Giovani – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Fri, 03 Jul 2020 11:48:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 FOTO | “Niente baci”, bimbi a Modena trasformano cartelli stradali in chiave Covid https://www.dire.it/03-07-2020/480986-foto-niente-baci-bimbi-a-modena-trasformano-cartelli-stradali-in-chiave-covis/ Fri, 03 Jul 2020 11:44:18 +0000 https://www.dire.it/?p=480986 cartelli coronavirus bambini modena

Obblighi e divieti stradali ribaltati in chiave coronavirus: ecco il lavoro degli alunni delle primarie di Modena per un concorso di educazione stradale

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Obblighi e divieti stradali ribaltati in chiave coronavirus: ecco il lavoro degli alunni delle primarie di Modena per un concorso di educazione stradale
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MODENA – C’è il “Divieto di bacio” con protagonista Snoopy, ma anche il sorriso di una mamma mentre fa indossare la mascherina alla figlia. E poi il “no” all’abbandono di animali, assieme all’obbligo a mantenere il distanziamento fisico. Tutta la fantasia dei bambini si esprime negli elaborati degli studenti delle scuole primarie di Modena, che hanno partecipato al concorso di educazione stradale, a tema coronavirus, lanciato nelle scorse settimane dalla Polizia locale sui social network.

La premiazione online è stata affiancata da una visita virtuale del comando di via Galilei, pensata sempre per i più piccoli, in sostituzione del ‘tour’ rinviato a causa delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. Il concorso era stato proposto dopo lo stop, a causa del lockdown, alle attività di educazione stradale che annualmente vengono proposte nelle scuole con bambini e ragazzi di primarie e secondarie (10.000 gli studenti raggiunti lo scorso anno con 832 ore di lezione in classe svolte dagli operatori della Municipale). L’iniziativa digitale per gli studenti consisteva nella reinterpretazione dei cartelli stradali al tempo del Covid-19 con l’obiettivo di bocciare i comportamenti pericolosi, vietati dalle disposizioni e, viceversa, promuovere quelli da seguire per prevenire il contagio.

E quindi nel cerchio rosso che caratterizza i segnali di divieto sono finiti il virus e i comportamenti non corretti, come gli assembramenti, mentre i cartelli blu che danno via libera si sono riempiti di mascherine, mani che si lavano e raccomandazioni sulla necessità di “restare a casa”. Dopo che il 25 maggio, in occasione del 160esimo anniversario del corpo di Polizia modenese, erano state premiate le idee presentate dai ragazzi delle scuole medie Lanfranco e Cavour, nei giorni scorsi la stessa Polizia locale ha pubblicato nel proprio profilo Facebook gli elaborati migliori tra quelli arrivati dalle primarie.

I 23 lavori scelti “rispettano critici di originalità, valore artistico, significato e simpatia”: i vincitori sono Agnese (classe IV A della scuola San Faustino), Alessandro (V B Galilei), Alice (V B Galilei), Bianca (IV B Pisano), Chiara (III A Figlie di Gesù), Chiara (IV C Galilei), Christian (IV A Anna Frank), Denise (II B Pascoli), Diego (IV A Emilio Po), Enrico (IV A Emilio Po), Federico (V B San Geminiano), Filippo (V B Galilei), Filippo (I A Figlie di Gesù), Gian Mario (V B San Geminiano), Giorgio (IV A San Faustino), Giorgio (IV A San Faustino), Giulia (IV A San Faustino), Giulio (V B Collodi), Sara (IV A Anna Frank), Sara (V A Anna Frank), Sara (V B San Geminiano), Tommaso (V A San Geminiano) e Viola (V A Figlie di Gesù).

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In Europa problemi psicologici per un adolescente su quattro https://www.dire.it/03-07-2020/480949-in-europa-problemi-psicologici-per-un-adolescente-su-quattro/ Fri, 03 Jul 2020 10:05:16 +0000 https://www.dire.it/?p=480949 adolescenti

Lo spiega Martin Weber dell'Oms, coautore del nuovo rapporto dell'International Health Behaviour, condotto su 227.441 ragazzi in età scolare

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Lo spiega Martin Weber dell'Oms, coautore del nuovo rapporto dell'International Health Behaviour, condotto su 227.441 ragazzi in età scolare
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ROMA – “Rispetto a quattro anni fa è aumentata nei ragazzi dagli 11 ai 15 anni di entrambi i sessi la prevalenza di più disturbi di salute, definiti come due o più sintomi avvertiti almeno una volta alla settimana. I problemi più comuni sono stati associati alla salute psicologica: uno su quattro ha riferito nervosismo, irritabilità o difficoltà ad addormentarsi, e quasi uno su cinque ha affermato di sentirsi giù. Meno comuni i disturbi somatici, con oltre un adolescente su sette con mal di testa e mal di schiena, e uno su dieci con mal di stomaco e vertigini”. Lo dichiara in una intervista pubblicata su ‘Pediatria’, la rivista ufficiale della Società italiana di pediatria (Sip), Martin Weber, pediatra e programme manager, child and adolescent health and development presso l’ufficio regionale dell’Oms Europa. Il pediatra, coautore del nuovo rapporto dell’International Health Behaviour (HBSC), condotto su 227.441 ragazzi in età scolare (11, 13 e 15 anni) provenienti da 45 Paesi, spiega che “l’indagine rappresenta anche un’utile base di riferimento per studi futuri volti a misurare l’impatto del Covid-19 sulla vita dei giovani”.

Nello studio viene riscontrato che “i ragazzi riportano costantemente un migliore benessere mentale e queste differenze di genere aumentano con l’età. Quindi, le ragazze adolescenti più grandi sono particolarmente a rischio di scarso benessere mentale. Durante la transizione dalla prima alla seconda metà dell’adolescenza- prosegue Weber- le ragazze mostrano anche un calo più marcato del sostegno familiare percepito, della facilità di comunicazione con i genitori, del sostegno degli insegnanti e della soddisfazione scolastica. Vediamo inoltre un uso più problematico dei social media tra le ragazze, che sono anche maggiormente vittime di cyberbullismo”.

Secondo il parere del pediatra “ci sono ancora troppi Paesi europei che non includono la salute mentale degli adolescenti nella politica scolastica nazionale. Quando si affronta la salute mentale è importante- precisa Weber- riconoscere la diversità degli adolescenti in termini di età, genere e stato socioeconomico e applicare strategie diverse. I programmi di miglioramento della salute mentale devono essere attuati con una ‘lente’ di genere e mirati a intervenire prima che i problemi si sviluppino. Dovrebbe essere pensato e mantenuto un pacchetto di iniziative universali con approcci mirati volti a sostenere il benessere mentale delle ragazze, degli adolescenti più anziani e di quelli appartenenti a strati sociali più bassi che fanno parte del gruppo ad alto rischio. Bisognerebbe puntare- spiega- su un sistema scolastico che promuova la salute, che crei un ambiente favorevole, che incoraggi comportamenti sani, ma fornisca anche un facile accesso ai servizi di cui gli adolescenti potrebbero aver bisogno, ad esempio attraverso la school nurse. I servizi sanitari scolastici potrebbero incoraggiare il benessere mentale attraverso programmi sulla gestione delle capacità cognitive, socio-emotive, comportamentali e relazionali“.

I dati di HBSC mostrano anche che le difficoltà economiche possono ostacolare la creazione di relazioni di supporto, con adolescenti più poveri che sperimentano livelli più bassi di supporto sociale da parte di familiari, amici e compagni di classe. “Le politiche- prosegue il manager dell’Oms Europa- dovrebbero promuovere le relazioni sociali di supporto, insegnando abilità genitoriali positive e aumentando le opportunità di interazione sociale nelle scuole e nelle comunità locali, con una particolare attenzione agli adolescenti più anziani e a quelli provenienti da strati sociali più bassi. I Paesi- conclude- devono fornire adeguati investimenti finanziari a sostegno della salute mentale degli adolescenti, garantendo l’esistenza di meccanismi di valutazione di buona qualità”.

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Mix di creatività per l’ultima tappa del ‘Teatro restando a casa’ https://www.dire.it/25-06-2020/478404-mix-di-creativita-per-lultima-tappa-del-teatro-restando-a-casa/ Thu, 25 Jun 2020 13:58:19 +0000 https://www.dire.it/?p=478404

Gli studenti romani dipingono, inventano scioglilingua e recitano monologhi

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Gli studenti romani dipingono, inventano scioglilingua e recitano monologhi
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ROMA – Scioglilingua esistenti ed inventati, disegni e acquarelli, travestimenti e monologhi variegati, libero sfogo alla creatività artistica. Dall’Istituto comprensivo di Via Cilea, passando per quello di via Frignani, il Sauli, il Mozart e il Fanelli Marini, a gran voce gli studenti delle scuole romane concludono tutti insieme – ‘Lontani ma vicini’ – il percorso di laboratorio teatrale di Diregiovani e dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) ‘Giovani Domani’, che in quarantena si è trasformato nel format Youtube ‘Il teatro restando a casa’. Tutti insieme, i ragazzi delle diverse scuole lanciano l’ultimo contenuto del progetto teatrale, che rientra nella task force del ministero dell’Istruzione per il supporto a famiglie, docenti e studenti. E tra un ‘sotto la panca la capra canta’ e un ‘Apelle figlio d’Apollo’, i giovani apprendisti attori si danno anche all’inventiva. Todisoa del I.C. P. Sauli, ad esempio, presenta uno scioglilungua tutto nuovo: “Settanta settantenni salparono sulla Sailor Sunny senza sandali”. C’è poi chi disegna uno splendido Joaquin Phoenix nei panni di Joker, chi fa lo schizzo di una pricipessa rinchiusa in una torre e chi dipinge a tutto spiano. Davide interpreta un monologo da ‘Il trionfo dello zero’ di Gianni Rodari, mentre Camilla recita ‘Il piccolo Principe’ e Samuele, con tanto di travestimento, lancia un tributo ai tempi antichi scegliendo il monologo di Tiberino. Anche questo è ‘Il teatro restando a casa’ ed è possibile seguire queste esibizioni e lezioni de ‘Il teatro restando a casa’, sul canale YouTube dell’IdO, o sul sito Diregiovani.it. Inoltre, si possono inviare richieste a tre indirizzi: per i ragazzi sportellostudenti@diregiovani.it, per i docenti sportellodocenti@diregiovani.it, per i genitori esperti@diregiovani.it. È attivo anche il numero di telefono (solo per sms e whataspp): +39 3334118790.

