi sono sempre detta contraria all’erogazione di servizi finanziari: non si capiva perché bisognasse aggiungere un ulteriore servizio bancario all’interno della Repubblica. Non è vero fino a prova contraria che quello che è erogato dal pubblico non funziona. Non si può partire solo e unicamente dal costo personale. Semmai dovremmo iniziare a considerare quella che è la mission, il piano industriale che ancora non c’è oppure è molto carente e come il managemenet affronta questa ristrutturazione e una eventuale riorganizzazione dei servizi erogati.

Guerrino Zanotti (Libera): Fare un passo indietro per il solo fatto che magari non si sono visti i risultati che ci si doveva aspettare dalla gestione di un servizio come le Poste non è la soluzione del tema. Non lo sarebbe nemmeno la privatizzazione di Poste Spa. Non possiamo nemmeno lasciarci trascinare dall’emotività. L’analisi deve partire dal fatto che Posta Spa registra una perdita annualmente che non segue quello che era il piano industriale. Prima della trasformazione in Spa l’ufficio postale era comunque una posta negativa del bilancio dello Stato. Ciò non metteva in evidenza la perdita di esercizio. Gli asset su cui Poste dovrà fondare il proprio sviluppo sono l’e-commerce, la possibilità di inserire nel mercato di consegna e spedizione di pacchi, utilizzando modalità più snelle e veloci.

Francesco Mussoni (Pdcs): Il tema è organizzativo. Ci viene chiesto di riportare nell’ambito della Pubblica amministrazione le Poste Spa. Va a toccare le sensibilità politiche e ideologiche. Ci sono due aspetti da evidenziare. Le Poste Spa sono al 100 per cento dello Stato e quindi stiamo parlando di interessi dello Stato. I servizi finanziari vengono usati come grimaldello e specchietto per le allodole per mettere in discussione l’ente. Aggiungere servizi – che non sono stati aggiunti ma potrebbero essere aggiunti – sarebbe lavorare a favore dello Stato. In questo momento – con un debito pubblico che portiamo avanti come Paese -, la necessità di economicizzare i servizi, fare in modo che siano più profittevoli, mi parrebbe che non andare avanti su un percorso di riorganizzare – senza andare a discapito di nessuno ma senza tutelare privilegi – mi parrebbe una battuta di arresto molto significativa sul piano politica. Dobbiamo capire come si colloca nel progetto del Paese. Abbiamo una visione bolscevica, liberale, liberista? Piuttosto che dibattere di ideologie sarebbe meglio un taglio concreto e organizzativo. E’ un progetto che merita un approfondimento e farà fare le dovute analisi.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Non ho fatto rilievi critici sui dipendenti. Ho dato dei dati. Ho solo detto che il costo più alto è quello dei dipendenti. La mia porta è aperta a tutti. Ho parlato con direttore, Cda e dipendenti. Non diamo il messaggio all’esterno che ho fatto un rilievo critico sui dipendenti. Mi vedo con i sindacati anche domani alle 8.30. L’ho detto in premessa. Non si è ancora deciso nulla perchè c’è una valutazione in atto. L’assestato delle Poste del 2019 è 564mila euro. Il previsionale dell’anno 2020 è 787mila euro. Bisogna guardarli questi numeri che sono inequivocabili. C’è un trend di perdita in crescita. Sono il primo a voler trovare una soluzione, ma non decido da solo. Gli orientamenti devono avere un filone. Io ho fatto delle proposte. L’e-commerce sta aumentando. Anche lì: o interveniamo adesso o se interveniamo tra un anno e mezzo la cosa è superata. Oggi con Poste Spa potremmo far intervenire nel capitale anche un terzo. I ragionamenti sono tutti aperti: nessuno vuole contrastare il lavoro dei dipendenti. Però smettiamola di fare questo gioco politico costante. Al Cda dobbiamo dare un orientamento, non 6 orientamenti. Altrimenti rimaniamo in questo limbo amletico dove non si decide mai nulla. Però non passi questa stortura: ovvero che passi che uno è a favore del Cda piuttosto che dei dipendenti. Sfatiamo il mito sul direttore di Poste: il direttore guadagna ne più né meno di un dirigente pubblico, anzi ci sono dirigenti pubblici che guadagnano di più.

Comma 18 – Progetto di legge “Modifiche normative per il coordinamento della Legge 20 novembre 2018 n.147 “Regolamentazione delle Unioni Civili” (presentato dal Gruppo Consiliare Libera) (I lettura)

Guerrino Zanotti (Libera): Grazie alla volontà di un gruppo di cittadini il Consiglio ha fatto propria una autentica battaglia di modernità. Vi sono diversi aspetti che riguardano il riconoscimento delle unioni civili in un contesto trasparente. Trascorso un congruo periodo di tempo si riscontrano periodi di forza e debolezza nell’applicazione delle norme. Sono stati evidenziati alcuni limiti applicativi. Lo scopo del progetto è definire precise modifiche al testo normativo oggi presente nell’ordinamento sammarinese per garantire la realizzazione del progetto originario. Si tratta di proporre una diversa stesura dell’articolo 12 allo scopo di garantire l’effettività dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi. Le disposizioni riferite al matrimonio e quelle contenenti il termine coniugi, si applichino anche alle parti dell’unione civile, lasciando inalterata la normativa in materia di adozioni. Confido che questo importante tassello nell’ordinamento sammarinese raccolta il sostegno dell’Aula e possa vedere concluso il proprio iter. Libera crede in una sempre più efficace affermazione dei diritti civili prestando attenzione a tutte le istanze che presentino motivi di discriminazione. Ci sono stati segnalati diversi elementi di inapplicazione o di non riconoscimento di diritti. Ciò significa che non si è raggiunto l’obiettivo degli estensori di quel progetto di legge. Ci sono dei punti fermi sui quali non siamo disponibili a derogare. Si deve dare pari dignità all’Unione Civile rispetto a quanto avviene con il matrimonio. Abbiamo volutamente tralasciato la regolamentazione delle adozioni.

Segretario di Stato Elena Tonnini: Nel 2019 sono state celebrate in Repubblica 36 unioni civili, di cui 13 tra persone dello stesso sesso. Nel 2020 sono state 6, 1 tra persone dello stesso sesso. Apprezzabile che da parte di Libera si ammetta in qualche maniera il fatto di avere in qualche modo snaturato attraverso emendamenti l’obiettivo originale della norma. Ben venga la volontà di porre rimedio. La norma di coordinamento ha una stesura molto vaga che questo progetto non va a risolvere. Si potrebbe intervenire in sede di emendamenti sulla non chiarezza di questo passaggio. Altre parti dell’Aula aveva evidenziato la non chiarezza di quella norma. Sono alcune osservazioni rispetto a questo progetto di legge. E’ normale che su queste tematiche non ci sia una visione univoca dunque sarà importante cercare di approfondire e promuovere un dibattito.

Gloria Arcangeloni (Rete): Ci sono modifiche sostanzialmente tecniche e non di sostanza a seguito di difficoltà riscontrate dagli uffici. E’ l’occasione per introdurre soluzioni di coordinamento delle norme. Vorrei sottolineare un aspetto più ampio. Chi è in quest’Aula non dovrebbe mai scordarsi il ruolo di custode dei diritti. Il nostro ruolo non termina con l’applicazione di un progetto di legge ma dobbiamo monitorarne l’applicazione. Rete sosterrà le modifiche in oggetto senza troppe remore.

Rossano Fabbri (Libera): Il progetto di riforma tende a salvaguardare la parte penalmente rilevante del progetto originario che si è dovuto occupare di tutta una serie di aspetti. Quello penale era uno degli aspetti secondari nel progetto originale pensato non in maniera così specifica. Si chiede semplicemente di implementare la tutela penale alle unioni civili parimenti a quello che è riconosciuto nell’ambito del matrimonio. Questo testo di legge non fa altro che implementare la casistica delle fattispecie penali dove la tutela è necessaria perché insita nella ratio originaria della legge. Stessa casistica usata alcuni anni fa per espandere i diritti legati alla protezione in ambito matrimoniale alle coppie di fatto.

Daniela Giannoni (Rete): Accolgo molto volentieri questo emendamento che lascia fuori tutto ciò che riguarda eventuali adozioni. Concentriamoci sul rendere funzionale un progetto che fa progredire il nostro Paese, ma vediamo di dare pari opportunità alle coppie che decidono di vivere insieme la loro vita, dando loro anche un riconoscimento da parte dello Stato.

Vladimiro Selva (Libera): Come gruppo consigliare abbiamo ritenuto necessario questo progetto di legge per far evolvere la normativa introdotta. A volte fare i primi passi è la cosa più difficile perché si innesca un percorso. Con alcuni correttivi crediamo possa essere più efficace l’applicazione di tale norma.

Pasquale Valentini (Pdcs): La prima cosa importante è capire perché si deve reintervenire su questa legge. Ci sono cose dette e cose non dette. La prima cosa è affrontare questi argomenti con grande aderenza alla realtà e utilizzando lo strumento della ragione. Noi eravamo concordi sull’esigenza di una regolamentazione per convivenze che non erano convivenze che rientravano nella regolamentazione che noi oggi abbiamo del diritto di famiglia. Noi avevamo detto che sarebbero venute fuore delle ambiguità. La legge tratta della stabilità, non dell’amore tra le persone. Con stabilità nascondo diritti e doveri. Nasce il problema del patrimonio comune e della reciproca assistenza. La scelta che è stata fatta è quella di inventare un nuovo contenitore dentro cui ci stanno dentro tutti. Affianco delle unioni civili quanti matrimoni civili sono continuati? Noi oggi abbiamo due forme di matrimonio civile. Cosa cambia? Qualche facilitazione nella burocrazia, ma nella realtà è la stessa cosa. Dov’è lo snaturamento della situazione? Questo per me è un elemento fondamentale. Se la legge che è stata presentata, come fa nella sua seconda parte, serve per chiarire ulteriormente degli ambiti nei quali non era indicata nella nostra legge dove i contraenti hanno gli stessi diritti e doveri, questo può essere un elemento di chiarimento. Ci sono ambiti in cui c’è una discriminazione oppure una dimenticanza? Se l’intento della legge è questo io credo sarà utile fermarsi a guardare e riflettere. Non dobbiamo mettere insieme pere e mele. Pari dignità non significa la non distinzione. Tra tutte le persone ci sono differenze enormi. Questo progetto di legge se ci aiuta a fare un passo ulteriore in questa chiarezza eliminando aspetti di ambiguità, questo ci può trovare concordi nel fare questo lavoro di pulizia e chiarimento basato sulla realtà.

Aida Maria Adele (Pdcs): Sono due realtà diverse. Non si può prescindere da questo e questo comporta riflessioni. Non si può mettere sullo stesso piano due realtà diverse. La famiglia naturale è costituita da un uomo e da una donna. Il diritto non si occupa di amore, ma di tutto ciò che consegue poi di quello che consegue all’approvazione di una legge. Appoggio pienamente l’intervento del collega Valentini.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): Quando si parla di coppie omosessuali è chiaro che una differenza esiste nella pratica. Questo però non toglie il corredo di diritti che devono essere assegnati. Non mi interessa un discorso di sentimenti o affetti: non è compito della politica giudicare questo aspetto. Una legge simile dà dei diritti a qualcuno ma non toglie a nessuno. Dando a una fetta della popolazione – che finora a San Marino è stata lasciata indietro – non toglie niente a nessuno. Sentire polemiche su questo è imbarazzante, soprattuto nei riguardi di quelle persone che hanno sofferto. Speravo che questa storia fosse già alle spalle e che si fosse pronti a costruire un dibatitto per andare oltre perché ci sono altre battaglie che riguardano il campo dei diritti. Ringrazio il movimento Libera per aver portato in Aula questo progetto.

Paolo Rondelli (Rete): E’ noto. Io sono di parte perché ero uno dei tre saliti a Palazzo pubblico per depositare il progetto di legge originale. Abbiamo fatto un salto in avanti come Paese e ci siamo potuti presentare come Paese che ha potuto discutere di un tema. Sui temi etici come noto possono esserci posizioni diverse. Ringrazio Libera per aver portato questa modifica perché ci riporta al testo che avevamo depositato nel 2018. Io sono profondamente offeso da un paio di interventi in quest’Aula perché rappresento persone che vengono abbandonate dalla famiglia tradizionale che vengono buttate fuori di casa. Anche lo scorso anno ho dovuto soccorrere un ragazzo sammarinese ridotto in coma a furia di calci in testa per il suo orientamento sessuale. Sentire fare dei paragoni tra orientamento sessuale e disabilità mi fa ribollire il sangue. Nulla ha a che vedere con la regolamentazione. La possibilità di tutte le persone di difendere la propria dignità è alla base della società civile. Siamo una società civile evoluta. Abbiamo detto 42 unioni civili. Ci sono persone che alla parola matrimonio gli viene l’allergia in ogni parte del corpo. L’unione civile ha dato loro una nuova forma e una possibilità che ci ha posto in un’ottica di avanzamento rispetto ad altri ordinamenti. Se anche uscendo da qui abbiamo fatto felice una persona, abbiamo fatto il nostro dovere.

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Report del Consiglio Grande e Generale dell’1 giugno – seduta pomeriggio https://www.dire.it/02-06-2020/468187-report-del-consiglio-grande-e-generale-dell1-giugno-seduta-pomeriggio/ Tue, 02 Jun 2020 16:53:56 +0000 https://www.dire.it/?p=468187

La sintesi degli interventi

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I lavori del Consiglio Grande e Generale nella seduta del 1° giugno proseguono dalla ratifica dei Decreti – Legge sull’emergenza Covid-19. Ad infiammare il dibattito sono in particolare due articoli del Decreto – Legge n.78, l’articolo 4 e l’articolo 9, relativi rispettivamente i dati epidemiologici e le prescrizioni per test sierologici a pagamento. “Per evitare sanzioni la persona si potrebbe sentire nella posizione di evitare qualsiasi tipo di argomento relativo al Covid” dice Eva Guidi (Libera) riferendosi in particolar modo ad “eventuali inchieste giornalistiche”. Per Libera restano seri dubbi “nel campo della libertà di stampa”. “I giornalisti si sono mostrati preoccupati perché intravedono dei rischi in questo articolo” rimarca Andrea Zafferani (Rf). “Con questo articolo si cerca di evitare che vi sia una propagazione di dati non univoci tra di loro – spiega il Segretario di Stato Roberto Ciavatta -. C’è la necessità di preservare una comunicazione comprensibile e scientificamente validata”. “Chiunque volesse fare della speculazione sulla situazione sammarinese avrebbe buon gioco utilizzando questi dati. Ciò può essere inibito attraverso una gestione corretta che passa attraverso le fonti ufficiali” evidenzia Gian Nicola Berti (Npr). Su iniziativa dello stesso Berti viene proposto un emendamento,, poi accolto dall’Aula, che modifica il testo nel modo seguente: “Il trattamento dell’insieme dei dati epidemiologici e le relative elaborazioni (…) viene effettuato in via esclusiva dall’ISS”. Anche nella fila della maggioranza c’è chi solleva alcuni interrogativi. “Io credo che si potrebbero trovare le modalità per scrivere l’articolo in maniera non così forte, in modo che possa essere di garanzia per quanto riguarda la libertà di informazione” sottolinea Iro Belluzzi (Npr). “La stampa da chi può prendere le informazioni se non dall’ISS?” si chiede Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete). “Mi sembra una cosa normale e comune in tutto il mondo”.

 I lavori proseguono quindi con il dibattito sull’articolo 9 (prescrizioni per test sierologici a pagamento), che vede emendamenti di Libera, Rf e della maggioranza. “Riteniamo che questo articolo sia estremamente penalizzante – afferma Eva Guidi (Libera) – nei confronti di quel cittadino che si fa parte diligente”. “E’ un probelma che non va affrontato buttando i costi sulle spalle dei cittadini” commenta Andrea Zafferani (Rf). “Il rischio è quello di penalizzare persone che hanno reso un servizio alla comunità”. “Le strutture tecniche dell’ISS hanno fatto un piano del numero massimo di test da effettuare ogni giorno sulla base dell’aspettativa dei tamponi che possono seguire” chiarisce il Segretario di Stato Roberto Ciavatta. “Avere fatto una programmazione ci ha dato la possibilità di screenare prima le percentuali di popolazione che ipotizzavamo avessero una incidenza maggiore. C’è una capacità massima di elaborazione dei tamponi che si aggira sui 100,120 al giorno, oltre quelli non riusciamo a fare”.

 

   Al Comma 13 vi è la ratifica dell’Accordo tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino per la gestione dei rifiuti urbani e speciali anche pericolosi destinati al recupero e allo smaltimento. Si passa quindi al Comma 14 e ha inizio il dibattito sul Progetto di legge “Progetto di legge di modifica della Legge sulle Giunte di Castello”. Alle 19 i lavori vengono sospesi.

 

Comma 12: Ratifica Decreti – Legge

RATIFICA DECRETO – LEGGE 15 maggio 2020 n.78 – Aggiornamento delle disposizioni per l’allentamento delle misure restrittive relative all’emergenza da Covid-19

Art 4.

Eva Guidi (Libera): Avevo introdotto la necessità di procedere con un emendamento abrogativo già quando abbiamo fatto il dibattito generale sul Decreto 78. Abbiamo ascoltato anche alcune considerazioni che sono state fatte dal Segretario e alcuni colleghi. In ogni caso faccio qualche considerazione. E’ vero: sicuramente l’argomento è molto delicato. Si tratta di dati epidemiologici di proprietà dell’ISS. Posso capire le osservazioni portate avanti sulla privacy. Vorrei ricordare all’inizio dell’epidemia gli episodi di aggressione ai cittadini cinesi. Poi gli ‘untori’ siamo diventati anche noi. E’ vero comunque che l’articolo è sufficientemente chiaro: non fa riferimento a nomi e cognomi ma a dati epidemiologici. Non ci convince che nel dubbio per evitare sanzioni la persona si potrebbe sentire nella posizione di evitare qualsiasi tipo di argomento relativo al Covid e ai numeri del Covid. Mi riferisco ad eventuali inchieste giornalistiche. Dunque il perimetro diventa ben più ampio. Rimane un dubbio nel campo della libertà di stampa. La nostra proposta è di abrogarlo interamente.

Andrea Zafferani (Rf): Le considerazioni sono un po’ simili e anche da parte nostra è arrivato un emendamento abrogativo. Andrebbe scritto meglio e approfondito meglio. Andrebbe esplicitato quali sono i soggetti a cui non si applica la sanzione. Si parla anche di elaborazione. Potenzialmente una elaborazione la può fare anche un giornalista. I giornalisti si sono mostrati preoccupati perché intravedono dei rischi. Non ho visto risposte a quello che i giornalisti hanno denunciato pubblicamente rispetto all’applicazione dell’articolo. E’ stato fatto presente anche dalla stampa vicina al Governo.

Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi): L’emendamento ha l’intenzione di portare un adeguamento rispetto alla normativa sui dati personali. Si attribuisce all’ISS non il ruolo di proprietario dei dati ma di titolare del trattamento.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Con questo articolo si cerca di evitare che vi sia una propagazione di dati non univoci tra di loro. Ripeto alcuni esempi: se nel numero dei positivi o negativi si calcolano anche i frontalieri, non è un dato attinente con l’indagine epidemiologica sammarinese. La necessità è quella di ovviare a una propagazione di informazioni tra di loro non coordinate che avrebbero potuto generare una confusione da parte dei lettori. Ciò ha condotto alla richiesta da parte della struttura sanitaria la richiesta di introdurre una norma che limitasse e vietasse questa propagazione. Questo non significa che il singolo cittadino non sia proprietario del trattamente dei suoi dati. Il singolo cittadino ha sempre il diritto di fare quello che vuole con i dati che lo riguardano personalmente. Non è vero che si impedisce al singolo cittadino di fare rimostranze e critiche rispetto alle attività svolte dall’ospedale. C’è la necessità di preservare una comunicazione comprensibile e scientificamente validata.

Gian Nicola Berti (Npr): Non sono effettivamente tutti i dati, ma è l’insieme dei dati epidemiologici. Ritengo che si debba modificare il soggetto di questa affermazione. Dove si parla di ‘trattamento’ andrebbe chiarito il soggetto: ‘il trattamento dell’insieme dei dati epidemiologici’. Non sono i dati della singola persona, ma l’analisi del loro insieme. Chiunque volesse fare della speculazione sulla situazione sammarinese avrebbe buon gioco utilizzando questi dati. Ciò può essere inibito attraverso una gestione corretta che passa attraverso le fonti ufficiali.

Rossano Fabbri (Libera): Viene da chiedersi a chi sarebbe diretta questa normativa. Ogni persona è libera di parlare della propria situazione personale. Chi sono i soggetti rimasti? Gli organi di stampa? Questa norma al di là dei buoni propositi va a toccare dei diritti sacrosanti come quello di informazione che in qualche maniera devono essere scrupolosamente vagliati.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): L’analisi va su un altro discorso. Ho sentito dire che il modo in cui San Marino ha gestiti i dati epidemiologici è stato dannoso, quando San Marino ha gestito la cosa nella maniera più realistica possibile. In altri Paesi i guariti erano i dimessi. Il fatto che ogni morto che avesse il Covid-19 è stato dichiarato deceduto da Covid-19. Abbiamo fornito i dati nella maniera più vera possibile. La stampa da chi può prendere le informazioni se non dall’ISS? Quello è l’ente che li raccoglie e quindi chi altri può averli se non l’ISS? Mi sembra una cosa normale e comune in tutto il mondo. C’è un ente che raccoglie e poi divulga in tutto il mondo.

Nicola Renzi (Rf): C’è un’esigenza che non viene da una parte o dall’altra, si vuole semplicemente fare un articolo plausibile. Ammettiamo che un giornalista voglia fare uno studio epidemiologico: vediamo quello che sta succedendo in tutti i Paesi colpiti dal Covid. C’è un giornalismo che si chiama giornalismo di inchiesta che sta cercando di aggregare dati e di dare una lettura. Una multa di 1.000 euro a chi si azzarda a parlare di dati epidemiologici: io sinceramente la ritengo una cosa che non può essere accettata tranquillamente.

Paolo Rondelli (Rete): Appoggio la proposta del consigliere Berti che mi pare di buon senso e chiarisce fin dal titolo la filosofia alla base dell’articolo.

Maria Katia Savoretti (Rf): Riteniamo la formulazione di questo articolo non proprio chiara, la nostra proposta è quella di una riformulazione più chiara per evitare fraintendimenti.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Faccio fatica a capire la ratio di alcuni interventi. Si tratta di un Decreto legato al Covid, non di dati epidemiologici legati ad altro. Ci sono dati forniti da un’autorità come l’ISS. Contro chi è questo articolo? Mi viene da pensare che qualcuno voglia attingere dati non ufficiali per fare successivamente ricostruzioni a suo modo. Se qualcuno dice che c’è il bavaglio forse non capisce l’italiano.

Iro Belluzzi (Npr): Nel caso in cui ci fosse un soggetto che rende pubblici dati difformi che possono creare un danno, io credo ci siano ancora le norme sul procurato allarme etc. Io credo che si potrebbero trovare le modalità per scrivere l’articolo in maniera non così forte in modo che possa essere di garanzia per il concetto della libertà di informazione evitando di dare adito a strumentalizzazioni.

Segretario di Stato Fabio Righi: Dei dati non forniti in modo corretto oggi rischiano di creare danni ingenti per il Paese. Non c’è un bavaglio all’informazione, ma un richiamo attento alla veridicità di quello che si sta dicendo. In questo momento storico ci sono una serie di ripercussioni anche sul fronte economico che non sono da sottovalutare. Non vedo irragionevole il fatto che si sia agganciata una sanzione pecuniaria amministrativa in quanto l’interesse in gioco è davvero importante.

Marika Montemaggi (Libera): Non è possibile scrivere che la proprietà dei dati è esclusiva. Anche l’emendamento della maggioranza è scritto non correttamente. Se la fonte è quella ufficiale, chi trasmette questi dati non può essere sanzionato. Vi invito pertanto a riformulare l’emendamento correttamente. L’argomento è di grande interesse.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Mi pare che ci debbano essere due piani di lettura. Uno può essere utilizzato nel momento di emergenza, l’altro in una fase di ritorno alla normalità. L’emergenza genera panico e tensioni. Probabilmente in quel caso lo Stato fa bene a limitare i voli pindarici attorno. Adesso però c’è una situazione diversa: eliminiamo questo articolo, non serve più. C’è anche il codice deontologico.

Guerrino Zanotti (Libera): E’ comprensibile la preoccupazione da una parte di chi fa un decreto in una fase non di ripresa ma di attenuazione del fenomeno del contagio. Ci sono comunque i bilanciamenti rispetto a quello che può essere la divulgazione di dati errati che non hanno riferimento preciso a una fonte ufficiale come quella dell’ISS. D’altra parte io mi chiedo: la formulazione che è stata fatta nell’emendamento di maggioranza, ha senso? E’ così di fatto: l’ISS è già titolare dei dati relativi agli studi epidemiologici.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Mi pare che ci sia un’errata comprensione di ciò che sia falso o fake news. Non siamo di fronte a informazioni vere o false ma di fronte a informazioni che vengono divulgate secondo un protocollo o un altro. Registro una diversità di posizioni. Fare polemica su questo argomento, e mi rivolgo a Rf, non vi fa una grande pubblicità. Noi ci siamo dati la regola di considerare per i decessi di Covid le linee guida dell’OMS. Chi parla di bavaglio non ha letto i decreti. Capisco quei 4 o 5 che sono frustrati e non hanno un seguito di nessun tipo. Ma non capisco la volontà di polemizzare su tutto. Noi abbiamo dato una formulazione. La considerate non chiara? Date indicazioni, trovate una quadra, siamo qui a recepire l’obiettivo e la necessità che abbiamo.

Eva Guidi (Libera): Questo articolo ha suscitato più di un dubbio nella sua lettura. Dubbi che sono stati sviscerati durante il dibattito. Esiste già una normativa sulla privacy che tutela i dati aggregati che vengono diffusi e i singoli soggetti. Esistono normative specifiche e risulta importante capire come mai c’è stata la necessità di sanzionare quelle fattispecie. Bene quelle che sono le necessità ma i dubbi permangono.

Andrea Zafferani (Rf): Trovo sia stato un dibattito responsabile dove si è fatto presente anche da consiglieri non di opposizione che c’è qualcosa da sistemare. Nessuno ha detto che è sbagliato in senso generale il concetto alla base di questo articolo.

Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi): La nuova formulazione non è ridondante.

Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi): Abbiamo concordato un testo finale. Testo: il trattamento dell’insieme dei dati epidemiologici e le relative elaborazioni viene effettuato in via esclusiva dall’Istituto della Sicurezza Sociale.

Gian Nicola Berti (Npr): Dal mio punto di vista questo articolo non va a limitare il diritto di cronaca del giornalista, ma può essere un articolo che va a limitare la distorsione del diritto di informazione.

Nicola Renzi (Rf); Non è la migliore formulazione, ma così è molto più digeribile.

Eva Guidi (Libera): Fatte le riflessioni, anzitutto ringraziamo per l’emendamento modificato perché riteniamo che comunque vada a chiarire i nostri dubbi. Tutte le argomentazioni portate riteniamo rimangano valide e non capiamo la necessità di sanzione. Lasciamo in votazione il nostro emendamento.

Art 9

Eva Guidi (Libera): Ci troviamo di fronte a un cittadino che non per curiosità – come è stato ipotizzato durante il dibattito – si sottopone a un test, non riusciamo a capire perché gli venga riservato un trattamento di tipo punitivo. Bene fa l’ISS a stabilire delle priorità. Tutte le persone che lavorano il principio dello screening lo facciano in base alle informazioni in loro possesso. Ma nel momento in cui si fa parte diligente un cittadino, riteniamo che questo comportamento sia molto penalizzante. Chiediamo venga preso in carico dall’Istituto nel momento in cui risulti essere positivo. Stiamo parlando di un tampone che in questo caso è positivo. Non è un intervento indiscriminato.

Andrea Zafferani (Rf): Comprendiamo che l’ISS ha un suo piano di lavoro e un suo piano di screening. Stiamo però parlando di persone che vanno a fare un test a pagamento, ma che risultano positive a quello screening. Da qui in avanti il problema diventa di sanità pubblica. Va affrontato immediatamente al di là del programma dei lavori dell’ISS. Probelma che non va affrontato buttando sulle spalle della persona i costi e anche le mancate retribuzioni. Bisogna chiedere al cittadino che ha avuto test positivo di comunicare gli esiti di questa indagine. I nostri obblighi si fermano al territorio sammarinese. E’ dovere del cittadino comunicare il risultato ai medesimi soggetti e per le medesime finalità. Poi proponiamo di togliere la parola: ‘con costi a carico del cittadino’. Una persona che risulta positiva al test sierologico diventa un problema di sanità pubblica. Il rischio è quello di penalizzare persone che hanno reso un servizio alla comunità.

Emanuele Santi (Rete): E’ un emendamento che va a modificare e semplificare il Comma 2 dell’articolo 9. Questo articolo è quello che va a normare i centri prelievi: nella stesura iniziale si era fatta una differenza tra referti positivi e negativi, c’è una semplificazione e si dice che il laboratorio che ha emesso il referto deve immediatamente comunicare a cittadino, medico e ISS il risultato ed aggiornare il quadro epidemiologico.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Per ogni positivo al tampone ricordo che parte un’indagine epidemiologica sui familiari, va fatto un lavoro al domicilio, vanno portati i farmaci, vanno pianificati i successivi tamponi. Le strutture tecniche dell’ISS hanno fatto un piano del numero massimo di test da effettuare ogni giorno sulla base dell’aspettativa dei tamponi che possono seguire. Questo perché abbiamo la necessità di intervenire immediatamente. 1.800 test sierologici alla settimana: questa è la nostra capacità massima. L’esplosione dei dati e delle informazioni non è utile a farsi un’idea ma a confondere. Non stiamo parlando di settimane di quarantena, ma di giorni, io mi auguro si possa arrivare a parlare di ore. Noi garantiamo la gratuità dei servizi, ma sui servizi che prevediamo noi come sanità. Io non vedo nulla di anomalo in tutto questo. Avere fatto una programmazione ci ha dato la possibilità di screenare prima le percentuali di popolazione che ipotizzavamo avessero una incidenza maggiore. Se avessimo avuto nei primi tempi, centinaia di cittadini che fossero andati a fare test a pagamento, avremmo dovuto inserirli in quel numero massimo di tamponi prima di coloro che ritenevamo avessero una incidenza maggiore.

Miriam Farinelli (Rf): Mi sembra iniquo far parlare il tampone ai cittadini che sono assistiti perché non parliamo di cose futili ma di sanità pubblica e quindi di cose importanti. C’è poi il discorso della quarantena. Il cittadino deve stare in casa in regime di quarantena: utilizziamo per questo cittadino la malattia, magari la malattia comune, che è già un elemento tutelativo.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Noi prendiamo in carico i cittadini assistiti che è quella di andare a scegliere la strada a pagamento rispetto a un servizio che noi garantiamo gratuitamente. In questo momento chi ritiene di effettuare a pagamento questi test è legittimato a farlo, noi ce lo prendiamo in carico il prima possibile, ma non immediatamente. C’è una capacità massima di elaborazione dei tamponi che si aggira sui 100,120 al giorno, oltre quelli non riusciamo a fare.

Eva Guidi (Libera): Riteniamo che chi riesce a farsi parte diligente non va a creare una confusione di dati. Si tratta di una impostazione troppo punitiva nei confronti di un cittadino che si fa parte attiva verso una malattia che tanti problemi ha causato al Paese.

Andrea Zafferani (Rf): Io lo continuo a pensare come un servizio alla collettività. E’ un servizio che si fa alla collettività evitando che una persona vada in giro essendo potenzialmente infettante.

Emanuele Santi (Rf): Rispetto a ciò che ha detto il consigliere Zafferani, ribadisco questo concetto: dietro gli screening c’è una logica ben precisa. Si va a fare l’indagine dove le probabilità sono ben altre. E’ stata una scelta del Governo e della maggioranza.

Comma 13 – Ratifica, ai sensi dell’art.1, ultimo comma, della Legge n.13/1979 così come modificato dall’art.1 della Legge n.100/2012, dell’Accordo tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino per la gestione dei rifiuti urbani e speciali anche pericolosi destinati al recupero e allo smaltimento, in attuazione di accordi vigenti, fatto a Bologna il 10 ottobre 2018

Segretario di Stato Stefano Canti: l’Accordo tra la Repubblica di San Marino e la Regione Emilia Romagna riguardante la gestione dei rifiuti urbani e speciali, compresi i pericolosi, destinati a recupero e smaltimento, in attuazione di accordi vigenti, fatto a Bologna in data 10 ottobre 2018, sostituisce il precedente Accordo in materia tra la Repubblica di San Marino e la Regione Emilia Romagna del 14 novembre 2011. In argomento, si rappresenta che la Repubblica di San Marino produce le tipologie di rifiuti speciali e urbani individuate secondo le macro categorie stabilite dal Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), ma non dispone, a oggi, di autonomi e idonei impianti di smaltimento e/o recupero in grado di trattare le quantità totali di rifiuti prodotte in territorio. I rifiuti speciali e urbani vengono pertanto trasportati verso gli impianti ubicati sul territorio della Regione Emilia Romagna per il loro smaltimento e/o recupero. A fronte di ciò, la Repubblica di San Marino attraverso la stipula dell’Accordo in parola, si impegna a garantire il perseguimento di obiettivi e l’adozione di azioni finalizzati a ridurre l’uso delle risorse e a promuovere l’applicazione della gerarchia dei rifiuti stabilita dalla legislazione europea, mediante l’introduzione della responsabilità estesa del produttore. A questo si aggiunge l’impegno ad aggiornare il Piano di Gestione Rifiuti della Repubblica di San Marino in linea con quanto previsto dal Codice Ambientale in Vigore (DD 27/04/2012, n. 44) e ciò allo scopo di migliorare la possibilità di effettivo recupero e di ridurre le esigenze di smaltimento dei rifiuti, nonché facilitare l’attività di controllo da parte delle autorità competenti. Inoltre, la Repubblica di San Marino si è impegna a valutare la promozione e l’attivazione di azioni finalizzate a renderne più efficace e sicuro il recupero, nonché a ridurre gli impegni amministrativi nei casi di particolari tipologie di rifiuti legate al diffuso consumo (quali ad esempio i pneumatici fuori uso). Si aggiunge che la contabilizzazione dei rifiuti, che rimane in capo alla Repubblica di San Marino, comprende tutte le tipologie di rifiuti prodotti in territorio ed esportate in impianti siti nella Regione Emilia Romagna. La Repubblica di San Marino si impegna inoltre a garantire l’omogeneità nella classificazione e nell’identificazione dei rifiuti, secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) di cui al regolamento UE 2015/2002 della Commissione Europea, la tracciabilità della gestione dei rifiuti dalla produzione alla raccolta, nonché l’aggiornamento del Piano di Gestione Rifiuti, come già sopra evidenziato, il rispetto dei limiti quantitativi concordati, svolto dall’Ufficio preposto a tali controlli (U.P.A.), fatto salvo che la Repubblica di San Marino resta garante degli aspetti contabili e gestionali inerenti a tutte le spedizioni di rifiuti prodotti sul proprio territorio. La Repubblica di San Marino fornirà altresì alla Regione Emilia Romagna una relazione semestrale che evidenzi i quantitativi di rifiuti esportati nel territorio regionale. L’Accordo prevede, nel proprio Allegato, di poter esportare un quantitativo massimo di 62.000 tonnellate di rifiuti annui, di cui 11.000 tonnellate destinate a smaltimento (rifiuti liquidi e semiliquidi/fangosi da fosse settiche e similari, rifiuti liquidi e semiliquidi/fangosi di altra natura che necessitano di pretrattamento, altri rifiuti), 13.000 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati, 38.000 tonnellate di rifiuti destinati a recupero (di cui 8.000 tonnellate di rifiuti compresi nell’Elenco Ambra e 30.000 tonnellate di rifiuti compresi nell’Elenco Verde). Di rilievo, occorre rimarcare la possibilità per le Parti di richiedere modifiche ai quantitativi annui di rifiuti, nel limite massimo del 20% del totale di quelli esportabili tenendo conto della disponibilità degli impianti di smaltimento e/o recupero presenti sul territorio della Regione Emilia Romagna. La modifiche potranno perfezionarsi su richiesta formale della Repubblica di San Marino, previa indicazione dell’Autorità Competente (U.P.A.) da trasmettersi alla Giunta regionale che si esprime in merito. Tramite consultazioni dirette tra le Parti sarà risolta, in via amichevole, ogni controversia che dovesse insorgere nell’interpretazione dell’Accordo. Ogni modifica dell’Accordo sarà soggetta alle stesse procedure previste per la sua entrata in vigore. L’Accordo qui oggi presentato si inserisce nel quadro normativo rinnovato attraverso il Decreto Delegato 27 aprile 2012 n. 44 “Codice Ambientale” (aggiornato con Decreto Delegato 31 gennaio 2017 n. 16), con cui sono stati recepiti gran parte dei principi presenti nelle normative dell’Unione europea, in particolare la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo, introdotti strumenti volti a garantire un più elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute umana, nonché promosso lo sviluppo sostenibile, in linea con le migliori pratiche internazionali. Occorre precisare inoltre che, nell’ambito del processo negoziale in corso con l’Unione europea finalizzato alla conclusione di un accordo di associazione, la Repubblica di San Marino si è impegnata a recepire l’intero acquis dell’Unione in materia, fatte salve eventuali proposte di adattamenti particolari. La conclusione dell’Accordo di durata quinquennale, prorogabile per ulteriori periodi di cinque anni, fornisce un margine di tranquillità per poter programmare la gestione dei rifiuti urbani e speciali dei prossimi anni. L’Accordo entrerà in vigore alla data di ricezione della seconda notifica con cui le Parti si comunicano l’avvenuto espletamento delle rispettive procedure interne.

Sara Conti (Rf): Il tema del ciclo dei rifiuti è stato più volte sollevato. San Marino ha recepito gran parte delle tutele europee in materia di salvaguardia ambientale. Normativa europea che San Marino dovrà recepire nella sua totalità se vorrà concludere il suo percorso di associazione con l’Ue. Va progettata una politica sui rifiuti che miri a raggiungere i livelli della Regione Emilia – Romagna e quindi una maggiore autonomia nella gestione degli stessi. E’ notizia di questi giorni l’insediamento del tavolo per lo sviluppo sostenibile. In un’ottica che non può essere solo locale ma si deve ragionare in un’ottica internazionale. Il nostro invito è di prendere l’accordo con la Regione Emilia Romagna non come una zona di comfort in cui agire con comportamenti poco virtuosi ma come la possibilità di tendere a livelli di una Regione all’avanguardia. L’ho detto anche nel mio intervento in Comma Comunicazioni: ci sono margini per intervenire. Ho parlato della riduzione dello spreco alimentare, ma si potrebbe anche puntare a una riduzione della plastica. Perchè non iniziare già qui all”interno del Consiglio? Basterebbe dotarsi di borracce e avremmo già fatto un piccolo passo.

Segretario di Stato Luca Beccari: Questo accordo rappresenta un’altra dimostrazione degli ottimi rapporti in essere tra Repubblica di San Marino e Regione Emilia – Romagna. Va considerato non solo l’aspetto pratico amministrativo ma anche quello ambientale. Dare un contributo per cercare di ridurre la produzione dei quantativi e il loro impatto sull’ambiente. Vengono stabiliti dei quantativi riservati alla Repubblica di San Marino che fanno capire che in ogni caso l’attenzione sulla raccolta differenziata dovrà rimanere elevata. Questo accordo non ci impone di decidere oggi quelle che potrebbero essere le migliori politiche ma ci dice che dovrà essere mantenuta una certa attenzione anche per la raccolta differenziata. Come tutti gli accordi ci mette di fronte alla necessità di allinearci alle normative di riferimento. Un altro elemento importante è la flessibilità del 20 per cento che ci permette di adeguare i contingenti stabiliti in base alle nostre esigenze. Mi unisco alla richiesta di approvazione dell’accordo per poi procedere con adempimenti conseguenti.

