Dire Futuro – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Fri, 03 Jul 2020 08:16:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Arriva un software che predice il rischio Covid in luoghi affollati https://www.dire.it/30-06-2020/479790-arriva-un-software-predice-rischio-covid-in-luoghi-affollati/ Tue, 30 Jun 2020 13:25:11 +0000 https://www.dire.it/?p=479790 coronavirus_metro_milano

È uno dei progetti di ricerca anti-Covid a cui lavora Unimore: il sistema analizza i flussi video, localizza le persone nello spazio 3D, riconosce le mascherine e calcola distanze

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È uno dei progetti di ricerca anti-Covid a cui lavora Unimore: il sistema analizza i flussi video, localizza le persone nello spazio 3D, riconosce le mascherine e calcola distanze
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REGGIO EMILIA – Predire il livello di rischio di contagio del covid 19 luoghi pubblici e privati, attraverso il calcolo delle distanze interpersonali e la costruzione di mappe dinamiche dell’area monitorata. È l’obiettivo del progetto di ricerca “Inter-Homines” sviluppato all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinato dalla docente Rita Cucchiara del dipartimento di ingegneria (Dief) “Enzo Ferrari”.

Partita ad aprile e prevista in conclusione ad ottobre, l’iniziativa è una delle quattro targate “Unimore” finanziate dalla Regione, in questo caso con 119.000 euro, nell’ambito di un bando volto a trovare forme innovative di contrasto all’epidemia di coronavirus.

Il sistema Inter-Homines, nel dettaglio, valuta in tempo reale il rischio di contagio di un’area monitorata analizzando flussi video: è in grado di localizzare persone nello spazio 3D, riconoscere i dispositivi di protezione individuale, calcolare distanze interpersonali e predire livelli di rischio costruendo mappe dinamiche. Il modello è applicabile sia all’aperto che al chiuso, in aree ad affollamento variabile pubbliche e private. A “dare gambe” al sistema sono servizi di intelligenza artificiale e di “computer vision” applicabili a telecamere già installate o a telecamere a basso costo su Pc industriali, corredati da un aggiuntivo sistema dedicato e mobile per misurazioni temporanee. Il tutto, sottolineano dall’Università, nel pieno rispetto delle norme sulla privacy.

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Il sistema, infatti, non prevede alcuna registrazione di flussi video o di dati personali né in forma locale né in forma centralizzata, garantendo in questo modo una acquisizione di informazioni che tutela l’anonimato. Tra i parametri che vengono associati all’area monitorata ci sono nello specifico “un indice di rischio spazio-temporale”, un “livello dinamico di sicurezza”, una “mappa dinamica delle distanze interpersonali” e una mappa che indica dove e quante persone possono aggiungersi per rimanere in sicurezza. “Ciò che si vuole ottenere- spiega Rita Cucchiara di Unimore- è uno strumento affidabile di visione artificiale, a norma delle linee guida europee sulla privacy e sull’uso dell’intelligenza artificiale, per calcolare in tempo reale le distanze tra le persone con una ricostruzione 3D del distanziamento, segnalando anche in modo interattivo eventuali situazioni di rischio”.

Inoltre, “si vuole fornire un modello innovativo di calcolo dinamico del rischio del luogo monitorato anche di tipo predittivo, che potrà essere impiegato come strumento di monitoraggio da remoto, di prevenzione, pianificazione e supporto alla popolazione ed ai lavoratori, per attuare una frequentazione dei luoghi consapevole e legata all’effettivo rispetto delle misure vigenti”.

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VIDEO | ‘Mover’, robot anti-Covid del S.Anna di Pisa https://www.dire.it/25-06-2020/478550-video-mover-robot-anti-covid-del-s-anna-di-pisa/ Thu, 25 Jun 2020 16:13:16 +0000 https://www.dire.it/?p=478550 s.anna pisa_robot mover

Grazie a lampade a raggi ultravioletti, il robot dovrà sanificare e disinfettare: potrà essere utilizzato all'interno di sale operatorie, sale di attesa, pronto soccorso

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Grazie a lampade a raggi ultravioletti, il robot dovrà sanificare e disinfettare: potrà essere utilizzato all'interno di sale operatorie, sale di attesa, pronto soccorso
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ROMA – La disinfezione di ambienti e superfici è stata indicata come una delle azioni più efficaci per limitare la circolazione e la persistenza del virus, durante questa nuova fase dell’emergenza provocata dal Covid-19. La robotica può dare un contributo significativo, per svolgere questa operazione nella maniera più efficace: da oggi, una nuova possibilità è offerta dal progetto ‘Samaritan’, nell’ambito del quale è stato sviluppato un robot mobile, considerato il primo esempio di una nuova generazione di robot collaborativi.

Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, ha commentato: “Siamo molto orgogliosi della capacità che la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sta dimostrando nel riuscire a ‘mettere insieme’ le migliori energie filantropiche, l’esame attento della difficile situazione post Covid-19 e il potenziale di ricerca sviluppato nel corso del tempo. I risultati ottenuti con questo progetto costituiscono un nuovo passo avanti di un percorso, ancora lungo, ma che intendiamo percorrere con decisione e con mete sempre più ambiziose”. ‘Samaritan’ è il progetto sostenuto dalla Fondazione Marmo di Carrara, realizzato attraverso la Fondazione filantropica ‘Il Talento all’Opera’, promossa dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

 

A Massa, da oggi, presso l’ospedale del cuore ‘G. Pasquinucci’ della Fondazione Monasterio, inizia il suo utilizzo sperimentale questo nuovo robot mobile, il cui obiettivo è sanificare e disinfettare ambienti e superfici, attraverso l’impiego di lampade a raggi ultravioletti UV-C.

Il robot potrà essere usato per la disinfezione all’interno di sale operatorie, sale di attesa, pronto soccorso e in qualunque altro luogo dove si possono creare assembramenti, con il conseguente aumento del rischio di trasmissione del virus. “In Italia, e in particolare in Toscana, ci sono tutte le prerogative per far emergere l’indotto della robotica – Filippo Cavallo, coordinatore scientifico del progetto ‘Samaritan’-. Sappiamo costruire e programmare robot per diverse applicazioni: bisogna sostenere in modo continuativo e concreto la sinergia tra istituzione regionale, università, aziende e investitori perché è una occasione importante di sviluppo del territorio con un forte impatto sociale”.

Marco Torre, direttore generale della Fondazione Monasterio, ha voluto evidenziare come “con il progetto ‘Samaritan’ la Fondazione Monasterio apre le porte del proprio ‘Ospedale del Cuore’ a un nuovo ambito di sperimentazione, la robotica, con un partner di eccellenza quale la scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e con l’ambizione di continuare ad applicare nella pratica quotidiana le tecnologie più innovative per il benessere dei pazienti e degli operatori. Voglio, in particolare, ringraziare la Fondazione Marmo per la solidarietà manifestata a riprova di quanto questo territorio sia vicino alla nostra attività”.

Il nuovo progetto si affianca a quello condotto presso il laboratorio di robotica percettiva dell’Istituto TeCIP, tecnologie della comunicazione, informazione, percezione, della Scuola Superiore Sant’Anna, sempre grazie alla Fondazione filantropica ‘Il Talento all’Opera’. Anche la sperimentazione presentata oggi a Massa per il progetto ‘Samaritan’, con il coordinamento scientifico di Filippo Cavallo, come Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, rientra nelle attività di ‘terza missione’.

Paolo Dario, delegato alla Terza Missione del Sant’Anna di Pisa: “Le università sono oggi sempre più impegnate in attività che vanno oltre la ricerca e l’educazione, con l’obiettivo di valorizzare e mettere a disposizione della società e del territorio i migliori risultati ottenuti. Queste attività costituiscono la cosiddetta Terza Missione. Il progetto ‘Samaritan’ è un buon esempio di questo processo: si parte da ricerche di alta qualità sviluppate per anni nel corso di vari progetti europei coordinati dalla Scuola e i cui risultati sono stati pubblicati in importanti riviste internazionali; si prosegue con il contributo di numerosi giovani ricercatori formati in corsi di laurea e di dottorato; si validano e si brevettano le tecnologie più innovative; si valorizzano persone e brevetti mediante imprese spin-off; e infine si applica la conoscenza così accumulata nell’interesse di utenti e iniziative locali, in particolar modo in caso di bisogno (è il caso dell’emergenza dovuta al Covid-19). Sono lieto che questo percorso di sviluppo di un sistema robotico innovativo svolto presso la Scuola possa essere messo rapidamente a frutto grazie alla Fondazione Marmo di Carrara e alla Fondazione filantropica ‘Il Talento all’Opera’, e essere messo a disposizione di un utilizzatore clinico di grande esperienza come l’ospedale del cuore ‘G. Pasquinucci’ della Fondazione Monasterio. Siamo anche fiduciosi che questa esperienza virtuosa possa essere replicata in altri settori”.

Queste attività danno risposte concrete in tempi rapidissimi alle sfide presentate dall’emergenza Covid-19, confermando la possibilità di costruire alleanze virtuose fra la ricerca scientifica, la sua applicazione e i soggetti interessati a sostenere azioni di interesse generale, come la Fondazione Marmo di Carrara. Il robot mobile, ribattezzato ‘Mover-UVC’, alla cui sperimentazione a Massa collabora Co-Robotics, azienda spin off della Scuola Superiore Sant’Anna, è in grado di spostarsi in sicurezza, grazie alle sue quattro ruote, e può essere comandato a distanza da un operatore. Le lampade UV-C garantiscono una sanificazione efficace e, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, può svolgere le operazioni rispettando un’assoluta sicurezza per operatori e pazienti. Il robot può essere tele-operato, ovvero mosso a distanza da un operatore ed è in grado di muoversi in sicurezza, evitando ostacoli e urti contro persone e oggetti. Il sistema robotico è dotato di una telecamera 3D che, con l’utilizzo di algoritmi intelligenti di visione, è in grado di riconoscere la presenza di persone e di caratterizzare gli ambienti di lavoro, garantendo l’incolumità delle persone e l’ottimizzazione della disinfezione. Il controllo e l’automatizzazione delle operazioni da parte degli operatori sarà reso più facile e intuitivo attraverso una opportuna app che si collega al robot.

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A Bologna nasce un materiale super-filtrante per le mascherine https://www.dire.it/25-06-2020/478242-a-bologna-nasce-un-materiale-super-filtrante-per-le-mascherine/ Thu, 25 Jun 2020 10:13:51 +0000 https://www.dire.it/?p=478242 mascherina_superfiltrante (2)

Asse Ateneo-Marchesini per prototipo, a breve al via la produzione

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Asse Ateneo-Marchesini per prototipo, a breve al via la produzione
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BOLOGNA – Nasce a Bologna una macchina in grado di produrre materiale super-filtrante per mascherine, con una capacità di protezione da virus e batteri superiore rispetto a quelle attualmente in uso. Per ora è solo un prototipo, ma nel giro di poche settimane, non appena completata la messa a punto, la macchina entrerà in funzione e realizzerà un primo lotto sperimentale di filtri per mascherine FFP3 dall’azienda Gvs di Zola Predosa, nel bolognese.

COM’E’ NATO IL PROGETTO

Il prototipo è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Alma Mater di Bologna, in collaborazione con la Marchesini group, ed è in grado di produrre materiale filtrante per ottenere circa 7.000 mascherine al giorno. Dal punto di vista tecnico, spiega Andrea Zucchelli, professore al dipartimento di Ingegneria industriale dell’Ateneo felsineo, tra i coordinatori del progetto, questo nuovo materiale è basato su “nanofibre polimeriche ad elevata carica elettrostatica”, in grado di trattenere aerosol che contengono virus e batteri “in modo molto più efficace” rispetto ai materiali usati comunemente, ha un “elevato potere filtrante del particolato” e può essere applicato anche su tessuti che non sono utilizzati di norma per realizzare mascherine. L’invenzione è nata sull’onda dell’emergenza covid. Vista la grande necessità di dispositivi di protezione, un gruppo di ricerca interdisciplinare dell’Università di Bologna si è messo al lavoro per realizzare un materiale filtrante con elevata capacità protettiva rispetto a rischi di contaminazione da batteri e virus. Oltre a Zucchelli, guidano il team anche Maria Letizia Focarete del dipartimento di Chimica e Davide Fabiani del dipartimento di Ingegneria elettrica. Una volta messa a punto e testata la tecnologia, si è passati alla fase della produzione. E per questo è stato lanciato un appello sul territorio di Bologna, a cui ha risposto Marchesini Group. Marchesini nel giro di due mesi ha realizzato la macchina in grado di produrre il materiale.