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Insultata su Instagram, 12enne finisce in ospedale nel Napoletano https://www.dire.it/23-06-2020/477495-insultata-su-instagram-12enne-finisce-in-ospedale-nel-napoletano/ Tue, 23 Jun 2020 14:37:52 +0000 https://www.dire.it/?p=477495

Ennesimo episodio di cyberbullismo da parte di due quattordicenni che "non hanno esitato a minacciare anche la madre della ragazzina"

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Ennesimo episodio di cyberbullismo da parte di due quattordicenni che "non hanno esitato a minacciare anche la madre della ragazzina"
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NAPOLI – “Ennesimo episodio di cyberbullismo. Ancora una volta gli adolescenti utilizzano il web e i social media per ferire e umiliare minorenni”. Così in una nota Domenico Falco, presidente del Comitato per le Comunicazioni della Campania, in riferimento all’episodio che ha coinvolto una 12enne del napoletano finita in ospedale dopo i ripetuti insulti ricevuti sulla piattaforma Instagram. Autori delle continue offese due quattordicenni che, spiega Falco, “non hanno esitato a minacciare anche la madre della ragazzina scesa in campo per difendere la figlia”. La dodicenne, “colpevole di avere qualche chilo di troppo” riferisce il numero uno del Corecom, ha accusato una sincope da stress ed é finita al pronto soccorso.

“È ora di fare sul serio, bisogna intervenire con metodo con strategie su misura per arrivare ai giovani e – ammonisce Falco – guarire la loro necessità di comunicare attraverso l’umiliazione e la prevaricazione dell’altro. Sanno essere spietati, vanno guariti. Bisogna dire “no” all’utilizzo dei social come strumenti di violenza e aggressività. È necessario guidare gli adolescenti a un uso corretto e costruttivo del web”. E se c’é da correre ai ripari rispetto a quanti fanno del web un uso distorto una nota positiva arriva da Benevento, “dove – continua Falco – un maturando dell’Istituto tecnico industriale ‘Bosco Lucarelli’, durante la prova d’esame ha presentato un’app per supportare ragazzi e ragazze vittime di bullismo. Sono queste le menti sane a cui dobbiamo chiedere aiuto e collaborazione per arrivare a chi sceglie strade devianti. Per questo – sottolinea – il Corecom proseguira’ con la campagna ‘@scuolasenzabulli’, l’iniziativa che da anni permette di incontrare gli studenti della nostra regione, di ogni ordine e grado, e fornire loro una serie di informazioni e soluzioni utili per chiedere aiuto e sostenere chi e’ vittima dei bulli, attraverso incontri e seminari, grazie alla collaborazione di figure professionali, istituzioni e forze dell’ordine”.

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FOTO | La Ducati Panigale V4 R? Eccone una tutta in Lego, in scala 1:1. Oggi Dovizioso a Modena per ammirarla https://www.dire.it/19-06-2020/475983-la-ducati-panigale-v4-r-eccone-una-tutta-in-lego-in-scala-11-oggi-dovizioso-a-modena-per-ammirarla/ Fri, 19 Jun 2020 14:11:38 +0000 https://www.dire.it/?p=475983 ducati moto lego_dovizioso

Per costruirla l'artista italiano Riccardo Zangelmi ci ha messo 400 ore

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Per costruirla l'artista italiano Riccardo Zangelmi ci ha messo 400 ore
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BOLOGNA – Ci sono volute 400 ore per costruire una Ducati Panigale V4 R, la ‘Rossa’ di Borgo Panigale, fatta tutta di mattoncini Lego: l’ha realizzata l’artista Riccardo Zangelmi ed è l’unico modello al mondo in scala 1:1. Oggi a Modena, ad ammirarla a fianco della moto vera, c’è andato il pilota Ducati Andrea Dovizioso.

La vera Panigale V4 R e la sua ‘gemella’ realizzata in Lego sono state infatti messe l’una a fianco dell’altra all’Autodromo di Modena. Oltre a Dovizioso, pilota ufficiale del Ducati Team MotoGp e appassionato dei mattoncini Lego, c’erano Claudio Domenicali, ceo Ducati, e Paolo Lazzarin, general manager di Lego Italia.

“Sono molto felice perché mai mi sarei immaginato di fare l’unveiling di una moto come questa- ha detto Dovizioso entusiasta-. Quasi tutti nella nostra vita abbiamo giocato almeno una volta con i mattoncini Lego, però vedere da vicino una replica della Panigale V4 R è qualcosa di incredibile e di un altro livello. Faccio i miei complimenti all’artista Lego Riccardo Zangelmi per aver realizzato una replica così fedele e ricca di dettagli della moto Ducati. Sicuramente saranno in molti a divertirsi a montarla”.

Riccardo Zangelmi, che da anni crea opere d’arte in mattoncini, e ha utilizzato per la prima volta Lego Technic in questa occasione, si è dichiarato molto soddisfatto del risultato: “Partecipare a questo progetto di Lego Italia e Ducati è stata la sfida professionale più entusiasmante che abbia mai affrontato. Sono andato oltre ogni limite e ho vinto tagliando il traguardo in team. Mi sono approcciato al progetto come avrebbe fatto un pilota ufficiale della Casa di Borgo Panigale, spingendo al massimo in pista, cercando e superando nuovi limiti. Io per primo guardo oggi le due moto, fianco a fianco, e sono felice di aver colto il ‘dna’ che caratterizza sia Lego Technic che Ducati, ricreando in mattoncini la moto simbolo dell’eccellenza italiana”.

LEGGI ANCHE: Anche i Lego hanno il loro scanner: ‘teletrasporta’ i pezzi dal reale al digitale

L’occasione è servita anche per celebrare l’arrivo sul mercato dall’1 giugno del tanto atteso set Lego dedicato proprio alla Ducati Panigale V4 (il codice è 42107, ed è pensato per i 10 anni in su). Il modello misura 32 centimetri di lunghezza, 16 di altezza e 8 di larghezza ed è il primo modello di moto nella storia di Lego Technic a includere un cambio per simulare le diverse velocità e tecniche di guida. Ci sono anche lo sterzo, le sospensioni, oltre ai freni a disco anteriori e posteriori. Cavalletto, tubo di scarico, parabrezza e cruscotto aggiungono i piccoli dettagli che rendono questa moto così fedele alla versione reale. Non ultimo il colore rosso che fa accelerare il battito di qualsiasi Ducatista.

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In Basilicata nasce il ‘Giardino di comunità’, hub per l’educazione e l’innovazione digitale https://www.dire.it/18-06-2020/475605-in-basilicata-nasce-il-giardino-di-comunita-hub-per-leducazione-e-linnovazione-digitale/ Thu, 18 Jun 2020 15:03:49 +0000 https://www.dire.it/?p=475605

IL progetto é messo in campo dall'Università della Basilicata, con il nuovo Polo bibliotecario di Potenza, la Biblioteca comunale per l'infanzia di Potenza, UniversoSud e il Consorzio ConUnibas

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IL progetto é messo in campo dall'Università della Basilicata, con il nuovo Polo bibliotecario di Potenza, la Biblioteca comunale per l'infanzia di Potenza, UniversoSud e il Consorzio ConUnibas
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POTENZA – Uno spazio emozionale in cui la cultura e la conoscenza diventano strumenti di inclusione e di aggregazione per i cittadini, ospitando spazi a loro dedicati. È il Giardino di comunita’, il progetto messo in campo dall’Universita’ della Basilicata, in collaborazione con il nuovo Polo bibliotecario di Potenza, la Biblioteca comunale per l’infanzia di Potenza, UniversoSud e il Consorzio ConUnibas.

Presentato oggi a Potenza, l’obiettivo del progetto e’ la realizzazione di un hub per l’educazione, la sperimentazione e l’innovazione digitale, in grado di favorire la nascita di esperienze d’impresa culturale, digitale e creativa. Corsi e iniziative culturali creeranno luoghi di incontro e partecipazione che ospiteranno momenti di formazione legati alla lettura al teatro e al mondo digitale.

“La collaborazione tra le biblioteche della citta’ che si uniscono con l’obiettivo comune di aprirsi ai quartieri e al territorio, promuovendo momenti di partecipazione e di confronto culturale con fasce di potenziali lettori che solitamente non utilizzano o non conoscono i servizi bibliotecari, rappresenta il punto di partenza per diffondere l’idea della cultura partecipata e stimolare l’attivismo civico”. Cosi’ Laura Scrano, referente di ateneo per il progetto, Domenico Pierangeli e Franco Claps, presidente e uno dei componenti della Biblioteca centrale di ateneo. Le prime attivita’ inizialmente saranno rivolte ai soli abitanti dei quartieri di Macchia Romana e Rione Lucania e saranno aperte a tutta la cittadinanza in formato digitale. Un questionario conoscitivo destinato ai cittadini del capoluogo, predisposto dal Polo Bibliotecario di Potenza, sara’ somministrato on-line, per capire le loro esigenze e attivare ulteriori nuovi servizi che siano di gradimento e coinvolgano l’intera comunita’ comunale.

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Gli adolescenti chiedono maggiore autonomia dopo la quarantena https://www.dire.it/18-06-2020/475477-gli-adolescenti-chiedono-maggiore-autonomia-dopo-la-quarantena/ Thu, 18 Jun 2020 13:12:54 +0000 https://www.dire.it/?p=475477

Sulla rivista della Società italiana di pediatria (Sip) focus sul ritorno alla normalità con lo psicologo Biondi

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Sulla rivista della Società italiana di pediatria (Sip) focus sul ritorno alla normalità con lo psicologo Biondi
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ROMA – “Dopo la quarantena dagli adolescenti è prevedibile una maggiore richiesta di un’autonomia che è stata oltremodo frenata. Sarà importante recuperare i processi di contrattazione che non venivano quasi più utilizzati: il patto tra genitore e adolescente dovrà, però, essere capace di trasformarsi in considerazione degli effetti del Covid-19, dovrà essere un patto responsabile, cui entrambi gli attori daranno continuità per verificarne il rispetto”. Lo scrive Gianni Biondi, psicologo clinico, psicoterapeuta, socio fondatore e componente del consiglio direttivo della Società italiana di psicologia pediatrica (Sipped), nella rivista ‘Pediatria’ della Società italiana di pediatria (Sip).

Nell’articolo ‘La quarantena degli adolescenti e il ritorno alla normalità’, Biondi evidenzia le difficoltà di ragazze e ragazzi riscontrate in questa nuova fase di riapertura: “Anche gli adolescenti più grandi- scrive- potranno incontrare qualche difficoltà di fronte al passaggio a un dopo che presenterà notevoli cambiamenti, non tutti prevedibili. Non sono pochi i giovani che manifestano un certo timore nel tornare fuori. Si osserva una certa ambivalenza tra un forte desiderio di poter uscire, rivedere gli amici, riprendere i legami e l’insicurezza di un ritorno tra mascherine, distanziamenti fisico-sociali e limitazioni”.

Per far fronte a queste situazioni il socio fondatore Sipped spiega: “Sarà importante accogliere il loro senso di inquietudine e si sentiranno aiutati a elaborare la moltitudine di pensieri contrastanti (alcuni angoscianti) se percepiranno il tentativo dei genitori di comprendere il loro disagio“. Nell’articolo lo psicologo evidenzia anche una delle maggiori preoccupazioni segnalate dai giovani: “Quella di un aumento della confusione relativa al proprio futuro. Il silenzio degli adolescenti non sempre vuol dire mancanza di pensieri tristi, di riflessioni a volte così angoscianti da essere affrontate in solitudine. Nei colloqui- prosegue Biondi- è emersa una diffusa paura per la salute dei congiunti, in precedenza scarsamente avvertita. In alcuni giovani si è osservato un aumento di un senso di solitudine rispetto a prima della quarantena. Tale disagio si è convertito in sentimenti di rabbia per lo più contenuta, ma che è sembrata aumentare con il tempo. Occorrerà- conclude- che genitori, educatori, pediatri, psicologi, tengano conto di queste improvvise mutazioni dello stato psicologico di alcuni giovani che potrebbero portare a reazioni e conflitti difficili da gestire”.

