Costume e Società – dire.it https://www.dire.it dire.it - Agenzia di Stampa Nazionale Sat, 04 Jul 2020 12:09:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 Bonus vacanze, Federconsumatori: “Solo il 46% delle strutture lo accetta” https://www.dire.it/04-07-2020/481357-bonus-vacanze-federconsumatori-solo-il-46-delle-strutture-lo-accetta/ Sat, 04 Jul 2020 12:02:11 +0000 https://www.dire.it/?p=481357 ombrellone_ombrelloni_spiaggia_vacanze_spiagge_vacanza

"Necessario renderlo realmente fruibile"

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ROMA – “Stiamo ricevendo in questi giorni molte segnalazioni di cittadini che si lamentano del fatto che molte strutture alberghiere non accettano i bonus vacanza istituiti dal Governo per agevolare le famiglie, permettendo loro di usufruire delle ferie estive e per sostenere il settore del turismo in grande difficolta’ nel nostro Paese a causa della pandemia. Al di la’ delle polemiche degli albergatori sulle modalita’ con cui e’ stato strutturato il bonus, lo riteniamo un importante strumento di sostegno per le famiglie, se solo venisse accettato“. È quanto si legge in una nota di Federconsumatori, il cui Osservatorio Nazionale ha monitorato 370 strutture in tutto il territorio nazionale, ubicate nelle principali localita’ turistiche al mare, in montagna, nonche’ nelle citta’ d’arte, chiedendo se accettassero o meno il bonus.

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Bonus vacanze dall’1 luglio, ecco come chiederlo

Via al bonus vacanze, ma il Covid tiene a casa 10 milioni di italiani

I DATI DELL’INDAGINE

“I risultati- spiega la nota- sono stati alquanto deludenti: solo il 46% delle strutture interpellate accetta il bonus vacanze, il 35% non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno. Delle strutture monitorate 210 sono alberghi, 110 sono B&B e 50 sono agriturismi“. Gli agriturismi, spiega ancora Federconsumatori, “sono le strutture che accettano di piu’ i bonus: di quelli monitorati ben il 60% si e’ dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. Tale percentuale scende al 53% negli hotel e al 36% nei B&B. Sempre presso gli agriturismi risulta elevata (24%) la percentuale delle strutture che stanno ancora decidendo se accettare o meno il bonus”.

Un dato “allarmante” per Emilio Viafora, presidente Federconsumatori: “Se da un lato, infatti, e’ a discrezione dell’esercente la scelta se accettare o meno tale bonus, dall’altra la mancata applicazione dell’agevolazione presso un numero cosi’ elevato di strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo per sostenere le famiglie che, a causa della crisi post-Covid, saranno costrette in molti casi a rinunciare alle vacanze. Tutto cio’ creera’ enormi danni all’intero comparto del turismo, settore chiave nell’economia del nostro Paese: basti pensare che, da solo, genera direttamente oltre il 5% del Pil nazionale, che aumenta al 13% se si considera l’indotto”. Per questo, spiega ancora, “e’ necessario uno sforzo congiunto di Governo e Associazioni di categoria che raggruppano gli esercenti delle strutture ricettive affinche’ il bonus vacanze diventi uno strumento strategico per rilanciare una stagione turistica avviata al declino. Nel dettaglio, da un lato e’ necessario estenderne la fruizione anche attraverso i portali di prenotazione online (Otp): e’ dato noto che molte famiglie, per cercare le offerte migliori e per risparmiare, prenotano autonomamente le vacanze approfittando di sconti ed offerte online”. E ancora: “Le maggiori criticita’ sollevate dagli albergatori sono i tempi molto ristretti per valutare l’adesione all’iniziativa e la necessita’ di risorse immediate dopo la chiusura per la pandemia: in tal senso- cosi’ ancora Federconsumatori- e’ necessario effettuare degli accordi per far si’ che gli albergatori che accettano il bonus possano disporre immediatamente della liquidita’, anche attraverso un coinvolgimento delle banche. Ricordiamo infine ai cittadini che il bonus e’ fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore, il restante 20% potra’ essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene fatturato il soggiorno (con fattura elettronica o documento commerciale)”. 

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VIDEO | Max Gazzè live a Roma: primo concerto dopo il lockdown https://www.dire.it/03-07-2020/481041-max-gazze-live-a-roma-primo-concerto-dopo-il-lockdown/ Fri, 03 Jul 2020 12:44:42 +0000 https://www.dire.it/?p=481041

Mascherine, distanziamento e un appello per i lavoratori del settore. Carl Brave ospite a sorpresa

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Mascherine, distanziamento e un appello per i lavoratori del settore. Carl Brave ospite a sorpresa
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ROMA – Mascherine sul viso, postazioni per igienizzare le mani e certificazioni da firmare per sedere accanto il proprio “congiunto”. È ripartita così la stagione estiva dei live a Roma nel post lockdown. A dare il via ai concerti Max Gazzè, primo protagonista di Auditorium Reloaded – Riaccendiamo la musica, la serie di spettacoli che nelle prossime settimane animerà la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica e che è partita ieri sera. Settecento gli spettatori paganti (tra questi anche Luca Barbarossa), tutti composti nel rispettare le norme di sicurezza imposte, che comprendono sedute distanziate tra loro da due postazioni vuote.

Un ottimo inizio per una serata piena di emozione, trascorsa a cantare i più grandi successi di Gazzè. Da ‘Vento D’estate’ a ‘Il solito sesso’, passando per ‘Sotto casa’, ‘Teresa’, ‘La leggenda di Cristalda e Pizzomunno’, ‘Una musica può fare’ e fino al duetto con Carl Brave in ‘Posso’, ospite a sorpresa della serata. In scaletta anche vere e proprie rarità come ‘Gli anni senza un Dio’, brano di ‘Contro un’onda del mare’, primo disco dell’artista romano uscito nel 1996. E sul finire del live tutti in piedi per ballare pezzi come ‘Ti sembra normale’ e ‘La vita com’è’. Gazzè suona con la sua band e ringrazia tutti gli operatori dello spettacolo, colonna portante dei live. Sono proprio loro ad aprire il primo dei tre concerti del cantautore all’Auditorium (si replica stasera e domani 4 luglio) con un appello alle istituzioni perché “quella iniziata il 15 giugno – come hanno ribadito dal palco – non è una vera ripartenza di tutto il settore”. E i lavoratori non usano mezzi termini per denunciare “il silenzio più totale della ministra del lavoro e del governo, che rilancia il suo interesse per la cultura ma ignora la nostra esistenza con i funzionari Inps che balbettano date di pagamento finora mai rispettate”. Ora si chiede “la liquidazione dei bonus, un reddito di continuità e l’indennità di disoccupazione speciale Covid fino alla ripresa delle attività a pieno regime”.

Della serata di ieri, però, oltre all’amaro, resta la gioia – che è anche quella manifestata più volte da Gazzè sul palco- di essere ripartiti in qualche modo, nonostante la capienza ridotta della location. Auditorium Reloaded continuerà fino al 30 settembre. Tra gli appuntamenti più attesi i live de Le Vibrazioni, Alex Britti, Nicola Piovani, Stefano Bollani ed Enzo Avitabile. Il calendario completo è disponibile sul sito dell’Auditorium Parco della Musica.

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Vacanze italiane in restyling, psicologi: in tanti scelgono il camper https://www.dire.it/03-07-2020/481013-vacanze-italiane-in-restyling-psicologi-in-tanti-scelgono-il-camper/ Fri, 03 Jul 2020 12:12:08 +0000 https://www.dire.it/?p=481013 vacanze in camper

Camper oppure seconde case o appartamenti prestati da amici. Ma tanti altri non partiranno, perchè spaventati dalla crisi economica o scoraggiati dalle restrizioni legate al Covid

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Camper oppure seconde case o appartamenti prestati da amici. Ma tanti altri non partiranno, perchè spaventati dalla crisi economica o scoraggiati dalle restrizioni legate al Covid
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ROMA – Le vacanze italiane vanno in restyling per affrontare la pandemia Covid-19. Sia le mete che le modalità di partenza sembrano, infatti, cambiare forma: “Viene favorita la scelta del camper come luogo più sicuro e che dà la possibilità di viaggiare senza troppe restrizioni, mantenendo vivo il sentimento di libertà che solitamente accompagna la vacanza.

Molti hanno deciso di trascorrere le proprie vacanze in Italia, muovendosi in auto verso le seconde case o abitazioni di familiari e amici. In più, onde evitare possibili assembramenti, soprattutto i giovani sembrano voler riscoprire la natura e la montagna del nostro Paese, anche se la meta più gettonata sembra rimanere il mare.

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Altre persone, invece, non sentendosi sicuri o per motivi economici, hanno dovuto rinunciare o posticipare in attesa di vacanze autunnali o invernali”. È questa la fotografia scattata dal team di psicologi impegnati nel progetto ‘Lontani ma vicini’ di Diregiovani.it e dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che, nell’ambito della task force per l’emergenza educativa del Ministero dell’Istruzione, offrono uno spazio di ascolto e supporto a studenti, docenti e genitori.

Le vacanze rappresentano per chiunque un’opportunità, un periodo di tempo nel quale ci si può “disconnettere” da tutto ciò che riguarda il lavoro, la scuola e gli inevitabili impegni di tutti i giorni. “In questo momento in cui si cerca di riprendere la propria quotidianità, seppur con stili diversi legati alla prevenzione- continuano gli psicologi- le vacanze vengono quasi considerate un diritto piuttosto che un privilegio, un modo per ritrovare un pò di benessere psico-fisico.

Nonostante questi aspetti, però la preoccupazione e la paura rispetto all’immediato futuro frenano i desideri degli italiani. Si cerca comunque di adattare i propri bisogni alla realtà che stiamo vivendo. Molti hanno rinunciato o hanno optato per vacanze diverse dal solito: mascherine, disinfettanti ed eventuali passaporti sanitari non sono infatti dei grandi incentivi che rendono facili le partenze”.

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Probabilmente “saranno vacanze più brevi, più sobrie, più green e all’insegna della sicurezza e della sostenibilità. L’importante sarà cercare di godersele ricaricando le energie fisiche e mentali- concludono- cercando di diminuire lo stress e la tensione accumulati e di prepararsi nel modo migliore ad affrontare di nuovo gli impegni di tutti i giorni”.

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FOTO | “Niente baci”, bimbi a Modena trasformano cartelli stradali in chiave Covid https://www.dire.it/03-07-2020/480986-foto-niente-baci-bimbi-a-modena-trasformano-cartelli-stradali-in-chiave-covis/ Fri, 03 Jul 2020 11:44:18 +0000 https://www.dire.it/?p=480986 cartelli coronavirus bambini modena

Obblighi e divieti stradali ribaltati in chiave coronavirus: ecco il lavoro degli alunni delle primarie di Modena per un concorso di educazione stradale

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Obblighi e divieti stradali ribaltati in chiave coronavirus: ecco il lavoro degli alunni delle primarie di Modena per un concorso di educazione stradale
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MODENA – C’è il “Divieto di bacio” con protagonista Snoopy, ma anche il sorriso di una mamma mentre fa indossare la mascherina alla figlia. E poi il “no” all’abbandono di animali, assieme all’obbligo a mantenere il distanziamento fisico. Tutta la fantasia dei bambini si esprime negli elaborati degli studenti delle scuole primarie di Modena, che hanno partecipato al concorso di educazione stradale, a tema coronavirus, lanciato nelle scorse settimane dalla Polizia locale sui social network.

La premiazione online è stata affiancata da una visita virtuale del comando di via Galilei, pensata sempre per i più piccoli, in sostituzione del ‘tour’ rinviato a causa delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. Il concorso era stato proposto dopo lo stop, a causa del lockdown, alle attività di educazione stradale che annualmente vengono proposte nelle scuole con bambini e ragazzi di primarie e secondarie (10.000 gli studenti raggiunti lo scorso anno con 832 ore di lezione in classe svolte dagli operatori della Municipale). L’iniziativa digitale per gli studenti consisteva nella reinterpretazione dei cartelli stradali al tempo del Covid-19 con l’obiettivo di bocciare i comportamenti pericolosi, vietati dalle disposizioni e, viceversa, promuovere quelli da seguire per prevenire il contagio.

E quindi nel cerchio rosso che caratterizza i segnali di divieto sono finiti il virus e i comportamenti non corretti, come gli assembramenti, mentre i cartelli blu che danno via libera si sono riempiti di mascherine, mani che si lavano e raccomandazioni sulla necessità di “restare a casa”. Dopo che il 25 maggio, in occasione del 160esimo anniversario del corpo di Polizia modenese, erano state premiate le idee presentate dai ragazzi delle scuole medie Lanfranco e Cavour, nei giorni scorsi la stessa Polizia locale ha pubblicato nel proprio profilo Facebook gli elaborati migliori tra quelli arrivati dalle primarie.