“Questo progetto è figlio della preziosa e consolidata collaborazione tra Marchesini Group e l’Università di Bologna- commenta il numero uno dell’azienda, Maurizio Marchesini- portata avanti in un momento di forte difficoltà per il sistema economico regionale e nazionale. Insieme ai raccordi per maschere di protezione, che abbiamo realizzato grazie alla stampa 3D, questo prototipo è un’ulteriore dimostrazione di come la tecnologia possa anche essere utilizzata per venire incontro ai bisogni della collettività, sia durante che nel post pandemia”. Dal canto suo, Zucchelli rivendica che “solo all’interno di un’Università può nascere un progetto simile, capace di mettere a sistema in modo rapido ed efficace ingegneria meccanica, studio dei polimeri e ingegneria elettrica per mettere a punto una avanzata tecnologia di filatura elettrostatica. Grazie a questa sinergia siamo riusciti a combinare la tecnologia dell’elettrofilatura, che permette di ottenere materiale con fibre nanometriche, con l’effetto corona, un fenomeno grazie al quale è possibile ottenere un’elevata carica elettrostatica nelle nanofibre”

Ora la palla passa in mano alla Gvs di Zola Predosa, che produrrà il primo lotto grazie al prototipo. “Abbiamo un forte interesse allo sviluppo e all’utilizzo di materiali innovativi che consentano di portare sul mercato dispositivi di protezione che alzino il livello di sicurezza e di comfort degli utilizzatori finali- spiega il ceo Massimo Scagliarini- la collaborazione con l’Università di Bologna permette a Gvs di mettere a frutto ed espandere il proprio know-how sui materiali filtranti, promuovendo sinergie sul territorio e contribuendo ad approvvigionare con fonti locali le linee produttive di maschere FFP3, che prontamente Gvs ha realizzato in Italia per fare fronte alla pandemia”.

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I dati salvati sui cellulari? Uno su due non si fida https://www.dire.it/25-06-2020/478194-i-dati-salvati-sui-cellulari-uno-su-due-non-si-fida/ Thu, 25 Jun 2020 09:18:32 +0000 https://www.dire.it/?p=478194 internet

Il 68% degli utenti ritiene che gli acquisti online siano sicuri, ma per il 48% i dati salvati sui telefoni non sono al sicuro: ecco il 'Focus sulle paure digitali' diffuso da Unipol

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Il 68% degli utenti ritiene che gli acquisti online siano sicuri, ma per il 48% i dati salvati sui telefoni non sono al sicuro: ecco il 'Focus sulle paure digitali' diffuso da Unipol
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BOLOGNA – Gli italiani temono per la sicurezza delle informazioni memorizzate sui propri dispositivi digitali: un intervistato su due (48%) le considera non al sicuro, una percezione negativa maggiormente radicata al Sud e tra coloro che si affidano al web per ragioni di lavoro. Il quadro muta radicalmente quando si parla di acquisti online, che invece vengono ritenuti sicuri dal 68% degli italiani. Interessante anche constatare come, in materia di “controllo sociale”, il percepito cambi molto a seconda della natura del “controllore”: il 62% degli utenti ritiene che Governo e forze dell’ordine controllino una parte delle proprie attività in Rete, ma lo accetta in nome della sicurezza, mentre quasi tre persone su quattro pensano che una parte dei dati digitali sia monitorata da imprese pubblicitarie e, per il 59%, ciò è considerato un rischio per la privacy. È quanto emerge dai risultati del “Focus sulle paure digitali” dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza Demos&Pi – Fondazione Unipolis, presentati nel corso dell’evento online “Data Vision & Data Value” organizzato dal Gruppo Unipol e al quale hanno partecipato Carlo Cimbri, Group CEO Unipol, Agostino Santoni, Amministratore Delegato CISCO, Michael Wade, Professore di Innovazione e Strategia alla IMD Business School e Marisa Parmigiani, Head of Sustainability and Stakeholder Management Unipol Group.

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PROTEZIONE DEI DATI E SORVEGLIANZA IN RETE

Oltre al sopracitato 48% degli intervistati che considera le informazioni memorizzate sui propri dispositivi “poco” o “per nulla” al sicuro, il “Focus sulle paure digitali” riporta anche di un 43% che ritiene “al sicuro” le informazioni contenute nel proprio computer o nel proprio telefono, mentre un 2% non ha una opinione chiara a questo proposito.

La percezione cambia molto se si fa riferimento agli acquisti su Internet: Il 68% degli utenti, infatti, si dice convinto che utilizzare la propria carta di credito o il proprio account di home-banking per fare acquisti in Rete sia al riparo da brutte sorprese.

In tema di “controllo sociale”, il 62% degli intervistati ritiene che organizzazioni legate al Governo e alle forze dell’ordine controllino almeno una parte delle proprie attività sul web. Si tratta di una forma di sorveglianza perlopiù tollerata dagli utenti di Internet in nome della sicurezza, personale e pubblica (Il 49% descrive i controlli da parte delle istituzioni come una garanzia per i cittadini, mentre il 28% denuncia i rischi per la privacy).

LE IMPRESE PUBBLICITARIE? UN RISCHIO PER LA PRIVACY

Più “invasiva” viene ritenuta l’azione di soggetti per interessi personali e commerciali: quasi tre persone su quattro (74%) pensano che almeno una parte del “traffico” di dati digitali sia monitorata da imprese pubblicitarie, compagnie tecnologiche o aziende di altro tipo. Il 43% pensa che tutti i contenuti veicolati attraverso il proprio dispositivo in Rete, o quantomeno la maggior parte, siano controllati da questi attori. A cambiare radicalmente è la valutazione di tale controllo: per il 59% si tratta di un rischio per la privacy.

L’INSICUREZZA DIGITALE

La sicurezza digitale è al centro del pensiero degli italiani: Il 44% del campione teme per la sicurezza della sfera digitale: l’indice tocca i livelli più elevati nelle componenti adulte della popolazione: superiori al 50% nella fascia compresa tra i 45 e i 64 anni. In modo coerente con i tassi di utilizzo del web, l’insicurezza digitale riguarda anzitutto le persone di istruzione medio-alta. Dal punto di vista della categoria socio-professionale, i livelli più elevati si osservano tra i lavoratori autonomi e gli imprenditori (55%), tra i liberi professionisti (51%) e tra i tecnici, impiegati, dirigenti e funzionari (50%), ossia in quei settori che si affidano alla Rete (anche) per ragioni di lavoro. Infine, si osserva un livello più alto nelle regioni del Mezzogiorno (49%), rispetto alle altre aree del Paese.

I due aspetti che preoccupano con maggiore frequenza, su questa dimensione, riguardano “la sicurezza dei dati su Internet” (il 27% degli intervistati) e che “qualcuno possa controllare o impossessarsi delle informazioni su acquisti o operazioni bancarie su Internet” (24%).

LA FRUIZIONE DELLA RETE

Tenersi in contatto con altre persone attraverso i Social Network o programmi di messaggistica, è questa la principale ragione (64% degli intervistati) per cui gli italiani utilizzano la rete. L’altra grande funzione della Rete (69% del campione), la quale anch’essa ha giocato un ruolo fondamentale nella fase della pandemia, rimanda alla dimensione informativa.

UN TERZO DEGLI ITALIANI NON È MAI ONLINE

Nel corso degli ultimi anni è cresciuta in modo significativo la componente dei cittadini “in Rete”, nonostante ciò, ad oggi, un terzo della popolazione italiana in età adulta non accede mai al web: in particolare, le quote più elevate di persone disconnesse si osservano tra le donne (32%), i soggetti con basso livello d’istruzione (76%), i pensionati (52%) e le casalinghe (55%). Il 73% degli intervistati accede, anche in modo saltuario, a Internet e, tra questi, il 23% è always-on, dato che tocca il suo massimo tra i liberi professionisti (54%) e gli studenti (49%).

UNIPOL E LA PROTEZIONE DEI DATI

Quello della protezione dei dati personali è un diritto molto sentito dagli italiani, nonché un principio fondamentale nelle politiche del Gruppo Unipol che, consapevole di come il valore creato attraverso i dati debba essere generato da un’analisi trasparente ed essere condiviso con i soggetti cui i dati si riferiscono, ha recentemente formalizzato una nuova policy. La “Politica di protezione e valorizzazione dei dati personali” del Gruppo Unipol si contraddistingue, in particolare, per affiancare al tema della protezione dei dati quello della loro valorizzazione: l’azienda si impegna ad utilizzare i dati per costruire soluzioni che partano dalla persona e i suoi bisogni e per impattare positivamente sul bene comune. Inoltre, il Gruppo ha deciso di istituire un’apposita “Data Ethics Task Force” che ha il compito di comprendere anzitutto l’impatto sugli stakeholder della valorizzazione dei dati personali sottesa a progetti avviati o da avviare, o ad attività di business. Ne consegue un’attenta misurazione delle opportunità e degli impatti in un’ottica di aderenza ai valori aziendali contenuti nella Carta dei Valori e nel Codice Etico così da definire, caso per caso, delle scelte coerenti con la visione aziendale e con i valori del Gruppo.

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Ecco ‘Covid-Skunk’: rileva assembramenti in diretta https://www.dire.it/23-06-2020/477513-ecco-covid-skunk-rileva-assembramenti-in-diretta/ Tue, 23 Jun 2020 15:01:07 +0000 https://www.dire.it/?p=477513 assembramenti_trastevere

Grazie ai dati raccolti automaticamente dagli operatori telefonici, questo progetto di ricerca Unimore può aiutare le istituzioni a prevenire gli assembramenti

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MODENA – Usa l’intelligenza artificiale per il distanziamento sociale in spazi aperti e può essere di grande aiuto alle istituzioni per il calcolo in tempo reale degli assembramenti, così da ridurre il rischio di contagio nei luoghi pubblici. Si tratta di ‘Covid-Skunk’, uno dei quattro progetti di ricerca Unimore finanziati dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare l’epidemia. Coordina il progetto il prof Marco Mamei in collaborazione con la collega Rita Gamberini, entrambi del dipartimento di Scienze e metodi dell’ingegneria (Dismi).

COME FUNZIONA

In sostanza, si identificano gli assembramenti in tempo reale: quando si individuano i luoghi ad elevato rischio, partono dei messaggi di allerta geolocalizzati sia alla pubblica amministrazione sia alla cittadinanza.

“L’obiettivo- spiega Mamei- è quello di fornire uno strumento che aiuti a prevenire le condizioni che possono favorire il riaccendersi di focolai ed evitare una nuova rapida diffusione del Covid-19. Le informazioni rapide ai cittadini dovrebbero aiutare a disincentivare la creazione di assembramenti, mentre il collegamento con la pubblica amministrazione permette la pianificazione degli interventi da parte delle forze dell’ordine”.

LEGGI ANCHE: In Emilia-Romagna si studiano sistemi hi-tech contro gli assembramenti

Il sistema è completamente gratuito per i cittadini e non richiede né l’installazione di applicazioni né la rilevazione di dati sensibili, completa il prof Unimore: “Si usano informazioni sulla densità delle persone già raccolte in modo automatico dagli operatori telefonici su tutto il territorio regionale in modo aggregato e compatibile con le norme in vigore, in particolare con il nuovo regolamento europeo General Data Protection Regulation”. Il progetto partirà a settembre e durerà sei mesi: costa 149.600 euro ed è coperto dal finanziamento regionale per 119.700.

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Immuni, l’esperto: “Serve una strategia per il dopo alert” https://www.dire.it/23-06-2020/477363-immuni-lesperto-serve-una-strategia-per-il-dopo-alert/ Tue, 23 Jun 2020 11:34:03 +0000 https://www.dire.it/?p=477363

"Dovrebbe esserci una immediata strategia sanitaria perché la persona non resti in quel limbo della quarantena volontaria"

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"Dovrebbe esserci una immediata strategia sanitaria perché la persona non resti in quel limbo della quarantena volontaria"
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ROMA – Poco più di 3 milioni di cittadini hanno scaricato ad oggi l’app ‘Immuni’. “Numeri bassissimi, il 5% della popolazione, e speriamo che la stiano usando”. A dirlo Andrea Lisi, avvocato, esperto di informatica e cultura digitale, intervenuto sull’argomento a Il Mattino di Radio1.