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VIDEO | Il neuropsichiatra: “Ritorno alla normalità più difficile per bimbi e ragazzi” https://www.dire.it/18-06-2020/475390-video-il-neuropsichiatra-ritorno-alla-normalita-piu-difficile-per-bimbi-e-ragazzi/ Thu, 18 Jun 2020 11:00:59 +0000 https://www.dire.it/?p=475390

L'equipe multidisciplinare dell'IdO offre in questo periodo di emergenza delle consulenze gratuite

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L'equipe multidisciplinare dell'IdO offre in questo periodo di emergenza delle consulenze gratuite
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ROMA –  “In questa fase di riapertura stiamo vedendo delle manifestazioni comportamentali molto diverse tra loro. Nella famiglia che ha saputo mantenere una struttura organizzativa della giornata e delle attività durante il lockdown si sta rivedendo una lenta ripresa della normalità. Invece, nella famiglia che non è riuscita a gestirsi nell’organizzazione vediamo reazioni contrarie, con bambini e ragazzi che hanno difficoltà a uscire e a rivivere una situazione di normalità che ancora, purtroppo, non è tale”. Lo dichiara alla Dire Andrea Pagnacco, neuropsichiatra e psicoanalista dell’Istituto di Ortofonologia(IdO).

Il medico ha poi evidenziato un aspetto che ha aiutato genitori e figli a mantenere uno stile di vita simile a quello normale nella fase acuta della pandemia: “La scuola ha ricoperto un ruolo importantissimo– spiega- lì dove è riuscita a far funzionare le videolezioni della didattica a distanza con regolarità e a invogliare la partecipazione degli alunni”.

L’equipe multidisciplinare dell’IdO offre in questo periodo di emergenza delle consulenze gratuite e mette a disposizione numerosi video tutorial per le famiglie di bambini e ragazzi affetti da disturbi globali e specifici dello sviluppo, disagio scolastico e psicologico, attraverso lo sportello ‘Ido con voi’ attivato nell’ambito della task force del ministero dell’Istruzione in collaborazione con la Società italiana di Pediatria (Sip). Per avere maggiori informazioni e’ possibile scrivere all’indirizzo riabilitazioneminori@ortofonologia.it o tramite Whatsapp o sms al numero: +393450391519.

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In Etiopia le scuole sono chiuse, ma a portare i libri ci pensano i cammelli https://www.dire.it/18-06-2020/475307-in-etiopia-le-scuole-sono-chiuse-ma-a-portare-i-libri-ci-pensano-i-cammelli/ Thu, 18 Jun 2020 09:15:42 +0000 https://www.dire.it/?p=475307

Le biblioteche itineranti aiutano chi vive nelle zone più remote. A restare a casa per la pandemia di Coronavirus sono 26 milioni di minori

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Le biblioteche itineranti aiutano chi vive nelle zone più remote. A restare a casa per la pandemia di Coronavirus sono 26 milioni di minori
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ROMA – La pandemia ha costretto a casa milioni di bambini nel mondo, dove noia e apatia possono far presto ad arrivare. Per questo in Etiopia, nelle zone più remote del Paese, sono arrivate librerie a dorso di cammello. Nel Paese africano le scuole sono state chiuse a metà marzo, come misura volta a limitare la diffusione del coronavirus, e così ben 26 milioni di minori sono rimasti lontani dai banchi. Per garantire a bambini e adolescenti la possibilità di continuare a leggere e studiare è stato rilanciato un progetto che Save the Children porta avanti nella Regione sud-orientale dei Somali nel 2010. L’idea è di impiegare i cammelli, tradizionalmente utili per il trasporto di cibo e altri prodotti, per trasportare casse piene di libri. Durante il lockdown ben 21 esemplari sono stati ingaggiati per il prezioso carico, che può contare fino a 200 libri alla volta. Dal 2010 ben 33.000 bambini e adolescenti sono stati aiutati a non rimanere indietro nello studio, e il servizio continua anche in questa delicata fase: bambini e ragazzi, muniti di mascherine, fanno la fila ben distanziati per ottenere in prestito il libro desiderato e poi tornano a casa.

Prima del coronavirus, avrebbero avuto la possibilità di sedersi in cerchio per leggere insieme, mentre volontari comunitari aiutavano coloro che hanno difficoltà nella lettura e nella comprensione. Secondo i promotori, il valore di un’iniziativa come questa sta nel fatto che, non potendo più andare a scuola, i minori rischiano sin dall’età di cinque anni di dover lavorare per contribuire ai bisogni della famiglia. Stando a dati ufficiali del 2018, lavorano 16 milioni di minori tra i cinque e i 17 anni.

Oltre a restare esclusi dall’istruzione i bambini potrebbero inoltre incorrere in “abusi, maltrattamenti e nel rischio di non ricevere cibo e quindi di soffrire di malnutrizione e stati di rabbia”, ha detto Joan Nyanyuki, direttrice dell’ong locale African Child Policy Forum. La responsabile ha avvertito: “Maggiore è il tempo che i ragazzi trascorrono lontani da scuola, più aumenta il tasso di abbandono scolastico”.

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Partono i trekking sugli Appenini di Bologna. E a sorpresa può spuntare l’artista https://www.dire.it/17-06-2020/475070-partono-i-trekking-sugli-appenini-di-bologna-e-a-sorpresa-puo-spuntare-lartista/ Wed, 17 Jun 2020 17:29:04 +0000 https://www.dire.it/?p=475070 lago scaffaiolo appennino

Al via 'Crinali', proposte di trekking per l'estate con un ingrediente culturale: sono previsti spettacoli a sorpresa di musicisti e artisti. La rassegna proseguirà in autunno

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BOLOGNA – Passeggiare immersi nella tranquillità del bosco e della natura e incontrare, per caso, artisti vicino agli alberi, lungo i sentieri o sopra torrette nei borghi storici, pronti a condividere la loro arte con i camminatori. E’ quello che potrà succedere dall’1 luglio al 15 agosto lungo l’Appennino bolognese, a chi sceglierà di partecipare alle giornate di ‘Crinali‘, nuova proposta turistica ideata da Destinazione turistica Bologna metropolitana e l’assessorato alla Cultura e al Paesaggio della Regione Emilia-Romagna. In un solo progetto si ‘uniscono’ due emergenze accentuate dall’esperienza del coronavirus: la tutela dell’ambiente e il sostegno agli operatori culturali. Così, da luglio, in un calendario che prevede già 75 appuntamenti fino al 15 agosto, i camminatori potranno incontrare lungo i percorsi, senza preavviso, musicisti, narratori e in generale artisti che si esibiranno al loro passaggio.

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“Il dono che questi personaggi regaleranno con la loro arte e le loro conoscenze non è pensato per una moltitudine di persone, bensì per pochissimi- spiega Marco Tamarri, responsabile settore Cultura e Turismo dell’Unione dei Comuni dell’Appennino- potrà capitare che accada anche per un unico camminatore”.

Complessivamente, si tratta di un investimento di 400.000 euro, sostenuto soprattutto dai Comuni toccati dai percorsi dell’Alta via dei Parchi, via della Lana e della seta (fino a Prato), via degli Dei (fino a Firenze), via Mater Dei, via Piccola Cassia e della via Linea Gotica. “Il coronavirus ha accelerato la voglia di stare all’aria aperta delle persone ed è una grande opportunità da cogliere, e ‘Crinali’ si unisce anche all’offerta culturale dell’estate”, dice Matteo Lepore, presidente Destinazione turistica di Bologna metropolitana. 

Il 90% degli artisti coinvolti è originario delle zone in cui si sviluppano i cammini o comunque dell’Emilia-Romagna, proprio per valorizzare le realtà locali. “Tutti i professionisti sono pagati”, precisa Tamarri, raccontando di aver avuto l’idea di ‘Crinali’ proprio cercando un modo per ‘dare lavoro’ a tutte quelle persone attive nel mondo della cultura e dello spettacolo rimaste senza lavoro a causa dell’emergenza sanitaria. Tra i vari artisti che si possono incontrare lungo la strada, ci sono anche nomi celebri come gli attori Giorgio Comaschi, Vito, Paolo Cevoli, Anna Bonaiuto; ma anche circensi, musicisti e scrittori come Marcello Fois, Gianluca Morozzi e Paolo Benvegnù. Questo “nuovo turismo ha nella valle del Reno una delle dimostrazioni di rilievo nazionale. Vi faccio solo un elenco di tutti i beni culturali in quella valle: la Chiusa di Casalecchio, Sasso Marconi; il luogo della strage civile forse più importante della Seconda guerra mondiale, al netto della Shoah (Marzabotto, ndr); la Rocchetta Mattei; la chiesa progetta da Alvar Aalto; la casa di Morandi a Grizzana, le Terme a Porretta..”, dice l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna. Insomma, per Felicori quello che viene fatto in questa zona della regione deve “essere il prototipo da moltiplicare per dieci in regione, in Italia per cento, idea nuova che proponiamo e di marketing territoriale”.

Le date fino al 15 agosto (tutte consultabili sul sito dedicato) sono solo una prima parte di ‘Crinali’, che in realtà continuerà fino al 31 dicembre. “Nelle nostre montagne l’autunno è un periodo meraviglioso, i colori variegati si trovano solo qui, perché nei nostri boschi ci sono i grandi giganti, i faggi, e soprattutto i castagni, che già in altri periodi bui della storia di queste zone hanno salvato la gente della montagna”, si legge sul comunicato di lancio del progetto. Ogni partenza sarà libera all’interno della fascia oraria annunciata, per evitare gli assembramenti non ci saranno punti di incontro o di raccolta, ma solo steward all’inizio e durante i percorsi opportunamente segnalati che indicheranno i tragitti e forniranno le informazioni necessarie. Stando alle disposizioni di prevenzione per il coronavirus, ogni gruppo non potrà superare le 15 unità e i partecipanti dovranno presentarsi muniti di mascherina.

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Hikikomori, al via il progetto ‘Ritirati ma non troppo’ https://www.dire.it/17-06-2020/474928-hikikomori-al-via-il-progetto-ritirati-ma-non-troppo/ Wed, 17 Jun 2020 13:20:34 +0000 https://www.dire.it/?p=474928

A cura dell'Istituto di Ortofonologia (Ido), si parte il 26 giugno

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A cura dell'Istituto di Ortofonologia (Ido), si parte il 26 giugno
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ROMA – Il ritiro sociale volontario è una forma di disagio giovanile conosciuta con il termine giapponese “hikikomori”. Il fenomeno, che è nato nello stato nipponico, risulta ancora poco conosciuto in Italia, nonostante si contino almeno 100mila casi nel Belpaese.