I 23 lavori scelti “rispettano critici di originalità, valore artistico, significato e simpatia”: i vincitori sono Agnese (classe IV A della scuola San Faustino), Alessandro (V B Galilei), Alice (V B Galilei), Bianca (IV B Pisano), Chiara (III A Figlie di Gesù), Chiara (IV C Galilei), Christian (IV A Anna Frank), Denise (II B Pascoli), Diego (IV A Emilio Po), Enrico (IV A Emilio Po), Federico (V B San Geminiano), Filippo (V B Galilei), Filippo (I A Figlie di Gesù), Gian Mario (V B San Geminiano), Giorgio (IV A San Faustino), Giorgio (IV A San Faustino), Giulia (IV A San Faustino), Giulio (V B Collodi), Sara (IV A Anna Frank), Sara (V A Anna Frank), Sara (V B San Geminiano), Tommaso (V A San Geminiano) e Viola (V A Figlie di Gesù).

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Conte e il selfie con Alessandra, ‘senza mutande, senza ipocrisia’ https://www.dire.it/03-07-2020/480872-conte-e-il-selfie-con-alessandra-senza-mutande-senza-ipocrisia/ Fri, 03 Jul 2020 05:17:23 +0000 https://www.dire.it/?p=480872 conte_selfie

Ecco chi è la giovane che ha chiesto un selfie a Conte senza curarsi del mantenimento delle distanza: si chiama Alessandra Cantini

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Ecco chi è la giovane che ha chiesto un selfie a Conte senza curarsi del mantenimento delle distanza: si chiama Alessandra Cantini
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ROMA – Si chiama Alessandra Cantini la giovane, ex studentessa di Giuseppe Conte a Firenze, che ha fermato ieri pomeriggio il premier nel centro di Roma ‘minacciandolo’ di un selfie “senza mutande e reggiseno”. Il premier ha respinto con aplomb l’assalto cordiale. Ma la giovane fa sfoggio del selfie con lui sul profilo instagram officialcantini. E non si dà per vinta: “Prof si tenga pure la museruola, io non ne ho bisogno e a meno di un metro vi sbranerei già (non mi avete allontanata abbastanza) peccato che non ho tempo di togliermi le mutande e fare scandalo… Adesso”, scrive in calce alla foto con il premier.

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A giudicare dalle altre foto pubblicate su instagram, per Alessandra i selfie senza abbigliamento intimo sono una sorta di vocazione artistica. Non a caso tra le specialità inserite nel breve profilo social, scrive: “Dott.ssa e artista, protettrice e musa dell’uomo. Niente mutandine, niente hipocrisy, nessuna codardia. Pornopolitica, Venusiana”. Per Alessandra Cantini porno e politica sono il connubio perfetto come ha detto in un’intervista a Panorama. La giovane parla sei lingue e ha due lauree. Difende i maschi, non condivide la campagna Me too, ed in politica è stata candidata con Forza Italia. Oltre a quello con Conte ha infatti all’attivo anche un selfie con Silvio Berlusconi. Selfie con mutande, anche quello.

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Coronavirus e caro ombrellone: a Sorrento punte del +32%. A Cervia +8% e a Palermo solo +1% https://www.dire.it/01-07-2020/480330-coronavirus-e-caro-ombrellone-a-sorrento-punte-del-32-a-cervia-8-e-a-palermo-solo-1/ Wed, 01 Jul 2020 15:53:22 +0000 https://www.dire.it/?p=480330 caro ombrellone coronavirus

L'indagine di Altroconsumo sugli accorgimenti anti Covid adottati negli stabilimenti balneari e sugli aumenti di prezzo

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L'indagine di Altroconsumo sugli accorgimenti anti Covid adottati negli stabilimenti balneari e sugli aumenti di prezzo
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ROMA – Ombrellone, quanto mi costi. Un incremento tariffario medio del 5% per l’abbonamento mensile, del 15% per il settimanale e del 12% per il giornaliero. Ecco cosa è successo agli ombrelloni dopo l’emergenza Coronavirus. Come mai il costo per il noleggio dell’ombrellone è cresciuto? Per via del maggior distanziamento tra le postazioni (che quindi in molti stabilimenti ha fatto diminuire il numero di ombrelloni) ma anche di molte altre misure con cui i gestori si sono trovati a fare i conti come la disponibilità di gel igienizzante per le mani e l’inserimento di segnaletiche e informative ad hoc sulla spiaggia e nei bar. Ad indagare su quali siano i nuovi accorgimenti adottati nei lidi italiani e sulle conseguenti variazioni tariffarie è stata l’associazione Altroconsumo.

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Facendo la media della variazione annuale dei costi di ogni località balneare, troviamo al primo posto la penisola sorrentina con un aumento medio del 32%, seguita da Finale Ligure con un +16%, Anzio che registra un incremento del 14%, Castiglione della Pescaia (+9%)Cervia (+8%), Porto Recanati (+7%) e, infine, il litorale palermitano che ha aumentato i prezzi solo dell’1%.

LE NUOVE MISURE SULLE SPIAGGE

Quali sono le misure adottate dagli stabilimenti balneari in Italia per garantire la protezione? Nessuno ha istallato i divisori in plexiglass, ma in tutti i lidi sono rispettate le distanze fra gli ombrelloni (minimo 10 metri quadrati di spazio per ognuno). Sotto l’ombrellone ai clienti è permesso di non indossare la mascherina, ma è obbligatorio utilizzarla al bar della spiaggia o quando si interagisce con altre persone. In alcuni bagni è stata chiusa l’area giochi per i bambini e in altri l’ingresso è stato contingentato. Inoltre, in alcuni lidi non è possibile ricevere ospiti esterni allo stabilimento (alcuni di questi non lo permettevano nemmeno in precedenza).

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LO SPAZIO TRA GLI OMBRELLONI

In merito agli spazi da destinare a ogni ombrellone, dall’indagine emerge che in alcune località non sono stati effettuati cambiamenti, come a Cervia dove i bagnanti dispongono di uno spazio fra i 12 e i 25 metri quadrati per ombrellone come negli anni precedenti. Nella classifica per il maggior spazio dedicato a ogni ombrellone, troviamo al secondo posto Castiglione della Pescaia (10-18 metri quadrati), seguito da Anzio, Porto Recanati, litorale palermitano (10-16 metri quadrati), e, infine, Finale Ligure (10-12 metri quadrati) e la penisola sorrentina, dove i lidi coinvolti nell’indagine hanno dichiarato di rispettare le linee guida indicate dalle ordinanze, senza condividere i dati specifici (se ne deduce quindi che rispettino i 10 metri quadrati minimi).

 

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A FINALE LIGURE CHI RESTA UN MESE SPENDE MENO DELL’ANNO SCORSO

Per quanto riguarda la tariffa giornaliera, il maggiore incremento viene riscontrato a Finale Ligure dove i bagnanti pagheranno il 35% in più. Sempre a Finale Ligure, tuttavia, si registra l’unico caso di riduzione della tariffa per l’abbonamento mensile (-13%), strategia probabilmente volta a favorire la clientela più fidelizzata che passa l’intero mese in loco.

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Al via il Mei che compie 25 anni, focus sulla monetizzazione via web https://www.dire.it/01-07-2020/480180-al-via-il-mei-che-compie-25-anni-focus-sulla-monetizzazione-via-web/ Wed, 01 Jul 2020 12:02:00 +0000 https://www.dire.it/?p=480180 concerto_musica

Appuntamento il 2.3 e 4 luglio a Faenza: non solo concerti, ma anche presentazioni letterarie, convegni e mostre

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Appuntamento il 2.3 e 4 luglio a Faenza: non solo concerti, ma anche presentazioni letterarie, convegni e mostre
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ROMA Edizione speciale, ad ottobre, del Mei, il meeting delle etichette indipendenti, giunto alla 25esima edizione. Il 2, 3 e 4, infatti, a Faenza, il Mei 2020 proporrà una speciale edizione che affiancherà alla tradizionale serie di concerti, presentazioni letterarie, convegni e mostre nelle principali piazze faentine, il nuovo format online ExtraMeiWeb, con contenuti esclusivi in streaming sul sito e sulle pagine social ufficiali della manifestazione.

“Questa sarà una edizione speciale dettata dal fatto che sono 25 anni- spiega il patron Giordano Sangiorgi, all’agenzia Dire-. Chiudiamo un ciclo nel verso senso della parola”. E a causa del coronavirus “questo sarà un anno zero. Il meeting avrà molti contenuti sul web. Abbiamo anche fatto una call con un nostro network di associazioni di etichette indipendenti discografiche europee che è Impala”.

Ma non solo: il Mei ha fatto l’accesso ad un bando per i fondi per i paesi europei, per fare iniziative digitali per mettere in contatto gli operatori durante il festival. A proposito di digitale, “uno dei temi sarà come monetizzare direttamente e indirettamente con i diritti la diretta live streaming, che sarà uno degli elementi del futuro che si abbinerà ai live tradizionali”.

Sono inoltre aperte per gli artisti e le band residenti nei comuni della Regione Emilia-Romagna le iscrizioni per Mei Superstage, il contest gratuito per esibirsi sul palco del Mei 2020, rivolto agli emergenti under 30. Il bando nazionale, invece, partirà dal 1 luglio. Il termine ultimo per le iscrizioni al concorso è il 30 luglio. Il concorso è realizzato in collaborazione con AudioCoop (Coordinamento Etichette Discografiche Indipendenti), Aia (Associazione Artisti Indipendenti) e Rete dei Festival (network nazionale dei contest).

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VIDEO | Settanni (Naturopata): “Piccole pause e coccole, poi pensare agli altri” https://www.dire.it/01-07-2020/480169-video-settanni-naturopata-piccole-pause-e-coccole-poi-pensare-agli-altri/ Wed, 01 Jul 2020 11:29:19 +0000 https://www.dire.it/?p=480169 relax_natura_ragazza

"La cosa più importante e' avere cura prima di noi stessi"

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ROMA – Il Coronavirus ha imposto una pausa forzata ai ritmi frenetici che contraddistinguono la vita di molte persone soprattutto donne che tra lavoro, casa, figli non riescono a ritagliarsi delle pause. Non per andare dal parrucchiere ma per ascoltare le esigenze del corpo e dello spirito. Questo stop ha avuto il merito di far riscoprire il valore della natura e della dimensione biologica della vita. Di questo è convinta anche Cristina Settanni, naturopata, esperta di essenze floreali australiane, giornalista ed autrice del libro ‘I fiori del bene’ edito da Mondadori che raggiunta dall’agenzia di stampa Dire ha svelato qualche consiglio per ricaricare le batterie senza necessariamente dover andare lontano da casa propria.

Pratiche facili da seguire e a costo zero.

– Un effetto della pandemia, complice i ritmi più lenti del lockdown, è la riconciliazione dell’uomo con la natura e il silenzio. Di cosa fare tesoro di questo periodo?

“In questo periodo assolutamente difficile la cosa positiva è stata fermarci e riflettere anche su come noi ci poniamo di fronte alla natura abbiamo visto che durante il periodo di lockdown la natura ne ha beneficiato moltissimo ed è esplosa nella sua energia. La cosa bella adesso, anche per ricaricarci energeticamente e ritornare in connessione con ciò che ci circonda, è averne rispetto. L’obiettivo è beneficiarne anche attraverso una partecipazione attiva alla natura nel senso che cerchiamo di non essere distratti da ciò che ci circonda. Ritorniamo ad osservare le belle giornate, il panorama circostante e quando è possibile stacchiamoci magari dal cellulare e assorbiamo tutta l’energia possibile”.

– L’amore per se stessi e l’importanza di ritagliarsi degli spazi personalissimi, soprattutto per le donne a cui è richiesto di essere multitasking, sono concetti importanti ma per nulla scontati e praticati nella vita di tutti i giorni. Lei cosa consiglia nelle sue consulenze e a chi ci segue?

“Bella domanda. La cosa più importante è avere cura di noi stessi anche prima di dare la nostra assistenza e supporto agli altri dobbiamo sempre ricordarci di noi stessi. Quindi la cosa importante quando non si può usufruire di un periodo lungo di vacanza, come quest’anno che in molti non riusciranno ad andare fuori, è quello di ritagliarsi piccole pause e coccole per noi stessi. Basta anche fare qualcosa che ci fa piacere e che ci rigenera. Tutte questi stratagemmi insieme possono aiutare moltissimo. In più circondarsi di situazione leggere e pensieri positivi può aiutare. Molto spesso siamo oberate da molte cose e perdiamo anche l’energia mentale. Dobbiamo recuperare l’energia con piccoli accorgimenti e ricordiamo che un no detto agli altri può essere un sì detto a noi che è molto benefico”.

Che ruolo gioca lo stile di vita e l’alimentazione per sentirci in forma e pieni di energia ora che è partita ufficialmente l’estate?

“Sono due fattori che giocano un ruolo fondamentale. Dobbiamo imparare ad ascoltare i bisogni del corpo che non sempre coincidono con quelli della mente. A volte la nostra mente vorrebbe fare delle cose, mangiare determinati cibi ma il corpo ha altre regole e bisogni. Ascoltare di più i nostri bisogni e seguire un’alimentazione corretta. In questo periodo siamo molto fortunati perché la natura ci offre cibi naturali molto sani, ricchi di vitamine, bioflavonoidi sostanze antiossidanti e ricchi di energia. Il mio consiglio è scegliere cibi freschi e di stagione. Quando siamo stanchi, ecco riposiamoci di più. Lo stile di vita comprende molte cose tra cui seguire qualche pratica, camminare, respirare e fare yoga. Insomma apportare qualche modifica alla nostra vita sempre frenetica introducendo nuove abitudini molto benefiche e facili da perseguire”.