Emanuele Santi (Rete): Gli accordi con l’Emilia – Romagna sono importantissimi rispetto anche tutta una serie di rapporti di cooperazione che vanno in altri ambiti. L’impegno che ci siamo dati è quella di una riduzione dei rifiuti conferiti verso l’Emilia – Romagna perché questi costano a livello di trasporto e a livello ambientale. Come Paese dobbiamo andare verso un’ottica di autonomia e trattare internamente i nostri rifiuti incrementando la differenziata.

Vladimiro Selva (Libera): Dipendiamo al 100 per cento dalla possibilità di conferire all’esterno. Con l’ER c’è una collaborazione molto rilevante. Ribadisco l’importanza strategica dell’accordo e secondo me non va scartata l’ipotesi di accordi con altre Regioni per determinate tipologie di rifiuti. Ciò potrebbe rendere più competitive le nostre aziende. Il porta a porta non è l’unico modo, ma è quello che dà i maggiori risultati in termini di percentuali di differenziazione. Inoltre si ha la possibilità di coinvolgere, formare e informare la cittadinanza. Dobbiamo cercare di diventare più virtuosi degli altri pur non essendone obbligati. Quello del 70 per cento è un impegno che ci prendiamo in senso lato: non solo dobbiamo raggiungerlo ma anche superarlo. Con questo auspicio voteremo favorevolmente alla ratifica dell’accordo.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): E’ un accordo quinquennale. Abbiamo il tempo per organizzare al nostro interno il sistema di smaltimento rifiuti e trovare dunque delle soluzioni migliori. Potrebbe esserci la creazione di isole ecologiche: argomento già posto all’attenzione del Paese. Non voglio aggiungere altro se non che siamo favorevoli alla ratifica di questo accordo.

Gloria Arcangeloni (Rete): Importante tenere conto dell’accordo non come ultima spiaggia: il nostro Stato dovrà andare ad implementare la gestione interna e non potremo continuare a pensare di essere totalmente dipendenti dall’Italia per lo smaltimento dei rifiuti. L’Odg sottoscritto un mese fa prevede di andare ad analizzare la situazione attuale per ottimizzare sia la questione dello smaltimento che la produzione sia i costi. Serve una gestione lungimirante che possa essere definitiva e non si fermi esclusivamente all’accordo con l’Emilia – Romagna solo per dire: abbiamo raggiunto la percentuale.

Segretario di Stato Stefano Canti: Io credo che anzitutto vada ricordato che c’era una necessità di aggiornare questi accordi alla luce anche dei rifiuti speciali. Quei rifiuti prodotti dagli operatori economici. Sono stati presi impegni precisi. Tra cui quello di raggiungere una percentuale di raccolta del 70 per cento. Oggi nei Castelli con il porta a porta si raggiunge facilmente la percentuale, ma se trattiamo il resto del territorio con una raccolta stradale ottimizzati sono sicuro che raggiungeremmo una percentuale del 70%. Stiamo già prendendo accordi con la Regione Veneto e Friuli Venezia Giulia oltre che con Marche e Lombardia. Questo perché un domani avremo la possibilità di gestire meglio il nostro rifiuto.

Comma 14 – Progetto di legge “Progetto di legge di modifica della Legge sulle Giunte di Castello – Legge n.127 del 27/09/2013 (Legge sulle Giunte di Castello)” (presentato dalle Giunte di Castello) (I lettura)

Segretario di Stato Elena Tonnini: I Capitani di Castello hanno sottoscritto il progetto oggi in discussione. Si punta il dito contro l’eccessiva burocrazia. E’ stato ben specificato il senso e l’obiettivo del progetto di legge. Ci sono specifiche proposte per risolvere questa annosa problematica. Per analizzare in maniera compiuta il Dipartimento Affari Giustizia ha elaborato una ricognozione generale e chiesto una serie di pareri. Alcune considerazioni riguardano gli emolumenti dei Capitani di Castello e i segretari di Giunta. Occorre ragione sull’opportunità di profesionalizzare questi ruoli. Se l’Aula consigliare fosse favorevole occorrerà specificare quale sarà la copertura finanziaria per questo tipo di proposte. Ad ogni legge che comporta nuovi o maggiori spese vanno indicati i mezzi finanziari altrimenti l’atto rischia di essere nullo. Andranno approfonditi tutti i molteplici aspetti e avrò piacere di mettere a disposizione tutti gli elementi. Un breve passaggio sulle attività socialmente utili in cui i Capitani di Castello potrebbero essere coinvolti. Credo si possa dare risposta anche a questo elemento.

Daniela Giannoni (Rete): Per me è davvero importante poter intervenire perché tra le firme dei promotori c’è anche la mia perché all’epoca ricoprivo il ruolo di Capitano di Castello. Questa proposta di legge nasce dalle Giunte. Il collega Bugli ha lavorato tantissimo all’interno del gruppo insieme a noi. L’attuale legge è stata testata dalle attuali Giunte che oggi sono in prorogatio. Vuole essere una legge lasciata in eredità in modo che non avessero in futuro problemi operativi che hanno reso difficile il nostro ruolo. Nel 2017 abbiamo subito un monitoraggio da parte del Consiglio d’Europa sulle comunità locali e all’interno della plenaria è stata letta la relazione. Una relazione molto critica nei confronti della nostra legge che si è rivelata poco efficace. Ruoli come quello del Capitano di Castelli richiedono impegni lavorativi non indifferenti. E’ stato definito volontariato politico a differenza magari dei sindaci in Italia. Tutto il tempo impiego e l’apporto dei membri è veramente a titolo quasi gratuito. A fronte comunque di responsabilità piuttosto importanti. Grande senso dello Stato e grandissimo senso di responsabilità da parte dei Capitani di Castello. Un po’ di dignita dev’essere data a queste Giunte. In modo che chi in futuro assumerà la carica possa incidere sulla politica e dare risposte efficaci ai problemi della cittadinanza.

Guerrino Zanotti (Libera): La legge del 2013 era già un approdo importante rispetto alla Carta europea delle autonomie locali. Logica conseguenza della ratifica di quella Carta ma anche frutto del lavoro delle Giunte che hanno partecipato alla redazione di quel testo di legge. E’ ovvio e corretto dare la giusta dimensione a quelle che sono da noi le autonomie locali e le amministrazioni locali. In un territorio come il nostro si ha la necessità di razionalizzare la spesa e centralizzare i servizi che in altre realtà è corretto siano esternalizzati. Non avrebbe senso da noi avere i servizi di stato civile decentrati sul territorio. Innegabili che ci siano delle difficoltà da parte delle Giunte e dei Capitani di Castello. Abbiamo già detto quanto sia difficile operare quotidianamente anche nelle risposte più semplici alla cittadinanza, si tratti di chiudere una buca o fare manutenzione ad una aiuola. Di questo ho avuto esperienza personale e posso dire che ci sono interventi che vanno nella direzione di alleggerire questo aggravio di lavoro. Vi è poi la richiesta di poter estendere il voto alle persone residenti nella Repubblica di San Marino da almeno 5 anni: proposto su cui siamo favorevoli.

Maria Katia Savoretti (Rf): E’ necessario che le Giunte di Castello vengano rese maggiormente autonome e indipendenti. Ad oggi sono numerose le difficoltà manifestate dai Capitani di Castello in più occasioni. Hanno lamentato di non essere presi in considerazione e di non essere ascoltati. A volte le risposte non vengono prese in considerazione in tempi celeri. Le proposte sono condivisibili. C’è una riduzione dei costi a carico dello Stato. Concordo che ci siano provvedimenti a carico del Dirigente che non risponde come previsto dalla legge entro un determinato periodo di tempo. La decurtazione è un po’ forte, però sono cose che si possono valutare. Siamo favorevoli a queste modifiche.

Carlotta Andruccioli (Domani – Motus Liberi): L’articolo 3 si propone di diminuire la composizione della Giunta a 7 membri più il Capitano di Castello. Favorevoli a questa proposta tesa a una maggiore velocità decisionale e risparmio sui gettoni. D’accordo anche con la proposta ad articolo 20, per il quale il Capitano di Castello può delegare altri membri della Giunta per l’esecuzione delle Delibere. Bene specificare quali siano i servizi di cui la Giunta si deve occupare. Bene prevede uno stanziamento considerevole da parte dello Stato. Se vengono date alla Giunta maggiori ruoli, vanno dati stanziamenti maggiori. Invito a una riflessione approfondita sull’articolo 23 comma 4 in cui si chiede il parere vincolante e non solo consultivo. Importante valorizzare il ruolo delle Giunte senza però bloccare i lavori del Congresso di Stato.

Gino Giovagnoli (Pdcs): In seno a questo organismo si vive la politica vera senza diversità di ruoli. Non c”è la richiesta a tutti i costi del consenso popolare e non ci sono scontri per affossare l’altra parte politica. Vige un solo scopo: lavorare insieme per risolvere i problemi dei cittadini. Convengo che non si possono creare nuovi Governi in seno alla Repubblica, ma questa riforma rende un equilibrio più equo tra istituzioni e Governo centrale. Il parere vincolante potrebbe essere eccessivo, perché rischia di ostruire progetti di interesse generale per la Repubblica. Andrebbe posto parere vincolante solo su progetti minori che incidono sulla vita del Castello. Non condivido l’articolo 3 perché si preclude la partecipazione di giovani alla vita politica. Non vorrei che un numero risicato diventasse un numero chiuso. Do il sostegno mio e del mio gruppo a questo progetto di legge.

 

 

 

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Nel pomeriggio prosegue il dibattito sul Comma 9 (Progetto di Legge “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale) e quindi sul progetto di realizzazione di un nuovo impianto sportivo a Serravalle. “Tra le tre soluzioni possibili probabilmente si è scelta le peggiore – commenta Giuseppe Maria Morganti (Libera) -. Intervenire oggi con una variante che prevede edificabilità in zona Parco è veramente imbarazzante”. Emanuele Santi (Rete) difende l’intervento, giudicandolo “equilibrato”: “non perdiamo patrimonio immobiliare e diamo la possibilità di fare una struttura che sarà molto qualificante per il nostro Paese”. Michele Muratori (Libera) parla invece di “interventi spot che non danno una visione di insieme e non creano uno sviluppo armonioso del nostro territorio”. “Questo progetto – evidenza Giacomo Simoncini (Npr) -. è una grande conquista da parte della Federazione perché consente di completare un’area, ma sopratutto è importante perché darà lavoro a molte aziende sammarinesi”. Il Segretario di Stato Stefano Canti spiega per quale motivo non sono state scelte altre ipotesi, come quella dell’esproprio. “La stima fatta dall’ufficio del catasto era di un milione e mezzo. Abbiamo in questo momento un milione e mezzo? No”. “Non si può sempre fare la solita demagogia solo per demolire l’avversario politico” aggiunge.
I lavori proseguono quindi con l’esame del Comma 11 e del Comma 12, Ratifica Decreti – Legge. Si accende lo scontro sul Decreto n.78. Andrea Zafferani (Rf) definisce “una follia” l’articolo 9. “Credo che dovremmo ringraziare le persone che vanno a fare degli esami a pagamento e scoprono di essere venuti a contatto col virus”. Invece “la persona si ritrova a pagare 100 euro di tampone”. Definisce poi l’articolo 4 – relativo ai dati epidemiologici di proprietà ISS – “quasi una sorta di bavaglio”. Giuseppe Maria Morganti (Libera) chiede all’esecutivo di non procedere più “a forza di Decreti legge” e invoca un “ritorno al confronto democratico”. Per Eva Guidi (Libera) l’articolo 4 “entra a gamba tesa sulla libertà di informazione”. Quanto all’articolo 9 – le prescrizioni per i test sierologici a pagamento – “non solo disincentiva cittadini e lavoratori a sottoporsi allo screening del Covid-19, ma addirittura induce al silenzio chi avesse la sfortuna di risultare positivo”. Alle opposizioni replica in prima battuta Gian Nicola Berti (Npr). “Noi abbiamo un numero di tamponi limitato e dobbiamo cercare il più possibile di centellinarli. I test sierologici sono un qualcosa che ci impegniamo ad effettuare a tappeto in tutta la Repubblica”. Mentre sui dati epidemiologici “certe informazioni usate in maniera distorta possono essere usate per finalità di concorrenza sleale”. Relativamente ai test interviene invece il Segretario di Stato Roberto Ciavatta. “Facciamo test sierologici con turni di 12 ore e, in caso di esito positivo, siamo in grado di fare il tampone nel giro di un’ora, un’ora e mezza”. Per questo motivo è stato messo sul piatto “oltre un milione di euro”. L’esecutivo, precisa Ciavatta, ha voluto evitare di “dover lasciare indietro i potenziali focolai piu problematici per dare priroità a chi ha effettuato privatamente il test”. Via libera a un emendamento della maggioranza che consente l’utilizzo delle aree gioco all’interno dei parchi pubblici da parte dei bambini.
Comma 9 – Progetto di Legge “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per attuazione di interventi finalizzati alla creazione di infrastrutture sportive pubbliche e per l’attuazione di interventi rivolti alle imprese, finalizzati allo sviluppo economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino”
Sandra Giardi (Rete): La struttura che occuperà quella zona potrà ospitare eventi di carattere nazionale e internazionale. Abbiamo guardato tutte le cartine e i progetti portati a conoscenza di tutti i membri e le valutazioni economiche. La prima opzione era esproprio del terreno con pagamento della quota economica del valore del terreno. La seconda opzione era esproprio di parte del terreno con compensazione dando ai proprietari un altro terreno in zona industriale. Non è stato fatto niente di nascosto. Ci sono situazioni pregresse che il Governo attuale dovrà portare avanti. Le tre soluzioni prospettate dalla Segreteria hanno permesso ai commissari di fare le opportune valutazioni. Abbiamo valutato tutti assieme. C’era la possibilità di fare tante cose meglio e prima. Ma il Prg negli anni ha subito tante trasformazioni per volere di qualcuno e omertà di qualcun altro. Un piano regolatore che si accinge ad avere nuova luce. E’ un progetto importante e tutti i dubbi devono essere sfatati. Un progetto che da troppi anni è fermo sulla scrivania delle Segreterie.
Giuseppe Maria Morganti (Libera): Tra le tre soluzioni possibili probabilmente si è scelta le peggiore. Intervenire oggi con una variante che prevede edificabilità in zona Parco è veramente imbarazzante. So solo che questa è una scelta sbagliata. Si fa una scelta del tutto inopportuna che non è dettata nemmeno dall’urgenza. La partenza non dipende esclusivamente dalla disponibilità di quei terreni. E’ possibile rifletterci per capire se ci sono delle opzioni migliori. Ad esempio valutare la possibilità di esproprio. Del Segretario precedente di tutto si potrà dire di tutto ma non che non avesse una visione improntata alla vivibilità degli spazi urbani e all’ambiente. Questo non sarà un ecomostro ma è un piccolo mostro che ci ritroveremo ad avere all’interno del nostro territorio. Non roviniamo un’altra zona: troviamo un’altra soluzione per fare la medesima cosa.
Emanuele Santi (Rete): Con questo progetto si fanno lavorare tantissime aziende sammarinesi che in questo periodo hanno una grande necessità ed è un segnale di ripresa graduale. L’opzione prospettata è la più corretta: non costa nulla allo Stato, andiamo a dare quell’area parco che perdiamo lì in un’altra zona. Intervento molto equilibrato. Non perdiamo patrimonio immobiliare e diamo la possibilità di fare una struttura che sarà molto qualificante per il nostro Paese.
Michele Muratori (Libera): Replico brevemente al Segretario Lonfernini sulle opere di Alì Turki. Di tutte quelle opere fantasmagoriche nulla è stato presentato in aula quindi rimaniamo nell’alveo delle fantasie più recondite. Quindi c’è stato qualcuno che ha impedito di farle. Sulla modifica di Prg. Credo che questi stralci di Prg fatti in questa maniera siano interventi spot che non danno una visione di insieme e non creano uno sviluppo armonioso del nostro territorio. Di fatto è sotto gli occhi di tutto il danno creato nel tempo dove ad esempio abbiamo non una Superstrada ma una pista automobilistica. L’aspetto che mi soddisfa di più del progetto dell’impianto è che l’appalto rimane interamente dentro il Paese. Grandissimo contributo per far ripartire il comparto edile.
Gloria Arcangeloni (Rete): Giusto mantenere alta l’attenzione perché il nostro Paese ha subito negli anni una violenza a livello paesaggistico. Nella passata legislatura per questo intervento erano state poste dal Segretario Michelotti delle condizioni ben peggiori. Siamo ancora in fase di dibattito e teniamo alto il controllo.
Matteo Rossi (Npr): Credo che sia un valido progetto pertinente ed utile per quello che è il movimento del futsal che sta partecipando alle principali competizioni europee. Il mio rammarico è laddove c’è stata una invasione per l’utilizzo delle risorse del verde pubblico. Non è stato facile arrivare a un accordo tra le parti. Ritengo comunque che il progetto abbia una portata valida e debba andare avanti. Il mio auspicio è che si continui in questa direzione con i crisimi e la compatibilità legata al nostro territorio.
Paolo Rondelli (Rete): Sono molto felice di poter esaminare questo progetto che prende concretezza dopo molti anni. Ricordiamo l’importanza di avere un nuovo impianto sul territorio. Cosa non da meno in questo momento anzi estremamente importante avere una iniezione di 10 milioni di euro di liquidità su un sistema economico grazie al coinvolgimento di numerose imprese edili collegate all’edilizia del territorio.
Giacomo Simoncini (Npr): Per la prima volta si va a creare un palazzetto per il gioco del Futsal. Questo progetto è una grande conquista da parte della Federazione perché consente di completare un’area completa di tutte le struttura ma sopratutto è importante perché darà lavoro a molte aziende sammarinesi che hanno una grande necessità dopo la crisi emergenziale.
Alessandro Bevitori (Libera): Libera è sempre stata favorevole quindi ben vengano queste iniziative che creano crescita e posti di lavoro sopratuttto in periodo di crisi. Dietro il mondo dello sport si può creare indotto turistico, quindi ben venga il progetto di Serravalle B. Ci sono stati un po’ di ragionamenti che spero siano stati risolti perché è bene che questi lavori partano in maniera celere e spedita. La preoccupazione che i colleghi di Libera hanno segnalato prima di me sono altri. Il timore è quello di un rischio di restaurazione anche nell’edilizia. Preoccupazione che non c’entra nulla con i lavori che devono andare avanti. Quando si fanno questi giochini di sbloccare un terreno – lì dietro si cela sempre l’obbrobrio.
Marika Montemaggi (Libera): Bisogna fare attenzione a come ci si muove. Il progetto è finanziato interamente da organismi internazionali, ma questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia e concedere tutto al migliore offerente. Puntiamo sicuramente di più sui ragazzi che fanno sport e ottengono risultati. Questo è sicuramente positivo. La possibilità di un esproprio piuttosto che una permuta è sicuramente da valutare. Mi riservo di fare approfondimenti non essendo in quella commissione e quindi non ho tutti i dettagli. Il rischio di cadere e scivolare nella speculazione c’è. Giusto che le opposizioni facciano il loro dovere di controllori. Nulla togliere alla bontà del progetto.
Francesco Mussoni (Pdcs): Verrà creata una infrastruttura per eventi di altissima qualità. E’ un progetto di sviluppo per le aziende e le persone che lavorano nelle aziende. Bene ha fatto il Segretario a chiudere velocemente questa negoziazione con le parti private. E’ anche un progetto gestito con assoluta trasparenza. Qui c’erano già terreni edificabili che sono stati permutati. Non c’è assolutamente nulla di anomalo. E’ una scelta che andava fatta ed era ora di partire. Ci sono infrastrutture nel nostro territorio che non sono state completate: a me questo preoccupa maggiormente. Parte la sfida di avviare i lavori e di farli nel rispetto dei budget e dell’economicità delle cose.
Segretario di Stato Stefano Canti: Ci sono stati interventi costruttivi e altri meno costruttivi. Vorrei partire nel dare anche qualche risposta alle osservazioni emerse nel corso del dibattito. Al consigliere Vladimiro Selva mi sento di dire questo. Se vogliamo dare attuazione a quello che è stato approvato in Commissione, è necessario oggi acquisire le aree dei privati. A maggior ragione, è il fatto che nella scorsa legislatura l’ex Segretario Michelotti ha avviato la procedura espropriativa per acquisire le aree private. Senza le aree di proprietà privata il lavoro non può partire. Non si può sempre fare la solita demagogia solo per demolire l’avversario politico. Appena insediato, sono andato in Commissione e ho posto il problema spiegando le varie ragioni e prospettando le tre soluzioni. La stima fatta dall’ufficio del catasto era di un milione e mezzo. Abbiamo in questo momento un milione e mezzo? No. Il valore dell’area è stato determinato dagli uffici della pubblica amministrazione preposti. Morganti ha detto che è una scelta sbagliata. Consigliere Morganti, mi dica lei qual è la scelta che preferite. Complessivamente le aree che vengono a mancare nella zona parco sono 10mila mq. Non tutti vengono trasformati in parti edificabili. Quello che viene compensato è di 20mila mq quindi il doppio rispetto alle opere che andiamo a realizzare. E’ stata prestata particolare attenzione per questa variante.
Comma 11 – Apri Progetto di legge “Modifiche alla Legge 25 gennaio 1991 n.9 – Disciplina della ricerca e della raccolta dei funghi” (I lettura)
Segretario di Stato Stefano Canti: la proposta di legge che si sottopone all’esame dell’On.le Consiglio Grande ha ad oggetto la modifica della tabella allegata alla Legge 25 gennaio 1991 n.9 al fine di posticipare al 1° giugno la data annuale di apertura alla ricerca e raccolta del Tuber aestivum. La modifica costituenti oggetto del progetto di legge in esame sono finalizzate a fornire una risposta concreta alla richiesta formulata dall’Ufficio Gestione Risorse Ambientali ed Agricole condivisa dall’Associazione Tartufai e Tartuficoltori Sammarinesi ed è volta a salvaguardare la riproduzione del tartufo in quanto, una raccolta anticipata, mette a rischio la distruzione del micelio con conseguente perdita di prodotto. La modifica, in secondo luogo, mira ad uniformare il calendario sammarinese di raccolta del Tuber aestivum ai calendari stabiliti dalle normative previste in materia nelle Regioni limitrofe alla Repubblica di San Marino e precisamente nella Regione Emilia Romagna (Legge Regionale 25 giugno 1996 n.20) e nella Regione Marche (Legge Regionale 03 aprile 2013, n.5). Alla luce di quanto sopra esposto, si richiede agli On.li Consiglieri di valutare favorevolmente il progetto presentato e, conseguentemente, di approvarlo.
Marco Nicolini (Rete): Il provvedimento mira alla salvaguardia della produzione del tartufo allineando la Repubblica a quanto disposto dalle Regioni limitrofe. Il mio animalismo mi obbliga a ricordare come la ricerca del tartufo a volte si trasforma in una battaglia senza esclusione di colpi per chi combatte e muore da innocente: il cane da tartufo. Questa legge mi soddisfa: se la sua maggiore produzione può salvare la vita a centinaia di cani dal rischio di polpette avvelenate mi affido interamente alla Segreteria.
Segretario di Stato Stefano Canti: Specifico una cosa. Questa legge viene fatta perché negli anni passati era una procedura consolidata.
Comma 12: Ratifica Decreti – Legge
RATIFICA DECRETO – LEGGE 15 maggio 2020 n.78 – Aggiornamento delle disposizioni per l’allentamento delle misure restrittive relative all’emergenza da Covid-19
Andrea Zafferani (Rf): Mi vogliono soffermare su alcuni aspetti di questo Decreto. C’è l’articolo 2 che finalmente ha consentito di poter asssumere baby sitter per far fronte ad alcune esigenze come diritto all’istruzione. Ragionevole che queste persone vadano a lavorare in sicurezza nelle case. Manca completamente il sostegno economico che era stato richiesto e che il nostro vicino di casa, l’Italia, ha previsto. Forse sarebbe bene pianificare con anticipo e in maniera precisa e rendendolo noto anche alla popolazione cosa si vorrebbe fare su centri estivi e scuole dell’infanzia. Un altro paio di sottolineature. Una sull’articolo 9: secondo me è una follia. Credo che dovremmo ringraziare le persone che vanno a fare degli esami a pagamento e scoprono di essere venuti a contatto col virus. La persona si ritrova a pagare 100 euro di tampone e a dover rimanere a casa senza stipendio. Poi non capisco l’articolo 4. Io l’ho interpretato in maniera brutta e spero di sbagliarmi. Mi sembra quasi che ci sia una sorta di bavaglio e non l’ho detto solo io. Una sorta di bavaglio a giornalisti e strutture indipendenti che vogliano parlare di dati sanitari propri o generali. Personalmente sono un po’ dispiaciuto del passo indietro che è stato fatto sul tema dei saldi. So bene quali siano le istanze che arrivano dai commercianti, trovo che il Segretario avesse avuto coraggio nella prima versione, qui c’è stato un passo indietro, sarebbe bene sforzarsi di garantire la libertà almeno in un anno particolare come questo. Si è fatto un passo indietro e siamo tornati ad avere i saldi predeterminati.
Giuseppe Maria Morganti (Libera): L’articolo 4 non è degno di una democrazia. Adesso basta con i Decreti legge. Basta con questo decisionismo che esautora il Parlamento nella funzione di controllo. La crisi ce la stiamo mettendo a poco a poco alle spalle. 33 Decreti Legge sono oggettivamente troppi. Non mi pare questo il modo giusto di procedere. C’è bisogno di un ritorno perentorio alle regole della Democrazia.
Sara Conti (Rf): La fase di emergenza più acuta ce la siamo lasciata alle spalle e trovo assurdo che si proceda in questo modo a suon di Decreti Legge. Trovo che la liberalizzazione dei saldi fosse una trovata molto sensata. Tanti esercizi commerciali hanno merce invenduta nel negozio.
Pasquale Valentini (Pdcs): Con l’articolo 9 non capisco se l’obiettivo è scoraggiare. Non era meglio dire che la popolazione che i test fa per conto suo non sono riconosciuti dall’ISS? Così è uno scoraggiamento totale. Non fate il test perché se lo fate sarete in quache modo castigati.
Eva Guidi (Libera): Vista la lunga fase di transizione che ci aspetta, sarebbe opportuno usare lo strumento del Decreto Legge con la massima ponderazione e prudenza. Con l’articolo 2 si tratta di dare delle risposte a persone che hanno delle difficoltà di organizzazione. Tutto quello che era l’impianto organizzative delle famiglie è saltato. La questione dei dati epidemiologici di proprietà ISS introduce questioni poco chiare, Questo intervento può fare ricordare la tendenza ad evitare che si parli del virus E’ una informazione che non può essere di proprietà dell’ISS. Non può essere un ulteriore Decreto che entra a gamba tesa sulla libertà di informazione. Un altro punto su cui abbiamo espresso disappunto è quello relativo all’articolo 9 del Decreto legge. Anche qui francamente non si riesce a capirne la logica. Pare disincentivare cittadini e lavoratori non solo a sottoporsi allo screening del Covid, ma addirittura induce al silenzio chi avesse la sfortuna di risultare positivo. Coloro che si fanno parte diligente vengono in qualche modo scoraggiati. Sarebbe importante avere una spiegazione di questa norma che a mio avviso pare discriminatoria. Non voglio pensare che sia stata introdotta solo per questioni di risparmio economico.
Gian Nicola Berti (Npr): Voglio tentare di dare delle risposte ad alcuni dubbi sollevati dall’Aula consigliare. Qualcuno diceva che bisogna finirla con i Decreti. L’emergenza non è affato finita. Si è allentata e questo permette di far ripartire il sistema economico e consentire alle persone di riavvicinarsi gradualmente alla normalità. Ci siamo sempre lodati di come il nostro sistema sanitario è riuscito ad affrontare il problema. Per fare questo abbiamo tutti quanti seguito le conferenze stampa che ci hanno dato alcune informazioni che mi hanno permesso di capire la ragione dell’articolo 9. Noi abbiamo un numero di tamponi limitato e dobbiamo cercare il più possibile di centellinarli. I test sierologici sono un qualcosa che ci impegniamo ad effettuare a tappeto in tutta la Repubblica. Certe informazioni usate in maniera distorta possono essere usate per finalità di concorrenza sleale che il sistema non può in alcun modo avallare. Ricordo che i consiglieri della passata legislatura ci hanno propinato una legge sulla privacy di oltre 100 articoli. Il sistema ha bisogno di tornare alla normalità perché di questo hanno bisogno le persone.
Miriam Farinelli (Rf): Nell’articolo 9 stiamo parlando di sierologie positive. Quel cittadino è obbligato a far sapere immediatamente alle autorità che è risultato positivo. Noi gli facciamo pagare il tampone?
Giovanni Zonzini (Rete): Io penso che l’articolo 4 potrebbe essere formulato meglio. Sono sicuro che non è intenzione del Governo mettere un bavaglio alla stampa. Non è mettere il bavaglio impedire che vengano dilvugati nomi e cognomi e condizioni di salute dei singoli ammalati. E’ un principio di umanità.
Guerrino Zanotti (Libera): D’altra parte oggi come negli ultimi tempi siamo in quest’Aula a discutere della ratifica di Decreti Legge per i quali arriviamo fuori tempo. Siamo stati richiamati più volte. I dati epidemiologici sono dati statistici che non riguardano le singole persone. Non si tratta di voler dare in pasto alle singole persone i nominativi di chi risulta contagiato. I dati epidemiologici sono di interesse comune. L’intervento del consigliere Berti sull’articolo 9 non ha fugato i dubbi.
Paolo Rondelli (Rete): C’è un’altra valenza che invece dovremmo vedere in positivo. Ovvero la valenza che lo studio di questi dati ha sulla popolazione totale di uno Stato. Uno screening che stiamo conducendo a tappeto e che può diventare materia per una pubblicazione scientifica di alto livello. L’altro articolo spinoso, il famoso articolo 9, anche qui ne abbiamo sentite alcune. Forse potevamo scrivere meglio e potremmo farlo.
Alessandro Bevitori (Libera): La cosa di cui voglio parlare è l’articolo 17. Ci ritroviamo di nuovo a tornare indietro sul Decreto 78. Era prevista la liberalizzazione della scontistica. Questo è quello che si crea con la continua Decretazione. Non voglio attribuire una colpa. Questo doveva essere fatto in questa maniera. Poniamo dubbi sul pagamento del tampone perché diventa un deterrente. Io credo che questo sia di facile comprensione per tutti.
Maria Katia Savoretti (Rf): A proposito dell’articolo 4: è stato chiesto il parere al garante della privacy?
Emanuele Santi (Rete): I dati ci confortano e ci danno anche un motivo per poter allentare queste misure. E’ in questa ottica che vanno letti questi Decreti. Venendo ai punti salienti, credo che rispetto all’articolo 4 si è fatta abbastanza confusione. Cosa si va a normare con questo articolo? L’utilizzo improprio di questi dati. Non è che in questo periodo sono stati fatti dei test casuali. Sono stati tutti test mirati fatti in un’ottica di un progetto. Si andava a cercare in prossimità dei casi accertati. Prima si ricercava in prossimità del paziente malato poi si estendeva. Voglio dire che questi test non ci sono per tutti e in quest’ottica si è data una priorità.
Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Ritengo anche io sia opportuno si ponga fine a questa fase di decretazione. Abbiamo deciso di non fare delle ordinanze perché comunque volevamo passare attraverso questo organismo. Per quanto riguarda i dati epidemiologici. Su articolo 9: noi abbiamo creato programmi di screening mensili. Abbiamo tutta la potenza di fuoco delle nostre strutture per screenare quanto è stato già preventivato. Facciamo test sierologici con turni di 12 ore e ad esito positivo nell’arco di pochissimo tempo siamo in grado di fare il tampone (anche a distanza di un’ora e mezza). Questa modalità partita il sette aprile ha permesso di procedere con screening sulla base delle priorità. L’impegno di Governo e strutture è oneroso: si supera 1 milione di euro solo di spese vive, ma arriveremo a screenare tutti. Ci viene segnalato da struttura privata italiana che molti sammarinesi stavano chiedendo test a pagamento. E anche qui la parte tecniche e gruppo emergenza ci dicono: attenzione, perché se arrivano 200 persone che hanno fatto test fuori dobbiamo bloccare screening inseriti in base a priorità e introdurre chi ha necessità di sapere se c’è positività anche a tampone. Ci ha messo insomma di fronte a due problematiche: avremmo dovuto lasciare indietro i potenziali focolai piu problematici per dare priroità a chi ha effettuato privatamente il test. Nel momento in cui risulta negativo, se avesse fatto circuito gratuito non avrebbe avuto diritto nemmeno a mezzora di quarantena. Procedura che rimarca impegno economico e organizzativo forte all’interno di una serie di presidi che tutela priorità sulla base di contagi e tutelare chi non si sarebbero potuto permettere un certo iter. Chi decide di fare a meno della gratuità può farlo, ma è scelta personale.

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L'articolo Report del Consiglio Grande e Generale del 29 maggio – seduta pomeriggio proviene da dire.it.

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Report del Consiglio Grande e Generale del 29 maggio – seduta mattina https://www.dire.it/01-06-2020/467570-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-29-maggio-seduta-mattina/ Mon, 01 Jun 2020 10:27:32 +0000 https://www.dire.it/?p=467570

I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 8: la prima lettura del progetto di legge sulla variazione al Bilancio dello Stato per l'esercizio finanziario 2020.

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I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 8: la prima lettura del progetto di legge sulla variazione al Bilancio dello Stato per l’esercizio finanziario 2020. Michele Muratori (Libera) rivolge un appello ai consiglieri della maggioranza, in particolare “quelli più giovani: non indebitate il Paese con cifre che non saremo in grado di restituire”. “Mi chiedo se questo sforamento è una norma ad personam per una nuova carica” si domanda a proposito dell’articolo 5. In merito all’articolo 4, Iro Belluzzi (Npr) mette in guardia da “norme retroattive” che potrebbero “far perdere di credibilità al Paese”. “Il Covid ha solo accelerato un percorso avviato da scelte fallaci del recente passato” rimarca Daniela Giannoni (Rete). “Abbiamo una storia di indipendenza che perdura da secoli e sarebbe un dramma se dovessimo essere un domani gestiti da pochi soggetti esterni” osserva Maria Luisa Berti (Npr). “Dobbiamo cercare di riprogettare il sistema Paese e sanare quelle criticità che per troppo tempo ci siamo portati dietro” è la posizione del Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini. “Noi questo debito non lo ripagheremo alla scadenza – avverte Giovanni Zonzini (Rete) -. Pertanto è evidente che alla scadenza delle obbligazioni questo debito andrà rifinanziato tutto o in parte. “Mi sapete dire dove troviamo 130, 140 milioni in più ogni anno nel nostro bilancio? – è la domanda che Andrea Zafferani (Rf) pone all’esecutivo -. Spero possiate capire da soli che questo debito non è sostenibile”. “Io credo che questo Governo dica sicuramente un forte no a quelle che possono essere le tassazioni dei risparmi e i prelievi forzosi” conclude il Segretario di Stato Marco Gatti.

I toni si accendono quindi sul Comma numero 9, riguardante il progetto per le modifiche al Piano regolatore generale (P.R.G.). La novità più importante riguarda la realizzazione del nuovo impianto sportivo di Serravalle. “Un progetto – precisa il Segretario di Stato Stefano Canti – dal valore di 10 milioni di euro” il quale permetterà di “rispondere all’esigenza manifestata dalla Federazione Sammarinese Gioco Calcio”. Con l’articolo 5 si vanno ad “attuare misure di compensazione attraverso la conversione di un’area agricola, posta in località Ciarulla, in zona parco”. Previsti anche interventi per le imprese come “l’ampliamento di alcune zone produttive nel Castello di Acquaviva con relative compensazioni”. Le forze di opposizioni non risparmiano le critiche. “Si continuano ad usare i metodi degli anni Novanta” attacca Vladimiro Selva (Libera). “Siamo di fronte a un ritorno al passato e quell’urbanistica il cui risultato lo vediamo sulle nostre strade.Se questi terrazzi in terra sono così importanti, si poteva benissimo fare una procedura di esproprio”. “L’impianto sportivo è un punto. L’altro punto è legato invece alla compensazione” osserva Fernando Bindi (Rf). Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini difende i contenuti del progetto di legge. Si rivolge al consigliere Selva, ricordando “che la maggioranza di allora ha tenuto l’Aula bloccata su realtà progettuali di un fantomatico investitore di nome Turki che voleva edificare in area San Giovanni un grande albergo di 33 piani”.

 

Di seguito una sintesi degli interventi

 

Comma 8 – Progetto di legge “Variazione del Bilancio dello Stato e degli Enti del Settore Pubblico Allargato per l’esercizio finanziario 2020” (I lettura)

Michele Muratori (Libera): Sono sempre stato contrario al referendum sul tetto degli stipendi. Soddisfatto per questo cambio di rotta espresso dal movimento Rete. Bisogna fare emergere questa differenza. Ora che siete al Governo dovete fare i conti con le difficoltà di trovare professionisti a quelle cifre. Recentemente è stata fatta una nomina. Mi chiedo se questo sforamento è una norma ad personam per una nuova carica. Io credo che un mea culpa sia rispettoso nei confronti di chi era contrario a quel tetto massimo. Capisco che avete millantato rapporti formidabili con l’Italia. Non lo dico da consigliere di opposizione ma da sammarinese. Mi riferisco al servizio del programma satirico di Antonio Ricci. Vedere la nostra millenaria Repubblica elemosinare 400 milioni all’Italia per evitare un rischio di speculazione, è abbastanza avvilente. E’ un salto nel buio, fate molta attenzione. Mi giunge voce che qualche tempo fa una banca era disposta a comprare il 40 per cento di quote Carisp con un investimento a rischio zero. Il mio appello è rivolto a persone integerrime come Pasquale Valentini ma anche ai giovani. Non indebitate il Paese con cifre che non saremo in grado di restituire. Non prendete per oro colate quello che vi viene proposto dal Governo. Il rischio è di votare per la svendita del nostro Paese.

Iro Belluzzi (Npr): E’ un indebitamento che può nascere solo se ci sono le condizioni per onorare quello che si richiede ricorrendo ai mercati. Voglio richiamare all’attenzione l’articolo 4. Abbiamo avversato in maniera forte quando c’è stato l’elemento di appropiazione di qualcosa che non era dello Stato. Abbiamo combattuto l’elemento della defenestrazione del Cda di Cassa di Risparmio. Non penso che si possono pensare norme retroattive facendo perdere di credibilità al Paese. Il Paese ce la potrà fare se rispetterà un ordinamento democratico riconosciuto dall’esterno.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Non si può governare un Paese quando il Governo non può incidere su una delle principali voragini del Paese. Spesso è venuto a mancare il fairplay. O parliamo di occupazione sistematica del potere – e in passato c’è stata – oppure parliamo a diritto di Governo e di partecipare da parte delle istituzioni. Non nascondiamoci dietro ad un dito. E’ dovere di ogni forza politica mettere le migliori espressioni possibili su determinati incarichi. Parliamo dello sviluppo e di come rigenerare quel debito, che va ripagato e va restituito. Parliamo di come usare quel denaro per fare sviluppo economico.

