Cultura – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Fri, 03 Jul 2020 17:29:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Al Castello di Fiano Romano appuntamento con il festival dedicato a Sordi https://www.dire.it/03-07-2020/481218-foto-al-castello-di-fiano-romano-appuntamento-con-il-festival-dedicato-a-sordi/ Fri, 03 Jul 2020 17:07:14 +0000 https://www.dire.it/?p=481218 cineteca lucana fiano romano

'Lo schermo è donna' è la manifestazione resa possibile grazie agli archivi della Cineteca Lucana: proiezioni fino a domenica 5 luglio

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'Lo schermo è donna' è la manifestazione resa possibile grazie agli archivi della Cineteca Lucana: proiezioni fino a domenica 5 luglio
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ROMA – È iniziata la 23esima edizione di ‘Lo schermo è donna’, la kermesse cinematografica di Fiano Romano che fino a domenica 5 luglio porta al Castello ducale Orsini, in provincia di Roma, cinque pellicole con Alberto Sordi come unico protagonista. Una monotematica dedicata all’attore e regista nato cent’anni fa, che seppe ben descrivere l’Italia del dopoguerra e del boom economico.

Motore del festival è Giuliano Ferilli, papà dell’attrice Sabrina Ferilli e grande appassionato di cinema. Le serate nella storica cornice del Castello sono state rese possibili al contributo dell’associazione Cineteca Lucana (cinetecalucana.it) che, oltre a mettere a disposizione le pellicole, impreziosisce la manifestazione con una mostra su Alberto Sordi.

LE 5.000 PELLICOLE DELLA CINETECA LUCANA

Dal 1997, lavoriamo per salvaguardare, tutelare e valorizzare il patrimonio cinematografico ed audiovisivo nazionale ed estero mediante la conservazione, la fruizione di fondi, pellicole e documenti, la collaborazione con cineteche ed istituti culturali e la partecipazione a mostre e rassegne cinematografiche” ha spiegato all’agenzia Dire Henry Martino, da una decina di anni alla guida dell’associazione. La Cineteca Lucana gode di un archivio a tre zeri nel centro di Oppido Lucano, in provincia di Potenza, una collezione di oltre 5.000 pellicole iniziata ben prima della nascita dell’associazione: negli anni ’40, nonno Enore Martino per primo ebbe la felice intuizione di aprire un cinema in città.

Una passione che è proseguita negli anni e grazie al lavoro della famiglia Martino, sono state salvate dall’oblio lungometraggi, cortometraggi e trailer, nonché proiettori e moviole, una delle quali fu concessa in prestito per la nota scena dell’incendio in ‘Nuovo Cinema Paradiso’ di Giuseppe Tornatore.

‘LO SCHERMO È DONNA’

Grazie alle pellicole messe a disposizione dall’archivio lucano, il Festival di Fiano Romano dall’1 luglio ha previsto in rassegna ‘Polvere di stelle’ del 1973 dello stesso Sordi, poi due pellicole di Dino Risi ‘Il vedovo’ e ‘Una vita difficile’, rispettivamente del 1959 e del 1961, per chiudere l’ultima serata con ‘Una botta di vita’ di Enrico Oldoini. Ogni proiezione viene presentata da personaggi del mondo dello spettacolo tra cui Christian De Sica, Max Tortora, Francesca Reggiani, ma anche Paola Tiziana Cruciani, Liliana Fiorelli e Luca Manfredi, insieme ai direttori artistici Alberto Crespi e Rocco Giurato.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti a partire dalle 21,15 con il dibattito, per proseguire con la proiezioni dalle 22.

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Viaggi nell’antica Roma, dall’8 luglio torna lo spettacolo al Foro di Augusto https://www.dire.it/03-07-2020/480908-viaggi-nellantica-roma-dall8-luglio-torna-lo-spettacolo-al-foro-di-augusto/ Fri, 03 Jul 2020 07:55:56 +0000 https://www.dire.it/?p=480908

Successo consolidato per lo spettacolo ideato e curato da Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione scientifica della Sovrintendenza capitolina

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Successo consolidato per lo spettacolo ideato e curato da Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione scientifica della Sovrintendenza capitolina
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ROMA  – Dopo i successi degli scorsi anni torna, dall’8 luglio all’8 novembre, lo straordinario progetto Viaggi nell’antica Roma con lo spettacolo multimediale che racconta e fa rivivere la storia del Foro di Augusto.

Il progetto, che fa parte del nuovo palinsesto di Roma Capitale Romarama, è promosso da Roma Capitale, assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali e prodotto da Zetema Progetto Cultura. Ideazione e cura di Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione scientifica della Sovrintendenza capitolina. Seduti sull’apposita tribuna realizzata in via Alessandrina, gli spettatori potranno tornare a godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico, accompagnati dalla voce di Piero Angela e dalla visione di magnifici filmati e proiezioni che ricostruiscono il luogo così come si presentava nell’antica Roma.

Lo spettacolo – fruibile in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese) e con tre repliche di 40 minuti ogni sera – si svolgerà nel rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19: ingresso contingentato (max 50 persone a replica), misurazione della temperatura, utilizzo di audioguide protette da involucro monouso e auricolari monouso, distanziamento interpersonale di un metro con segnaposti prestabiliti sulle tribune. I biglietti possono essere preacquistati online sul sito www.viaggioneifori.it o al call center 060608 (attivo tutti i giorni dalle ore 9 alle 19). Possono essere acquistati anche sul posto, previa compilazione della scheda anagrafica con i dati personali del visitatore, e nei Tourist Infopoint. Per i possessori della Mic card e della Roma Pass è previsto il biglietto d’ingresso ridotto. 

LO SPETTACOLO

Il racconto del Foro di Augusto inizia dai marmi ancora visibili nel Foro. Attraverso una multiproiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, era custodita accanto al tempio dedicato a Marte Ultore.

Con Augusto, Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l’età imperiale è stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di poco più di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra ai confini con l’odierno Iraq, comprendendo gran parte dell’Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. Queste conquiste portarono all’espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, tecnologia, regole giuridiche, arte.

In tutte le zone dell’Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade. Dopo Augusto, del resto, altri imperatori come Nerva e Traiano lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava più di un milione di abitanti: nessuna città al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni. Era la grande metropoli dell’antichità: la capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento. 

GLI ORARI E I BIGLIETTI

Dall’8 luglio al 31 agosto: tutti i giorni ore 21-22-23 (3 repliche); dall’1 al 30 settembre: tutti i giorni ore 20-21-22 (3 repliche); dall’1 ottobre all’8 novembre: tutti i giorni ore 19-20-21 (3 repliche). Durata: 40 minuti a replica. Posti disponibili: max 50 persone a replica.

Dove. Fori Imperiali – Foro di Augusto, via Alessandrina, lato largo Corrado Ricci. Biglietti. Preacquisto online su www.viaggioneifori.it o al call center 060608 (tutti i giorni ore 9-19). Intero: 15 euro; ridotto: 10; Gruppi (superiori alle 10 unità): 10 euro a persona.

La riduzione è prevista per: forze dell’ordine, militari, insegnanti, giornalisti, under 26, possessori di Mic card e Roma Pass. I biglietti possono essere acquistati anche sul posto, previa compilazione della scheda anagrafica con i dati personali del visitatore, e presso i Tourist Infopoint. Disabili: previsti, su apposite pedane, 4 posti per ogni replica (nel numero dei posti sono compresi anche gli accompagnatori). Per lo spettacolo in esclusiva scrivere a viaggioneifori@060608.it.

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Riapre la Rocca delle Caminate https://www.dire.it/03-07-2020/480897-riapre-la-rocca-delle-caminate/ Fri, 03 Jul 2020 06:58:44 +0000 https://www.dire.it/?p=480897 rocca delle caminate

Per tutta l'estate sarà visitabile ogni weekend fino alle 19

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rocca delle caminate
Per tutta l'estate sarà visitabile ogni weekend fino alle 19
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FORLì – La Rocca delle Caminate è finalmente visitabile e riaperta al pubblico, dopo l’emergenza coronavirus. La riapertura, si legge infatti in una nota, è fissata per domani, e per tutta l’estate il castello in provincia di Forlì-Cesena sarà aperto ogni sabato e domenica dalle 10 alle 19, con l’ultimo ingresso alle 17.30. Per visitare il Castello il costo è di sette euro, anche se i disabili, i loro accompagnatori e i bambini fino a 12 anni entrano gratis e per i giovani da 12 a 18 anni e gli over 65 è previsto un biglietto ridotto da cinque euro.

Per tutti coloro che saliranno alla Rocca per la visita è disponibile il percorso culturale composto da 24 pannelli, divisi in due parti: la prima racconta la storia millenaria dalle origini, mentre la seconda si sofferma sulle vicende del ‘900. Inoltre è scaricabile gratuitamente l’app ‘Rocca delle Caminate’, “ricca di informazioni e immagini per approfondire i contenuti del percorso culturale e che può essere utilizzata anche come audioguida, attivabile tramite Qr Code di fronte ad ogni postazione del percorso”. Ovviamente, i visitatori dovranno rispettare il distanziamento interpersonale e utilizzare la mascherina.

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Veronesi vince il Premio Strega (per la seconda volta) con ‘Il Colibrì’ https://www.dire.it/03-07-2020/480882-veronesi-vince-il-premio-strega-per-la-seconda-volta-con-il-colibri/ Fri, 03 Jul 2020 06:04:05 +0000 https://www.dire.it/?p=480882 sandro veronesi

Secondo posto per Gianrico Carofiglio, terza Valeria Parrrella

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Secondo posto per Gianrico Carofiglio, terza Valeria Parrrella
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ROMA – Con il romanzo ‘Il Colibrì’ (editore La nave di Teseo) il vincitore della 74esima edizione del Premio Strega è Sandro Veronesi. Lo scrittore, 61 anni, era già stato incoronato nella serata intitolata al liquore giallo nel 2006 grazie al romanzo ‘Caos calmo’.

La vittoria è arrivata poco dopo la mezzanotte al Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, dove si tiene la serata conclusiva del Premio dedicato alla narrativa italiana, promosso dallaFondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca, lo sponsor è Ibs.it.

Per Veronesi i voti sono stati 605. Ecco quelli degli altri candidati:

  • Gianrico Carofiglio, La misura del tempo (Einaudi) 132 voti;
  • Valeria Parrella, Almarina (Einaudi), 86 voti;
  • Gian Arturo Ferrari, Ragazzo italiano (Feltrinelli), 70 voti;
  • Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza (Mondadori), 67 voti;
  • Jonathan Bazzi, Febbre (Fandango Libri), 50 voti.

Veronesi è il primo scrittore a eguagliare il bis riuscito in passato soltanto a Paolo Volponi, nel 1965 con ‘La macchina mondiale’ e nel 1991 con ‘La strada per Roma’.

Rispettando le attuali prescrizioni governative in materia di distanziamento fisico, la serata finale non si è potuta svolgere alla presenza del pubblico. Questo ha consentito di svolgere lo scrutinio dei voti di nuovo sulla balconata del Ninfeo, come nelle dieci edizioni svolte a partire dal 1953, il primo anno in cui lo Strega è stato assegnato nella cornice del Museo Etrusco.

Veronesi farà adesso tappa in diverse località italiane. Sarà ospite a ‘Il libro possibile’, Polignano (9 luglio), Festival Armonia del Salento, Alessano (dal 10 al 12 luglio) un weekend dedicato ai dodici candidati del Premio; Come il vento nel mare, Cori (13 luglio); Festival Letteratura, Salerno (18 luglio); Una montagna di libri, Cortina d’Ampezzo (6/7 agosto), BeneventoCittà Spettacolo, dal 24 al 30 agosto, che martedì 25 ospiterà anche il vincitore del Premio Strega Giovani Daniele Mencarelli; ‘La città dei lettori’, Firenze (28 agosto); UlisseFest, Rimini (29 agosto).