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A Narni lanciata una petizione per intitolare una strada a Jeeg Robot https://www.dire.it/01-07-2020/480107-a-narni-lanciata-una-petizione-per-intitolare-una-strada-a-jeeg-robot/ Wed, 01 Jul 2020 09:44:48 +0000 https://www.dire.it/?p=480107 jeeg_robot

La proposta è stata fatta dal dipartimento europeo tutela androidi

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La proposta è stata fatta dal dipartimento europeo tutela androidi
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ROMA – Dedicare una strada a una importante figura del mondo androide per un futuro di inclusione e fratellanza tra le comunità robot e organiche. Con questa motivazione, il Deta (Dipartimento Europeo Tutela Androidi) ha lanciato una petizione per intitolare una via di Narni (Tr) a ‘Jeeg Robot d’Acciaio’, il popolare personaggio di manga e anime creato dal maestro Go Nagai. Si tratterebbe della prima strada d’Italia, e forse d’Europa, dedicata a un robot.
Lanciata lo scorso 29 giugno, la proposta ha raccolto oltre un centinaio di firme ed è arrivata sul tavolo dell’assessore comunale Lorenzo Lucarelli. A supportare la petizione, numerose imprese e associazioni, tra cui il comitato organizzativo del festival Narni Comics & Games e HackLab Terni. Il Deta nasce in Italia come sindacato europeo per i diritti dei robot, ponendosi come obiettivo lo sviluppo di garanzie a difesa fisica e sociale degli androidi. ‘Jeeg Robot d’Acciaio’ (Kotetsu Jigu) è un manga del 1975 ideato dal maestro Go Nagai. Nello stesso anno fu adattato in una serie anime, trasmessa per la prima volta in Italia nel 1979.

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Sull’Appennino bolognese arriva il drive in come in America https://www.dire.it/30-06-2020/479940-sullappennino-bolognese-arriva-il-drive-in-come-in-america/ Tue, 30 Jun 2020 16:32:11 +0000 https://www.dire.it/?p=479940 castel d'aiano_drive in

La rassegna 'DriveInVilla' si svolge fino al 28 agosto a Castel D'Aiano: in auto si possono prendere anche gelati e bibite. Il film? Si vota su Facebook

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La rassegna 'DriveInVilla' si svolge fino al 28 agosto a Castel D'Aiano: in auto si possono prendere anche gelati e bibite. Il film? Si vota su Facebook
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BOLOGNA – Dopo tante ipotesi, il cinema drive in diventa realtà. Non si tratta però di quello di Bologna, bensì ci si deve spostare sull’Appennino bolognese, a Castel D’Aiano dove da martedì prossimo inizierà il ‘DriveinVilla‘. Si tratta di una rassegna cinematografica che ricalca quelle dei film americani degli anni ’60, solo che questa volta a fare da contorno c’è la Villa D’Aiano, con il suo prato immerso nel verde dei boschi su cui si affaccia il campanile della chiesa. Per il resto, poco cambia: ci sono 24 posti per vedere il film direttamente in macchina con tanto di possibilità di ordinare gelati, bibite, patatine e popcorn.

LEGGI ANCHE: L’audio del film? Ora si sente in auto. Da Bologna Rvr cambia i drive-in in Usa

Per chi invece preferisce non usare l’auto, è possibile accedere anche a piedi provvisti di coperta su cui distendersi per vedere il film. La rassegna, che continua fino al 28 agosto, ogni martedì e venerdì, si apre con ‘Che bella giornata’ di Checco Zalone.

La programmazione sarà interattiva, nel senso che volta per volta gli organizzatori proporranno alcuni titoli sulla pagina Facebook della proloco di Villa d’Aiano tra i quali si potrà votare per scegliere quello da proiettare. Tra le prime proposte ci sono ‘A beautiful mind’, ‘Operazione Valchiria’, ‘Tolo Tolo’, ‘Andiamo a quel paese’, ‘Glass’, ‘Man on Fire’, ‘Jack Reacher – La prova decisiva’, ‘Revenant’ (Redivivo). “Si tratta di una iniziativa lodevole- commenta il sindaco di Castel d’Aiano Alberto Nasci- che speriamo porti le persone a scoprire il fascino del nostro territorio in piena sicurezza e nel rispetto del distanziamento. Sono pochi i drive in un contesto bello come quello di Villa d’Aiano”.

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Il Covid19 scatena la febbre da carta igienica https://www.dire.it/30-06-2020/479922-il-covid19-scatena-la-febbre-da-carta-igienica/ Tue, 30 Jun 2020 16:05:41 +0000 https://www.dire.it/?p=479922

Studio in 22 Paesi: in persone con emotività e perfezionismo cresce l'accumulo

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Studio in 22 Paesi: in persone con emotività e perfezionismo cresce l'accumulo
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ROMA – In Giappone i rotoli di carta igienica sono stati incatenati ai muri dei bagni pubblici, in America già da marzo le grandi catene hanno fissato il limite di due pacchetti a persona, e con i supermercati sforniti gli americani hanno cominciato ad acquistare un gran numero di bidet. In Oregon la polizia ha dovuto addirittura ricordare alla popolazione su Facebook di non chiamare il 911 una volta finite le scorte. È una vera e propria febbre da carta igienica quella esplosa durante la pandemia da Covid-19, e sembra aver contagiato gran parte dell’Occidente.

La punta di diamante del fenomeno, però, è l’Australia che, oltre alla limitazione delle quantità acquistabili, ha visto una brusca ripresa dell’accumulo di carta igienica non appena si è palesata una nuova ondata di contagi. A quanto riporta il quotidiano Sun, infatti, non appena “un nuovo focolaio incentrato nello Stato di Victoria ha minacciato un ritorno al lockdown, gli stoccaggi massivi di ‘toilet paper’ sono subito ricominciati“. A Sidney, ad esempio, degli impiegati edili hanno trovato 10.000 rotoli di carta igienica in un giardino e li hanno offerti agli abitanti del quartiere che si erano radunati curiosi. I rotoli, secondo il Daily Mail, appartenevano a una donna “proprietaria di due negozi”, che li avrebbe spostati in magazzino dopo poco. La commerciante “che non ha denunciato alla polizia l’accaduto, li aveva acquistati dalla Cina per sopperire alla mancanza di forniture causate dalla grande richiesta”.

Ma questa ossessione che genesi ha? A rispondere sono Lisa Garbe, Richard Rau e Theo Toppe, i ricercatori tedeschi che hanno recentemente pubblicato su PlosOne lo studio psico-cognitivo che è riuscito a individuare “quali siano i tratti di personalità più inclini” allo stoccaggio massivo di carta igienica in tempi di Covid-19. Ventidue gli Stati analizzati, e quasi 1.000 i partecipanti, a cui sono state poste domande specifiche circa il consumo e l’acquisto di carta nel picco epidemico di marzo. Inoltre, “i partecipanti hanno completato l’inventario HEXACO che valuta le 6 maggiori dimensioni della personalità: umiltà, emotività, estroversione, piacevolezza, coscienziosità ed apertura all’esperienza”.

Come previsto, i risultati dimostrano che più ci si è sentiti minacciati dal Covid-19, più è stato “predetto un comportamento di accumulo di carta igienica”. Con l’aumentare della sensazione di minaccia ‘da virus’ è cresciuta dunque “la ripetitività dell’acquisto, il numero di pacchi acquistati e la disponibilità di uno stock sempre più ampio a casa”. Nel 20% dei casi il tratto di “emotività ha spiegato l’associazione tra accumulo e percezione della minaccia”, mentre l’altro tratto che è risultato associato a questa singolare ‘febbre’ è la coscienziosità. Un’indole “caratterizzata da diligenza e perfezionismo che potrebbe indicare la parziale tendenza delle persone eccessivamente ordinate- si legge su Psypost- a prepararsi per le potenziali difficoltà della vita”.

E ancora, è interessante notare che “sebbene l’accumulo di scorte potesse essere considerato egoista da alcuni- osservano gli studiosi- questo non riflette necessariamente una mancanza di solidarietà e prosocialità. Si nota, invece, come anche le persone più umili e con moralità- aggiungono- potrebbero trovarsi ad accumulare carta igienica se la minaccia della pandemia risultasse sufficiente”. Gli autori, per questa ragione, suggeriscono che “le campagne pubbliche dovrebbero sottolineare a più riprese il funzionamento sufficiente della catena di approvigionamento. Così da dissipare le preoccupazioni” circa la scarsità di risorse disponibili ed evitare le febbri da accumulo.

In risposta a questa strana ‘epidemia’, due ragazzi inglesi, intanto, hanno dato vita alla piattaforma ‘How much toilet paper’, che permette un rapido calcolo di quanto dureranno le scorte di carta igienica a disposizione in casa. Ma anche in questo caso l’opzione c’è: basta scorrere il sito per trovare due banner di Amazon che invitano a comprarne un altro po’ e di tutti i tipi. Da Donald Trump alla stampa con dollaro, passando ovviamente per Joe Biden. Chi più ne ha più ne metta, o più ne compri.

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Bimbi ‘persi’ in spiaggia? Arriva il costume col microchip https://www.dire.it/30-06-2020/479662-bimbi-persi-in-spiaggia-arriva-il-costume-col-microchip/ Tue, 30 Jun 2020 09:46:44 +0000 https://www.dire.it/?p=479662 costumi mermazing chip

Il brand Mermazing Beachwear ha creato una linea di costumi che contengono una speciale tecnologia antismarrimento: si chiama 'Trovami'

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Il brand Mermazing Beachwear ha creato una linea di costumi che contengono una speciale tecnologia antismarrimento: si chiama 'Trovami'
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BOLOGNA – Il caldo tepore del sole, uno sguardo a una rivista, una chiacchierata con il vicino di ombrellone. Basta un attimo di distrazione e un bambino può fare una corsa e allontanarsi. E poi magari perdersi tra gli ombrelloni tutti uguali. Il problema dei bimbi ‘persi’ in spiaggia non è certo una novità. Succede da sempre ed è sempre una brutta esperienza, per i più piccoli ma anche per i genitori, che di solito si spaventano molto e vivono attimi di vero panico. Ecco perchè un brand di costumi, Mermazing Beachwear, ha pensato a una soluzione. Quale? Se anche i bambini si smarrissero, infatti, il costume creato della linea Mermazing Beachwear Baby contiene un’etichetta intelligente che ha al suo interno una tecnologia avanzata che consente di localizzare i bambini. Una sorta di ‘microchip’ insomma. Che però non emette nessuna onda elettromagnetica.

La linea al momento è dedicata alle bimbe e propone capi in abbinamento a quelli della linea donna, giocando con un simpatico effetto “mini-me”. L’etichetta contiene un circuito elettronico passivo, cioè che non emette onde elettromagnetiche, privo di batteria, non ha gps (non potrà quindi tracciare in alcun modo la posizione) o schede Sim ed è totalmente sicuro. Dialoga con qualsiasi dispositivo: smartphone, pc, tablet, iPhone e iPad compresi. Può inviare notifiche istantanee con geolocalizzazione su tutti gli smartphone di nuova generazione.

LA TECNOLOGIA NFC

Il servizio di geolocalizzazione proposto da Mermazing è gratuito e incluso nel prezzo di acquisto del costume da bagno. Il microchip funziona tramite il sistema Nfc (Near Field Communication), che permette lo scambio di dati wireless a corto raggio (circa 10 centimetri) in modo estremamente preciso, eliminando la possibilità di false segnalazioni. Nfc è molto pratico anche per chi non è avvezzo ad usare la tecnologia. Come funziona? Ogni microchip inserito nell’etichetta cucita a lato del costume è dotato di un codice Pin univoco che verrà fornito al cliente alla consegna.

In seguito il cliente procederà all’attivazione del chip visitando la sezione apposita che si trova sul nostro sito ufficiale www.mermazing.it, compilerà il format inserendo i suoi dati compreso il pin. A registrazione avvenuta, il sistema associato al costume è attivo. La trasmissione dati avverrà solo nel caso in cui qualcuno trovasse la bimba smarrita e avvicinasse il proprio smartphone all’etichetta. Solo ed esclusivamente nel momento in cui avviene l’avvicinamento di un dispositivo al microchip in prossimità del logo Nfc e Trovami, esso invierà i dati di contatto dei genitori/tutori, dati che verranno visualizzati immediatamente sul display di chi ha effettuato il ritrovamento fornendo la possibilità di iniziare una chat su whatsapp oppure di inviare la posizione del luogo del ritrovamento. La geolocalizzazione avviene, quindi, tramite lo smartphone e non tramite il microchip, stabilendo così in brevissimo tempo un contatto con i genitori/tutori della bambina.

Il microchip è resistente sia all’acqua salta, sia a quella dolce e alle alte temperature. Per la sua manutenzione ottimale, basta sciacquare il costume con acqua dolce e detersivo neutro dopo ogni bagno al mare o in piscina. I modelli con l’etichetta intelligente sono Diletta realizzato in Econyl e Mia in velluto, entrambi disponibili sull’e-shop del sito ufficiale e in selezionati store.