Alice Mina (Pdcs): Sarà necessaria una piena condivisione di tutte le condizioni che gli attori del mercato e non ci pongono. Un finanziamento estero deve essere sostenibile. Noi tutti dobbiamo essere messi nella condizione di sapere cosa esso potrà comportare. Un dovere che abbiamo nei confronti della cittadinanza. Non dobbiamo diventare ostaggio di qualcuno e non possiamo vincolare il Paese. Dobbiamo mettere nero su bianco interventi a cui lo Stato non potrà sottrarsi. Non ci si potrà sottrarre dalla messa in sicurezza del bilancio e dall’equilibrio del sistema bancario e finanziario.

Daniela Giannoni (Rete): Partiamo da una perdita prevista per il 2019 di 49 milioni. Situazione difficile e ben diversa dal 2017 quando ancora si potevano mettere in campo azioni per evitare debito estero. Abbiamo avuto svendita Delta e il pesante sbilancio di Carisp. Il Covid ha solo accelerato un percorso avviato da scelte fallaci del recente passato. I debiti fanno paura quando sono sostenibili e non si ha progettualità.

Vladimiro Selva (Libera): Pur spalmando il debito su tanti anni vuol dire chiedere ai cittadini dei sacrifici che sono e saranno importanti e gravi. C’è un tema economico che è quello di non deprimere l’economia interna del nostro Paese che da sola è in grado di produrre reddito e ricchezza. Credo che bene farebbero maggioranza e Governo a continuare a parlare con il Paese perché tutto il Paese sarà chiamato a farsi carico di scelte tanto importanti. Debito che dovrà essere restituito in termini anche di interessi. Il nostro rating ci porterà ad avere collocazioni di interessi piuttosto alte. Oggi l’Europa ha dato una svolta alle proprie politiche.

Maria Luisa Berti (Npr): Quando si rappresenta che ci sono attività e operatori o società che hanno una esposizione debitoria nei confronti dello Stato di centinaia di milioni, significa che qualcosa non ha funzionato nei controlli, nei recuperi e nelle azioni di responsabilità. Su questo fronte dovremo essere molto più incisivi in futuro. La mia preoccupazione è quella di fare una grande attenzione affinché i titoli di debito pubblico non vengano detenuuti da pochi soggetti. Abbiamo una storia di indipendenza che perdura da secoli e sarebbe un dramma se dovessimo essere un domani gestiti da pochi soggetti esterni. Ho qualche perplessità sull’articolo 4. In un paese normale quando ci sono delle cariche e hanno una connotazione strettamente politica, quando quella parte politica non c’è più, dovrebbero essere quelle stesse persone a fare un passo indietro.

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: Nel momento in cui ci affacciamo al mercato anche noi dobbiamo attivare delle politiche di riforma per dare vita ad un progetto sostenibile entro la fine dell’anno. Dobbiamo essere coscienti che la strada non sarà affatto semplice. Dobbiamo cercare di riprogettare il sistema Paese e sanare quelle criticità che per troppo tempo ci siamo portati dietro. Questo anche all’interna del sistema bancario. Bisogna cercare di recuperare il più possibile i soldi laddove possibile. Destinare il più possibile le fonti di approvigionamento al riancio del Paese. Individuare dei macrosettori da incentivare e su cui fare sviluppo. Occorre affrontare problemi strutturali e sistemici.

Giovanni Zonzini (Rete): Questa norma garantisce alle opposizioni nel rispetto delle proporzioni una rappresentanza. Cosa che non è stata fatta nel Cda di Cassa di Risparmio del 2017. Venendo al nodo principale, quello dei finanziamenti. Anche a me corrono i brivid lungo la schiena quando sento consiglieri di sinistra inneggiare al Fondo Monetario. Il mercato stabilisce tassi di interesse basati per lo più sul rating. Credo che difficilmente potremo accedere a tassi di interesse vantaggiosi dopo il downgrading. Però le condizioni economiche ci impongono di fare scelte che in altri momenti non avremmo voluto fare. Come si intende ripagare il debito? Noi questo debito non lo ripagheremo alla scadenza. Pertanto è evidente che alla scadenza delle obbligazioni questo debito andrà rifinanziato tutto o in parte. Questo va detto per onestà intellettuale. L’imposizione diretta è quella volta a garantire una maggiore eguaglianza e una maggiore redistribuzione della ricchezza. Occorre però al contempo mantenere il nostro welfare state, principale argine a una crisi economica e sociale.

Rossano Fabbri (Libera): Su Cassa di Risparmio dobbiamo essere estremamente chiari. Sebbene la scorsa legislatura abbia influenzato il conteggio di attivi e passivi, non si può non vedere come la questione Cassa di Risparmio abbia origini ben più lontane. Si chiedeva allo Stato di garantire per milioni e milioni di euro senza avere idea di come fossero messe le cose in Cassa. Basta rimbalzarsi delle responsabilità gli uni con gli altri perché così non si guarda avanti. Non è con un articolo di legge buttato lì che si può fare un ragionamento sullo spoil system. Questo è veramente poco ma vedremo nel corso dell’articolato cosa si riuscirà a fare. Il tema del tetto degli stipendi mi dà la possibilità di tornare su un punto che ha caratterizzato la politica degli anni passati: un errore pagato a caro prezzo dal Paese e che è stato alla base di quello che poi è successo in ambito sanitario.

Giacomo Simoncini (Npr): Non è possibile pensare di inasprire la fiscalità sui cittadini e le ritenute sulle pensioni. Sarà necessario fare ora i provvedimenti che servono, aspettare qualche mese potrebbe essere troppo tardi, non possiamo permetterci che le imprese chiudano, dobbiamo supportare tutti i nostri cittadini che fanno impresa e si impegnano per dare lavoro alla persona. Bisognerà ragionare sulla gestione oculata degli Npl e sul recupero della monofase che non viene corrisposta.

Mariella Mularoni (Pdcs): Se ricorda bene consigliere Muratori nella precedente legislatura la Dc ha chiesto e sostenuto l’istituzione di una commissione di inchiesta per contrastare questi comportamenti in contrasto con lo Stato. Cosa dovremmo pensare della vendita degli Npl e delle tante consulenze dispensate nella precedente legislatura? Ora poniamo le basi per riportare l’istituto di Cassa di Risparmio ad essere redditizio. Una nuova gestione degli attivi patrimoniali iscritti nel bilancio.

Alessandro Scarano (Pdcs): Alla situazione ben nota a tutti noi dobbiamo aggiungere una emergenza sanitaria che ha aggravato ulteriormente le cose. Una emergenza che ha fatto maturare in tutti noi la consapevolezza che è arrivato il momento nel decidere. Ma nel decidere è fondamentale che lo si faccia con cognizione di causa. Occorre dare una prospettiva nuova al settore bancario. L’articolo più significativo è sicuramente il numero 3. Bisogna fare i conti con la realtà e con lo stato delle cose. Per far fronte a tutto questo e dare una risposta sono necessarie risorse e la scelta è quella di rivolgersi al mercato. Tale scelta è maturata al fine di non essere vincolati a qualcuno in particolare. Sarà importante individuare i più solidi e affermati player sul campo per ottenere le migliori condizioni. Indebitamento significa essere capaci di far fronte al rimborso del capitale e degli interessi che maturano.

Paolo Rondelli (Rete): Qualcuno dai banchi dell’opposizione si è stupito della sinergia tra Rete e Pdcs. Non mi stupisco per due motivi. Il senso di responsabilità con cui si è scelto di dare un Governo al Paese sapendo che ci aveva preceduto aveva dissipato in 13 anni le nostre fortune. La situazione è peggiore di quella che ci aspettavamo. Preferisco lavorare pro tempore con la Dc nell’ambito di un patto tra gentiluomini che con compagni di merende dal dubbio pedigree finanziario. Voglio sperare che il confronto costruttivo ci porterà a produrre un testo definitivo ancora migliore.

Marco Nicolini (Rete): Non ripeterò quanto detto da altri. Mi focalizzo sulle recriminazioni dell’opposizione che accusa Rete di incoerenza. Io posso rispondere personalmente dato che la scorsa legislatura ero indipendente. Non ero contrario all’indebitamento estero, come non lo sono adesso. Ero semmai contrario al fatto che questo indebitamento fosse deciso da una netta minoranza del Paese. Voterò questa legge ed invito ogni parte dell’Aula a ragionare su quale sia la situazione in cui versiamo e su come lavorare tutti insieme per dare una identità al Paese con proposte costruttive.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): L’articolo 4 nasce dalla necessità di trovare una sinergia tra enti pubblici e società partecipate e il diritto politico. A volte si creano dei cortocircuiti. La sinergia tra lavoro tecnico e indirizzo politico ci deve essere. Non possiamo confondere le scelte politiche con i tecnici. Altro elemento fondamentale è quello sul tetto delle retribuzioni. Prevedere un aumento percentuale del tetto sulla base della meritrocrazia e degli obiettivi raggiunti – tra l’altro contrattualmente previsti – non ci vedo proprio nulla di scandaloso. Sarà fondamentale la condivisione e l’approfondimento con le parti sociali.

Andrea Zafferani (Rf): Spenderemo un milione di euro solo per la Banca d’Affari che dovrà collocare i nostri titoli sul mercato. Abbiamo un deficit strutturale di 500 milioni circa che aumenterà per il calo delle entrate che ci sarà. Parliamo pure di progetto di sviluppo. A noi ci interessa. Però la domanda è: mi sapete dire dove troviamo 130, 140 milioni in più ogni anno nel nostro bilancio? Spero possiate capire da soli che questo debito non è sostenibile. La scelta di non guardare ad ampio spettro – di non cercare tutti i canali possibili – ci costerà decine di milioni di euro e la colpa è tutta vostra. Il tempo per lavorare ad alternative c’è ancora.

Denise Bronzetti (Npr): Chi era presente nelle scorse legislature ricorderà che il tetto agli stipendi era nato con l’obiettivo di intervenire sulle retribuzioni degli enti partecipati dello Stato, a cominciare da Cassa di Risparmio. Lo scopo era calmierare le retribuzioni all’interno di realtà che avevano usufruito e continuavano ad usufruire di forti immissioni di denaro pubblico su cui non era possibile intervenire in quel momento. E’ fondamentalmente quello che oggi in qualche modo viene ribattuto in questo articolo. Non sfuggirà a nessuno la necessità di poter in qualche modo intervenire. Bisogna necessariamente richiamare tutti ad un forte realismo. Ci concentremo moltissimo anche sull’erogazione del credito.

Segretario di Stato Luca Beccari: Da quando il nostro Paese ha avviato il percorso di riconversione economica, le nostre entrate si sono ridotte e siamo passati da una condizioni in cui – nonostante una serie di problematiche strutturali – comunque collezionavamo avanzi che permettevano un equilibrio. Ora gli avanzi non ci sono più. Abbiamo sempre parlato dell’ipotesi dei cosiddetti Stati amici. Nessuna ipotesi escludere l’altra. A mio avviso ogni soluzione deve essere bilanciata rispetto a quelle che sono le nostre esigenze. Un flash brevissimo sul tema della norma legata ai Consigli di amministrazione. Credo che questa norma permetterà non solo in questa fase ma anche in futuro di garantire sempre una rappresentanza nei Consigli di amministrazione proporzionale a quella che è la rappresentanza in Consiglio.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Abbiamo fatto battaglie in maniera cosciente e abbiamo sempre reso conto ai nostri elettori e ai cittadini. Chi ha detto che i Cda sono politicizzati ha scoperto l’acqua calda. Ovvio che l’auspicio è di mettere persone in grado di poter ricoprire quei ruoli in maniera dignitosa. C’è una sottile differenza rispetto al referendum. Si andranno a valutare i risultati dei dirigenti e quindi finalmente c’è una valutazione dei dirigenti.

Francesco Mussoni (Pdcs): Fare un assestamento di bilancio in questa fase significa muoversi su alcune linee. Un Paese dove cambia il rapporto pubblico/privato. Occorre introdurre un principio di sussidiarietà. Un Paese che si toglie limiti e blocchi sul tema dello sviluppo e apre a uno sviluppo serio e credibile. Un paese che fa una revisione della spesa seria. La prendo come una sfida verso un Paese che accetta il progresso e il futuro. Questo passaggio non va preso come mantenere vecchie abitudini. Su questi punti si giocherà la spinta per il sostentamento delle prossime generazioni e per fare in modo che il nostro Paese resti un Paese ricco di benessere e qualità di servizi. E’ questa la sfida che le forze politiche oggi devono accogliere. La norma sullo spoil system. Ringrazio il Segretario Gatti che ha presentato questa norma. E’ normale che in una fase di emergenza si debba introdurre un meccanismo di organizzazione di questi organismi amministrativi dei principali enti. La norma dovrà essere emendata ma l’obiettivo è garantire una equa rappresentatività. Il provvedimento coglie il momento e la realtà in cui stiamo vivendo e ha un forte coraggio politico sia del Governo che della maggioranza. Una maggioranza che sa di dover affrontare delle situazioni difficili.

Segretario di Stato Marco Gatti: Il ricorso al debito estero ha la necessità di trovare una pluralità di prestatori. La situazione del mercato dei capitali ha intrinseco questo aspetto. Il mercato paga un tasso di interesse che è sicuramente più elevato rispetto ad altri interventi come il ricorso al Fondo. Un percorso che il Governo non intende escludere ma su cui riteniamo opportuno ragionare. Anche il ricorso a Paesi amici ha un costo non solo economico ma anche politico. Una cosa che dobbiamo soppesare. E’ un percorso che noi dobbiamo iniziare. Quello del mercato è un percorso che dà garanzie perché non dipende da altre scelte politiche se non quelle di San Marino. Come si ripaga il debito? Io credo che questo Governo dica sicuramente un forte no a quelle che possono essere le tassazioni dei risparmi e i prelievi forzosi. Quella sarebbe la maniera per distruggere l’economia di uno Stato non per sollevarla. Il debito di mercato si paga nel lungo periodo perché sono programmi che gli Stati hanno su tantissimi anni. Questa è una strada possibile e che va tentata e percorsa fin da subito. Mi auguro che nel mese di giugno si possa arrivare all’approvazione della variazione di bilancio.

Comma 9 – Progetto di Legge “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per attuazione di interventi finalizzati alla creazione di infrastrutture sportive pubbliche e per l’attuazione di interventi rivolti alle imprese, finalizzati allo sviluppo economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino”

Segretario di Stato Stefano Canti: La proposta di legge che si sottopone all’esame dell’On.le Consiglio Grande e Generale ha ad oggetto modifiche al vigente Piano Regolatore Generale (P.R.G.) – Legge 29 gennaio 1992 n.7. Le modifiche al P.R.G., oggetto del progetto di legge in esame, sono finalizzate ad apportare al vigente strumento di pianificazione generale del territorio gli adeguamenti necessari a consentire l’attuazione di interventi volti alla creazione di infrastrutture sportive pubbliche nonché all’attuazione di interventi rivolti alle imprese finalizzati allo sviluppo economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino. In riferimento alla realizzazione delle predette infrastrutture sportive pubbliche, il progetto di legge mira a rispondere all’esigenza manifestata dalla Federazione Sammarinese Gioco Calcio di realizzare, con il sostegno di UEFA e FIFA, un nuovo impianto sportivo a Serravalle al fine di incrementare l’attività calcistica, sia a livello nazionale che internazionale e contiene, altresì, le modifiche necessarie a raggiungere un accordo con la proprietà privata ai sensi dell’art.17 della legge 14 dicembre 2017 n.140, in luogo dell’esproprio di terreni. La Commissione Politiche Territoriali in data 11 agosto 2017 con delibera n.9 ha approvato il Piano particolareggiato della Zona Servizi Sportivi e Zona a parco adiacente in località Serravalle che prevede la realizzazione del predetto impianto sportivo. Il Congresso di Stato con propria delibera n.22 in data 10 luglio 2019 riconosceva quale infrastruttura strategica, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del Decreto Delegato 31 gennaio 2019 n.23, l’intervento edilizio volto alla realizzazione di nuovo impianto sportivo in attuazione al Piano Particolareggiato sopra citato. In riferimento agli interventi rivolti alle imprese il progetto di legge mira a consentire l’ampliamento di alcune zone produttive nel Castello di Acquaviva con relative compensazioni. Le aree che verranno trasformate in zone produttive sono adiacenti ad insediamenti produttivi esistenti determinandone l’ampliamento e consentendo il potenziamento e lo sviluppo di realtà industriali consolidate con importanti ricadute sul piano occupazionale. A tal proposito, si evidenzia che l’approvazione definitiva dei Piani Particolareggiati e relative varianti che andranno a disciplinare le aree oggetto di modifica di cui alla presente Legge, prima di essere approvate dalla Commissione per le Politiche Territoriali, saranno subordinate alla preventiva valutazione favorevole del progetto di sviluppo aziendale che le imprese saranno tenute a presentare al Congresso di Stato. L’articolo 1 indica quali finalità della legge le modifiche necessarie a consentire l’attuazione di interventi finalizzati alla creazione di infrastrutture sportive pubbliche e allo sviluppo economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino. Gli articoli 2, 3 e 4 indicano le modifiche da apportarsi agli allegati A1, B e C della Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione ai fini della realizzazione delle infrastrutture sportive pubbliche. L’articolo 5 modificando la Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione, attua misure di compensazione attraverso la conversione di un’area agricola, posta in località Ciarulla, in zona a parco. L’articolo 6, indicano le modifiche da apportarsi agli allegati A1, B e C della Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione ai fini dell’attuazione di interventi rivolti alle imprese. L’articolo 7 modificando la Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione, attua misure di compensazione attraverso la conversione di un’area produttiva, posta in località Cà Amadore, in zona a verde esistente. L’articolo 8 prevede le condizioni per l’attuazione degli interventi di cui all’articolo 1, comma 1, stabilendo, altresì, la decadenza di ogni diritto edificatorio di cui agli artt. 2, 3 e 4 della presente legge in caso di mancata stipula dell’atto di trasferimento della proprietà delle aree necessarie, entro 3 (tre) mesi a far data da quella di approvazione della presente legge. L’articolo 9 stabilisce prescrizioni relative alla viabilità carrabile di progetto, prevedendone la realizzazione a cura e spese della parte privata e l’accesso ai terreni distinti catastalmente al Foglio di Mappa 4 particelle n. 99, n. 101, n.102, n.103 e n. 372. L’articolo 10, infine, prevede la modifica di alcune Tavole contenute nella Legge 16 novembre 1995 n.126 in conformità ai disposti della presente legge. Al presente progetto di legge si applica la riduzione dei tempi di approvazione di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) del Decreto Delegato 31 gennaio 2019 n.23 e di cui all’art. 3, comma 4 della Legge 27 Giugno 2013 n.71 – Legge in materia di sostegno allo sviluppo economico. Quello sul campo da calcio è un intervento importante e strategico: stiamo parlando di un investimento da 10 milioni di euro. Potremo dare seguito a manifestazioni calcistiche che rientrano in questo ambito.

Vladimiro Selva (Libera): La nostra normativa prevede tutta una serie di opzioni per acquisire dei terreni: la possibilità di acquistarli, di fare delle permute, in ultima istanza prevede la possibilità per lo Stato di fare un esproprio. In quel caso si può acquisire il terreno in modo coattivo sulla base di stime che tutelino i valori. Se questi terrazzi in terra sono così importanti, si poteva benissimo fare una procedura di esproprio. Noi dobbiamo pensare a una valorizzazione di questo territorio. Noi non dobbiamo difendere nessuno ma almeno quel valore deve essere preso in mano. Siamo di fronte a un ritorno al passato e quell’urbanistica il cui risultato lo vediamo sulle strade: palazzine che si tolgono rispettivamente la vista del monte e del mare. C’è bisogno di fare una variante di Prg in zona parco? Io mi stupisco un po’ di chi attorno a lei non le dice lei. Io penso che ci sia molta gente seria che ha voglia di un Paese migliore. Se continuiamo a usare i metodi degli anni Novanta, io credo che qualcosa qua non funzioni. Spero che molti se ne accorgono. Cosa diversa è la proposta di Acquaviva. Io non so se tra un’area agricola e un’area parca necessariamente ci sia una valorizzazione ambientale. La nostra legge prevede di fare nell’area parco strutture ricettive e parcheggi. Non è automatico. Io la invito Segretario a riprendere in mano l’indirizzo del precedente Segretario che però è un lavoro di tutti, è una ricchezza di tutti. Segretario, non ci porti i lotti edificabili in zona parco.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Prima di intervenire in questo dibattito ci tengo a rimettere in ordine qualcosa. Ci sono state politiche territoriali che negli anni della San Marino da bere hanno sventato il nostro territorio. Mi fa specie consigliere Selva che lei se ne accorga solamente nel 2020. Lei ricorderà che la maggioranza di allora ha tenuto l’Aula bloccata su realtà progettuali di un fantomatico investitore di nome Turki che voleva edificare in area San Giovanni un grande albergo di 33 piani. Non credo che sia il momento per le strumentalizzazioni politiche. Se poi qualcuno è contrario a far ripartire la macchina edilizia anche da questi elementi – sicuri e sani perchè le federazioni sono un patrimonio pubblico. Anche qui, consigliere Selva, se era tutto facile, perché non è stato fatto nella scorsa legislatura, l’agevolare quel progetto? Perchè quando le prime presentazioni di quell’impianto risalgono al 2012? Approvo questa metolodigia di lavoro, approvo di individuare determinate aree da un punto di vista strategico, se devono diventare una opportunità di una sinergia perfetta tra pubblico e privato, tanto meglio, me ne faccio una ragione.

Maria Luisa Berti (Npr): Dobbiamo fare attenzione al fatto che non si avvino percorsi di speculazione urbanistica. Sarebbe opportuno evidenziare se a fronte di questa compensazione che riguarda privati ci sia comunque un conferimento di beni immobili ai quali viene attribuita una edificabilità che abbiano valore corrispondente a quello che viene tolto per questa compensazione. Sarebbe un esercizio utile a fugare questi dubbi che vengono palesati da parte dell’opposizione. Chiedo di avere questi dati e che vengano palesati gli indici di edificabilità.

Fernando Bindi (Rf): In Commissione c’era un clima di colpevolizzazione, perché dire qualcosa avrebbe significato essere contro l’impianto sportivo. L’impianto sportivo è un punto. L’altro punto è legato alla compensazione. Buffo che una cosa di questo genere venga presentato con una tavola che non ha nemmeno le curve di livello. Ci dobbiamo chiedere se questa mentalità deve continuare o si ha il coraggio di contrastarla. Mettiamo le cose a posto. Il campo sportivo va fatto e ormai l’impostazione della pratica è ancora quella della logica del passato. Va bene, non ci si può fare niente. Le aree produttive non sono giardini o parchi. Ma tra il non essere giardini ed essere uno squallora ce ne corre. I soldi non ci sono per compensare la trasformazione. Io ho il ricordo che si può anche documentare degli anni in cui si pagavano profumatamente anche i calanchi. Abbiamo perso il senso della comunità perché non ci siamo resi conto che pezzettino dopo pezzettino costruivamo un insieme che è una immagine poco bella. Se recuperassimo questo obiettivo non esamineremmo le pratiche ma qual è il modo migliore per utilizzare un bene prezioso e limitato in modo da lasciare a quelli dopo di noi una situazione non peggiore da quella che abbiamo ricevuto.

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Report del Consiglio Grande e Generale del 28 maggio – seduta pomeriggio https://www.dire.it/28-05-2020/466574-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-28-maggio-seduta-pomeriggio/ Thu, 28 May 2020 16:47:44 +0000 https://www.dire.it/?p=466574

La sintesi degli interventi

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La sintesi degli interventi
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La Commissione Consigliare Permanente Affari Costituzionali ed Istituzionali; Pubblica Amministrazione; Affari Interni, Protezione Civile, Rapporti con le Giunte di Castello; Giustizia; Istruzione, Cultura, Beni Culturali, Università e Ricerca Scientifica ha al centro la relazione del Segretario di Stato Andrea Belluzzi relativamente sulla riapertura di scuole e centri estivi. “Sugli edifici scolastici è iniziata una indagine di valutazione – premette il Segretario, dopo aver annunciato di aver firmato nella giornata di oggi apposito Decreto – e sono iniziati i primi interventi per rendere le aule fruibili in modo che le classi possano mantenere il distanziamento interpersonale tra gli studenti”. “Scuola media e superiori concluderanno con la didattica a distanza”. L’anno terminerà con “un esame in presenza basato su una prova orale” che si svolgerà in “aule di dimensioni adeguate” e “senza assembramenti”. Nel caso delle medie gli esami avranno inizio il 12 giugno, il 18 giugno per le superiori. Quanto ai nidi, “stiamo scrivendo le procedure in collaborazione con l’ISS per poterli riaprire al più tardi nel mese di luglio”. La scuola dell’infanzia dovrebbe invece ripartire indicativamente attorno all’8 giugno per concludersi entro la data prevista dal calendario originale. Tuttavia al momento le condizioni permettono di “accogliere in modalità sicura circa 450 bambini, circa la metà rispetto al numero complessivo”. “Nel caso in cui ci fossero più di 450 richieste di iscrizione – precisa il Segretario – si ricorrerà allo struemnto della graduatoria”, tenendo conto delle effettive esigenze delle famiglie e criteri quali “monoparentalità, entrambi i genitori lavoratori, appartenere all’ultimo anno della scuola dell’infanzia”. Per le scuole elementari si sta valutando la possibilità di organizzare “un momento di saluto” in presenza o “eventualmente un progetto” per i bambini che terminano il ciclo, previo “confronto con gli insegnanti”. Capitolo centri estivi: “andranno formati molti più nuclei rispetto agli anni precedenti”. L’apertura avverrà “non prima del 22 giugno”. Per quelli pubblici il “numero massimo sarà di 40 bambini” e “saremo in grado di garantire il servizio di refezione”, mentre “per i privati la procedura prevede la presentazione di un progetto che tenga conto del rapporto tra animatori e minori”. Belluzzi non nasconde infine che il capitolo più complesso sarà quello legato al trasporto scolastico.

Comma 2 – Aggiornamento del Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura sull’evoluzione degli scenari e delle prospettive individuate, così come disposto dall’Ordine del Giorno conclusivo sugli interventi messi in Atto dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19 e sulle “Linee Guida per la possibile riapertura delle Scuole”

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Andare a interpretare nell’emergenza le esigenze quotidiane non è un compito facile. Occorre riprendere questo compito ascoltando tutti. Ci sono necessità, opinioni, problemi ed esigenze. L’esercizio del dialogo nel riattivare questa funzione è una cosa particolarmente difficile. E’ già stato firmato oggi il Decreto che segna le modalità con cui concludere l’anno scolastico e segna la data di inizio degli esami di terza media e scuola superiore, indicando le modalità con cui devono essere tenuti gli esami e tutto ciò che è connesso. Vi do ora conto di quelle che sono le altre attività. L’Odg guarda sia al futuro immediato che al futuro un po’ più avanti nel tempo. Sugli edifici scolastici è iniziata una indagine di valutazione e sono iniziati i primi interventi per rendere le aule fruibili in modo che le classi possano mantenere il distanziamento interpersonale tra gli studenti. Stiamo andando avanti con la ricognizione e la ricerca di soluzioni di problemi. Il Decreto prevede anche di aumentare il numero di sezioni per la scuola media così da poter frazionare in caso di emergenza. Questa verifica è in corso quindi vi do solo atto di un lavoro che è in corso. Nel corso dell’estate è mia intenzione avviare un confronto con gli insegnanti su quelle che sono le modalità di fare scuola a settembre. Ci saranno delle procedure per garantire gli standard di sicurezza. Abbiamo un anno scolastico ancora da concludere. Scuola media e superiori concluderanno con la didattica a distanza e concluderanno con un esame in presenza con una prova orale. Non ci saranno assembramenti e modalità che possono compromettere la sicurezza. Le aule saranno di dimensioni adeguate. Per quello che riguarda i nidi ancora dobbiamo purtroppo stare fermi ma stiamo scrivendo le procedure in collaborazione con l’ISS per poterli riaprire al più tardi nel mese di luglio. Il che non significa riaprirli al 100 per cento. Bisognerà fare una riflessione per stabilire una scala di priorità partendo da chi più ha necessità del servizio. Questo può valere anche per la scuola dell’infanzia. Può accogliere in modalità sicura circa 450 bambini. Circa la metà rispetto a quello complessivo. Possiamo riaprire la scuola dell’infanzia già dal mese di giugno una volta terminate le indagini sierologiche a insegnanti e personale non docente. Rimangono fuori le scuole elementari. Lì abbiamo problemi più delicati. C’è un incrocio di diverse necessità. Uno dei problemi è il termine dell’anno scolastico. Ci sono bambini che terminano un ciclo ed è da febbraio che non vedono i compagni di scuola. Potrebbero non rivederli negli anni successivi. Possono avere delle problematiche di insicurezza e inadeguatezza per il ciclo scolastico successivo. Ci sono aspetti che riguardano la formazione dell’identità della persona. E’ importante confrontarsi anche con gli insegnanti per stabilire se può essere sufficiente una giornata o un progetto per sancire il passaggio ad un nuovo ciclo. Ci sono tanti bambini che terminano l’anno scolastico e non hanno questo problema ma per cui potrebbe essere prezioso un momento di saluto. Sui centri estivi ci sono delle problematiche speciali da affrontare e sostenere. La prima è la dimensione dei gruppi che deve essere incrociata con le fasce di età. Per gli animatori potrebbe essere più difficile gestire il gruppo. Per la riapertura non se ne parlerà prima del 22 giugno. Abbiamo prospettato diverse fasce di età con rapporti diversi tra animatori e bambini. Per quello che riguarda i centri estivi anche qui avremo probabilmente in funzione delle adesioni la necessità di formare molti più nuclei rispetto agli anni precedenti. Dovremo comunque prevedere un maggiore sforzo organizzativo. Gli edifici sono già stati tutti precettati. Si è iniziato a lavorare sulle superfici esterne per renderli fruibili. Questo sarà utile anche in caso di una piccola ripresa della scuola elementare. Per quelli pubblici saremo in grado di garantire il servizio di refezione. Dobbiamo ricordarci che la scuola è un servizio per la cittadinanza. Ho avuto e ricevuto sollecitazioni in un senso e nell’altro. Dobbiamo dircelo in maniera molto serena. Ci sono famiglie che richiedono che la scuola riapra. Le stesse sensibilità le hanno gli insegnanti. Vorrei che passasse il messaggio che ogni cosa che facciamo la facciamo nel rispetto di tutti. Quello del trasporto scolastico è un problema enorme. Se faremo la scuola in due turni – uno la mattina e uno il pomeriggio – ci saranno delle difficoltà.

Marika Montemaggi (Libera): Deve essere questo il luogo dove parliamo di un bene comune. Le ideologie e le squadre devono essere lasciate fuori per far prevalere un interesse più grande. Abbiamo già apprezzato la sensibilità dimostrata per aver riaperto la didattica per i ragazzi che hanno disabilità. Sicuramente era fondamentale. Il rapporto personale è fondamentale. Ci sono delle situazioni molto difficili da sostenere per le famiglie. Sono stati programmati interventi per allargare le aule. Vogliamo andare nella direzione di fare sì che tutti possano entrare a scuola? L’obiettivo è riaprtire a settembre ognuno dentro le proprie classi? Oppure una turnazione? Io vorrei che si ripartisse con tutti i nostri ragazzi nelle aule. Aspetto che mi ha lasciato perplessa. La scuola dell’infanzia può accogliere la metà dei bambini. Si farà una graduatoria? Sulla base di cosa? Quale può essere il metodo? Alcune famiglie resteranno fuori. Sui centri estivi. C’è questo mese di giugno che rimane molto una incognita. Sappiamo che ci sono centri estivi privati disponibili a collaborare. Potrebbe essere l’occasione per fare uno sforzo comune. Creare una collaborazione con chi può fornire servizi di questo tipo in maniera privata. E’ chiaro che bisogna arrivare a dare queste linee di indirizzo il prima possibile. Giugno è dopodomani. Si riesce a fare sì che a giugno le famiglie possano contare su una risposta concreta? Penso che quello di trovare strumenti di supporto alle famiglie sia un lavoro collegiale. Dai congedi parentali al supporto delle baby sitter. Se è vero che dobbiamo ripensare il nostro futuro lo dobbiamo fare tutti insieme.

Maria Katia Savoretti (Rf): Vorrei chiedere la data di conclusione dell’anno scolastico e se nel Decreto sono previste le materie dell’esame di Stato. In merito all’apertura dei centri estivi. E’ ovvio: i centri estivi non sono un parcheggio ma comunque sono importanti perché permettono alle famiglie che devono lavorare di avere un aiuto. L’apertura non prima del 22 giugno è una data che lascia scoperto il mese di giugno. Bisogna trovare delle soluzioni per sostenere quelle famiglie che non hanno alternative. Mi fa piacere ci sia una ricognozione sugli edifici. Facendo questa ricognizione saremo in grado di rispettare le distanze di sicurezza e fare una didattica in presenza che è sicuramente più completa. Attualmente gli edifici possono accogliere solo la metà dei bambini della scuola dell’infanzia. Vorrei chiedere le modalità in base a cui queste graduatorie verranno stilate. Lasciare indietro qualcuno non è bello. C’è questa possibilità di fare un progetto per quei bambini che stanno frequentando la quinta elementare o comunque un momento di conclusione dell’anno scolastico. Sicuramente la cosa più impegnativa sarà il trasporto scolastico.

Matteo Rossi (Npr): Mi è piaciuta molto la definizione di distanziamento interpersonale e non distanziamento sociale. E’ una questione tra persone non una spaccatura nella società. Bella questa terminologia. I nidi possono essere un’esigenza della famiglia che lavoro. In questo caso la base volontaria sia del tutto percorribile e quindi la priorità va individuata in chi ha maggiori esigenze. Per la scuola dell’infanzia: condivido l’aspetto che si possa partire con le attività seppur in un lasso di tempo relativamente breve perché si parla comunque di poco tempo. Anche per l’infanzia è importante sottlineare il passaggio di ciclo. E’ un bel gesto e credo che anche gli insegnanti potranno apprezzare questa iniziativa. Per quel che riguarda le scuole elementari: il discorso della priorità per chi termina il ciclo. Io ritengo che sia stata una iniziativa importante quella di mettere al centro l’insegnante e un appello è quello di lavorare per non creare spaccature tra categorie. Creare spaccature in questo caso non è utile. Chiedo al presidente Valentini se in una delle prossime sedute della Commissione si possono invitare degli insegnanti per ragionare insieme a loro. Per i centri estivi: ritengo che la data del 22 giugno possa essere una soluzione considerato l’attuale momento e la necessità di formare il personale che dovrà lavorare.

Guerrino Zanotti (Libera): Impensabile poter tirare fuori dal cilindro il modello perfetto per la ripresa scolastica. Non possiamo rincorrere modelli che abbiamo in altre realtà. Quello che ci deve guidare sono le necessità dei bambini in primo luogo. Chiediamo uno sforzo da parte del Governo di dare un supporto alle famiglie che non potranno usufruire di questi servizi. Non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista dell’elasticità, sopratutto nei riguardi delle donne che sono le più colpite.

Gloria Arcangeloni (Rete): A che punto è l’indagine sulle esigenze delle famiglie? Capiamo quante famiglie vogliono far rientrare i bambini nelle strutture. Ok le aperture: ma dovranno essere seguiti dei criteri che saranno dettati dall’emergenza che abbiamo alle spalle. Le graduatorie di cui parliamo: bisognerà stilare dei criteri. Quali saranno?

Daniela Giannoni (Rete): La mia domanda è relativa al tavolo di confronto salute-scuola. Qualsiasi bambino di quinta vorrebbe avere la possibilità di salutare gli insegnanti e i propri compagni. Ciò dipenderà dalla modalità con cui gli si potrà dare questa occasione. Poi una domanda più pratica che riguarda i centri estivi. Immagino ci sarà anche un numero massimo di bambini che possono partecipare al gruppo. Si pone il dubbio dell’economicità per il privato, considerando spese fisse e che non può avere delle economie di scala. Quindi le rette potrebbero essere piuttosto alte. Come pensiamo di gestire queste situazioni?

Mariella Mularoni (Pdcs): Siamo soddisfatti della proposta che è stata fatta oggi. Con questi provvedimenti vogliamo dare risposte alle famiglie che non possono più aspettare. Sarebbe auspicabile consetire le attività all’aperto già nel mese di giugno. Attendiamo vengano predisposti i protocolli di sicurezza da rispettare. Apprezziamo anche lo sforzo che si sta facendo per studiare un piano di riapertura delle scuole a settembre anche con modalità differenti. Già costituiti dei gruppi di lavoro. Importanti dialogo e confronto anche con le famiglie. Vogliamo lavorare in questa direzione.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Scuola dell’infanzia. Il concetto di graduatoria: si è deciso di seguire delle linee guida comuni a livello europeo. Nel caso in cui ci fossero più di 450 richieste di iscrizione. Prevediamo di poter essere operativi circa dall’8 giugno. Si terrà conto di monoparentalità, entrambi i genitori lavoratori, appartenere all’ultimo anno della scuola dell’infanzia. La delibera dà la facoltà di fare una delibera con le linee guida per i centri estivi. Verrà emessa nel prossimo Congresso di Stato di modo che se quelli privati sono confacenti alle linee guida potranno già aprire. E’ descritto il rapporto bambini animatori. Numero massimo di 40 per centri estivi pubblici. Per i privati la procedura prevede la presentazione di un progetto. Per quello che riguarda gli esami si tratta di un colloquio su tutte le materie. Gli esami avranno inizio dal 12. Per le scuole superiori dal 18 con una calendarizzazione. Per i centri estivi pubblici cercheremo di avere gruppi il più frazionati possibili. Il trasporto scolastico nella fase dell’emergenza è un punto di debolezza. Facciamo i conti con quello che è il nostro contesto. Ogni Paese presenta il suo progetto in base alla diffusione del virus e alla sua situazione economica. Dovremo sopperire con l’elasticità che dovrà avere il datore di lavoro pubblico privato per permettere alle famiglie di sopperire alle carenze del trasporto. Per quanto riguarda la colonia di Pinarella. Ci sono state le autorizzazioni per poterla riaprire da parte delle autorità italiane. Ho posto la questione e lunedì ne parleremo in Congresso. Nel momento in cui non si potrà dare una risposta a tutti, mi chiedo se il criterio temporale è quello più opportuno oppure se siano necessari criteri più opportuni.

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Report del Consiglio Grande e Generale del 26 maggio – seduta pomeriggio https://www.dire.it/28-05-2020/466186-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-26-maggio-seduta-pomeriggio/ Thu, 28 May 2020 08:12:31 +0000 https://www.dire.it/?p=466186

I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono alle 19 con il Comma Comunicazioni.