“Si tratta di un dato fittizio- chiarisce subito Pamela D’Oria, psicologa clinica e specializzanda della Scuola di Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) e della fondazione MITE- sia perché mancano ricerche in letteratura, sia in quando confluiscono in questa stima anche i neet (coloro che non studiano né lavorano) e chi resta a vivere in famiglia”.

La Pandemia riaccende adesso l’attenzione sugli hikikomori poiché accresce il rischio che un maggior numero di adolescenti e giovani adulti non voglia più uscire di casa. Come aiutare allora questi ragazzi (la cui età di insorgenza del disagio è sempre più precoce) e le loro famiglie? “Esistono sul territorio nazionale delle istituzioni che si occupano del ritiro sociale, come l’Istituto Minotauro a Milano o il Policlinico Gemelli di Roma, ma non esistono ad oggi delle linee guida ufficiali su come poter aiutare efficacemente il ritirato sociale e la sua famiglia”, spiega ancora D’Oria. Da qui nasce ‘Ritirati, ma non troppo. Un aiuto per le famiglie’, il nuovo progetto clinico e di ricerca sul fenomeno del ritiro sociale promosso da Magda di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO.

“Questa iniziativa mette insieme un gruppo di psicologi/ psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili e pediatri che, partendo da una visione comune- prosegue D’Oria- stanno studiando e approfondendo il ritiro sociale adolescenziale e giovanile nell’ottica della complessità. La ricerca teorica si affianca a un progetto terapeutico rivolto ai genitori con figli ritirati sociali”.

In sostanza ‘Ritirati ma non troppo’ prevede un percorso di 6 incontri (i primi 4 a cadenza settimanale e gli ultimi due a cadenza quindicinale) con due gruppi di 5 famiglie di ragazzi hikikomori ciascuno, a partire da venerdì 26 giugno alle ore 15 e alle ore 17. Ogni gruppo durerà circa un’ora e 30 minuti e sarà gratuito per i partecipanti. La modalità è online su Skype e per informazioni sulle modalità di partecipazione basta scrivere a pmldoria@gmail.com. L’offerta dei gruppi crescerà via via che arriveranno le richieste di adesione da parte delle famiglie.
In quanto già volontaria di ‘Hikikomori Italia’ in Puglia, D’Oria ricorda che “l’associazione fondata da Marco Crepaldi ha avuto il merito di diffondere sul territorio nazionale la conoscenza del fenomeno e di creare dei gruppi di auto-mutuo aiuto per le famiglie, in cui gli psicologi hanno il ruolo di conduttori, ma non si parla di veri e propri gruppi terapeutici. Dalla mia esperienza come conduttrice di questi gruppi di auto-mutuo aiuto mi rendo conto che, dopo una prima fase di confronto e supporto tra i membri del gruppo, si crea uno stallo: viene a mancare quella funzione terapeutica che può far crescere realmente il gruppo. Inoltre, i genitori chiedono al professionista un aiuto concreto che, laddove possibile, preveda anche un cambiamento del setting classico per abbracciare l’home visiting quale possibilità alternativa che permetta di agganciare il ragazzo ritirato”.

La scuola ha un ruolo fondamentale per riconoscere i giovani prima del drop-out. “Ci sono fattori prodromici al ritiro- chiosa D’Oria- il ritirato è tendenzialmente un soggetto timido, con una mente brillante ma che non partecipa alle attività scolastiche. Sono persone molto sensibili, ma anche molto difficili dal punto di vista relazionale. Intervenire prima può evitare le difficoltà legate a un ritiro prolungato”. Le famiglie italiane dove sono presenti figli ritirati socialmente, “nella maggior parte dei casi sono separate e poi ricomposte, oppure sono famiglie mononucleari in cui la mamma si occupa di tutto e il papà, anche se c’è, tende ad essere assente. Infine- conclude la psicologa clinica- il tipo di attaccamento dei figli con i caregiver è insicuro ambivalente o evitante. Loro evitano le relazioni sociali per non soffrire”.

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Sabato riapre Mirabilandia. E la fila si può fare col cellulare https://www.dire.it/16-06-2020/474437-sabato-riapre-mirabilandia-e-la-fila-si-puo-fare-col-cellulare/ Tue, 16 Jun 2020 14:09:06 +0000 https://www.dire.it/?p=474437 mirabilandia

Al via la stagione 2020 del parco divertimento in provincia di Ravenna, con tutte le misure previste dall'emergenza Covid19

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Al via la stagione 2020 del parco divertimento in provincia di Ravenna, con tutte le misure previste dall'emergenza Covid19
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BOLOGNA – Sabato 20 giugno riaprono i cancelli di Mirabilandia. Dalle 10 alle 22 tutti gli appassionati del Parco divertimenti più grande d’Italia potranno godere di 12 ore di puro divertimento.

Tutte le misure richieste per la ripartenza sono state adottate: nuove modalità di fruizione delle attrazioni, regolamentazione degli ingressi e delle singole file, sanificazioni, obbligo di indossare mascherine nelle attrazioni e nelle aree al chiuso, distanziamenti all’interno del Parco, organizzazione degli spettacoli e accesso a punti ristoro e shop.

Per evitare assembramenti, sono incentivate le prenotazioni online e l’uso di percorsi diversificati per segnalare i corretti spostamenti. Per prenotare il proprio turno nei punti ristoro, negli shop e anche nei simulatori dell’area Ducati World, Mirabilandia sperimenterà l’uso dell’app Qoda – totalmente gratuita e scaricabile da AppStore e Play Store – che riduce i tempi di permanenza in attesa creando una fila virtuale. L’utilizzo è semplice: una volta scaricata sul proprio smartphone, basterà scansionare il Qr code all’ingresso per mettersi virtualmente in coda. Un sms o una notifica push sul telefono avviserà l’utente quando il proprio turno si sta avvicinando così da non perdere neanche un minuto di divertimento.

Le novità della stagione 2020 prevedono una nuovissima programmazione degli show. Allestimenti delle grandi occasioni al Pepsi Theatre dove arriva, per la gioia di adulti e piccini, la magia del musical “Il Mago di Oz” per vivere la fantasia della Città di Smeraldo, in compagnia di Dorothy, con le sue scarpette rosse, e dei suoi compagni di viaggio. Immancabile l’appuntamento con lo stunt show più acclamato d’Europa, “Hot Wheels City: la nuova sfida”, che da sempre “elettrizza” i visitatori. Nella stunt arena la programmazione quotidiana di questo spettacolo garantisce a tutti di assistere allo show in totale sicurezza.

Ad allietare gli ospiti in piazza della Fama ci saranno anche gli spettacoli “Hook Rock”, per farsi travolgere dall’onda rock del famoso pirata e dei suoi amici, e “The Wild West Show” con atmosfere Far West dove due ladri saranno smascherati dalle ballerine del saloon. Nel teatro di Mike e Otto i più piccoli potranno scattare simpatici selfie con le mascotte del Parco.

Ad attendere tutti i visitatori ci sarà come sempre l’adrenalina da Guinness dei primati di Katun, iSpeed, Divertical e la ruota panoramica Eurowheel. Motori accesi a Ducati World che, con i suoi 35.000 mq, mette a disposizione di tutta la famiglia attrazioni per far provare l’emozione di guidare delle due ruote da sogno.

Gli steward all’interno del Parco garantiranno flussi regolari, accessi controllati e quindi i più alti standard di tutela della salute. In tutte le aree saranno inoltre presenti dispenser con igienizzanti.

Partita anche la nuova campagna abbonamenti che consentirà ai visitatori di decidere se abbonarsi solo per la stagione in corso o se estendere il divertimento fino al 2021 a un prezzo mai visto.

Il parco rimarrà aperto fino a martedì 2 novembre.

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‘Io sono l’altro’ di Niccolò Fabi vince il premio Amnesty https://www.dire.it/12-06-2020/472775-io-sono-laltro-di-niccolo-fabi-vince-il-premio-amnesty/ Fri, 12 Jun 2020 10:24:32 +0000 https://www.dire.it/?p=472775 niccolò-fabi

Il cantante ha vinto il premio 2020 nella sezione big: il suo è stato giudicato il migliore brano sui diritti umani

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Il cantante ha vinto il premio 2020 nella sezione big: il suo è stato giudicato il migliore brano sui diritti umani
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ROMA – ‘Io sono l’altro’ di Niccolò Fabi ha vinto l’edizione 2020 del Premio Amnesty International Italia nella sezione big, sezione creata nel 2003 da Amnesty International Italia e dall’associazione culturale Voci per la Libertà per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente da un personaggio di spicco della musica italiana.

La canzone è all’interno del disco ‘Tradizione e tradimento’, pubblicato a ottobre 2019 e anticipato proprio da ‘Io sono l’altro’. La premiazione avverrà il 2 agosto durante la serata finale della 23a edizione di ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty‘, che si terrà dal 31 luglio al 2 agosto a Rosolina Mare (Rovigo) con vari ospiti musicali, che saranno annunciati prossimamente, e con le semifinali e finali della sezione emergenti del Premio Amnesty. Il bando di concorso di questa sezione si è chiuso da pochi giorni. Ora l’organizzazione ha iniziato le selezioni per individuare gli otto brani che si contenderanno il premio a Rosolina Mare.

Riguardo alla canzone vincitrice, Niccolò Fabi ha spiegato che “l’altro che mi interessa non è necessariamente il diverso, nella accezione più iconografica e scontata della diversità etnica sociale o religiosa. Ho provato a parlare semplicemente dell’altro e della sua importanza. Di ogni altro che è il potenziale responsabile della nostra salvezza come della nostra infelicità, così come reciprocamente noi lo siamo della sua. Sono particolarmente orgoglioso che Amnesty International e Voci per la libertà abbiano riconosciuto come riuscito il mio tentativo, premiando questa canzone”. 

Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, ha affermato: “In un momento drammatico come quello che stiamo vivendo non potevamo non premiare ‘Io sono l’altro’ di Niccolò Fabi, una riflessione sull’importanza dell’empatia, sull’altro, sul ‘diverso’. ‘Io sono l’altro’ è un testo profondo che esalta la musica per merito della sua intensità, che racconta di un tempo in cui si tende a preferire egoismo e chiusura rispetto alla comprensione e alla conoscenza dell’altro. Racchiude in sé tutte le campagne che Amnesty International porta avanti da quasi 60 anni. Senza comprensione, empatia e rispetto reciproco non si potrà mai mettere fine alla catena di violazioni dei diritti umani a cui assistiamo, ogni giorno. ‘Io sono l’altro’, frutto della vena poetica e dell’impegno civile di Niccolò Fabi, sarà un prezioso alleato nelle nostre campagne in difesa dei diritti umani”.

In lizza per il Premio c’erano anche Brunori Sas con ‘Al di là dell’amore’, Levante con ‘Andrà tutto bene’, Fiorella Mannoia con ‘Il peso del coraggio’, Motta con ‘Dov’è l’Italia’, Willie Peyote con ‘Mostro’, Daniele Silvestri con ‘Qualcosa cambia’, Tre allegri ragazzi morti con Pierpaolo Capovilla con ‘Lavorare per il male’, Margherita Vicario con ‘Mandela’ e The Zen Circus con ‘L’amore è una dittatura’. Il premio viene assegnato da una nutrita giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori, referenti di Amnesty International e di Voci per la Libertà.

‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’ si inserisce nella più amplia programmazione di ‘Arte per la Libertà – La barca dei diritti’, il festival della creatività per i diritti umani nato dall’unione di Voci per la Libertà e Deltarte, un’anima più musicale e una più legata all’arte contemporanea.

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Maturità, sport e ripassi: ecco la strategia anti-panico per l’esame dopo il lockdown https://www.dire.it/12-06-2020/472724-maturita-sport-e-ripassi-ecco-la-strategia-anti-panico-per-lesame-dopo-il-lockdown/ Fri, 12 Jun 2020 09:12:50 +0000 https://www.dire.it/?p=472724

Mascherina e distanziamento sociale si sommano all'ansia tipica per la grande prova, insieme a paura, confusione, disorientamento per le nuove modalita' di svolgimento fissate dal Governo

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Mascherina e distanziamento sociale si sommano all'ansia tipica per la grande prova, insieme a paura, confusione, disorientamento per le nuove modalita' di svolgimento fissate dal Governo
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ROMA – Esame di maturita’ in arrivo ma per i ragazzi quest’anno sara’ senza eguali. Mascherina e distanziamento sociale si sommano all’ansia tipica per la grande prova, insieme a paura, confusione, disorientamento per le nuove modalita’ di svolgimento fissate dal Governo. Per allentare la tensione esistono pero’ alcune strategie: da un’alimentazione sana e regolare, allo sport, a creare gruppi di studio online, sono tanti i comportamenti anti-stress da mettere in atto prima della fatidica data. 

“Gli esami di maturita’, da sempre vissuti con ansia ed emozione per la fine di un percorso, per i ragazzi che quest’anno frequentano il quinto superiore avranno un sapore del tutto nuovo- spiega Eleonora Iacobelli, psicologa, presidente Eurodap (Associazione Europea Disturbo da Attacchi di Panico), responsabile trainer del Centro Bioequilibrium – Difficile da pensare che l’esame di stato verra’ vissuto singolarmente e indossando una mascherina. L’esperienza della maturita’ puo’ essere considerata come un rito di passaggio: l’attesa della traccia, l’esame orale davanti ad una commissione di professori quasi sconosciuti, il festeggiare tutti insieme, sono esperienze gruppali necessarie in cui lo studente attraverso e grazie al gruppo puo’ condividere emozioni e paure riconoscendosi e confrontandosi con gli altri”.

“Nonostante i ragazzi abbiano capacita’ adattive abbastanza spiccate sono chiamati ad apportare un cambiamento radicale ma necessario. Una prima volta dunque, dove l’esame di stato segue un periodo lungo e faticoso di lockdown. Quest’anno- osserva ancora l’esperta- all’ansia tipica per la maturita’ si mescolano sentimenti di tristezza per non aver potuto condividere l’ultimo periodo scolastico con i propri compagni, disorientamento dovuto ad un cambiamento repentino e alla comunicazione piuttosto recente della modalita’ di svolgimento dell’esame, un’informazione necessaria e rassicurante perche’ chiara e contenitiva. Purtroppo sono circolate informazioni contrastanti che hanno contribuito a creare paura, confusione ed agitazione. Elementi di grande stress emotivo per i maturandi. Ma i ragazzi possiedono grandi risorse e su queste dobbiamo fare leva attuando stratagemmi creativi che possano trasformare questo momento in un’esperienza positiva”. 

Ecco allora alcuni consigli per vivere al meglio le giornate che precedono la prova, esorcizzando ansia e paura

– Mantenere un’alimentazione sana e regolare; 

– Seguire i ritmi circadiani dormendo quindi nelle ore notturne; 

– Trascorrere dei momenti ricreativi all’aperto o facendo sport; 

– Creare dei gruppi di lavoro con i compagni (anche online) per ripassare tutti insieme; 

– Simulare la discussione della tesina replicando la modalita’ dell’esame (utile per abbassare i livelli di ansia); 

– Condividere le emozioni parlandone (sentire che non si e’ soli nel provare tristezza o rabbia).

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Coronavirus, ‘Lontani ma vicini’ propone monologo di Shakespeare https://www.dire.it/11-06-2020/472425-coronavirus-lontani-ma-vicini-propone-monologo-di-shakespeare/ Thu, 11 Jun 2020 15:07:19 +0000 https://www.dire.it/?p=472425 shakespeare

'Tutto il mondo è un palcoscenico' interpretato dagli studenti di Ciampino

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'Tutto il mondo è un palcoscenico' interpretato dagli studenti di Ciampino
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ROMA – “Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini e le donne sono soltanto attori”. Questa è la frase iniziale del soliloquio più famoso e citato di Shakespeare, tratto dall’opera teatrale ‘Come vi piace‘, interpretato da quattro allievi del Liceo ‘Vito Volterra’ di Ciampino. Nel video pubblicato sul canale Youtube ‘Il teatro restando a casa’, nell’ambito del progetto ‘Lontani ma vicini‘ di Diregiovani.it e dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), i quattro ragazzi si alternano con la voce narrante sulle immagini/ritratti del poeta inglese e di molti teatri europei. Livia desideri, Gabriele Russo, Aurora Volpi e Martina D’Agostino parlano della vita dell’essere umano suddivisa in sette età, dal neonato all’anziano.
È possibile vedere il video sul canale YouTube dell’Istituto di Ortofonologia, o sul sito Diregiovani.it. Si possono inviare richieste a tre indirizzi: per i ragazzi sportellostudenti@diregiovani.it, per i docenti sportellodocenti@diregiovani.it, per i genitori esperti@diregiovani.it. E’ attivo anche il numero di telefono(solo per sms e whataspp): +39 3334118790.

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Scuola, Aifi Lombardia premia la prevenzione anche a distanza https://www.dire.it/11-06-2020/472366-scuola-aifi-lombardia-premia-la-prevenzione-anche-a-distanza/ Thu, 11 Jun 2020 14:30:28 +0000 https://www.dire.it/?p=472366

La pandemia non ha fermato il progetto di AIFI Lombardia, 'La schiena va a scuola. Prime regole per rispettarla'

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ROMA – La pandemia non ha fermato il progetto di AIFI Lombardia, ‘La schiena va a scuola. Prime regole per rispettarla‘. Anzi, il programma di prevenzione per il benessere della schiena, rivolto alle prime classi di scuola secondaria di primo grado lombarde, e’ arrivato a compimento, per il quinto anno consecutivo, proprio stamattina.

L’associazione italiana fisioterapisti ha chiamato a raccolta i suoi volontari e le scuole aderenti per un incontro di restituzione che ha sostituito l’annuale evento di premiazione. Come ha spiegato Alberto Culot, referente del progetto per AIFI, infatti, “anziche’ nominare un vincitore, quest’anno abbiamo voluto donare un kit sportivo a tutte le classi che hanno partecipato sin da settembre e premiare, dunque, l’ottima risposta dei ragazzi, nonostante le difficolta’ del periodo”. 

“La nostra associazione crede particolarmente in questo progetto- commenta Roberta Pirani, vicepresidente di AIFI Lombardia- perche’ esprime una delle peculiarita’ del fisioterapista, che e’ anche un ambito poco riconosciutogli, ovvero quello della prevenzione. Il fisioterapista e’ l’esperto del movimento, percio’ vogliamo affiancare la scuola, i ragazzi e i docenti nel promuovere il movimento sano, che e’ vita e lo e’ stato ancora di piu’ in questo particolare momento di quarantena”. 

AIFI, a 61 anni dalla sua fondazione, e’ da poco divenuta associazione tecnico-scientifica, “risultato che ci stimola per migliorare ed estendere questo progetto”, conclude Pirani.

Dieci istituti comprensivi, 38 classi, 7 fisioterapisti professionisti. Questi i numeri di un impegno corale che, in quest’ultima edizione, ha consegnato con forza un chiaro messaggio alle scuole: conosciamo il movimento, studiamo com’e’ fatta la nostra schiena, impariamo a muoverci per muoverci meglio. E’ questa l’opinione unanime degli studenti e dei docenti intervenuti stamane, chi in video chi in diretta, durante il collegamento. Agnese, ad esempio, alunna dell’istituto comprensivo ‘Cardinal Ferrari’ di Cantu’, nel comasco, ha confidato di “avere preso molti appunti” ma soprattutto di avere “continuato a ripetere gli esercizi imparati”. Soddisfatto il fisioterapista che ha seguito la scuola, Flavio Cova: “Muoversi e’ importante perche’ aiuta le funzioni di stabilita’ e movimento della colonna e del corpo, soprattutto in questo periodo in cui molti ragazzi hanno perso opportunita’ di fare sport” ha ricordato. “E’ il terzo anno per noi- e’ intervenuta la dirigente suor Iolanda Pistani- vediamo proprio che a distanza di tempo i ragazzi ricordano e ne parlano a casa sapendo coinvolgere le famiglie”. 

“Anche nella lontananza ho sentito l’entusiasmo dei ragazzi nel prendersi a cuore il benessere della schiena” ha confermato la docente Anna Rossini. Medesime impressioni sono quelle raccolte da Linda Cappo, la “super fisio”- prendendo in prestito il linguaggio del progetto- che ha seguito gli istituti di Milano ‘Massa’ e ‘via Linneo’, insieme alla docente Enrica Molinari: “Io ho trovato tanti ragazzi che sono rimasti in movimento, ognuno come ha potuto, insieme alla famiglia, chi faceva le scale di casa, chi gli allenamenti coi genitori. Questo era esattamente il nostro messaggio: teniamoci in movimento nella vita di tutti i giorni“. 

Ci sono poi scuole come l’IC di ‘Castelleone’, nel cremonese, che durante la quarantena hanno tradotto il progetto nelle ore di educazione motoria a distanza; e’ il caso del professor Marco Dati che ha sviluppato gli stimoli ricevuti dalla fisioterapista Monica Bandirali “indicando moduli di esercizi e quiz. Sono convinto che sia passato piu’ che mai il concetto che non bisogna essere inattivi” ha poi aggiunto. D’accordo anche Elena Davelli, altra formatrice di AIFI, e Massimo Pe, docente dell’istituto comprensivo ‘Zammanchi’ di Manerbio, nel bresciano, che ha notato “grande interesse per la conoscenza di cio’ che e’ alla base del movimento. Per molti ragazzi scoprire come fosse fatta la schiena e’ stata un’illuminazione. Questo e’ il fondamento della prevenzione”. Le produzioni e le opinioni dei ragazzi sono stati raccolte in due video disponibili sul sito di AIFI Lombardia.