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Oscar, Pierfrancesco Favino tra i membri dell’Academy Award https://www.dire.it/01-07-2020/480297-oscar-pierfrancesco-favino-tra-i-membri-dellacademy-award/ Wed, 01 Jul 2020 14:02:44 +0000 https://www.dire.it/?p=480297 pierfrancesco_favino

Tra gli italiani anche Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia

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Tra gli italiani anche Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia
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ROMA – Nessun Oscar per ‘Il traditore’, ma il protagonista del film di Marco Bellocchio, Pierfrancesco Favino, è tra i nuovi membri italiani dell’Academy Award chiamati a votare i lavori della prossima edizione. L’Italia è presente anche con Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, le registe Francesca Archibugi, Cristina Comencini e Maria Sole Tognazzi, i compositori Andrea Guerra e Lele Marchitelli, la produttrice Elda Ferri, i costumisti Nicoletta Ercole e Massimo Cantini Parrini, la truccatrice Esmè Sciaroni, le scenografe Paola Comencini e Livia Borgognoni, i montatori Francesca Calvelli e Roberto Perpignani, il fonico Adriano Di Lorenzo, le animatrici Emanuela Cozzi e Giovanna Ferrari, il tecnico degli effetti speciali Luca Fascione e quello del suono Adriano Di Lorenzo. Con l’aggiunta di oltre ottocento nuovi membri, italiani e stranieri, la percentuale delle donne e delle minoranze etniche è salita notevolmente.

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A Pedro Almodóvar il Nastro d’argento Europeo 2020 https://www.dire.it/01-07-2020/480157-a-pedro-almodovar-il-nastro-dargento-europeo-2020/ Wed, 01 Jul 2020 10:59:52 +0000 https://www.dire.it/?p=480157

La cerimonia di premiazione in diretta su Rai Movie il 6 luglio

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La cerimonia di premiazione in diretta su Rai Movie il 6 luglio
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ROMA – A quarant’anni dal suo esordio cinematografico con ‘Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio‘ e una carriera costellata di successi che lo hanno consacrato icona del cinema mondiale, Pedro Almodóvar riceve il Nastro d’argento europeo 2020 per ‘Dolor y Gloria‘ in occasione della 74esima edizione dei Nastri, i riconoscimenti assegnati dal Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani (Sngci). “La grandezza della sincerità in un film intenso e speciale, intimo e personale che riesce a mettere a nudo con delicatezza, la verità dei sentimenti più intimi ma anche la forza delle passioni. ‘Dolor y Gloria’ (premiato per la migliore interpretazione maschile per Antonio Banderas al Festival di Cannes 2019) mette a nudo, con la meravigliosa interpretazione di Antonio Banderas, fragilità e sofferenza, ma anche la forza interiore di sapersi conciliare con il passato che riaffiora, cambiando empaticamente il colore dei ricordi”, si legge nella motivazione dei giornalisti cinematografici.

LEGGI ANCHE: RECENSIONE NO SPOILER | “Dolor y Gloria”: la linea sottile tra vita e arte

 Venezia, ad Almodovar il Leone alla carriera. Lui: “Atto di giustizia”

Già vincitore di cinque Nastri per ‘Donne sull’orlo di una crisi di nervi’ (1989), ‘Carne Tremula’ (1998), Parla con lei’ (2002), ‘La mala educacion’ (2005) e ‘Volver’ (2007), Almodovar ha accolto la notizia del premio con gioia: “Quando pensavo che la carriera internazionale di ‘Dolor Y Gloria’ fosse già finita ricevo la meravigliosa notizia che il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani mi ha assegnato il Nastro d’argento per il miglior film europeo. Questo riconoscimento è il fiore all’occhiello nel percorso di un film in cui ho riposto molto di me. Grazie mille”. Un amore per il cinema e un percorso artistico straordinario per cui, nel 2019, il regista ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La consegna dei Nastri d’argento, quest’anno a Roma, è in programma per lunedì 6 luglio in diretta tv su Rai Movie alle 21.10 dal Museo MAXXI, trasformato in un inedito set: una serata di solidarietà con una cerimonia non tradizionale ed essenziale: un viaggio nel cinema dei protagonisti, attrici, attori, registi, produttori e tecnici a siglare l’augurio di una nuova rinascita.

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I libri del mese scelti dalla Dire https://www.dire.it/30-06-2020/479807-i-libri-del-mese-scelti-dalla-dire-9/ Tue, 30 Jun 2020 12:56:48 +0000 https://www.dire.it/?p=479807

A giugno abbiamo letto Emanuele Trevi, Peter Stamm, Sasa Stanisic, Andrea Bajani e Mariangela Gualtieri

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A giugno abbiamo letto Emanuele Trevi, Peter Stamm, Sasa Stanisic, Andrea Bajani e Mariangela Gualtieri
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EMANUELE TREVI – DUE VITE (NERI POZZA)

Leggere i libri di Emanuele Trevi significa entrare in contatto con quel materiale umano necessario all’esperienza della lettura e della vita, che altrove è difficile reperire. I suoi ritratti letterari sono gemme preziose da cui il lettore può ricavare ciò di cui ha bisogno: uno sguardo diverso, la consonanza con la fatica di vivere, l’empatia con altre persone. Parlando di Pasolini, di Metastasio, di Cesare Garboli, Amelia Rosselli o dei due protagonisti di questo libro – Rocco Carbone e Pia Pera – Emanuele Trevi aiuta a decifrare l’esistenza di ognuno di noi. “Più ti avvicini a un individuo, più assomiglia a un muro scorticato dal tempo e dalle intemperie. Ti allontani e quello stesso individuo assomiglia troppo agli altri”.

 

PETER STAMM – LA DOLCE INDIFFERENZA DEL MONDO (CASAGRANDE)

Dopo averci deliziato con Agota Kristof e Robert Walser, l’elegante casa editrice svizzera Casagrande manda in libreria il nuovo romanzo di Peter Stamm, uno dei migliori scrittori in circolazione, salito alla ribalta oltre dieci anni fa con ‘Agnes’. Ne ‘La dolce indifferenza del mondo’, il cui titolo richiama un passaggio de ‘Lo straniero’ di Camus, Stamm narra la storia di Christoph che racconta la sua vita a Lena, una donna incontrata nel Cimitero del Bosco di Stoccolma, che assomiglia a Magdalena, la donna che vent’anni prima aveva amato. Il dolore della sua perdita aveva spinto Cristoph a scrivere un romanzo. 

 

SASA STANISIC – TRAPPOLE E IMBOSCATE (L’ORMA)

Si potrebbe usare l’aggettivo “fantasmagorico” per definire questa raccolta di dodici racconti di Sasa Stanisic, lo scrittore bosniaco naturalizzato tedesco, vincitore di importanti riconoscimenti letterari. Grazie a una prosa vivace e inventiva, Stanisic trascina il lettore in un variopinto collage di aneddoti, metafore, divagazioni e ritratti, facendo del suo libro un inesauribile generatore di storie. Un fiume in piena di eventi quotidiani e improbabili, di avventure sempre sull’orlo dell’irrealtà. Come la donna che scopre di essere allergica al marito o il pifferaio magico dal cuore animalista che sconvolge la quiete di un villaggio.

 

ANDREA BAJANI – DIMORA NATURALE (EINAUDI)

Sono gli animali – da quelli selvaggi dei documentari, a gabbiani e storni osservati nei cieli cittadini, fino alle mosche dipinte sugli orinatoi – i protagonisti della seconda raccolta di poesie di Andrea Bajani, dopo ‘Promemoria’ del 2017. Tra questi animali c’è anche l’uomo, specie tra le specie, il quale ha la presunzione che la materia cerebrale gli dia diritto di dominio, e finge di ignorare quanto sia la sua condanna: “L’inserimento del cervello dentro / il cranio è la vendetta più spietata: / cercate invano, cercatela in eterno / una ragione a questa insensatezza”.

 

MARIANGELA GUALTIERI – ANTENATA (CROCETTI)

“Parlami che / Io ascolto parlami che / mi metto seduta e ascolto”: è l’incipit di ‘Antenata’, la raccolta d’esordio di Mariangela Gualtieri, uscita nel 1992, che Crocetti ha deciso di ripubblicare. Alcuni di questi testi sono stati scritti per il teatro, il tono è declamatorio, ma chi non conosce la Gualtieri o l’ha scoperta con la poesia ‘Nove marzo duemilaventi’ composta durante il lockdown, potrà scoprire una delle voci più autentiche della nostra poesia. Come ha scritto Milo De Angelis nella prefazione “è una voce che si immerge nelle epoche trascorse e nomina le ombre, le convoca, le invoca con il richiamo del suo incanto, delle sue domande accorate e della sua meraviglia”.

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Maxxi e Triennale Milano premiano Francesca Torzo e Lucy Styles https://www.dire.it/30-06-2020/479778-maxxi-e-triennale-milano-premiano-francesca-torzo-e-lucy-styles/ Tue, 30 Jun 2020 12:33:36 +0000 https://www.dire.it/?p=479778 premio_maxxi_architettura

Vincono il Premio italiano di architettura 2020. Melandri: "Donne brillanti e visionarie"

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Vincono il Premio italiano di architettura 2020. Melandri: "Donne brillanti e visionarie"
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ROMA – Francesca Torzo e Lucy Syles sono le giovani architette vincitrici della prima edizione del Premio italiano di architettura 2020, indetto dal Maxxi e da Triennale Milano, con il patrocinio del Mibact. A consegnare loro il riconoscimento questa mattina, a Roma, è stata la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, alla presenza della direttrice della Direzione generale per la creatività contemporanea del Mibact, Margherita Guccione e, in collegamento, del presidente della Triennale, Stefano Boeri.

Francesca Torzo ha vinto il Premio al miglior edificio con il progetto ‘Z33 House for Contemporary Art, Design and Architecture‘, uno spazio espositivo da poco aperto al pubblico nel centro storico di Hasselt, in Belgio, integrato nel contesto del giardino dell’antico beghinaggio. Lucy Styles ha vinto il premio al miglior progettista under 40 con ‘Home Sweet Home‘, la casa a cielo aperto nella piazza del Maxxi, vincitrice dell’edizione 2020 di Yap Rome at Maxxi. Dal 2 luglio farà da sfondo agli appuntamenti Estate al Maxxi, il palinsesto estivo del museo con libri, musica, teatro, cinema.

“Sono felice che le vincitrici di questa prima edizione del Premio siano due architette brillanti e visionarie, premiate nel museo della grande Zaha Hadid”, ha detto Melandri. “I progetti sono meravigliosi e l’ambizione del premio è di crescere nei prossimi anni” ha aggiunto Boeri. Menzione d’onore a Cino Zucchi per Lavazza Headquarters, a Torino, che si sviluppa intorno a una piazza alberata. A Renzo Piano, infine, il Premio alla Carriera. I vincitori e i finalisti del Premio saranno protagonisti di una mostra al Maxxi a ottobre.