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I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono alle 19 con il Comma Comunicazioni.
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I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono alle 19 con il Comma Comunicazioni. A tenere banco è ancora una volta polemica sulle affermazioni rilasciate dal dirigente del tribunale. “Il ruolo esercitato deve essere supportato da un comportamento adeguato: il che non significa censura ma rispetto della nostra Costituzione” afferma Francesco Mussoni (Pdcs). Viene posto in votazione l’ordine del giorno della maggioranza con cui si dà mandato al Congresso Grande e Generale di invitare “dirigenti e funzionari della Repubblica ad ogni livello a tenere in debito conto nello svolgimento della loro attività dell’importanza del ruolo ricoperto che dovrebbe essere improntato al recepimento del benessere di San Marino”. “Nel momento in cui la Repubblica decide di servirsi di persone che hanno una chiara fama e possono prendere posizione nel dibattito italiano perché ne hanno l’autorevolezza, io credo che non dovremmo avere un tono censorio” dice Nicola Renzi (Rf). “Ci vuole il rispetto dei ruoli e delle istituzioni” afferma Gian Matteo Zeppa (Rete). “Se si può condividere il principio della cautela nelle dichiarazioni pubbliche rilasciate da funzionari e dirigenti, è importante chiarire alcuni aspetti per avere una visione più ampia” dice Eva Guidi, annunciando l’astensione del gruppo di Libera. L’Odg viene approvato dall’Aula. I lavori proseguono quindi oltre le ore 20.
Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 1 – Comunicazioni
Francesco Mussoni (Pdcs): La prima valutazione che mi viene da fare: lavoriamo velocemente ad un progetto Paese di prospettiva e visione perché non abbiamo tempo da perdere. Dobbiamo costruirlo con le parti sociali e la politica e non avere paura di agire e intervenire nei vari settori con una visione semplificata. E’ una priorità che emergerà dirompente nelle prossime settimane. Dobbiamo fare questo sforzo. Abbiamo vissuto degli anni complessi: pensiamo al periodo blacklist dal 2010 al 2011. Non ci può essere una ripresa immediata. E’ un tema di priorità nazionale. Collegato a questo è emerso anche un altro tema, quello della giustizia in senso lato. Il tema della delicatezza delle dichiarazioni che chi riveste ruoli pubblici e istituzionali deve avere nel comportarsi per rispetto al giuramento fatto alla Repubblica. Serve una separazione nell’ambito della giustizia rispetto a quelli che sono gli interlocutori e i protagonisti nell’ambito della giustizia. Il ruolo esercitato deve essere supportato da un comportamento che non significa censura ma rispetto della nostra Costituzione. Sono temi su cui anche la maggioranza deve esprimere un orientamento costruttivo e di richiesta di eventuali comportamenti. Sono anche temi legati alla nostra credibilità e reputazione e ai rapporti istituzionali internazionali. Credo che dobbiamo in qualche modo evidenziare questa delicatezza e questo tatto nelle interlocuzioni.
Votazione Ordine del giorno maggioranza
Nicola Renzi (Rf): Vorrei fare qualche riflessione per dire come questo ordine del giorno a nostro avviso non è giusto. Mai come in questo momento mi sembra di vedere un fortissimo scollamento di quest’Aula consigliare rispetto alle esigenze del Paese. Io vedo che i rapporti con l’Italia non sono migliorati rispetto a quando li abbiamo lasciati. Se è vero che la politica estera è messa in difficoltà dall’interno del Paese, mi aspetterei che chi è deputato a presiedere la nostra politica estera venga qua e ce lo dica. Non voglio assolutamente personalizzare la discussione e la voglia invece tenere generale facendo un discorso esclusivamente di carattere generale che valga erga omnes. Chiedo sinceramente perché si ragioni esclusivamente a compartimenti stagni ponendo l’attenzione solo ed esclusivamente sul terzo settore su ciò che alcune persone fanno. Questo non ci fa bene. Nel momento in cui la Repubblica decide di servirsi di persone che hanno una chiara fama e possono prendere posizione nel dibattito italiano perché ne hanno l’autorevolezza, io credo che non dovremmo avere un tono censorio.
Gian Matteo Zeppa (Rete): Il consigliere Renzi, quando dice che non ci sono rapporti con l’Italia, dimentica forse che durante il Covid è stato fatto un accordo di mutuo soccorso. Qualcuno mi ha preceduto durante il dibattito. Ci vuole il rispetto dei ruoli e delle istituzioni. Nel momento in cui si giura si giura sullo Stato di San Marino. E’ un incipit che non può venire a mancare. Non è che non ci sono rapporti con l’Italia. Nell’ultima Commissione Esteri è stato firmato un Odg con cui ci si impegna a trovare rapporti che prima non c’erano e verificare la possibilità di organizzare un incontro con la Commissione Affari Esteri italiana. Pleonastico dire che il Movimento Rete voterà a favore di questo ordine del giorno.
Francesco Mussoni (Pdcs): Definire barboncini al servizio del premier i parlamentari italiani non è un esercizio di scienza, ma una presa di posizione. Se, quando dici questo hai un ruolo istituzionale per un Paese, evidentemente ti sei dimenticato di averlo. Quanto più alto il ruolo a livello istituzionale, tanto più occorre prudenza.
Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): Non dobbiamo essere dei censori e infatti non siamo dei censori. Si chiede soltanto di cercare con le proprie capacità e le proprie potenzialità che dirigenti e funzionari di questa Repubblica portino il loro contributo a migliorare e rendere più fattivi e collaborativi i rapporti tra le varie istituzioni.
Eva Guidi (Libera): Il gruppo di Libera ha preso atto di tutti i vari aspetti che sono stati affrontati e sottolineati durante il dibattito. Si raccomanda massima attenzione ai rapporti che il nostro Stato ha a tutti i livello con interlocutori nazionali e internazionali. Condividiamo questo principio. Non abbiamo ritenuto opportune certe dichiarazioni che trascendono i termini della critica politica. Questo Odg condivisibile nei principi richiedono delle risposte che facciano chiarezza su alcuni punti. Vogliamo mettere l’accento sul fatto che possa venire garantito un diritto al contradditorio. Se si può condividere il principio della cautela nelle dichiarazioni pubbliche rilasciate da funzionari e dirigenti, è importante chiarire alcuni aspetti per avere una visione più ampia. Per questo dichiaramo la nostra posizione di astensione.
Gian Nicola Berti (Npr): L’ordine del giorno è asettico e non è indirizzato nei confronti di nessuna persona specifica. Se si indossa una toga forse si hanno dei dover molto amplificati e dovremmo invitare chi non ha questo rispetto nei confronti delle istituzioni nostre e di altri Stati ad abbassare i toni. Forse l’ex Segretario Renzi non si rende conto del contesto. Credo sia importante ricordare la lettera del 1° marzo del presidente Mattarella in cui ci manifesta il suo sostegno e la sua solidarietà. Se cerchiamo di fare in modo che i rapporti ottimi non vengano lesi da persone, credo sia doveroso da parte nostra richiamare certe persone ad avere il massimo rispetto. Doveri ambivalenti di rispetto che l’Italia ci concede sempre sistematicamente. Abbiamo una grossa emergenza che deriva dall’amministrazione della giustizia.

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Nella seduta mattutina del Consiglio Grande e Generale si conclude la discussione sui Decreti Delegati e i Decreti Legge con la ratifica del Decreto – Legge n.68 del 3 maggio scorso.

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Nella seduta mattutina del Consiglio Grande e Generale si conclude la discussione sui Decreti Delegati e i Decreti Legge con la ratifica del Decreto – Legge n.68 del 3 maggio scorso. Il dibattito si sofferma in particolar modo sulle proposte di Libera per l’introduzione di una Smac Card turistica e sull’esenzione per l’occupazione di suolo pubblico da parte degli operatori economici. Il Segretario di Stato Federico Pedini apre alla prima ipotesi, anche se in modalità differenti rispetto a quanto prospettato da Libera, e assicura che l’esecutivo è già al lavoro per la definizione del progetto. Quanto all’occupazione di suolo pubblico, “sono già state approvate due delibere. Una per l’occupazione di suolo pubblico dalle 10 alle 24 per bar e ristoranti. Questa possibilità viene data gratuitamente”. Una possibilità che si intende estendere anche ai “commercianti del centro storico”. Tuttavia, precisa il Segretario, “non vogliamo fare in modo che questo meccanismo porti alla nascita di bazar. Ci saranno dunque delle verifiche”. Inoltre sarà “assolutamente vietato esporre delle armi: non voglio trasformare la Repubblica di San Marino in una armeria a cielo aperto”.

Si torna quindi nuovamente al Comma 1, relativo alle Comunicazioni, e si riaccende la polemica sulle affermazioni del dirigente del tribunale, già andata in scena nelle precedenti sedute. Il professor Guzzetta “non ha tenuto conto che nel parlare aveva addosso anche un’altra casacca, quella del nostro Paese” afferma il Segretario di Stato Andrea Belluzzi. Rincara la dose Denise Bronzetti (Npr): Non possiamo più accettare un tribunale che al suo interno ha degli scontri notevoli. E’ nostro dovere fare in modo che queste situazioni abbiano a finire”. Giovanni Zonzini (Rete) dà lettura di un Odg con cui si dà mandato al Congresso Grande e Generale di invitare “dirigenti e funzionari della Repubblica ad ogni livello a tenere in debito conto nello svolgimento della loro attività dell’importanza del ruolo ricoperto che dovrebbe essere improntato al recepimento del benessere di San Marino”. Da parte di Giuseppe Maria Morganti (Libera) arrivano critiche a un “Decreto che entra a gamba tesa sulla libertà di informazione e con cui si vieta la diffusione di dati in difformità da quelli già diffusi dall’ISS”. Morganti parla di “effetto intimidatorio” e fa un parallelismo con “la situazione dell’Ungheria”.

Di seguito una sintesi degli interventi

 

Comma 2: Ratifica Decreti Delegati e Decreti – Legge

RATIFICA Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.68 – Disposizioni per un graduale allentamento delle misure restrittive conseguenti all’emergenza sanitaria da COVID-19

Art.3

Art. 3 sexies

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Con questo emendamento si chiede di intervenire garantendo spazi più ampi agli operatori e quindi mantenendo meglio il distanziamento. La proposta è di esentare dal pagamento della tassa di suolo pubblico.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Sono già state approvate due delibere. Una per l’occupazione di suolo pubblico dalle 10 alle 24 per bar e ristoranti. Questa possibilità viene data gratuitamente. Abbiamo dato delle aree che fino adesso non erano mai state concesse. Una parte del cantone della funivia, ad esempio. Vorrò vedere che l’utilizzo del suolo pubblico sia fatto con il giusto decoro. Stiamo valutando di ampliare queste aree. Per quanto riguarda il settore del commercio era stato richiesto di dare la possibilità agli esercenti con locali al di sotto dei 40 metri. Non vogliamo fare in modo che questo meccanismo porti però alla nascita di bazar. Assolutamente vietato esporre in quell’area le armi. Non voglio trasformare la Repubblica di San Marino in una armeria a cielo aperto. Anche su questo fronte siamo già intervenuti con una verifica costante di un mantenimento di un decoro del centro storico e della zona Unesco.

Giuseppe Maria Morganti: Ringrazio il Segretario Pedini perché oggettivamente ha detto delle cose molto interessanti. Finalmente quest’Aula è stata messa a conoscenza di alcuni passaggi che condivido in pieno. In particolare l’idea di poter usare il suolo pubblico anche da parte degli esercizi commerciali. Siamo d’accordo anche sulle limitazioni per le armi.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Non facciamo nulla contro la legge. La nostra metodologia era già stata applicata l’anno scorso dal Segretario Michelotti. Non ci vuole una norma specifica in questo, ma si va chiaramente in deroga attraverso una delibera. Ribadisco che si tratta di una possibilità gratuita.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Io mi riferivo al fatto che si abolisse la tassa di occupazione di suolo pubblico.

Comma 1 – Comunicazioni

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Intervengo per dare una comunicazione doverosa sul tema della scuola. Giovedì prossimo farò un riferimento: fino a quel momento voglio riservarmi di comunicare in quella sede quelle che potrebbero essere delle possibili decisioni. E’ una forma di rispetto non anticipare le cose fino a quel momento. Il consigliere Bindi ha invocato una sensibilità sul fronte della scuola che condivido e che cercherò di portare avanti. Come membro di Governo vorrei sottolineare una cosa sul tema dei rifiuti. Sospendere la raccolta porta a porta non significa buttare al macero anni di battaglia sul riciclo dei rifiuti. Anche da parte dei membri di opposizione ho ascoltato una giusta autocritica e un grido di allarme insieme a una preoccupazione che condivido. Il riciclo è un percorso che dobbiamo perfezionare. Forse non abbiamo lavorato per perfezionare questo percorso. Bisogna trovare le soluzioni migliori e i percorsi più agevoli per coinvolgere i cittadini. Un’ultima considerazione: quando facevo il tirocinio come avvocato, gli avvocati più illustri ricordavano spesso che i migliori ambasciatori del nostro Paese sono stati proprio i magistrati. Abbiamo una interlocuzione diretta con il Governo italiano: se abbiamo bisogno del testo di un progetto di legge, possiamo fare da soli, grazie. Chi ha accettato un incarico di natura politica – il professor Guzzetta ha detto sì a due politici, non a due magistrati, non c’è nulla di compromettente. Non ha tenuto conto che nel parlare lui aveva addosso anche un’altra casacca, quella del nostro Paese.

Emanuele Santi (Rete): Credo che in questa situazione le dichiarazioni espresse da un’altra istituzione dello Stato rappresentino un problema di opportunità. Non meravigliamoci se l’Italia sotto certi aspetti non ci dà udienza. In questo momento è necessario mantenere un equilibrio istituzionale e tenere conto del ruolo che quella persona va a ricoprire. Su questi comportamenti bisogna mantenere un profilo adatto che non vada a compromettere i buoni rapporti di vicinato che abbiamo tutta la necessità di portare avanti. Un’altra riflessione sul tema caldo dei rifiuti. Doveroso portare il discorso sui binari giusti. Noi come Commissione Sanità abbiamo fatto un ordine del giorno dando mandato di fare un audit sull’analisi costi/benefici della gestione dei rifiuti. Vogliamo sapere in concreto come stanno le cose. Sarebbe interessante capire a 360 gradi l’attuale situazione. Secondo aspetto: ripristinare il ruolo di AASS come gestore pubblico dei rifiuti. Questo è molto ben specificato nell’ODG. Noi ci siamo dati degli obiettivi. Obiettivi che già da anni avremmo dovuto cercare di ottenere. Tra gli obiettivi c’è quello del trattamento autonomo dei rifiuti quindi tutto quello che riguarda l’organico. Noi non vogliamo tornare ai bidoni. La nostra idea è quella di isole ecologiche vere e tariffa corrispettiva puntuale. Sono aumentati i trasporti verso l’inceneritore e quindi anche i costi e su questa cosa dobbiamo fare chiarezza. Non dobbiamo vedere la questione solo come un costo. Tutta la strategia sui rifiuti va rivista e va fatta una riflessione seria per dare un futuro più pulito al nostro Paese.

Denise Bronzetti (Npr): In una fase come questo il nostro Paese deve usare tutte le sue capacità e tutti i suoi canali per cercare di porsi al di fuori dei propri dando un’immagine di Paese pronto a rilanciare la propria economia, a farsi sentire. Mi chiedo come non si possa considerare la politica estera come un fatto non strategico a cui non dare importanza soprattutto quando la politica estera viene messa in difficoltà e discussione proprio al nostro interno. Mi riferisco alle dichiarazioni fatte dal dirigente del nostro tribunale. Ho condiviso l’intervento del Segretario Belluzzi. C’erano delle situazioni di incompatibilità a lui riferite rispetto ai ruoli precedentemente ricoperti. Quella serietà che si è ricercata manca ancora all’interno del tribunale. Un problema lamentato da tutti gli operatori della giustizia. Mi chiedo come possiamo presentare il nostro Paese al di fuori dei confini come capace di attirare capitali quando qualunque imprenditore che si avvicina allo Stato ha ancora dei dubbi sul funzionamento del tribunale. Un tribunale che al suo interno ha degli scontri notevoli che non possiamo più accettare e tollerare. E’ nostro dovere fare in modo che queste situazioni all’interno del tribunale abbiano a finire. In pericolo ci sono le nostre istituzioni e il rapporto con altri Paesi. Mi auguro uno sforzo di onestà intellettuale e si prendano le distanze da questo tipo di atteggiamento.

Giovanni Zonzini (Rete): La collega Bronzetti ha detto una grande verità sul nostro Paese, ovvero che il tribunale non funziona. Dopo l’intervento del Segretario Ugolini, il dirigente Guzzetta ha inoltrato una nota rivolta al Congresso di Stato che abbiamo ricevuto anche tutti noi consiglieri. Per capire quali sono le dichiarazioni di Guzzetta, egli paragona il Parlamento a un canile dove ci sono dei barboncini a cui Conte tira un osso. Il professor Guzzetta rappresenta con le sue parole un potere del nostro Stato. Prendo le distanze dalle sue dichiarazioni che possono mettere in imbarazzo il nostro Paese. Affermazioni ed esternazioni che definire inopportune è decisamente un eufemismo. Sono affermazioni dannose per la credibilità di San Marino. Vorrei leggere un Odg firmato dalle forze di maggioranza dicendo che questo Odg si riferisce anche a persone interne alla diplomazia e va a riprendere l’ultimo intervento del compianto consigliere Terenzi. Considerata l’importanza che ha sempre rivestito il rapporto di amicizia con l’Italia, ritenuto evidente il peso anche politico rilasciate da parte di dirigenti e funzionari o diplomatici della Repubblica di San Marino, ascoltati i rilievi del Segretario di Stato, il Consiglio Grande e Generale invita i dirigenti e funzionari della Repubblica ad ogni livello a tenere in debito conto nello svolgimento della loro attività dell’importanza del ruolo ricoperto che dovrebbe essere improntato al recepimento del benessere di San Marino.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Nelle more dei provvedimenti sul Coronavirus il Governo è attivo nell’unica azione che gli stia veramente a cuore: smantellare quanto fatto dal Governo precedente. Si pensi alla sostituzione forzata di figure che potevano rappresentare una continuità, alla marcia indietro su raccolta porta a porta, San Marino Bio, fino ad accanimenti contro chi ha avuto ruoli nella precedente legislatura. Non emergono ancora politiche proiettate verso il futuro ma timidi tentativo di reperire risorse, come tagli lineari e decurtamenti delle pensioni. Si giunge così all’ennesimo decreto che entra a gamba tesa sulla libertà di informazione in cui si vieta la diffusione di dati in difformità da quelli già diffusi dall’ISS. Per i trasgressori si prevede una sanzione pari a mille euro elevata dall’ISS che diventa così simile a un organo di Polizia. Un provvedimento molto simile a quello che abbiamo visto in Ungheria. L’effetto intimidatorio a San Marino non è da meno. Una deriva che continua anche in un altro campo e mina uno dei principi fondamentali della nostra Repubblica: l’universitalità della cura. Si fanno pagare esami che dovrebbero essere universalmente riconosciuti e induce al silenzio chi avesse la sfortuna di ritrovarsi positivo al virus. Anche a me non sono piaciute alcune affermazioni del dirigente Guzzetta. Non è possibile che un’intera sessione consigliare venga trasformata in un j’accuse nei confronti di una singola persona. Così si trasforma il dibattito democratico in una sorta di ostracismo.

Giancarlo Venturini (Pdcs): Il consigliere Morganti ha accusato l’attuale maggioranza di forzature nell’ambito della giustizia. Qui non c’è nessuna forzatura. Bisogna fare mente locale sulle scelte errate e sbagliate compiute nella precedente legislatura a cominciare dalla Commissione Affari Giustizia. E’ iniziato uno scontro improprio sul tema della giustizia a cui dobbiamo porre termine quanto prima. Queste sono le considerazioni. Se le forzature ci sono state, sono state allora. Oggi stiamo cercando di recuperare e sistema una situazione e di riconsegnare a questo Paese una magistratura che sia autonomia e indipendente. Queste sono le considerazioni che credo sia opportuno fare non quelle della demagogia. Credo che le dichiarazioni del dirigente del tribunale sono totalmente fuori luogo. A mio avviso è incomprensibile anche il tono delle sue dichiarazioni nelle note che sono pervenute ai consiglieri. Incomprensibili ed ingiustificabile.

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Report del Consiglio Grande e Generale del 22 maggio – seduta del pomeriggio https://www.dire.it/23-05-2020/464356-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-22-maggio-seduta-del-pomeriggio/ Sat, 23 May 2020 15:59:50 +0000 https://www.dire.it/?p=464356

Nella seduta del Consiglio Grande e Generale del pomeriggio prosegue al Comma 2 il dibattito sul Decreto - Legge 3 maggio 2020 n.67

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Nella seduta del Consiglio Grande e Generale del pomeriggio prosegue al Comma 2 il dibattito sul Decreto - Legge 3 maggio 2020 n.67
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Nella seduta del Consiglio Grande e Generale del pomeriggio prosegue al Comma 2 il dibattito sul Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.67. Dopo il confronto andato in scena durante la mattinata sul mercato del lavoro, il dibattito si focalizza sull’articolo 5, relativo alla ritenuta straordinaria sulle pensioni per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Da una parte Rf chiede l’abrograzione dell’articolo. “L’aspetto politico è che si va ancora una volta ad agire con dei tagli. E’ una logica che ritengo sbagliata: si va in questo modo a dare un messaggio errato al territorio” afferma Andrea Zafferani (Rf) secondo il quale il contributo andrebbe calcolato “sulla base di quanto è stato versato e quanto si sta percependo”. Guerrino Zanotti (Libera) chiede invece di “non tenere in considerazione come unico parametro l’importo della pensione” ma anche “la situazione del nucleo familiare”. L’esecutivo chiude però la porta agli emendamenti della minoranza. Sono ritenute di solidarietà che abbiamo richiesto ad una parte che non era stata per nulla toccata dai provvedimenti – chiarisce il Segretario di Stato Roberto Ciavatta -. L’introito complessivo è di poco superiore a 1 milione e 200mila euro. “Come Paese – aggiunge poi – abbiamo la necessità di fare una revisione completa delle pensioni”. Da parte di Libera arrivano poi tre emendamenti aggiuntivi. Il primo riguarda la creazione di bond di solidarietà per i cittadini sammarinesi, “di duurata non inferiore ai 10 anni, cedola annuale e un premio di fedeltà pari al 2% allo scadere del prestito” spiega Marika Montemaggi (Libera). Il Segretario di Stato Roberto Ciavatta si dice non contrario alla misura, “ma sono necessari approfondimenti”. Mentre il Segretario di Stato Marco Gatti anticipa che il tema sarà oggetto di valutazione in fase di assestamento di bilancio. Un secondo emendamento riguarda invece interventi sulla Smac Card, quale l’accredito per tutta la durata dell’emergenza di stipendi e trattamenti previdenziali fino al 20% dell’importo netto. Proposta che però non convince l’esecutivo. Al termine del dibattito il Decreto viene messo in ratifica.

I lavori proseguono quindi con la ratifica del Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.68 – “Disposizioni per un graduale allentamento delle misure restrittive conseguenti all’emergenza sanitaria da COVID-19”. “Abbiamo visto nel corso dei mesi un susseguirsi di una serie di posizioni che hanno creato una confusione notevole nella popolazione. Chi ha suggerito queste disposizioni che sono state cambiate in maniera così ravvicinata creando confusione ai cittadini?” domanda Andrea Zafferani (Rf). “Abbiamo modellato sempre tutto in funzione di quelli che erano i cambiamenti in materia sanitaria” osserva il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini. “Ogni Decreto è stato accompagnato da una valutazione con il gruppo di coordinamento sulla emergenza”. Via libera quindi a un emendamento della maggioranza che va ad equiparare scuole di danza e ballo agli sport, togliendole dall’elenco dei luoghi in cui non è possibile svolgere attività e consentendone di fatto la riapertura. Spazio quindi a Libera, che propone un pacchetto di misure per il sostegno al turismo, il quale d’ora in avanti – dice Giuseppe Maria Morganti (Libera) – dovrà avere “una dimensione più locale con una proposta più approfondita e legata ai valori che il territorio riesce ad esprimere”. Viene proposta anzitutto la gratuità per musei, monumenti, mezzi pubblici e parcheggi. Contrari maggioranza e Governo. “Ogni provvedimento che viene fatto deve avere una sostenibilità nel bilancio. Così non si eliminano i costi fissi ma si va comunque a togliere un incasso allo Stato” fa notare Emanuele Santi (Rete). La gratuità dei musei non convince Paolo Rondelli (Rete): “La cultura ha un valore”. “Ora siamo al pane e all’acqua. Dobbiamo ripensare da capo il turismo” è l’appello di Miriam Farinelli (Rf). Alle 20 i lavori vengono sospesi.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 2: Ratifica Decreti Delegati e Decreti – Legge

Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.67 – Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell’emergenza economica causata da COVID-19

Art 3

Marika Montemaggi (Libera): Alcuni interventi sono stati rassicuranti, altri interventi hanno avallato la scelta politica di andare verso un sistema protezionista. Lungi da noi fare distinzioni tra lavoratori di serie A e serie B. Anche le imprese devono poter contare su una serie di misure anziché decidere di chiudere e aprire fuori di qui. Le aziende storiche possono reggere il colpo, ma anche le piccole-medie potrebbero avantaggiarsi e trovare vantaggio in una situazione diversa da questa. Non ho ben capito l’orientamento del Governo in fase di prospettiva a prescindere dal Covid.

Nicola Renzi (Rf): Qualche considerazione nel merito. Ho sentito sinceramente molta retorica negli interventi circa i lavoratori frontalieri piuttosto che i lavoratori sammarinesi. Credo una cosa. I lavoratori, quando lavorano, sono tutti uguali. Dobbiamo rivolgere l’attenzione al fatto che quanti più sammarinesi possibili siano occupati. Come facciamo? La risposta è creare maggiori opportunità di lavoro. Molte aziende di San Marino possono essere un esempio in questo.

Francesco Mussoni (Pdcs): Interveniamo a sostegno e siamo convitissimi della validità del provvedimento che il Governo ha voluto inserire. In un momento di emergenza nazionale il Governo ha il dovere di introdurre norme che possono consentire la regolazione dei flussi occupazionali del mercato del lavoro. Non a caso la validità è temporanea. Questo non significa derogare a un principio liberale o di apertura del mercato. D’altra parte non significa nemmeno che il Governo tornerà alla vecchia norma perché mi auguro che nel frattempo si pensi a una riforma e a una serie di interventi che consentano al Paese di fare una riflessione.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: In Aula si è avvertita una certa strumentalizzazione politica. E’ chiaro che si tratta di un provvedimento straordinario per guadagnare tempo. E’ noto che ho sempre sostenuto poco questo provvedimento ma non mi sono mosso sulla base di considerazioni personali, ma sulla base di un programma di Governo, in cui c’è scritto che noi avremmo sicuramente portato nel tempo la riforma del mercato del lavoro. Il Covid ha evidenziato ancora di più delle debolezze che dobbiamo risolvere. C’è una necessità di Paese.

Art.4

Sara Conti (Rf): Nell’ottica di non ampliare troppo gli effetti dei tagli abbiamo aumentato le percentuali indicate nell’articolo 4 comma 2.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Un emendamento che modifica tutto l’impianto sulle aliquote percentuali della cassa integrazione. Un lavoro lungo frutto di mediazione con i sindacati e le associazioni di categoria. Nel momento in cui abbiamo abbassato l’aliquota abbiamo allungato il tempo, cercando di svolgere il lavoro con un occhio di riguardo per lavoratori, imprese e casse dello Stato. Ritengo che la proposta non possa essere accolta.

Andrea Zafferani (Rf): La grande massa di lavoratori che oggi sono in Cig, 8mila persone si è saputo, parte di queste domani finirà purtroppo disoccupata, dovrebbero nonostante questo riuscire a mantenere una capacità di spesa il più possibile alta. Qui sta l’errore. Allungare il periodo del percepimento dei sussidi è giusto in una fase in cui la disoccupazione potrebbero durare un po’ più del solito.

Sara Conti (Rf): Un taglio eccessivo non farà altro che inasprire una situazione difficile in cui molti lavoratori si trovano, peggiorando l’intero quadro economico.

Art 5.

Andrea Zafferani (Rf): L’aspetto politico è che si va ancora una volta ad agire con dei tagli. Siamo sulla stessa logica di cui parlavo prima. E’ una logica che ritengo sbagliata: si va in questo modo a dare un messaggio molto sbagliato al territorio. Avremmo potuto cercare di evitare questo provvedimento con le proposte che abbiamo fatto. Tutti i Paesi stanno portando avanti la linea di evitare tagli e preservare la capacità di spesa delle persone. Il messaggio che si dà è molto negativo per recuperare davvero poco. Chiedo anche di sapere quale dovrebbe essere la cifra che si punta ragionevolmente a raccogliere col provvedimento. C’è anche un emendamento modificativo su come calcolare il contributo di solidarietà ed è quello di calcolarlo sulla base di quanto ha versato e quanto sta percependo. In questo momento il sistema pensionistico garantisce pensioni più alte rispetto a quanto un pensionato ha guadagnato.

Guerrino Zanotti (Libera): Vogliamo fare una proposta più equa. Quelllo di non tenere come unico parametro quello dell’importo della pensione. La pensione si colloca in una situazione familiare variegata. Ciascun titolare di pensione presenta una situazione familiare diversa per la presenza di minori, disabili, etc, rendendo non equa l’applicazione di una aliquota che tiene esclusivamente conto dell’ammontare della pensione. Sollecitiamo il Governo affinché si possa arrivare alla discussione delle modalità di applicazione anche su questioni come questa che riteniamo dare risultati più aderenti alla realtà dei pensionati.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Uno di quegli articoli che nessuno è contento di presentare. Ovvio che si può discutere quanto vogliamo sulle percentuali. Non c’è una valutazione di tipo scientifico. C’è una trattativa. La percentuale introdotta come proposta dal Governo era ritenuta aggiuntiva a quelle già esistenti del 30 per cento per due mesi. Perché il 30 per cento è stato tolto ad altre categorie. I pensionati erano l’unico reddito che non aveva avuto forme di taglio, ritenevamo fosse necessario mettere tutti sullo stesso piano. Sapete qual è la differenza tra quello proposto in questo decreto e la proposta di Rf? Circa 1 euro al mese. Sono ritenute di solidarietà che abbiamo richiesto ad una parte che non era stata per nulla toccata. L’introito è di poco superiore a 1 milione e 200mila euro. Comprendo gli emendamenti di Libera, sono di buon senso ma difficilmente applicabili in una fase di questo tipo, bisogna tenere conto anche di un altro elemento, quello del tenore di vita magari risultando a reddito 0. Per rispondere a Rf: chi sarebbero i più colpiti? Gli anziani e coloro che hanno pensioni molto alte.

Andrea Zafferani (Rf): L’Ice deve diventare la stella polare delle politiche fiscali di questo Paese. Le pensioni basse vanno salvaguardate a prescindere dalla differenza tra quanto versato e quanto percepito. La nostra proposta resta quella di non fare tagli. Quello che andiamo a percepire è una inezia rispetto alle necessità che ci sarebbero e il messaggio è negativo.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Come Paese abbiamo la necessità di fare una revisione completa delle pensioni. Non è vero che non c’è una progressività. Un ultimo elemento: stiamo garantendo le pensioni fino a 1.500 euro. Siamo intervenuti sulla cassa integrazione con una garanzia sopra i 500 euro. Stiamo intervenendo con un atteggiamento di grande favore nei confronti dei pensionati proprio perché ci rendiamo conto della loro centralità.

Marika Montemaggi (Libera): Avremo sicuramente la necessità di fare un debito estero. Sarebbe opportuno fare un ragionamento interno che vuole essere una proposta affinché i nostri cittadini sammarinesi possano acquistare questi bond emessi dalle banche sammarinesi. Durata non inferiore ai 10 anni, cedola annuale e un premio di fedeltà pari al 2% allo scadere del prestito. Per le persone fisiche, premio pari allo 0,5 nel caso in cui la cedola venga pagata tramite accredito su Smac Card.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Faccio una considerazione di massima. Ritengo che sia difficile introdurre in un decreto senza un approfondimento decreti di questi naturali. Non sono contrario a priori personalmente a bond dedicati che potrebbero agevolare i piccoli risparmiatori. Non abbiamo la libertà di muovere queste somma dalle banche: si tratta di un elemento tecnico che richiede degli approfondimenti. Credo che ci sia la massima disponibilità da parte della Segreteria di Stato alle Finanze a svolgere questi approfondimenti. Sono già attivi dei percorsi che potrebbero andare in questa direzione.

Alessandro Bevitori (Libera): Si tratterebbe di una sorta di recovery bond sammarinese. Durante l’emergenza i sammarinesi hanno dimostrato una fortissima solidarietà. Sarebbe uno strumento che andrebbe incontro a chi vuole investire i propri risparmi sostenendo la liquidità dello Stato. Questo è uno strumento per attunare la portata del debito estero.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Il Segretario è stato chiaro e ha detto che l’idea non è scartabile. Ha anche però parlato di difficoltà del sistema bancario, difficoltà che c’erano già prima. Nella prossima sessione consigliare ci sarà la prima lettura dell’assestamento di bilancio e dunque avremo la possibilità di approfondire queste tematiche. Bisogna tenere a mente le difficoltà del sistema sammarinese. Non neghiamo la bontà dell’emendamento, ma bisognerebbe riuscire a estrapolare ciò che è passato dalla realtà odierna.

Emanuele Santi (Rete): Sicuramente noi avremo bisogno di un finanziamento importante nei prossimi mesi che non dovrà essere un finanziamento unico ma da più prestatori. Perché non prevede anche un finanziamento rispetto ai titoli che potrebbero sottoscrivere i risparmiatori sammarinesi?

Marika Montemaggi (Libera): Io penso che possa essere interessante e mi fa piacere che ci sia anche da parte della maggioranza questa apertura. Magari il Segretario alle Finanze ci può già dare delle valutazioni e magari possiamo anche lavorarci insieme. Ribadisco l’aspetto propositivo dell’emendamento.

Segretario di Stato Marco Gatti: C’è un aspetto che dal mio punto di vista va considerato. Stiamo lavorando a un provvedimento di legge sui certificati fiscali. Può essere un altro strumento. Bisognerebbe far sì che queste cose siano collegate tra loro perché così rischieremmo di creare una penalizzazione. Per essere attrattivo il bond dovrebbe cercare di raccogliere al suo interno tutte le specifiche possibili. Io chiederei il ritiro perché ne parleremo nella variazione di bilancio.

RATIFICA Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.68 – Disposizioni per un graduale allentamento delle misure restrittive conseguenti all’emergenza sanitaria da COVID-19

Andrea Zafferani (Rf): Credo che qualche considerazione di carattere generale sia opportuna. Mi piacerebbe capire chi si è occupato del tema dell’allentamento delle misure restrittive. Abbiamo visto nel corso dei mesi un susseguirsi di una serie di posizioni che hanno creato una confusione notevole nella popolazione. Non tanto per come sono state gestite, ma per come sono state smentite. In tutti i decreti che si sono succeduti c’è stata successivamente una errata corrige. Chi ha suggerito materialmente queste disposizioni che sono state cambiate in maniera così ravvicinata nel corso del tempo creando confusione ai cittadini? Ho trovato positivo che abbiamo fatto la scelta di accelerare sulle riaperture: io sono d’accordo. Questa confusione genera costi per gli operatori. Pensare che sia un dettaglio dettarle in un modo e poi cambiarle in poco tempo è una leggerezza. Per questo vorrei capire chi ha coadiuvato il Congresso nel mettere in campo queste regole. In sede di dibattito suggerirei di avere un atteggiamento non lassista ma comprensivo nei confronti delle attività economiche chee devono avere a che fare con queste disposizioni. Dobbiamo avere un atteggiamento di accompagnato delle realtà economiche verso una realtà che sarà diversa da quella di prima.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): C’è il tema relativo alle proposte specifiche per il settore più duramente colpito dalla crisi sanitaria: il turismo. Libera propone una serie di interventi selezionati per generare quegli stimoli che possano intervenire sulle nuove modalità del turismo. Un turismo che passa dalla ricerca della lunga distanza e del carattere internazionale e a una dimensione più locale con una proposta più approfondita e legata ai valori che il territorio riesce ad esprimere. E’ necessario che i tempi dell’attività parlamentare diventino molto più rapidi rispetto a quella che è l’azione del Governo. Questo è un limite che nessuna democrazia può permettersi soprattutto un piccolo Stato come il nostro.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Rispondo alle perplessità del consigliere Zafferani. La difficoltà maggiore è stata non fare delle corrette programmazioni: chiunque di noi sa benissimo di cosa il Paese aveva bisogno in quel preciso momento di emergenza. Come Congresso di Stato abbiamo sempre affermato che ogni Decreto dovesse essere accompagnato da una valutazione con il gruppo di coordinamento sulla emergenza sanitaria. E’ questo il lavoro che abbiamo sempre condotto e la filosofia che abbiamo adottato. Scrivere misure straordinarie su circostanze di carattere ordinario. Faccio fatica a comprendere come lei Zafferani continui a parlare come se avessimo fatto qualsiasi cosa non nell’interesse della cittadinanza. Abbiamo modellato sempre tutto in funzione di quelli che erano i cambiamenti in materia sanitaria. Nella fase di 20 giorni abbiamo modellato lo stesso provvedimento più volte perché le cose sono cambiate più volte. Come potevano non rimodulare i parametri?

Andrea Zafferani (Rf): Vorrei solo sottolineare due aspetti. Immagino che voi Segretario vi siate impegnati nel fare il meglio per le attività economiche. Magari i risultati sono stati problematici, non lo dico solo io.

Art.1

Andrea Zafferani (Rf): Il primo emendamento è solo un aspetto formale. Non capisco come un emendamento sammarinese possa sospendere eventi all’estero.

Gaetano Troina (Domani – Motus): L’intento dell’emendamento presentato dai gruppi di maggioranza è molto chiaro. Con questa proposta si prevede l’eliminazione dei luoghi chiusi ma aperti al pubblico delle scuole di ballo. In questo modo si va ad equiparare scuole di ballo e scuole di danza alle attività sportive. Una disparità di trattamento che ci proponiamo di sanare.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Sul secondo emendamento di Rf sono in difficoltà: cosa si intende nello specifico?

Andrea Zafferani (Rf): Il tema è questo. L’elenco include attività molto diverse tra loro. Alcune di queste potrebbero in astratto rispettare le disposizioni sanitarie. Se io sono in grado di rispettare le prescrizioni dell’allegato 1 e di dimostrarlo, dovrei avere la possibilità di aprire.

Sara Conti (Rf): Se bar e ristoranti sono aperti, perché un pub non può tenere aperto se dimostra che è in grado di far rispettare le regole sul distanziamento e quelle sanitarie?

Art 3

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Libera ha presentato un pacchetto di proposte per il turismo. Le prime tre riguardano la possibilità di effettuare una offerta molto forte che possa stimolare il turismo che potremo andare a conquistare ovvero il turismo locale, regionale, italiano, il quale sarà molto esigente. San Marino è al centro di un territorio che ha la capacità di esprimere delle grandissime potenzialità. Cosa fare? La prima proposta è la gratuità dell’accesso a musei, monumenti, mezzi pubblici e parcheggi. Ovviamente il tutto deve essere fatto in sicurezza.

Segretario di Stato Fabio Righi: Si sta lavorando su un piano di rilancio e sono iniziative che devono trovare casa in altri provvedimenti che hanno finalità diverse. Sono aspetti che permettono allo Stato di incassare qualcosa. Verrà preso in considerazione come rendere appetibile la Repubblica, ma mi chiedo come si possa pensare che queste attività possano essere gratuite in un momento come questo.

Guerrino Zanotti (Libera): In un momento così difficile, con la quasi certezza che il turismo riprenderà molto lentamente, dispiacere verdere che venga liquidita così questa richiesta. Ci può essere anche una via di mezzo dove si può pensare a delle agevolazioni molto forti.

Emanuele Santi (Rete): Ogni provvedimento che viene fatto deve avere una sostenibilità nel bilancio. Così non si eliminano i costi fissi ma si va comunque a togliere un incasso allo Stato. Privarsi di quel poco che potrebbe entrare sarebbe un errore.

Alessandro Bevitori (Libera): Anche un bambino capisce che questi potrebbero essere elementi da usare in una campagna mediatica. Tenete conto che gente porta gente. Questo dobbiamo fare: far parlare di San Marino.

Segretario di Stato Fabio Righi: Non ho liquidato la proposta. Ho detto che non è questo il contesto. I turisti devono poter apprezzare un museo perché è bello non perché è gratuito. Meritiamo una proposta turistica di livello.