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Frontiere chiuse con gli Usa, per l’Italia del turismo buco da quasi 2 miliardi https://www.dire.it/28-06-2020/479344-frontiere-chiuse-con-gli-usa-per-litalia-del-turismo-buco-da-quasi-2-miliardi/ Sun, 28 Jun 2020 09:46:57 +0000 https://www.dire.it/?p=479344

I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari più affezionati all’Italia: quest'anno non potranno venire

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I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari più affezionati all’Italia: quest'anno non potranno venire
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ROMA – “Una perdita di 1,8 miliardi di euro per il turismo Made in Italy con le frontiere chiuse durante l’estate agli americani che sono i viaggiatori stranieri piu’ presenti in Italia, al di fuori dai confini comunitari”. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della riapertura delle frontiere esterne dell’Unione Europea senza obbligo di quarantena limitata ad un gruppo ridotto di paesi che non ricomprende gli Stati Uniti colpiti duramente dall’emergenza coronavirus.

I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari piu’ affezionati all’Italia con ben 12,4 milioni di pernottamenti durante l’estate secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Bankitalia relativi al terzo trimestre del 2019. Una perdita importante che- sottolinea la Coldiretti- si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia che sono stati in costante crescita negli ultimi anni mentre deboli segnali arrivano ancora sulle presenze da Germania e nord Europa nonostante la riapertura delle frontiere da quasi 15 giorni”.

I turisti statunitensi “hanno un budget elevato e come mete privilegiate in Italia le città d’arte che risentiranno piu’ pesantemente della loro mancanza ma- continua l’associazione agricola- prestano anche particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza”.

“A pesare- precisa la Coldiretti- è anche il venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio”.

Non mancano poi le “preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell’Unione Europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il Presidente Donald Trump che- ricorda la Coldiretti- ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l’Italia interessa i 2/3 del valore dell’export agroalimentare e si estende tra l’altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti”.

LEGGI ANCHE: Via al bonus vacanze, ma il Covid tiene a casa 10 milioni di italiani

Il vuoto dei turisti stranieri “non viene peraltro compensato dal turismo domestico con appena 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell’estate 2020, in calo del 13%”, secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’ che evidenzia comunque che “l’Italia è di gran lunga la destinazione preferita dal 93% degli italiani rispetto all’86%% dello scorso anno”.

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Vietati bagagli a mano sugli aerei, è caos agli imbarchi. Ira Lega Sardegna: “Così ostacoli al turismo” https://www.dire.it/26-06-2020/479130-vietati-bagagli-a-mano-sugli-aerei-e-caos-agli-imbarchi-ira-lega-sardegna-cosi-ostacoli-al-turismo/ Fri, 26 Jun 2020 16:25:56 +0000 https://www.dire.it/?p=479130 bagagli a mano

L'Enac ha deciso di vietare il bagaglio a mano a bordo degli aerei, oggi a Fiumicino c'erano lunghe file e caos

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L'Enac ha deciso di vietare il bagaglio a mano a bordo degli aerei, oggi a Fiumicino c'erano lunghe file e caos
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ROMA – “Negli aeroporti da oggi è vietato salire a bordo di aerei con bagaglio a mano. File di centinaia di metri rallentano l’imbarco”. E’ la denuncia su facebook di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fdi alla Camera. Il deputato poste le foto di lunghe code a Fiumicino.

“Nonostante l’impegno del personale è caos. Vengono richiesti moduli che non sono stampati a sufficienza e mancano le penne per compilarli. Per questo si creano ritardi e disservizi che causano di conseguenza assembramenti. Gli effetti di questo dispositivo sembrano il frutto di follia più che di utile prevenzione. Oltre che ad aumentare apparentemente il rischio di potenziale contagio diventa difficilissimo viaggiare provocando un altro duro colpo al turismo e all’Alitalia. Chiederemo conto nelle commissioni competenti”.

IRA LEGA IN SARDEGNA: “COSI’ SI SCORAGGIANO I TURISTI”

“Ripartire in sicurezza non significa costruire una babele di regole e divieti in cui il buonsenso sembra sparire completamente. La decisione di proibire i bagagli a mano sui voli nazionali rischia di essere l’ennesima zavorra per chi viaggia, con possibile aggravio dei costi”. Così il deputato della Lega, Guido De Martini, dopo la decisione dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, di vietare il bagaglio a mano a bordo degli aerei.

“La Sardegna, e tutti gli operatori del settore turistico, attendono che la stagione possa finalmente avviarsi con passo deciso- spiega De Martini-. Scelte miopi e completamente sbilanciate costituiscono un deterrente per chi vuole raggiungere la nostra isola come meta delle vacanze. La Sardegna, che vive di collegamenti, rischia di dover sopportare una forte penalizzazione in questo senso. Una decisione partorita da ‘tecnici’, che si aggiunge a tutte le altre incombenze che gravano su chi viaggia, sollevando parecchi dubbi sulla sua reale necessità”.

Ripartire in sicurezza, sottolinea il parlamentare sardo, “si può e si deve, ma senza inutili gioghi che rischiano solo di creare più danni del virus. Ora più che mai servirebbe la giusta attenzione e maggiore sensibilità anche da parte dei tecnici. La Sardegna e il suo turismo, da cui dipende la sopravvivenza di tantissimi lavoratori e famiglie, hanno bisogno di risposte e non di ostacoli che rischiano di affossare il comparto in una situazione già di per sé difficile e delicata”.

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FOTO | Le città? Gli italiani sognano palazzi colorati: gialli, verdi, rossi https://www.dire.it/26-06-2020/478876-foto-le-citta-gli-italiani-sognano-palazzi-colorati-gialli-verdi-rossi/ Fri, 26 Jun 2020 13:55:57 +0000 https://www.dire.it/?p=478876 palazzi-colorati_casa_case_Sigma-Coatings

A investigare le preferenze degli italiani è una ricerca commissionata da un'impresa che si occupa di pittura edilizia. Al Nord si sogna soprattutto il giallo, al Sud e Centro il verde

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A investigare le preferenze degli italiani è una ricerca commissionata da un'impresa che si occupa di pittura edilizia. Al Nord si sogna soprattutto il giallo, al Sud e Centro il verde
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BOLOGNA – Un’Italia per cui la bellezza di edifici e palazzi è un fattore decisamente importante da considerare nella scelta del proprio contesto abitativo. E il colore anche, tanto che un terzo degli intervistati cambierebbe il colore della facciata della propria abitazione. Basta ‘grigio’, ‘marrone’ o ‘beige’ e spazio ai colori: al Nord in cima alla classifica c’è il giallo, votato dal 35% degli intervistati; a riscuotere gran successo lunga tutta la Penisola è il verde, ma anche il rosso compare tra i colori più menzionati, citato dal 22,1% degli intervistati al Nord e dal 20,9% di quelli al Centro.

A indagare sulle preferenze degli italiani in tema di palazzi e colori è stata la ricerca “Protect & beautify the world”, condotta online su scala nazionale dall’Istituto AstraRicerche per Sigma Coatings, brand di Ppg Univer Spa, che rappresenta una delle realtà italiane più all’avanguardia nell’ambito delle pitture per edilizia con una distintiva specializzazione nel mondo del colore.

A quanto risulta dall’indagine, la ricerca della bellezza della casa in cui vivere mette d’accordo l’intera Penisola: al Nord infatti è il 72% della popolazione a posizionare la bellezza tra i primi criteri di scelta del luogo in cui abitare, mentre al Centro e al Sud si registrano dati pari rispettivamente al 77% e al 81%; insomma, è un fattore di cui non si può fare a meno.

La ricerca evidenzia come la soddisfazione degli italiani per il proprio contesto abitativo attuale superi di poco la sufficienza: un terzo degli intervistati (32,3%), infatti, se ne avesse occasione, cambierebbe il colore della facciata della propria abitazione. Inoltre, diversi sono i colori con cui gli italiani hanno descritto il loro contesto abitativo attuale, ma che in pochi li manterrebbero nel loro contesto abitativo ideale. Ad esempio, il grigio, indicato come colore del proprio circondario dal 22,1% degli intervistati, ma che solo il 9,8% di loro sceglierebbe, pensando all’opzione ideale. Allo stesso modo il marrone e il beige, menzionati dal 14,9% e 10,8% degli italiani tra le tinte che colorano i centri abitati, ma che non risultano tra le tonalità della città loro ideale (7,2% e 6,8%).

I dati infatti parlano chiaro: che si parli di Nord (68%), Centro (60%) o Sud, isole comprese (62%), la città ideale per gli italiani è un luogo pieno di colori.

Ma quali sono i colori che gli italiani vorrebbero vedere nelle loro città?

Sarà la leggenda del freddo nord o le frequenti piogge, sta di fatto che al Nord in cima alla classifica c’è il giallo, votato dal 35% degli intervistati; un tocco di luce nelle strade capace di fendere anche la nebbia più ostile e di regalare un po’ di buon umore.

Ma a riscuotere gran successo lunga tutta la Penisola è il verde, un colore che contribuisce a dare un tocco green alle nostre città e che, tra i palazzi dei centri abitati e le vie cittadine, richiama un po’ il paesaggio di campagna. Secondo classificato tra le preferenze settentrionali (30,9%), il verde è il colore che ha invece la meglio tra i cittadini del Centro, del Sud e delle isole; è stato scelto infatti dal 32,6% dei cittadini nel Centro Italia e dal 30,1% di quelli del Meridione e delle Isole.

Dalla ricerca anche il rosso compare tra i colori più menzionati, citato dal 22,1% degli intervistati al Nord e dal 20,9% di quelli al Centro. È una tinta che riscalda la vista e l’animo degli italiani del Settentrione; una tonalità che ricorda quella del mattone, tipico delle grandi fortezze e delle città medievali del centro Italia.

Nel Meridione il rosso registra un pallido 13,6%, forse perché la temperatura in quelle aree è decisamente più alta; meglio optare per colori più freschi, che ricordano l’aria di mare e la brezza di un bel giro in barca. Non è un caso che colori come il bianco e l’azzurro registrino tra gli intervistati di queste zone valori pari rispettivamente al 29,9% e 21,3%.

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A Londra in vendita la casa de ‘La carica dei 101’ https://www.dire.it/26-06-2020/478871-a-londra-in-vendita-la-casa-de-la-carica-dei-101/ Fri, 26 Jun 2020 11:01:23 +0000 https://www.dire.it/?p=478871 casa_carica_101

L'abitazione rosa ha ispirato il romanzo di Dodie Smith

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L'abitazione rosa ha ispirato il romanzo di Dodie Smith
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ROMA – Dieci milioni di euro. È questo il prezzo richiesto per acquistare la casa rosa de ‘La carica dei 101‘. L’abitazione vittoriana di Londra, musa ispiratrice del popolare romanzo di Dodie Smith, è stata messa in vendita per la prima volta in 40 anni. ‘Pink House’, come è stata soprannominata, è una lussuosa proprietà di circa 450 metri quadrati, con otto camere da letto, una vista panoramica sul parco di Primrose Hill, una terrazza sul tetto e un giardino. Il tutto distribuito su quattro piani spaziosi. L’autrice britannica Dodie Smith ha preso spunto da ‘Pink House’ per creare l’abitazione perfetta per Pongo, Peggy e i loro 99 cuccioli di dalmata, protagonisti del suo più celebre romanzo del 1956 ‘La carica dei 101’, diventato nel 1961 uno dei film d’animazione Disney più famosi al mondo.

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I dati salvati sui cellulari? Uno su due non si fida https://www.dire.it/25-06-2020/478194-i-dati-salvati-sui-cellulari-uno-su-due-non-si-fida/ Thu, 25 Jun 2020 09:18:32 +0000 https://www.dire.it/?p=478194 internet

Il 68% degli utenti ritiene che gli acquisti online siano sicuri, ma per il 48% i dati salvati sui telefoni non sono al sicuro: ecco il 'Focus sulle paure digitali' diffuso da Unipol

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Il 68% degli utenti ritiene che gli acquisti online siano sicuri, ma per il 48% i dati salvati sui telefoni non sono al sicuro: ecco il 'Focus sulle paure digitali' diffuso da Unipol
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BOLOGNA – Gli italiani temono per la sicurezza delle informazioni memorizzate sui propri dispositivi digitali: un intervistato su due (48%) le considera non al sicuro, una percezione negativa maggiormente radicata al Sud e tra coloro che si affidano al web per ragioni di lavoro. Il quadro muta radicalmente quando si parla di acquisti online, che invece vengono ritenuti sicuri dal 68% degli italiani. Interessante anche constatare come, in materia di “controllo sociale”, il percepito cambi molto a seconda della natura del “controllore”: il 62% degli utenti ritiene che Governo e forze dell’ordine controllino una parte delle proprie attività in Rete, ma lo accetta in nome della sicurezza, mentre quasi tre persone su quattro pensano che una parte dei dati digitali sia monitorata da imprese pubblicitarie e, per il 59%, ciò è considerato un rischio per la privacy. È quanto emerge dai risultati del “Focus sulle paure digitali” dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza Demos&Pi – Fondazione Unipolis, presentati nel corso dell’evento online “Data Vision & Data Value” organizzato dal Gruppo Unipol e al quale hanno partecipato Carlo Cimbri, Group CEO Unipol, Agostino Santoni, Amministratore Delegato CISCO, Michael Wade, Professore di Innovazione e Strategia alla IMD Business School e Marisa Parmigiani, Head of Sustainability and Stakeholder Management Unipol Group.