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I film candidati ai David di Donatello 2020 nelle arene del Moviement Village https://www.dire.it/30-06-2020/479754-i-film-candidati-ai-david-di-donatello-nelle-arene-del-moviement-village/ Tue, 30 Jun 2020 11:11:34 +0000 https://www.dire.it/?p=479754

Dall'1 luglio 200 schermi in tutta Italia

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Dall'1 luglio 200 schermi in tutta Italia
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ROMA – L’Accademia del Cinema ItalianoPremi David di Donatello parteciperà a Moviement Village, il progetto nazionale che mette in rete circa 200 arene estive allo scopo di favorire un ritorno al consumo di contenuti sul grande schermo. Dal 1° luglio al 31 agosto, Moviement Village ospiterà la “Casa del David” in una serie di serate speciali che proporranno agli spettatori un ampio programma di proiezioni dei film candidati e premiati all’ultima edizione dei Premi David di Donatello. Il pubblico avrà inoltre l’opportunità di assistere ad una programmazione unica ed esclusiva, a cura del David, di irresistibili pillole storiche e attuali delle premiazioni dei grandi protagonisti, delle immagini emozionanti dell’inedita edizione 2020 in lockdown e interviste e video selfie in cui i candidati e i vincitori si raccontano in esclusiva. A corredo anche incontri con alcuni dei più amati registi e attori del cinema italiano e la possibilità di approfondire, grazie al racconto di alcuni celebri professionisti, i tanti mestieri che concorrono alla realizzazione di un film.

IL PROGETTO MOVIEMENT VILLAGE

Moviement Village è un progetto nazionale che punta a rimettere in rete tutte le arene già esistenti e attive (circa 100), riattivare quelle che non facevano programmazione (circa 80) e ripristinare strutture multifunzionali come i cinevillage. L’iniziativa, nel pieno rispetto dei protocolli dell’emergenza sanitaria che verranno emanati dalle autorità competenti, è concepita in modo da garantire la totale sicurezza per gli spettatori in ogni fase dell’evento: dall’acquisto dei biglietti, alla regolamentazione dei flussi in entrata e uscita, al controllo degli spazi dedicati.

Il progetto è ideato dalle associazioni di categoria del settore, ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) con la partecipazione di ANICA (Associazione Nazionale Imprese Cinematografiche e Audiovisivo) sezione distributori e produttori, con Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MiBACT, patrocinata da ANCI e la collaborazione dell’ANAC, 100 Autori e Nuovo IMAIE.

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In Giappone contributi post Covid ad artisti, musicisti e pure alle geishe https://www.dire.it/29-06-2020/479479-in-giappone-contributi-post-covid-ad-artisti-musicisti-e-pure-alle-geishe/ Mon, 29 Jun 2020 11:35:16 +0000 https://www.dire.it/?p=479479 giappone_geisha

In Giappone disposti aiuti finanziari al settore artistico-culturale, danneggiato dalla pandemia. La città di Kanazawa ha deciso di destinare fondi perduti alle geishe

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In Giappone disposti aiuti finanziari al settore artistico-culturale, danneggiato dalla pandemia. La città di Kanazawa ha deciso di destinare fondi perduti alle geishe
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ROMA – Con il dichiarato obiettivo di dare sostegno ad un settore chiave per il Paese, nonostante la considerazione meno prioritaria di cui generalmente gode rispetto ad altri settori dell’economia, i comuni di tutto il Giappone hanno iniziato ad offrire programmi di aiuti finanziari al settore artistico-culturale, danneggiato fortemente dalla crisi innescata dalla pandemia. La città di Kanazawa, nella prefettura di Ishikawa, nel Giappone centrale, ha stanziato fondi aggiuntivi al budget 2020 per sostenere l’addestramento di geishe con investimenti a fondo perduto e senza richiesta di presentare note spese da parte dei riceventi. “Le geishe sono una parte importante della nostra cultura e svolgono un ruolo essenziale a favore del turismo locale”, si legge in una nota diffusa dal comune.

 

La città di Hakodate, nell’Hokkaido, nel nord del Giappone, sta creando un programma sulla rete televisiva via cavo locale, finanziandone in parte i costi di produzione con la copertura degli stipendi degli artisti e dei cuochi coinvolti nel programma. Anche le prefetture di Osaka, Fukuoka ed Aichi hanno finanziato il settore culturale attraverso fondi destinati a coprire le spese per allestire spettacoli virtuali e piccoli locali di musica ed esibizioni e il comune di Kobe, nel Giappone occidentale, ha offerto agli imprenditori che devolveranno donazioni agli artisti locali sistemi di detrazione fiscale totale per le somme versate.

“Abbiamo ricevuto molte richieste da imprenditori nati nella nostra città che vogliono sostenere l’arte e la cultura locale e abbiamo deciso di valorizzare questa voglia di contribuire al sostegno del settore artistico e culturale”, ha dichiarato il sindaco di Kobe Kizo Hisamoto.

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Escobar dice addio al Piccolo di Milano, Franceschini: “Direzione eccellente” https://www.dire.it/28-06-2020/479378-escobar-dice-addio-al-piccolo-di-milano-franceschini-direzione-eccellente/ Sun, 28 Jun 2020 12:28:35 +0000 https://www.dire.it/?p=479378 sergio escobar

Ha guidato il Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, per ventidue anni, prendendone le redini dopo la morte di Giorgio Strehler

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sergio escobar
Ha guidato il Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, per ventidue anni, prendendone le redini dopo la morte di Giorgio Strehler
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ROMA – Sergio Escobar lascia la direzione della Fondazione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa dopo ventidue anni. Le sue dimissioni sono a partire dal 31 luglio.

“Il Piccolo Teatro di Milano è un’eccellenza italiana, un punto di riferimento della produzione teatrale europea, una realtà vivace e molto attenta alle nuove generazioni che negli anni ha saputo accentuare la propria dimensione internazionale e interdisciplinare. Tutto questo è stato possibile grazie al sapiente lavoro di Sergio Escobar che lo ha guidato con passione e autorevolezza negli ultimi ventidue anni, ottenendo risultati importanti dal punto di vista artistico, di pubblico ed economico. Grazie al suo impegno, il Teatro ha visto una costante crescita, ha formato centinaia di nuovi artisti ed è divenuto un punto di riferimento per l’intera società realizzando quell’obiettivo di ‘teatro come servizio pubblico’ che i fondatori avevano immaginato nell’immediato dopoguerra per il Piccolo. Ringrazio Sergio Escobar per l’importante lavoro fatto in questi anni”. Così il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, nel ricevere la lettera di dimissioni di Sergio Escobar da direttore della Fondazione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa a partire dal 31 luglio.

LE DIMISSIONI

Nella lettera inviata al ministro e riportata in una nota del Mibact, Escobar ha spiegato che “per quasi ventidue anni dalla morte di Giorgio Strehler, ho avuto l’onore di dirigere il Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, avendo al mio fianco grandi artisti, grandi registi, per quindici anni Luca Ronconi che volli come direttore artistico dall’inizio del mio mandato, sino alla sua morte. Moltissimi i giovani attori anche formatisi nella nostra Scuola, sotto la guida di grandi maestri, moltissimi gli artisti internazionali che hanno scelto l’eccellenza, costruita nella storia e nel fare quotidiano del ‘palcoscenico’ del Piccolo, di firmare regie, spesso per la prima volta con attori italiani, che hanno segnato un nuovo, rinnovato, posizionamento del Teatro. Radicato a Milano ed affermatosi in Europa e nel mondo”.

E ancora: “I numeri, non solo di botteghino, ma di significativa creazione di nuovo pubblico, – circa 300mila spettatori a stagione, con quasi la metà degli spettatori con meno di 26 anni, con oltre 24mila abbonati -, non segnano solo un traguardo che ha trovato risonanza sui media anche internazionali (divenuto famoso il titolo di un quotidiano sportivo: Il Piccolo ha più abbonati del Milan!). Sono risultati che reinterpretano profondamente la funzione del Primo Teatro Pubblico, nato nell’immediato dopoguerra. Un passaggio fondamentale in questo percorso- così Escobar che ha ringraziato Franceschini- è stato senz’altro il riconoscimento dell’autonomia e della riconfermata funzione internazionale del Piccolo Teatro che dobbiamo, con gratitudine, a te. Il senso dell’autonomia, nelle intenzioni – e penso nella realizzazione – era ed è rafforzare le maggiori responsabilità del Piccolo, non già attribuire alcun privilegio astratto, responsabilità riconosciuta e ancor più stimolata dal provvedimento. Di questo io, tutto il Consiglio di amministrazione, tutto il Piccolo Teatro, tutti i suoi Artisti, tutti i suoi cittadini-spettatori, i suoi lavoratori, ti siamo grati”.

Infine, le dimissioni: “E’ con questo spirito, che oso definire ‘di servizio’, che mi accingo a sottoporti, dopo ventidue anni di appassionante ed appassionato lavoro, le mie dimissioni da direttore del Teatro, a far data dal prossimo 31 luglio 2020. Sono certo che in questo arco di tempo sarà individuato e nominato un nuovo direttore che saprà proseguire nella continuità di responsabilità e di rinnovamento di scelte il ruolo del Piccolo Teatro. Voglio assicurarti che, a nomina avvenuta, il nuovo direttore potrà contare sulla mia piena, leale e volontaria disponibilità per garantire il miglior passaggio di consegne nel segno del primato e del rispetto delle Istituzioni, quale il Piccolo è e sarà sempre, che va oltre alle stesse persone cui ne viene affidata la guida”, conclude Escobar.

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Ritrovata a Ventotene un’ancora in pietra del VI-IV secolo a.C. https://www.dire.it/27-06-2020/479288-ritrovata-a-ventotene-unancora-in-pietra-del-vi-iv-secolo-a-c/ Sat, 27 Jun 2020 15:11:23 +0000 https://www.dire.it/?p=479288 venotene

In fondo al mare, a quaranta metri di profondità, anche altri resti di navi romane

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In fondo al mare, a quaranta metri di profondità, anche altri resti di navi romane
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ROMA – I fondali di Ventotene custodiscono dei tesori per gli amanti dell’archeologia. Ne è prova la recente scoperta di reperti appartenenti a navi di epoca romana, alcuni addirittura databili al VI-IV secolo a.C. Tutto è partito dalla segnalazione di un sub, che si è accorto della presenza di elementi antichi durante un’immersione e ha prontamente avvertito le autorità.

Così, nel mese di giugno, i militari del nucleo Carabinieri tutela patrimonio culturale (Tpc) di Roma e del nucleo Carabinieri subacquei di Roma, coordinati da funzionari archeologi della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Frosinone Latina e Rieti, diretta dalla soprintendente Paola Refice, hanno individuato a una profondità di circa 40 metri e sottoposto a rilievi metrici e fotografici i seguenti reperti di elevato interesse storico e archeologico: un’ancora in pietra di forma ovale (lunghezza 60 cm) proveniente da una nave risalente al periodo compreso tra il VI e il IV sec. a.C.; un ceppo di ancora in piombo (lunghezza 65 cm) e una contromarra in piombo (lunghezza 47 cm), già facenti parte della medesima ancora in legno non conservatasi, verosimilmente appartenente ad una nave romana risalente al periodo compreso tra il III sec. a.C. ed il I-II sec. D.C.; un ceppo di ancora in piombo (lunghezza 51 cm) interessato da processi di ossidazione e corrosione, saldato ad un’ancora di “tipo ammiragliato” in ferro con barra mobile (lunghezza 1,5 m) ed un’ancora di minori dimensioni, tutte verosimilmente appartenenti al medesimo relitto di nave romana di epoca imperiale (I-II sec. D.C.); un’ancora di “tipo ammiragliato” in ferro (lunghezza 4 m) proveniente da relitto moderno; un’ancora di “tipo rampino” (lunghezza 3 m) proveniente da relitto moderno”.

Inoltre, “la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Frosinone Latina e Rieti, attraverso il suo servizio di tutela subacquea, ha stabilito di valorizzare il contesto archeologico in situ, secondo le recenti indicazioni Unesco in merito al patrimonio culturale subacqueo”.