Paolo Rondelli (Rete): Io ho lasciato gli Istituti Culturali a fine 2017 con una entrata nei musei di 950mila euro. Concluso la nuova convenzione sulla bigliettazione, con un rientro nelle casse dello Stato del deposito cauzionale di una grossa cifra. Totale: una cifra tra un milione e un milione e mezzo di euro. A fronte dei sacrifici chiesti ai cittadini, lasciare lì quei soldi: la mia coscienza mi dice di no. Poi c’è un aspetto etico. La cultura ha un valore. Dobbiamo fare capire che la cultura ha un valore. Buttare un emendamento di questo genere in questo ambito non è la cosa migliore. Posso comunque comprendere quale è la base che anima i proponenti.

Miriam Farinelli (Rf): Sono d’accordo con il collega Rondelli. Quello che ha detto va bene in situazioni normali e floride. Ora siamo al pane e all’acqua. Dobbiamo ripensare da capo il turismo. Vanno trovate misure che facilitino la risalita dei turisti a San Marino.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Qual è la proposta che state facendo per il turismo della Repubblica di San Marino? Ad oggi non c’è nessuna proposta. Ci dite che questi provvedimenti non sono ammissibili. Questo milione di euro non ci sarà perché non ci saranno i 2 milioni di visitatori che arriveranno in Repubblica. Se la nostra proposta non va bene, ci volete dire qual è l’alternativa?

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Report del Consiglio Grande e Generale del 22 maggio – seduta del mattino https://www.dire.it/23-05-2020/464363-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-22-maggio-seduta-del-mattino/ Sat, 23 May 2020 15:50:00 +0000 https://www.dire.it/?p=464363

I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dall'esame dell'articolato del Decreto – Legge n.67 del 3 maggio 2020: “Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell'emergenza economica causata dal Covid-19”

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I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dall'esame dell'articolato del Decreto – Legge n.67 del 3 maggio 2020: “Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell'emergenza economica causata dal Covid-19”
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I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dall’esame dell’articolato del Decreto – Legge n.67 del 3 maggio 2020: “Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell’emergenza economica causata dal Covid-19”. Ad accendere la discussione è anzitutto l’articolo 2, con le opposizioni che sollevano dubbi sulla penalità del 15% per il datore di lavoro che non ottemperi all’obbligo al pagamento dell’indennità di integrazione salariale (non applicabile nel caso in cui non vi sia la disponibilità su conti correnti personali o aziendali) e sulla procedura per la verifica dell’insussistanza della disponibilità tramite verifica bancaria in deroga alle norme sulla riservatezza. “Abbiamo ritenuto di far prevalare il concetto politico rispetto a quello giuridico – afferma il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini – per tutelare maggiormente i lavoratori in una situazione emergenziale”. Su quest’ultimo punto, in particolar, dopo alcuni minuti di sospensione, maggioranza e opposizione riescono a trovare la quadra attraverso una modifica – precisa Alessandro Scarano (Pdcs) – che va “a tutelare il principio dell’autonomia perfetta”.

Toni accesi anche sull’Articolo 3 (“Misure straordinarie a tutela dell’occupazione interna”), con Libera e Rf che chiedono l’abrogazione di una norma che va verso “il superamento della liberalizzazione del mercato del lavoro”. Nicola Renzi (Rf) parla di “revanscismo e revisionismo”. “Questa è una visione assolutamente illiberale” aggiunge. “Non possiamo tollerare il fatto che a casa stiano 1.200 sammarinesi” replica il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini il quale invita Renzi a “venire a guardare negli occhi i sammarinesi licenziati”. “Se essere illiberale vorrà dire una tutela maggiore nei confronti delle famiglie sammarinesi – conclude – allora sarò illiberale”. “Non mi stupisce che una forza conservatrice voglia tornare al passato, al controllo dei dipendenti da parte del Congresso di Stato” afferma Rossano Fabbri (Libera). Giuseppe Maria Morganti (Libera) ricorda che “quella norma ha dato la possibilità di essere assunti senza passare attraverso le forche caudine della Commissione lavoro”. “Il diritto al lavoro – è la posizione di Andrea Zafferani (Rf) – si garantisce non ponendo obblighi alle imprese ma creando un sistema che permetta loro di investire sul territorio e creare occupazione”. “Non si tratta di un progetto di legge, ma di un decreto legato al Covid-19” precisa Gian Matteo Zeppa (Rete). “E’ una norma che serve a creare una forma di recinto per alcuni mesi durante i quali ci saranno valutazioni diverse – dice Francesco Mussoni (Pdcs) -. Sosteniamo l’intervento consapevoli che si tratta di una norma transitoria e temporanea”. Eva Guidi (Libera) teme tuttavia che “ci si possa nascondere dietro la situazione dell’emergenza per fare interventi che difficilmente potrebbero essere portati avanti”. Alle 12.30 i lavori vengono sospesi.



Di seguito una sintesi degli interventi

 

Comma 2: Ratifica Decreti Delegati e Decreti – Legge

Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.67 – Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell’emergenza economica causata da COVID-19

Maria Katia Savoretti (Rf): Più volte come opposizione abbiamo chiesto di condividere con noi le scelte più importanti. Questo è stato fatto in diverse occasioni. Mai da parte del Governo questo atteggiamento c’è stato. Opposizione ha tutto il diritto di esercitare nell’Aula il compito che il mandato consigliare gli affida. In questo momento quello che sta facendo l’opposizione è una critica e le critiche devono essere viste come costruttive. Non si vuole annullare ciò che è stato fatto. Sappiamo tutti che ci troviamo in un momento difficile. Siamo sempre stati all’oscuro di quello che veniva fatto.

Art.1

Nicola Renzi (Rf): Chiediamo che la misura di integrazione salariale concessa sia del 75%. Le somme dovute a titolo di retribuzione non possono essere inferiori a 900 euro anziché 500. E’ ciò che avevamo già proposto in fase di ratifica del decreto 62. Aumenta la percentuale di retribuzione salariale. A nostro avviso abbiamo detto quelli che possono essere gli strumenti per reperire internamente ed esterne le risorse.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Emendamento molto semplice. Si è generato un problema di forma: dobbiamo correggere l’articolo 1 nel titolo. Solo un emendamento di correzione. Portare di nuovo a quelle percentuali, in una fase ancora più complicata della pandemia, chiaramente non è sostenibile nella logica di una proiezione. La logica è quella di conquistare del tempo per affrontare i mesi più difficili post-Covid e procedere con l’attività di recupero finanziaria mantenendo l’equilibrio rispetto alle condizioni dei lavoratori.

Andrea Zafferani (Rf): Noi abbiamo previsto di prevedere il ritorno della cassa integrazione all’importo normale superato il trimestre. Ovvero che il 30 giugno questo articolo cessi di avere efficacia e si torni alle percentuali standard.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Il fatto di aver portato misure di tutela al 31 dicembre, andando ben oltre i mesi della legge ordinaria, è perché dobbiamo rispondere alla tutela delle persone. Ritengo non ricevibili gli emendamenti.

Andrea Zafferani (Rf): La proposta è di tornare alla normalità non di eliminare la cassa integrazione.

Art.2

Marika Monttemaggi (Libera): L’indennità viene erogata già dall’ISS. Però il datore di lavoro ha questa penalità. Pensiamo che come hanno fatto realtà fuori dalla nostra se vogliamo aiutare le imprese dovremmo cercare di evitare di far sobbarcare alle imprese ulteriori sanzioni. Se andiamo a controllare in deroga rispetto alla materia della riservatezza bancaria, facciamo qualcosa di non coerente con il periodo di difficoltà che stiamo vivendo. Dovremmo essere più disponibili e comprensivi rispetto alle aziende.

Andrea Zafferani (Rf): In questa fase di difficoltà la CIG dovrebbe poter essere erogata dall’ISS senza applicazione di penalità. Ad oggi come noto il datore di lavoro deve anticipare l’importo della cassa integrazione potendosi rivalere sui contributi dei lavoratori: l’uscita però c’è subito e non tutti riesconoa farvi fronte. Il comma 4 non dovrebbe esserci secondo il nostro punto di vista e ne proponiamo l’abrogazione.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Noi facciamo in modo che le regole non si stravolgano. Se uno dimostra di non riuscire a far fronte agli impegni nei confronti dei propri dipendenti e non avere un aggravio, io credo che sia agevolante. Se voi ritenete che il rischio è di non tutelare le imprese e l’ISS, è come dire mettersi delle pezze sugli occhi. L’ISS non può fare da banca in tutte le situazioni e in maniera incondizionata.. Come azienda devo dimostrare di non potere accedere a delle risorse per assolvere ai miei obblighi.

Alessandro Bevitori (Libera): Lodevole il principio di voler sgravare l’azienda da un aggravio. Però Segretario la devo correggere: non è lo Stato che fa da banca all’azienda, ma l’azienda che fa da banca allo Stato. Quel pagamento è di competenza dell’ISS. Chiedere i conti correnti personali dei soci: si sta creando un pericoloso precedente. Non è una cosa grave di per sé. Però per chi ci guarda dall’esterno, vedere che un Paese con un decreto d’emergenza, andando a scavalcare l’aspetto patrimoniale dei soci, non è una bella cosa.

Nicola Renzi (Rf): Il Governo stabilisce un aggravvio e dice come evitarlo. Ma il ‘se’ è talmente grande, che purtroppo l’opinione che si potrebbe fare a primo colpo d’occhio è che tutti questi strumenti di protezione creati siano stati ingegnati in maniera talmente complessa da essere inapplicabili.

Alessandro Scarano (Pdcs): In merito alle considerazioni espresse dai colleghi. Si può fare una integrazione per cercare di andare incontro in qualche modo alla norma del diritto societario.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Alcune considerazioni. Ovviamente come in ogni trattativa con le parti è stato al centro dell’attenzione del dibattito per almeno due settimane. Gli elementi sono questi. La Cassa integrazione guadagni è finanziata dalla Cassa ammortizzatori sociali che è stata usata negli ultimi dieci anni per mascherare le perdite dell’ISS. Quella Cassa non c’è più. Abbiamo versamente contributivi per 9 milioni di euro al mese. Se non stabiliamo che ci sono dei limiti nella fruizione, e diciamo anche se non paghi ci pensiamo noi, avremmo la certezza che nessuna azienda versi il pagamento da qui al 31/12. Mancano milioni di euro che avete usato per coprire i buchi di bilancio dell’ISS. Non possiamo far finta che non avete mascherato per anni i conti dell’ISS.

Andrea Zafferani (Rf): La cassa di compensazione è un’altra cosa. E’ stata usata per non caricare di ulteriori oneri il datore di lavoro e i suoi dipendenti. Diciamo le cose come stanno, Segretario. Il fondo ammortizzatori è stato usato solo per gli ammortizzatori. Se lei dice Segretario che le risorse non bastano, possiamo fare dei ragionamenti. Non si può dire che il fondo ammortizzatori sociali è stato usato per altre cose. Quello che noi proponiamo è che i datori di lavoratori possano non pagare la Cig non che non debbano più pagare i contributi.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Sentire dire che abbiamo violato stati di diritto o di stato liberale, mi piacerebbe aprire intere parentesi. Sapete benissimo che anche io conosco il concetto di separazione tra patrimonio personale e societario. Qui c’entra solamente la tutela e l’equilibrio del Paese per rispondere a determinate esigenze, abbiamo adottato una misura straordinaria per chi dichiara di non essere nella possibilità liquida di pagare. Chiedo un minuto per trovare la soluzione migliore al punto 4 dove si parla della società di capitali.

La seduta viene sospesa per alcuni minuti.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Ci siamo confrontati. Purtroppo però se vogliamo rispondere ad una circostanza emergenziale, credo che in questo momento debba prevalere il concetto politico. Comprendiamo benissimo la sostanziale differenza tra concetto giuridico e politico, ma in questo momento vi chiediamo di far prevalere il concetto politico nei confronti delle persone che hanno davvero bisogno.

Marika Montemaggi (Libera): Almeno è stata fatta chiarezza su un concetto che è molto pericoloso. Una cosa che vista dall’esterno è molto pericolosa. E’ una differenza tecnica sostanziale. I fondi degli ammortizzatori sociali sono segregati, hanno una loro destinazione, sono stati usati al massimo per pagare i deficit dei fondi, non si può dire che sono stati usati per pagare i deficit dell’ISS, spero di avere capito male.

Andrea Zafferani (Rf): Mi ero illuso si potesse trovare una soluzione che ci potesse consentire di preservare le regole del diritto societario, così non è stato. Andiamo a superare il principio di separazione tra patrimonio dei soci e patrimonio della società.

Penalità del 15% per il datore di lavoro che non ottemperi all’obbligo al pagamento dell’indennità di integrazione salariale (non applicabile nel caso in cui non vi sia la disponibilità su conti correnti personali o aziendali). Procedere alla verifica dell’insussistanza della disponibilità tramite verifica bancaria in deroga alle norme sulla riservatezza.

Superamento della liberalizzazione del mercato del lavoro

sono sospese le procedure per l’assunzione nominativa di personale non iscritto alle liste di avviamento al lavoro

Alessandro Scarano (Pdcs): Abbiamo cercato una soluzione. Quello che dice il Segretario di Stato è una sacrosanta verità. Il meccanismo della cassa integrazione si può prestare ad abusi. Questo deve essere un elemento da valutare e non può andare in contrasto con un principio generale del diritto societario. Si potrebbe prevedere una riformulazione del Comma 4. Andiamo a togliere una verifica sul conto corrente personale e del socio persona fisica. Così andiamo a tutelare il principio dell’autonomia perfetta.

La seduta viene sospesa per alcuni minuti

Stefano Giualinelli (Pdcs): Abbiamo accolto il rilievo fatto dall’opposizione sul tema dell’autonomia perfetta e del capitale dei soci.

Rossano Fabbri (Libera): Opportuno sottolineare la bontà del lavoro fatto da maggioranza e opposizione. Sintomo di grande intelligenza da parte del Governo tornare sui propri passi e correggere una discrasia. E’ evidente quali erano le finalità.

Nicola Renzi (Rf): Grazie alla presentazione degli emendamenti da parte dell’opposizione è stato possibile trovare una quadra su una impostazione politica. Ringrazio quei consiglieri della maggioranza che hanno voluto prestare ascolto e suggerire al Governo di conformarsi alla soluzione.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: L’Aula prevale sempre: il concetto politico rimane sempre ma viene alleggerito.

Art 3

Marika Montemaggi (Libera): L’articolo 3 è una scelta politica che non condividiano che va a superare la liberalizzazione del mercato del lavoro. Tutti condividiamo il principio della tutela dell’occupazione interna, ma questo tipo di misura per molte aziende è sicuramente problematico. Dare di nuovo la discrezionalità alla Commissione è un passaggio che non va fatto in questo momento.

Nicola Renzi (Rf): E’ uno degli interventi macroscopici. E’ indubbiamente una visione politica. Una visione di società, di come una persona intende il lavoro. Io credo che sia profondamente non utile per il nostro Paese. C’è una forte di revanscismo e revisionismo. OSLA ha ricordato più volte quanti passi indietro faccia fare questa norma rispetto alla libertà di impresa. Questa è una visione assolutamente illiberale.

Gaetano Troina (Domani – Motus Liberi): Con questo emendamento si afferma che la sospensione si applica sulle richieste presentate a partire dall’entrata in vigore del decreto-legge con esclusione nei riguardi di amministratori e soci di società, personale stagionale già assunto in anni precedenti, eventuale distacco o trasferimento di dipendenti all’interno della società del gruppo.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Vado subito a rispondere alle considerazioni del collega Renzi. La normativa risponde ancora di più a una emergenza di carattere nazionale e guarda ancora di più alla tutela dei lavoratori del nostro Paese. Faccio fatica a digerire le sue affermazioni, Renzi. Una norma che nel 2018-19 ha avuto una esposizione verso l’alto di un numero come il 70% dei nuovi occupanti. Lo ritengo difficile da comprendere. Se lei vuole venire a partecipare alle mobilità che dal periodo posto Covid, a guardare negli occhi dei sammarinesi in prevalenza licenziati, perché a quel punto la scelta tra un lavoratore frontaliero assunto con stipendi bassissimi e un sammarinese con stipendi più alti, la scelta dell’azienda è quella di lasciare a casa il sammarinese per più dell’80 per cento. Se questo è illiberale, allora sarò illiberale se vorrà dire una tutela maggiore nei confronti delle famiglie sammarinesi. Non possiamo tollerare il fatto che a casa stiano 1.200 sammarinesi. Mantenere un concetto come il 4 e mezzo per cento è assolutamente ripudiante.

Rossano Fabbri (Libera): Non mi stupisce che una forza conservatrice voglia tornare al passato, al controllo dei dipendenti da parte del Congresso di Stato, incentrando la normativa sulla discrezionalità della Commissione. C’è un ritorno al passato con il Congresso di Stato che torna ad essere egemone. Noi siamo per uno Stato garante delle regole del gioco dell’economia. Lo Stato deve mettere un’azienda nelle condizioni di potere assumere chi ritiene essere più utile per l’azienda stessa. Ci sono altri metodi per raggiungere quello che dice lei Segretario.

Alessandro Bevitori (Libera): Il principio prima i sammarinesi è sacrosanto. Perché non tutelarci? Il vero problema è che lei Segretario sta facendo un torto ai sammarinesi. Oggi con questo provvedimento vorrà dire che l’azienda sammarinese, se avrà difficoltà e non sarà competitiva, l’azienda non aprirà e ci saranno quindi meno assunzioni. La prego Segretario di non fare della demagogia. Noi abbiamo regolarizzato coloro che lavoravano in nero. Questo è un vantaggio per tutti.

Marika Montemaggi (Libera): Il rischio è di tornare ad essere ingessati in passaggi burocratici come un ritorno alla Commissione lavoro dove c’è per forza una discrezionalità. In questa emergenza Covid ciò che ha fatto leva è stata la necessità di garantire la mobilità dei lavoratori.

Iro Belluzzi (Npr): Trasferire tutto all’interno della Commissione del lavoro non è la soluzione, mi auguro si possa trovare una soluzione sinergica nel coadiuvare anche quei percorsi formativi affinché i sammarinesi possano essere inseriti con maggiore facilità in ruoli che non possono essere coperti. In questa fase di emergenza si è intervenuti più rapidamente per raggiungere l’obiettivo della salvaguardia dei lavoratori.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Da un lato bisogna essere in linea con i diritti, dall’altro non bisogna dimenticare i rapporti con gli altri Paesi. Non dimentichiamo la battaglia che è stata fatta sui frontalieri che ha dato la possibilità di essere assunti senza passare attraverso le forche caudine della Commissione lavoro. Questo ha permesso di regolarizzare tantissimo lavoro nero. Non dimentichiamo che nella fase pre-Covid il nostro settore industriale ha registrato tassi di crescita importanti grazie anche al provvedimento fatto sul mondo del lavoro che favoriva le aziende.

Sara Conti (Rf): Se ho capito bene l’intenzione del consigliere Lonfernini è di portare avanti questa impostazione ben al di là del decreto sul Covid. Questa posizione farebbe fare un passo indietro al nostro Paese. Non sottovalutate gli effetti di un intervento protezionistico che va a limitare la libertà degli operatori della nostra Repubblica. Manteniamo una visione a 360 gradi.

Andrea Zafferani (Rf): Sono da sempre convinto di una cosa. Il diritto al lavoro si garantisce non ponendo obblighi alle imprese ma creando un sistema che permetta loro di investire sul territorio e creare occupazione. C’è stato un aumento dei lavoratori: significa 2,5 milioni di tasse in più ogni anno e milioni di contributi in più ogni anno. Se un sistema non garantisce la libertà economica, cosa scontata in tutto il mondo, gli investimenti si riducono e ci rimettono anche i sammarinesi perché i posti di lavoro si riducono.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Qui si tratta di fare delle scelte in un momento in cui i lavoratori sammarinesi pagano le conseguenze più gravi di questa emergenza. Il mercato del lavoro è sempre stato molto difficile a San Marino. Dire che i lavoratori sono carne da macello per accordi di vario tipo è una cosa che fa accapponare la pelle. Anche realtà limitrofe hanno avuto una situazione simile alla nostra e quelle realtà fanno discorsi di tutela dei lavoratori. Non si tratta di un progetto di legge, ma di un decreto legato al Covid-19.

Francesco Mussoni (Pdcs): E’ una norma che serve a creare una forma di recinto per alcuni mesi durante i quali ci saranno valutazioni diverse. Non è una norma che vuole cambiare completamente un’impostazione di un sistema. Non vogliamo chiudere il sistema ai frontalieri. L’obiettivo è quello di monitorare e tenere controllata la disoccupazione interna. Non è una norma vita natural durante, ma è stato dato un termine rispetto a una situazione che avrà sicuramente degli effetti negativi. Sosteniamo l’intervento consapevoli che si tratta di una norma transitoria e temporanea.

Michele Muratori (Libera): Rincuorato dalle parole del Pdcs che ci ha detto che si tratta di una norma transitoria. Con questa normativa tuttavia stiamo ingessando il mercato del lavoro con l’introduzione di commissioni discrezionali e tempistiche elefantiache. Questi tempi dilatati creano ulteriori problemi all’interno del mercato del lavoro. Se resta circoscritta al breve periodo noi non facciamo problemi.

Giovanni Zonzini (Rete): La temporalità dei provvedimenti non è scritta in una nota a margine, ma è esplicitata chiaramente all’articolo 1. Orribile parlare dei lavoratori frontalieri come se fossero un ammasso di carne informe da buttare sul piatto delle trattative con Regioni limitrofe e l’Italia.

Eva Guidi (Libera): Permetteti di avere qualche dubbio e chiedere chiarimenti che ritengo doverosi. Mi viene spontaneo pensare che per questo e altri provvedimenti ci si possa nascondere dietro la situazione dell’emergenza per fare interventi che difficilmente potrebbero essere portati avanti. E’ un chiarimento che mi sento di chiedere al Segretario perché sarebbe in controtedenza rispetto a quanto affermato ora in Aula. Non si può derubricare tutto sotto la voce Covid-19.

Gerardo Giovagnoli (Npr): Concordo con quello che ha detto il nostro Segretario al lavoro. I dati che ci danno sono dati su cui ogni sammarinese dovrebbe riflettere. Vero che sono stati portati svariati milioni nelle Casse dello Stato, ma non si tiene conto di cosa vengono a costare per le casse dello Stato i mille dipendenti sammarinesi in mobilità. Cosa vogliamo, che i sammarinesi vadano alla Caritas perché abbiamo assunto mille frontalieri? Vorrei che a dicembre questa norma venga riguardata e ripresa in modo da tutelare le nostre famiglie.

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La seduta del Consiglio Grande e Generale si apre con il messaggio di cordoglio dell'Ecc. Reggenza per l'improvvisa scomparsa del consigliere Gianfranco Terenzi

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La seduta del Consiglio Grande e Generale si apre con il messaggio di cordoglio dell'Ecc. Reggenza per l'improvvisa scomparsa del consigliere Gianfranco Terenzi
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“Con grande tristezza apriamo questa seduta consigliare, addolorati e colpiti dall’improvvisa e tragica scomparsa del consigliere Gianfranco Terenzi. Con lui scompare un indubbio protagonista della vita politica della nostra Repubblica. Entrò in Consiglio per la prima volta nel 1978, da allora ben dieci legislature lo hanno visto attivo ed impegnato. Ha ricoperto la suprema magistratura per quattro volte. Ha svolto ruoli di spiccato rilievo in moltissimi altri organismi nazionali ed internazionali. Non sarà facile abituarci all’idea che la sua presenza non vivacizzerà più il dibattito nell’Aula. Così come non sarà facile abituarsi alla sua assenza per tutte le realtà che lo hanno visto protagonista, vivace, dinamico ed entusiasta. Tante le attestazioni arrivate anche da fuori confine. Ciò che ha sempre distinto Gianfranco è stato il profondo attaccamento alla nostra Repubblica. Un uomo operoso, fotografia della generazione del fare fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese. Vogliamo ricordarlo così: sempre pronto a nuove sfide e nuovi viaggio, uno spirito indomito, ironico e saggio”. Tutte le forze politiche e il Congresso di Stato si accodano al cordoglio espresso dalla Ecc. Reggenza.

I lavori riprendono quindi dal Comma 2: Ratifica Decreti Delegati e Decreti – Legge, in particolar modo dal “Decreto – Legge 21 aprile 2020 n.63”. All’art. 7 viene accolto un emendamento modificativo di Libera che, per quanto riguarda i piani di ammortamento, prevede la “decadenza del piano stesso dopo tre mesi di insoluti e non due”. Via libera anche ai tre emendamenti del Governo (Comma 2bis, 4, 6). Si passa quindi all’art.8 Rf presenta un emendamento con il quale, spiega Andrea Zafferani, “proponiamo di riconoscere un credito di imposta pari al 100 per cento del canone di locazione relativo a marzo, aprile e maggio 2020 per le attività che hanno registrato una contrazione del fatturato del 60%”. “Non siamo d’accordo per varie ragioni – è la risposta del Segretario di Stato Marco Gatti -. Abbiamo fatto la detrazione solo per chi non ha utilizzato per nulla la sede. E’ un criterio oggettivo. Usare le percentuali diventerebbe difficoltoso in materia di controlli”. Passa un emendamento della maggioranza che stabilisce “che il mancato pagamento dei canoni marzo-settembre 2020 non costituisce causa di risoluzione del contratto qualora sanato entro il 31 marzo 2021”. Semaforo verde per un emendamento modificativo dell’art.13 presentato dalla maggioranza il quale stabilisce il seguente principio: “E’ ammessa la partecipazione di imprese estere, se in forma di ATI o in consorzio con imprese sammarinesi, purché queste ultime possano garantire con la forza lavoro alle loro dipendenze all’esecuzione almeno del 50% dell’opera, ai procedimenti di selezione già pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto – legge e non ancora definiti mediante la stipula del contratto”. Si prosegue con il dibattito su Art.19 e 20. “La volontà del Governo è di non gravare con oneri fiscali su prestiti che sono a sostegno delle famiglie e delle imprese” spiega il Segretario di Stato Marco Gatti introducendo gli emendamenti dell’esecutivo. All’art.20, Rf propone un emendamento che “mira ad aumentare al 100% la garanzia dello Stato” nei confronti delle aziende. “E’ stata una scelta politica non fare la copertura al 100 per cento” che mira a creare “una responsabilizzazione” risponde Gatti. Accolto, infine, un emendamento aggiuntivo del Governo, il quale introduce un credito di imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro nella misura del 50% fino a un tetto massimo di 10mila euro. Al termine del dibattito viene ratificato il Decreto – Legge 21 aprile 2020 n.63.

 

Inizia quindi il dibattito sul Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.67. “Ci sono politiche di isolamento e di chiusura su noi stessi che qualcuno vuole portare avanti e che si vedono anche in questo decreto. Per fare da soli continuiamo a tagliare, tagliare, tagliare senza una visione complessiva” è l’affondo di Nicola Renzi (Rf). Alessandro Bevitori (Libera) si dice preoccupato per “il ritorno alla vecchia Commissione del lavoro che creava molte difficoltà ad una azienda”. Rincara la dose Luca Boschi (Libera): “In questi decreti manca il sostegno all’economia e l’iniezione di liquidità”. “Trovo pretestuose e prive di fondamento le critiche fatte al Governo circa le iniezioni di liquidità” commenta Giovanni Zonzini (Rete). “L’equilibrio finanziario dello Stato era fragile prima del Coronavirus, garantendo appena le spese correnti e non consentendo ampi margini di manovra”. “Siamo riusciti con una logica di equlibrio a guardare alla tutela dei lavoratori e delle imprese” spiega il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini. Gli interventi messi in campo non sono serviti “a costruire “la fase di rilancio, ma per affrontare una emergenza” che non ha precedenti “dal Dopoguerra ad oggi”. Non manca un rimprovero all’opposizione. Sbagliato “usare termini come ‘ritorno al passato’, avendo sostenuto provvedimenti come la tassa del 4 e mezzo per cento nei confronti delle fasce da tutelare”. E ancora: “dire che abbiamo bloccato la possibilità di ripartire, non comprendendo che quello che abbiamo fatto in questi mesi serve a conquistare del tempo”. “Ci sono delle valutazioni che oggi comunque non possono non prendere in considerazione il concetto di equità” osserva Marika Montemaggi (Libera).“Non mi sarei mai sognato di strumentalizzare politicamente una pandemia per ricostruire una credibilità politica persa in anni di Governo” attacca Gian Matteo Zeppa (Rete). “Non è stata una politica dei tagli ma una politica di sopravvivenza” rimarca il Segretario di Stato Fabio Righi.

Di seguito una sintesi degli interventi

Francesco Mussoni (Pdcs): Un ringraziamento per il segno di cordoglio che il consigliere e amico Terenzi ha ricevuto dalla Reggenza, dall’Aula consigliare e dal Paese tutto. Difficile sintetizzare in poche parole un uomo. Un uomo delle istituzioni sammarinesi, un uomo che ha sempre voluto portare il proprio paese all’esterno, farlo conoscere. Un uomo di coerenza politica con idee chiare di appartenenza e militanza. Un uomo che ha avuto un lungo corso nelle istituzioni e che ha testimoniato nelle istituzioni energia, creatività, intraprendenza. Pensiamo al rapporto che negli anni è riuscito a costruire con la Cina e quanto con la sua fantasia e impegno abbia consolidato i rapporti in modo sano e serio. Noi lo ricordiamo così: come un amico, una persona piena di energia, un politico che fa dell’impegno sociale e imprenditoriale una risorsa per tutti.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): In questo tristissimo momento vorrei ricordare questa persona. Non ci sono mai parole sufficientemente piene e profonde per descrivere un uomo come lui e il suo impegno politico e istituzionale. Il contributo fondamentale per lo sviluppo di questo Paese. Due giorni siamo usciti praticamente insieme dall’Aula, dal retro, ma i nostri sguardi non si erano incrociati. Non sono riuscito a salutarlo e ho pensato: ci vedremo comunque il giorno dopo. Lo saluto qui a nome di tutti e di tutti coloro che gli hanno voluto bene: ciao, grande uomo.

Nicola Renzi (Rf): Con grande emozione e cordoglio sincero mi accingo a dire poche parole per ricordare il consigliere Terenzi. Qualcuno ha definito l’Aula la sua seconda famiglia: evidentemente era così. Ricordiamo pochi esempi di persone che hanno avuto una storia così densa e fitta nell’Aula. Egli sapeva essere un punto di riferimento. Credo sia di grande esempio nel modo in cui ha saputo stare in quest’Aula. La sua curiosità nei confronti di chi la pensava in maniera diversa da lui. Alcune delle sue battute erano talmente brillanti da riuscire a riassumere dei concetti complessi. Concludo con un ricordo personale: la prima volta che l’ho conosciuto sono rimasto molto colpito dalla sua sintassi, complessa e fantasiosa. Una dimostrazione che talvolta il guizzo della genialità difficilmente è riconducibile alle regole precise della sintassi. Tutte le volte che l’ho sentito parlare, la maniera in cui diceva qualcosa passava in secondo piano rispetto alla lucidità del pensiero.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): Io e Gianfranco siamo sempre stati avversari ma sempre grandi amici. Come si fa a non essere amici di chi ha comunque uno spirito critico ma le analizza nella loro essenza? Ha sempre manifestato una propria visione autonoma delle cose, la sua è stata una voce critica anche all’interno delle stesse maggioranze. Un accento particolare che lo contraddistingueva, molto utile nel far crescere il Paese. Ha sempre difeso la sua parte politica e non si è mai allontanato da questa. Aveva un grande pregio: ogni tanto dava ragione anche all’avversario, quando se lo meritava. Lui che artigiano non era più è sempre voluto rimanere comunque nelle fila degli artigiani. Lui ha ottenuto il forte riconoscimento delle più alte istituzioni cinesi, ma perché ha difeso questo Paese nei momenti di maggiore bisogno. Una intuizione che gli va assolutamente riconosciuta. Tutto il popolo cinese continuerà a riconoscergli questo merito.

Denise Bronzetti (Npr): Tutti i consessi internazionali ti hanno visto come assoluto protagonista. Tanti Paesi hanno riconosciuto la tua grande vivacità e la tua intelligenza e la tua voglia di far emergere questa piccola nazionale. Un uomo che si è sempre diviso tra impegni familiari, lavorativi, istituzionali, e lo ha fatto fino a martedì scorso. Un grandissimo abbraccio da quest’Aula consigliare che ti ricorderà sempre per il grande impegno e il lavoro svolto.

Gian Matteo Zeppa (Rete): A nome del Movimento rete manifesto cordoglio e vicinanza alla famiglia e vicinanza al gruppo consigliare del Pdcs. Non credo che servano tante parole. Chiedo un ultimo saluto di quest’Aula consigliare per un minuto a tutti quanti. Buon viaggio Gianfranco.

Segretario di Stato Elena Tonnini: Profondo cordoglio per la scomparsa del consigliere Terenzi. Condoglianze di tutto il Congresso che vanno in primis alla famiglia e a tutti coloro che lo conoscevano e gli volevano bene. Un messaggio di vicinanza anche ai colleghi della Dc di cui è stato attivista per anni e per il quale ha ricoperto numerosi incarichi. Ha dimostrato entusiasmo e spirito ecclettico attraverso i suoi impegni politici e imprenditoriali. Da non dimenticare l’impegno a sostegno dei piccoli imprenditori. Ciao Gianfranco.

 

Comma 2: Ratifica Decreti Delegati e Decreti – Legge

RATIFICA Decreto – Legge 21 aprile 2020 n.63 – Interventi in ambito economico e per il sostegno di famiglie, imprese, lavoratori autonomi e liberi professionisti per affrontare l’emergenza COVID-19

Art.7

Andrea Zafferani (Rf): Con un emendamento modificativo al Comma 1 proponiamo che la dilazione di un debito iscritto a ruolo possa avvenire per una durata massima di 48 mesi anziché 36 se non è assisto da una delle garanzie di cui all’art.6 del Decreto 39/2004 fino a 50mila euro, 120 mesi se assistito dalla garanzia.

Segretario di Stato Marco Gatti: Con un emendamento al Comma 4 si interviene sul principio secondo il quale l’operatore economico per il periodo di imposta 2020 non è tenuto al pagamento di penalità ed interessi su tributi iscritti a ruolo qualora ottemperi al pagamento integrale delle cartelle esattoriali e della cartella unica delle tasse alle scadenze previste oppure ottemperi regolarmente ai pagamenti delle rate dei piani di rientro o delle dilazioni concordate.

Rossano Fabbri (Libera): Il primo emendamento è la richiesta di dichiarazione di decadenza del piano di ammortamento dopo tre mesi di insoluti e non due. Con un altro emendamento si dà mandato al Congresso di Stato di fare in modo che quelle che sono le soluzioni scelte nell’emergenza Covid possano diventare disciplina organica. Esprimo parere favorevole agli emendamenti del Governo perché vanno in questa direzione.

Segretario di Stato Marco Gatti: Per quanto riguarda gli emendamenti di Libera il Governo è d’accordo sulla possibilità di allungare di una rata il periodo di decadenza del piano di ammortamento. C’è bisogno di maggiore elasticità.

Andrea Zafferani (Rf): Ritiriamo il primo emendamento perché la spiegazione è stata molto chiara. Sul secondo chiedo un chiarimento relativo al Comma 4. Con il testo di legge attuale rischiano di rimanere escluse alcune attività. Per come è formulato oggi si prevede se non ho capito male che chi nel 2020 ha avuto la propria attività sospesa per legge gode dell’esenzione dal pagamento di penalità solo per il 2020. Se la durata rimanere estesa come prima, ci va benissimo. Se la durata è di un anno solo, cambia il concetto.

Rossano Fabbri (Libera): Rispetto al riferimento del Governo massima disponibilità all’aggiustamento del secondo emendamento.

Segretario di Stato Marco Gatti: La durata è sempre quella. Il periodo di riferimento è l’anno 2020. Fino al 31 dicembre dell’anno in corso. Dopo di che si torna al regime ordinario. Nella sostanza per questo periodo di imposta è che nessun operatore che non ottempera debba pagare sanzioni o interessi sulle cartelle non iscritte a ruolo. Rimangono solo gli interessi di dilazione.

Andrea Zafferani (Rf): Se anche nell’articolo originale la volontà era di concedere il beneficio solo per il 2020, allora l’emendamento del Governo è chiaramente migliorativo.

Segretario di Stato Marco Gatti: La volontà è questa: le cartelle che nascono in questo periodo di imposta – qualora siano onorate alle scadenze – non prevedono pagamenti di interessi e sanzioni. Anche se il periodo si prolunga, si porta avanti il beneficio. Se le cartelle sono del 2021, allora no.

Andrea Zafferani (Rf): Forse si poteva scrivere un po’ meglio, ma lo ritiriamo.

Approvato emendamento di Libera (Comma 3)

Approvati emendamenti Governo (Comma 2bis, 4, 6).

Art.8

Rossano Fabbri (Libera): Ci è sembrato giusto estende le medesime modalità di sospensione anche ai titolari di contratti di leasing qualora legato alla sede dell’attività da espletarsi a seconda di quello che è l’oggetto sociale.

Andrea Zafferani (Rf): Noi pensiamo che un beneficio in questo momento alle attività economiche che miri a ridurne in maniera significativa il costo dell’affitto sia essenziale. Il credito di imposta ha delle criticità perché l’uscita di liquidità c’è. Con questo emendamento proponiamo di riconoscere un credito di imposta pari al 100 per cento del canone di locazione relativo a marzo, aprile e maggio 2020 per le attività che hanno registrato una contrazione del fatturato del 60%. L’emendamento che proponiamo è per potenziare questo strumento. Inoltre per non destinarlo solamente alle attività che sono rimaste chiuse ma anche a quelle che hanno avuto una significativa contrazione del fatturato.

Rossano Fabbri (Libera): Non occorre essere dei visionari per capire che i mesi clou per il turismo non saranno gli stessi dei mesi passati. Il senso dell’emendamento è di estendere la salvaguardia non solo fino ai canoni di settembre ma di coprire l’intero esercizio fino al 31 dicembre 2020. L’emendamento al Comma 7 prevede la possibilità di evitare problematiche agli affittuari beni che appartengono all’Ecc.Camera. Sappiamo che la stragrande maggioranza dei locali non sono in affitto da parte della Camera ma da parte dei privati. Si cerca di proporre una soluzione anche per coloro che hanno affitti da privati. Si dice che se il locatario e il locatore raggiungono un accordo privato, tale per cui si arriva quantomeno a una transazione in ordine al 50 per cento dell’affitto annuale, per l’altro 50% i locatori non pagheranno tasse. E’ un incentivo per i proprietari degli immobili.

Gaetano Troina (Domani Motus Liberi): Con l’emendamento al comma 5 si stabilisce che il mancato pagamento dei canoni marzo-settembre 2020 non costituisce causa di risoluzione del contratto qualora sanato entro il 31 marzo 2021.

Segretario di Stato Marco Gatti: Rispetto all’emendamento di Rf sul credito di imposta: non siamo d’accordo per varie ragioni. Abbiamo fatto la detrazione solo per chi non ha utilizzato per nulla la sede. E’ un criterio oggettivo. Usare le percentuali diventerebbe difficoltoso in materia di controlli. Criterio equilibrato e sostenibile. L’emendamento di Libera è molto simile a quello presentato dai partiti di maggioranza: non siamo contrari, fate una valutazione. Capisco la volontà di favorire un contratto tra privati: nell’articolato si è proposto di tornare a un principio di cassa, si pagherà sui canoni solo effettivamente corrisposti.