“La Francia è nella situazione dell’Italia- ha spiegato- In Germania invece ci sono numeri incoraggianti perché in pochi giorni sono arrivati a circa 10 milioni. Vuol dire che qui c’è qualche problema nella comunicazione, perché finora non si è riusciti a fare capire l’utilità della app”. Le persone sono diffidenti. “Qualsiasi tecnologia è invasiva- ha continuato Lisi- ma il Governo ci sta spingendo a usarla perché è convinto che possa aiutare a controllare i numeri della pandemia. Certo, come qualsiasi tecnologia genera falsi positivi e negativi, perché il sistema bluetooth non può tenere conto del fatto che una persona abbia o no la mascherina, se c’è un muro divisorio poroso, se uno è di spalle, se uno ha starnutito”. E qui inizia il problema del dopo alert. “Dovrebbe esserci una immediata strategia sanitaria perché la persona non resti in quel limbo della quarantena volontaria, senza andare al lavoro, convivendo con la preoccupazione di tutta la famiglia- ha spiegato Lisi- Il Sistema sanitario deve intervenire entro 24, massimo 48 ore, per verificare lo stato di salute di questi cittadini”.

Sostanzialmente “l’app oggi in sé è stata migliorata grazie alle critiche ricevute, che sono state prese in considerazione. Il problema quindi non è l’app, ma il sistema su cui si poggia che non riesce a superare i suoi limiti tecnologici (comuni a tutte le app di tracing). L’app è una Ferrari, con qualche problemino di privacy che però possiamo superare davanti a un interesse collettivo- ha detto ancora Lisi su Radio1- ma la stiamo facendo camminare su una stradina di campagna perché abbiamo un Paese che non è abbastanza digitalizzato”.

PER APPROFONDIRE https://www.key4biz.it/tutto-cio-che-purtroppo-non-funziona-nellapp-immuni-e-difficilmente-potra-mai-funzionare/311261/

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VIDEO | Falsi alert dell’app Immuni, l’esperto: “Grosso rischio di richieste di risarcimento” https://www.dire.it/22-06-2020/476892-video-falsi-alert-dellapp-immuni-lesperto-grosso-rischio-di-richieste-di-risarcimenti/ Mon, 22 Jun 2020 13:05:02 +0000 https://www.dire.it/?p=476892

Lo sostiene l'esperto di Diritto dell'Informatica e presidente di Anorc Professioni, Andrea Lisi

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Lo sostiene l'esperto di Diritto dell'Informatica e presidente di Anorc Professioni, Andrea Lisi
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ROMA – Il caso della 63enne di Bari ‘imprigionata’ dall’app Immuni e poi ‘liberata’ con un tampone (dall’esito negativo) solo dopo il clamore suscitato da un articolo comparso sulla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ “non dovrebbe sorprendere perche’, come molti esperti ripetono sin dall’inizio, il bluetooth non nasce per essere utilizzato da app di contact tracing. Si tratta di una tecnologia che non e’ in grado di misurare le distanze accuratamente, ne’ di capire se ci sono barriere tra le persone o se queste stiano indossando le mascherine. Non bisogna essere esperti di tecnologia, e’ sufficiente un minimo di logica. Se all’alert di Immuni non segue un tracciamento ‘manuale’, cioe’ un’indagine su cio’ che realmente e’ accaduto, e invece scatta un protocollo automatico che invita la persona all’autoisolamento senza neanche effettuare un tampone, si rischia di generare falsi allarmi con potenziali gravi conseguenze“. Lo sostiene l’esperto di Diritto dell’Informatica e presidente di Anorc Professioni, Andrea Lisi, che in un video avverte: “Il rischio grosso e’ che le persone possano risentirsi, chiedere a qualche avvocato se i loro diritti siano stati violati. Si sta gia’ paventando quali possano essere le richieste di risarcimento se le notifiche sono inesatte. Il collega Giovanni Crea, esperto di protezione dei dati personali, ha paventato anche il data breach, se i dati sono inesatti. Perche’ i dati inesatti comportano conseguenze per l’applicazione del GDPR. Il titolare di questo trattamento, il Ministero della Salute, dovrebbe interrogarsi su quei dati, su come garantirne l’integrita’. Qual e’ la strategia per garantire tutto questo? Ce lo stiamo ancora chiedendo. Intanto i cittadini sono spaventati e nessuno sta scaricando l’app”.

LEGGI ANCHE: App Immuni, l’esperto: “Resta il sospetto di ‘profilazione di massa’”

App ‘Immuni’, decine di esperti firmano l’appello di Anorc

“Forse- sostiene Lisi- il governo dovrebbe riflettere se mettere da parte questo progetto e pensarlo diversamente, considerando tutte le possibili conseguenze di questa operazione, a fronte degli scarsi risultati. Soprattutto se questi non sono associati a una strategia sanitaria coerente. Non e’ possibile che un semplice alert comporti un “invito” a chiudersi in casa. Bisogna essere sottoposti immediatamente a tampone e verificare, ad esempio, se al momento del contatto il soggetto indossava i dispositivi di protezione necessari. In piu’- domanda l’esperto toccando un altro punto che la faccenda barese ha fatto emergere- tutti coloro che sono stati intorno a me, i famigliari, i congiunti con cui sono stato in contatto dovrebbero mettersi anche loro in lockdown?”.

GUARDA IL VIDEO COMPLETO QUI: https://www.youtube.com/watch?v=gf9PKJKQRDo&feature=emb_title

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L’intelligenza artificiale giapponese controlla se ti lavi bene le mani https://www.dire.it/22-06-2020/476685-lintelligenza-arificiale-giapponese-controlla-se-ti-lavi-bene-le-mani/ Mon, 22 Jun 2020 06:48:32 +0000 https://www.dire.it/?p=476685

Un monitor realizzato dal colosso Fujitsu ltd. riconosce i movimenti delle mani ed è in grado di dire se si è usato il sapone o no

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Un monitor realizzato dal colosso Fujitsu ltd. riconosce i movimenti delle mani ed è in grado di dire se si è usato il sapone o no
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TOKYO – Il colosso giapponese Fujitsu Ltd. ha sviluppato un monitor che sfrutta l’intelligenza artificiale per garantire la pulizia corretta delle mani ad operatori sanitari, alberghieri e dell’industria alimentare.

La tecnologia di intelligenza artificiale utilizzata, già in fase di studio prima dello scoppio della pandemia su richiesta di molte aziende giapponesi interessate ad implementare le norme di igiene, è in grado di riconoscere movimenti complessi delle mani e di rilevare quando le persone non usano il sapone o non puliscono correttamente, seguendo il protocollo “in sei fasi” indicato dal ministero della salute.

“Gli operatori dell’industria alimentare e quelli sanitari sui quali abbiamo testato la tecnologia sono ansiosi di poter utilizzare il sistema al più presto, ma ancora non sappiamo quando sarà pronto per essere commercializzato“, ha affermato Genta Suzuki, ricercatrice senior del gruppo.

“L’intelligenza artificiale non sarà in grado di identificare le persone dalle loro mani, ma potrebbe trovare altre applicazioni ed essere ad esempio abbinata alla tecnologia di riconoscimento dell’identità in modo che le aziende possano tenere traccia delle abitudini di pulizia dei dipendenti”, ha aggiunto Suzuki.

Per addestrare l’apprendimento automatico dell’intelligenza artificiale, gli sviluppatori di Fujitsu hanno creato 2000 modelli di lavaggio delle mani utilizzando saponi e lavandini differenti.

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Minori, obbligo di filtro per gli operatori contro porno online? Lisi (Anorc): “Rischio censura” https://www.dire.it/19-06-2020/476114-minori-obbligo-di-filtro-per-gli-operatori-contro-porno-online-lisi-anorc-rischio-censura/ Fri, 19 Jun 2020 16:59:06 +0000 https://www.dire.it/?p=476114

La proposta del leghista Pillon criticata dall'esperto di diritto informatico: "Metodo sbagliato e soluzione semplicistica"

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La proposta del leghista Pillon criticata dall'esperto di diritto informatico: "Metodo sbagliato e soluzione semplicistica"
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ROMA – Un filtro anti-pornografia per bloccare l’accesso a contenuti ‘hot’ da telefonini, pc e tablet, imposto direttamente dagli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, e rimuovibile solo sotto espressa richiesta del titolare dell’utenza. Cosi’ la Lega pensa a proteggere i minori dai rischi del cyberspazio.

Il Carroccio ha infatti inserito un articolo, il 7-bis dal titolo ‘Disposizioni in materia di sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio’, al disegno di legge di conversione del decreto-legge 28 del 2020, quello che proroga all’1 settembre 2020 il termine a partire dal quale la riforma della disciplina delle intercettazioni trovera’ applicazione. “L’articolo 7-bis- si legge sul sito della Camera dei Deputati- introdotto nel corso dell’esame per la conversione dall’altro ramo del Parlamento, interviene in materia di sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio, imponendo agli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche di prevedere, gratuitamente, fra i servizi preattivati e disattivabili solo su richiesta dell’utenza, l’attivazione di filtri, blocchi alla navigazione e di altri sistemi di parental control”.

“Piu’ nel dettaglio- continua il testo- la disposizione prevede che i contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica, disciplinati dal codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, numero 259, devono prevedere, tra i servizi preattivati, sistemi di parental control o di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco dei contenuti riservati ad un pubblico di eta’ superiore agli anni diciotto (comma 1)”.

Tale proposta potrebbe passare senza modifiche visti i tempi stretti in cui la Camera e’ chiamata a votarla. Perche’ una mancata approvazione entro il 29 giugno, data di scadenza dei termini di conversione del decreto legge di Governo, potrebbe portare a una crisi nella maggioranza.

La paternita’ dell’articolo e’ stata rivendicata dal senatore Simone Pillon che, come riporta il quotidiano Repubblica, ha dichiarato: “Spero che saranno messi in sicurezza i tanti bambini che, come i miei, hanno ormai quotidiano accesso a Internet vista anche la necessita’ della didattica a distanza. Un piccolo regalo da parte della grande famiglia della Lega a tutte le mamme e a tutti i papa’ che vogliono proteggere i loro piccoli dai pericoli del web”.

Al di la’ degli obiettivi che la misura si pone, sono molte le perplessita’ che stanno emergendo e riguardano soprattutto il rischio di favorire la censura. Secondo l’esperto in Diritto dell’informatica, avvocato Andrea Lisi, normative simili sono state bloccate in altri Paesi come il Regno Unito proprio per il rischi di poter nascondere forme di censura. “Non ci puo’ infatti essere certezza che filtri del genere possano di fatto bloccare contenuti non pornografici e soprattutto c’e’ un’altissima discrezionalita’ in tal senso affidata a operatori privati”.

“Ma- prosegue l’avvocato Lisi- e’ proprio sbagliato il metodo applicato di pensare di bloccare di default contenuti fruibili on line, quando i controlli sui minori dovrebbero essere garantiti da genitori e insegnanti consapevoli e da una corretta educazione all’utilizzo degli strumenti. Peraltro filtri del genere possono essere facilmente aggirati da utenti smaliziati, come spesso i minori sono. In poche parole si sta cercando di affrontare un problema complesso in maniera semplicistica e con pressappochismo giuridico”.

“E’ assurdo- conclude l’esperto- che si obblighino gli operatori a censurare una serie di contenuti in nome della protezione dei minori, quando ad esempio non si e’ imposto l’obbligo di scaricare la app Immuni per salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Se, come si temeva, la pandemia fosse andata avanti, l’obbligatorieta’ sarebbe stata ammissibile, magari per un periodo limitato, sempre ammesso e concesso che questa app fosse davvero utile a combattere il virus. Ma non lo si e’ fatto in maniera ipocrita, lasciando la liberta’ di scaricarla o meno a utenti peraltro non sempre correttamente informati sul suo effettivo funzionamento. Questo rivela strategie normative e politiche davvero contraddittorie portate avanti in maniera confusa”.