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Viaggio reportage in un condominio ai tempi del Covid19 https://www.dire.it/27-06-2020/479266-viaggio-reportage-in-un-condominio-ai-tempi-del-covid19/ Sat, 27 Jun 2020 12:42:47 +0000 https://www.dire.it/?p=479266

L'autrice Alice Valente Visco: "Ho voluto dare testimonianza della capacità umana di reagire"

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L'autrice Alice Valente Visco: "Ho voluto dare testimonianza della capacità umana di reagire"
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ROMA – Un ‘viaggio alla ricerca di quelle umane sensazioni che possono farci sentire tutti più vicini’, che ‘si è rivelato una sorta di pellegrinaggio con incontri intensi e mai superficiali al di là della loro durata. A un metro di distanza dalle porte, ho trovato conferma di quella sensazione sentita violentemente già dai primi giorni: le nuove ‘misure’ ci portano a guardarci negli occhi e a parlarci con maggiore attenzione e capacità di ascolto’. È questo lo spirito del reportage di Alice Valente Visco, ‘Cari lontani vicini/Viaggio attraverso un condominio romano al tempo del Coronavirus’, che come lei stessa spiega, in un’intervista alla Dire, è nato da ‘una fortissima urgenza di raccogliere testimonianze e creare uno spazio mentale che trascendesse i sentimenti della paura e del dolore di cui ci impregniamo attraverso un uso malaccorto dei mezzi di comunicazione al punto di non riuscire più a pensare ad altro’, insieme all’esigenza forte ‘di lasciare a mio figlio una memoria tangibile di questo periodo che fosse testimonianza anche della capacità umana di reagire’.

Nata nel 1979 a Roma dove oggi vive con il figlio di un anno e mezzo e il suo compagno, Alice ha vissuto lunghi periodi dell’infanzia in India e in Indonesia, e questo- anche per il suo lavoro tra fotografia, teatro e antropologia- le ha permesso di creare sinergie e contaminazioni che spaziano soprattutto fra l’arte e il lavoro di testimonianza. Come fotografa e antropologa, per esempio, ha realizzato ed esposto un reportage sui villaggi adivasi Santal del West-Bengal indiano; un altro tra la comunità dei migranti bangladesi a Roma e i loro parenti in Bangladesh; come attrice performer, collaborando con altri artisti- fra i quali Manuela Scannavini- ha realizzato delle performance in forma di statua vivente (Raw 2018, esposizione Museo Macro Testaccio e Raw 2020, collocazione ancora da definire); come attrice-autrice teatrale scrive e interpreta ‘L’ultima rosa: monologo sulla vita di Tina Modotti’, fa parte della compagnia ‘teatrofattoincasa‘ con cui porta in scena commedie e spettacoli in abitazioni private e luoghi alternativi al teatro ed è membro dell’associazione di Teatro invisibile con cui realizza spettacoli di teatro forum con i metodi del Teatro dell’oppresso tesi ad esplorare con la partecipazione del pubblico importanti problematiche sociali del nostro tempo.

Durante il lockdown si è dedicata anche a tre iniziative personali: la condivisione gratuita su Youtube di letture illustrate dal vivo dall’Orlando di Virginia Woolf (lavoro annullato a causa delle disposizioni di sicurezza); la creazione di un sito (www.oltreilmomento.net) insieme ad altre persone che raccoglie testimonianze di vario genere sulla capacità umana di reagire positivamente e impegnarsi a costruire un futuro sostenibile a cominciare da questo periodo e il reportage, idea nata circa un mese dopo dall’inizio del lockdown, racconta Alice, è nato proprio ‘in uno stato esistenziale profondo che mi teneva occupata in una continua osservazione della realtà interiore e circostante differente, radicale, inedita. Nel frattempo, una voce complementare e contrapposta ‘mi esortava invece a fare proprio in virtù di questa condizione particolare’.

Il suo sviluppo quindi è stato ‘condizionato da motivazioni di carattere pratico ma anche esistenziale’. L’autrice è partita ‘da due elementi centrali di attualità: il nuovo confine invisibile e invalicabile che si frappone tra le persone influenzando le relazioni sociali e una maggiore tendenza generale a riflettere sulla propria vita e sul futuro del pianeta‘; da qui l’idea ‘di fotografare, da diverse angolature la soglia, la porta, il confine tra interno ed esterno, tra me e gli altri. E, ancora, l’idea di chiedere ai soggetti fotografati e intervistati di posizionarsi a piacimento all’interno della loro ‘porta-cornice’ al fine di restituire un’immagine il più possibile aderente al loro attuale sentire’.

È così che l’artista inizia il viaggio con fotografie e interviste ai vicini di casa, ai quali vengono poste due domande: ‘Come stai vivendo questo periodo?; C’è qualcosa di positivo che, malgrado la gravità della situazione, è accaduto o stai riscoprendo e vorresti rimanesse dopo questa esperienza?’.

Questa è l’intervista del 16 aprile con i coniugi Cerioni, scala B, primo piano: Mirella, sarta in pensione e Mario, fotografo e altro in pensione che scegliamo di pubblicare integralmente.

‘Inizia il mio viaggio fra scale, piani e usci del palazzo in cui vivo da 18 anni. Nel mio bagaglio: una macchina fotografica, un taccuino, una penna, un metro estendibile. Prima faccio qualche scatto alle rampe delle scale che d’improvviso mi appaiono di una geometria fantastica e alla porta: il confine fra il dentro e il fuori, la linea tra una storia privata e la mia. Prendo il metro che ho deciso di portarmi sempre dietro per prendere coscienza della distanza di sicurezza da tenere. Suono. Mi avvisano subito di essere rimasti con gli abiti comodi da casa, come fanno tutti i giorni. ‘Del resto, abbiamo pensato, è un reportage…’. Ho l’impressione che abbiano riflettuto anche, come avevo richiesto, su dove posizionarsi all’interno della cornice della porta. Per qualche attimo mi soffermo a pensare alle autorappresentazioni del nostro tempo, all’overdose di autocelebrazioni con cui da un lato ci esaltiamo e dall’altro ci annulliamo, così tanto in contrasto con la spontaneità genuina della coppia che ho di fronte. Entrambi in piedi: lei a sinistra si appoggia allo stipite della porta con aria risoluta, lui prima le poggia una grande mano sulla spalla, poi opta per la maniglia della porta. Con Mirella lo scambio di parole non è pieno a causa di una leggera sordità, ma lo sono i nostri sguardi. La mitezza che emana mista a solidità m’induce a immaginarla quale perno della famiglia nel buono e cattivo tempo. Mi racconta di aver lavorato come sarta di vestiti da sposa per tanti anni. Normalmente sa come riempirsi le giornate. E’ piena di creatività e si circonda di oggetti cuciti a mano che poi ogni tanto regala in occasione dei compleanni: gatti, scatoline, vasetti con piccoli cactus colorati… tutto rigorosamente in stoffa. ‘Continuo a sentirmi con le amiche del centro anziani, da anni, abbiamo preso l’abitudine di incontrarci una volta a settimana a casa di una di noi per lavorare e creare insieme. All’inizio di questo periodo però mi sono sentita persa, come paralizzata. Ho accumulato cose che dovevo cucire senza riuscire a fare niente. E’ perché ci ha messo davanti a una realtà più concreta. Anche se abbiamo la nostra età abbiamo paura. A livello pratico, la difficoltà maggiore è non poter fare la spesa. Ci aiutano un po’ i figli e un po’ dei vicini’. Mario: ‘Si perché i figli ci hanno vietato di uscire. Io in particolare ho tanti problemi fisici,
diabete, cuore… e sono ad altissimo rischio. Non siamo mai usciti di casa. Io a differenza di mia moglie non ho niente di speciale da fare. La aiuto un po’ nei lavori di casa e nelle sue attività, ma per il resto ho visto tanti di quei film in tv che non ne posso più. Mi muovo poco perché sono pieno di dolori, ma anche prima a casa facevo fatica a stare. Ho sempre lavorato. Ho iniziato a dieci anni, con mio fratello andavamo a sistemare e poi smontare i banchi del mercato di San Cosimato nel quartiere di Trastevere. Per trentatré anni ho lavorato alla multinazionale 3M Company, una multinazionale statunitense. Quando ho conosciuto mia moglie che cuciva abiti da sposa, ho pensato di mettermi a fare il fotografo di matrimoni. Dopo un po’ di anni ho avuto l’occasione che mi ha assicurato delle buone entrate: fotografare per un Agenzia di Onoranze funebri i vari modelli di bare da stampare sul listino prezzi. Uno dei due figli ne ha aperta poi una propria. Al livello personale, un fatto positivo di questo periodo è rendersi conto della tenuta del nostro rapporto dopo sessantatré anni di matrimonio più otto di fidanzamento’. Mirella: ‘Per me è anche scoprire in modo più profondo il valore delle amicizie. Ho delle amiche che sento regolarmente, aiuta molto. Ci scambiamo ricette, ci diamo consigli, ci confrontiamo. Ho sistemato la terrazza e piantato fragole, insalata e peperoncini’. Intanto, qualcosa non ha mai smesso di parlottare all’interno della casa. Chiedo che stessero facendo prima del mio arrivo. ‘Litigando- scherza Mario- Lo facciamo spesso, quasi sempre sull’argomento figli, i ‘tuoi’ figli Mirella’. Lei, sorridendo: ‘Ogni volta dice così, tanto che negli anni molti hanno pensato che li avessi avuti con qualcun altro’. D’improvviso sento il desiderio di vederli uno di fronte all’altra. Accontentano il mio invito e mentre si guardano, uno riflesso nell’altro, non riescono a fare a meno di ridacchiare. Li sento dirsi sottovoce: mamma mia quanto siamo cambiati… Ad un certo punto, all’interno della figura immobile assunta dal signor Mario gli occhi si muovono con un guizzo verso il salotto, la corrente velata di imbarazzo che passa fra i loro sguardi disabituati a guardarsi è stata interrotta da qualche commento della voce proveniente da dentro. Un forte vociare e Mario gira svelto tutta la testa verso quella che presumibilmente è una televisione, e con un sorrisetto: stanno tramettendo una vecchia partita di calcio e so che non potrei mai competere davanti a cotanta attrattiva. Una risatina comune e li libero dal mio reportage. Un paio di giorni dopo sulla terrazza in fondo su cui, qualche piano più in su, affaccia la ringhiera della mia cucina, vedo sbracciarsi una piccola e simpatica figura, è la signora Mirella che mi invita a tornare per prendere l’oggetto storico che Mario vuole regalarmi: il suo flash degli anni 60’, lampada issata su un’asta con annessa borsetta a tracolla per portare la batteria. Qualche tempo dopo, è invece lei a consegnarmi gli album dei matrimoni dei figli, tenuti insieme da un vecchio nastrino rosso: ‘Mi fa piacere se li guardi, ci sono tutti gli abiti che ho cucito, ma fallo su da te, a me, sfogliarli, fa male. Mi ricorda la sofferenza di amori sfortunati e dei legami di famiglia che si sono sfasciati. La nostra speranza è rivolta ai nipoti che stanno spesso con noi; in questo periodo cerchiamo di stargli vicino e ci sentiamo regolarmente tramite le videochiamate”.