LEGGI ANCHE: Pc e internet sempre più diffusi, ma Italia sempre indietro rispetto a Europa

 

PROTEZIONE DEI DATI E SORVEGLIANZA IN RETE

Oltre al sopracitato 48% degli intervistati che considera le informazioni memorizzate sui propri dispositivi “poco” o “per nulla” al sicuro, il “Focus sulle paure digitali” riporta anche di un 43% che ritiene “al sicuro” le informazioni contenute nel proprio computer o nel proprio telefono, mentre un 2% non ha una opinione chiara a questo proposito.

La percezione cambia molto se si fa riferimento agli acquisti su Internet: Il 68% degli utenti, infatti, si dice convinto che utilizzare la propria carta di credito o il proprio account di home-banking per fare acquisti in Rete sia al riparo da brutte sorprese.

In tema di “controllo sociale”, il 62% degli intervistati ritiene che organizzazioni legate al Governo e alle forze dell’ordine controllino almeno una parte delle proprie attività sul web. Si tratta di una forma di sorveglianza perlopiù tollerata dagli utenti di Internet in nome della sicurezza, personale e pubblica (Il 49% descrive i controlli da parte delle istituzioni come una garanzia per i cittadini, mentre il 28% denuncia i rischi per la privacy).

LE IMPRESE PUBBLICITARIE? UN RISCHIO PER LA PRIVACY

Più “invasiva” viene ritenuta l’azione di soggetti per interessi personali e commerciali: quasi tre persone su quattro (74%) pensano che almeno una parte del “traffico” di dati digitali sia monitorata da imprese pubblicitarie, compagnie tecnologiche o aziende di altro tipo. Il 43% pensa che tutti i contenuti veicolati attraverso il proprio dispositivo in Rete, o quantomeno la maggior parte, siano controllati da questi attori. A cambiare radicalmente è la valutazione di tale controllo: per il 59% si tratta di un rischio per la privacy.

L’INSICUREZZA DIGITALE

La sicurezza digitale è al centro del pensiero degli italiani: Il 44% del campione teme per la sicurezza della sfera digitale: l’indice tocca i livelli più elevati nelle componenti adulte della popolazione: superiori al 50% nella fascia compresa tra i 45 e i 64 anni. In modo coerente con i tassi di utilizzo del web, l’insicurezza digitale riguarda anzitutto le persone di istruzione medio-alta. Dal punto di vista della categoria socio-professionale, i livelli più elevati si osservano tra i lavoratori autonomi e gli imprenditori (55%), tra i liberi professionisti (51%) e tra i tecnici, impiegati, dirigenti e funzionari (50%), ossia in quei settori che si affidano alla Rete (anche) per ragioni di lavoro. Infine, si osserva un livello più alto nelle regioni del Mezzogiorno (49%), rispetto alle altre aree del Paese.

I due aspetti che preoccupano con maggiore frequenza, su questa dimensione, riguardano “la sicurezza dei dati su Internet” (il 27% degli intervistati) e che “qualcuno possa controllare o impossessarsi delle informazioni su acquisti o operazioni bancarie su Internet” (24%).

LA FRUIZIONE DELLA RETE

Tenersi in contatto con altre persone attraverso i Social Network o programmi di messaggistica, è questa la principale ragione (64% degli intervistati) per cui gli italiani utilizzano la rete. L’altra grande funzione della Rete (69% del campione), la quale anch’essa ha giocato un ruolo fondamentale nella fase della pandemia, rimanda alla dimensione informativa.

UN TERZO DEGLI ITALIANI NON È MAI ONLINE

Nel corso degli ultimi anni è cresciuta in modo significativo la componente dei cittadini “in Rete”, nonostante ciò, ad oggi, un terzo della popolazione italiana in età adulta non accede mai al web: in particolare, le quote più elevate di persone disconnesse si osservano tra le donne (32%), i soggetti con basso livello d’istruzione (76%), i pensionati (52%) e le casalinghe (55%). Il 73% degli intervistati accede, anche in modo saltuario, a Internet e, tra questi, il 23% è always-on, dato che tocca il suo massimo tra i liberi professionisti (54%) e gli studenti (49%).

UNIPOL E LA PROTEZIONE DEI DATI

Quello della protezione dei dati personali è un diritto molto sentito dagli italiani, nonché un principio fondamentale nelle politiche del Gruppo Unipol che, consapevole di come il valore creato attraverso i dati debba essere generato da un’analisi trasparente ed essere condiviso con i soggetti cui i dati si riferiscono, ha recentemente formalizzato una nuova policy. La “Politica di protezione e valorizzazione dei dati personali” del Gruppo Unipol si contraddistingue, in particolare, per affiancare al tema della protezione dei dati quello della loro valorizzazione: l’azienda si impegna ad utilizzare i dati per costruire soluzioni che partano dalla persona e i suoi bisogni e per impattare positivamente sul bene comune. Inoltre, il Gruppo ha deciso di istituire un’apposita “Data Ethics Task Force” che ha il compito di comprendere anzitutto l’impatto sugli stakeholder della valorizzazione dei dati personali sottesa a progetti avviati o da avviare, o ad attività di business. Ne consegue un’attenta misurazione delle opportunità e degli impatti in un’ottica di aderenza ai valori aziendali contenuti nella Carta dei Valori e nel Codice Etico così da definire, caso per caso, delle scelte coerenti con la visione aziendale e con i valori del Gruppo.

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Musica, Gaetano Curreri: “Dateci regole chiare, vogliamo ripartire”. E sabato sera canta sul tetto dell’ospedale https://www.dire.it/24-06-2020/477909-musica-gaetano-curreri-dateci-regole-chiare-vogliamo-ripartire-e-sabato-sera-canta-sul-tetto-dellospedale/ Wed, 24 Jun 2020 14:04:40 +0000 https://www.dire.it/?p=477909 stadio

Il leader degli Stadio come altri artisti chiede di ripartire. Intanto sabato ci sarà un concerto "in stile Beatles" per ringraziare gli operatori sanitari e raccogliere fondi

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Il leader degli Stadio come altri artisti chiede di ripartire. Intanto sabato ci sarà un concerto "in stile Beatles" per ringraziare gli operatori sanitari e raccogliere fondi
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BOLOGNA – Il mondo della musica e dello spettacolo in Italia “deve ripartire” al più presto. “Dateci regole chiare: bisogna girare la chiave e riaccendere il motore“. A dirlo è Gaetano Curreri, leader degli Stadio, che si unisce così al coro di artisti che in questi giorni sta facendo pressione sul Governo perchè vengano varate misure a sostegno del settore. Dopo il flash mob di domenica scorsa, lunedì una rappresentanza degli artisti guidata da Manuel Agnelli e Diodato ha incontrato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, chiedendo l’attivazione di un tavolo tecnico urgente.

“Bisogna che ci incontriamo più spesso”, esorta Curreri, oggi in conferenza stampa a Bologna per presentare il concerto di solidarietà sul tetto del Policlinico Sant’Orsola in programma sabato sera. “Il nostro mondo deve ripartire- insiste il leader degli Stadio- ci sono persone a casa che non lavorano da mesi”. Lo stesso concerto di sabato al Sant’Orsola di Bologna “serve per tenere alta l’attenzione anche su questo- spiega Curreri- dateci regole certe, abbiamo bisogno di ripartire. Non tanto per noi artisti, ma per chi lavora con noi: collaboratori, facchini, autisti, che ogni estate si fanno 40-50 concerti”. E aggiunge: “Io andrò dappertutto: chi mi chiama, vado. Vado anche a casa della gente a suonare. Ma bisogna girare la chiave e riaccendere il motore”, incita il leader degli Stadio.

 

STADIO IN CONCERTO, RACCOLGONO FONDI PER OSPEDALI

Dopo il videoclip “Voi come noi” girato durante il lockdown ( cantando insieme a medici e infermieri del Sant’Orsola di Bologna) sabato sera, il 27 giugno, gli Stadio canteranno sul tetto del padiglione 23 dello stesso Policlinico, in stile Beatles,  per raccogliere fondi a sostegno degli ospedali di Bologna, Catania e Siracusa. un modo per esprimere gratitudine verso gli operatori sanitari che in questi mesi hanno lottato in prima linea contro il coronavirus.

“Sarà la nostra festa del ringraziamento, anche se non ci sarà il tacchino”, dice il leader della band Gaetano Curreri, questa mattina in conferenza stampa insieme alla direttrice del Sant’Orsola, Chiara Gibertoni. Il concerto durerà un’ora e sarà visibile in streaming sui profili Facebook della band e degli ospedali coinvolti (non è previsto pubblico dal vivo).

Durante lo show ci saranno anche collegamenti dai reparti, dove medici e infermieri faranno una loro esibizione. Previsti anche ospiti d’eccezione, sempre da remoto: Paolo Fresu, Noemi e Solis string quartet. “Sapendo che io da sempre voglio emulare i Beatles, la nostra manager ha avuto l’idea del concerto sul tetto- racconta Curreri- sembrava una follia e non è stato facile organizzarlo. Ma è un modo anche per girare la chiave e riaccendere il motore della musica, dire che si può tornare sul palco a suonare e far emozionare le persone”. Nella scaletta ci saranno i grandi successi degli Stadio, canzoni come “Disperato bisogno d’amore” o “Chiedi chi erano i Beatles”. E naturalmente, un omaggio a Dalla con “La cena dei miracoli”. Del resto, afferma Curreri, in questo concerto “ci vedo molto anche la mia cultura ‘dalliana’. Lui ci sarebbe stato di sicuro“.

L’idea del videoclip prima e del concerto poi “è nata in corsia- spiega Gibertoni- tra chi era tutti i giorni in trincea”, sull’onda dei video che nei mesi di lockdown venivano diffusi in rete dagli stessi operatori sanitari per stemperare il dramma del momento. Tra i promotori di questa iniziativa c’è l’ex direttore del Pronto soccorso, Mario Cavazza, che afferma: “Non siamo eroi, facciamo solo il nostro lavoro. Ma vero è che siamo gente tosta”. O, per dirla proprio con gli Stadio, una “generazione di fenomeni”.

A organizzare il tutto, insieme al manager della band, è la Fondazione Sant’Orsola guidata da Giacomo Faldella, che in questi mesi si è occupata di raccolta fondi e iniziative a sostegno degli operatori sanitari bolognesi. Lo stesso concerto degli Stadio, che si esibiranno a titolo gratuito, servirà a lanciare una campagna di crowdfunding in favore del personale sanitario di Bologna e per l’acquisto di dispositivi di protezione per due ospedali siciliani: l’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania e l’ospedale Umberto I di Siracusa, ai quali gli Stadio sono legati in modo particolare. “E’ un gesto di affetto verso gli operatori sanitari- commenta ancora la numero uno del Sant’Orsola- dal punto di vista motivazionale serve molto di più di tante altre dimostrazioni”. Un plauso arriva anche dall’assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore, che ricorda il conferimento del Nettuno d’oro agli Stadio dopo la vittoria al festival di Sanremo nel 2016. “Chi lo riceve è protagonista di impegno civile- sottolinea Lepore- e gli Stadio ci sono anche in questo momento”.

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Chef Rubio dice addio a Instagram, Facebook e Whatsapp: “Mi hanno oscurato, me ne vado” https://www.dire.it/24-06-2020/477696-chef-rubio-dice-addio-a-instagram-facebook-e-whatsapp-mi-hanno-oscurato-me-ne-vado/ Wed, 24 Jun 2020 09:44:24 +0000 https://www.dire.it/?p=477696 CHEF_RUBIO

Chef Rubio lascia i tre social network in polemica: "Sono stato colpito dalla censura dello 'shadow ban', mi hanno oscurato dopo le mie posizioni antisioniste"

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Chef Rubio lascia i tre social network in polemica: "Sono stato colpito dalla censura dello 'shadow ban', mi hanno oscurato dopo le mie posizioni antisioniste"
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ROMA – Rubio da oggi elimina in via definitiva i suoi account Instagram, Facebook e Whatsapp. Lo annuncia con un lungo messaggio pubblicato sui suoi social network e con un’intervista in anteprima al magazine Wired.it.

Dopo sette anni di intensa attività social, da gennaio 2020 l’account Instagram @rubiochef è stato colpito dallo shadow ban, senza che sia stata inviata alcuna notifica ufficiale all’utente. Si tratta di un blocco discrezionale, una censura che ha confinato il profilo Instagram di Rubio in una zona d’ombra, limitandone l’engagement e quindi la libertà di parola su temi sensibili come la questione palestinese.

 

LA SCELTA DI ‘BOICOTTARE’ IG, FACEBOOK E WHATSAPP

Da questo episodio, la decisione di Rubio di boicottare Instagram, Facebook e Whatsapp ‘come gesto plateale per smascherare pubblicamente il sistema di controllo deviato della grande lobby sionista’ e denunciare il fatto che un’azienda tech privata decida, al di sopra delle leggi, cosa si possa comunicare e cosa no. Ad ogni modo, Rubio rimane profondamente legato al suo quasi milione di followers che ringrazia pubblicamente e con cui continuerà a interagire tramite il suo account Twitter @rubio_chef, Telegram e sul sito www.chefrubio.it.