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VIDEO | Autismo, IdO: “Valorizzare disegno, in bimbi c’è espressività” https://www.dire.it/10-06-2020/471887-autismo-ido-valorizzare-disegno-in-bimbi-ce-espressivita/ Wed, 10 Jun 2020 16:26:26 +0000 https://www.dire.it/?p=471887 disegni bambini_covid

"Anche la maggior forma di disagio e' un'espressione": dice Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO)

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"Anche la maggior forma di disagio e' un'espressione": dice Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO)
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ROMA – “È impossibile non esprimersi, cosi’ come e’ impossibile non comunicare, perche’ anche la maggior forma di disagio e’ un’espressione. La stereotipia o l’interesse sensoriale sono espressioni”. Esordisce cosi’ Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), nella diretta Facebook su ‘Espressivita’ e processi evolutivi nello spettro autistico‘, assieme a Paolo Pace, responsabile dell’Unita’ operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Asp di Castelvetrano. Nei disturbi dello spettro autistico, infatti, la psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva sottolinea che il bambino, “per la sua difficolta’ di ordine neuroevolutivo, ha dei particolari deficit nei processi di imitazione e sintonizzazione. Sul piano espressivo e’ in grado di apprendere ma non ‘colora’– precisa- perche’ non e’ in grado di imitare e di sintonizzarsi con l’altro, non riesce a rendere variegato il suo repertorio espressivo”. La chiave per lo sviluppo della capacita’ espressiva deve passare, dunque, a detta degli esperti, dalla logica del ‘tasto unico’. 

“Luigi XIV soleva dire ‘lo Stato sono io’- ricorda Pace- E mutuando questa espressione possiamo dire ‘Noi siamo il nostro corpo’ e ancora, dandogli una connotazione musicale, possiamo dire: ‘Noi siamo il nostro pianoforte’, uno strumento che si compone di 88 tasti. Ottantotto tasti che rappresentano anzitutto la nostra genetica- continua- Nel mondo saremo 8 miliardi e togliendo i gemelli omozigoti non c’e’ una mappa genetica uguale a un’altra. Questa e’ la misura di quanta unicita’ compone ciascuno di noi. Tutti i nostri tasti sono diversi dagli altri, e si apre cosi’ un orizzonte che ambisce a intercettare quell’unicita’, quel tasto unico”. Ecco che tra i tasti unici, per quanto riguarda le manifestazioni emotive ed espressive iniziali, “ci sono quelle non verbali che hanno a che fare con la dimensione affettivo-corporea, e poi emozionale. Quelle manifestazioni- illustra Di Renzo- sono anche possibili comunicazioni. Si pensi al pianto del bambino, che e’ una prima modalita’ espressiva che riguarda il cambiamento di un equilibrio emostatico, per cui, pero’, e’ necessario che vi sia qualcuno in grado di decodificare il messaggio”. Lo stesso accade anche “per la postura, che esprime qualcosa ma sempre a patto che ci sia qualcuno che la sappia decifrare”. 

E si torna cosi’ al focus principale, alla “metafora del tasto unico- ricorda Di Renzo- di quell’unica nota e di quell’individualita’ che fa parte del patrimonio di ciascuno, ma spesso non viene adeguatamente letta”. Percio’ l’ascolto e la decodifica delle espressioni dei ragazzi con disturbi dello spettro autistico, potrebbero addirittura avere “un’analogia con la biologia. In ambito biologico, infatti- illustra il neuropsichiatra infantile- i grassi saturi fanno piu’ male dei grassi insaturi”. Ecco, cosi’ anche “in ambito terapeutico, perche’ se si va a saturare un intervento si rischia di fare molto male al bambino. Pensiamo alla nascita del linguaggio e della parola che prevede tappe evolutive da cui non si scappa e che bisogna rispettare: il gesto, l’imitazione ‘percepita’ o ‘per essere’ e l’immagine”. Da queste non si puo’ fuggire e con “il fenomeno della saturazione” il bambino puo’ non essere “rispettato in queste fasi, nella sua comunicazione naturale, ecologica ed evolutiva- ribadisce Pace- perche’ si vuole immancabilmente ottenere una performance da lui, e la si ottiene anche subito, ma con effetti rebound”, riflette il neuropsichiatra infantile. Occorre comprendere e “sapere che esistono modalita’ espressive lungo tutto l’arco dello sviluppo– gli fa eco Di Renzo- Non possiamo chiedere a un bambino di pochi mesi quello che potremmo chiedere a uno di 6 o 7 anni”. La saturazione, difatti, genera “tutta una serie di agiti parossistici, figli di sovrastrutture imposte al minore”. E in questo senso la valorizzare dell’arte, “che e’ un’attivita’ completamente umana, e’ davvero importante”

. Basti pensare all’esempio terapico sperimentato dall’IdO con un gruppo di bimbi autistici “di 4-5 anni”, che sono stati avviati al disegno. “Le loro produzioni- ricorda la psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva- erano per lo piu’ scarabocchi, ma questo non deve essere inteso come termine negativo”. Quegli scarabocchi, “quei disegni, sono stati esposti ed alle mamme e’ stato chiesto di riconoscerli. Si e’ attivata un’esperienza fortissima e decisiva per il rapporto madre-figli– commenta ancora Di Renzo- Tutte le mamme sono riuscite a riconoscere quei segnali, da un qualunque elemento. Sembravano soltanto scarabocchi, ma in realta’ quella era la venuta al mondo della traccia, che a differenza del suono, lascia un segno. Le madri hanno riconosciuto il tasto unico“, chiosa. 

L’arte, il disegno, assume dunque un valore crescente “dal punto di vista cognitivo. Perche’ se le fasi vengono adeguatamente esplorate, e ai bambini viene data la possibilita’ di esprimerle, questo porta un vantaggio cognitivo enorme e l’espressivita’ vera diventa un meccanismo cognitivo di primo ordine”. Nella scuola dell’infanzia, “spesso, il disegno invece viene un po’ tarpato. L’ansia che domina e’: ‘Il bambino deve subito scrivere’- aggiunge Pace- Ma il disegno viene prima della scrittura e ci consente di far evolvere il bambino senza fargli pressione. La pressione, difatti, e’ piu’ un soddisfacimento del bisogno dell’adulto che di quello del bambino- conclude il neuropsichiatra- La realta’ e’ che per essere ‘evolutivi’ bisogna avere molta pazienza“.

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VIDEO | Coronavirus, non si ferma la scioglilingua challenge degli studenti capitolini https://www.dire.it/10-06-2020/471912-coronavirus-non-si-ferma-lo-scioglilingua-challenge-degli-studenti-capitolini/ Wed, 10 Jun 2020 16:22:14 +0000 https://www.dire.it/?p=471912 vicini ma lontani

Grazie a 'Il teatro restando a casa', un'iniziativa di Diregiovani

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ROMA – Continua la scioglilingua challenge dei ragazzi degli istituti comprensivi capitolini nell’ambito dell’iniziativa ‘Il teatro restando a casa’, del progetto ‘Lontani ma vicini’ inaugurato con la pandemia da Diregiovani.
“Se l’arcivescovo di Costantinopoli si volesse arcivescovoscostantinopolizzare, vi arcivescovocostantinopolizzereste voi per arcivescovoscostantinopolizzare lui?”, recita Elisabetta, dell’I.C. Wolfang Amadeus Mozart. Ma c’è anche “il Papa che pesa e pesta il pepe a Pisa” e “il questore in questura a quest’ora?”, ripetuti in fila perfettamente da Ludovica e Daniele. I ragazzi dei diversi istituti, infatti, non perdono la voglia di sfidarsi e continuano con questa challenge che colora i giorni casalinghi, anche con la fine della scuola. Ci sono Valerio, Francesco, Fabiola, Elisa e Matteo che sfidano i compagni delle diverse scuole. C’è “sotto un uscio, tutto liscio, cade, a strisce, un grosso guscio”, come anche la serva che “non ti serve, a che serve che tu ti serva di una serva che non serve? Serviti di una serva che serve, e se questa non ti serve, serviti dei miei servi”, e chi più ne ha più ne metta.

‘Il teatro restando a casa’ è un’iniziativa nell’ambito di ‘Lontani ma vicini’, il progetto di Diregiovani e Istituto di Ortofonologia (IdO) nell’ambito della task force del ministero dell’Istruzione per il supporto di studenti, famiglie e docenti. È possibile vedere le gare sul canale YouTube dell’IdO, o sul sito Diregiovani.it. Si possono inviare richieste a tre indirizzi: per i ragazzi sportellostudenti@diregiovani.it, per i docenti sportellodocenti@diregiovani.it, per i genitori esperti@diregiovani.it. E’ attivo anche il numero di telefono (solo per sms e whataspp): +39 3334118790.

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Giovani, dal panel Conngi l’appello al voto per i nuovi italiani https://www.dire.it/09-06-2020/471248-giovani-dal-panel-conngi-lappello-al-voto-per-i-nuovi-italiani/ Tue, 09 Jun 2020 18:30:18 +0000 https://www.dire.it/?p=471248 Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano

"Non riconoscere i diritti alle seconde generazioni crea asimmetrie di potere e diseguaglianze, che non fanno che alimentare il razzismo", denuncia il Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane

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Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano
"Non riconoscere i diritti alle seconde generazioni crea asimmetrie di potere e diseguaglianze, che non fanno che alimentare il razzismo", denuncia il Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane
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ROMA – “Negare il riconoscimento dei diritti alle seconde generazioni e alle persone con background migratorio sancisce asimmetrie di potere e diseguaglianze, che non fanno che alimentare il razzismo“, ossia quello stesso fenomeno “contro cui in questi giorni abbiamo visto manifestazioni in tante piazze italiane dopo l’uccisione negli Stati Uniti di George Floyd. Ma è giunta l’ora che anche l’Italia affronti i suoi nodi, a partire dai partiti politici, che al momento ignorano questo mondo e invece si dovrebbero interessare”. Lo ha dichiarato Camilla Bencini dell’ong Cospe, intervenendo al panel online ‘Il diritto di voto alle elezioni locali’, evento che ha inaugurato la quarta edizione di ‘Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano’, organizzato dal Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane (Conngi).

QUELL’8% DELLA POPOLAZIONE CHE PRODUCE IL 9% DEL PIL E NON VOTA

Il seminario è stato occasione per discutere con esperti del settore la mancanza di un diritto che coinvolge5.255.000 stranieri, pari all’8 per cento dell’intera popolazione, come riferiscono dati Istat di gennaio 2019″: lo ha sottolineato Yohan Saparamadu, di Conngi, aggiungendo che queste persone lo scorso anno “hanno prodotto 139 miliardi di euro, ossia il 9 per cento della ricchezza nazionale, stando a un rapporto della fondazione Leone Moressa. Eppure non possano votare”.

“NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION”

Francesca Biondi Dal Monte, docente di Diritto costituzionale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha ricordato che in Italia a tutti “viene chiesto di osservare i doveri fiscali. Ma come dice un antico detto anglosassone, ‘no taxation without representation’, non si può tassare un cittadino che non è rappresentato“.

Guardando alla Costituzione, continua la docente Biondi Dal Monte, “se la sovranità appartiene al popolo, bisogna estendere il voto a livello locale, nonché la possibilità di candidarsi, un diritto che andrebbe riconosciuto a prescindere dalla cittadinanza. Alcuni Stati ad esempio lo accordano dopo 3 o 5 anni di residenza permanente”.

I tempi lunghi per ottenere la cittadinanza per l’esperta “sono comunque un problema, ma si potrebbe promuovere anche grazie a rappresentanti politici con background migratorio”.