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Un murale di Jorit per Pino Daniele sulla facciata della stazione Garibaldi a Napoli https://www.dire.it/26-06-2020/478964-un-murale-di-jorit-per-pino-daniele-sulla-facciata-della-stazione-garibaldi-a-napoli/ Fri, 26 Jun 2020 14:03:37 +0000 https://www.dire.it/?p=478964 pino daniele

I lavori per la realizzazione dell'opera inizieranno a fine giugno e saranno completati entro settembre 2020

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pino daniele
I lavori per la realizzazione dell'opera inizieranno a fine giugno e saranno completati entro settembre 2020
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NAPOLI – La Pino Daniele Trust Onlus insieme alla Fondazione Jorit dedicano a Pino Daniele un grande murale che sara’ realizzato a Napoli sulla facciata del ‘Palazzo Alto’ delle Ferrovie dello Stato che dalla stazione di Napoli Centrale sovrasta piazza Garibaldi. Sara’ lo street artist Jorit a disegnare il volto di Pino Daniele. I lavori per la realizzazione dell’opera inizieranno a fine giugno e saranno completati entro settembre 2020. Alex Daniele, figlio di Pino e presidente dell’Ente no profit Pino Daniele Trust Onlus, dichiara: “Il nostro supporto per la realizzazione del murale va al di la’ di un’attivita’ di valorizzazione della figura artistica di mio padre. Promuovere l’arte in questo periodo storico e’ fondamentale per il processo di sviluppo e rigenerazione sociale. Insieme a Fondazione Jorit, FS Sistemi Urbani e Grandi Stazioni Immobiliare (Gruppo FS Italiane) e’ in via di definizione un protocollo per coniugare la realizzazione dell’opera ad una finalita’ benefica a supporto degli operatori dello spettacolo e di progetti di carattere culturale e didattico”.

L’immagine scelta sara’ svelata, come di consueto nelle opere di Jorit, durante la sua messa in opera che si estendera’ su tutta la parete del ‘Palazzo Alto’ costituita da 630 tasselli di forma esagonale. Il viso di Pino sara’ marchiato con due strisce rosse sulle guance come segno della comune appartenenza di ogni individuo alla ‘Human Tribe‘, un’unica tribu’, quella umana, a prescindere dalle identita’ culturali.

Lo street artist Jorit, noto per le gigantografie iperrealistiche di volti di personaggi famosi su pareti di grandi fabbricati, non e’ nuovo a simili performance: tra le piu’ importanti vanno ricordate le raffigurazioni di San Gennaro nel quartiere Forcella, di Maradona a San Giovanni a Teduccio, di Hamsik a Quarto e, ultimo in ordine di tempo, il murale piu’ alto del mondo realizzato al Centro Direzionale di Napoli per l’edizione estiva delle Universiadi 2019.

Jorit afferma: “Pino Daniele fa parte del patrimonio non solo artistico ma anche culturale e per cosi’ dire ‘umano’ di Napoli. Grazie a questo progetto, in rappresentanza del popolo napoletano ci sara’ proprio lui a salutare e accogliere quanti ogni giorno arrivano e partono dall’hub ferroviario di piazza Garibaldi”. Alla volonta’ di regalare un ricordo indelebile di Pino Daniele su una delle piazze piu’ grandi d’Italia, si unisce l’intento di valorizzare un edificio che fa parte del patrimonio immobiliare delle Ferrovie dello Stato.

Umberto Lebruto, amministratore delegato di FS Sistemi Urbani, afferma: “È per noi un onore ospitare una suggestiva opera di Jorit, raffigurante il volto di Pino Daniele, sulla facciata di un immobile di proprieta’ del Gruppo FS Italiane, che conferma una notevole sensibilita’ ai temi di natura artistico-culturale e di attenzione alla socialita’”. Il progetto e’ finanziato dalla Pino Daniele Trust Onlus e dalla Fondazione Jorit con il cofinanziamento di Regione Campania (D.G.R. n. 650 del 17/12/2019 nell’ambito del progetto “drop in – rigenerazione urbana e percorsi formativi”) e la collaborazione di Grandi Stazioni Immobiliare e FS Sistemi Urbani, societa’ del Gruppo FS Italiane.

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Arriva ‘Prendiamola con filosofia’, a Roma talk per donne e diritti https://www.dire.it/26-06-2020/478917-arriva-prendiamola-con-filosofia-a-roma-talk-per-donne-e-diritti/ Fri, 26 Jun 2020 11:44:08 +0000 https://www.dire.it/?p=478917 prendiamola con filosofia

Domenica 28 c'è 'Siamo Pride', mentre dal 9 luglio partono gli incontri al parco Appio

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Domenica 28 c'è 'Siamo Pride', mentre dal 9 luglio partono gli incontri al parco Appio
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ROMA – Durante il lockdown, il format ‘Prendiamola con filosofia’, ideato da Piano B e Tlon, ha riunito milioni di persone in Italia creando una piazza virtuale di confronto sulla filosofia e sul dibattito culturale. ‘Prendiamola con filosofia’ è infatti un luogo aperto e comunitario e ora torna dal vivo presso il Parco Appio di Roma, il “Parco della Filosofia” con una serie di incontri in presenza, oltre che in streaming, a partire da domenica 28 giugno con una giornata dedicata al Pride. Dalle 17.30 alle 23.00 talk, dialoghi, reading e musica dal vivo, per riflettere e toccare tutti i temi legati al binomio Diversità e Inclusione. Si parlerà infatti di diritti, cittadinanza, femminismi, rappresentazione di genere e molto altro a conclusione di un mese del Pride svoltosi necessariamente senza le tradizionali manifestazioni e parate.

Prendiamola con filosofia-Siamo Pride sarà presentato da Maura Gancitano e Cathy La Torre che passeranno i microfoni a tanti ospiti durante la serata: Alessia Arcolaci, Aboubakar Soumahoro, KnowPMW, Cristiana dell’Anna, Ludovico Bessegato e Pietro Turano con Sumaya Abdel Qader, Iacopo Melio, Francesca Cavallo con Luca Paladini, Nicola Lagioia, Muriel, Costanza Rizzacasa d’Orsogna, Miki Formisano, Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, Isabella Conti, Papàperscelta, Martina Panini, Spora, Vladimir Luxuria e Martina Dell’Ombra, Madame. Chiuderà un djset a cura di Dev e Peppe Amore.

Prendiamola con filosofia Live proseguirà, sempre presso il Parco Appio, dal 9 al 30 luglio con quattro incontri estivi, ogni giovedì dalle 19 a tarda sera. Gli appuntamenti saranno composti da un format con quattro diversi momenti: Circles talk, dialoghi nel verde facilitati da un filosofo con il pubblico disposto in cerchio, intento a riflettere sui grandi temi della filosofia; Tlon talk, dialoghi tra personaggi del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo; Lyrics, incontri filosofici con la musica per riflettere sul senso dei testi, sul valore della musica e sul potere della relazione con musicisti e interpreti; Tlon Show, un talk show condotto da Maura Gancitano e Andrea Colamedici che tra interviste e dialoghi a più voci mescolerà cultura alta e mondo pop, filosofia e contemporaneità. Anche questi eventi saranno fruibili in streaming grazie alla diretta sui social di Tlon.

Tra gli ospiti dei quattro appuntamenti di luglio: Inna Shevchenko, attivista politica ucraina per i diritti delle donne e leader delle Femen; il sociologo e politologo britannico Colin Crouch; lo storico statunitense Robert Darnton; Eva Illouz, professoressa di sociologia a Gerusalemme; Sara R. Farris professoressa associata presso la Goldsmiths University of London; Emma, fumettista e autrice per Laterza del libro Bastava chiedere. E ancora: Niccolò Fabi, Vasco Brondi, Cathy La Torre, Stefania Auci, Ascanio Celestini, Vera Gheno, Sonny Olumati, DiMartino, Colapesce, Dardust, Margherita Vicario, Pietro Del Soldà, Ilaria Gaspari, Giulia Blasi, Matteo Saudino (Barbasophia), Giovanni Truppi, Jennifer Guerra, Francesca Cavallo, Marina Pierri, Tommaso Ariemma, i ragazzi di Visionary Days; Lorenzo Gasparrini e molti altri. Il programma completo sarà disponibile a breve su www.prendiamolaconfilosofia.it
I biglietti per accedere agli eventi al Parco Appio saranno disponibili su: www.tlon.it

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Franceschini: “Stop al passaggio delle grandi navi da crociera davanti a Venezia” https://www.dire.it/25-06-2020/478379-franceschini-stop-grandi-navi-crociera-venezia/ Thu, 25 Jun 2020 13:44:48 +0000 https://www.dire.it/?p=478379

l ministro per i beni e le attivita' culturali e per il turismo Dario Franceschini lo annuncia in audizione al Senato

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l ministro per i beni e le attivita' culturali e per il turismo Dario Franceschini lo annuncia in audizione al Senato
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ROMA – “Il settore delle navi da crociera e’ uno dei piu’ colpiti dall’emergenza Covid. Stiamo affrontando con i ministeri competenti e gli enti locali il tema del passaggio delle grandi navi davanti a San Marco e alla Giudecca. Penso ci sara’ una ragionevole ma inevitabile eliminazione del passaggio delle grandi navi davanti a Venezia“. Cosi’ il ministro per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo Dario Franceschini, rispondendo stamattina in audizione in commissione Istruzione al Senato sulle iniziative di competenza del suo dicastero connesse all’emergenza epidemiologica Covid-19.

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VIDEO | A Paestum il 5 luglio concerto per la Siria diretto da Riccardo Muti https://www.dire.it/24-06-2020/477887-video-a-paestum-concerto-per-la-siria-diretto-da-riccardo-muti/ Wed, 24 Jun 2020 14:19:47 +0000 https://www.dire.it/?p=477887 concerto per la Siria_Paestum_Riccardo Muti

"É un gradissimo evento di cultura per la pace" ha detto il governatore Vincenzo De Luca, ricordando il gemellaggio tra Paestum e il sito di Palmira, distrutto dall'Isis durante la guerra civile siriana

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"É un gradissimo evento di cultura per la pace" ha detto il governatore Vincenzo De Luca, ricordando il gemellaggio tra Paestum e il sito di Palmira, distrutto dall'Isis durante la guerra civile siriana
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NAPOLI – E’ dedicato a Khaled al-Asaad, l’archeologo e direttore del sito di Palmira decapitato dall’Isis il 18 agosto 2015, e a Hevrin Khalaf, attivista curda ammazzata nel Rojava lo scorso anno, il concerto per la Siria ‘Le vie dell’Amicizia’ in programma domenica 5 luglio nel sito archeologico di Paestum in provincia di Salerno. Si tratta di un concerto-evento diretto da Riccardo Muti con i musicisti dell’orchestra giovanile Luigi Cherubini e i colleghi della Syrian Expat Philharmonic Orchestra che si esibiranno nell’Eroica di Beethown.

“Questo concerto ha un significato profondo, sottolinea quel concetto di amore e di fratellanza nei confronti di un Paese che ho visitato tanti anni fa”, ha detto il maestro Muti in un videomessaggio trasmesso nella sala giunta di palazzo Santa Lucia, a Napoli, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento. “A Damasco – ha raccontato – ho avuto la possibilita’ di lavorare con dei giovani musicisti siriani, ma non so se quell’orchestra esiste ancora ne’ se il conservatorio, che era appena stato costruito, e’ ancora in piedi. Sicuramente oggi siamo fieri di aver incorporato nell’orchestra alcuni musicisti che provengono dalla filarmonica siriana, giovani che provengono da luoghi martoriati si uniranno a noi per lanciare un messaggio di speranza per il futuro e di pace”.
Le vie dell’Amicizia e’ uno dei primi concerti che sara’ ospitato in Campania dalla fine del lockdown. L’evento e’ promosso e sostenuto dalla Regione Campania con la Camera di Commercio di Salerno, in collaborazione con il Ravenna Festival, il Comune di Capaccio, il parco archeologico di Paestum e Velia e con la Scabec, societa’ in house della Regione Campania, che si occupa dell’organizzazione generale, della promozione e della comunicazione.