Ecco di seguito il post con cui Rubio spiega la decisione di boicottare i social network di Mark Zuckerberg: “Abbandono Instagram, Facebook e Whatsapp. Ho deciso di cancellare i miei account da tutte le app social gestite da Mark Zuckerberg che – secondo una logica tutta sionista, assieme all’Anti-Defamation League (Adl) – controlla e censura la circolazione di contenuti e informazioni, violando il diritto alla libertà di espressione. Per mesi, senza alcun preavviso o notifica, Instagram ha sottoposto il mio account a una censura soft e subdola. Si chiama ‘Shadow-ban’, un silenziamento discrezionale che mette in una zona d’ombra chi pubblica contenuti ritenuti sensibili, che contravvengono i termini d’uso. Nel mio caso, lo shadow-ban ha riguardato principalmente i post anti-sionisti e contro l’occupazione della Palestina. Tra dicembre 2019 e gennaio 2020, ricevo le prime segnalazioni di followers che non riescono più a vedere i miei post e le mie stories nella timeline. Da gennaio a giugno, nonostante si aggiungano centinaia di nuovi followers ogni giorno, il numero totale di chi segue la mia pagina non supera mai i 740mila, per poi inchiodarsi, ad oggi, a 737mila. Anche le views delle stories da una media di 60k crollano a 5k ogni 24 ore. A marzo segnalo il problema all’assistenza di Instagram Italia e US, da allora la risposta è un disco rotto: ‘Stiamo indagando per risolvere il problema, grazie per la tua pazienza’.

LEGGI ANCHE: Tv, Chef Rubio e l’addio a Discovery Channel: “Me ne vado io”

“TENGO APERTO TWITTER, TELEGRAM E IL SITO”

Fino a che il 12 giugno liquidano il caso spiegando che ‘si tratta di un blocco che elimina followers fake e bot per garantire la sicurezza del mio account’. Cazzate. Una spiegazione che non giustifica il mancato conteggio dei nuovi followers per oltre 6 mesi. Lo shadowban è una censura inaccettabile che viola l’art.21 della nostra Costituzione e l’art.10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Pertanto da oggi inizia la mia disobbedienza social sulle piattaforme di Mark Zuckerberg. Addio Instagram, Facebook e Whatsapp. Continuerò le mie attività di comunicazione su Twitter, Telegram e sul mio sito www.chefrubio.it. Come sempre rimarrò attivo nei luoghi fisici, nelle piazze, nei raduni dove la libera circolazione di idee garantisce uno scambio democratico e costruttivo, capace di contraddire disinformazione, la propaganda sionista / hasbara , bugie, revisioni storiche e negazionismi, minacce, insulti, provocazioni, e odio. Grazie a tutti coloro che in questi sette anni hanno animato il miei profili e hanno contribuito a renderli grandi e soprattutto utili. Se ci tappano la bocca è perché diciamo scomode verità. Boicottare l’uso di Instagram, Facebook e Whatsapp è per me un gesto plateale che vuole smascherare pubblicamente il sistema di controllo deviato della grande lobby sionista oltre che rifiutare il fatto che un’azienda tech privata decida, al di sopra delle leggi, cosa possiamo dire, leggere e guardare. Tra una settimana, i miei account Instagram, Facebook e Whatsapp saranno disabilitati. Li lascio attivi ancora 7 giorni per riuscire a raggiungere quante più persone possibile con questo messaggio e consentire le operazioni di backup e salvataggio immagini, qualora vi stia particolarmente a cuore qualche foto o post d’archivio. E poi non mi resterà che cliccare su ‘Elimina account'”.

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‘Il Regno’ è tra Medioevo e presente: nel film si ride con Fresi e Tortora https://www.dire.it/23-06-2020/477571-il-regno-e-tra-medioevo-e-presente-nel-film-si-ride-con-fresi-e-tortora/ Tue, 23 Jun 2020 16:32:07 +0000 https://www.dire.it/?p=477571 film il regno

Il film d’esordio di Francesco Fanuele distribuito da Fandango arriva il 26 giugno in streaming. Ma "non si esclude un'uscita al cinema"

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Il film d’esordio di Francesco Fanuele distribuito da Fandango arriva il 26 giugno in streaming. Ma "non si esclude un'uscita al cinema"
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ROMA – Un regno perfetto in cui la modernità viene lasciata fuori per dare spazio agli usi e costumi del Medioevo. Una società in cui il tempo si dilata e il baratto non permette alla delinquenza, alla fame e agli aspetti malsani della contemporaneità di ‘soffocare’ l’equilibrio degli abitanti di un casale di campagna alla periferia della Capitale. Una realtà assurda a due passi dal caos della città moderna che prende vita ne ‘Il Regno’ di Francesco Fanuele e sviluppato, precedentemente, nel suo omonimo cortometraggio di diploma del Centro sperimentale di cinematografia.

TRAMA E CAST

Presentato ‘fisicamente’ alla Casa del Cinema a Roma, il lungometraggio di esordio di Fanuele non esplora soltanto la riscoperta di un mondo senza tecnologia ma anche il tema della solitudine attraverso Giacomo, il protagonista interpretato da Stefano Fresi (già nel cast del corto): autista di autobus, rimasto senza genitori, non ha una compagna e i passeggeri del bus non possono avvicinarsi a lui per via del cartello ‘non parlare con l’autista’.

“Io sono molto nostalgico. Il mio desiderio è trovarmi dopo la morte in epoche passate che conosco poco”, ha detto Fresi durante la conferenza stampa. “Io sono cresciuto nella campagna della Sardegna. Quando avevo cinque anni, più o meno, ho vissuto le stesse situazioni del film perché a casa di mia nonna non c’era la luce e l’acqua calda. L’appartenenza a questi luoghi (che fanno riassaporare le cose semplici, ndr) – ha continuato l’attore – e il tempo dilatato hanno rappresentato la ‘madre’ di molti sogni che mi hanno portato ad essere la persona che sono ora”.

La storia racconta di un conducente di autobus. Un giorno scopre che il padre, che lo ha abbandonato trent’anni prima, gli ha lasciato in eredità il trono di un regno tanto assurdo quanto medievale. Dopo essersi ritrovato a capo di questa comunità segreta e averla messa a repentaglio, l’autista combatte contro lo Stato italiano per salvarla e ottenere l’indipendenza, riuscendo finalmente a superare il suo complesso d’inferiorità verso la figura paterna e a rimarginare la ferita dell’abbandono. Giacomo ha avuto il coraggio di lasciare tutto: macchina, smartphone e tutte le comodità della modernità ma non il lupetto della A.S. Roma, la pasta alla gricia e il poster di Francesco Totti.

A supportarlo in questo viaggio assurdo alla riscoperta di se stesso c’è l’avvocato Sanna, interpretato da Max Tortora. “Grazie alla non tecnologia ho sofferto meno per amore perché, una volta, se chiamavi a casa la persona che ti piaceva e ti rispondeva un suo parente o un’amica che ti dicevano ‘lei/lui non è a casa’ tu ci credevi. Con whatsapp, invece, ti legge e non ti risponde.

“Vivevo meglio negli Anni 70”, ha raccontato Tortora con la sua inconfondibile ironia. ‘Il Regno’ è un ritratto ‘fantastico’ e divertente della società odierna che pone allo spettatore riflessioni interessanti e tante risate con l’irresistibile coppia Fresi-Tortora e il loro linguaggio aulico ‘tinto’ di romanaccio. “Sono uno degli esordienti più fortunati degli ultimi tempi perché ho avuto la possibilità di lavorare con questo cast (composto da Fresi, Tortora, Silvia D’Amico e Fotinì Peluso, ndr)”, ha raccontato Fanuele, che ha concluso: “È stato bello vivere un’epoca in cui le cose di tutti i giorni sono più vere rispetto a come le viviamo oggi”.

L’USCITA

Il film arriverà il 26 giugno sulle principali piattaforme on demand, distribuito da Fandango, ma come ha sottolineato il produttore Domenico Procacci non si esclude un’uscita al cinema.

“Gli esercenti dovrebbero essere meno preoccupati: tutti amiamo la sala, l’esperienza di qualità è superiore a qualunque altro tipo di fruizione. Abbiamo capito che in certi momenti la sala non esiste”, ha dichiarato Procacci. “Sicuramente sarà meno ‘romantico’ sostenere le piattaforme ma è un valore che è giusto che cresca. La sala non è l’unica cosa a cui pensare. Per esempio – ha continuato il produttore – l’home video è un valore che è crollato e invece andrebbe difeso. Mi auguro che il film arrivi nelle sale, ma non esistono solo i cinema. Il cinema deve imparare a ragionare con le piattaforme “.

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FOTO | La Ducati Panigale V4 R? Eccone una tutta in Lego, in scala 1:1. Oggi Dovizioso a Modena per ammirarla https://www.dire.it/19-06-2020/475983-la-ducati-panigale-v4-r-eccone-una-tutta-in-lego-in-scala-11-oggi-dovizioso-a-modena-per-ammirarla/ Fri, 19 Jun 2020 14:11:38 +0000 https://www.dire.it/?p=475983 ducati moto lego_dovizioso

Per costruirla l'artista italiano Riccardo Zangelmi ci ha messo 400 ore

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Per costruirla l'artista italiano Riccardo Zangelmi ci ha messo 400 ore
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BOLOGNA – Ci sono volute 400 ore per costruire una Ducati Panigale V4 R, la ‘Rossa’ di Borgo Panigale, fatta tutta di mattoncini Lego: l’ha realizzata l’artista Riccardo Zangelmi ed è l’unico modello al mondo in scala 1:1. Oggi a Modena, ad ammirarla a fianco della moto vera, c’è andato il pilota Ducati Andrea Dovizioso.

La vera Panigale V4 R e la sua ‘gemella’ realizzata in Lego sono state infatti messe l’una a fianco dell’altra all’Autodromo di Modena. Oltre a Dovizioso, pilota ufficiale del Ducati Team MotoGp e appassionato dei mattoncini Lego, c’erano Claudio Domenicali, ceo Ducati, e Paolo Lazzarin, general manager di Lego Italia.

“Sono molto felice perché mai mi sarei immaginato di fare l’unveiling di una moto come questa- ha detto Dovizioso entusiasta-. Quasi tutti nella nostra vita abbiamo giocato almeno una volta con i mattoncini Lego, però vedere da vicino una replica della Panigale V4 R è qualcosa di incredibile e di un altro livello. Faccio i miei complimenti all’artista Lego Riccardo Zangelmi per aver realizzato una replica così fedele e ricca di dettagli della moto Ducati. Sicuramente saranno in molti a divertirsi a montarla”.

Riccardo Zangelmi, che da anni crea opere d’arte in mattoncini, e ha utilizzato per la prima volta Lego Technic in questa occasione, si è dichiarato molto soddisfatto del risultato: “Partecipare a questo progetto di Lego Italia e Ducati è stata la sfida professionale più entusiasmante che abbia mai affrontato. Sono andato oltre ogni limite e ho vinto tagliando il traguardo in team. Mi sono approcciato al progetto come avrebbe fatto un pilota ufficiale della Casa di Borgo Panigale, spingendo al massimo in pista, cercando e superando nuovi limiti. Io per primo guardo oggi le due moto, fianco a fianco, e sono felice di aver colto il ‘dna’ che caratterizza sia Lego Technic che Ducati, ricreando in mattoncini la moto simbolo dell’eccellenza italiana”.

LEGGI ANCHE: Anche i Lego hanno il loro scanner: ‘teletrasporta’ i pezzi dal reale al digitale

L’occasione è servita anche per celebrare l’arrivo sul mercato dall’1 giugno del tanto atteso set Lego dedicato proprio alla Ducati Panigale V4 (il codice è 42107, ed è pensato per i 10 anni in su). Il modello misura 32 centimetri di lunghezza, 16 di altezza e 8 di larghezza ed è il primo modello di moto nella storia di Lego Technic a includere un cambio per simulare le diverse velocità e tecniche di guida. Ci sono anche lo sterzo, le sospensioni, oltre ai freni a disco anteriori e posteriori. Cavalletto, tubo di scarico, parabrezza e cruscotto aggiungono i piccoli dettagli che rendono questa moto così fedele alla versione reale. Non ultimo il colore rosso che fa accelerare il battito di qualsiasi Ducatista.

LEGGI ANCHE: VIDEO | A Bologna inaugura il Lego store, e arrivano le Due torri di mattoncini

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Giornalismo investigativo, ecco i finalisti della nona edizione del Premio Morrione https://www.dire.it/19-06-2020/475811-giornalismo-investigativo-ecco-i-finalisti-della-nona-edizione-del-premio-morrione/ Fri, 19 Jun 2020 09:54:44 +0000 https://www.dire.it/?p=475811 premio morrione

Il video 'Buonanotte' di Ioana Beatrice Ambrosio vince il premio del bando speciale Coronavirus

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Il video 'Buonanotte' di Ioana Beatrice Ambrosio vince il premio del bando speciale Coronavirus
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ROMA -Sono stati presentati i finalisti della nona edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo ed è stata premiata l’opera vincitrice del bando speciale coronavirus. Entrambe le iniziative sono promosse dall’associazione Amici di Roberto Morrione in collaborazione con la Rai.

I FINALISTI DEL PREMIO MORRIONE 2020

Il Premio è riservato agli under 30 ed è  dedicato alla memoria e all’impegno civile e professionale di Roberto Morrionegiornalista Rai, fondatore di Rainews24 e di Liberainformazione.

