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G20, Emmi (Civil 20): “Dal debito ai vaccini, ora basta reticenze”

valeria emmi civil 20
Valeria Emmi, sous-sherpa dell'engagement group del summit dei leader mondiali, sottolinea la necessità di cancellare il debito ai Paesi che hanno problemi di solvenza e di sospendere i brevetti dei vaccini
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ROMA – I passi compiuti a Roma sul debito dei Paesi poveri sono “troppo timidi”, soprattutto in una fase segnata da crisi parallele come quelle pandemica e climatica: a denunciarlo Valeria Emmi, sous-sherpa di Civil 20, “engagement group” del G20 a presidenza italiana, intervistata dall’agenzia Dire durante i lavori del forum. Tra gli spunti, le trattative in corso su due misure che potrebbero beneficiare i Paesi più svantaggiati: la riallocazione di quote dei “diritti speciali di prelievo” messi a disposizione dal Fondo monetario internazionale (Fmi) e l’iniziativa per la sospensione del servizio del debito, che rischia peraltro di concludersi a fine anno.

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La premessa, secondo Emmi, è che su questi punti “servono con urgenza azioni ambiziose e audaci“. La tesi è che, al di là dei “diritti di prelievo”, che ammonterebbero comunque solo a una parte dei 650 miliardi di dollari autorizzati dall’Fmi, resti la “necessità di cancellare il debito per i Paesi a medio e basso reddito che hanno già problemi di solvenza“. Emmi prende spunto anche dall’accordo confermato dalla presidenza italiana del G20 sulla global minimum tax, con un’aliquota del 15 per cento per le società multinazionali. “Bisogna ampliare gli spazi fiscali e superare la crisi pandemica, che sta esacerbando condizioni di privazione a livello economico, sociale e finanziario” sottolinea la sous-sherpa. “Sulla tassazione chiediamo impegni più ampi, da tenersi però in ambito Onu”.

Un punto, questo, caratterizzante per Civil 20, che quest’anno ha coinvolto 560 organizzazioni di decine di Paesi. “Non bisogna dimenticare che il G20 è un forum informale, segnato dal ‘plurilateralismo’ e non già dal multilateralismo, come viene invece detto spesso” sottolinea Emmi. “Secondo noi il G20 può avere un ruolo ambizioso, ma di supporto al processo dell’Onu, dove sono rappresentati tutti gli Stati e possono avere un ruolo sia il Nord che il Sud del mondo”.

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Un’inclusione che sarebbe indispensabile anche per sciogliere i nodi del diritto alla salute. Emmi denuncia che, nonostante gli annunci rispetto a una copertura vaccinale che il G20 vorrebbe portare al 70 per cento della popolazione mondiale entro metà 2022, la strategia internazionale contro il Covid-19 resta per più aspetti vaga. “Non si è parlato ad esempio della sospensione temporanea dei brevetti, chiesta già un anno fa da India e Sudafrica e sostenuta da tanti Paesi” dice la sous sherpa. “Per garantire le forniture che mancano, contrastando un nuovo apartheid vaccinale, resta invece un passaggio decisivo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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