LE COMUNITÀ STRANIERE NON SONO “SPECIE PROTETTE”

L’avvocato Alì Listì Maman è tornato sul paragone tra l’Italia e gli altri Paesi europei, rispetto ai quali “siamo indietro. Tanti hanno già inserito in costituzione e nel proprio ordinamento la possibilità per i soggetti extra-comunitari regolarmente residenti di partecipare alla vita pubblica”.

Per Maman “il fatto che un cittadino partecipi alla vita economica ma poi resti escluso da quella pubblica, senza che possa scegliere i propri rappresentanti, è a dir poco anacronistico”. L’avvocato ha lanciato infine una critica alle Consulte: “Non abbiamo bisogno di tutelare le comunità straniere trattandole come ‘specie protette’. Le persone devono poter partecipare alla vita politica e al processo decisionale passando per la porta principale”.

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Da Veronesi a Bazzi, ecco la “sestina” del Premio Strega 2020 https://www.dire.it/09-06-2020/471315-da-veronesi-a-bazzi-ecco-la-sestina-del-premio-strega-2020/ Tue, 09 Jun 2020 18:20:16 +0000 https://www.dire.it/?p=471315 premio strega 2020

Annunciati i finalisti del Premio Strega 2020: per la prima volta sono sei perchè tra i primi cinque finalisti non c'era nessun piccolo editore

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premio strega 2020
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ROMA – Sandro Veronesi, Gianrico Carofiglio, Valeria Parrella, Gian Arturo Ferrari, Daniele Mencarelli e Jonathan Bazzi: è la sestina – non la consueta cinquina- del Premio Strega 2020, annunciata in serata al Tempio di Adriano, sede della Camera di Commercio di Roma. Sei finalisti perché per la prima volta è necessario l’articolo che prevede la necessaria presenza di un piccolo editore in cinquina (La nave di Teseo non è più considerata tale).

Ecco il quadro:

– Sandro Veronesi, Il colibrì (La nave di Teseo) 210 voti

– Gianrico Carofiglio, La misura del tempo (Einaudi) 199

– Valeria Parrella, Almarina (Einaudi) 199

– Gian Arturo Ferrari, Ragazzo italiano (Feltrinelli) 181

– Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza (Mondadori) 168

– Jonathan Bazzi, Febbre (Fandango Libri,) che pur avendo ottenuto meno voti di Marta Barone , entra in sestina (è giunto settimo con 137 voti).

Come da tradizione, l’elezione del vincitore si svolgerà giovedì 2 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in diretta su Rai 3.

DANIELE MENCARELLI VINCE PREMIO STREGA GIOVANI 2020

Daniele Mencarelli con ‘Tutto chiede salvezza‘ (Mondadori) è il vincitore del Premio Strega Giovani 2020. Ad annunciarlo il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, in collegamento con il Tempio di Adriano di Roma, nel corso della serata per l’annuncio della cinquina del Premio Strega.

Il Premio Strega Giovani è assegnato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i sedici e i diciotto anni provenienti da cinquantotto scuole secondarie superiori distribuite in undici regioni italiane e tre città all’estero (Berlino, Bruxelles, Parigi). Concorrono a ottenere il riconoscimento i dodici libri candidati al Premio Strega.

In questa settima edizione, svoltasi in condizioni del tutto particolari a causa della chiusura degli istituti scolastici, i giovani giurati hanno potuto incontrare gli autori attraverso una piattaforma online, ospiti dell’associazione di scrittrici e scrittori Piccoli Maestri. Il Premio Strega Giovani assegna un voto collettivo valido per l’elezione sia della cinquina dei finalisti sia del vincitore del Premio Strega.

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VIDEO | ‘Lontani ma vicini’: l’arte come il morbo contagia ma libera https://www.dire.it/09-06-2020/470885-video-lontani-ma-vicini-larte-come-il-morbo-contagia-ma-libera/ Tue, 09 Jun 2020 11:12:17 +0000 https://www.dire.it/?p=470885

Luca Cardillo, insegnante di recitazione nell'ambito dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) per la preparazione dei laboratori teatrali a scuola, sposa l'iniziativa del progetto targato Diregiovani

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Luca Cardillo, insegnante di recitazione nell'ambito dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) per la preparazione dei laboratori teatrali a scuola, sposa l'iniziativa del progetto targato Diregiovani
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ROMA – “Shakespeare nella sua quarantena scrisse il ‘Re Lear’, Newton elaborò la teoria della forza di gravità. L’isolamento può stimolare la creatività, basti pensare al ‘Decamerone’ di Boccaccio o a John Donne che nel 1623 scrisse alcuni dei suoi poemi e versi più belli che ispireranno anche Ernest Hemingway in ‘Nessun uomo è un’isola’”. Oppure, ancora, “‘Angels in America’ di Tony Kushner, come ‘Rent’ di Jonathan Larson entrambi emersi durante l’epidema di Aids. L’isolamento forzato può essere una privazione di libertà e risorse per molti, ma per altri diventa un’opportunità per terminare ciò che non si è completato. L’arte come il morbo libera, distrugge, contagia“. Esordisce così Luca Cardillo, insegnante di recitazione nell’ambito dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) per la preparazione dei laboratori teatrali a scuola, che sposa l’iniziativa ‘Il teatro restando a casa‘, nell’ambito del progetto ‘Lontani ma vicini‘ targato Diregiovani. 

Sebbene “sia una crisi nuova per noi, l’uomo, in realtà, ha già dovuto affrontare le epidemie, la peste e quant’altro” e nel teatro “come per la peste, c’è qualcosa di vittorioso e vendicativo” che può portare “all’estremo, facendo scoppiare ascessi collettivi (definiti così da Antonin Artaud, ndr). Così la peste e il teatro allo stesso modo- continua Cardillo- sono crisi che si risolvono o con la morte o con la guarigione. La ricostruzione e il rifondamento rimangono per entrambe obiettivi ultimi e profondi”. 

Il rapporto “tra teatro e peste, virus e grandi epidemie ha sempre interessato l’universo artistico”. Come ricorda l’esperto citando le parole di Artaud, drammaturgo e regista teatrale francese, “il morbo è come un’entità psichica che porta a scavare e riflettere sulla fisionomia spirituale di una malattia che andava in fondo all’organismo, e alla vita”. Per il drammaturgo francese c’è una sorta di “libertà, implicata in una forma così assoluta di annientamento e crollo delle forme di vita normali. Proprio come sta accadendo anche oggi giorno. In un connubio tra scena e peste” a fuoriuscire- conclude- “è la capacità di provocare le alterazioni più misteriose dell’individuo e della collettività”. 

Le esibizioni e le lezioni de ‘Il teatro restando a casa’, sono disponibili sul canale YouTube dell’Istituto di Ortofonologia, o sul sito Diregiovani.it. Inoltre, si possono inviare richieste a tre indirizzi: per i ragazzi sportellostudenti@diregiovani.it, per i docenti sportellodocenti@diregiovani.it, per i genitori esperti@diregiovani.it.

È attivo anche il numero di telefono(solo per sms e whataspp): +39 3334118790.

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Di Renzo: “La pandemia non determinerà necessariamente un trauma” https://www.dire.it/09-06-2020/470814-di-renzo-la-pandemia-non-determinera-necessariamente-un-trauma/ Tue, 09 Jun 2020 09:47:28 +0000 https://www.dire.it/?p=470814

“Al contagio biologico si è associato un fortissimo contagio psichico": a parlarne è Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO)

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ROMA -“Al contagio biologico si è associato un fortissimo contagio psichico. È una paura che si costella quando si avverte un senso di imprevedibilità. Il contagio è un meccanismo precognitivo, preverbale, una dimensione d’ansia che gli adulti riescono a razionalizzare, mentre nei bambini arriva sotto forma di paura che non riescono ad incanalare”. A parlarne è Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), al convegno scientifico e telematico ‘Il bambino ai tempi del Covid-19’ promosso dal Sindacato italiano specialisti pediatri (Sispe).

La domanda ricorrente è “Cosa ricorderanno i bambini? Necessariamente svilupperanno dei problemi da questa pandemia? No- risponde Di Renzo- penso che dobbiamo attenzionare quei bambini in cui ci rendiamo conto che la fragilità della famiglia potrebbe creare delle conseguenze. Altrimenti, credo che ai bimbi molto piccoli non succederà quasi nulla se sono stati adeguatamente contenuti, ai bambini più grandicelli resterà il ricordo di un momento speciale in cui si sono divertiti meno e in alcuni casi sono stati anche contenti di non andare a scuola. Nei ragazzi, invece, la situazione sarà difficile laddove la reclusione ha significato un aumento della conflittualità all’interno della famiglia”. 

LE MANIFESTAZIONI DEL DISAGIO NEI BAMBINI

Nel dettaglio, le prime manifestazioni di disagio nei più piccoli durante il lockdown hanno visto soprattutto “un’alterazione della regolazione nelle condotte di base, della regolazione emotiva emotiva, delle condotte del sonno e di quelle alimentari, nonché un’alterazione delle condotte motorie con fenomeni di iperattività o con momenti di grande inibizione”, chiarisce la psicoterapeuta dell’età evolutiva. Sono aumentati anche i rituali. “Non necessariamente un rituale assume una caratteristica patologica- precisa l’esperta- e per molti di questi bambini ha significato proprio una difesa temporanea alla situazione d’emergenza”. In realtà Di Renzo tiene a sottolineare che “la regolazione dei bambini è dipendente dalla capacità degli adulti di regolare loro stessi e quindi i propri figli, allievi o pazienti. Nelle situazioni dove i genitori sono riusciti a contenere la loro ansia, e quindi a contenere quella dei bambini, non abbiamo visto nessun segno particolarmente negativo. Dunque- assicura Di Renzo- questa situazione non necessariamente determinerà una dimensione traumatica negli attuali bambini, perché affinché si strutturi un disturbo post traumatico non è necessario solo l’evento acuto, ma anche che ci sia un’atmosfera traumatica che renda l’evento traumatico”. 

I TRAUMI ‘NATURALI’ NON CREANO FENOMENI DISSOCIATIVI

La letteratura scientifica documenta che laddove “il trauma dipenda da condizioni naturali, come nei terremoti, generalmente non si osservano nel tempo fenomeni di dissociazione, che invece si verificano quando il trauma avviene per mano umana. L’evento che arriva dalla natura in qualche modo costella nel collettivo anche una sorta di collaborazione e delle modalità di risposta, mentre il trauma che viene da mano umana, come per gli abusi, fa perdere totalmente al bambino l’affidabilità nel genere umano”. Questa volta, prosegue Di Renzo, “ci troviamo di fronte a una situazione che molto probabilmente non creerà elementi dissociativi”. 