Approvato emendamento maggioranza (Comma 5)

Art. 19

Andrea Zafferani (Rf): Abbiamo proposto tre emendamenti a questo articolo. Questo è un intervento di sostegno alla liquidità di famiglie ed imprese a debito. Lo Stato dà garanzia sui prestiti bancari. Non è un intervento minimamente sufficiente rispetto alle necessità. Abbiamo chiesto di alzare fino a 15mila euro le disponibilità che una famiglia può avere per accedere alle garanzie statali. Non vorremmo che le famiglie debbano ridurre al minimo i propri risparmi. Il comma 9 chiede di definire un tempo entro il quale ci sia la stipula del contratto di garanzia. Noi proponiamo cinque giorni. Infine c’è un comma di relazione, che consenta alla Commissione Consigliare permanente di avere informazioni sulla effettiva concessione dei benefici attraverso il deposito di una relazione.

Segretario di Stato Marco Gatti: La volontà del Governo è di non gravare con oneri fiscali su prestiti che sono a sostegno delle famiglie. E’ stata richiesta una formulazione di tipo diversa che è quella proposta dall’emendamento: la sostanza non cambia, cambia l’aspetto formale. Sull’aumento da 10mila a 15mila, abbiamo concordato diversi aspetti durante i nostri confronti con le parti sociali, quindi riteniamo di non dover procedere in maniera unilaterale. Giusto che la Commissione Finanze venga informata, ma l’attività mensile mi sembra esagerata, andrebbe spostata in una dimensione quadrimestrale.

Nicola Renzi (Rf): Noi avevamo previsto 5 giorni perché crediamo che la tempestività sia fondamentale in questa situazione. Abbiamo depositato anche una interpellanza. Chiediamo al Segretario se possiamo sostituire il mensilmente con trimestralmente.

Segretario di Stato Marco Gatti: Va bene, facciamo trimestralmente.

Andrea Zafferani (Rf): Pensiamo che sia necessario avere anche qua un termine temporale per avere il contratto firmato. A parte questo, per quanto riguarda il primo emendamento, non confonderei i parametri d’accesso con l’importo finanziabile.

Approvato emendamento Governo (Comma 9)

Approvato emendamento Rf (Comma 9bis)

Art.20

Andrea Zafferani (Rf): La messa in campo di garanzie pubbliche su finanziamenti è uno dei pochi strumenti che sostengono le imprese. La premessa politica sta nel ribadire l’insufficienza di questi interventi. Una difficoltà in prima battuta di liquidità di molte imprese che hanno dovuto far fronte a tanti dipendenti. Ci sono situazioni che avrebbero richiesto degli interventi diversi e maggiori anche a fondo perduto come hanno fatto altri Stati. Il primo emendamento mira ad aumentare al 100% la garanzia dello Stato. Siamo disponibili a prevedere se ci fosse disponibilità che questa garanzia si applichi solo fino a un certo importo con soglie diverse per finanziamenti significativamente alti.

Segretario di Stato Marco Gatti: Lo spirito è lo stesso dell’emendamento all’art.19. Rispondo alle proposte di Rf. Per quanto riguarda la copertura del 100 per cento: è stata una scelta politica non farla. Lo Stato deve avere una responsabilizzazione. Se le cose vanno male, Pantalone paga l’intero. La garanzia dello Stato si accosta alla prospettiva dell’azienda che viene valutata con la garanzia dello Stato a fianco. Non siamo disponibili a tornare indietro.

Approvato emendamento Governo (Comma 6)

Approvato emendamento Rf (Comma 6bis)

Art.20 bis

Segretario di Stato Marco Gatti: Tutte le imprese quest’anno avranno costi aggiuntivi legati ai dispositivi e le precauzioni per contenere il virus. Si propone di introdurre un recupero del 50% delle spese sostenute per sanificare gli ambienti di lavoro con un tetto massimo di 10mila euro all’anno e potrà essere usata in detrazione dell’imposta generale sui redditi 2020 e 2021.

Andrea Zafferani (Rf): Consci dei limiti del credito di imposta, credo sia una misura che il Governo ha fatto ben ad introdurre. Chiedo di demandare ad uno strumento che definisca le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, che potrebbero confondersi con interventi di pulizia standard. Non vorrei si creassero dispute con l’ufficio tributario.

Segretario di Stato Marco Gatti: Su tutte le leggi si possono fare circolari esplicative. Sicuramente bisogna fare una verifica di quelle che possono essere le situazioni di controversia con l’ufficio. Il riferimento rimangono gli allegati dei decreti che sono comunque molto settoriali e indicano gli obblighi. Dovrà essere chiaro l’utilizzo che se ne fa. Il criterio deve essere uguale per tutti, nel caso ce ne sarà bisogno interverremo con delle circolari.

Decreto – Legge 3 maggio 2020 n.67 – Interventi in ambito di lavoro e pensioni a supporto dell’emergenza economica causata da COVID-19

Andrea Zafferani (Rf): Non c’è dubbio che abbiamo ritenuto insufficienti gli interventi posti in essere. A parte dilazioni di pagamento e garanzie, c’è poco per le imprese. Di buono c’è la riduzione delle aliquote di imposte dei minimi previdenziali con l’abbattimento del 50 per cento. C’è l’utilizzo del credito di imposta su affitti e spese di sanificazione. Non ci sono però interventi che sono in grado in maniera importante di andare a sostenere esigenze di liquidità delle imprese che sono forti, immediate e vitali per le attività che sono dovute rimanere chiuse per legge e che hanno avuto un calo di fatturato del 100%. Se non si usano strumenti veloci e significativi, rischiamo di ritrovarci con una disoccupazione galoppante. Nel tempo le aziende potremmo procedere con licenziamenti se le cose non ripartono in maniera adeguata. A fronte di questa consapevolezza occorre mettere in campo strumenti maggiori. Sarebbe stato necessario andare a reperire dei finanziamenti sfruttando anche opportunità che si poteva aprire. Abbiamo citato il caso della Banca d’Europa. Sulla capacità di spesa delle persone si è proceduto con tagli. La Cassa Integrazione nel settore privato è stata in media quasi dimezzata. Stessa cosa per il trattamento retributivo per i dipendenti pubblici. Si è tagliata anche l’indennità malattia. In questo decreto si interviene sulle pensioni con un contributo di solidarietà. Importo non è esagerato, ma rientra nel filone di tagli ai redditi delle persone che non può che peggiorare la situazione già difficile. Il blocco sui frontalieri creerà danni all’economia. Dovrebbero essere lanciati messaggi di apertura. Andiamo in direzione contraria.

Alessandro Bevitori (Libera): Sarebbe stato bello poter parlare di questi provvedimenti con spirito costruttivo. Ho avuto modo di ragionare con il Segretario e per questo lo voglio ringraziare pubblicamente. Dagli emendamenti si vede già una modifica sostanziale ed importante che riguarda l’esclusione degli amministratori e dei soci per la possibilità dell’assunzione diretta. Ciò che mi preoccupa è il ritorno alla vecchia Commissione del lavoro che creava molte difficoltà ad una azienda. Detto questo, spero che nell’arco del dibattito ci sia la possibilità di affrontare queste tematiche, abbandonando anche gli schieramenti di partito.

Nicola Renzi (Rf): Tutti gli interventi fatti devono sgomberare il campo dai paradigmi con cui siamo portati a ragionare nel nostro Paese. Nel momento dell’esplosione dell’emergenza abbiamo assistito a comunicazioni altalenanti e difformi. Avremmo dovuto agire attraverso l’informazione per spiegare qual era la situazione a San Marino. Ci sono politiche di isolamento e di chiusura su noi stessi che qualcuno vuole portare avanti e che si vedono anche in questo decreto. Per fare da soli continuiamo a tagliare, tagliare, tagliare senza una visione complessiva ma solo per far quadrare il bilancio. La logica che parte è quella del tagliare. C’è una differenza. Nessuno dice che non si devono fare sacrifici. Ma un conto è la temporalità, un altro conto è la visione di Paese che abbiamo davanti. Quando dico questo lo dico in tono costruttivo perché sono consapevole delle difficoltà del Congresso di Stato. In questo decreto c’è un forte ritorno al passato che avrà ricadute sulla nostra economia. Quando si riduce la capacità di spesa non può che ridursi anche l’effettiva spesa. Quando si vanno a riempire, soverchiare di burocrazia le attività economiche, esse sono scoraggiate.

Luca Boschi (Libera): In questi decreti manca il sostegno all’economia e l’iniezione di liquidità.

Sara Conti (Rf): Rf ritiene insufficienti gli interventi a sostegno dell’economia. Non è una questione di voler essere populisti ma di basi di economia. Se pensiamo di poter sostenere l’economia solamente attraverso i tagli senza immettere liquidità questo non farà altro che peggiorare il reddito dei cittadini.

Giovanni Zonzini (Rete): Si critica il Governo perché non ha effettuato ampia immissione di liquidità del sistema e che è necessario farla. Ci siamo arrivati tutti. L’equilibrio finanziario dello Stato era fragile prima del Coronavirus, garantendo appena le spese correnti e non consentendo ampi margini di manovra. Durante questi mesi di emergenza, con la sospensione dei pagamenti, lo Stato non ha la liquidità per fare gli interventi che sistema economico e lavoratori richiedono. Nell’assestamento di bilancio è previsto l’accesso al credito per mezzo miliardo. Trovo pretestuoso e prive di fondamento le critiche fatte al Governo circa le iniezioni di liquidità. Questo Stato non ha liquidità. Si cerca di fare al meglio con le poche risorse che ci sono nell’attesa di avere la liquidità necessaria.

Guerrino Zanotti (Libera): Si creano condizioni che ci porranno ancora di più in difficoltà nella fase di ripartenza vera e propria. Siamo nella fase in cui l’economia ha potuto riprendere la sua attività, ma quando sarà necessario ripartire a pieno regime avremo una economia molto molto depressa. I tagli che il Governo intende fare non avranno creato le condizioni per far sì che la domanda cresca. Se si vuole intervenire sulle pensioni, si potrebbe ragionare su una applicazione che tenga conto delle situazioni familiari. In questo decreto a mio modo di vedere ci sono anche delle incongruenze. Ho notato che nella discussione del decreto 63 è stato presentato un emendamento per l’ampliamento delle ore di permesso per i genitori nel settore privato. Si è detto che nel privato non c’è la possibilità di estendere il numero di ore. Poi però in questo decreto sono previste misure per i lavoratori pubblici come il part-time con una ampia flessibilità. I lavoratori sono lavoratori che siano del pubblico o del privato.

Eva Guidi (Libera): Occorre fare una precisazione ulteriore sul concetto del prestito rispetto a quello che ha detto il consigliere Zonzini. Conosciamo i conti dello Stato e li abbiamo inseriti in un meccanismo di assoluta trasparenza nel lavoro fatto al tavolo istituzionale. Non è che il prestito non è stato fatto per questioni di lana caprina. Il prestito non si è voluto concretizzare appositamente perché servivano liquidità nella nostra Repubblica ma si riteneva che occorra associare all’assunzione di un prestito esterno un’insieme di riforme. Riforme non restrittive. Riforme urgenti ma non affrettate. Non devono essere penalizzanti per certi settori. Su questo aspetto che riguarda la necessità di mettere in campo delle riforme, noi ribadiamo la necessità della sostenibilità del prestito.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Ho paura che abbiamo discusso tranne di quello che è presente nel decreto n.67 che tocca tre punti. Primo: ammortizzatori sociali, quindi le politiche in difetto nel mondo del lavoro. Tratta della pubblica amministrazione in alcuni articoli, altro tema estremamente importante. Non può un Paese prescindere da elementi di controllo della spesa. Abbiamo trattato una forma di contribuzione, quasi una donazione, nei confronti dei pensionati. Pensavo che il dibattito si sviluppasse in maniera più oggettiva e più tecnica. Ritengo che con gli interventi che abbiamo adottato abbiamo avuto la capacità e la consapevolezza di dover intervenire solo ed esclusivamente in una circostanza di carattere emergenziale con una attività di tale portata che il nostro Paese negli ultimi 50 anni non ha mai dovuto affrontare. Abbiamo dovuto fare delle scelte con quella consapevolezza di cui voi ci rimproverate la mancanza: è incredibile! Speravo che l’attività che ci ha colpito in maniera così infelice dal punto di vista virale potesse avere in maniera virale un senso positivo nel dibattito parlamentare. Abbiamo cercato di costruire il decreto legge sulla esigenza di intervenire in aspetti specifici e relativi al nostro mondo. Abbiamo dovuto farlo sugli ammortizzatori sociali e le pensioni per affrontare un contesto emergenziale. Non per costruire la fase di rilancio, ma per affrontare l’emergenza. Pensate sia stato facile proporre abbassamento delle aliquote ben oltre il 10%? Con quegli interventi andiamo a toccare tutele fatte salve per decine di anni, ma siamo riusciti con una logica di equlibrio a guardare alla tutela dei lavoratori e delle imprese. Usare termini come ‘ritorno al passato’, sostenendo provvedimenti come la tassa del 4 e mezzo per cento nei confronti delle fasce da tutelare; dire che abbiamo bloccato la possibilità di ripartire, non comprendendo che quello che abbiamo fatto in questi mesi serve a conquistare del tempo.

Marika Montemaggi (Libera): L’opposizione ha sempre manifestato il proprio punto di vista, dalla chiusura anticipata rispetto ad alcune scelte rispetto alla chiusura parziale o totale. Legittimo manifestare la propria posizione. Ci sono visioni politiche diverse. In questo decreto si fanno delle scelte di prospettiva. Ci sono delle valutazioni che oggi comunque non possono non prendere in considerazione il concetto di equità. Fare tagli lineari senza considerare l’Ice, è una cosa che non ci possiamo permettere. Non c’è stato abbastanza tempo? Dev’essere il motore per le valutazioni da mettere in campo?

Gian Matteo Zeppa (Rete): Basta andare a vedere nell’articolo 10 di questo decreto dove si dice che si producono effetti fino al 31 dicembre 2020. Non mi sarei mai sognato di strumentalizzare politicamente una pandemia per ricostruire una credibilità politica persa in anni di Governo. San Marino nel suo piccolo ha fatto un miracolo. Il miracolo non lo ha fatto la politica. La politica fin’ora ha dovuto affrontare una liquidità che qualcuno qua dentro conosce molto bene perché fino a dicembre era al Governo. Facile tirare il sasso e poi nascondere la mano. Qualcuno dice: dovevate chiedere pi ù aiuti. Pensate che non li abbiamo chiesti più aiuti? Pensate che il Covid sia ricaduto solo su San Marino? Qui parliamo di una pandemia globale. Noi abbiamo fatto tutto ed è stato un miracolo che San Marino non sia collassato a livello di ospedale.

Miriam Farinelli (Rf): Vorrei sapere quali progetti ci sono per il nostro Paese perché al momento non ne abbiamo idea.

Francesco Mussoni (Pdcs): Mi chiedo se abbiamo vissuto tutti nello stesso Paese. Stiamo ratificando decreti che hanno affrontato un periodo unico nella storia dell’umanità. Risposte che vanno collocate non solo in una visione strategica. Sono provvedimenti adottati in emergenza in una situazione specifica. Ho sentito un dibattito che mi sembra un dibattito che poteva essere fatto su una visione strategica e teorica. Qui stiamo parlando della ratificia di decreti che si dovranno occupare per alcuni mesi del nostro paese. Dopo di che Governo e maggioranza dovranno sì seguire una progettualità e confrontarsi con l’Aula.

Sandra Giardi (Rete): Sono decreti emergenziali emanati in un periodo in cui tutti siamo stati costretti a gestire una emergenza. A livello sanitario hanno cercato nel possibile di fare il meglio che si poteva. Tutto è perfettibile. Un progetto Paese non c’è stato nemmeno prima. Dateci il tempo di riprenderci da questa emergenza, continueremo a lavorare per tamponare le richieste di famiglie, scuole e impresa, la ripresa delle attività. Le imprese stesse pian piano stanno riprendendo e attivando la parte lavorativa.

Marco Nicolini (Rete): E’ errata la maniera di fare opposizione oggi. La critica cieca taglia le gambe al Paese. L’alternarsi alla titolarità di questa critica cieca farà sì che questo Paese scompaia. Dietro c’è qualcuno che prova a guardare oltre. Non si può dire che stiamo pensando a tagliare e basta. Rimango dell’idea che la macchina politica sia errata. Per questo voglio presentare un progetto di legge che preveda meno consiglieri e meno commissioni. Il consigliere eletto si deve prendere meno responsabilità.

Paolo Rondelli (Rete): Disciplina e responsabilità sono le due parole che ci devono accompagnare in questo momento. Disciplina è quella che ho visto in questi giorni partecipando a numerosi incontri dalla mattina alla sera che avevano lo scopo di produrre provvedimenti legislativi, che sicuramente possono essere migliorabili, come abbiamo fatto ad esempio per il Decreto 63. Il lavoro del Parlamento è questo: essere responsabili e lavorare con disciplina. Non dobbiamo buttarci come cani rabbiosi sull’osso per difendere il nostro orticello.

Segretario di Stato Fabio Righi: Voglio rafforzare alcuni concetti già espressi. Si è parlato di unità. Il momento è difficile, sono d’accordo. Ma dobbiamo tornare a ragionare su parametri oggettivi. In questo frangente il nemico non è il Governo, ma la pandemia che abbiamo dovuto affrontare. Provvedimenti emanati in un momento di assoluta emergenza. Non è stata una politica dei tagli ma una politica di sopravvivenza. Non voglio raccontare una storia diversa rispetto alla difficile situazione del Paese. Questo non ci deve spaventare. Siamo riusiti a fare qualcosa che altri Paesi hanno avuto difficoltà a fare. Non abbiamo adottato una politica di lockdown completo. Per il 50% le imprese sono rimaste aperte. Questo ha permesso di reggere e sopravvivere. Ora andiamo verso una fase di rilancio.

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Report del Consiglio grande e generale del 19 maggio – pomeriggio https://www.dire.it/22-05-2020/463731-report-del-consiglio-grande-e-generale-del-19-maggio-pomeriggio/ Fri, 22 May 2020 09:39:16 +0000 https://www.dire.it/?p=463731

Nella seduta pomeridiana del Consiglio Grande e Generale vengono ripresi in Comma 1 alcuni dei temi già affrontati durante la mattinata.

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Nella seduta pomeridiana del Consiglio Grande e Generale vengono ripresi in Comma 1 alcuni dei temi già affrontati durante la mattinata.
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A cominciare dalla polemica sulla figura del magistrato dirigente. Toni accesi da parte di Gian Matteo Zeppa (Rete): “Quanto è opportuno che il dirigente del tribunale possa spingersi in certe affermazioni da picconatore al cospetto dell’autorità nazionale italiana? Queste uscite pubbliche hanno compromesso il rapporto col Governo italiano?”. Alessandro Bevitori (Libera) invita a riflettere sull’assestamento di bilancio depositata nei giorni scorsi dal Governo. “Parliamo di un indebitamento che equivale a 20mila euro per ogni cittadino sammarinese. Il timore è che si vadano a reperire delle risorse solo per la spesa corrente. Questa sarebbe la fine di San Marino e in particolare delle nuove generazioni” Quanto al tema dei rifiuti, “nessuno ha mai detto che verrà tolto il porta a porta, ma occorre fare una ricognizione costi-benefici” afferma Giacomo Simoncini (Npr), secondo il quale “San Marino può diventare un modello di Paese green”. Per Sara Conti (Rf) per una gestione ottimale bisogna partire “dalla riduzione dei rifiuti”. Fondamentale inoltre “il coinvolgimento delle Giunte di Castello”. Il Segretario di Stato Federico Pedini Amati si sofferma sul “piano di ripartenza del turismo”, annunciando l’imminente lancio del “Cammino del Titano”, progetto già avviato dalla precedente legislatura che mira alla valorizzazione “di percorsi e sentieri naturalistici del territorio”. E ancora: “iniziative per i bed and breakfast, la delibera sull’occupazione di suolo pubblico per bar e ristoranti, sgravi per il comparto commerciale e turistico”. Provvedimenti non più rinviabili: infatti “i dati di aprile legati al commercio Smac – aggiunge il Segretario – parlano di una perdita del 47%, che sale al 71% nel centro storico. Il settore alberghiero ha perso il 93 per cento, la ristorazione il 92 per cento”. Matteo Rossi (Npr) rimarca l’impportanza dei rapporti con l’Unione Europea e lancia una proposta: “A questo punto ci converrebbe proporre una domanda di adesione?”. Oscar Mina (Pdcs) interviene sulla turnazione all’interno della Pa: “Non servono provvedimenti spot” ma “una riforma organica e complessiva”.

La parte politica italiana non è così ingenua da valutare il rapporto bilaterale sull base delle dichiarazioni marginali di un nostro dirigente o un nostro funzionario pubblico” afferma Nicola Renzi (Rf) a proposito del ruolo di Guzzetta. Quindi un appello al Governo a proposito della manovra di bilancio: “Dite ai consiglieri che dovranno spingere quel bottone e votare quell’articolo cosa state facendo e nelle mani di chi volete mettere il Paese” “Ci troviamo a dover tappare un buco che il consigliere Renzi ha aperto” replica Gian Nicola Berti (Npr) che, in merito al magistrato dirigente, afferma: “L’amore verso le proprie istituzioni si dimostra anche rimuovendo persone inadeguate a ruoli istituzionali”. Il Segretario di Stato Elena Tonnini fa il punto sul ritorno alla piena operatività nella pubblica amministrazione. “Il primo principio da seguire sarà la minimizzazione dei rischi attraverso un sistema che mira a evitare la compresenza di tutti i dipendenti nella stessa struttura negli stessi orari”. Per questo motivo, chiarisce, “si è voluto coinvolgere i direttori di dipartimento. Ogni ufficio ha fatto varie proposte per riuscire a garantire l’operatività: sulla base di queste si è aperto un confronto con i sindacati che è ancora in corso”. “C’è una partenza della maggioranza che in questo momento è piegata – è l’affondo di Marika Montemaggi (Libera) – Si sta tornando indietro su tantissimi aspetti, dalla questione dei rifiuti al biologico”. La stessa Montemaggi dà quindi lettura di un Odg proprio sul tema dei rifiuti per impegnare l’AASS ad estendere il porta a porta su tutto il territorio e introdurre sistemi di tariffazione puntuale.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 1: Comunicazioni (Risposte interpellanze/interrogazioni)

Gianfranco Terenzi (Pdcs): Vorrei ricordare che questa nostra realtà ha fatto notevoli passi in avanti negli anni Sessanta per aver rivisto alcuni accordi con la Repubblica italiana. Da quel momento il Paese ha avuto un percorso significativo nell’aderire ai vari contesti internazionali, acquisendo una sovranità completa. Dobbiamo intensificare le relazioni con la Repubblica italiana. Per questa ragione mi sono permesso di portare in Commissione Esteri una proposta, quella di organizzare una Commissione congiunta per approfondire i rapporti. C’è un nostro rappresentante istituzionale che ha dichiarato su un importante quotidiano italiano criticando e facendo presenti delle responsabilità dirette rivolto alla Repubblica popolare cinese. Un personaggio che non conosco e so essere un docente universitario, nel momento in cui si esprime credo debba tenere conto degli impegni presi con questo Paese. Ho citato questo esempio che è strettamente legato alla situazione del signor Guzzetta, il quale ha fatto dichiarazioni che non vanno nella direzione di favorire il rapporto con l’Italia. Il signor Guzzetta ha dichiarato e giurato fedeltà a questo Paese. Lui stesso dovrebbe sapere che alcune dichiarazioni non devono essere fatte.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Vorrei stimolare l’intera Aula in un ragionamento urgente. Tutti abbiamo avuto il mandato dalla cittadinanza e ad essa dobbiamo renderne conto. Passaggio ineludibile. Dal nostro operato dipenderanno tanti equilibri anche con il nostro partner principale. Non possiamo tenerne conto. Dopo che i rapporti si sono sostanziati di recente, il Covid-19 ci ha permesso di trovare una soluzione di tipo collaborativo e non di isolamento. Abbiamo presentato un Odg concordato da tutte le forze rappresentate in Aula con mandato al Congresso di Stato di creazione di un progetto concreto di risoluzione delle problematiche economiche legate al Covid. Torniamo ad essere razionali. Tra i punti di quell’Odg vi è il reperimento di finanziamenti sostenibili attraverso anche i canali attivi presso le istituzioni italiane. E’ urgente una normalizzazione di rapporti bilaterali. Vorrei ora domandare ai consiglieri designati l’essenza, il valore e la portata di certe esternazioni. Pensieri che provengono dal professore Guzzetta. Quanto è opportuno che il dirigente del tribunale possa spingersi in certe affermazioni da picconatore al cospetto di quell’autorità nazionale che tutti noi abbiamo richiamato in quell’Odg? Quanto è opportuno che lo Stato sammarinese possa ancora permettersi certe esternazioni pesanti? Quanto è negoziabile la nostra personale dignità di Stato sovrano? Quanto queste uscite pubbliche hanno compromesso il rapporto col Governo italiano? Quando Guzzetta esprime dubbi sulle figure del Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio si accorge che sbeffeggia l’intero Parlamento italiano? San Marino può ancora tacere nuovamente sulla figura di un dirigente che non si cura di certi aspetti? Personalmente ho il timore che la sapienza sia stata nuovamente scalfita dall’istinto. Vorrei avere delle risposte da quest’Aula.

Alessandro Bevitori (Libera): E’ stato depositato il progetto di assestamento di bilancio dove si prevede un indebitamento di 500 milioni di euro. Questo è il tema principale. Si parla di 20mila euro a testa per ogni cittadino sammarinese. Questo l’argomento che dobbiamo affrontare in maniera seria. Lo sanno benissimo i Consiglieri presenti in quest’Aula nella passata legislatura. La precedente legislatura si è interrotta per l’aspetto che riguarda l’indebitamento estero. Noi abbiamo un problema di spesa corrente fuori controllo. Il timore è che si vadano a reperire delle risorse solo per la spesa corrente. Questa sarebbe la fine di San Marino e in particolare delle nuove generazioni. In questo senso l’appello del Congresso di Stato e della maggioranza di concertare questi passaggi. Non tirate dritto. Non andate avanti a testa bassa. Non siamo nella passata legislatura dove questo percorso era impossibile da affrontare politicamente. Oggi c’è la possibilità di fare questo percorso. Spero che il mio appello possa essere ascoltato dal Congresso di Stato. Speriamo che la nostra Repubblica possa tornare a crescere ed utilizzare bene le risorse.

Giacomo Simoncini (Npr): C’è stata una strumentalizzazione rispetto a quanto detto nella Commissione Ambiente. Non è stata presa nessuna decisione, ma è stato approvato un ordine del giorno. La gestione attuale non è quella che ci aspetta da un Paese che ambisce a diventare green. Il porta a porta negli anni ha creato una educazione al riciclo e alla differenziazione. Bisognerebbe puntare ad un Paese virtuoso in ambito ecologico. San Marino a livello di immagine potrebbe dare una dimostrazione di paese che riesce a produrre sempre meno rifiuti. Quanto sarebbe bello avere un Paese che sull’ambito ecologico può dare lezioni ad altri Paesi in Europa? Nessuno ha mai detto che verrà tolto il porta a porta. Occorre fare una ricognizione costi-benefici. Certamente dobbiamo farci promotori di una San Marino più green.

Sara Conti (Rf): Bisogna essere in grado di produrre una crescita economica che tenga conto della limitatezza delle risorse naturali. Consumo e produzione responsabili sono alla base di una crescita sostenibile. Dobbiamo incoraggiare industria e cittadini alla produzione e al riciclo dei rifiuti. Ridurre è la famosa delle cinque R per una strategia sostenibile. Da questa dobbiamo partire per una gestione ottimale. Bisogna responsabilizzare i cittadini su questo tema. Con campagne nelle scuole. Bisogna incentivare quello che viene definito consumo critico. Attenzione nella scelta dei prodotti da acquistare. Noi non interveniamo per polemizzare a prescindere. Sulla base di una percentuale di differenziazione che supera il 70 per cento non possiamo liquidare l’argomento dicendo ‘il porta a porta è tramontato’. Non dimentichiamo che abbiamo un accordo con la Regione Emilia – Romagna. Qui si tratta di guardare ai dati senza condizionamenti ideologici. Riteniamo importantissimo il coinvolgimento delle Giunte di Castello che dovrebbero avere un ruolo attivo.

William Casali (Pdcs): Bisogna dare impulso a San Marino Innovation affinché possa completare l’agenda digitale sammarinese. Questi temi oggi sono indispensabili. Non esiste più una emergenza ma una nuova quotidianità. Un elogio al Segretario Tonnini per aver proposto una transizione organica e graduale verso una nuova modalità di lavoro digitale. Sulle dichiarazioni di Guzzetta. Rispetto dei rapporti bilaterali e cura delle relazioni diplomatiche sono insite nella storia del nostro Paese. Capire questi principi significa comprendere l’essenza del nostro sistema. Anche nella millenaria cultura che ha elevato il valore della libertà.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): Sono colpito dalle dichiarazioni che traspaiono nella nota del professor Guzzetta. Condivido questa nota in alcune sue parti. Come può la stessa persona che scrive questa lettera porre in atto i comportamenti di cui abbiamo parlato oggi? Mi accodo a chi ha rimarcato il diritto alla libertà di espressione. Ma condivido anche la preoccupazione sulla convenienza di certe affermazioni da parte di chi ricopre un incarico tanto importante. Guzzetta ha tutto il diritto di esprimersi e sollecitare le istituzioni italiane. Egli è un eccellente professore di diritto pubbico, ma ricopre anche il ruolo di dirigente esterno del nostro tribunale. Il problema sta proprio nella legge che è andata a creare questa figura ibrida. Per questo non è previsto un trattamento sanzionatorio o di richiamo. La questione dovrà essere portata nelle sedi adeguate. Devono essere prese le giuste decisioni e va fatta chiarezza su una questione che dura da troppo tempo.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Siamo all’inizio della fase 2. Ciò che è stato fatto di bene nell’ambito dei presidi sanitari non va in alcun modo dimenticato. Occorre mantenere la stessa attenzione. La fase 2 non deve coincidere con il ‘liberi tutti’. Noi abbiamo cercato di gestire il periodo Covid-19 al meglio delle nostre possibilità. In mezzo possono starci errori e meccanismi che vanno rivisti. Ad esempio la nuova modalità tra San Marino e Regioni limitrofe. Prima non abbiamo potuto farlo perché il decreto della Regione Emilia – Romagna e Marche è arrivato domenica sera. Si vuole cercare di gestire al meglio una fase che per tutti è un banco di prova. La Segreteria di mia competenza sta presentando un progetto omnibus che potrebbe svilupparsi in più di un decreto. Esso si incentra su quelle iniziative legate all’ambiente. Il turismo di domani non sarà più di assembramento, ma allargato sul territorio. Una su tutte: il cammino del Titano. Progetto già avviato nella precedente legislatura dal Segretario Michelotti. Altro non sono che percorsi e vie naturalistiche nel nostro splendido territorio. Il piano di ripartenza ricoprende altre iniziative sull’assetto dei bed and breakfast, la delibera dell’occupazione di suolo pubblico per bar e ristoranti, cercheremo di prevedere sgravi per il comparto commerciale e turistico. I dati di aprile legati al commercio Smac parlano di una perdita del 47%, nel centro storico del 71%. Il settore alberghiero ha perso il 93 per cento, la ristorazione il 92 per cento, il settore alimentare un incremento del 106 per cento. Non si può più aspettare e non possiamo più permetterci di fare annunci. In due mesi di Covid ci siamo messi in contatto con oltre 100 sindaci della zona limitrofa con cui partirà un progetto territoriale legato al turismo. Oggi ce la giochiamo sull’allargare il piano di ricettività territoriale della Repubblica di San Marino. Il Comune di Rimini non può continuare ad approcciarsi al turismo in maniera singola. In questo caso l’unione fa la forza. Abbiamo iniziato un sondaggio con le amministrazioni locali. Progetto condiviso anche dall’Organizzazione mondiale del turismo.

Matteo Rossi (Npr): Esiste una idea sostitutiva al concetto di collettività e di Unione Europea che non sia l’isolamento dentro i propri confini? Credo possa esistere un’Europa diversa, ma non c’è una alternativa vera e propria. Questo momento ci ha consegnato una comunità europea più solidale. Ci sentiamo molto più uniti. I finanziamenti non riguardano solo l’aspetto economico, ma anche i diritti allo studio, al lavoro, alla salute. Non dobbiamo cedere a logiche di decrescita felice che i ragionieri vorrebbero imporci. Facile imporre tagli per sistemare i bilanci ma bisogna pensare alle persone. L’8 giugno ripartiranno i negoziati per quel che riguarda il percorso di associazione con l’Ue. Il nostro Paese deve arrivarci con un indirizzo politico forte e maturo. Importante riportare l’importanza della politica estera al centro del dibattito. Noi viviamo grazie a quello, altrimenti non avremmo un peso diverso. Abbiamo il dovere di affrontare la questione con tutta la cittadinanza. C’è stato un errore nella gestione politica di un argomento di tale importanza. Si è giocata la partita delle fazioni. Molti partiti che credevano nel percorso di adesione si trovarono nelle condizioni di fare una battaglia politica. Ad oggi la situazione è cambiata molto. A questo punto ci converrebbe proporre una domanda di adesione.

Miriam Farinelli (Rf): Il Governo deve provvedere a reperire risorse per i singoli operatori, molti dei quali temono di non farcela. Gli aiuti non risolveranno tutti i problemi ma saranno necessari per la riapertura delle attività. Occorre trovare subito la liquidità che è il primo presupposto del supporto all’economia. Dovremo fare i conti con fenomeni di disgregazione sociale. Non posso ignorare un articolo in cui si ringrazia un professionista che ha lasciato il nostro Paese. La parola grazie è piena di significato ma viene troppo poco utilizzata dai rappresentanti delle istituzioni. Per questo molto spesso siamo identificati come persone grevi. Non mi ritrovo. E non credo si ritrovino molti cittadinii sammarinesi. Io dico grazie a chi ha deciso di lasciare il nostro Paese in silenzio per tutto ciò che ha fatto a favore dei nostri bambini e della nostra comunità.

Marco Nicolini (Rete): La storia guarderà con responsabilità a chi ha avuto la maggiore peso nella gestione dell’emergenza: il Segretario Roberto Ciavatta. Ciavatta è stato designato come vice presidente dell’Assemblea mondiale della sanità come riconoscimento per l’ottimo lavoro svolto nel condurre la barca attraverso i marosi. Ci sono stati vari tentativi da parte della minoranza di ridimensionare la medagli appuntata al petto del Segretario Ciavatta. Sono fiero per la carica rivestita oggi da un membro delle nostre istituzioni come lo sono stato all’allora per il Segretario Renzi. In alcuni Paesi europei la pandemia viene usata come pretesto per adottare misure repressive. In molti Stati europei esiste uno squilibrio rispetto al rispetto dei diritti fondamentali.

Francesco Biordi (Pdcs): Vorrei portare all’interno di questa Aula una riflessione. Il dibattito sul Fondo Monetario, in conclusione, ha fatto convergere tutti i colleghi consiglieri sul fatto che al di là del prestito dovrà essere messo in campo un progetto Paese. Non credo che solo ed esclusivamente la fiscalità sia un asset di riferimento. Coloro che vorranno investire su San Marino potranno farlo con successo. L’auspicio che voglio portare all’Aula è questa: una condivisione di obiettivi limitando al massimo gli interessi personali.

Segretario di Stato Fabio Righi: Vorrei che ognuno colga questa drammatica occasione non per ricordare cosa non è stato fatto ma per capire cosa possiamo realizzare. Desidero con tutto il cuore che si lavori affinché per tutte le realtà economiche vi sia l’opportunità di lavorare alla costruzione di un Paese migliore più responsabile. E’ giunto il momento di non guardare al vicino con invidia ma di trovare la migliore soluzione. Come fare? E’ certo che dovremo trovare le necessarie risorse per affrontare il difficile momento che stiamo vivendo. Ciò che dovremo fare prioritariamente è capire quale percorso vogliamo intraprendere nei prossimi 15 anni. Dovremo creare nuovi canali per espandere il nostro mercato che ci portino nel mondo e portino il mondo a consocere le nostre peculiarità. Ribadisco: non sarà facile. E’ una ambizione che però dobbiamo avere, perché se riteniamo di sentire forte la preoccupazione di ricostruire il nostro dobbiamo anche riscoprire una unità di intenti a livello nazionale. Qualcuno si sarebbe aspettato un intervento di analisi economica.

Oscar Mina (Pdcs): Quella sulla pubblica amministrazione è una valutazione che io ritengo necessaria per una riforma organica e complessiva. Non condivido però questo metodo di introduzione di una disposizione sulla turnazione che porti addirittura a una difformità tra gli uffici della Pa. Se parliamo di un momento di emergenza il ragionamento va bene, ma è una materia che andrebbe valutata anche da un punto di vista di indirizzo di questo Governo. Non servono provvedimenti a spot. L’emergenza Covid non può essere il punto di partenza per arrivare a prendere decisioni così importanti e impattanti. Farò la mia parte per cercare di guardare bene queste decisioni emerse in maniera non opportuna. Se l’intenzione è di ridurre il monte ore per arrivare a una riduzione che si deve tramutare in un’ottica di spending review, questo a mio avviso non è il modo corretto. Sono d’accordo sulla rivisitazione di una prospettiva della Pa anche con orari compelti della giornata, però deve essere coinvolta la parte che dirige la pubblica amministrazione. Ma non concordo sulle decisioni di imperio.

Paolo Rondelli (Rete): Le relazioni sono anche questo. Confronto su ogni livello e tra istituzioni omologhe oltre che sul piano diplomatico e governativo. In particolare la Commissione consigliare ha voluto sottolineare l’importanza di un rapporto stretto tra organismi parlamentari in particolare in riferimento all’accordo di associazione con l’Ue. Con la Repubblica italiana ci rapportiamo per moltissime tematiche. Per limitatezza territoriale ci siamo rapportati con lo Stato Italiano per la gestione dei rifiuti. Le risorse non sono infinite e ognuno di noi ha una responsabilità morale: lasciare alle generazioni future un luogo bello in cui vivere. Si è scelto di frenare la diffusione del porta a porta in tutti i castelli. Una riflessione va fatta per non diffondere ad altri Castelli le distorsioni gestionali che ci siamo trascinati fin qui. Auspico quindi una profonda e attenta riflessione. Ritardi negli ultimi anni nel sottoscrivere accordi con i Consorzi del riuso.

Nicola Renzi (Rf): Io credo che in quest’Aula si sarebbe dovuto parlare di altro. Quando penso a persone italiane che servono il nostro Paese e servono nel nostro Paese, penso al dirigente del tribunale attuale, al rettore dell’Università e a professori insigni dell’università, penso ad alcuni ambasciatori. Ciò che dico vale per tutti. Se continuano a svolgere altri compiti, esprimendo la loro voce – tanto più quando è dotta – e la loro posizione. Non facciamo passare il messaggio che i nostri interlocutori e la parte politica italiana siano così ingenui da valutare il rapporto bilaterale sull base delle dichiarazioni marginali di un nostro dirigente o un nostro funzionario pubblico. Non ditemi che oggi i rapporti con l’Italia sono deteriorati per le dichiarazioni di qualche dirigente o ambasciatore. Tutti possono capire benissimo che così non è. Avremmo dovuto parlare della scuola. Avremmo dovuto chiederci perché ad oggi non c’è ancora un decreto sugli esami di maturità. Avremmo dovuto parlare del famoso finanziamento. Proprio ieri è stato depositato un assestamento di bilancio con un indebitamento di 500 milioni. Parliamo del tetto agli stipendi. Sono allibito dall’ascoltare voci che ci dicono a quanto ammonterà lo stipendio del nuovo direttore generale dell’ISS. Un direttore di un ospedale deve prendere ben più di 100mila euro, ma di fronte a una valutazione così normale e banale abbiamo assistito nel tempo a lotte di religione per cercare di convincere i sammarinesi a votare un referendum sul tetto degli stipendi: una visione illiberale. Dite ai consiglieri che dovranno spingere quel bottone e votare quell’articolo cosa state facendo e nelle mani di chi volete mettere il Paese. Poi ai cittadini racconterete ciò che più vi piace. Per cortesia non lasciate una scelta così determinante per il futuro del Paese ad uno, due, tre o dieci persone. Avete il dovere di farlo, non fosse altro che c’è un ordine del giorno. Un’interpellanza depositata il 23 marzo per chiedere notizie sulla liquidità dello Stato ad oggi ancora non ha avuto risposta.