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“Il Paese non si digitalizza con una vacanza”: critiche all’app IO https://www.dire.it/19-06-2020/475925-il-paese-non-si-digitalizza-con-una-vacanza-critiche-alla-app-io/ Fri, 19 Jun 2020 11:58:06 +0000 https://www.dire.it/?p=475925 smartphone_telefono_donna

Dall'1 luglio si può richiedere il bonus vacanze in forma digitale. Lisi (Anorc Professioni): "Manca l’organicità del discorso digitale del Paese, in particolare per quanto riguarda la reale fruizione dei servizi della PA"

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Dall'1 luglio si può richiedere il bonus vacanze in forma digitale. Lisi (Anorc Professioni): "Manca l’organicità del discorso digitale del Paese, in particolare per quanto riguarda la reale fruizione dei servizi della PA"
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ROMA – L’epilogo della fase di emergenza nazionale sembra essere vicino. A partire dall’1 luglio sarà possibile accedere al cosiddetto ‘Bonus Vacanze’, la misura prevista dal Decreto Rilancio come sostegno per il turismo interno. Ma il contributo, che potrà essere utilizzato entro i confini nazionali per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast, per un massimo di 500 euro, potrà essere richiesto ed erogato esclusivamente in forma digitale, attraverso l’App IO, resa disponibile da PagoPA S.p.A, come annunciato dall’Agenzia delle Entrate. E sarà sufficiente che almeno un componente del nucleo familiare richiedente sia in possesso di questi strumenti: SPID o Carta di identità elettronica (CIE), necessari per accedere all’applicazione e fornire l’Isee.

LEGGI ANCHE: Bonus vacanze dall’1 luglio, ecco come chiederlo

Secondo il presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi, “sembra che questa sia un’ implicita campagna del Governo di sensibilizzazione verso l’utilizzo di strumenti digitali sebbene finora non abbiano brillato per immediatezza di utilizzo. Manca l’organicità del discorso digitale del Paese, in particolare per quanto riguarda la reale fruizione dei servizi della PA. Andando oltre lo storytelling stagionale, resta il fatto che, salvo casi di eccellenza, la nostra Pubblica Amministrazione è ferma e ha una scarsissima confidenza con la digitalizzazione, che risulta distribuita a macchia di leopardo. La piena alfabetizzazione digitale di dipendenti pubblici e cittadini- aggiunge Lisi- è ancora un miraggio. E in questo stato di fatto sembra quasi surreale voler puntare sull’usabilità di un’App per l’erogazione di un bonus vacanze: il nostro Paese è (e resta) poco digitalizzato, anche quando di parla di andare in vacanza. Lo stesso DESI della Commissione Europea- conclude Lisi- ha recentemente confermato il nostro stato di arretratezza: ricordiamoci che siamo al 25 posto sui 28 paesi dell’Unione”. 

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Rifiuti, quanta fatica si fa a spostare un bidone? Arriva test per scoprirlo e prevenire infortuni https://www.dire.it/18-06-2020/475499-rifiuti-quanta-fatica-si-fa-a-spostare-un-bidone-arriva-test-per-scoprirlo-e-prevenire-infortuni/ Thu, 18 Jun 2020 14:07:08 +0000 https://www.dire.it/?p=475499 rifiuti netturbino

Al via un monitoraggio di 10 operatori in Piemonte per capire quanta fatica effettiva fanno i netturbini nei percorsi di raccolta dei rifiuti porta a porta: al lavoro un consorzio di Cesena e due atenei

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rifiuti netturbino
Al via un monitoraggio di 10 operatori in Piemonte per capire quanta fatica effettiva fanno i netturbini nei percorsi di raccolta dei rifiuti porta a porta: al lavoro un consorzio di Cesena e due atenei
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CESENA – Quanto faticano gli operatori impegnati nella raccolta dei rifiuti porta a porta. E come dunque pensare a migliorare la loro condizione di lavoro e quindi di vita. Formula Ambiente, Consorzio cesenate che si occupa di rifiuti, Università di Ferrara e Policlinico di Milano si alleano per dare un valore numerico alla fatica. Attraverso un monitoraggio di 10 operatori del cantiere di Novi Ligure in provincia di Alessandria. A ognuno di loro, spiega alla stampa collegata in videoconferenza il medico del lavoro Natale Battevi, verrà fornito un cardiofrequenzimetro che indosserà per tutto il turno di lavoro per raccogliere i dati del consumo di ossigeno e della frequenza cardiaca. Queste informazioni verranno confrontate a quelle del peso di ogni mastello o di bidone carrellato, alla distanza cui deve essere trainato o spinto a mano dall’operatore, al numero di salite e discese dal mezzo, grazie a un sistema gps.

Le azioni di traino, spinta e sollevamento dei mastelli creano una “percentuale rilevante” di infortuni sul lavoro che potrebbero essere limitati o eliminati se i turni e i percorsi venissero creati tenendo conto della “fatica oggettiva” che ogni percorso, nelle diverse stagioni, comporta. Da qui la misurazione della quantità di ossigeno consumata durante il lavoro. Saranno monitorate 120 giornate lavorative tra fine luglio e agosto, tra ottobre e novembre e a fine gennaio, proprio per tenere conto del clima, e la relazione sarà pronta a maggio. I lavoratori vanno dai 25 ai 55 anni.

Si potrà così migliorare i documenti di valutazione del rischio, con un’attenzione anche all’aquisto dei mezzi. Anche perchè, lamenta, “le gare di appalto tengono poco in conto gli aspetti relativi a salute e sicurezza”. “Daremo un contributo all’attività dell’azienda e in generale al settore”, commenta l’amministratore di Formula Ambiente Marcello Rosetti, e “partire nella fase post Covid è anche un ritorno alla normalità”.

Da parte del Consorzio “c’è la disponibilità ad allargare il campione, anche ad altri territori, vedremo in corso d’opera”. Riccardo Casadei e Marco Cerbai studiano per Formula Ambiente dal 2014 i vari dati connessi all’attività di raccolta porta a porta, dai tempi ai pesi, tenendo conto anche della pavimentazione e della pendenza. Con l’obiettivo di “trovare elementi e misure di prevenzione per le generazioni future a tutela della salute”.

È un “progetto interessante e ce ne sono altri”, commenta Massimo Cenciotti della Cgil, mettendo in luce che “la sbornia ambientalista è poco attenta alle dinamiche del lavoro”. questo tipo di attività, aggiunge, provoca danni muscolo-scheletrici, ma anche questioni cardiache, si fa “uno sforzo importante che non fa invecchiare bene”. Paolo Modi della Uil conferma che c’è “un problema di impostazione delle gare”, mentre Angelo Curcio della Cisl sottolinea quanto sia “importante creare buone pratiche da esempio per i territori. Un’alta percentuale di differenziata va correlata ala sicurezza”.

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Show your stripes: ecco come il riscaldamento globale è aumentato nei secoli https://www.dire.it/18-06-2020/475438-show-your-stripes-ecco-come-il-riscaldamento-globale-e-aumentato-nei-secoli/ Thu, 18 Jun 2020 12:28:21 +0000 https://www.dire.it/?p=475438

Un sito mostra in maniera semplice i congrui aumenti di temperatura avvenuti negli ultimi decenni in ogni Paese del mondo

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Un sito mostra in maniera semplice i congrui aumenti di temperatura avvenuti negli ultimi decenni in ogni Paese del mondo
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ROMA – L’andamento del riscaldamento globale spiegato in maniera semplice. Ed Hawkins, professore dell’Università di Reading, ha fatto tesoro dei dati contenuti nel Berkeley Earth temperature dataset e di quelli dei servizi meteorologici nazionali di vari Paesi del mondo e ha così contribuito a realizzare showyourstripes, il sito in cui si può letteralmente visualizzare come ciascuna area della Terra si sia andata riscaldando da almeno due secoli a questa parte (tre per città come Stoccolma e Vienna, che vantano archivi sul clima fin dal XVIII secolo), grazie alla pratica rappresentazione in linee: le blu indicano temperature più fresche, le rosse quelle più calde.

Questa, ad esempio, è l’evoluzione delle temperature rilevate Italia da più di un secolo a questa parte:

Lo scopo del progetto è sensibilizzare la popolazione mondiale sul tema del riscaldamento e sui rischi connessi ai cambiamenti climatici. 

La situazione del pianeta? Eccola qui sotto:

 

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Stati Generali, Anorc Professioni aderisce all’appello di Colap: “Governo ci ascolti” https://www.dire.it/17-06-2020/474708-stati-generali-anorc-professioni-aderisce-allappello-di-colap-governo-ci-ascolti/ Wed, 17 Jun 2020 08:51:36 +0000 https://www.dire.it/?p=474708 STATI_GENERALI

Anorc si unisce all’appello dei “4 milioni di invisibili” che in occasione degli Stati Generali in corso a Roma non saranno rappresentati

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Anorc si unisce all’appello dei “4 milioni di invisibili” che in occasione degli Stati Generali in corso a Roma non saranno rappresentati
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ROMA – Anorc si unisce all’appello (http://www.colap.eu/schede-2209-appello_al_governo) dei “4 milioni di invisibili” che in occasione degli Stati Generali in corso a Roma non saranno rappresentati. L’Associazione Nazionale degli Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali ha infatti aderito all’appello che il Colap ha rivolto al governo dopo “l’esclusione dagli Stati Generali”. “Professionisti sul piede di guerra- si legge sul sito del Coordinamento Libere Associazioni Professionali- dopo l’esclusione dal fondo perduto arriva anche l’esclusione dagli Stati Generali. Le professioni associative sono quelle maggiormente colpite dalla crisi attuale, ma soprattutto dalla crisi che ci colpirà nei prossimi mesi, quattro milioni di lavoratori e microimprese fondamentali per lo sviluppo del Paese. Per il Governo 4 milioni di invisibili. La mancata convocazione agli Stati Generali- conclude l’appello- sembra confermare il nostro sospetto: il Governo non è attento alle nostre esigenze e non capisce l’importanza del mondo professionale. Auspichiamo in tempi brevi di essere smentiti”. Così il presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi, commenta l’esclusione delle Professioni non ordinistiche: “Sono proprio queste le professionalità da tutelare in un periodo di crisi. Sono le professionalità nuove che non sono regolamentate in Ordini o Albi a soffrire maggiormente in periodi come questo e quindi avrebbero bisogno di maggiore protezione proprio perché manca la tutela di rappresentanza obbligatoria”. Conclude l’avvocato Lisi: “D’altra parte mai come in questo periodo in cui si continua parlare, specie in occasione degli Stati Generali, di digitale, ci sarebbe bisogno proprio di tutelare le professionalità che Anorc Professioni rappresenta, ossia i Professionisti della digitalizzazione e i professionisti della protezione dei dati”.

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Anorc: “Attacco hacker al sito Agid non è una burla, servono competenze” https://www.dire.it/17-06-2020/474702-anorc-attacco-hacker-al-sito-agid-non-e-una-burla-servono-competenze/ Wed, 17 Jun 2020 08:39:59 +0000 https://www.dire.it/?p=474702

Il presidente di Anorc Professioni, l'avvocato Andrea Lisi, commenta l'intrusione ad opera di alcuni 'hacktivisti' di Anonymous Italia nel content management system di Isweb

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Il presidente di Anorc Professioni, l'avvocato Andrea Lisi, commenta l'intrusione ad opera di alcuni 'hacktivisti' di Anonymous Italia nel content management system di Isweb
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ROMA – Interpretare come una burla o come una semplice azione dimostrativa l’attacco hacker al CSM dell’azienda Isweb, responsabile, tra le altre cose, delle sezioni trasparenza dei portali di alcuni ministeri e di AgID, “sarebbe un grave errore perché si tratta dell’ennesimo data breach che rivela l’assenza di competenze nella Pubblica Amministrazione e la scarsa attenzione verso il GDPR”. Così il presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi, commenta l’intrusione ad opera di alcuni ‘hacktivisti’ di Anonymous Italia nel content management system di Isweb che ha provocato disagi finora al sito di Agid e a quello della Camera di Commercio di Roma.

“Oggi- continua Lisi- abbiamo molto spesso infrastrutture pubbliche che si trovano su server poco affidabili. Sempre più spesso si affidano in outsourcing intere sezioni, come la trasparenza, di siti web istituzionali, magari poggiandole su server esterni che non sono neppure nazionali, anche se non sembrerebbe questo il caso di Isweb. Ma se la PA, come viene dichiarato, vuole veramente competere su un mercato digitale deve allora fare estrema attenzione a due punti: credere nella costruzione di competenze professionali e fare costante riferimento al GDPR”.