Il costo dei biglietti e’ di 20 euro per le poltrone e di 50 euro per le poltronissime. Tutto il ricavato sara’ devoluto in beneficenza.
E’ un gradissimo evento di cultura, dal valore straordinario, un concerto per la speranza, per la pace, per l’umanesimo, dedicato a due figure straordinarie”, ha detto il governatore campano Vincenzo De Luca, ricordando il gemellaggio tra il sito di Palmira, distrutto dall’Isis durante la guerra civile siriana, e quello di Paestum. “Tra quei templi – ha ricordato il presidente della Regione – si respira un clima di religiosita’ unico per il nostro Paese. Lo scorso anno Ezio Bosso fu a Paestum e rimase incantato dall’atmosfera che si respira nel sito”.
“Il grande maestro Riccardo Muti – ha sottolineato il direttore del parco archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel – sara’ tra i templi, e’ un’emozione fortissima, anche pensando alla grande sensibilita’ che ha sempre dimostrato per gli aspetti sociali che ruotano attorno alla musica e alla cultura”. Il concerto per la Siria si terra’ prima a Ravenna, venerdi’ 3 luglio, nell’ambito del Festival che si tiene in Romagna e che da 20 anni promuove la rassegna ‘Le vie dell’Amicizia’, coinvolgendo storia, popoli, culture e religioni diverse: partendo da Sarajevo nel 1997, i pellegrinaggi laici del festival di Ravenna hanno promosso esperienze di gemellaggio in cultura e in musica con citta’ come Beirut, Gerusalemme, New York dopo gli attentati alle Torri Gemelle, Tehran, Kiev e Atene.

Ci siamo anche quest’anno, nonostante l’emergenza Covid – ha spiegato Antonio De Rosa, sovrintendete di Ravenna Festival – con protocolli sicurezza molto rigorosi, dal controllo degli accessi al divieto di assembramenti, dall’obbligo di indossare le mascherine e di igienizzare le mani al controllo della temperatura corporea. Questo progetto arriva a Paestum e sara’ un importante tassello della ‘Campania sicura’”.

Siamo stati tra i primi siti culturali a riaprire gia’ il 18 maggio. Non lo abbiamo fatto guardando al nostro beneficio economico: abbiamo creduto fortemente che fosse importantissimo dare un messaggio di speranza e rilancio per la Campania e per l’Italia, dire che la cultura c’e’ e che puo’ contribuire al rilancio economico del Paese”. A raccontarlo e’ Gabriel Zuchtriegel direttore del parco archeologico di Paestum in provincia di Salerno, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione di ‘Le vie dell’amicizia: concerto per la Siria’. A visitare il sito “sono soprattutto persone del territorio. Per il momento mancano i turisti stranieri, che rappresentavano la meta’ del nostro pubblico. Ma vedere anche una sola famiglia con bambini entrare nel sito e’ un’emozione fortissima. Per Paestum – spiega Zuchtriegel alla Dire – e’ stata la chiusura piu’ lunga dalla seconda guerra mondiale. Per tornare alla normalita’ ci vorra’ del tempo, ma lavoriamo perche’ questo sito archeologico vuol dire tanto anche per l’economia del territorio e per i tanti lavoratori, come le guide turistiche, che sono fondamentali per i luoghi della cultura”. Paestum guarda in prospettiva ed ha ampliato le offerte “soprattutto per i bambini: sono sospese le attivita’ didattiche – dice il direttore del sito – ma abbiamo riaperto il parco giochi a tema archeologico promosso con Legambiente, perche’ i bambini stiano insieme all’aperto, giocando in sicurezza, e pensando ai ragazzi autistici a cui e’ rivolta l’iniziativa Un tuffo nel blu”.

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Musica, Gaetano Curreri: “Dateci regole chiare, vogliamo ripartire”. E sabato sera canta sul tetto dell’ospedale https://www.dire.it/24-06-2020/477909-musica-gaetano-curreri-dateci-regole-chiare-vogliamo-ripartire-e-sabato-sera-canta-sul-tetto-dellospedale/ Wed, 24 Jun 2020 14:04:40 +0000 https://www.dire.it/?p=477909 stadio

Il leader degli Stadio come altri artisti chiede di ripartire. Intanto sabato ci sarà un concerto "in stile Beatles" per ringraziare gli operatori sanitari e raccogliere fondi

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Il leader degli Stadio come altri artisti chiede di ripartire. Intanto sabato ci sarà un concerto "in stile Beatles" per ringraziare gli operatori sanitari e raccogliere fondi
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BOLOGNA – Il mondo della musica e dello spettacolo in Italia “deve ripartire” al più presto. “Dateci regole chiare: bisogna girare la chiave e riaccendere il motore“. A dirlo è Gaetano Curreri, leader degli Stadio, che si unisce così al coro di artisti che in questi giorni sta facendo pressione sul Governo perchè vengano varate misure a sostegno del settore. Dopo il flash mob di domenica scorsa, lunedì una rappresentanza degli artisti guidata da Manuel Agnelli e Diodato ha incontrato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, chiedendo l’attivazione di un tavolo tecnico urgente.

“Bisogna che ci incontriamo più spesso”, esorta Curreri, oggi in conferenza stampa a Bologna per presentare il concerto di solidarietà sul tetto del Policlinico Sant’Orsola in programma sabato sera. “Il nostro mondo deve ripartire- insiste il leader degli Stadio- ci sono persone a casa che non lavorano da mesi”. Lo stesso concerto di sabato al Sant’Orsola di Bologna “serve per tenere alta l’attenzione anche su questo- spiega Curreri- dateci regole certe, abbiamo bisogno di ripartire. Non tanto per noi artisti, ma per chi lavora con noi: collaboratori, facchini, autisti, che ogni estate si fanno 40-50 concerti”. E aggiunge: “Io andrò dappertutto: chi mi chiama, vado. Vado anche a casa della gente a suonare. Ma bisogna girare la chiave e riaccendere il motore”, incita il leader degli Stadio.

 

STADIO IN CONCERTO, RACCOLGONO FONDI PER OSPEDALI

Dopo il videoclip “Voi come noi” girato durante il lockdown ( cantando insieme a medici e infermieri del Sant’Orsola di Bologna) sabato sera, il 27 giugno, gli Stadio canteranno sul tetto del padiglione 23 dello stesso Policlinico, in stile Beatles,  per raccogliere fondi a sostegno degli ospedali di Bologna, Catania e Siracusa. un modo per esprimere gratitudine verso gli operatori sanitari che in questi mesi hanno lottato in prima linea contro il coronavirus.

“Sarà la nostra festa del ringraziamento, anche se non ci sarà il tacchino”, dice il leader della band Gaetano Curreri, questa mattina in conferenza stampa insieme alla direttrice del Sant’Orsola, Chiara Gibertoni. Il concerto durerà un’ora e sarà visibile in streaming sui profili Facebook della band e degli ospedali coinvolti (non è previsto pubblico dal vivo).

Durante lo show ci saranno anche collegamenti dai reparti, dove medici e infermieri faranno una loro esibizione. Previsti anche ospiti d’eccezione, sempre da remoto: Paolo Fresu, Noemi e Solis string quartet. “Sapendo che io da sempre voglio emulare i Beatles, la nostra manager ha avuto l’idea del concerto sul tetto- racconta Curreri- sembrava una follia e non è stato facile organizzarlo. Ma è un modo anche per girare la chiave e riaccendere il motore della musica, dire che si può tornare sul palco a suonare e far emozionare le persone”. Nella scaletta ci saranno i grandi successi degli Stadio, canzoni come “Disperato bisogno d’amore” o “Chiedi chi erano i Beatles”. E naturalmente, un omaggio a Dalla con “La cena dei miracoli”. Del resto, afferma Curreri, in questo concerto “ci vedo molto anche la mia cultura ‘dalliana’. Lui ci sarebbe stato di sicuro“.

L’idea del videoclip prima e del concerto poi “è nata in corsia- spiega Gibertoni- tra chi era tutti i giorni in trincea”, sull’onda dei video che nei mesi di lockdown venivano diffusi in rete dagli stessi operatori sanitari per stemperare il dramma del momento. Tra i promotori di questa iniziativa c’è l’ex direttore del Pronto soccorso, Mario Cavazza, che afferma: “Non siamo eroi, facciamo solo il nostro lavoro. Ma vero è che siamo gente tosta”. O, per dirla proprio con gli Stadio, una “generazione di fenomeni”.

A organizzare il tutto, insieme al manager della band, è la Fondazione Sant’Orsola guidata da Giacomo Faldella, che in questi mesi si è occupata di raccolta fondi e iniziative a sostegno degli operatori sanitari bolognesi. Lo stesso concerto degli Stadio, che si esibiranno a titolo gratuito, servirà a lanciare una campagna di crowdfunding in favore del personale sanitario di Bologna e per l’acquisto di dispositivi di protezione per due ospedali siciliani: l’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania e l’ospedale Umberto I di Siracusa, ai quali gli Stadio sono legati in modo particolare. “E’ un gesto di affetto verso gli operatori sanitari- commenta ancora la numero uno del Sant’Orsola- dal punto di vista motivazionale serve molto di più di tante altre dimostrazioni”. Un plauso arriva anche dall’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, che ricorda il conferimento del Nettuno d’oro agli Stadio dopo la vittoria al festival di Sanremo nel 2016. “Chi lo riceve è protagonista di impegno civile- sottolinea Lepore- e gli Stadio ci sono anche in questo momento”.

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Di Caprio, Jenkins e Netflix a lavoro su ‘Virunga’: film sui gorilla a rischio estinzione https://www.dire.it/24-06-2020/477831-di-caprio-jenkins-e-netflix-a-lavoro-sul-virunga-film-sui-gorilla-a-rischio-estinzione/ Wed, 24 Jun 2020 12:19:06 +0000 https://www.dire.it/?p=477831 di caprio

La pellicola sviluppata dall'omonimo documentario del 2014

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La pellicola sviluppata dall'omonimo documentario del 2014
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ROMA – Star hollywoodiana, premio Oscar e ambientalista. Lui e’ Leonardo Di Caprio e, oltre a regalarci straordinarie interpretazioni sul grande schermo, l’attore e’ impegnato in campagne benefiche per l’ambiente con la sua ‘Leonardo DiCaprio Foundation’. La sua battaglia in favore del nostro pianeta aggiunge un altro tassello: ‘Virunga’, la versione cinematografica del documentario scritto e diretto da Orlando von Einsiedel, uscito nel 2014 e candidato agli Academy Award nel 2015. Un progetto che ‘Jack Dawson di Titanic’ sta sviluppando insieme al regista premio Oscar per ‘Moonlight’, Berry Jenkins, e Netflix. La pellicola – che DiCaprio sta producendo insieme a Jennifer Davisson e Phillip Watson per Appian Way e a Joanna Natasegara per Violet Films – racconta la storia vera dei ranger che rischiano la vita per salvare il parco nazionale piu’ prezioso dell’Africa dal bracconaggio: quello del Virunga, riserva naturalistica (che si estende su una superficie di otto mila chilometri quadrati) della Repubblica Democratica del Congo, e i suoi gorilla in via di estinzione. Un racconto animato da immagini del parco patrimonio dell’Unesco e i suoi protagonisti e da reportage che mostrano non solo l’importanza di salvaguardare la biodiversita’ ma anche la famiglia e l’amore che c’e’ nei branchi. Inoltre, DiCaprio ha da poco debuttato con ‘And we go green’: un documentario sul cambiamento climatico attraverso le competizioni automobilistiche elettriche della Formula E. 