Gian Nicola Berti (Npr): Ci troviamo a dover tappare un buco che il consigliere Renzi ha aperto. Saremo costretti a chiedere soldi all’estero e poi ai sammarinesi per ripianare i debiti fatti da Renzi. Un enorme scivolone dal punto di vista istituzionale venne fatto nel 2018 quando questo signore iniziò ad esternare sulla posizione del presidente della Repubblica Mattarella. Costui era presidente del collegio garante e andava a censurare il presidente della Repubblica italiana. Due incarichi che dovrebbero essere asettici. Una persona che non rispetta le leggi di questo Paese viene messo a capo dell’organismo chiamato a far rispettare le leggi di questo Paese. Guzzetta ha già fatto avere alla stampa i carichi di lavoro dell’anno 2018. Avrete modo di rendervi conto di due cose: nel 2018 hanno fatto molte meno sentenze rispetto al 2017. Di civile e amministrativo non hanno fatto pressoché nulla. Perchè non è stato fatto il processo del Conto Mazzini? L’amore verso le proprie istituzioni si dimostra anche rimuovendo persone inadeguate a ruoli istituzionali. Oggi la Reggenza ci ha mandato una lettera che è molto significativa. E’ una lettera che si chiude in modo sibillino. Ancora una volta il processo del Conto Mazzini arriva come una clava sulla politica. Fino a che punto possiamo continuare a tollerare queste situazioni? Il consigliere Fabbri già ci disse: perché non avete abrogato la legge ad personam? Aveva ragione. Dovevamo abrogare quella legge. Una persona che dimostra di voler esercitare un’attività politica nel Paese di provenienza ma che evidentemente fa qualcosa di simile anche a San Marino.

Maria Katia Savoretti (Rf): Senza un concreto supporto di liquidità da parte dello Stato temo che molte attività non potranno ripartire. Voglio ricordare all’Aula che il 30 marzo Rf ha presentato una interpellanza con una serie di quesiti al Governo. Domande e quesiti a cui ancora non ci risulta essere risposta. Una risposta da parte del Governo è più che doverosa nei confronti dei cittadini che devono sapere quali azioni il Governo intende intraprendere. Questo momento deve essere affrontato con massimo impegno e responsabilità. Necessario operare in maniera più celere. Quello che invece non mi pare si stia verificando. Il Governo sta sottovalutando ciò che sta succedendo alla nostra economia.. Economia che rischia di collassare. Necessario porre in essere interventi immediati a supporto del sistema bancario. Cosa sta facendo il Governo per evitare un crollo del sistema finanziario? Credo che tutti i sammarinesi si stiano accorgendo di quanto inadeguate siano le risposte fornite. Purtroppo non abbiamo più tempo.

Manuel Ciavatta (Pdcs): Io credo che la nostra Aula non è la sede che deve giudicare l’operato del dirigente del tribunale. Faremmo una azione sbagliata. Mi colpisce la lettera che ha mandato il dirigente del tribunale in cui sottolinea di essersi sentito attaccato molte volte per la sua funzione. Questa cosa va trattata negli organismi preposti. Non è possibile non evidenziare il problema che arrecano le affermazioni di un membro delle istituzioni del nostro Paese verso i vertici delle istitituzioni italiane. E’ un passaggio importante e vorrei che non ci nascondessimo dietro la solita dialettica maggioranza-opposizione. Mi rendo conto che gli interessi che hanno segnato e che hanno legato persone ad altre persone in passato sono purtroppo talmente forti da avere creato delle barriere e delle difficoltà di dialogo profonde.

Segretario di Stato Elena Tonnini: Concordo con le indicazioni arrivate dal consigliere Berti. Con gli interventi di trattamento retributivo ridotto sono stati importanti e allineati al privato. Abbiamo cercato di coinvolgere pubblico e privato nelle stesse percentuali. Per una volta anzi la Pa ha fatto da traino. Questo anche sulle indennità della Pa, che durante l’emergenza Covid-19 non sono state riconosciute. Siamo di fronte ad una nuova fase in cui si richiede alla Pa una fase di riorganizzazione e maggiore flessibilità. Non solo per rispondere alle giuste esigenze di sinergie con il privato, ma ci sono elementi prioritari che richiamano il Congresso di Stato a garantire la tutela degli uffici pubblici in vista della piena operatività. Siccome è stata messa in dubbio la circolare inviata a tutti i dirigenti in questa fase, con lo scopo doveroso di coinvolgere tutti in questa fase di riorganizzazione, voglio precisare meglio alcuni aspetti. Primo principio è la minimizzazione dei rischi attraverso un sistema che mira a evitare la compresenza di tutti i dipendenti nella stessa struttura negli stessi orari. Si intende poi attivare il sostegno dei nuclei familiari specie quelli in cui sono presenti minori e anziani. Laddove la possibilità di una riorganizzazione di orari e turni diversi non solo aiuta a spalmare le presenze e minimizzare i rischi ma aiuta a evitare la compresesenza anche in riferimento alle categorie più deboli come anziani e bambini. Non è un presa d’atto di decisioni già presa, ma un coinvolgimento proattivo dei direttori di dipartimento. Questo è il motivo per cui ogni ufficio ha fatto varie proposte per riuscire a garantire l’operatività: sulla base di queste si è aperto un confronto con i sindacati che è ancora in corso. Ogni ufficio pubblico ha esigenze diverse. Vi è l’annullamento della deliebra con cui viene riconoscuto al dirigente esterno una retribuzione che non rispettava la legge in quel momento.

Marika Montemaggi (Libera): Non credo ci sia silenzio da parte dell’opposizione. Quest’Aula non deve diventare un’aula di tribunale in cui fare processi a chi non può controbattere. Mi sarei aspettata più interventi di programmazione su come affrontare le criticità che ci aspettano. Il Governo forse è molto concentrato sulle cose da fare e non ha accortezza di quello che sta accadendo a cittadini e lavoratori. Non voglio far parte di quelli che vogliono strumentalizzare un argomento delicato come quello del finanziamento. Smettiamo di dire che il buco è stato fatto negli ultimo 3 anni. Sono anni di maltolto ai nostri cittadini. Se non vogliamo caricare il Paese di tensioni sociali e non applichiamo un minimo di equità sociale, non riusciremo ad avere i cittadini della nostra. Ai nostri cittadini chiederemo sacrifici enormi,, quindi è giusto che via sia un senso alto di giustizia. Sono logiche veramente lontane da quello che è il vero sentire della popolazione. Sconcertante sentire certe affermazioni da parte di chi ha sempre predicato un rapporto diretto con l’elettorato. C’è una partenza della maggioranza che in questo momento è piegata. Si sta tornando indietro su tantissimi aspetti. La questione dei rifiuti, del biologico. Il progetto BIO ci può caratterizzare come Paese. Se in questa fase tutti guardano alla sostenibilità, quello potrebbe essere uno dei progetti da portare avanti e su cui investire. Quello che avete approvato la scorsa settimana è sintomo di buttare e limitare fortemente il porta a porta e ripristinare i cassonetti. Noi avremmo preparato a tal proposito un ordine del giorno: se ne potrà discutere con quella parte della maggioranza che lo ritiene valido.

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La seduta del Consiglio Grande e Generale si apre con il Comma 1 dedicato alle comunicazioni.

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In fase di avvio gli Ecc. Capitani Reggenti informano che tutte le Istanze d’Arengo depositate nel mese di aprile sono state ritenute ammissibili. Spazio quindi al Segretario di Stato Stefano Canti che interviene sul progetto San Marino Bio. “Non mi pare di avere bloccato tale progetto, come è stato affermato sulla stampa da Rf e dall’ex Segretario che mi ha preceduto. Sulla scia dell’emergenza sanitaria è stato dato mandato di verificare se c’erano le possibilità di rinunciare ad alcune spese correnti. Ho rinunciato al contratto di consulenza con Algenia perché si vuole puntare sulle risorse e il personale interno”. “Togliere questa consulenza – precisa il Segretario – non vuole dire rinunciare al progetto”. Guerrino Zanotti (Libera) punta il dito sul “progetto di legge per la variazione di bilancio”. “E’ previsto – afferma – il superamento del referendum sul tetto massimo delle retribuzioni nella Pa: i famosi 100mila euro”. Due sono quindi i temi principali che tengono banco: la figura del magistrato dirigente e i suoi rapporti con l’Italia e la raccolta porta a porta dei rifiuti, quest’ultimo già al centro di una Commissione Consigliare permanente. Il Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini stigmatizza alcune dichiarazioni rilasciate recentemente ai media italiani dal dirigente, il prof. Giovanni Guzzetta. “Occorre avere la consapevolezza che le dichiarazioni fatte potrebbero avere un peso nei rapporti con l’Italia, che è il nostro primo interlocutore”. Concetto ribadito anche dal Segretario di Stato Marco Gatti: “Con l’Italia c’è un dialogo costante di natura istituzionale ed economica e deve esserci rispetto reciproco delle dinamiche interne”. “Non si parla di uno scivolone ma di un comportamento ripetuto” evidenzia Daniela Giannoni (Rete).

Sul tema della raccolta rifiuti si riaccende quindi lo scontro tra maggioranza e opposizione. “Chi oggi si spaccia per paladino dell’ambiente ci lascia in eredità costi enormi e una maggiore quantità di rifiuti da mandare ad incenerire” attacca Gloria Arcangeloni (Rete). Pronta la replica di Vladimiro Selva (Libera): “Ricordo che la stessa Rete ha presentato un ordine del giorno in cui chiedeva l’estensione del porta a porta su tutto il territorio”. Sbagliato, secondo Selva, “abbandonare la parte buona di lavoro che è stata fatta, facendo tornare le cattive abitudini e i cassonetti sulle strade”. Andrea Zafferani (Rf) chiede chiarimenti sulle dimissioni del primario della Pediatria, mentre Eva Guidi (Libera) dà lettura di un ordine del giorno sul tema della ricerca di liquidità da parte dello Stato: “Non facciamoci scudo del Covid per evitare di portare avanti riforme che sono indispensabili”. Da parte di Aida Maria Adele Selva e Paola Barbara Gozi (Pdcs) arriva invece una richiesta di rinnovare il percorso di stesura di un progetto di legge che vieti la maternità surrogata.

Di seguito una sintesi degli interventi

 

Comma 1: Comunicazioni (Risposte interpellanze/interrogazioni)

Segretario di Stato Stefano Canti: Approfitto di questo comma comunicazioni per parlare di biologico. Vorrei partire dalla revoca del contratto che era stato fatto su San Marino Bio. Perché è stato revocato? Sulla scia dell’emergenza sanitaria è stato dato mandato di verificare se c’erano le possibilità di rinunciare alle spese correnti nell’arco del 2020. Ho fatto una verifica e ragionato in questo modo. Nei miei capitoli di bilancio ho un milione e 170mila euro di fondi per l’agricoltura: non ho tolto nessun contributo a questo settore. Ci sono 150mila euro nell’ambito del progetto biologico, e non ho tolto un soldo. Ho rinunciato al contratto di consulenza con Algenia perché si vuole puntare sulle risorse e il personale interno: togliere questa consulenza non vuole dire rinunciare al progetto San Marino Bio. Non mi pare di avere bloccato tale progetto, come è stato affermato sulla stampa da Rf e dall’ex Segretario che mi ha preceduto. Ho già più volte convocato la Commissione risorse ambientali ed agricole e con loro stiamo costruendo un progetto innovativo che può sviluppare ulteriormente il settore dell’agricoltura. Stiamo ragionando su come destinare la restante somma. Sto portando avanti la decisione assunta dalla Comunità Europea e dal comitato di cooperazione che ci dà l’opportunità di non essere più considerata come stato terzo ma come stato membro per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti biologici.

Guerrino Zanotti (Libera): Ci chiediamo: quando sarà il momento della ripartenza della politica? Quando potremo cominciare a ragionare su quelli che sono i progetti e le prospettive che maggioranza e Governo hanno pensato per questo Paese? Per adesso il ruolo di quest’Aula è limitato alla ratifica dell’operato del Governo. Direi che è il caso di parlare del progetto di variazione di bilacio depositato dall’esecutivo. Si prevede la possibilità di indebitarsi per 500 milioni di euro. C’è una sorpresa. E’ previsto il superamento del referendum sul tetto massimo delle retribuzioni nella Pa: i famosi 100mila euro. Il Governo supera la volontà della cittadinanza che aveva votato per il tetto massimo, aumentandolo del 50 per cento: si arriva fino a 150mila euro. Ricordiamo bene quali fossero le posizioni almeno di un partito della maggioranza. Quale fosse il tenore della battaglia referendaria sostenuta allora. Mi riferisco a Rete. Se vogliamo avere nei ruoli chiave della Pa dei professionisti all’altezza è necessario poterli retribuire con compensi che siano all’altezza della concorrenza del mercato. Vediamo quale sia il fermento in altre realtà vicine a noi. Si sta pensando al modo migliore per uscire da questa crisi. Fuori da casa nostra c’è un dibattito interessante e ricco. Un dibattito che porta a dire che welfare e sanità pubblica hanno dimostrato di essere fondamentali. Sull’argomento raccolta rifiuti il Governo ha pensato di mettere al macero il porta a porta. Anche nella legislatura passata abbiamo tentennato troppo e perso del tempo per implementare il porta a porta su tutto il territorio. Questo però non significa che esso non sia il futuro per la gestione dei rifiuti a San Marino. Il piano regolatore generale presentato a fine legislatura era un ottimo piano regolatore e dava una impronta sostenibile alla nostra Repubblica. Stiamo tremando, perchè non osiamo pensare cosa accadrà, visto che il suo scopo primario Segretario Canti è demolire ciò che è stata fatto nella legislatura passata.

Fernando Bindi (Rf): Il nostro Paese è una micro realtà che stupidamente spesso confrontiamo con realtà il cui ordine di grandezza è disomogeneo. I nostri limiti emergono ancora di più quando le classi politiche sono il prodotto di manipolazioni. La conduzione politica di questi mesi è lo specchio fedele di una mentalità iniziata circa trent’anni fa. Le righe sottoscritte da insegnanti di ogni ordine e scuola ci dicono che il Paese ha una ricchezza che è data dal livello di preparazione del corpo docente ed è la più alta ricchezza del nostro Paese. Il Governo – e non ne faccio una colpa al Segretario – ha dimostrato di non aver capito la gerarchia delle priorità degli interventi. La narrazione di comodo sulle cause, truffaldina nei modi, fa parte del gioco politico. Oggi si deve pretendere una visione solida nelle analisi e realistica nelle prospettive. Significa indicare la strada e percorrerla. La scuola è l’unico ed il primo anello da cui partire. E’ il primo e più importante modo di relazionarsi con l’esterno. Dire scuola è dire cultura, profonda, serie e frutto di fatica. Segretario, lei ha un compito difficile, ma questo non può essere un alibi. Se partite con i tagli – senza visione – non andate molto lontano. Il nostro sistema scolastico ha una struttura secolare che si è adeguata nel tempo. La mia è una esortazione: Segretario, non ripeta gli errori di approccio.

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: Sono stato chiamato in causa più volte per le dichiarazioni fatte dal dirigente del tribunale e ci siamo interrogati più volte su questa figura. Una figura che non è né magistrato né risponde alle leggi della Pa. Si è cercato di mettere in campo delle iniziative per cercare di avere dei supporti di carattere finanziario in un momento difficile per il nostro Paese, cercando di cementare ancora di più un legame secolare con la Repubblica Italiana. Se oggi vogliamo cementare un rapporto con l’Italia qualche asintonia potrebbe esserci. Qualcuno dovrebbe avere la consapevolezza che le dichiarazioni fatte potrebbero avere un peso nei rapporti con altri Stati, a cominciare dalla Repubblica italiana. Andare a indicare con una delibera del Congresso di Stato ulteriori compensi non è opportuno. Noi crediamo che la legge dev’essere chiara sul trattamente retributivo.

Segretario di Stato Marco Gatti: Su mandato del Congresso di Stato è stato depositato un progetto di variazione del bilancio previsionale 2020. Un progetto asciutto per due ragioni: la prima è perchè necessita sicuramente di un confronto approfondito con gli uffici per rimodulare un bilancio stravolto dall’evento del Covid. C’è anche un’urgenza di predisposizione degli strumenti oltre che delle risorse. Nel corso di questo 2020 potremo avere necessità di fare più bilanci di variazione. Nessuno ha la sfera magica per capire cosa succederà. Se ci sono dei settori che non vanno, trascinano anche quelli che stanno andando bene. L’econonomia deve trovare un equilibrio nel suo insieme. Una volta reperite le risorse finanziarie, il Governo dovrà fare tanto. Dobbiamo avere la capacità di aprirci agli investimenti, anche a quelli nel settore turistico. Il nostro Paese ha bisogno di una maturazione. Particolarmente grave che con continuità troviamo esponenti istituzionali che esprimono opinioni che hanno un’ingerenza con vicende di altri Paesi. Con l’Italia c’è un dialogo costante di natura istituzionale ed economica e deve esserci rispetto reciproco delle dinamiche interne. Indispensabile iniziare a dare degli indirizzi. Una riflessione in questo senso va fatta perché altrimenti continuiamo a farci male da soli.

Alessandro Cardelli (Pdcs): In un momento di emergenza è importante avere un rapporto saldo con la Repubblica italiana. Quando il dirigente del tribunale si esprime davanti ad organi di informazione italiana lo fa da cittadino italiana. Ma quando si ricoprono ruoli di quell’importanza e si rappresenta un ruolo, prima di fare alcune dichiarazioni è opportuno pensarci maggiormente. Il dirigente del tribunale – ce lo dice la sentenza del Collegio Garante – non è un organo del potere giudiziario. Ci troviamo davanti a una funzione di tipo ibrido. Questi fatti non si doveva manifestare.

Aida Maria Adele Selva (Pdcs): Sono sinceramente lieta di comunicare che la Repubblica con il parere redatto dal comitato di bioetica sulla ventilazione assistita non solo si è collocata in Europa come stato di riferimento per problemi di bioetica complessi, ma ha anche conseguito un prestigioso riconoscimento in ambito mondiale. Tra le pratiche promettenti mondiali indicate dall’Onu viene fatto riferimento al protocollo adottato dal comitato di bioetica della Repubblica di San Marino: una guida che proibisce la discriminazione sulla base della disabilità nel trattamento del Covid-19. La pratica dell’utero in affito svilisce le donne. Si può comprare un bambino accedendo a questa pratica in Paesi come l’Ucraina con una violazione dei più elementari diritti umani. Il vertice di questo processo di mercificazione sta producendo supermercati umani. Una vera e propria pratica eugenetica. Nella sessione consigliare del febbraio 2017 era stato approvato un Odg contro la maternità surrogata contro questa pratica disumana. L’esecutivo di allora avrebbe dovuto predisporre un progetto di legge per rendere illegale la pratica, ma il Governo ha disatteso l’ordine del giorno. Nel 2018 è stata respinta l’Istanza d’Arengo per l’adozione di una normativa su utero in affitto.

Iro Belluzzi (Npr): Ho ben chiare le dichiarazioni dei membri della Commissione Affari di Giustizia nel giorno dell’insediamento. Si parlava della ricerca del confronto e la volontà di deliberare in maniera unanime. Sappiamo benissimo qual è l’importanza e la valenza della giustizia per il Paese. Prendo come riferimento per questa fase storica Papa Francesco. L’aspetto di capo della Chiesa ha una valenza importante, ma altrettanto importante è la valenza di quell’uomo sulle regole del convivere. C’è stata una omelia sulla diffamazione, il chiacchiericcio e le false verità. Questo è un modo provinciale che ha pervaso tutti noi. Perché una persona deve essere messa ai margini della società? Cercare la verità, non processi sommari. Credo che sia importantissimo il richiamo al metodo e alle modalità su come affrontare gli argomenti. Sono arrivate voci di scelte legittime avvenute in CIS ma che potrebbero non coincidere con l’interesse del bene collettivo.

Gloria Arcangeloni (Rete): Due parole rispetto ai lavori della Commissione 4. Come Rete abbiamo inserito l’opportunità di un’analisi dei costi/benefici dell’intera raccolta rifiuti non solo del porta a porta. Basti sapere che ad oggi la sola gestione del porta a porta per i Castelli serviti per come è strutturata ci costa 2 milioni di euro all’anno. Per l’estensione sarebbero serviti 5 milioni. Più 5 milioni per smaltire il rifiuto indifferenziato. Ce lo possiamo permettere? Sarebbe stato giusto estendere il porta a porta su tutto il territorio? Necessario ricalibrare gli sforzi per passare da una gestione errata alla riduzione della produzione del rifiuto: con una differenziata corretta, sostenibile e virtuosa, che riduca la nostra dipendenza dai territorio limitrofi. Dall’opposizione rispetto a questo arrivano critiche. A monte non c’è un controllo sulla qualità del raccolto differenziato e il risultato è un organico dove dentro c’è di tutto. Non basta fare mea culpa a fronte di un ordine del giorno dell’ex maggioranza che prevedeva l’estensione del porta a porta su tutto il territorio. Nulla è stato fatto. Oggi come Paese ci troveremo a pagare oltre un milione di euro per il fallimento dell’ex Beccari. Anche per questo Rete ha chiesto di attivarsi per concludere convenzioni ferme all’anno zero e avere la possibilità di vendere i rifiuti differenziati. Chi oggi si spaccia per paladino dell’ambiente ci lascia in eredità costi enormi e una maggiore quantità di rifiuti da mandare ad incenerire. E’ certo che dobbiamo cercare di raggiungere gli obiettivi dell’accordo con l’Emilia – Romagna, ma a qualunque costo? Non sarebbe meglio guardare oltre?

Vladimiro Selva (Libera): Arcangeloni, le ricordo che un anno e mezzo fa la stessa Rete ha presentato un ordine del giorno in cui chiedeva l’estensione del porta a porta su tutto il territorio. Io ho sostenuto che c’è un problema serio, ma lei sta dicendo che dobbiamo abbandonare la parte buona del lavoro che abbiamo fatto, abbandonando le buone abitudini dei cittadini e facendo tornare i cassonetti sulle strade. E’ chiaro che ci sono dei costi maggiori nel porta a porta, ma non paghiamo più le 180 euro a tonnellata per lo smaltimento, anche senza entrare nel consorzio Conai, cosa che però riteniamo fondamentale.

Andrea Zafferani (Rf): Il Segretario Canti ha detto che il porta a porta ormai è superato. Significa che la decisione è già stata presa. La domanda molto semplice che Rete deve farsi è: perché la soluzione rispetto a queste posizioni condivisibili è distruggere il porta a porta anziché risolvere i problemi rimasti aperti? Perché Rete non lotta per fare tariffazione puntuale, non mischiare i cassonetti, estendere il porta a porta, fare accordi? Perché i consiglieri di Rete non lottano per raggiungere questi obiettivi? Ci sono dei temi piuttosto centrali che voglio sottolineare. Ogni sistema che si introduce ha dei costi fissi. Come pensate di raggiungere determinate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi? Come pensate di fare questo? Prima bisogna fare un ragionamento pragmatico. Il modo più vicino per rispettare quell’accordo con l’Emilia – Romagna è il porta a porta. Due parole sul tema della pediatria. Noi siamo rimasti al fatto che il primario sarebbe andato in pensione. Abbiamo scoperto da un comunicato stampa non smentito – che quindi suppongo essere vero – che c’è una riorganizzazione del servizio ed è per questo che il primario se n’è andato. Non abbiamo saputo nulla di questa riorganizzazione. Perplessità anche sul modo con cui si è scelto il nuovo primario. E’ emersa una indiscrezione sui giornali, mi auguro sia la persona più brava del mondo. Detto questo, c’è una legge che prevede delle procedure e dei concorsi. Non esiste che il Segretario di Stato faccia i colloqui con chi decide lui. Dov’è la trasparenza di Rete?

Eva Guidi (Libera): Stiamo attraversando la cosiddetta ‘fase 2’. Oggi sul tavolo il tema è quello di sostenere un intero comparto economico in condizioni di sicurezza andando a cercare i mezzi finanziari di cui si parla da tempo. Mezzi che prima erano fondamentali e ora sono indispensabili e indifferibili. Un riferimento sull’articolo 9 del Decreto, prescrizioni per test sierologici a pagamento, che risulta di difficile comprensione. La norma tende a rasentare l’incostituzionalità. Sfuggono le motivazioni di questa scelta in cui un cittadino si troverebbe nelle condizioni di pagarsi un tampone e soprattutto di non vedersi pagata la sua malattia e il suo isolamento. Cosa che non accadrebbe alla persona dell’ISS. Chi si fa parte diligente viene in qualche modo scoraggiato. La modalità di erogazione dei finanziamenti non deve contenere condizionamenti inaccettabili. La sovranità della nostra Repubblica è un bene inestimabile e va salvaguardata come prima cosa. Attenzione che le modalità di contrattazione del prestito vadano nella direzione del massimo rispetto dell’autonomia della nostra Repubblica. Il progetto complessivo a cui deve mirare il finanziamento deve individuare una serie di interventi che in più occasioni abbiamo indicato: sostegno alle imprese del territorio ma anche realizzazione di infrastrutture, piano regolatore, campus scolastico, parcheggi. Occorre anche sostenere settori strategici come turismo, cultura e università che genereranno nuovi indotti per lo Stato. Il prestito non deve essere utilizzato per la spesa corrente. Non facciamoci scudo del Covid per evitare di portare avanti riforme che sono indispensabili. Una è quella della riqualificazione della spesa pubblica. Abbiamo presentato a tal proposito un ordine del giorno.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): C’è una comunicazione della commissione congiunta del Parlamento del Regno Unito sui diritti umani che si raccomanda di tenere la guardia alta e di legiferare in maniera compatibile. I sammarinesi non sono secondi a nessuno in materia di tutela dei diritti umani. Siamo un punto di riferimento su questo argomento. Creare un testo di legge non deve essere una mera operazione tecnica ma anche un esercizio di filosofia del diritto. Non solo occorre ottenere il risultato tecnico e politico, ma bisogna rapportarsi con un senso di giustizia superiore nei confronti dell’uomo. Mi riferisco al diritto alla vita, ad una esistenza dignitosa. E’ vero però che il legislatore non può regolare tutti gli aspetti della vita dei propri cittadini. Deve subentrare la sensibilità dei controllori. Sensibilità e buonsenso che devono essere guidati dal rispetto dell’equilibrio per i diritti umani. Non tutti possono avere questa sensibilità. Le leggi devono essere chiare e focalizzate fin da subito su questi aspetti. Un organismo di tutela dei diritti fondamentali analogo a quello del Regno Unito potrebbe portare solo un contributo in più. E’ evidente che a volte anche solo semplicemente nel tentativo di fare la cosa più giusta seppure in buona fase è possibile eccedere. Non dobbiamo chiuderci a riccio e difendere posizioni di ruolo. Dobbiamo creare dibattiti seri per evitare di non ripetere in futuro gli stessi errori. Concludo ringraziando il Governo per la sensibilità dimostrata ma auspico che la guardia a difesa di questo genere di diritti sia tenuta sempre più alta.

Pasquale Valentini (Pdcs): Vado a leggere la bozza di lettere che invierò al presidente del comitato misto del Regno Unito e la lettera che stiamo inviando al parlamento del Lussemburgo e ai parlamenti dei piccoli Stati d’Europa. “La vigilanza sui diritti umani è compito prioritario di ciascun membro del nostro parlamento, anche se nel nostro ordinamento non è prevista la presenza di una apposita commissione. All’interno della commissione che rappresento si è espressa profonda convinzione che l’emergenza sanitaria non possa essere usata a giustificazione di azioni che contrastino con lo stato di diritto. Vorrei portare all’attenzione due iniziative di rilevanza. La prima riguarda la normativa di emergenza adottata dal Governo e ratificata dal parlamento con la quale si limita l’esercizio di diritti e libertà. Consapevole di questo, l’esecutivo ha autorizzato il ministro degli Esteri a notificare agli organismi internazionali. La seconda iniziativa riguarda l’uso della ventilazione assistita nei casi di disabilità. Su questo tema abbiamo ottenuto anche un riconoscimento internazionale.

Paola Barbara Gozi (Pdcs): Sul tema della maternità surrogata. Non tutto ciò che è realizzabile con la tecnica è lecito. Era già stato presentato un ordine del giorno che chiedeva di vietare la pratica della maternità surrogata a San Marino. Successivamente ci fu un’Istanza d’arengo su utero in affitto e fecondazione eterologa. Istanza bocciata. Nella stessa seduta approvato ordine del giorno per progetto di legge da emanarsi entro l’anno 2018. Di fronte al perdurare di un vuoto legislativo da colmare, chiediamo di rinnovare la stesura di un progetto di legge che vieti la pratica della maternità surrogata.

Daniela Giannoni (Rete): Mi chiedo se il dirigente del tribunale stia eseguendo un lavoro adeguato al nostro Paese. Mi chiedo se sia opportuno che si esponga pubblicamente sui media italiani abitualmente. Non si parla di uno scivolone ma di un comportamento ripetuto. Mi complimento con il Segretario Ciavatta per la nomina a rappresentante Oms per la Regione Europa. Vorrei che la tenacia che il nostro Paese ha dimostrato sia apprezzata anche internamente.

Rossano Fabbri (Libera): Sui rifiuti c’è un ritorno indietro troppo frettoloso senza tenere conto dei pro e dei contro. Venendo agli argomenti di stretta attualità. Il Governo è in confusione e c’è una discrasia tra quello che si fa e quello che si dice. Il problema che deve porsi questo Stato non è solo relativo alle affermazioni di quel magistrato dirigente. Il problema non è solo quello che dice. E’ che quando uno si assume l’onore e l’onore di amministrare la giustizia, rinuncia a una parte pur legittima di libertà di pensione per essere e apparire super partes. Non bastano le affermazioni di principio a quelle che sono le volontà. Se la risposta è ‘togliere lo stipendio’, io ritengo che ben altro si possa chiarire affinché ognuno di noi possa esprimere la propria posizione in astratto. Sulla dottoressa Pivetti ci sono quattro procure italiane che indagano. Chiedo se anche nella Repubblica di San Marino ci sono fascicoli giudiziari che possano far luce su questa vicenda.

Gerardo Giovagnoli (Npr): Il nostro Stato non ha strumenti per convertire rifiuti in energia e tutto quello che consumiamo viene importato. Importiamo ed esportiamo e i due processi costano. Occorre fare un ragionamento più avanzato. Pur essendoci diversi parametri sovrapponibili ai nostri, la realtà poi è diversa. Forse bisogna fare uno studio più approfondito del nostro Paese per indirizzare meglio la scelta per il futuro. Credo sia il momento giusto di farlo. Il sistema che abbiamo di trattamento dell’umido e di conversione in compost è inefficace. Il macchinario che fa questo processo è costoso e non funziona.

Michele Muratori (Libera): Il 3 maggio si è celebrata in tutto il mondo la giornata sulla libertà di stampa. Dodici giorni dopo esce a San Marino il decreto 78 con l’articolo 4, sulla divulgazione dei dati epidemiologici ISS: chiedo molto sinceramente dei chiarimenti. Sono davvero curioso di sapere cosa ne pensa la CEDU o comunque le organizzazioni internazionali. Invito il Segretario di Stato Lonfernini. A mio avviso introduce un serio e pericolosissimo bavaglio per la stampa. Sul tema della riorganizzazione sanitaria. Per quanto riguarda il dipartimento socio sanitario abbiamo un direttore, Cinzia Cesarini. Sotto di esso abbiamo cinque UOC. Il Governo cosa fa? Non interpella né il direttore né i dirigenti delle varie UOC, ma nomina un settimo livello, un educatore. Questo settimo livello dovrebbe andare a coordinare dirigenti che sono al decimo livello. La scala gerarchica andrebbe rispettata. Qualora si renda necessaria l’organizzazione di un gruppo per la riattivazione dell’ISS, si dovrebbero interpellare i due dirigenti. Nel frattempo abbiamo la Commissione 4 ed esce l’ordine del giorno sottoscritto dalla maggioranza, datato 8 maggio 2020. Mi associo alla preoccupazione per la fuga dei primari. Il settore della pediatria è estremamente delicato, che già nella passata legislatura aveva creato parecchie difficoltà. Noi abbiamo il dottor Romeo che ha avanzato le proprie dimissioni. Tutto tace e nessuno dice niente. Esprimo la preoccupazione per la mancata conferma di un professionista del genere. Credo non sia nemmeno dignitoso e nemmeno umanamente giustificabile che davanti alla fuga di un primario come il dottor Romeo si avanzino motivazioni di natura personale. La verità è un’altra: non lo avete ascoltato. Questa è una cosa gravissima.

Maria Luisa Berti (Npr): Compete ad ogni soggetto che ha degli incarichi istituzionali svolgere il proprio mandato nell’ambito dei principi costituzionali. Penso abbia fatto bene il Segretario di Stato a soffermarsi su questa anomalia, che ha creato e continua a creare un certo imbarazzo al nostro Paese. Si deve evitare in questi contesti e in questi ruoli di scendere per un discorso di opportunità a svolgere delle critiche verso le istituzioni italiane. Sarebbe opportuno invitare il dirigente ad astenersi almeno in futuro da questo tipo di affermazioni. Ritengo sia opportuno portare questa questione nell’ambito della Commissione Affari di giustizia.

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Report della Commissione Sanità dell’8 maggio – pomeriggio https://www.dire.it/08-05-2020/457941-report-della-commissione-sanita-dell8-maggio-pomeriggio/ Fri, 08 May 2020 17:59:55 +0000 https://www.dire.it/?p=457941

I lavori della Commissione Sanità

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SAN MARINO – Nella seduta pomeridiana della Commissione Igiene e Sanità si continua a discutere dell’emergenza Covid-19 dopo le audizioni nella mattinata dei rappresentanti del gruppo di coordinamento. “C’è un motivo per cui non si è dato più spazio all’isolamento presso strutture al di fuori delle abitazioni? – domanda Guerrino Zanotti (Libera) – Infatti il Segretario Ciavatta ci ha già riferito che solo pochi casi sono stati isolati in strutture al di fuori dell’abitazione familiare”. Gloria Arcangeloni (Rete) chiede delucidazioni sui “soggetti positivi da lungo tempo con sintomatologie lievi o inesistenti” e sull’eventuale ricorso “alle cure al plasma di cui si parla tanto in questi giorni”. “Unitamente alla seconda fase – è l’appello di Giancarlo Venturini (Pdcs) – è importante che si possa riavviare quel percorso di ripristino delle attività in pertinenza dei singoli reparti dell’ospedale”. Giacomo Simoncini (Npr) chiede quale sia stato il riscontro in merito all’utilizzo dei farmaci off-label.

“Ho già detto che la prevenzione non sta negli screening ma nei comportamenti – rimarca il commissario straordinario Massimo Arlotti -. In questa fase stiamo facendo in modo di ridurre il numero di persone positive che vanno al lavoro. Altri paesi, come l’Italia, non fanno questo programma, è un programma made in San Marino”. “Quello con il plasma – continua Arlotti – è un approccio che reputo serio. Lo studio sul plasma è scientificamente corretto, tant’è che ho preso contatti con la Ausl Romagna che sta preparando un protocollo”.

Infine “con alcuni farmaci abbiamo avuto risultati certamente importanti, ma lo dico come impressione personale e non come evidenza”. In fase di replica, Miriam Farinelli (Rf) ritorna sulle polemiche della mattinata riguardanti le dimissioni dei medici. “Volevo puntualizzare che il dottor Romeo non va in pensione. Il dottor Romeo si è dimesso: non so se andrà in pensione, ma non ne aveva intenzione. Essere direttore non vuol dire fare l’ambulatorio, ma gestire il personale, fare formazione, linee guida, far sì che tutte le persone che entrano in quel reparto rispettino le linee guida. Vuol dire avere la responsabilità di tutto”.

“Pur con tutte le attenuanti del caso legate a una situazione straordinaria – dice Marika Montemaggi (Libera) – il ruolo dell’opposizione è di verificare se ci sono state responsabilità politiche o organizzative”. Il riferimento è in particolar modo “al reparto di Medicina e al Colore del Grano”. “La nomina del comitato esecutivo è urgentissima, dovremo provvedere nei prossimi giorni – dice il Segretario di Stato Roberto Ciavatta, evidenziando “che ci sono gravi carenze nella struttura ospedaliera” a partire dai “controlli su ciò che accade a livello di orari, presenza fisica e altre dinamiche, ad esempio sul lato amministrativo, le manutenzioni, gli appalti e la gestione del personale”.

Quanto alla diffusione del virus in determinate strutture, “ci sono state anche indagini amministrative nei casi in cui siano state segnalate ipotetiche condotte che potrebbero avere alimentato i contagi”. A tal proposito, “l’esito dell’indagine amministrativa sul Colore del Grano non mi ha soddisfatto e mi auguro che ci sia la possibilità di riaprire ulteriori indagini”. Viene quindi data lettura di un Ordine del giorno della maggioranza: le forze di opposizione propongono alcune modifiche ed integrazioni, che però non vengono recepite. Si va così al voto e l’Odg viene approvato con 9 voti favorevoli e 3 contrari. I lavori della Commissione riprenderanno martedì 12 con il Comma numero 3.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 2

Audizione del Commissario Straordinario, del Gruppo di Coordinamento delle Emergenze Sanitarie, del Capo della Protezione Civile o suo delegato, del Comitato Esecutivo dell’I.S.S., del Direttore del Dipartimento Ospedaliero, del Direttore del Dipartimento Socio Sanitario, del Direttore U.O. Cure Primarie e salute territoriale e successivo dibattito

Guerrino Zanotti (Libera): Colgo l’occasione per ringraziare tutta la struttura ospedaliera e i professionisti che si sono adoperati in questo periodo. Obiettivo del confronto è di usufruire delle stesse informazioni che hanno i diretti responsabili della gestione di questa fase. Ci è stato detto che è importante fare test sierologici se questi vengono accompagnati in tempi rapidissimi dai tamponi. Quindi ci è stato detto che non siamo in grado in questo momento di aumentare lo screening in termini numerici perché non saremmo in grado di garantire i tamponi. Vogliamo evidenziare una preoccupazione che comunque fa pensare che il rischio latente di una recrudescenza dei contagi possa essere reale. Questo credo sia giusto evidenziarlo. C’è un motivo per cui non si è dato più spazio all’isolamento presso strutture al di fuori delle abitazioni? Il Segretario Ciavatta ci ha già riferito che solo pochi casi sono stati isolati in strutture al di fuori dell’abitazione familiare. Per fortuna non abbiamo registrato decessi tra il personale sanitario, nelle Rsa ci sono stati dei casi ma sono stati contenuti, purtroppo nel Colore del Grano ci sono stati quattro decessi, ogni perdita è un dolore immenso, ma dobbiamo essere grati per come si è lavorato perché i risultati vanno evidenziati. Un tema sul quale voglio sollecitare il Governo è quello della gestione dei rifiuti. Abbiamo accolto positivamente il fatto che l’aria e l’ambiente abbiano risentito in maniera positiva del lockdown. Dobbiamo pensare al dopo. C’è una produzione di rifiuti, che poi vanno trattati. Chiedo attenzione nella gestione dei rifiuti perché sarà un tema su cui bisognerà confrontarsi. Una richiesta direttamente al Segretario Ciavatta: abbiamo visto la delibera del comitato esecutivo della dottoressa Malpelli come responsabile della riattivazione delle attività socio-sanitarie. Si parla anche della creazione di un gruppo di lavoro che può essere interpellato. E’ un tema importantissimo, però credo che in questo caso debba esserci un lavoro di equipe e di gruppo. E’ pur vero che la coesione politica si ha quando c’è coinvolgimento. Coinvolgimento che fino ad oggi non è stato esattamente perseguito.

