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‘Dart’ e Liciacube a un mese dall’impatto con asteroide

L’evento straordinario della collisione è stato immortalato da minisatellite italiano da una distanza di 11 milioni di chilometri dalla Terra

Pubblicato:31-10-2022 14:20
Ultimo aggiornamento:31-10-2022 14:20

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ROMA – Ma se un asteroide puntasse contro la Terra come nel film Armageddon avremmo un piano per difenderci? La risposta l’ha fornita la Nasa. Lunedì 26 settembre la sonda Dart, Double Asteroid Redirection Test, dell’agenzia spaziale americana ha colpito con successo un asteroide, deviandone la traiettoria, nella prima dimostrazione tecnologica di difesa planetaria al mondo. All’impatto ha assistito il nanosatellite italiano Liciacube, Light italian cubesat for imaging of asteroids, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana, Asi, e realizzata interamente dalla società Argotec di Torino. Tutto italiano anche il team scientifico che comprende ricercatori dell’Istituto nazionale di Astrofisica, del Politecnico di Milano, delle Università di Bologna e Parthenope di Napoli, dell’Ifac-Cnr di Firenze, ed è coordinato da Elisabetta Dotto dell’Inaf.

Liciacube oltre a fotografare lo scontro ha raccolto numerosi dati che sono ancora al vaglio di scienziati e ricercatori. Obiettivo della missione era quello di raggiungere il sistema binario composto dall’asteroide Didymos e dal suo satellite per far impattare ad alta velocità la sonda Dart proprio contro il satellite Dimorphos. Allo scontro galattico ha assistito Liciacube che, rimanendo a una distanza di sicurezza, ha avuto il compito di fotografare e acquisire i dati della collisione per verificare se l’asteroide avrebbe deviato effettivamente la sua traiettoria. Dart ha effettuato quindi il primo test, in scala reale, della tecnica di impatto cinetico a scopo di Difesa planetaria per la salvaguardia della Terra, qualora in futuro si creino situazioni di pericolo causate da oggetti celesti che intersecano l’orbita terrestre.

Liciacube, 10 giorni prima dell’impatto, è stata rilasciata nello spazio ed ha effettuato, in navigazione autonoma, un flyby del sistema asteroidale avvicinandosi fino a una distanza di circa 50 chilometri. Da quella posizione ha acquisito immagini ad alta risoluzione del cratere e dei detriti generati dalla collisione, per consentire una valutazione completa degli effetti dell’impatto. Tutti i dati prodotti in questa fase della missione saranno fondamentali per verificare l’efficacia della capacità di variazione dell’orbita degli asteroidi tramite questa tecnica. Inoltre, i team scientifici italiani e americani, utilizzeranno i dati acquisiti da Dart e Liciacube per investigazioni sulla natura e composizione dell’asteroide.


L’evento straordinario della collisione è stato immortalato da minisatellite italiano che da una distanza di 11 milioni di chilometri dalla Terra ha subito identificato il target con le sue due camere a bordo. Un risultato eccezionale che prevedeva le riprese di un oggetto di dimensione di 160 metri a una velocità relativa di soli 6.6 chilometri al secondo. Un’impresa unica con un know how tutto italiano, frutto di una collaborazione fra università, imprese e centri di ricerca. Il satellite made in Italy ha realizzato un totale di 627 immagini. Una volta ricevute tutte le immagini, queste saranno oggetto di studi scientifici che ci daranno maggiori informazioni sulle nube creata dall’impatto e in particolare per caratterizzarne la struttura e la sua evoluzione. Altro importante risultato è la raccolta di immagini degli emisferi degli asteroidi non visibili a Dart, utili a definire la forma e densità dei corpi celesti.

Nessuno dei due asteroidi rappresentavano né rappresentano ora una minaccia per la Terra, ma la loro orbita attorno al Sole li fa transitare abbastanza vicino al nostro pianeta da permettere ai telescopi di osservare le conseguenza della collisione di Dart e calcolare quanto la missione è stata nel modificare la traiettoria di Dimorphos a seguito dell’impatto. La variazione del periodo di rivoluzione di quest’ultimo intorno al suo più massiccio compagno roccioso verrà misurata nelle fasi immediatamente successive all’impatto e poi in maniera cumulativa per i mesi e gli anni successivi. In aggiunta a quanto rilevato da Terra saranno le immagini acquisite da Liciacube a fornire elementi unici acquisiti in situ e nei momenti appena successivi all’impatto, rilevanti anche per la misura della deflessione orbitale.
Giovedì 27 ottobre, a un mese dall’impatto, l’Agenzia spaziale italiana ha organizzato un evento presso la propria sede a Roma in cui sono state presentate le attività di questa missione e un approfondimento sulle prime immagini ottenute, per poi discutere il contesto attuale e le prospettive future nello studio, monitoraggio ed esplorazione degli asteroidi che potranno passare in prossimità della Terra nel contesto più ampio di scienza e difesa planetaria.

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