“Perché- spiega Lisi- senza competenze multidisciplinari dedicate all’innovazione non si va da nessuna parte. L’altra cosa è che noi abbiamo gli strumenti normativi per evitare queste situazioni. Tale tipo di attacchi accadono perché gli affidamenti all’esterno non vengono sviluppati secondo i criteri dettati dal GDPR, che illustra le buone regole per lo sviluppo in outsourcing di un progetto digitale. Il Regolamento europeo ci spiega, ad esempio, che se ci si affida ad un soggetto esterno, si devono avere le idee chiare sin dall’inizio: nel contratto di appalto, quindi, devono essere imposte clausole per garantire la privacy by design e la privacy by default nello sviluppo della soluzione. Al fornitore, insomma, va richiesto un prodotto o un servizio che sia sviluppato sin dall’inizio per proteggere i dati che vengono trattati. Il responsabile del trattamento, quindi, si deve impegnare contrattualmente a garantire con misure adeguate la protezione di quei dati”.

Ogni data breach è pericoloso– prosegue il presidente di Anorc Professioni- perché chi si impossessa di dati di un certo rilievo potrebbe essere abile ad incrociarli con altri dati, anch’essi rubati o acquisiti in altro modo, anche ad esempio pseudonimizzati, riuscendo così a superare – attraverso le potenze di calcolo di cui oggi si dispone – barriere di protezione che oggi ci sembrano sicure e così arrivando a una possibile identificazione degli interessati. Non si deve dimenticare, lo ripeto- conclude l’avvocato Lisi- che oggi ci sono player che dispongono di intelligenze artificiali e potenze di calcolo impressionanti. Fin quando gli attacchi sono dimostrativi, come in questo caso, possiamo pure tirare un (relativo) sospiro di sollievo, ma queste gravi vulnerabilità possono mettere a disposizione anche di altri soggetti intere basi di dati di interesse nazionale. Su questo occorre riflettere con attenzione”.

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Pesci in via di estinzione? Si possono creare con le staminali. In Giappone ecco 1700 trote https://www.dire.it/16-06-2020/474108-pesci-in-via-di-estinzione-si-possono-creare-con-le-staminali-in-giappone-ecco-1700-trote/ Tue, 16 Jun 2020 06:56:01 +0000 https://www.dire.it/?p=474108 trota iridea

In Giappone un team universitario è riuscito nella prima proliferazione di massa di cellule staminali germinali in vitro

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trota iridea
In Giappone un team universitario è riuscito nella prima proliferazione di massa di cellule staminali germinali in vitro
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TOKYO – Un team universitario giapponese è riuscito nella prima proliferazione di massa di cellule staminali germinali in vitro (dette GSC) su una specie in via di estinzione di trota iridea. Il risultato potrebbe aprire la strada alla conservazione dei pesci a rischio di estinzione consentendo la loro proliferazione in serie. Il team della Tokyo University of Marine Science and Technology ha generato circa 1.700 esemplari di trota iridea dopo aver prodotto materiale genetico usando cellule GSC prelevate da un esemplare maschio, così come riportato su Communications Biology, rivista scientifica edita da Nature Research.

“Potremo applicare questi metodi nei prossimi anni per progetti di conservazione di molti Salmonidi simili alla trota iridea e al tonno rosso“, ha affermato Goro Yoshizaki, professore di biologia marina e risorse all’università di cui il team di ricerca fa parte. “È un risultato significativo che ha aperto la strada alla coltivazione artificiale di massa di uova e spermatozoi di pesce“, ha affermato Yoshifumi Sawada, professore presso l’Istituto di ricerca sull’acquacoltura dell’Università di Kindai.

“Questo sistema offre altre opzioni oltre alla creazione di riserve naturali o stagioni chiuse per preservare i pesci in via di estinzione e potrebbe essere utilizzato nell’allevamento di specie con difficoltà di allevamento”, ha aggiunto Sawada.

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Studio a Bologna: ricerche web aiutano a predire epidemie https://www.dire.it/15-06-2020/473904-studio-a-bologna-ricerche-web-aiutano-a-predire-epidemie/ Mon, 15 Jun 2020 14:25:07 +0000 https://www.dire.it/?p=473904 coronavirus_imago (2)

Cosa cercano le persone su internet? Sono big data da cui possono arrivare informazioni importanti per prepararsi a un nuovo picco

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Cosa cercano le persone su internet? Sono big data da cui possono arrivare informazioni importanti per prepararsi a un nuovo picco
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BOLOGNA – Il ‘dottor’ Google potrebbe aiutare nel prevedere nuove epidemie di covid-19. Non perchè sostituisca veri medici, scienziati e ricercatori. Ma perchè, attraverso i big data, si possono monitorare le ricerche delle persone sul web. E questo potrebbe avere una rilevanza sanitaria. Sembra infatti che al picco di ricerche online per semplici parole chiave come ‘febbre‘ e ‘tosse‘ corrisponda, dopo circa una settimana, un proporzionale aumento del numero di nuovi ricoveri in terapia intensiva e, dopo due settimane, del numero di nuovi decessi. A questo risultato è arrivato un gruppo di ricercatori dell’Istituto ortopedico Rizzoli e dell’Università di Bologna, in uno studio pubblicato a fine maggio sulla rivista internazionale “Internal and emergency medicine”, firmato dal responsabile di Medicina e Reumatologia del Rizzoli, Riccardo Meliconi, e dalla direttrice scientifica dell’istituto, Maria Paola Landini, insieme al ricercatore Francesco Ursini e allo specializzando Jacopo Ciaffi.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, l’annuncio di Speranza: “Firmato accordo per 400 milioni di dosi vaccino in Ue”

“In un recente lavoro, condotto utilizzando una metodologia simile insieme all’analisi del flusso di pazienti in pronto soccorso ottenuto da immagini satellitari- spiegano gli scienziati del Rizzoli- un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard ha ipotizzato che il covid-19 fosse presente a Wuhan già ad agosto 2019”. Questi dati, continuano gli esperti del Rizzoli, “confermano quanto da noi precedentemente osservato circa l’utilità del monitoraggio dei volumi di ricerca sul web come potenziale strumento di sorveglianza per anticipare eventuali nuovi focolai epidemici”.

Lo studio bolognese, tra l’altro, “dimostra che, pur non essendo le parole chiave utilizzate specifiche per la malattia, il trend di aumento nelle ricerche durante l’emergenza covid-19 è stato quantitativamente e qualitativamente differente rispetto, ad esempio, all’epidemia di influenza dello scorso anno”. In queste settimane, continuano gli studiosi del Rizzoli, “stiamo continuando a monitorare l’andamento di tali parametri, che al momento mostrano un ritorno alla normalità dei volumi di ricerca da fine marzo”.

Secondo i ricercatori del Rizzoli, dunque, “sviluppare questa metodologia e implementarla in progetti integrati di sorveglianza unitamente ad altri big data, ottenibili sfruttando le enormi potenzialità del web, può rappresentare un efficace strumento di previsione di nuovi casi gravi di covid-19 per adottare tempestive misure di risposta”.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Coronavirus, dal 22 giugno stop all’obbligo della mascherina all’aperto in Campania

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App Immuni, l’esperto: “Resta il sospetto di ‘profilazione di massa’” https://www.dire.it/11-06-2020/472222-immuni-lesperto-resta-sospetto-di-profilazione-di-massa/ Thu, 11 Jun 2020 11:37:34 +0000 https://www.dire.it/?p=472222 smartphone_telefono_donna

Il presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi, sin
dall'inizio è stato tra i più scettici sulla soluzione scelta
dall'esecutivo

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Il presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi, sin dall'inizio è stato tra i più scettici sulla soluzione scelta dall'esecutivo
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ROMA – Ancora ombre sull’app Immuni. Seppure l’atteso sforzo di trasparenza sia arrivato, con la pubblicazione del codice sorgente e dei contratti che legano la società Beding Spoons al governo, la recente dichiarazione di Google secondo cui basta che il 10% dei cittadini scarichi l’app perché il sistema di contact tracing sia efficace, riaccende il sospetto degli esperti.

“Potrebbe esserci qualcosa che non ci dicono”, suggerisce il presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi, che si dall’inizio è stato tra i più scettici sulla soluzione scelta dall’esecutivo. “Perché- spiega l’avvocato che da 15 anni si occupa di Diritto applicato all’informatica- secondo molti esperti e uno studio scientifico specifico sulle app di tracing serve che almeno il 60% dei cittadini utilizzi l’app perché questa sia realmente in grado di raggiungere i suoi obiettivi. A questo punto vale la pena domandarsi se c’è qualcosa che Apple e Google possono mettere in atto entrando nel sistema e che non ci raccontano. Perché non è chiaro quale siano le garanzie date da queste due grandi società straniere al nostro governo. Ci sono protocolli di intesa su cui di poggia l’app Immuni nel momento in cui si interfaccia con le API messe a disposizione da Apple e Google? Dietro a questa operazione- ipotizza Lisi- potrebbe non esserci solo la gestione (che si sta rivelando piuttosto complessa) della pandemia. Ci potrebbe venire il sospetto che Immuni più che un app utile per contenere la pandemia, serva ad altro. Oggi esistono software predittivi, algoritmi che in base a dati anche pseudonimizzati riescono a studiare i comportamenti dei cittadini non solo in una situazione pandemica. E questo si può riassumere nel termine ‘profilazione di massa‘, una pratica che cadrebbe nei divieti previsti dal GDPR, perché possibile solo con esplicito e informato consenso dell’utente titolare dei dati o in caso di esplicita autorizzazione conferita ex lege. Non è un caso che il Garante per la protezione dei dati personali- aggiunge Lisi- nelle 12 indicazioni con le quali ha accompagnato il via libera a Immuni, sembra chiedere proprio a Google e Apple maggiore chiarezza sul trattamento dei dati e ulteriore trasparenza informativa”. 

Secondo Lisi questa è l’ennesima vicenda oscura in quella che finora è stata “una corsa ad ostacoli, per rattoppare il rattoppabile”. “In realtà- si legge in un articolo comparso ieri a firma dell’avvocato su Key4biz- a prescindere dai numeri controversi, dalle tante polemiche che si sono accavallate nel tempo sulla sicurezza informatica della soluzione, dai dubbi sulla trasparenza nella selezione e nella stessa procedura negoziale seguita, ciò che pesa davvero su Immuni è la sensazione che ci sia la totale mancanza di una solida strategia di fondo e di efficace coordinamento tra ministeri e ciò mina alle radici l’intera tenuta del progetto così come è stato impostato sino ad oggi”.

LEGGI ANCHE: App Immuni, l’esperto: “I cittadini ‘cavie’ pagheranno il prezzo della sperimentazione”

Anorc: “Troppi dubbi sull’app ‘Immuni’, interrompere il progetto”

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Massimiliano Lovati eletto nuovo presidente di Anorc https://www.dire.it/10-06-2020/471449-massimiliano-lovati-eletto-nuovo-presidente-di-anorc/ Wed, 10 Jun 2020 08:49:16 +0000 https://www.dire.it/?p=471449

"Il nostro scopo? Essere dei 'tecnici clandestini'"

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LovatiROMA – L’avvocato Massimiliano Lovati è il nuovo presidente di ANORC, Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali. Già Responsabile Consulenza Legale presso BancoBPM, Lovati è stato eletto nella mattinata di ieri, 9 giugno 2020, durante l’assemblea annuale dei Soci di ANORC Mercato, svoltasi in modalità telematica.