 

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Per le Giornate Fai la Galleria Borghese apre i suoi giardini segreti https://www.dire.it/24-06-2020/477708-per-le-giornate-fai-la-galleria-borghese-apre-i-suoi-giardini-segreti/ Wed, 24 Jun 2020 09:38:09 +0000 https://www.dire.it/?p=477708 giardini dell'uccelliera

Il Giardino dell'Uccelliera e quello della Meridiana risalgono al '600 e saranno visitabili sabato 27 e domenica 28 giugno

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ROMA – A Roma la Galleria Borghese apre al pubblico i Giardini Segreti – il Giardino dell’Uccelliera e il Giardino della Meridiana – durante le Giornate Fai all’aperto, che si svolgono sabato 27 e domenica 28 giugno.
I Giardini Segreti di Villa Borghese risalgono al Seicento e il nucleo originale fu realizzato a inizio secolo su commissione del Cardinale Scipione. Nella Roma dell’epoca i giardini di alto rango includevano al loro interno uno o più giardini di fiori, spazi recintati non molto estesi vicini agli edifici principali, specializzati nei fiori, in particolare bulbacee, e nelle piante esotiche. Discendenti del giardino medievale dal punto di vista spaziale, evolvono i contenuti dell’orto botanico cinquecentesco sostituendo il carattere didattico con quello ornamentale e di esibizione sociale. Le numerose piante da fiore erano andate infatti aumentando nel corso della seconda metà del Cinquecento trasformando il Seicento nel cosiddetto secolo dei fiori. Lo spazio all’interno del giardino di fiori seicentesco era suddiviso in compartimenti delimitati da un ciglio secondo un disegno geometrico ornamentale. Pur con numerose alterazioni nel corso dei secoli, sono rimasti quasi invariati nelle dimensioni, posizione e funzione spaziale all’interno del Parco.

Il Giardino dell’Uccelliera è situato sul lato di ponente tra il Museo e il Casino dell’Uccelliera e costituisce un esempio di giardino di fiori di primo Seicento suddiviso in piccoli compartimenti detti ‘aiette’ o ‘cassette’ – per favorire l’osservazione ravvicinata – delimitati da ‘pianelle’ di terracotta, che contengono anemoni – il fiore più importante all’epoca nell’area romana – piantagioni di bulbose esotiche come narcisi, giacinti, crochi, ornitogali e, in misura minore, tulipani rappresentati dalle prime specie conosciute allora in Europa.

(DIRE) Roma, 24 giu. – Proseguendo si raggiunge il Giardino della Meridiana, che è delimitato all’estremità occidentale dall’omonimo Casino e racchiuso da un muro a esedra. Divenne famoso per la presenza di un ‘teatro di fiori’ costituito da una doppia struttura a scalini per l’esposizione dei vasi di fiori esotici, che potevano essere osservati dal sentiero centrale. La fioritura pare fosse coperta da tendoni per ombreggiare piante e persone proprio come negli antichi teatri. L’elemento centrale di questo giardino è il disegno della stella, una rosa dei venti, che si associa idealmente alla meridiana dipinta sulla facciata del casino dell’Uccelliera secondo la moda degli orologi solari collocati nella seconda metà del Seicento in chiese e ville, oltre che giardini. L’impianto ornamentale evidenzia il gusto orticolo della metà del Seicento: bulbose da fiore con tulipani, giacinti orientali, ranuncoli asiatici, oltre agli anemoni; erbacee perenni e annuali, piante erbacee e succulente di origine sud africana; i fiori rosso vivo della Lobelia cardinalis introdotta all’epoca e diventata la pianta simbolo del Cardinale Barberini.
Per la partecipazione alla visita: prenotazione obbligatoria sul sito www.giornatefai.it fino al 26 giugno alle ore 15 o fino ad esaurimento posti. Contestualmente alla prenotazione il visitatore dovrà versare il contributo (3 euro per gli iscritti al Fai e 5 euro per i non iscritti) previsto per la raccolta fondi dedicata alle attività del Fai di recupero, manutenzione beni in tutta Italia, promozione e cura del territorio. Ingresso dal cancello dei Giardini sul lato di piazzale Scipione Borghese. L’evento è realizzato in collaborazione con il Fai.

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Dall’1 luglio il Caffeina Festival è al Castello di Santa Severa https://www.dire.it/23-06-2020/477266-dall1-luglio-il-caffeina-festival-e-al-castello-di-santa-severa/ Tue, 23 Jun 2020 09:59:13 +0000 https://www.dire.it/?p=477266 castello_santa_severa

Tra gli ospiti anche Enrico Mentana, Andrea Vianello, Giancarlo de Cataldo e Michela Andreozzi. Eventi fino al 30 agosto

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Tra gli ospiti anche Enrico Mentana, Andrea Vianello, Giancarlo de Cataldo e Michela Andreozzi. Eventi fino al 30 agosto
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ROMA – Il Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, dall’1 luglio al 30 agosto ospita la quattordicesima edizione del Caffeina Festival.

A 40 chilometri da Roma, una festa in riva al mare in compagnia di grandi nomi del mondo della politica, della cultura, dello spettacolo e del teatro. “Il Castello di Santa Severa è un simbolo di ripartenza. Dal momento della sua riapertura, dopo che per anni è stato sottratto al territorio, abbiamo continuato a lavorare affinché potesse tornare ad essere il Castello di tutte e di tutti. In tale momento questo spazio pubblico recuperato e restituito rappresenta il luogo ideale in cui realizzare progettualità di spessore che bene rappresentano il nostro Lazio- dichiara il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti-. Il Festival Caffeina 2020 è un’ulteriore importante occasione per tutti noi di tornare a vivere in estate il Castello affacciato sul mare per recuperare, sempre in sicurezza, quella serenità che tanto abbiamo desiderato”.

Il complesso monumentale per due mesi accoglierà un ricco cartellone di appuntamenti per grandi e piccini con la regia di Caffeina Group e Carramusa Group e con la media partnership de Il Fatto Quotidiano. La direzione artistica è affidata a Filippo Rossi e ad Annalisa Canfora per la sezione teatro e spettacolo, affiancati da Raffaello Fusaro, responsabile cinema, e da Tania Sailis, coordinatrice del programma. Sono tanti i nomi che comporranno il programma del festival 2020 tra cui Enrico Mentana, Giancarlo de Cataldo, Giampiero Mughini, Walter Veltroni, Corrado Formigli e Andrea Vianello ma anche importanti protagonisti del teatro e del cinema, come Moni Ovadia, Francesco Montanari, Michela Andreozzi, Alessandro Haber, Michele Placido e Sergio Rubini.

Spazio anche, come di consueto nella storia di Caffeina, ai più piccoli con gli spettacoli di teatro ragazzi curati dalla compagnia Teatro Viola con il Teatro Verde di Roma e l’Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata di Jesi.

Il progetto Caffeina Festival è stato selezionato da LAZIOcrea per animare l’estate del Castello, straordinario patrimonio sospeso sul mare che affonda le sue radici nella storia etrusco-romana. Un programma ricco di appuntamenti nel pieno spirito degli eventi estivi di Caffeina che nei 13 anni precedenti ha animato e valorizzato il centro storico di Viterbo. Si rafforza dunque il rapporto tra Caffeina e la rocca sul litorale tirrenico, sito inserito nei circuiti turistici mondiali per la sua bellezza e particolarità; imperdibile la struttura principale del castello, il borgo medioevale annesso, i Musei del Mare e della Navigazione antica oltre all’Ostello aperto tutto l’anno nelle strutture del maniero. Imponenti gli spazi e i giardini vista mare in cui le attività di Caffeina Festival si terranno nel pieno rispetto delle normative vigenti in tema di prevenzione e protezione, attenti alla sicurezza di ospiti, maestranze dello spettacolo e artisti. “Siamo pronti ad una grande occasione per la quattordicesima edizione di Caffeina Festival”, spiegano Gaetano Carramusa, imprenditore e Ad di Caffeina Group e Filippo Rossi, direttore artistico del festival: “La tradizione di Caffeina non finisce. Anzi: nonostante la crisi sanitaria abbiamo scelto di cambiare pelle per diventare un festival davvero nazionale, un festival a tutto campo. Grandi eventi, personaggi di rilievo e un’atmosfera gioiosa saranno gli ingredienti dell’estate della nostra ripartenza. Ringraziamo la Regione Lazio che ha scelto di mettere a disposizione dei cittadini uno spazio così bello e soprattutto ha consentito alla nostra struttura culturale di lavorare in un sito così prestigioso e cogliamo questa occasione per vivere la prima sfida della rinnovata gestione di Caffeina Cultura”.

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VIDEO | Booklovers protagonisti della VII edizione della rassegna Birdland https://www.dire.it/22-06-2020/476979-video-booklovers-protagonisti-della-vii-edizione-della-rassegna-birdland/ Mon, 22 Jun 2020 14:47:27 +0000 https://www.dire.it/?p=476979 booklovers_massimo piccolo_layla

"A differenza degli altri che portano i loro contenuti nella Rete noi portiamo la Rete all'interno dei nostri contenuti", spiega alla Dire il direttore artistico e scrittore Massico Piccolo