Tra i 46 progetti di inchiesta candidati la giuria, presieduta da Giuseppe Giulietti, ne ha scelti quattro di quattro team di giornalisti selezionati tra gli 85 partecipanti under30. Arrivano in finale:

  • Pietro Adami e Cristiana Mastronicola (categoria video)
  •  Martina Ferlisi, Sarika Strobbe, Amarilli Varesio (categoria video)
  • Federico Marconi e Giorgio Saracino (categoria video)
  • Gabriele Cruciata e Arianna Poletti (categoria sperimentale)

I video di presentazione sono nel canale youtube del Premio Morrione.  

Da oggi inizia ufficialmente la fase di produzione delle inchieste, della durata di quattro/cinque mesi, durante la quale gli autori verranno affiancati da un pool di tutor di grande esperienza che si sono messi a disposizione dell’iniziativa.  I tutor giornalistici di questa edizione saranno Lorenzo Di Pietro, Dina Lauricella, Giorgio Mottola, Luca Rosini. Ogni anno il tutoraggio tecnico video audio è affidato a Francesco Cavalli, tutoraggio digitale è di Stefano Lamorgese, mentre quello musicale è a cura di Pietro Ferri. L’avvocato Giulio Vasaturo garantisce una specifica consulenza legale. A ciascun progetto finalista viene assegnato un contributo iniziale in denaro di 4.000 euro da impiegare nello sviluppo e nella produzione dell’inchiesta. Le quattro inchieste conorrono inoltre ad un premio finale del valore di 2.000 euro per ciascuna categoria. Le inchieste vincitrici verranno diffuse da Rainews24.

L’associazione Amici di Roberto Morrione sta lavorando all’organizzazione delle giornate di premiazione che si svolgeranno a Torino a fine ottobre.

OPERA GIORNALISTICA VINCITRICE DEL BANDO SPECIALE CORONAVIRUS

Il video Buonanotte di Ioana Beatrice Ambrosio ha vinto il premio in denaro di 2mila euro del bando speciale coronavirus, concorso riservato agli under40 e  lanciato dall’associazione Amici di Roberto Morrione in collaborazione con la Rai durante l’emergenza covid-19.  La motivazione della giuria è stata la seguente: “Per aver saputo raccontare, con semplicità e poesia, un frammento di vita quotidiana durante la pandemia che ha colpito il nostro paese. Ioanna Beatrice Ambrosio, artista di strada e filmaker, si è trovata a vivere con i suoi due fedeli amici a quattro zampe in una Milano vuota, impaurita e spettrale. Le immagini scandagliano i rari passanti, le file ai supermercati, il silenzio di una metropolitana che sembra abbandonata.La fatica di vivere alla giornata, la divisione del cibo con i suoi cani sono raffigurate con tranquillità, come in un diario personale. Le parole sono  didascalie di una storia di solitudine ma con lo sguardo attento e rivolto comunque al futuro.”
 

IL NETWORK DEL PREMIO ROBERTO MORRIONE PER IL GIORNALISMO INVESTIGATIVO

Il Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo è promosso dall’associazione Amici di Roberto Morrione e dalla Rai.

Con il contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, Compagnia San Paolo, della Fondazione Circolo dei lettori, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dell’UsigRai, di IND, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, dell’Associazione della Stampa Subalpina.

Sono media partner Rainews24, Rai Italia, Rai Radio1, Rai Radio3, TGR, Riforma.it, Agenzia Dire, Fanpage.it, Liberainformazione. Radio Beckwith, Impakter Italia.

Il Premio è realizzato in collaborazione con Rai Teche, Report, Articolo21, Eurovisioni, Italian Contemporary Film Festival-Toronto, I Siciliani, Libera associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Osservatorio di Pavia, Premio Città di Sasso Marconi, Scuola di giornalismo Lelio Basso, UCSI.

LA GIURIA DEL PREMIO ROBERTO MORRIONE

La Giuria del premio è presieduta da Giuseppe Giulietti e composta da Luca Ajroldi, Paolo Aleotti, Piero Badaloni, Laura Silvia Battaglia, Giuliano Berretta, Giulia Bosetti, Valerio Cataldi, Francesco Cavalli, Chiara Cazzaniga, Giovanni Celsi, Enzo Chiarullo, Giovanni De Luca, Amalia De Simone, Antonio Di Bella, Alessandro di Nunzio, Mara Filippi Morrione, Lorenzo Frigerio, Alessandro Gaeta, Diego Gandolfo, Gian Mario Gillio, Giuseppe Giulietti, Antonella Graziani, Karina Guarino Laterza, Celia Guimaraes, Udo Gümpel, Stefano Lamorgese, Francesco Laurenti, Elisa Marincola, Flaviano Masella, Anna Migotto, Fausto Pellegrini, Raffaella Pusceddu, Alessandro Rocca, Federico Ruffo, Sandro Ruotolo, Mario Sanna, Giorgio Santelli, Pietro Suber, Giovanni Tizian, Maurizio Torrealta.

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La Ferrari riparte e Leclerc ‘sveglia’ Maranello con il rombo della Sf100 https://www.dire.it/18-06-2020/475468-la-ferrari-riparte-e-leclerc-sveglia-maranello-con-il-rombo-della-sf100/ Thu, 18 Jun 2020 13:20:15 +0000 https://www.dire.it/?p=475468 ferrari_leclerc maranello

Il pilota stamattina è uscito dall’officina Classiche- proprio dal cancello da cui passò Enzo- e ha fatto un giro per Maranello. Riparte così la stagione di Formula 1 della scuderia Ferrari

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Il pilota stamattina è uscito dall’officina Classiche- proprio dal cancello da cui passò Enzo- e ha fatto un giro per Maranello. Riparte così la stagione di Formula 1 della scuderia Ferrari
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MODENA – Con il rombo della SF1000 guidata da Charles Leclerc che risuona a Maranello, è ripartita la stagione di Formula 1 della scuderia Ferrari. A tre mesi e mezzo dall’ultima giornata di test sulla pista di Barcellona, 110 giorni fa, è stato riacceso il motore della SF1000 che si è mossa partendo dall’officina Classiche, nel cuore della stabilimento storico di Maranello, proprio dove un tempo anche il reparto corse aveva la propria sede. Il pilota monegasco, dunque, è uscito dallo stesso cancello che Enzo Ferrari varcò nella giornata del 12 marzo 1947 con la prima vettura che portava il suo nome: la 125 S.

Leclerc ha proseguito nel suo percorso sfilando davanti al museo di Maranello, altra meta fondamentale degli appassionati nella quale è possibile ammirare alcune delle più belle Ferrari costruite dall’azienda in 73 anni di storia. Leclerc, il primo pilota dell’era moderna ad aver guidato una vettura di Formula 1 sulle strade di Maranello, ha concluso la propria esibizione imboccando via Gilles Villeneuve e dirigendosi alla pista di Fiorano, che ha tenuto a battesimo tutte le Ferrari stradali dal 1972. Il tutto verso il 3 luglio, quando in chiave ‘ripartenza’ si terranno le prime prove libere del gran premio d’Austria.

Il video postato su Twitter dalla FanPage di Charles Leclerc:

 

 

Commenta lo stesso Leclerc: “Non sono uno che ama alzarsi dal letto all’alba ma questa mattina c’era un ottimo motivo per farlo. Forse abbiamo svegliato qualcuno ma è stato bello guidare sulle strade di Maranello la SF1000. È stata una grande emozione poter tornare in macchina oggi e soprattutto farlo su un tracciato così particolare. Rientrare nell’abitacolo mi ha fatto sentire come essere di nuovo a casa”. Aggiunge il pilota: “Ci è sembrato un modo bello e divertente per dire che siamo pronti a tornare in pista. Adesso non vedo l’ora di poter guidare la SF1000 in Austria”.

 

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Via al bonus vacanze, ma il Covid tiene a casa 10 milioni di italiani https://www.dire.it/18-06-2020/475344-via-al-bonus-vacanze-ma-il-covid-tiene-a-casa-10-milioni-di-italiani/ Thu, 18 Jun 2020 10:42:19 +0000 https://www.dire.it/?p=475344

Sul portale di Federalberghi sara' disponibile a breve l'elenco delle strutture ricettive italiane disponibili ad accettare i bonus

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Sul portale di Federalberghi sara' disponibile a breve l'elenco delle strutture ricettive italiane disponibili ad accettare i bonus
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ROMA – L’Agenzia delle Entrate ha fornito le indicazioni per richiedere e utilizzare il bonus vacanze, il contributo previsto dal decreto “Rilancio” per le famiglie che intendono trascorrere le vacanze in Italia.

Federalberghi, con il supporto dell’Istituto ACS Marketing Solutions, ha realizzato un’indagine su un campione rappresentativo della popolazione italiana, per sondare gli umori del mercato, che sembra aver apprezzato la novità. L’80% degli italiani conosce o almeno ha sentito parlare del “bonus vacanze”. La percentuale sale al 91,6% se si considerano coloro che intendono fare una vacanza quest’estate. Il 52,2% degli italiani che andranno in vacanza nel 2020 ha intenzione di richiedere il bonus vacanze. Di questi, il 57% intende utilizzare il bonus entro settembre, mentre il 16,7% guarda ai mesi successivi. Infine, il 26,2% è ancora indeciso.

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Sul fronte di coloro che andranno in vacanza senza richiedere il bonus, la motivazione principale (38,3%) è costituita dalla mancanza dei requisiti di reddito (il contributo spetta solo a chi ha un ISEE inferiore a 40.000 euro), ma ben più ampia e la quota di coloro che, pur avendo diritto a beneficiarne, è esitante per vari motivi. Il sistema Federalberghi sta attivando due filoni di iniziative volte a colmare questo gap, per promuovere l’utilizzo del bonus.

Sul portale di Federalberghi (www.italyhotels.it) sarà disponibile a breve l’elenco delle strutture turistico ricettive italiane disponibili ad accettare i bonus. Proprio oggi è stata lanciata una grande indagine online, per intervistare oltre 28.000 soci. Sono inoltre allo studio accordi con il sistema bancario, per agevolare la conoscenza del nuovo istituto e delle procedure che gli albergatori dovranno seguire per ottenere il rimborso dei buoni da parte del sistema bancario.

“Non è un mistero che avremmo preferito un approccio diverso, che privilegiasse gli aiuti diretti alle imprese, dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. E speriamo ancora che il Parlamento migliori le caratteristiche del tax credit vacanze, ad esempio elevando la soglia ISEE e facilitando la possibilità di incasso da parte degli albergatori. Ma in questo momento, con l’estate alle porte e un mercato a dir poco asfittico, è imperativo spingere sull’acceleratore per sfruttare al massimo le potenzialità offerte da questa misura, per la quale sono stati stanziati oltre 2,4 miliardi di euro.”

“Oggi pomeriggio – conclude Bocca – nell’ambito degli Stati Generali dell’Economia, rammenteremo al Governo la necessità di irrobustire le misure di sostegno previste dal decreto Rilancio, anche recependo con urgenza alcune misure previste dal Piano redatto dal Comitato degli esperti. Le nostre priorità spaziano dalla proroga della cassa integrazione alla riduzione del costo del lavoro per le imprese che ripartono, passando per le peculiarità delle imprese in affitto e per la riduzione della pressione fiscale sugli immobili strumentali, senza dimenticare le problematiche connesse alla riqualificazione delle strutture ricettive, alla concorrenza sleale esercitata delle centinaia di migliaia di appartamenti abusivi che inquinano il mercato ed all’abuso di potere dominante dei portali di prenotazione che vessano sistematicamente gli hotel”.

IL COVID TIENE  A CASA 10 MILIONI DI ITALIANI

Dopo l’emergenza Covid, oltre 10 milioni di italiani, un sesto dei vacanzieri dell’anno scorso, stanno pensando di rinunciare alle vacanze 2020. Tuttavia, sette su 10 hanno “voglia di ripartire”. Chi lo farà, comunque, spenderà il 20% in meno dell’anno scorso. In valigia ci saranno sicuramente mascherina e disinfettanti, mentre addirittura un 50% degli intervistati riterrebbe “opportuno” anche il passaporto sanitario, anche se in realtà è già sfumato, per “una maggiore sicurezza collettiva”. E se il Tax credit non entusiasma, ben nove italiani su 10 viaggeranno in Italia, anche se la gran parte vuole “almeno cambiare regione”.

In ogni caso, la Puglia è da primato tra le destinazioni, mentre salgono in classifica le isole e il Trentino. Dopo il lockdown e la paura, comunque, c’è voglia di vacanze green, sostenibili e all’aria aperta: ma “ci si muove in auto”, visto che gli aerei e i treni sono ritenuti più a rischio contagio. È la fotografia degli italiani in vacanza quest’anno scattata da Coop e dall’osservatorio Robintur Travel Group. La ricerca è stata realizzata nel periodo 1-5 giugno su un campione rappresentativo della popolazione italiana, tra i 18 e i 65 anni, ed è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa online da Albino Russo, direttore generale Ancc-Coop, Stefano Dall’Ara, presidente Robintur e Claudio Passuti, direttore generale Robintur.