“In questo periodo incredibile che stiamo ancora vivendo ho acquisito due certezze. La prima è che questo Paese, finalmente, sta avvertendo un grande bisogno di digitale. La risposta alla paura è stata la richiesta spasmodica di strumenti digitali, anche da parte di chi, fino a poco prima, aveva confidenza solo con la carta e questo deve essere un grosso stimolo. La seconda, più triste, è che questa emergenza, in qualche modo ha inciso profondamente sulla nostra memoria. Si avverte la necessità di conservare, di curare gli archivi– queste le prime parole del neoeletto Lovati- La grande perdita registrata nella popolazione di anziani è un duro colpo per la nostra memoria nazionale, si tratta di testimonianze e di valori di cui far tesoro e che non torneranno più indietro. Cerchiamo di trasformare questa tragica esperienza in un insegnamento, che sia stimolo per la nostra Associazione”. “La conservazione serve- conclude il neoeletto presidente- non solo per necessità economiche, ma perché ha un profondo valore. Credo che lo scopo di questa Associazione sia quello di essere ‘tecnici clandestini‘, un po’ come i padri fondatori di questa democrazia che hanno trascorso gran parte del loro tempo in clandestinità e dopodiché hanno vinto una battaglia. A fronte di quello che si legge oggi sui giornali, bisogna cercare di instradare la politica verso scelte più consapevoli dal punto di vista tecnico. Spero che sia l’inizio di un’avventura piacevole e divertente, che ci porti verso il successo”.

L’avvocato Lovati succede al notaio Riccardo Genghini, da questo momento Vicepresidente di ANORC, al quale l’Associazione manda i suoi ringraziamenti “per l’impegno e il lavoro svolto insieme, nei due anni di mandato, in particolare per aver conferito ad ANORC un ampio respiro internazionale, dal momento che il notaio è anche chairman di ETSI (European Telecommunication Standardisation Institute).
Per conoscere la realtà di ANORC, visita il portale ufficiale dell’Associazione: https://anorc.eu/.

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Dist-I, il braccialetto hi-tech per il distanziamento sicuro https://www.dire.it/04-06-2020/469070-dist-i-il-braccialetto-hi-tech-per-il-distanziamento-sicuro/ Thu, 04 Jun 2020 12:29:35 +0000 https://www.dire.it/?p=469070 braccialetto distanziamento sociale

Nata dalla collaborazione tra un pool di ingegneri italiani esperti di elettronica di precisione nel settore difesa e la societa Rd Vision international LTD

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Nata dalla collaborazione tra un pool di ingegneri italiani esperti di elettronica di precisione nel settore difesa e la societa Rd Vision international LTD
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ROMA – Si chiama Dist-i band ed è pronto a scendere in campo come scudo protettivo invisibile. Si mette al polso, è di plastica e silicone, ma ha un cuore high-tech. È nero di colore, vibra, suona e si illumina solo se necessario, per garantire la sicurezza di chi lo indossa. E ancora: è davvero facile da usare, plug & play (no app, smartphone, device o software), ed è estremamente preciso grazie alla tecnologia Bluetooth 5.1. Rispetta in pieno la privacy di tutti, ma può trasformarsi in un alleato fondamentale in caso di necessità (consente di ricostruire la catena di contatti in caso di contagio, ma senza tracciare la posizione GPS).

Archiviata la prima fase progettuale e superati con successo i test sui prototipi, è disponibile sul mercato italiano il dispositivo per il corretto distanziamento sociale, frutto della collaborazione tra un pool di ingegneri italiani esperti di elettronica di precisione nel settore difesa e la societa Rd Vision international LTD, leader nel settore. La mission è molto chiara: rispondere in maniera flessibile alle esigenze di aziende e lavoratori in termini di sicurezza; migliorare la consapevolezza dei lavoratori sulle procedure di sicurezza; contribuire a ridurre le possibilità di contagio da COVID-19 sul luogo di lavoro e nei locali pubblici (è in grado di percepire un altro utente fino a 5 metri, sia indoor che outdoor).

“Il nostro obiettivo è semplificare situazioni complesse che hanno un impatto molto importante sulla vita delle persone. E in questa fase così complicata, non più magari emergenziale ma con un’allerta sempre alta da tenere, il distanziamento sociale ci è sembrata la sfida più ardua da attaccare. L’uomo è un animale sociale, ha bisogno di continue interazioni, ma in questo periodo purtroppo possono nuocergli. Volevamo quindi trovare un modo per tutelare la salute delle persone senza privarle della socialità”, spiega Paolo Ingrassia, esperto di marketing e comunicazione, membro del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria, tra gli ideatori e produttori del dispositivo.

“Così è nato Dist-i, uno smart band semplicissimo da usare che in maniera scientifica calcola la distanza tra le persone che lo indossano avvisandole ogni qual volta si stiano avvicinando eccessivamente, il tutto senza bisogno di altri device, infrastruttura e nel pieno rispetto della privacy”, aggiunge il professionista romano, formatosi alla Luiss Business School. “Abbiamo voluto implementare la semplicità anche nelle modalità di acquisto, in modo del tutto innovativo per il settore B2B è possibile già da oggi acquistare Dist-i sul nostro sito (dist-i.com). Inoltre, non avendo bisogno di installazione sul posto, siamo in grado di inviarlo al cliente in piena sicurezza- conclude Ingrassia-, configurandolo da remoto”.

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Web Marketing Festival, un viaggio nel futuro tra evoluzioni tecnologiche, digitali e sociali https://www.dire.it/04-06-2020/468847-web-marketing-festival-un-viaggio-nel-futuro-tra-evoluzioni-tecnologiche-digitali-e-sociali/ Thu, 04 Jun 2020 08:11:06 +0000 https://www.dire.it/?p=468847

Con più di 200 tra speaker e ospiti il WMF torna con un format innovativo e con un programma formativo nella nuova veste di evento multisala online

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Con più di 200 tra speaker e ospiti il WMF torna con un format innovativo e con un programma formativo nella nuova veste di evento multisala online
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ROMA – Il primo Festival dedicato all’Innovazione al tempo del Covid-19 è italiano: il WMF – il più grande Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale – il 4, 5 e 6 giugno presenta il WMF Online – Edizione Diffusa, rivelando un format ibrido che unirà lo scenario tradizionale del Palacongressi di Rimini e IEG, riaperto per la prima volta dopo l’emergenza sanitaria, a una lunga serie di collegamenti in live streaming e alla trasmissione di sale tematiche da luoghi culturali e sportivi della penisola, per uno sviluppo di interventi e contributi senza precedenti, che coinvolgerà luoghi da tutto il mondo ed eccellenze italiane.

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Diffondere l’innovazione attraverso il digitale e l’offline, il tutto, spaziando tra formazione, attualità, futuro, tecnologia e riflessioni su come l’innovazione, vero filo conduttore del Festival, possa agire sulla società di oggi e di domani.

Al centro, allora, momenti di dibattito, show, intrattenimento e un format con tempi e ritmi televisivi sul palco centrale, il Mainstage del WMF. Qui – dallo show di apertura a sorpresa in programma alle 09:30 del 4 giugno – si alterneranno, in presenza in studio e in collegamento, ospiti, personalità e artisti durante tutto l’arco della tre giorni: dal PM Antimafia Giuseppe Lombardo al Robot Sophia in collegamento da Hong Kong, da Claudio Marchisio al giornalista Andrea Scanzi, passando per Gessica Notaro, l’autore di Breaking Italy Alessandro Masala, Paolo Crepet, Roy Paci, Lo Stato Sociale, Andrea Pennacchi, I Sansoni.

Tanti, poi, gli argomenti legati alla strettissima attualità: Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, sarà collegata telefonicamente il 6 giugno per affrontare il tema della giustizia, anche alla luce della tragica uccisione di George Floyd negli USA. All’attualità sono legate anche le partecipazioni di Luca Rossettini, Founder e CEO di D-Orbit, che al WMF parlerà del recentissimo lancio di SpaceX, e della imprenditrice Keltoum Kamal Idrissi che, prendendo in esame l’argomento dell’integrazione nel tessuto sociale e commerciale attuale, illustrerà il progetto “Hijab Paradise”, il primo negozio di Modest Fashion in Italia.

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Sul palco anche Fabio Massimo Castaldo, vice-presidente del Parlamento Europeo, con il quale il WMF organizza e promuove l’hackathon #EuropeiControCovid19: per la prima volta interamente online, l’iniziativa racconterà 4 storie italiane di solidarietà e cooperazione, tra le quali anche l’attività portata avanti dai volontari del Banco Alimentare dell’Emilia Romagna e della Croce Rossa Italiana.

Un parterre ricchissimo, dunque, che saprà unire realtà diverse sotto il segno della cooperazione. Quella del WMF Online sarà infatti un’Innovazione diffusa, distribuita su tutto il territorio nazionale per un’iniziativa e un modo di intendere la formazione senza precedenti e ad altissimo impatto: la riapertura simbolica di teatri e luoghi della cultura in tutta Italia, ma ancora di più la trasmissione dell’intera programmazione di alcune sale tematiche da Palasport e luoghi simbolo nella storia del nostro paese, con il chiaro intento di dare un segnale di ripartenza comune guardando al futuro.

Nel dettaglio, la Casa Memoria di Felicia e Peppino Impastato, in Sicilia, alla presenza della direttrice Luisa Impastato, nipote di Peppino – che si inserirà all’interno del panel “mafia e digitale” – trasmetterà in live streaming la Sala Voice e Podcast. Ma non solo: in tema di sport, direttamente dall’Arena di Monza, casa dei club di Serie A1 della Vero Volley, verranno trasmesse le sale dedicate a Digital Journalism, Content e Social Media Strategies.

#WeMakeFuture – il claim ufficiale del Festival – rappresenta l’impegno del WMF nel convogliare il capitale umano, il genio, la creatività e l’arsenale tecnologico per la costruzione condivisa di un futuro basato su lavoro, formazione e innovazione.
“Valorizzare la formazione e il ruolo dell’Innovazione, soprattutto in un contesto emergenziale come quello che stiamo vivendo, è diventata una prerogativa della nostra società, che si è fatta trovare impreparata su alcune sfide del nostro tempo. Noi come WMF siamo felici di farlo rappresentando l’Italia in questo momento così delicato e difficile. Abbiamo deciso di non fermarci e, anzi, di ideare una doppia versione dell’evento: una a novembre, con il format tradizionale, e un’edizione diffusa che prenderà il via il prossimo 4 giugno, unica nel suo genere e in grado di coinvolgere tante realtà e tanti luoghi del territorio con una modalità mai sperimentata prima”, sottolinea Cosmano Lombardo, Chairman e Ideatore del WMF.

“Ogni essere umano nasce in una parte del nostro pianeta, ma l’obiettivo dev’essere poi quello di diffondere i saperi, le conoscenze, le idee e le esperienze di cui ciascuno è portatore. Noi, con il WMF, siamo portatori di Innovazione e di valori che puntano alla costruzione di società aperte e sostenibili. Per questo abbiamo sentito il dovere, oggi più che mai, di far interagire le forze propositive del paese e non solo, col fine di portare l’Innovazione in Italia e oltre i suoi confini, in un momento in cui gran parte delle Istituzioni sono sorde al richiamo dei bisogni sociali. Rivolgo il mio ringraziamento particolare agli sponsor, ai partner, ai relatori, al Palacongressi di Rimini e IEG, alParlamento Europeo e a tutte le entità che ci supportano nella realizzazione di questa manifestazione e nella diffusione dell’Innovazione in Italia e all’estero”.

Il programma del WMF Online – Edizione Diffusa manterrà la formula di un evento online multisala: procederanno in contemporanea 30 sale formative verticali su altrettante tematiche tra cui Intelligenza Artificiale, Digital Tourism, Onp e Philanthropy, E-Commerce, Startup, SEO, Content Marketing, Export e Mercati Internazionali, Video e Podcast e molte altre.

Un’offerta formativa ampia e variegata – frutto di un processo di costruzione condivisa con persone, aziende e istituzioni – arricchita dalla partecipazione di oltre 200 speaker e ospiti da tutto il mondo che proporranno interventi di aggiornamento professionale e approfondimenti mirati su attualità e innovazione, vero e proprio fulcro di un Festival che riparte dalle 21.000 presenze registrate nella scorsa edizione.

Mainstage e Sale Formative: gli ospiti e gli speaker del WMF Online

Anche per l’edizione online di giugno, il WMF integra la propria offerta formativa con le testimonianze e i talk ispirazionali del Mainstage, che accoglierà – in presenza a Rimini e in collegamento – ospiti internazionali, artisti e personaggi del mondo dello spettacolo. Si porrà l’attenzione sulle sfide globali attuali e future attraverso temi ad alto impatto sociale, momenti di intrattenimento, show e musica.