Gloria Arcangeloni (Rete): Le mie domande sono tecniche. Ci sono casi di soggetti positivi da lungo tempo con sintomatologie lievi o inesistenti. La domanda è: nel circondario sono state riscontrate queste tipologie di quarantene e come sono state affrontate? Il dottor Arlotti ha affermato che il virus sta diventando sistematico. Vorrei capire che cosa volesse dire. Dobbiamo aspettarci una aggressività diversa? Si è tanto parlato in questi giorni di cure al plasma: mi chiedono se questa è una opzione che è stata tenuta in considerazione.

Emanuele Santi (Rete): Parlo da genitore. Vorrei sapere da voi, in base alla vostra esperienza, qual è l’opinione che vi siete fatti sulla correlazione tra la sindrome di Kawasaki e il Coronavirus.

Giancarlo Venturini (Pdcs): Sono state convertite temporaneamente alcune parti dell’ospedale per fronteggiare questa emergenza e ricoverare gli infettati. Mentre altre realtà del circondario hanno inviato i pazienti in altre strutture sanitarie, solo un nostro paziente è stato mandato a Rimini, gli altri li abbiamo trattati nelle nostre strutture. Siamo consapevoli che nella fase iniziale alcune cose forse non sono andate come dovevano. E’ iniziata la fase 2: concordo con chi dice che la partita ora la si gioca sul territorio. Come ha detto il commissario Arlotti, importante sarà il ruolo che la sanità pubblica dovrà svolgere in questo periodo. In tale contesto si inserisce il discorso dello screening. Poi attivare gradualmente tutte le attività con il maggiore grado di sicurezza per tutti. Unitamente alla seconda fase è importante che si possa riavviare quel percorso di ripristino delle attività in pertinenza dei singoli reparti dell’ospedale. Al termine del dibattito presenteremo un ordine del giorno che naturalmente è aperto alla condivisione anche da parte delle forze di opposizione.

Giacomo Simoncini (Npr): Nel riferimento di oggi si è parlato di farmaci offlabel. I media hanno parlato dell’Avigan e del farmaco anti malarico. L’utilizzo di questi farmaci è stato utile oppure sono stati più rischiosi gli effetti collaterali? Una curiosità: per quanto tempo dovremmo convivere con il Covid-19 e se ci dovremo aspettare in futuro un Covid-20?

Oscar Mina (Pdcs): Questa mattina il dottor Arlotti ha parlato di prevenzione e controllo. La mia domanda verte di più sul controllo. Controlli oggettivi ad aziende ed attività che ripartiranno. E’ chiaro che la collaborazione con le aziende non so a che livello è nei termini di attuazione. Esiste già una fase di programmazione di questi controlli in questa fase e nella fase di avvio di altre attività?

Commissario Massimo Arlotti: Ho già detto questa mattina che la prevenzione non sta negli screening ma nei comportamenti. Stiamo accompagnando questa fase in modo tale da ridurre il numero di persone positive che vanno al lavoro. Altri paesi, come l’Italia, non fanno questo programma. E’ un programma made in San Marino. Piuttosto che criticare questo programma bisognerebbe vederne l’elemento di novità. La discussione è: quante persone si è riusciti a non far morire? Il confronto con altre realtà non credo che penalizzi questo Stato. Questa mortalità la ritengo un successo e non un problema. Il problema dei positivi per lungo tempo. Ci sono una infinità di variabili che non possono essere comprese. Le manifestazioni si distribuiscono lungo una curva gaussiana: chiaramente ci sono anche degli estremi. La maggior parte delle persone perde il virus dopo il primo mese. Ci sono persone che negativizzano dopo 5,6 giorni, altre dopo due mesi. Non c’è un farmaco per far negativizzare un tampone. Abbiamo test qualitativi per la ricerca del virus. Questi test dicono: c’è o non c’è. L’unica risposta che possiamo dare a queste persone e se si tratta di un residuo di virus ormai inerte e quindi il rischio di contagio non c’è più. Non è il virus sistemico, ma è la malattia sistematica: è stato trovato in una infinità di tessuti. Il Covid non è una malattia respiratoria, ma sistemica. L’approccio con il plasma lo considero un approccio serio. Ci sono studi che stanno cercando di capire la reale efficacia. Con cosa lo confronti? Con niente o con altre soluzioni? Lo studio sul plasma è scientificamente corretto, tant’è che ho preso contatti con la Ausl Romagna che sta preparando un protocollo. Tutte le persone positive a San Marino sono tracciate. La sindrome di Kawasaki è una sindrome da attivazione immunitaria. Il rischio è che possa dare delle alterazioni a carico delle coronarie. E’ legata al Covid? Sicuro che è legata al Covid. E’ certo che ci sia una correlazione. Molto del lavoro che è stato fatto è dovuto alla capacità di reazione di chi ha governato questo processo e delle persone che hanno lavorato in questo processo. Bisogna riaprire le attività dell’ospedale, il diritto alla sicurezza è un diritto per tutti. Bisogna riaprire l’ospedale facendo in odo che chi entri nell’ospedale non prenda altre malattie. I farmaci offlabel hanno funzionato? Difficile dirlo. Quando uno non fa uno studio con un controllo, quello che viene fuori sono impressioni, non sono evidenze. Noi abbiamo una serie di impressioni. Abbiamo cercato di avere il consenso informato. Con alcuni farmaci abbiamo avuto risultati certamente importanti, ma lo dico come impressione personale e non come evidenza. Non so se ci sarà un Covid-20, ma questo mondo avrà sicuramente altre epidemie. Più sfidiamo la natura più questo sarà possibile. Sui controlli nelle aziende. Mi sono raccomandato di tenere conto anche le persone con sintomi lievi. Ma se i datori di lavoro non fanno la loro parte, tutto questo rischia di essere un fallimento.

Dott.ssa Ivonne Zoffoli (Direzione Dipartimento Ospedaliero): In questa fase è assolutamente necessario arrivare a una riapertura dell’ospedale di concerto con tutte le figure che operano nell’ospedale: professionisti, direttori, collaboratori, coordinatori. Il documento per la riapertura è già stata scritto seguendo le linee di indirizzo del commissario. Ma sicuramente quel documento andrà rivisto quando tutta la situazione tornerà gradualmente alla normalità. E’ un primo documento che dovrà essere rivisto aspettando un tempo congruo per vedere cosa ci succede alla riapertura di tutte le attività. Quello che non vogliamo è un’altra onda d’urto come quella di marzo. Sarebbe una sconfitta.

Segretario di Stato Stefano Canti: Vorrei fare riferimento a quello che diceva il commissario Zanotti in riferimento all’aspetto ambientale sui rifiuti. Da quando è partita questa emergenza sanitaria, la questione dei rifiuti prodotti da persone positive, l’argomento è stato subito posto all’attenzione del gruppo per le emergenze. La Segreteria e l’AASS hanno emesso un regolamento dove si dice che il rifiuto va chiuso in sacchetti neri e gestito come rifiuto indifferenziato.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Tanti medici e tanti infermieri hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e ci hanno messo del loro. Per questo vanno ringraziati. Dovremo integrare la necessità e l’urgenza di fa ripartire l’ospedale con l’obbligo di mantenere il personale impegnato nel contrasto al virus nei ruoli che stanno seguendo in questo momento. Sulla normalità per l’ospedale in futuro si dovrà aprire un ampio dibattito che condurrà a una rivisitazione della struttura in una forma più dinamica e integrata rispetto alle sfide che verranno. Rispetto al gruppo per le emergenze, si tratta di un gruppo interno all’ISS e gratuito. Crediamo sia indispensabile indicare le persone che devono occuparsi di ogni reparto. Abbiamo inteso non mettere alcun primario se non il primario di chirurgia.

Miriam Farinelli (Rf): Abbiamo capito tutti che dobbiamo investire in sanità, tecnologie e persone. In più dobbiamo essere sempre pronti a far fronte a delle situazioni improvvise. Dobbiamo cercare di fidelizzare le persone che lavorano con noi e proteggono la nostra salute, a cominciare dai precari. Ciavatta ha parlato di un manager per la struttura sanitaria. Assolutamente vero, ma si parla di manager sanitari. Ci sono dei percorsi di formazione specifica. Volevo puntualizzare che il dottor Romeo non va in pensione. Il dottor Romeo si è dimesso: non so se andrà in pensione, ma non ne aveva intenzione. Essere direttore non vuol dire fare l’ambulatorio, ma gestire il personale, fare formazione, linee guida, far sì che tutte le persone che entrano in quel reparto rispettino le linee guida. Vuol dire avere la responsabilità di tutto.

Marika Montemaggi (Libera): Sentire etichettare ogni richiesta di chiarimento come una polemica sterile crea del disagio. Non abbiamo fatto polemica sul numero dei decessi. Dobbiamo andare a capire cosa è successo in determinate situazioni. Ho il ruolo di capire se ci sono state delle responsabilità. Visto che il livello di informazioni che può avere l’opposizione è limitato, vorrei capire le dinamiche che si sono sviluppate quando è cominciata l’emergenza, cosa è successo nel reparto di Geriatria, nel Colore del Grano e nel reparto di medicina, con tutte le attenuanti del caso perché si tratta di una emergenza per tutti. Se sono state fatte delle scelte con una responsabilità politica e gestionale e si sono decise chiusure di alcune cose e sono stati lasciati aperti altri spazi, bisogna indagare. Credo che sia dovere della politica sapere cos’è successo in certi ambienti. Nessuno vuole scaricare o addossare la colpa, non si vuole trovare un colpevole, ma abbiamo bisogno di avere maggiori informazioni.

Guerrino Zanotti (Libera): Frustrante partecipare a riunioni della commissione come questa dove in maniera civile abbiamo posto delle domande. Questa è l’unica sede dove possiamo svolgere il nostro ruolo. C’è stato un intervento di un membro della maggioranza che ci ha bollato come sterili polemiche. Quantomeno vi prego: il confronto, se civile, va accettato. I gruppi di studio per il riavvio delle attività ospedaliere: il Segretario dice che si è scelto di non coinvolgere i dirigenti dei dipartimenti perché impegnati su altri fronti, io non la ritengo una scelta giusta.

Emanuele Santi (Rete): Quello che è emerso questa mattina in maniera chiara è che non ci siamo fatti cogliere impreparati rispetto all’emergenza. Sono stati creati percorsi destinati ai malati Covid e non Covid. E’ stato riorganizzata la medicina territoriale che prima di fatto non esisteva. Se possiamo vantare una percentuale di mortalità più bassa rispetto ad altri Paesi vuol dire che siamo riusciti a limitare i danni. Su questo siamo stati previdenti e abbiamo attenuato il colpo. In questo momento è fondamentale accompagnare la fase 2 con chi ha gestito bene la fase 1. Doveroso prendersi l’impegno di attivare un percorso per il nuovo comitato esecutivo dell’Iss. Va fatta una revisione di quelle che sono state le rilevazioni fatte negli anni rispetto al bilancio dell’Iss, che negli ultimi anni ha visto lievitare i costi mentre i servizi non sono migliorati.

Francesca Civerchia (Pdcs): Mi associo alle considerazioni del commissario Santi sulla fase 2. Vado a leggere l’ordine del giorno aperto che abbiamo elaborato.

Vladimiro Selva (Libera): Rispetto all’ordine del giorno noi rileviamo delle distanze che non so se riteniamo essere colmabili. Il lockdown ha portato a una riduzione significativa del numero di pazienti che hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Dall’altro lato però nell’Odg non emerge nulla sulla gravità del modo con cui il Covid ha colpito la nostra comunità. Poi c’è l’importanza di condividere delle informazioni. Noi oggi per la prima volta abbiamo avuto la possibilità di fare domande su quello che stava avvenendo. Noi vorremmo che in futuro ci fosse un percorso democratico che non è quello del decreto legge. Un’altra richiesta è quella di avere riferimenti più frequenti in modo tale da potere avere informazioni e poter fare qualche proposta. Altra cosa che sarebbe interessante, per capire dove eventualmente si può avere fatto qualche errore: verificare le dinamiche con cui alcuni focolai hanno avuto origine. Si parla di un gruppo di lavoro per la ripartenza ospedaliera, ma non abbiamo ben capito perché si saltano quelli che oggi sono i direttori dei dipartimenti. Qual è la logica?

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Il dibattito di oggi è stato certamente critico ma non polemico e quindi costruttivo. La nomina del comitato esecutivo è urgentissima, dovremo provvedere nei prossimi giorni. Quando parlo di manager ovviamente parlo di figure che abbiano una esperienza ospedaliera. Ci sono gravi carenze nella struttura ospedaliera rispetto ad alcuni requisiti. A partire sui controlli di ciò che accade a livello di orari, presenza fisica e altre dinamiche, ad esempio sul lato amministrativo, le manutenzioni, gli appalti e la gestione del personale. Dobbiamo cercare di andare al di là della nostra professione e cercare di guardare le cose più in generale. L’ospedale non è avulso da un sistema economico. Al di là delle considerazioni sindacali, si deve fare un discorso di prospettiva. Tenere stretto il personale che abbiamo è giusto, ma questo non significa che non dobbiamo pretendere determinati criteri. Ci sono conflittualità tra i primariati che forse in questa fase è il caso di non alimentare. Per quanto riguarda le indagini. I luoghi dove ci sono stati dei contagi hanno tutti avuto un’indagine epidemiologica. Si deve capire da dove è arrivato il contagio per comprendere su chi andare a fare screening. Ci sono state anche indagini amministrative nei casi in cui siano state segnalate ipotetiche condotte che potrebbero avere alimentato i contagi. L’esito dell’indagine amministrativa sul Colore del Grano non mi ha soddisfatto e mi auguro che ci sia la possibilità di riaprire ulteriori indagini.

Maria Luisa Berti (Npr): Ci è stata consegnata una possibilità di modifica da parte dell’opposizione rispetto all’ordine del giorno. Il tempo della sospensione ci è stato utile per valutare le parti aggiunte o modificate. Ci sentiamo di non poter condividere le modifiche. In primo luogo per motivazioni politiche. Nelle integrazioni si stigmatizza l’azione di Governo nell’affrontare l’emergenza. Questo a nostro modo di vedere è inaccettabile. La nostra impostazione non era quella di tessere le lodi del Governo ma prende atto del lavoro svolto dai vari soggetti e guardare alla fase 2. C’è una velata critica rispetto a quella che può essere stato l’utilizzo dello strumento normativo del decreto legge. Un qualcosa che non ci sentiamo di normare, perché nel momento in cui il Paese torna alla sua normalità anche il Consiglio Grande e Generale riprende la sua funzione normativa. Viene fatta richiesta di convocare con assiduità la Commissione alla presenza di commissari e tecnici di settore. Noi ci sentiamo di dire: lasciamo lavorare i tecnici di settore, non togliamo loro tempo utile. Se la necessità è avere un rendiconto, questo può essere fornito al presidente della Commissione. Non appesantiamo il loro carico. C’è la richiesta di avvio ulteriori verifiche sulle dinamiche di contagio. Aspettiamo che la situazione finisca, poi ci sarà il momento di fare le verifiche e rilevare eventuali responsabilità. Oggi deve essere fatto proprio l’appello del commissario Arlotti: la politica deve fare sistema ed evitare le strumentalizzazioni politiche.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Come detto in precedenza l’Odg della maggioranza vede il mio favore nel rispetto dell’indipendenza della commissione in cui io sono ospite. I membri delle commissioni dovranno fare le loro valutazioni. Alcuni degli elementi richiesti vanno da sé. La verifica di eventuali responsabilità, per indole e appartenenza politica, è nelle mie corde la volontà di fare chiarezza, come ho detto precedentemente. Cercheremo di fare chiarezza su tutto. C’è una difficoltà logistica nell’appurare quando il virus è entrato nella struttura, ma una eventuale responsabilità determina sanzioni amministrative.

Vladimiro Selva (Libera): Abbiamo espresso una opinione diversa dalla vostra sulla tempestività dell’azione del Governo. A nostro avviso non è stato tutto perfetto: non lo diciamo per voler negare quanto di buono è stato fatto anche dalla Segreteria. Nel suo complesso il Governo ha avuto almeno nella fase iniziale un po’ di titubanza. E’ una convinzione a cui non possiamo rinunciare e che quindi non ci vede d’accordo con questo Odg. Si parla di politica unita, ma questo non vuol dire che dobbiamo applaudirvi senza entrare nel merito delle informazioni. Basterebbe strutturare dei processi di condivisione delle informazioni. Crediamo non ci sia nulla da nascondere e un po’ fidarsi della responsabilità di chi è all’opposizione.

Francesca Civerchia (Pdcs): Dispiace il fatto che non siamo riusciti a condividere un ordine del giorno così delicato e importante. Mi dispiace per la richiesta dell’opposizione di cancellare il ringraziamento al Congresso di Stato. A nostro avviso il lavoro fatto dai Segretari ha richiesto moltissimo tempo ed è stato molto intenso. Lo stesso Segretario di Stato ha ammesso che la gestione è stata complicata, nessuno di noi si aspettava una pandemia, ma il nostro sistema sanitario ha retto bene.

Emanuele Santi (Rete): Riteniamo che nella fase 2 sia importante che la squadra che si è comportata bene nella fase 1 sia riconfermata. Giusto anche il passaggio sulla nuova governance dell’ISS.

Gaetano Troina (Domani Motus Liberi): Una considerazione sull’iniziale titubanza del Governo. Considerato che il Governo si è insediato a gennaio, l’epidemia è cominciata a febbraio, io penso sia naturale che servissero tempi per capire la situazione in cui operare. Noi voteremo favorevolmente all’Odg.

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Report della Commissione sanità dell’8 maggio – mattina https://www.dire.it/08-05-2020/457924-report-della-commissione-sanita-dell8-maggio-mattina/ Fri, 08 May 2020 17:33:41 +0000 https://www.dire.it/?p=457924

I lavori della Commissione Sanità

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SAN MARINO – I lavori della Commissione si aprono con il Comma Comunicazioni. Vladimiro Selva (Libera) rivolge un appello all’ufficio di presidenza “relativamente alla possibilità di garantire aI cittadini di poter udire i lavori della Commissione”. Guerrino Zanotti (Libera) chiede invece chiarimenti circa “le dimissioni di medici dalla struttura ospedaliera”, in particolar modo “i dottori Romeo, Cruciani e Gasperoni” mentre Marika Montemaggi (Libera) richiede un aggiornamento su “eventuali violenze in ambito domestico”. Il Segretario Roberto Ciavatta ricorda che “la proposta di prevedere lo streaming anche nelle Commissioni era arrivata proprio dal Movimento Rete” ma era stata “bocciata su spinta di Rf”. La questione, aggiunge, “si può risolvere solo con una modifica del regolamento”.

A proposito delle dimissioni dei medici, Ciavatta ricorda, per quanto riguarda i tre nomi fatti da Zanotti, che si tratta “di persone che stanno andando o sono già in pensione”. “Romeo – spiega il Segretario – non fa ambulatorio: ho il dovere di trovare un primario che faccia anche ambulatorio garantendo anche la neonatologia. Siamo già al lavoro per trovare un sostituto”. Il dovere del Segretario di Stato “è di assicurare un controllo che non c’è stato per troppo tempo” afferma Ciavatta, che poi cita il caso di “un medico che per un mese mezzo, due mesi non si è presentato al lavoro” e della cui situazione “siamo venuti a conoscenza solo ieri”.

Si entra quindi nel vivo della Commissione con i riferimenti dei rappresentanti del gruppo di coordinamento sulle emergenze sanitarie. A prendere la parola è il Segretario di Stato Roberto Ciavatta il quale informa che “siamo giunti all’8% di tamponi sulla popolazione. Percentuale significativa che ci parifica alla Regione Veneto e che ci pone 4 volte al di sopra della media territoriale italiana. Si aggiunge un quasi 16% di test sierologici sulla popolazione”. Il Segretario di Stato rivendica “con orgoglio” il metodo San Marino per quanto attiene lo screening alla popolazione: “Da fuori si chiedono se la nostra strategia aggressiva nei confronti del virus possa salvare l’Europa. Sono già partiti alcuni studi con Università italiane”. Quindi il riferimento del Commissario straordinario, il dott. Massimo Arlotti, il quale anzitutto spende alcune parole sull’utilizzo dei farmaci. “ Ho dato indicazioni di usare farmaci antivirali subito e di usare farmaci inibitori della reazione immunitaria nel momento in cui essa si verificava”. Quindi un passaggio sul tema dell’assistenza domiciliare. “Sono state valutate le caratteristiche dell’ambiente della domiciliazione, è stato dato sostegno ed educazione per ridurre il rischio di contagio familiare, che spesso era una cosa già avvenuta”. Inoltre sono stati attivati “numeri di telefono dedicati con medici e infermieri di riferimento per i pazienti domiciliati. Il principio è stato di non lasciare solo anche chi era a casa”.

“Quello su cui stiamo investendo – precisa Arlotti – è la rapidità dell’intervento, che a mio avviso è più importante del numero di persone effettivamente testate. Se riusciamo a fare la diagnosi in giornata siamo in grado di tracciare i contatti ed attivare subito le quarantene”. In tal senso, “abbiamo fornito ai medici la possibilità di fare tamponi a chi ritenessero utile anche sulla base di sintomi minori”, mentre per le aziende “abbiamo messo in piedi un sistema di chiamata rapida”. Già testati “quasi 800 lavoratori”: il riscontro al virus è “dell’1 per cento sui sammarinesi e del 2 per cento nei frontalieri”.

A proposito dei decessi, chiarisce Arlotti, “le persone che hanno contratto Covid sono morte tutte in ospedale e con diagnosi: a San Marino non c’è nemmeno un morto di cui non sappiamo la causa. Il 60% delle persone decedute aveva un’età compresa tra 80 e gli oltre 90 anni e molti di loro avevano tumori o altre gravi patologie. E’ morta solo una persona sotto i 60 anni”. Inoltre “le strutture dove c’erano persone fragili hanno avuto dei contagi ma non ci sono state le stragi viste in Lombardia o altre Regioni italiane”. Valentina Ugolini, vice capo della Protezione Civile, dopo aver ricordato gli sforzi compiuti e le sinergie attivate, ribadisce la “necessità di attivare una norma specifica sul volontariato”. Spazio quindi alle domande dei Commissari e gli altri interventi.

“Quali possono essere gli scenari futuri per adeguare la nostra struttura ospedaliera?” domanda Miriam Farinelli (Rf). Marika Montemaggi (Libera) chiede invece se “in questa fase non sia possibile utilizzare le cliniche per incrementare il numero dei test sierologici e quindi avvantaggiarci un po’”. Poi aggiunge. “la nostra produzione interna basta a compensare il nostro fabbisogno di mascherine?” Maria Luisa Berti (Npr) ritiene che in futuro un ruolo fondamentale dovrà essere esercitato “dalla medicina di base, che negli ultimi anni ha invece avuto un depotenziamento”.

Per Vladimiro Selva (Libera) “sarebbe importante riuscire a definire il valore medio di positività nella popolazione”. Domanda inoltre “quali siano le relazioni con le Ausl” per la gestione dei frontalieri positivi. Arlotti torna a insistere sul concetto “della rapidità” piuttosto che “sui numeri” e sottolinea che nell’affrontare l’emergenza “abbiamo costruito una serie di competenze che se non venissero salvaguardate sarebbe un patrimonio buttato”. Poi aggiunge: “Quella sulle mascherine è una discussione da talk show”.

Gabriele Rinaldi chiarisce alcuni aspetti sul ricorso ai laboratori privati: “Non possiamo pensare di fare qualsiasi cosa”. Occorre conoscere prima “la precisione analitica delle metodiche”.

In chiusura la dottoresa Ivonne Zoffoli (Direzione Dipartimento Ospdaliero) ricorda che “il nostro ospedale è quasi completamente bloccato per quanto riguarda le normali attività dal 9 marzo scorso”. In queste settimane, aggiunge, “abbiamo lavorato a un documento per una riapertura parziale dei reparti”, ma “l’ospedale dovrà cambiare e non potrà più essere quello di prima”. “Tutte le degenze – puntualizza – dovranno essere necessariamente ad un letto. Tutte le unità operative dovranno avere una zona cuscinetto dove ricoverare i pazienti che arrivano in urgenza e hanno bisogno di essere studiati prima di essere messi in degenza ordinaria”.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 1 – Comunicazioni

Segretario di Stato Stefano Canti: Volevo prendere la parola per dare il benvenuto a tutti i colleghi consiglieri. Ringrazio tutti voi per essere qui oggi in questa seduta. Vi auguro un proficuo lavoro.

Vladimiro Selva (Libera): Intervengo circa una serie di email che si sono scambiate nella giornata di ieri relativamente alla possibilità di garantire a cittadini e membri del Consiglio Grande e Generale di poter udire i lavori della Commissione. Per molti è una occasione quasi unica di ascoltare il commissario generale. Crediamo che ci sia questa necessità. Con un po’ di rammarico aspettiamo di vedere cosa deciderà l’Ufficio di Presidenza in merito alla pubblicità che è possibile dare dell’attività delle Commissioni. Manifesto la volontà di dare la possibilità a tutti gli interessi di seguire i lavori.

Guerrino Zanotti (Libera): Siamo stati sollecitati sul tema delle dimissioni di medici dalla struttura ospedaliera. Abbiamo vissuto questo fenomeno in passato e ciò crea destabilizzazione. Abbiamo sentito del dott. Romeo, del dottor. Cruciani e del dott. Gasperoni. Ciò destabilizza la naturale serenità dei pazienti.

Marika Montemaggi (Libera): Auspico che il Segretario oggi possa informarci su quelle che possono essere state eventuali violenze in ambito domestico. I bambini sono stati quelli di cui si è parlato meno. Fermiamoci un attimo e cerchiamo di capire cosa è successo. Inoltre giungono voci di dimissioni in reparti come la Pediatria e la cosa preoccupa le famiglie.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Assolutamente favorevole a prevedere lo streaming delle Commissioni. Talmente favorevole che il mio gruppo lo aveva proposto alcuni mesi fa. Proposta bocciata alcuni mesi fa su spinta di Repubblica Futura. Se la domanda di prevedere lo streaming arriva con 24 ore di preavviso, è difficile. Abbiamo posti in tribunetta, sala stampa e nelle sale dei gruppi. Rimane il problema delle persone che vorrebbero seguire da casa: si può risolvere solo con una modifica del regolamento. Sulle dimissioni dei medici. Per i tre nominativi indicati la ragione indicata è quella dell’età: sono persone che stanno andando in pensione. Il dovere dell’ISS è di garantire una continuità. Io devo creare le condizioni per trovare dei sostituti che abbiano le competenze. Nicola Romeo non fa ambulatorio; ho il dovere di trovare un primario che faccia anche ambulatorio garantendo anche la neonatologia. Siamo al lavoro e abbiamo quasi definito il sostituto per questa posizione. Se ho un medico che per un mese mezzo, due mesi non si presenta al lavoro, cosa devo fare? Siamo venuti a conoscenza ieri di questa situazione, perché informati da cliniche private di Roma: il medico si è fatto sentire inviando le dimissioni. Se ho altri medici che fanno turni di 24 ore, devo andare a verificare cosa sta succedendo? Se ho guardie medico in servizio a Rimini e San Marino la stessa notte, cosa devo fare? Il Segretario alla Sanità non deve solo mantenere la situazione attuale, ma assicurare un controllo che non c’è stato per troppo tempo. Riguardo Cruciani è un medico in pensione, non è vero che si è dimesso: ha avuto il rinnovo del suo contratto a condizioni diverse. Per anni i medici che erano in quel reparto non hanno comunicato tra di loro. Stiamo intervenendo per creare le giuste condizioni. Non sono in possesso dei dati sulle violenze in ambito domestico, mi faccio carico di fornire questi elementi qualora ci fossero. Dall’inizio del lockdown, è stato attivato un numero per le emergenze. Non è vero che in questa sede non si è parlato di bambini. Stiamo studiando diverse soluzioni per andare incontro alle famiglie.

Marika Montemaggi (Libera): Mi auguro che l’indirizzo della politica sia di andare a rimarcare le esigenze delle famiglie. Abbiamo proposto una estensione dei congedi parentali. Non è la politica che deve gestire tutto, ma vogliamo ribadire il tema dell’inclusività: non vorremmo ci fossero delle ghettizzazioni.

Vladimiro Selva (Libera): Non credo sia necessario lo streaming. Quello delle Commissioni è un lavoro più tecnico. Quella che è la nostra valutazione è legata alla situazione attuale dell’emergenza e comporta difficoltà e rischi nel voler seguire i lavori della Commissione.

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: D’accordo sulla necessità di mantenere l’inclusività. Siamo al lavoro con lo staff del Segretario Belluzzi e con membri di maggioranza e opposizione per trovare le condizioni per evitare che coloro che più hanno subito questa fase possano tornare a una forma di normalità e dialogo.

Comma 2

Audizione del Commissario Straordinario, del Gruppo di Coordinamento delle Emergenze Sanitarie, del Capo della Protezione Civile o suo delegato, del Comitato Esecutivo dell’I.S.S., del Direttore del Dipartimento Ospedaliero, del Direttore del Dipartimento Socio Sanitario, del Direttore U.O. Cure Primarie e salute territoriale e successivo dibattito

Segretario di Stato Roberto Ciavatta: Un breve aggiornamento relativamente ad alcuni dati. Partiamo dal fatto che siamo giunti all’8% di tamponi sulla popolazione. Percentuale significativa che ci parifica alla Regione Veneto e che ci pone 4 volte al di sopra della media territoriale italiana. Si aggiunge un quasi 16% di test sierologici sulla popolazione. Naturalmente i due dati non vanno sommati. Sta di fatto che le due percentuali ci fanno dire che abbiamo fatto uno screening su una percentuale di popolazione se non altro del 20% e questo ci pone in testa alla classifica mondiale. Procediamo con una media di 250 test sierologici al giorno. Tutto ciò ci dà la possibilità di partire con una verifica dei potenziali cluster nei posti di lavoro. Stiamo verificando anche i frontalieri. Cliniche private come Villa Maria ci hanno chiesto di poter usufruire dei nostri laboratori analisi. C’è una attenzione dal circondario che ci fa dire che il nostro lavoro sia tenuto in buona considerazione. In una prima fase non abbiamo potuto far altro che arginare ciò che arrivava nell’ospedale, modificandolo strutturalmente anche nel giro di poche ore. La domanda che ci viene posta è perché molti impiegano più tempo a negativizzarsi. I farmaci utilizzati non riescono a sconfiggere il virus ma a ridurre i sintomi. La risposta immunitaria è dettata dalle condizioni di grado di forza del virus e dalla risposta fisica del soggetto. I deceduti: ad oggi siamo a 41. Ci sono state polemiche sulla percentuale dei decessi. Se andate a vedere i primi tre paesi del mondo sono tre piccoli Stati. Credo che le attività svolte e la possibilità di seguire personalmente quasi ogni singolo caso abbia determinato un risultato insperato. Ci troviamo all’interno di un focolaio che conta diverse migliaia di contagiati. Abbiamo ad oggi 339 positivi, la quasi totalità è asintomatica, e 228 tra guariti e dimessi. Da fuori si chiedono se la nostra strategia aggressiva nei confronti del virus possa salvare l’Europa. Sono già partiti alcuni studi con Università italiane. Forse è un qualcosa che se guardassimo con gli occhi dell’obiettività, dovrebbe essere motivo di orgoglio.

Segretario di Stato Stefano Canti: Il mio riferimento sarà finalizzato a fornire un aggiornamento alla data del 6 di maggio già comunicati la scorsa settimana. I primi dati sono quelli relativi al piano di assistenza alla popolazione. Piano di assistenza noto e apprezzato dalla cittadinanza. Sono 490 le consegne di medicinali presso abitazioni private, 970 le spese a domicilio. Fondamentale la collaborazione con la Protezione Civile dell’Emilia – Romagna che ha fornito due tende pneumatiche. Proficuo il lavoro con il capo della Protezione Civile Borrelli e il commissario straordinario Arcuri. Le donazioni fatte alla Protezione Civile ammonta a 810mila euro circa. Prima di chiudere mi sento di ringraziare la Protezione Civile per l’immenso lavoro fatto in questo periodo di emergenza sanitaria.

Massimo Arlotti (Commissario straordinario per l’emergenza): Sono arrivato qui a marzo quando era in corso l’ondata epidemica. Abbiamo cercato di provvedere all’assistenza alle persone che ne avevano bisogno. Reperire farmaci non è stato semplice. I farmaci somministrati sono tutti offlabel e quindi non hanno indicazione per il trattamento del virus: ci vuole il consenso delle persone e questo aggiunge difficoltà alla terapia. Di fronte a un fenomeno nuovo nessuno di noi sapeva il modo migliore di utilizzare queste molecole. Ho dato indicazioni di usare farmaci antivirali subito e di usare farmaci inibitori della reazione immunitaria nel momento in cui essa si verificava. Ciò al netto della possibilità di avere i farmaci. L’assistenza ai malati è stata la prima necessità. Siccome avevamo 80 persone ricoverate, ma la richiesta era almeno del doppio, siamo ricorsi a una assistenza domiciliare. Il principio è quello della presa in carico delle persone a domicilio. La scelta della domiciliazione era legata alle condizioni cliniche. Quelli che stavano un po’ meno male rimanevano a casa: non c’era altra scelta. Sono state valutate le caratteristiche dell’ambiente della domiciliazione, è stato dato sostegno ed educazione per ridurre il rischio di contagio familiare, che spesso era una cosa già avvenuta. I team per l’assistenza a domicilio prendevano in carico direttamente ognuno aveva una quota di persone che seguiva. Telefonate quotidiane a chi aveva maggiori necessità ma la certezza che nel caso in cui uno si fosse sentito male si poteva accedere immediatamente all’assistenza. Numeri di telefono dedicati e medici e infermieri di riferimento per i pazienti domiciliati. Il principio è stato di non lasciare solo anche chi era a casa. Istituito trattamenti domiciliari. Le terapie che avvenivano in ospedale si replicavano anche a casa: non abbiamo negato esami ai domiciliati. L’altro elemento considerato è stata la disponibilità degli esami di laboratorio e quindi l’autonomia del laboratorio di analisi nel fare i tamponi e la disponibilità dei test sierologici iniziati dal 7 di aprile. Siamo allineati con le indicazioni dell’ISS. Ciò che in Italia non è ancora cominciato qui è in piena attuazione. E’ una specie di esperimento per vedere se le misure producono risultati. I risultati sono arrivati in termini di numeri. La fine del lockdown è la cartina tornasole. Ridurre il numero di persone contagiate nel territorio aiuta la ripresa del movimento e del lavoro. La prevenzione non la fanno i test, ma i comportamenti e la collaborazione. Tra i contatti di quelli che avevano contratto il virus, abbiamo trovato il 20% di persone con anticorpi, il 15% di persone che avevano ancora il virus. Nelle sedi di lavoro abbiamo trovato molte persone che erano già note perché trovate con altri screening. Abbiamo cercato di ridurre il numero di persone – inclusi asintomatici inconsapevoli – che circolavano sul territorio. Quello su cui investiamo è la rapidità dell’intervento. Una volta fatto lo screening a persone con maggiori rischi e lo andiamo a fare sulla popolazione generale, partendo da chi ritorna al lavoro, ciò ci dà la possibilità di capire la distribuzione del virus all’interno della popolazione. Il nostro lavoro è ridurre il numero di persone con infezione. Il controllo è fatto a partire dai medici di medicina generale. Una modalità già rodata. Abbiamo fornito ai medici la possibilità di fare tamponi a chi ritenessero utile anche sulla base di sintomi minori. Anche persone che hanno 37,2°, alterazioni di gusto e olfatto. Ne abbiamo testato una 80ina, la metà aveva anticorpi, e il 50% di questi ultimi ha ancora il virus. Altro elemento che dobbiamo realizzare è quello del controllo. Abbiamo messo in piedi un sistema di chiamata rapida. Possibile chiamare direttamente la centrale operativa e concordare l’invio del lavoratore che non si sente bene. Ho insistito sulla velocità di questo sistema: se riusciamo a fare la diagnosi in giornata siamo in grado di tracciare i contatti ed attivare subito le quarantene. La rapidità è più importante del numero di persone che testi. Le capacità del laboratorio sono sufficientemente elevate. Chi sta male deve essere valutato immediatamente. Questo vale per il territorio e vale anche per i luoghi di lavoro. Vorremmo fare interventi mirati isolando i focolai epidemici senza dover chiudere la struttura lavorativa. Questo è a sostegno della possibilità di migliorare mobilità e lavoro.

Vice Capo Protezione Civile Valentina Ugolini: Da subito è stato attivato il centro operativo sammarinese per coordinare tutti gli interventi di emergenza. Il modello operativo prevede il coordinamento dei corpi di polizia che svolgono un ruolo fondamentale per presidio dei confini e controlli, l’AASS per gli interventi sulla viabilità e i lavori di adeguamento, sanificazione e disinfestazione di mezzi e strutture e il delicato tema dei rifiuti, con una raccolta dedicata per le persone in quarantena. Il nostro servizio si è prodigato fin dal primo giorno dell’emergenza con un impegno straordinario. Attività svolte con spirito di sacrificio. Siamo riusciti a organizzarci in turni di lavoro e settori di operatività. Ciò anche grazie all’assegnazione temporanea di personale. Da parte della popolazione sentimento di gratitudine per il piano di consegna domiciliare di generi alimentari e beni di prima necessità. Positivo il progetto della colletta alimentare. Inutile sottolineare anche in questo caso la grande generosità dei sammarinesi. Stimate 5 tonnellate di generi alimentari raccolti. Necessità di attivare una norma specifica sul volontariato di Protezione Civile.

Pietro Falcioni Servizio prevenzione e protezione: E’ un servizio che ha svolto sopralluoghi nelle diverse strutture per verificare se c’erano le condizioni di proseguire le attività lavorative. In seguito sono state chiuse tutte le attività non fondamentali. Siamo tornati in campo in questi giorni con una graduale riapertura degli uffici. Stiamo vedendo se possono esistere dispositivi e procedere per ridurre al minimo il rischio di contagio. Il nostro servizio ha collaborato con l’AASS per organizzare la sanificazione di strade e marciapiedi. Concludo con i controlli nelle aziende cercando di trovare insieme all’operatore economiche le giuste procedure. Superate le 350 visite nelle aziende e si è potuto riscontrare salvo qualche sporadico caso una buona aderenza alle norme.

Miriam Farinelli (Rf): Il nostro ospedale è stato inaugurato nel 1981. Per i tempi poteva essere attuale. L’organizzazione si è trascinata fino ad oggi con poche modifiche. La recente epidemia ha messo in evidenza le falle. Siccome nessuno di noi vuole trovarsi in situazioni precarie e di difficoltà estrema, chiederei al dott. Arlotti e alla dottoressa Zoffoli quali possono essere gli scenari futuri per adeguare la nostra struttura sia nel caso di nuove epidemia che per l’assistenza agli altri ammalati?

Marika Montemaggi (Libera): Stiamo ripartendo, si stanno facendo dei test sierologici, perché proprio per cercare di rispondere in maniera pronta, si potrebbero utilizzare in questa fase le cliniche private per incrementare i test sierologici e avvantaggiarci un po’? In prospettiva dovremo pensare di agire sul territorio. Spero che la nostra medicina di base si sposti sul territorio per gestire non solo l’emergenza attuale ma anche il futuro. Si parla di dispositivi. C’è stata una grande confusione. Riesce la nostra produzione interna a compensare il nostro fabbisogno interno di mascherine