Coronavirus, Paruolo (Pd Emilia-R.): “Lockdown subito, o sarà una strage”

"Attendere ancora comporterebbe rischi enormi che pagheremmo in termini di vite umane, un tributo inaccettabile all'analfabetismo matematico"
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BOLOGNA – Attuare subito il lockdown generale, “ogni ritardo potrebbe essere un errore madornale”. A sostenerlo e’ Giuseppe Paruolo, consigliere regionale del Pd in Emilia-Romagna, che sul suo blog si profonde in una lunga analisi statistica dei dati dei contagi. E tirando le somme, avverte: “I numeri della pandemia purtroppo non lasciano dubbi. Ogni ulteriore ritardo verso una chiusura netta (si puo’ ragionare sulla forma di lockdown e su quali attivita’ consentire, ma non sulla sua indispensabilita’) rischia di trascinarci in un vortice di dolore e di morte terribile“.

I dati di ieri, cita Paruolo, “ci parlano di 1.746 pazienti in terapia intensiva. La proiezione a 26 giorni, con questo ritmo di crescita, ci porterebbe a quasi 11.000 casi in terapia intensiva, che sarebbe gia’ oltre l’attuale capacita’ delle nostre strutture sanitarie. Questo sarebbe il picco potenziale se fossimo andati in lockdown stamattina. Per questo aspettare ancora sarebbe davvero un errore terribile”.

In Emilia-Romagna, analizza il consigliere Pd, “siamo messi meglio, ma in tempo di virus esponenziale significa solo avere qualche giorno di vantaggio”. Il tempo di raddoppio dei ricoveri in regione “e’ inferiore a dieci giorni– segnala Paruolo- proiettati a 30 giorni significherebbero 10.000 posti letto”.

Quindi, insiste il dem, “ritardare la decisione di intervenire con fermezza adesso, magari per sperimentare forme graduali che purtroppo non ci possiamo piu’ permettere, visti i numeri e la tempistica che ho tentato di spiegare, sarebbe un errore madornale, un tributo troppo alto che si tradurrebbe in migliaia di decessi evitabili, per non parlare dei danni comunque causati dal covid anche a chi gli sopravvive”.

Il Governo, sollecita quindi il consigliere Pd, “cerchi di fare meglio in termini di organizzazione della didattica a distanza, di assistenza ai disabili, di sostegno alle attivita’ economiche, di fare in modo che nessuno si senta abbandonato, ma deve agire senza indugio, chiudere subito. Attendere ancora comporterebbe rischi enormi che pagheremmo in termini di vite umane, un tributo inaccettabile all’analfabetismo matematico, perche’ attendere ancora non avrebbe altra spiegazione: urgono statisti che capiscano qualcosa anche di matematica”, afferma Paruolo.

Secondo l’esponente dem, “il problema e’ che manca la consapevolezza diffusa (fra le persone e anche fra i politici) di questa imminente prospettiva, mentre e’ vivissima la giusta preoccupazione per il lavoro, l’educazione e la fruizione di altri fondamentali diritti che evidentemente sarebbero colpiti da un nuovo lockdown”. Su un piatto della bilancia, sottolinea Paruolo, “ci sono il diritto al lavoro, alla scuola e alla socialita’”, mentre dall’altro lato “ci sono le vite di tante persone per le quali avere un posto in ospedale puo’ fare la differenza”.

Su cosa pesi di piu’, afferma il consigliere Pd, “non c’e’ dubbio. Per quanto sia triste, possiamo rinunciare per un mese o due ad alcuni diritti pur di evitare che migliaia di persone muoiano per mancanza di posto negli ospedali“.

Il fatto e’ che “c’e’ uno sfasamento temporale- sottolinea Paruolo- lavoro, scuola e diritti sono un problema di oggi, i morti per mancanza di cure sono un problema di domani. Tanti oggi non credono che la situazione sia cosi’ grave e quindi si oppongono a un lockdown, perche’ pensano che si possa ancora fare diversamente”. Si tratta, afferma l’esponente dem, di un “problema di analfabetismo matematico“, su cui “rischiamo di immolare migliaia di vite”.

Di fronte alla crescita esponenziale della curva dei contagi, spiega Paruolo, “le domande da farci sarebbero due: quanti raddoppi posso permettermi? E qual e’ il tempo di raddoppio?”. Sulla base dei numeri della primavera scorsa, calcola il dem, “il tempo di raddoppio e’ dieci giorni, o poco meno. Pertanto, se parto dal 25% di posti occupati, ho 20 giorni di tempo prima del tracollo“, avverte.

Dopo lo scorso lockdown, critica il consigliere Pd, “c’e’ stato un periodo in cui i negazionisti hanno sguazzato, perche’ il covid era diventato un fenomeno carsico. Oggi dove sono finiti quelli che pontificavano sul virus che era scomparso e sui gravi danni che ci avrebbe arrecato l’uso delle mascherine? E i politici che a suo tempo hanno cavalcato quell’onda, oggi che fanno? Forse si preparano a fare sciacallaggio sulla nuova impennata del virus, passando da negazionisti ad allarmisti“.

Anche perche’ nel frattempo la curva dei contagi e’ tornata a salire e quindi “i negazionisti devono tacere, perche’ e’ chiaro che il virus c’e’ ancora”. L’idea di evitare nuovi lockdown, pero’, sarebbe “piu’ che giusta se fossimo in grado di contenere il fenomeno- analizza Paruolo- ma e’ invece sbagliatissima se basata solo sulla speranza che il virus si auto-limiti“.

Oggi, continua il dem, ci si sta rendendo conto che “il contenimento non ha funzionato ed e’ evidente che occorre fare di piu’. Se a questo punto prevale un atteggiamento ancora lineare”, ammonisce, cioe’ “aspettiamo di vedere come evolve la situazione e procediamo a provvedimenti graduali”, allora “siamo finiti. Perche’ l’esponenziale decolla e a quel punto non lo fermi piu’ e fa una strage”, lancia l’allarme il consigliere Pd.

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31 Ottobre 2020
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