ECCO COME HANNO REAGITO I BAMBINI CON AUTISMO

Andando ad esaminare le situazioni in cui erano presenti disturbi come l’autismo, “nei bambini seguiti durante tutto il periodo della reclusione non solo non abbiamo trovato un aumento o l’emergere di nuove stereotipie e rituali, ma in alcune situazioni abbiamo addirittura notato dei miglioramenti. Questo fenomeno è legato al fatto che essendoci meno stimoli nel sociale- spiega la terapeuta- laddove le famiglie hanno potuto rispondere ai bisogni del bambino, questo ha creato una maggiore tranquillità. Ci ha stupito che, benché molti dei piccoli appartenenti allo spettro autistico abbiano una selettività alimentare, grazie a una maggiore presenza dei genitori, i figli hanno cominciato ad assaggiare cose nuove. La dimensione alimentare- aggiunge la psicoanalista- è profondamente condizionata, soprattutto nella prima infanzia, dall’ambiente. Sappiamo benissimo che l’alimentazione è il primo importante nutrimento affettivo, oltre che biologico, e che molte situazioni di ansia del genitore vengono comunicate proprio attraverso le fasi dell’alimentazione. Non è infrequente vedere bambini che se invitati a casa di amici, se mangiano a mensa o condividono i pasti con altre persone, sbloccano le loro difficoltà alimentari”. 

NUOVI RITMI ALLA PROVA DELLA RIPRESA

Con lo scoppio della pandemia tutta la popolazione ha perso i ritmi e i paradigmi spazio temporali. “Questo fenomeno ora è molto evidente- chiosa la psicoterapeuta- perché nella fase di ripresa è proprio difficile rientrare in quei ritmi che non sono più quelli che avevamo lasciato prima del Covid, non sono più quelli che abbiamo vissuto durante il Covid, ma ora sono qualcosa di nuovo che ci fa ancora confrontare con un imprevedibile che non sappiamo quando cambierà. Abbiamo tutti dovuto imparare qualcosa di nuovo e qualche volta la nostra ansia di rispondere con efficienza alle prestazioni ci ha fatto dimenticare che la cosa importante, anche nelle lezioni a distanza, era sostenere i ragazzi e chiedere come stavano”. Di Renzo conclude con un consiglio ai genitori: “Non preoccupatevi troppo se i vostri figli hanno avuto condotte regressive, perché non dobbiamo dimenticare che l’ansia che noi adulti riusciamo a gestire, il bambino non ha strade per risolverla. In assenza di contatto con i coetanei, al confronto con una paura che sentono fortemente ma non riescono a gestire, hanno avuto bisogno, per esempio, di tornare nel letto dei genitori. Ritengo che questo vada contestualizzato nel presente, altrimenti patologizziamo delle situazioni che se contenute possono evolvere in maniera positiva”. Stesso discorso per gli adolescenti. “Non è vero che tutti i ragazzi sono stati incoscienti, molti sono stati attentissimi nei confronti dei genitori, alcuni meno, ma come sappiamo- rimarca la specialista- abbiamo dei modelli con i quali i ragazzi si identificano, e sono tanti gli adulti che si sono comportati in maniera non responsabile. Non credo che vadano demonizzati solo i ragazzi di alcuni comportamenti”.

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Kaabour (Conngi): “Realizzare i sogni dei nuovi italiani farebbe grande il Paese” https://www.dire.it/08-06-2020/470581-kaabour-conngi-realizzare-i-sogni-dei-nuovi-italiani-farebbe-grande-il-paese/ Mon, 08 Jun 2020 17:28:05 +0000 https://www.dire.it/?p=470581 Simohamed Kaabour

Al via i tre webinar 'Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano': un dibattito tra giovani di origine straniera e istituzioni

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Simohamed Kaabour
Al via i tre webinar 'Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano': un dibattito tra giovani di origine straniera e istituzioni
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ROMA – “Un Paese è grande quando riesce a realizzare i sogni dei propri cittadini e farli diventare un valore ed è questo il messaggio che intendiamo far arrivare con ‘Protagonisti!'”. Simohamed Kaabour è presidente del Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane (Conngi) e all’agenzia Dire illustra la quarta edizione di ‘Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano’.

A causa dell’epidemia di Covid-19, gli incontri non si terranno dal vivo bensì online, a partire da oggi, per proseguire mercoledì 10 e venerdì 12 giugno.

DIRITTO DI VOTO, “ELETTI” E CITTADINANZA, I 3 MACROTEMI

“L’obiettivo è mettere al centro temi di grande attualità che ruotano intorno ai giovani con background migratorio” sottolinea il presidente di Conngi, ricordando le migliaia di giovani che sono nati o arrivati da piccoli in Italia e pur essendo italiani ancora si vedono negati quei diritti che “permettono di essere cittadini a tutto tondo”.

Il ciclo di seminari permetterà di aprire un dibattito tra giovani di origine straniera e rappresentanti delle istituzioni. “Non capita tutti i giorni di poter dialogare con deputati, ministri o assessori” osserva Kaboour. “Grazie a ‘Protagonisti!’ poi anche i politici avranno l’occasione di ascoltare la voce di chi vive direttamente i limiti di certe leggi che rallentano i processi di inclusione”.

Si parte quindi dal diritto di voto. “Garantirlo è ciò che rivela il fatto di possedere dei diritti e dà modo ai cittadini di negoziare la propria posizione” dice Kaabour. Convinto che “tutti gli altri nodi – come la cittadinanza o i processi di inclusione – discendono da qui”.

Il secondo webinar propone una riflessione sugli “eletti” con background migratorio. “Usiamo le virgolette perché comprende non solo le persone elette ma chiunque agisca in ambito politico, come gli attivisti” spiega Kaabour. “Parleremo di rappresentanza e rappresentatività, quindi del valore aggiunto che un eletto o un rappresentante portano nel dibattito pubblico, nonché della loro capacità – attraverso la loro presenza – di allargare l’immaginario collettivo italiano”.

Venerdì, infine, si affronterà il tema della riforma della legge sulla cittadinanza. “In questi giorni – continua il presidente di Conngi – la tragica uccisione di George Floyd negli Stati Uniti ha spinto tanta gente a scendere in piazza e denunciare il razzismo, ma in Italia ha anche riaperto il discorso sulla riforma dello ius culturae, che non avanza perché manca la volontà politica”.

UNA RIFLESSIONE SUI “MIGRANTI”

Secondo Kaabour, il tema “migranti” è tradizionalmente “un calderone in cui finisce di tutto e i temi vitali per i giovani con background migratorio rischiano di essere strumentalizzati”.

Peserebbero poi ostacoli e lungaggini burocratiche. “Impediscono a tanti ragazzi che hanno studiato qui di fare la professione che sognano” dice Kaabour. Io sono un docente e quindi penso ai tanti che non possono fare il mio lavoro perché non sono cittadini italiani, pur avendone tutti i titoli. Questo fa sentire tantissimi ragazzi nati e cresciuti qui di non essere a casa loro. Così facendo non solo si brucia la vita delle persone ma anche il futuro del Paese“.

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‘Protagonisti’, dall’8 giugno i webinar con i nuovi italiani https://www.dire.it/07-06-2020/470145-protagonisti-dall8-giugno-i-webinar-con-i-nuovi-italiani/ Sun, 07 Jun 2020 11:21:21 +0000 https://www.dire.it/?p=470145

I giovani con background migratorio si confronteranno con attori istituzionali, politici e della societa' civile su diritto di voto alle elezioni locali

L'articolo ‘Protagonisti’, dall’8 giugno i webinar con i nuovi italiani proviene da dire.it.

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I giovani con background migratorio si confronteranno con attori istituzionali, politici e della societa' civile su diritto di voto alle elezioni locali
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ROMA – Rappresentanza, partecipazione, cittadinanza e politica sono i temi della quarta edizione di ‘Protagonisti! Le nuove generazioni italiane si raccontano‘, il seminario del Coordinamento nazionale nuove generazioni italiane (Conngi), che da lunedi’ 8 giugno si articolera’ in tre appuntamenti online trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dell’organizzazione.

I giovani con background migratorio si confronteranno con attori istituzionali, politici e della societa’ civile su diritto di voto alle elezioni locali (lunedi’ 8 giugno alle 18), “eletti” con background migratorio (mercoledi’ 10 giugno, alle 18) e riforma della cittadinanza (venerdi’ 12 giugno, alle 18).

Organizzato dal Conngi in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Protagonisti! mette al centro la voglia di partecipazione e la necessita’ di rappresentare le istanze di una porzione sempre piu’ consistente della popolazione, ponendosi con forza una domanda: come allargare in ottica inclusiva il concetto di cittadinanza tenendo conto dell’elemento identitario e del senso di appartenenza di migranti e nuove generazioni con background migratorio? Secondo il Conngi, “la questione e’ oggi piu’ attuale che mai, considerato che nel panorama italiano ed europeo stiamo assistendo a un’intensa politicizzazione dei temi legati alle migrazioni e a una polarizzazione delle posizioni che non sempre tengono conto della realta’ dei fatti”.

“I migranti e le nuove generazioni con background migratorio, presenze vive e attive nelle nostre comunita’ – si evidenzia in una nota – sono quasi sempre oggetto e non soggetto della discussione, quindi sono esclusi da un confronto che, pur avendo effetti determinanti sulle loro vite, li coinvolge solo passivamente”. Ancora il Conngi: “La possibilita’ di partecipare alla vita pubblica e le relative forme di rappresentanza, a livello locale come nazionale, sono fortemente limitate dal legame finora indissolubile tra diritti politici e cittadinanza costituzionalmente intesa. Ma i tempi sono ora maturi per essere finalmente ‘Protagonisti!‘” 

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VIDEO | Fase due, Di Renzo (IdO): “Preparare i bimbi a un rientro graduale” https://www.dire.it/05-06-2020/469809-video-fase-due-di-renzo-ido-preparare-i-bimbi-a-un-rientro-graduale/ Fri, 05 Jun 2020 16:05:36 +0000 https://www.dire.it/?p=469809 bambini

La piscoterapeuta dell'Istituto di Ortofonologia: "La parola chiave è la continuità. Non bisogna pensare che tutto avvenga improvvisamente"

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La piscoterapeuta dell'Istituto di Ortofonologia: "La parola chiave è la continuità. Non bisogna pensare che tutto avvenga improvvisamente"
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ROMA – “Il momento della ripresa è molto difficile. Torniamo in un mondo che non può ricominciare come prima, ma ancora non sappiamo come ricomincerà. Dobbiamo preparare i bambini a un rientro graduale, così come dobbiamo prepararci anche noi adulti, genitori e insegnanti“. A dichiararlo è Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), durante la rubrica ‘Anime in quarantena’, in diretta facebook sulla pagina di eDuki.

TENERE VIVA LA COMUNICAZIONE ANCHE ONLINE

“Bisogna aiutare i bambini a uscire, a stare insieme a qualcuno, seppur con tutte le precauzioni del caso – prosegue Di Renzo – perché non si può pensare che tutto avvenga improvvisamente ad agosto, quando si andrà in vacanza, o a settembre, quando si tornerà a scuola. Gli insegnanti, dal canto loro, possono farsi vedere online, l’importante è che venga tenuta in vita la comunicazione”.

La psicoterapeuta punta a ribadire l’importanza della continuità: “È certo che, in qualche modo tutti abbiamo vissuto un trauma collettivo, ma dove ci sono delle buone resilienze, dove si è potuto stare accanto ai bambini, sono abbastanza tranquilla che non si struttureranno situazioni traumatiche“, conclude la psicoterapeuta.

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