Pd e M5s uniti su ‘End of waste’: “Con la Lega non si poteva”

Si tratta delle norme che danno la qualifica di 'materia prima seconda' al prodotto degli impianti di riciclo, togliendogli quella di 'rifiuti'
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ROMA – Finalmente sono arrivate le norme attese dalle imprese del settore del riciclo, quelle sull’End of Waste, quelle che danno la qualifica di ‘materia prima seconda’ al prodotto degli impianti di riciclo, togliendogli quella di ‘rifiuto’. M5S e Pd sono d’accordo, con la Lega, con la precedente maggioranza non si sarebbe potuto ottenere il risultato. Con i giallo-rossi a sostegno del Conte 2 c’è “maturità politica”, mentre prima dalla Lega giungevano solo “molte promesse”, c’era una “paralisi” e anziche risolverli i problemi si preferiva “agitarli”.

L’emendamento sull’End of waste approvato nel’ambito del dl Imprese “è un primo passo come maggioranza”, dice alla Camera Vilma Moronese, senatrice del Movimento 5 Stelle, presidente della commissione Ambiente del Senato, “ma siamo già al lavoro per tante altre cose importanti sull’ambiente, perché è quello che è previsto nel programma di governo. Abbiamo l’intenzione e la volontà e la maturità politica che non c’è stata con la vecchia maggioranza di poter fare cose davvero di grande importanza per il Paese”.

Il Pd, prosegue Chiara Braga, deputato Pd, capogruppo in commissione Ambiente e membro della Ecomafie, “è molto soddisfatto del risultato raggiunto per lo sblocco del settore del riciclo, partivamo da una situazione di paralisi ereditata dall’operato del precedente governo e, a fronte delle molte promesse fatte dalla Lega, solo questa nuova maggioranza e questo governo hanno dato risposta alle imprese del settore contemperando le esigenze di ripresa delle attività con quelle di controllo”. Ciò detto, “crediamo che l’economia circolare, il green new deal, la transizione da un modello che produce un impatto negativo sull’ambiente a un modello più sostenibile passi anche da buone norme- sottolinea Braga- e dalla capacità della politica e delle istituzioni di risolvere i problemi e non solo di agitarli”.

Sintonia e valutazioni positive anche da Italia viva e dal Misto. “La maggioranza che si è composta con la formazione del Conte 2 e che si è data con il Green new deal un asse di azione e di intervento molto chiaro e preciso, non poteva non partire da un provvedimento così importante e atteso, caratterizzando così la propria azione”, aggiunge Eugenio Comincini, senatore di Italia viva, membro della commissione Ambiente di Palazzo Madama. Concorda Paola Nugnes, senatrice del Misto ex M5S e membro della commissione Ambeinte, “abbiamo raggiunto un punto di equilibrio importantissimo: è importante, è un primo passo e ritengo sia giusto che sia stata la prima azione congiunta di questo governo, e altre ne verranno”. Risultato ottenuto con “un lavoro duro, che è durato molto tempo, perché era partito già con i tavoli del vecchio governo ma che oggi ha trovato maggiore convergenza in questa nuova maggioranza, e abbiamo avuto un risultato che ritengo sia assolutamente soddisfacente”.

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