Tra gli ospiti del WMF Online il PM Giuseppe Lombardo, Procuratore Aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, da anni impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta, che parlerà di mafia e sistemi criminali. Sul Mainstage anche il giornalista Andrea Scanzi, che parlerà di informazione e del ruolo del giornalismo durante l’emergenza sanitaria, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet e relatori rappresentanti dell’Istituto Italiano di Tecnologia, di ESA (European Space Agency), INTEL e del MIT di Boston. Spazio poi a David Vannozzi, direttore generale di Cineca, e all’architetto Maurizio Carta, che parlerà di innovazione urbana e dei borghi del futuro.

Ampio spazio anche ai temi più caldi dell’attualità: l’avvocato Francesco Paolo Micozzi eseguirà il fact-checking e analizzerà il caso “Trump-Twitter”, Riccardo Meggiato, esperto di sicurezza informatica, interverrà sul contact tracing spiegando il caso dell’App Immuni, Luca Rossettini – Founder e CEO di D-Orbit – parlerà del recentissimo lancio di SpaceX, Mika Rantakokko della diffusione della tecnologia 6G, mentre Donato Speroni di ASviS spiegherà l’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno.

Direttamente da Hong Kong, in collegamento, ci sarà Sophia, il robot umanoide della Hanson Robotics più avanzato al mondo: il suo software di intelligenza artificiale le permetterà di rispondere a un’intervista live e di dialogare come un vero essere umano.

Sul palco principale anche Claudio Marchisio – ex calciatore della Juventus e della Nazionale, oggi imprenditore e collaboratore del Corriere della Sera – e ancora l’attore Andrea Pennacchi, Alessandro Masala – autore dello show online Breaking Italy – Gessica Notaro, Roy Paci, Lo Stato Sociale, Ubaldo Pantani, I Sansoni.

All’interno delle oltre 30 sale formative, spazio invece agli interventi di relatori esperti e rappresentanti di brand internazionali come Twitter, Mozilla, Oracle, IPSOS, Hewlett Packard Enterprise e Microsoft. Tra le nuove sale di questa edizione ONP e Philanthropy, Video e Podcast ed Export e Mercati Internazionali, quest’ultima in collaborazione con le Camere di Commercio Italiane all’estero e con la partecipazione dei segretari generali di Malta, Croazia, Serbia, Francia, Vietnam, Australia, Canada e Tunisia, che rende il WMF Online un Festival dal respiro internazionale.

Confermate all’interno del programma formativo, inoltre, le sale tematiche su E-Commerce (di cui una realizzata da Shopify, l’altra da Search Marketing Connect), Content Marketing, SEO, Social Media Strategies, Digital Journalism, Brand, Intelligenza Artificiale. A queste si aggiungono la sala Video Strategy sponsorizzata da Infinity e Mediaset, quella Legal sponsorizzata da Polimeni-Legal, UX e Web Design in collaborazione con Architecta e l’evento Aruba.
Sul sito del Festival è disponibile il programma completo del WMF Online.

Il WMF Online “riapre” i luoghi della cultura e dello sport: dal Mainstage collegamenti con teatri, palcoscenici e residenze artistiche di tutta Italia

Il WMF Online si collegherà in diretta con teatri, palazzetti e altri luoghi da ogni parte d’Italia rimasti chiusi nelle scorse settimane e che, per l’occasione, diventeranno palcoscenici dell’Innovazione.
Sul palco del WMF saranno simbolicamente riaperti teatri, palcoscenici e residenze artistiche come il Teatro Regio di Parma, lo Sferisterio di Macerata, il Teatro Coccia di Novara, il Teatro Donizetti di Bergamo, il Teatro Primo di Villa San Giovanni, il live club Mood Social Club di Rende, il Cap10100 di Torino, la residenza artistica “Artemista”. Un’iniziativa, questa, realizzata in collaborazione con AGIS per compiere un primo passo verso il rilancio di teatri, cinema e di tutto il comparto culturale e dell’intrattenimento, che necessita di strategie innovative per ripartire.
Altre due iniziative, inoltre, si rivolgono al settore cinematografico: la Call “Ripensare il futuro – documentari e storie post quarantena” del WMF in collaborazione con Infinity Lab e la proiezione gratuita di due film di Mondovisione, la rassegna cinematografica realizzata da CineAgenzia e Internazionale.

Confermati, inoltre, il collegamento live con la Casa Memoria di Felicia e Peppino Impastato, in Sicilia, alla presenza della direttrice Luisa Impastato, nipote di Peppino, che si inserirà all’interno del panel “mafia e digitale”. Dal grande valore simbolico, poi, la

moderazione in live streaming della Sala Voice e Podcast dalla stessa casa che diede inizio al progetto di Radio Aut.
Nella giornata del 4 giugno ci sarà il collegamento anche con l’Arena di Monza per parlare di sport e ripartenza insieme a Thomas Beretta, centrale della Vero Volley Monza e Beatrice Parrocchiale, libero della Saugella Monza e della Nazionale Italiana di Pallavolo.
In occasione dell’anniversario dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Cina, inoltre, interverrà in collegamento dalla Cina anche la rappresentante di alcuni scuole – riaperte il 2 giugno dopo la pandemia – per rinnovare il programma di cooperazione e sviluppo tra i due Paesi: tra i temi di riferimento, l’impiego dell’innovazione tecnologica applicata all’educazione, da sempre di centrale importanza per il WMF.

Startup Competition, Digital Skills Assessment, Area Expo Online, Hackathon del Parlamento Europeo: gli eventi del WMF Online
Preannunciata da uno spot tv tradotto in LIS, l’innovativa edizione del WMF Online presenta anche il consueto appuntamento con la fase finale della 7^ edizione della Startup Competition più grande d’Italia, che vedrà le 6 startup finaliste presentare il proprio progetto sul Mainstage davanti a una giuria di esperti in collegamento e sfidarsi per aggiudicarsi i premi per un valore di oltre 300mila euro messi in palio dai partner della Startup Competition, tra cui Almacube Bologna, ARDUINO, Arxivar, Barilla, BIP, Cariplo Factory, Digital Magics, Digital On Things, Engineering, Faster Capital, Ferrovie dello Stato, Fondazione Golinelli, Guanxi, I3p Torino, IAG, IBAN, LuissEnlabs, MetaGroup, Nuvolab, Pelliconi, Pranaventures, Sella Lab, Smartangle, StarBoost, The Hive, Tim W Cap, UniCredit Start Lab.
Un’opportunità importante per le migliori startup e i progetti imprenditoriali più innovativi, soprattutto in una fase delicata per l’economia come quella attuale.
Dalla collaborazione con il Parlamento Europeo, inoltre, nasce l’Hackathon #EuropeiControCovid19, una sfida tra team di creativi che avranno l’obiettivo di realizzare campagne di comunicazione creative per raccontare 4 storie di solidarietà e cooperazione di persone che si sono messe a disposizione per fronteggiare la pandemia.
Il WMF Online presenterà inoltre la prima fase del Digital Skills Assessment, il primo assessment nazionale per fare il punto sulle competenze digitali in Italia e all’interno del mercato del lavoro. La seconda fase dell’Assessment si terrà invece durante l’edizione del 19-20-21 novembre, che si svolgerà al Palacongressi di Rimini e IEG.
Ampio spazio anche al business networking con l’inedita Area Expo Online, grazie alla quale gli sponsor del Festival e oltre 80 espositori e startup – tra cui ESA, Infinity, Intel, Shopify,

Nexi e molti altri – potranno entrare in contatto con i partecipanti collegati attraverso live meeting, consulenze e appuntamenti.

Appuntamento dunque alle 9:30 del 4 giugno, quando il WMF Online aprirà i battenti di un’edizione completamente nuova: tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.ilfestival.it.

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App Immuni, l’esperto: “I cittadini ‘cavie’ pagheranno il prezzo della sperimentazione” https://www.dire.it/02-06-2020/468029-app-immuni-lesperto-i-cittadini-cavie-pagheranno-il-prezzo-della-sperimentazione/ Tue, 02 Jun 2020 10:44:29 +0000 https://www.dire.it/?p=468029 smartphone

"Ennesimo passaggio irrituale, vicenda che mostra aspetti sconcertanti"

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"Ennesimo passaggio irrituale, vicenda che mostra aspetti sconcertanti"
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ROMA – Il via alla sperimentazione della app Immuni in 4 regioni italiane con l’autorizzazione (e le 10 raccomandazioni) del Garante “e’ l’ennesimo passaggio irrituale di una vicenda che mostra ancora aspetti sconcertanti e che rimane piena di punti di domanda lasciati in sospeso“. A dirlo e’ il presidente di Anorc Professioni, l’avvocato Andrea Lisi, spiegando che “nella parziale approvazione il Garante indica ben 10 osservazioni che vanno verso una maggiore attenzione alla sicurezza e alla trasparenza informativa, ma arrivano solo nel giorno in cui la app inizia a essere utilizzata, quando cioe’ gia’ e’ in atto un trattamento di dati dei cittadini ‘cavie’ che stanno scaricando il software sui propri smartphone”. E questo, secondo l’esperto di Diritto dell’informatica, non e’ l’unico aspetto paradossale dell’intera vicenda. Perche’ “la confusione e’ iniziata sin dalla fast call for contribution, che e’ stata fatta senza un’idea precisa in merito al progetto che si voleva portare avanti. E che ha portato a preferire a centri di ricerca, societa’ che sviluppano app ludiche o specializzate nel settore dei big data”. Da questo primo step, secondo Lisi, sono seguite a cascata una serie di altre mosse altrettanto discutibili. Dalla totale fiducia conferita ad Apple e Google per la costruzione dei ‘binari digitali’ sui quali viaggera’ Immuni, ai contratti che legano la societa’ sviluppatrice dell’app al governo. L’avvocato le ha elencate piu’ volte nelle scorse settimane chiedendo alle istituzioni maggiore trasparenza. 

LEGGI ANCHE: Immuni, l’esperto: “Nel codice aspetti sconcertanti, governo ritiri il progetto”

VIDEO | Dall’app ‘Immuni’ ai braccialetti hi tech, ancora troppe ombre sui sistemi di contact tracing

VIDEO | Coronavirus, gli esperti al ministro Pisano: “Su app ‘Immuni’ dichiarazioni non allineate, faccia chiarezza”

I DUBBI SULL’APP IMMUNI

“Solo in questi ultimi giorni- ha dichiarato il presidente di Anorc Professioni, avvocato Andrea Lisi- sono entrato in possesso dei contratti che legano il governo italiano a Bending Spoons. Consultando i vari documenti a disposizione, ho notato che prima di tutto sembrerebbe cambiata la titolarita’ nel trattamento dei dati personali, dal ministero della Salute (come prevedeva la normativa) alla Presidenza del Consiglio- dipartimento per la trasformazione digitale. Non sembrerebbe ancora chiaro, quindi, chi trattera’ nel sistema Immuni i dati personali piu’ o meno pseudonimizzati. Inoltre, viene indicata Bending Spoons come Responsabile del trattamento di dati personali, ma se si legge tra le righe che non e’ la stessa societa’ a poterli trattare- si domanda l’esperto- perche’ viene nominata Responsabile? Piu’ leggo i documenti- aggiunge Lisi- e piu’ si scoprono incongruenze e cambiamenti repentini lungo il cammino. E oggi i cittadini che decideranno di scaricarla possono essere paragonati a vere e proprie ‘cavie’ in una fase ancora di sperimentazione, perche’ e’ lo stesso Garante nel suo provvedimento che proprio in questa fase di testing ha chiesto a chi di competenza di risolvere le tante incongruenze evidenziate”. “Sono passati ormai 4 anni dall’entrata in vigore del GDPR e 2 dalla sua piena esecutivita’- chiude il presidente di Anorc Professioni con un po’ di amarezza- devo dire che l’esperienza tragicomica dell’app Immuni ci sta insegnando quanto ancora siamo lontani dal percepire i punti nodali della normativa europea che non si occupa di privacy, ma regolamenta la protezione dei dati personali favorendone anche la loro libera circolazione”.