Continuando ad indagare tra le tendenze verso l’estate degli italiani, ci si sposterà anche verso le case di famigliari o amici, con un tuffo indietro nelle vacanze anni ’70. Il cibo resta centrale nel soggiorno, anche se si prevede di andare al ristorante “con meno frequenza degli scorsi anni”. E preferendo o dovendo evitare gli assembramenti, molti italiani progettano di “riscoprire la natura e la montagna”. Un 20% degli intervistati, inoltre, avrà meno budget.

Ancora: c’è tanta voglia di spiaggia anche nello “stesso mare”, al posto di viaggi itineranti e crociere che perdono decisamente quota, insieme appunto ad una “voglia di natura” da soddisfare all’aria aperta, dove “non è necessario mettere la mascherina”. In generale, dunque, si stima che il Covid terrà a casa 10 milioni di italiani dopo un trend di tre anni di crescita. Solo il 70% prevede di concedersi una pausa nei prossimi mesi: si era all’89% nel 2019 e sopra l’80 nei due anni precedenti, sarebbe stato l’87% quest’anno senza pandemia. Chi parte, pensa comunque a soggiorni più brevi rispetto al 2019 nel 39% dei casi, con un 30% che vorrebbe spendere il 20% in meno: il budget sarebbe stato oltre i 1.200 euro senza Covid, poco sopra i 1.000 ora.

Solo il 24% inoltre già pensa di ricorrere al Tax credit, il contributo previsto dal Governo per incentivare gli italiani a tornare a viaggiare. In questo quadro, nel 30% di mancati vacanzieri un 17% ha rinunciato proprio a causa della pandemia (con donne e over 56 che scelgono di non viaggiare con più frequenza). In cima alle motivazioni ci sono infatti “il caos e l’incertezza del momento: le regole poco chiare” scoraggiano il 78% dei rinunciatari, “la paura di ammalarsi” il 77%, la necessità di “risparmiare” in previsione di periodi difficili il 77%, le “difficoltà economiche già insorte proprio per il lockdown” il 70%. Intanto, dopo una ripartenza lenta a inizio giugno in questi giorni nella rete Robintur ci si sta avvicinando a coprire il 25% delle prenotazioni registrate nella rete delle agenzie dirette, nella stessa settimana dell’anno precedente, con una punta del 50% per l’Italia. La maggior parte delle richieste per l’estate riguarda nel 79% dei casi destinazioni in Italia: Sardegna, Sicilia e Puglia, con uno sprint per quest’ultima, si confermano in cima ai desideri.

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Covid, arriva la task force del sesso https://www.dire.it/16-06-2020/474285-covid-arriva-la-task-force-del-sesso/ Tue, 16 Jun 2020 11:04:09 +0000 https://www.dire.it/?p=474285

Progetto promosso da Durex in collaborazione con Anlaids, è guidato dal professor Massimo Galli

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Progetto promosso da Durex in collaborazione con Anlaids, è guidato dal professor Massimo Galli
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ROMA – Come sono cambiate le abitudini sessuali degli italiani durante il lockdown? La maggiore attenzione alle precauzioni per la prevenzione di infezioni trasmesse per contatto, come l’infezione da Covid-19, contribuiranno a modificare i comportamenti sessuali e ad evitare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili? Nasce da queste domande la nuova campagna educational di Durex ‘Safe is the new normal‘: un progetto di ampio respiro che si inserisce all’interno di numerosi programmi di sensibilizzazione del brand, volto a promuovere comportamenti consapevoli in ambito sessuale in un periodo, come quello attuale, estremamente delicato. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Anlaids, la prima associazione italiana nata nel 1985 per fermare la diffusione del virus Hiv e dell’Aids, permetterà la creazione di una Task Force di esperti in ambito medico-scientifico che avranno il compito di trasmettere un messaggio di rottura rispetto alla normalità in fatto di abitudini sessuali tipiche del periodo precedente al lockdown, sensibilizzando la popolazione sul ruolo cruciale che gioca la prevenzione anche in questa sfera. La situazione prima dello scoppio della pandemia Covid-19 non era affatto rosea: le conoscenze su rischi e pericoli per la salute in tema di malattie sessualmente trasmissibili erano spesso sommarie, vissute con noncuranza circa il loro potente impatto sulla vita, soprattutto da parte dei giovani. A questo si aggiungeva una scarsa informazione sulle modalità di trasmissione e di conseguenza su quali comportamenti adottare per la prevenzione, con i tabù che giocavano ancora un ruolo importante. Una normalità, quindi, non abbastanza corretta e che, oggi ancora di più, richiede maggiore impegno in termini di prevenzione e salute pubblica. La Task Force multidisciplinare è costituita dal Professore e infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, riconosciuto come uno dei principali punti di riferimento della comunità scientifica per il suo impegno nella ricerca sull’Hiv e oggi anche sul Covid-19, la dottoressa Sonia De Balzo, sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell’ospedale Cotugno di Napoli, il dottor Alberto Venturini, psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale presso la Struttura Complessa Malattie infettive ospedale Galliera di Genova e la dottoressa Alessandra Scarabello, dermatologa presso l’Inmi Lazzaro Spallanzani di Roma.

LE CONSEGUENZE DEL VIRUS IN AMBITO SESSUALE 

Durante il recente periodo di lockdown ogni italiano ha vissuto un inatteso processo di trasposizione da una precedente dimensione di libertà e di interconnessione ad una nuova realtà, governata dall’isolamento e dal distanziamento sociale. L’aspetto maggiormente colpito, in uno scenario di questo tipo, è stato senza dubbio quello della sessualità. Migliaia di coppie si sono infatti ritrovate da un giorno all’altro rinchiuse in convivenze forzate o a vivere inaspettati momenti di lontananza dal partner. Discorso ugualmente valido per i single, che hanno invece visto interrompersi improvvisamente le opportunità di frequentazioni occasionali e di ricerca di partner.

LA RICERCA

In questo contesto, e mossa dalla convinzione circa l’importanza di continuare a parlare di questi temi con campagne di comunicazione mirate, Durex ha realizzato una ricerca, che ha coinvolto in Italia 500 persone comprese tra i 16 e i 55 anni, con l’obiettivo di misurare il reale impatto che l’esperienza della quarantena forzata ha determinato sulle abitudini sessuali delle persone. La ricerca è parte della campagna globale “Let’s not get back to normal” ed è incentrata sulla trasmissione di messaggi positivi di cambiamento e superamento di una precedente, e non sempre corretta, normalità in ambito sessuale. La ricerca realizzata da Durex ha pertanto permesso di fotografare in maniera chiara i cambiamenti che hanno interessato la sfera sessuale in diversi paesi nel mondo.

“Tutte le grandi epidemie hanno lasciato profonde tracce nella cultura e nei comportamenti umani. È quindi atteso che anche Covid lasci segni profondi. Che poi una malattia trasmissibile per via aerea e per contatto diretto abbia condizionato anche i comportamenti sessuali di questo periodo certamente non stupisce. In un’epidemia come questa, l’altro è stato percepito, se sconosciuto, come pericolo. E se partner abituale non convivente, è diventato a lungo inaccessibile. Un impatto certamente differente rispetto all’Aids, che ha segnato la ‘cultura sessuale’ dell’ultimo ventennio del secolo scorso, ma la cui influenza è andata attenuandosi nel tempo, almeno nella consapevolezza, nelle attitudini e nei comportamenti delle ultime generazioni- sottolinea il Professor Massimo Galli, Direttore della terza divisione di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano- Ma la crisi causata da Covid offre l’opportunità di ripartire ‘bene’ anche da questo punto di vista, cogliendo l’opportunità di programmi educativi volti ad estendere i comportamenti responsabili anche all’ambito sessuale. Da oltre trent’anni Anlaids porta nelle scuole messaggi di prevenzione e per una cultura della responsabilità che si traduca in esercizio responsabile della propria sessualità. È tempo di riprenderli dopo la pausa che Covid ha imposto”. 

TUTTI I DATI SUL CAMBIAMENTO DELLE ABITUDINI SESSUALI DURANTE IL LOCKDOWN IN ITALIA 

Gli italiani in quarantena hanno fatto meno sesso: è questo il primo, importante dato emerso dalla ricerca presentata da Durex. L’83% degli intervistati, infatti, ha confessato un generale calo del desiderio e della pratica sessuale durante il periodo di lockdown, con solo il 23% che ha invece sostenuto di aver mantenuto un livello di attività sessuale quasi uguale al periodo pre-quarantena. Tra le principali motivazioni espresse a giustificazione di questo importante decremento sono emerse: ansia, paura del contagio, presenza di bambini in casa, interruzione dei movimenti e obbligo di distanziamento sociale. Dopo una prima analisi generale, la ricerca si è poi concentrata sull’effettivo impatto che il distanziamento sociale ha avuto su alcune specifiche categorie di persone, ovvero single, partner conviventi e partner non conviventi. “La pandemia che ha colpito il nostro Paese ci ha costretto per motivi di sicurezza all’isolamento sociale. Questa condizione ha generato degli effetti psico- sessuali a breve e a lungo termine. Aumentatati i sentimenti di ansia, ossessività, compulsività per il contagio e effetti simil depressivi; si sono drasticamente ridotte le pratiche sessuali compreso il petting – con i partner occasionali ma anche con il partner stabile- spiega la Dott.ssa Sonia De Balzo, Sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell’ospedale Cotugno di Napoli- In questo momento storico così particolare diventa di primaria importanza sollecitare l’opinione pubblica ad adottare un approccio consapevole su quanto ci accade intorno, al fine di promuovere un’opera di sensibilizzazione riguardo alla prevenzione del contagio del virus Covid-19, e ancor di più, del virus dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale”.

In riferimento a questa categoria, nonostante in termini assoluti si tratti di quella maggiormente colpita dagli effetti del lockdown nella sfera sessuale, è comunque importante fare una distinzione tra i single che non hanno alcuna frequentazione e quelli che, invece, hanno un rapporto saltuario che non può però essere definito come relazione. Infatti, mentre per i primi vi è stato un drastico crollo dell’attività sessuale, addirittura per il 98% degli intervistati, i secondi hanno lamentato qualche difficoltà in meno, con un calo dell’attività sessuale che ha toccato il 93%. Questi dati sono poi confermati dal confronto delle abitudini sessuali pre e durante la quarantena. Nella fase di lockdown si sono infatti mantenute stabili le attività sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (62% prima, 60% durante) e la visione di materiale pornografico (38% prima, 37% durante), mentre sono drasticamente crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che invece svettavano nella fase pre-quarantena, tra queste: i baci (63% prima, 8% durante), il sesso vaginale (59% prima, 8% durante), il sesso orale (48% prima, 4% durante) e il sesso anale (21% prima, 4% durante). Altri due dati molto importanti emersi dalla ricerca Durex, in grado di fotografare al meglio l’impatto della quarantena sulle abitudini sessuali dei single, sono quelli relativi ai rapporti occasionali, crollati dal 34% al 3%, e all’utilizzo di app di incontri, scesi invece dal 21% pre-lockdown al 6% durante la quarantena.

PARTNER NON CONVIVENTI 

Un’altra categoria che ha subito un importante impatto nella sfera sessuale in questo periodo così delicato è quella dei partner non conviventi. Secondo quanto emerso dalla ricerca Durex, infatti, ben il 95% degli intervistati ha dovuto rinunciare all’attività sessuale nel periodo della quarantena. Scendendo più nel dettaglio, come nel caso dei single, emerge chiaramente una netta differenza tra il periodo pre e quello durante la quarantena. Nello specifico, nella fase di lockdown si sono rivelate stabili le attività sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (38% prima, 36% durante), la visione di materiale pornografico (30% prima, 27% durante) e il sesso virtuale in webcam (13% prima, 13% durante), mentre sono crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che dominavano la classifica nella fase pre-quarantena, tra queste: il sesso vaginale (74% prima, 20% durante), i baci (73% prima, 8% durante) e il sesso orale (56% prima, 9% durante).

PARTNER CONVIVENTI

Lo scenario è invece sicuramente molto diverso per quanto riguarda i partner conviventi, che solamente nel 65% dei casi hanno visto ridurre la propria attività sessuale. In questo caso, però, a differenza delle categorie precedenti dove la diminuzione dell’attività sessuale era legata all’impossibilità di contatto, il calo si è verificato in seguito ad una progressiva diminuzione del desiderio sessuale, come dichiarato dal 62% degli intervistati. Inoltre, il periodo di quarantena forzata ha avuto, sulle coppie conviventi, un forte impatto sui livelli di soddisfazione sessuale. Nello specifico, dalla ricerca Durex è emerso che la percentuale di soddisfatti della propria attività sessuale è diminuita dal 73% al 58%, mentre gli insoddisfatti sono aumentati dal 17% al 22%, con un restante 10% che è andato ad incrementare il gruppo dei neutrali, passato dal 10% al 20%. In generale, infine, in previsione della ripresa e della totale riapertura è poi molto significativo il dato per cui più della metà degli intervistati ha dichiarato che l’isolamento da Covid-19 non ha cambiato le abitudini e le attenzioni legate alla propria igiene sessuale e che prima del Covid-19 solo 1 italiano 2 era solito utilizzare il preservativo come contraccettivo. Evidenze che sottolineano l’importanza della campagna Safe is the new normal promossa da Durex e l’intervento della Task Force, che si impegna a promuovere un comportamento più responsabile attraverso un percorso educational e di sensibilizzazione volto alla tutela di sé stessi e del proprio partner.

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