Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Twitter vieta la pubblicità di leader e partiti politici

L'ad Jack Dorsey: "La visibilità si guadagna, non si compra"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Twitter dice stop alla pubblicita’ a pagamento per gli account di leader e partiti politici di tutto il mondo. Lo ha annunciato il fondatore Jack Dorsey, chiarendo che la misura scattera’ presto: il prossimo 22 novembre. Come ha spiegato il manager in una serie di tweet – e come altrimenti? – la mossa non intende limitare la liberta’ di espressione bensi’ tutelare il diritto degli utenti a scegliere da quali contenuti essere raggiunti.

“La visibilita’ andrebbe guadagnata, non comprata”, ha scritto l’amministratore delegato del social network. “La pubblicita’ su internet – ha aggiunto – e’ incredibilmente potente ed efficace per il marketing, ma se si applica alla politica, quella potenza diventa rischiosa poiche’ puo’ essere usata per influenzare i voti e quindi la vita di milioni di persone”. Un messaggio politico, ha evidenziato Dorsey, cresce “quando le persone decidono di seguire un account o ritwittarlo” mentre “pagare per ottenere questo effetto annulla quella decisione”. Lo staff di Twitter, ha detto Dorsey, è gia’ al lavoro sui dettagli della nuova policy, a partire anche dai commenti degli utenti ai cinguettii dell’ad.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»