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"A differenza degli altri che portano i loro contenuti nella Rete noi portiamo la Rete all'interno dei nostri contenuti", spiega alla Dire il direttore artistico e scrittore Massico Piccolo
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NAPOLI – Parlare di libri, provare a raccontarli, non é mai semplice. Ancor meno lo é “raccomandarli” per la lettura. I modi per farlo sono tanti: ci sono le parole, un classico, e ci sono le immagini. In questo caso le prime, le parole, servono a poco. Grazie alle immagini i libri prendono vita, si inseriscono nei momenti delle vita quotidiana e poco importa se questi appartengono a un “influencer” o a un anonimo “booklovers”. Chi sono questi? Sono gli “abitanti” di quel particolare mondo social che risponde al nome di Instagram dove, a differenza del più popoloso Facebook, a farla da padrone sono gli scatti fotografici. Istantanee di vita dove, per caso ma non troppo, compaiono libri. Seguendo l’hashtag “booklovers” é possibile contare oltre 3,3 milioni di post, ma le tracce da seguire sono tante: con “bookstagram” i post salgono fino a 44 milioni e poi ci sono i “bookaddicted”, i “bookaholic”, i “bookworm”, gli “instabook”, i “booknight” e, non potevano mancare i “bookporn”. Una platea enorme di persone che legge, posta, consiglia, incuriosisce, pubblicizza e incide sul mercato delle vendite editoriali. In Italia gli amanti dei libri si celano dietro hashtag dai nomi meno esotici, da “leggerechepassione” a “libribelli” e ai più classici, solo per citarne un paio, “librodelgiorno” e “librimania”. Sfogliando le foto postate si scoprono novità editoriali e grandi classici, autori di nicchia e i grandi maestri della letteratura. Sono loro ad aver preso il posto dei vecchi librai di quartiere. Il fenomeno non riguarda solo Instagram ma anche Facebook, Twitter e YouTube. Ovunque sulla Rete, chi ama leggere non perde occasione per dirlo e farlo sapere. Il loro successo, stando al numero di “follower” e di “mi piace” raccolti, lascia intravedere una speranza per il mondo dei libri che in molti vorrebbero già morto. A dispetto dei menagrami dell’editoria é nella tecnologia che la carta stampata trova, quindi, il suo più fedele alleato. Uno stato di salute in gran spolvero dimostrato anche nella recente discussione, durante la fase del lockdown dovuta all’emergenza Covid-19, sulla necessità di mantenere o meno aperte le librerie. Un connubio, quello tra libri e tecnologia, al centro della settima edizione della rassegna letteraria “Birdland – suggestioni, suoni e sapori della parola scritta”. Per l’occasione l’evento letterario trova spazio anche online “su una piattaforma birdlandonline.net creata con l’associazione Neapolis Alma”, spiega alla Dire il direttore artistico e scrittore Massico Piccolo. “Abbiamo sentito questa esigenza ben prima dell’emergenza Covid perche’ ci eravamo accorti dell’esistenza di un grandissima platea di appassionati, di lettori, di booklovers, un nome bellissimo – sottolinea -, che si concentra sui social e noi, ben prima che l’emergenza lo imponesse, avevamo deciso di inserire il loro racconto nella nostra rassegna. A differenza degli altri che portano i loro contenuti nella Rete noi portiamo la Rete all’interno dei nostri contenuti”. Si e’ cosi’ creata “una bellissima collaborazione con almeno una ventina di bookstagrammer che ci stanno dando una mano non soltanto per la divulgazione ma, proprio, per la ricerca di contenuti. È una cosa – rimarca Piccolo – che funziona e piace tantissimo”. Diverse le iniziative che la piattaforma mette in campo per i lettori e gli appassionati. Da “Un viaggio in Italia”, contest fotografico legato a cinque libri che raccontano altrettante città italiane, a “I cinque consigli su come si racconta un libro”, serie di interviste a giornalisti ed esperti, a “Night Club”, di prossima pubblicazione. Si tratta di incontri dove gli ospiti affronteranno il tema della narrazione secondo particolari aspetti e punti di vista. Tra i cinque libri proposti per il contest “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci a rappresentare Palermo, “Angeli e Demoni” di Dan Brown per Roma, “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano per Torino, “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo per Trieste e “Layla” di Massimo Piccolo inserito “come omaggio che mi è stato fatto dai bookloversper raccontare Napoli. “Anche quest’ultimo romanzo – spiega lo scrittore – deve le sue fortune alla Rete. Layla é un mistery, genere che in Italia é molto poco visitato e ho, quindi, avuto difficoltà a trovare un editore che fosse disposto ad investire su questo libro. I social mi hanno dato la possibilità di andare a cercare un pubblico che, grazie al passaparola, ha fatto sì che un libro che sarebbe stato di nicchia é diventato un successo e questo é qualcosa che rende giustizia alla libert° di ogni autore”. Uscito a ottobre 2019 per Cuzzolin editore il romanzo si avvia alla sua seconda edizione, segno anche questo che il Web può arrivare dove non arriva il marketing tradizionale. Quella raccontata in Layla, precisa Piccolo, é una Napoli “reale, normale” e bellissima lontana dagli stereotipi. Il viaggio nel suo “ventre” porterà un gruppo di ragazzi alla scoperta di storie e fatti sconosciuti ai più.
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Vittorio Storaro premiato con il Nastro d’oro https://www.dire.it/22-06-2020/476958-vittorio-storaro-premiato-con-il-nastro-doro/ Mon, 22 Jun 2020 14:35:49 +0000 https://www.dire.it/?p=476958 vittorio_storaro

Il 6 luglio al Maxxi il riconoscimento al numero uno della fotografia italiana

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Il 6 luglio al Maxxi il riconoscimento al numero uno della fotografia italiana
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ROMA – Il Nastro d’oro della 74esima edizione dei Nastri d’argento va a Vittorio Storaro. Il riconoscimento del sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani (Sngci), vuole omaggiare il numero uno della fotografia italiana nel mondo per siglare il suo primo mezzo secolo di grande cinema internazionale, a pochi giorni dal suo ottantesimo compleanno, il 24 giugno. Il premio si inserisce nel palmares dei Nastri, che saranno consegnati il 6 Luglio al Museo MAXXI a Roma, in diretta tv in prima serata su Rai Movie.

Laura Delli Colli, presidente del Sngci, ricorda che negli anni questo riconoscimento e’ andato solo a Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi e Sophia Loren in occasione dei primi cinquant’anni anni dei Nastri, poi a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, a Stefania Sandrelli (per il 70esimo anno della kermesse) e ad Ennio Morricone.

LA STRAORDINARIA CARRIERA DI STORARO

‘Cinematographer’, come si dice a Hollywood, soprattutto al fianco di autori come Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola, Warren Beatty e Carlos Saura, Storaro ha anche collaborato con Woody Allen in tre dei suoi ultimi quattro film: ‘Cafe’ Society’ (2016), ‘La ruota delle meraviglie’ (2017) e ‘Un giorno di pioggia a New York’ (uscito pochi mesi fa in Italia).

La sua carriera e’ costellata anche da quattro nomination e tre Oscar conquistati per ‘Apocalypse now‘ di Coppola, ‘Reds‘ di Warren Beatty e ‘L’ultimo Imperatore’ di Bertolucci, sette i Nastri d’Argento oltre il David, i Bafta inglesi, i Goya spagnoli, gli Efa ed i riconoscimenti a Cannes e a Locarno. Ora il Nastro d’oro che festeggia un cinquantesimo particolarmente significativo siglando mezzo secolo di grande cinema in un anno davvero speciale: sono del 1970, infatti, tre film entrati nella storia come ‘L’uccello dalle piume di cristallo’ di Dario Argento e ‘Strategia del ragno’ e ‘Il conformista’ di Bertolucci.

(Foto di Ilya Mauter)

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FOTO | VIDEO | Il Teatro Comunale di Bologna avvolto da foto che raccontano l’emergenza Covid-19 https://www.dire.it/20-06-2020/476393-il-teatro-comunale-di-bologna-avvolto-da-foto-che-raccontano-lemergenza-covid-19/ Sat, 20 Jun 2020 16:57:39 +0000 https://www.dire.it/?p=476393 teatro_bologna_foto_covid.7

27 scatti al posto delle reti da cantiere: dal lockdown all'apertura

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27 scatti al posto delle reti da cantiere: dal lockdown all'apertura
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BOLOGNA – Anonime reti arancioni, addio. Il Teatro comunale di Bologna approfitta del cantiere aperto lungo il portico per mettersi in mostra e, in particolare, raccontarsi nell’emergenza coronavirus: questo grazie a 27 fotografie firmate da Michele Lapini, riprodotte in grande formato per fasciare lo stabile da largo Respighi fino a via del Guasto.

“Il Teatro e’ stato chiuso per molti mesi, senza mai fermarsi realmente, una macchina complessa- scrive il Comunale su Facebook- che pur nell’immobilismo ha sempre bisogno di tenere vive alcune sue parti. Oggi, a pochi giorni dal primo spettacolo dopo il lockdown, e’ stato realizzato un ‘abbraccio’ fotografico”. Un vero e proprio “documentario per immagini” realizzato da Lapini, “che negli ultimi tre mesi ha esplorato il Teatro ai tempi del Covid”, si legge nel post.

Le 27 fotografie “documentano i vari momenti di vita del Comunale”, racconta l’autore: “La totale chiusura senza presenza umana durante la quarantena, i primi rientri e i lavori di riconversione di alcuni reparti e infine i preparativi per la riapertura”. In questo modo, “dal vuoto iniziale di un Teatro solitamente popolato- scrive Lapini- ho documentato l’adattamento emergenziale del Comunale, in cui la sartoria sanificata ha iniziato a produrre mascherine, mentre il laboratorio scenografico produceva strutture di legno con il plexiglas”. Infine, la pulizia e la trasformazione del Teatro per poter riaprire in sicurezza. Le immagini fanno parte del progetto “Silenzio”, nel corso del quale Lapini e’ andato anche a casa dei musicisti “che in questi mesi hanno continuato a lavorare, studiare e praticare a casa. Lavoratori spesso invisibili- sottolinea il fotografo- ecco perche’ li avevo vestiti da concerto, perche’ per loro e’ impossibile fermarsi”. 

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FOTO | VIDEO ‘Il libro incartato’, un viaggio disegnato da Rita Petruccioli https://www.dire.it/20-06-2020/476295-foto-video-il-libro-incartato-un-viaggio-disegnato-da-rita-petruccioli/ Sat, 20 Jun 2020 11:30:22 +0000 https://www.dire.it/?p=476295

A tu per tu con la fumettista e illustratrice romana tra le pagine del suo graphic novel

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A tu per tu con la fumettista e illustratrice romana tra le pagine del suo graphic novel
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ROMA – Un racconto appassionato tra tavole e storyboard, tecniche di disegno, tavolette grafiche e anche quel ritorno – dopo quasi 10 anni – al foglio e alla matita. L’ospite de’ Il libro incartato’, l’appuntamento mensile di Dire Cultura nella libreria Il Giardino Incartato di Roma, e’ Rita Petruccioli.

CHI E’ RITA PETRUCCIOLI

Nonostante il “percorso tortuoso” e la mancanza di riferimenti femminili in un mondo fino a qualche tempo fa prevalentemente maschile, oggi Rita e’ a pieno titolo “fumettista professionista”. Non e’ un caso che il suo segno sia riconoscibile in battaglie di “genere” e che il suo portfolio racconti di donne combattenti e eroine medioevali. Dopo una laurea all’Accademia di Belle Arti di Roma e la scuola d’arte a Parigi e’ diventata illustratrice; tuttora il suo lavoro, pubblicato in Italia e all’estero, spazia tra magazine, advertising, libri per bambini e fumetti. Ma non solo, insegna illustrazione alla Rufa e collabora con festival come ARF! e La Citta’ Incantata.

È approdata al fumetto dopo un lungo percorso di “emancipazione” perche’, spiega, l’illustrazione e’ convenzionalmente un mestiere piu’ adatto alle donne. Poi, grazie anche alla collaborazione con Giovanni Masi (lo sceneggiatore di “Frantumi”, Bao Publishing 2017), ha scoperto che i fumetti puo’ non solo disegnarli ma anche scriverli.

Il libro incartato che ci ha portato, di cui e’ autrice unica, nasce da una serie di esperienze provate per davvero: l’erasmus e i viaggi in camion. La nostra chiacchierata e’ un viaggio nel viaggio, c’e’ un Tolosa/Roma andata e ritorno ma anche un’incursione nel 1400, senza tralasciare i nostri giorni, lockdown compreso. Rita Petruccioli riesce a parlare con disinvoltura di “Christine e la citta’ delle dame” (Editore Laterza 2015), che parla della prima donna pagata per scrivere un libro “Christine de Pizan”, de “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati e anche di quei corsi “Al di la’ degli stereotipi a fumetti” alla casa delle donne Lucha y Siesta con Zerocalcare e Carola Susani. Ci sarebbe poi il capitolo dell’arte contemporanea con Tracey Emin ma, per saperne di piu’, bisogna leggere (e guardare) il graphic novel. Un libro non autobiografico, precisa Rita, ma che porta con se’ battaglie e riflessioni personali.
Storie e esperienze che l’hanno portata a volersi occupare della narrazione della violenza declinata a una specifica fascia d’eta’: quella dei ventenni.

IL LIBRO INCARTATO

Un appuntamento in libreria per entrare nel mondo del graphic novel con gli autori. Tra racconti, aneddoti e tavole illustrate, il titolo sara’ ‘scartato’ solo alla fine.

IL GIARDINO INCARTATO

Il Giardino Incartato e’ una libreria indipendente per bambini e ragazzi, ma non solo. Cresciuta tra i palazzi di Via del Pigneto, a Roma, da nove anni porta il quartiere nel mondo di piccole e grandi case editrici, scommettendo sull’editoria di qualita’. “Un bel libro per noi e’ quello in cui la storia ci sorprende e racconta proprio quello per cui cercavamo le parole, dove i disegni sono una scoperta e un piacere per gli occhi. Poi ci sono i giochi che ci piacciono per i materiali scelti (carta e legno), il gusto un po’ retro e la fantasia nell’inventare nuovi modi di stare insieme tra i bimbi e con i bimbi”. A gestirla sono Barbara e Cecilia, con la collaborazione e i disegni di Alessandra.

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