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Rinviato per maltempo lo storico lancio di Elon Musk verso la Stazione spaziale internazionale https://www.dire.it/28-05-2020/466155-rinviato-per-maltempo-lo-storico-lancio-di-elon-musk-verso-la-stazione-spaziale-internazionale/ Thu, 28 May 2020 06:02:10 +0000 https://www.dire.it/?p=466155 cape canaveral_falcon9_spacex

Condizioni meteo avverse su Cape Canaveral hanno fatto slittare il primo lancio privato della Nasa con equipaggio a bordo

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Condizioni meteo avverse su Cape Canaveral hanno fatto slittare il primo lancio privato della Nasa con equipaggio a bordo
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ROMA  – Tutto rimandato a sabato sera. L’atteso decollo del razzo Falcon9 della compagnia privata SpaceX, fondata dal magnate visionario Elon Musk, è stato rinviato per condizioni meteo avverse su Cape Canaveral, base Nasa da cui sarebbe dovuta avvenire la storica partenza, ieri sera.

Storica per due motivi: perché il Demo-2, così è stato ribattezzato, è il primo volo privato per portare astronauti sulla Stazione spaziale internazionale e perché segna il ritorno della base di partenza sul suolo statunitense, mai più calcato dalla fine del programma Space Shuttle nel 2011. 

La prossima finestra di lancio è fissata per sabato, alle 21.22 ora italiana. 

LEGGI ANCHE: Elon Musk porta i primi astronauti della Nasa sulla Stazione spaziale

 

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VIDEO | Ricerca, De Menna (Irideos): “Imparare a gestire intelligenza aritificiale” https://www.dire.it/27-05-2020/466065-video-ricerca-de-menna-irideos-imparare-a-gestire-intelligenza-aritificiale/ Wed, 27 May 2020 16:14:40 +0000 https://www.dire.it/?p=466065 irideos

Il 25 e 26 settembre si parlerà di intelligenza artificiale in un convegno organizzato dall'università Pontificia Salesiana di Roma. Ne parliamo con l'esperto Giancarlo De Menna

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Il 25 e 26 settembre si parlerà di intelligenza artificiale in un convegno organizzato dall'università Pontificia Salesiana di Roma. Ne parliamo con l'esperto Giancarlo De Menna
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ROMA – “Questo convegno vuole creare un trait d’union tra il mondo della tecnologia e il pubblico, perchè essendo una materia molto tecnica e molto complessa a volte sfugge e si rischia di scadere nell’allarmismo sociale, dall’allarme dei social network a Cambridge analytics, perdendo di vista i vantaggi di una riflessione profonda su come affrontare questo tema, perché l’intelligenza artificiale è qui e ci rimarrà a lungo. Dobbiamo capire come gestirla e come conoscerla meglio”. Così Giancarlo De Menna, esperto di Government e Infrastrutture critiche in Irideos, a proposito del convegno, in calendario per il 25 e 26 settembre, dal titolo ‘Intelligenza Artificiale: per una governance umana. Prospettive educative e sociali‘, organizzato dall’università Pontificia Salesiana di Roma.

D’altronde l’Intelligenza Artificiale “è già impiegata nel settore delle telecomunicazioni- ha continuato- dell’energia, basti pensare che Google ha usato l’IA per efficientare i consumi all’interno dell’azienda. Un meccanismo di riduzione dell’energia consumata del 40% nel processo di raffreddamento dei server e del 15% dei sistemi di calcolo. L’IA rivoluzionerà tutti i comparti della società come fece negli anni Ottanta l’informatica”. I cambiamenti toccheranno anche la leadership politica visto che sono già “tanti i leader politici di grandi Paesi ad aver dichiarato che chi avrà il primato su questa tecnologia avrà il primato nel mondo”. A livello normativo “l’Italia è a buon punto, c’è una buona normativa, ma tanti sono i nodi da affrontare. Un esempio? La proprietà degli algoritmi, se una macchina produce un algoritmo- conclude De Menna- di chi è?”.

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Spiagge, hotel, musei: ecco il braccialetto che suona se sei troppo vicino https://www.dire.it/27-05-2020/465925-spiagge-hotel-musei-ecco-il-braccialetto-che-suona-se-sei-troppo-vicino/ Wed, 27 May 2020 13:26:11 +0000 https://www.dire.it/?p=465925 braccialetto_coronavirus

Lo ha progettato una società di Montecchio Maggiore, in Veneto: non registra dati personali e vibra avvisando chi lo porta se la distanza dagli altri scende sotto il metro

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Lo ha progettato una società di Montecchio Maggiore, in Veneto: non registra dati personali e vibra avvisando chi lo porta se la distanza dagli altri scende sotto il metro
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BOLOGNA – Un braccialetto bluetooth che ti avvisa se le distanze di sicurezza tra le persone non sono mantenute: può servire negli alberghi, nelle strutture sportive, negli stabilimenti balneari., oppure nei musei. Come? Vibra, si accende ed emette un avviso acustico se la distanza dagli altri scende sotto il metro. Si chiama ‘mt-1’ ed è un dispositivo di protezione individuale messo a punto da ‘eXelen’, società venete attiva nel settore dell’energia e dei servizi energetici nell’ottica di aiutare il distanziamento di sicurezza in conformità con le raccomandazioni anti Covid‐19 e con il marchio Ce.

‘mt-1’ permette di tutelare la salute di dipendenti e clienti, all’interno di spazi e aree in cui risulta difficile garantire la distanza di sicurezza, come aziende, hotel, stabilimenti balneari, strutture sportive e museali. In caso di avvicinamento a una distanza inferiore al metro da un dispositivo identico, il braccialetto mt-1 vibra, attiva il Led ed emette un avviso acustico che aiuta tutti a mantenere la distanza di sicurezza, anche quando si è intenti a lavorare o a divertirsi in spiaggia.

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“SARANNO UTILIZZATI NEI CENTRI ESTIVI A MILANO”

“Siamo felici di presentare sul mercato il nostro prodotto di punta per il controllo del distanziamento in questa complessa fase 2 – afferma Luca Pagani, amministratore unico di eXelen, consapevoli che mt-1 possa essere di reale e concreto aiuto nelle attività di mantenimento della distanza sociale. Abbiamo già siglato un accordo con Quanta Club, realtà di riferimento nell’offerta sportiva e di campus estivi a Milano che ha deciso di dotarsi di braccialetti mt-1 da impiegare nei loro “Camp Estivi” dedicati a bambini a ragazzi“.

“Siamo in trattativa, inoltre- prosegue Pagani- con numerose altre realtà soprattutto in ambito turistico e ricettivo che si sono mostrate particolarmente interessate al nostro prodotto. Un successo determinato sicuramente dall’attualità del prodotto ma anche dalla qualità e dal prezzo particolarmente interessante”.

Non meno importante l’aspetto legato alla privacy, perché nessun dato sensibile o informazione personale viene condiviso con eXelen o tra i vari dispositivi. Inoltre, non viene attuato alcun rilevamento della posizione, permettendo a tutti di poterlo utilizzare con tranquillità tutto il giorno.

‘mt-1’ diventa così un vero alleato del social distancing, perché evita gli assembramenti, ma anche del contact tracing. Infatti, attraverso l’App “mt‐gateway”, vengono rilevati in tempo reale i dati raccolti dai vari dispositivi: nel caso di una diagnosi di Covid‐19 positiva, è possibile tracciare tutti i contatti avvenuti e individuare rapidamente coloro per i quali effettuare i necessari controlli sanitari previsti dai protocolli sanitari.

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5G, I-Com: “Tra burocrazia e ritardi l’Italia rischia di rimanere al palo” https://www.dire.it/26-05-2020/465263-5g-i-com-tra-burocrazia-e-ritardi-litalia-rischia-di-rimanere-al-palo/ Tue, 26 May 2020 10:30:37 +0000 https://www.dire.it/?p=465263 smartphone_telefono_donna

La crisi economica innescata dal coronavirus e gli stringenti vincoli normativi che ancora appesantiscono il nostro Paese rischiano di complicare il rispetto della roadmap verso il 5G

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La crisi economica innescata dal coronavirus e gli stringenti vincoli normativi che ancora appesantiscono il nostro Paese rischiano di complicare il rispetto della roadmap verso il 5G
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ROMA – La crisi economica innescata dal coronavirus e dal conseguente lockdown e gli stringenti vincoli normativi che ancora appesantiscono il nostro Paese rischiano di complicare il rispetto della roadmap verso il 5G. A lanciare l’allarme è l’Istituto per la Competitività (I-Com), il centro studi specializzato sui temi del digitale e delle telecomunicazioni guidato dall’economista Stefano da Empoli.

NASCE IL NUOVO OSSERVATORIO SULLA RETE 5G

“Per monitorare l’evoluzione delle regole- si legge nella nota di I-Com- in materia e per studiare possibili soluzioni che salvaguardino lo sviluppo di questa tecnologia in Italia, l’istituto di ricerca ha costituito l’Osservatorio sulla sicurezza del 5G. Un tavolo permanente di lavoro e di confronto tra esperti e rappresentanti delle istituzioni, delle università e del mondo produttivo che condurrà, dopo l’estate, alla pubblicazione e alla presentazione pubblica di un rapporto sul tema. D’altronde, secondo quanto emerso dallo studio ‘Who is prepared for the new digital age’ diffuso ad aprile dalla Banca Europea per gli Investimenti, lo sviluppo dell’Italia in materia di digitalizzazione è frenato in particolare da ostacoli normativi, oltreché dall’eccessiva pressione fiscale. Come hanno sottolineato, peraltro, anche i principali operatori del Paese che, nel corso delle audizioni al Senato in vista del recepimento del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, hanno espresso le loro perplessità sugli eccessivi vincoli burocratici che stanno rallentando l’iter di ottenimento delle autorizzazioni per investire sulle infrastrutture 5G. Tra le diverse criticità denunciate ci sono la necessità di attuare nel più breve tempo possibile la legge sul perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, l’importanza di uniformare la normativa italiana sulle emissioni a quella dell’Unione europea e una semplificazione delle norme che regolano interventi e installazioni, non sempre omogenee su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di evitare l’insorgere di gap tecnologici tra un’area e l’altra del Paese”. 

EMPOLI: “COMPLETARE AL PIU’ PRESTO IL QUADRO REGOLAMENTARE”

“È fondamentale completare al più presto, ai diversi livelli, il quadro regolamentare entro il quale si andranno a sviluppare le reti 5G, per assicurare allo stesso momento gli obiettivi della sicurezza e della competitività senza sterili contrapposizioni ma con il necessario spirito costruttivo da parte di tutti i soggetti interessati”, ha commentato da Empoli. Che poi ha aggiunto: “Il nuovo standard di trasmissione di quinta generazione costituisce un’importante opportunità di sviluppo e crescita a livello planetario, in particolare per la sua capacità di abilitare nuovi servizi e nuove applicazioni avanzate, a cominciare proprio dalla sanità. Si tratta di un’occasione che non può essere mancata, soprattutto dopo l’emergenza determinata dalla diffusione del Covid-19 in cui è emersa ancora più fortemente l’irrinunciabilità di proseguire e possibilmente velocizzare – il roll-out delle reti di nuova generazione”. Non appare un caso che, in alcuni recenti report internazionali, l’Italia che solo l’anno scorso si collocava nelle prime posizioni sul 5G – si pensi al secondo posto nell’indicatore specifico dell’indice DESI elaborato dalla Commissione europea – stia scendendo nei ranking internazionali. Nel rapporto elaborato da Incites, pubblicato nelle scorse settimane, Europe 5G Readiness Index. Assessing Europe’s readiness to deploy and adopt 5G, l’Italia si piazza complessivamente al ventesimo posto e scende addirittura al trentatreesimo (su 39 Paesi) per quanto riguarda il quadro regolatorio e delle policy per lo sviluppo delle nuove reti. Di fatto si rischia di vanificare gli sforzi del nostro Paese compiuti negli ultimi anni, a partire dal lancio delle sperimentazioni da parte del ministero dello Sviluppo economico. Un quadro reso ancor più precario dalla disinformazione dilagata sul web in merito alle possibili correlazioni tra gli impianti 5G e la diffusione del Covid-19 e sfociata in numerosi atti vandalici che, ad esempio nel Regno Unito, hanno provocato seri danni alle antenne di telefonia mobile (peraltro 4G), mettendo quindi a rischio la connettività “di uso corrente” proprio in un momento di estrema necessità. Le fake news stanno avendo un forte impatto anche in Italia, dove circa 200 amministrazioni comunali stanno adottando provvedimenti per impedire l’istallazione delle antenne e privando, di fatto, 1,2 milioni di persone della possibilità di accedere ai benefici portati da questa tecnologia.

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