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Visco si difende: “Vigilanza intensa, qui per darne conto”. Ma “supervisione non annulla rischi”

Oggi il governatore di Bankitalia ha preso la parola per la prima volta dopo la riconfermato al vertice di via Nazionale
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I. Visco

ROMA – “Sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa. Del nostro operato non esistiamo a dare conto alle istituzioni e al paese”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alla Giornata del risparmio, prendendo la parola per la prima volta dopo la nomina che lo ha riconfermato al vertice di via Nazionale a dispetto di tutte le polemiche che hanno preceduto la sua riconfema. “La tutela del risparmio richiede stabilità monetaria e stabilità finanziaria, le decisioni e gli interventi di banca centrale e di vigilanza le perseguono con determinazione”, sottolinea.

“SUPERVISIONE NON PUO’ ANNULLARE RISCHIO CRISI”

La supervisione sulle banche riduce significativamente la probabilità che si verifichino crisi bancarie, ma non può annullarla“, afferma il governatore della Banca d’Italia. “Gli accertamenti di vigilanza richiedono analisi accurate e complesse, in loco e a distanza; non possono fare ricorso ai poteri che la legge riserva all’autorità giudiziaria e alle forze di polizia. Nella gran parte dei casi di difficoltà dei singoli intermediari l’analisi dei dati disponibili, l’esame dei fattori di rischio, gli esposti vagliati, le indagini ispettive hanno permesso di preservare la sana e prudente gestione degli intermediari e di risolvere, con determinazione e con il necessario riserbo, situazioni di tensione”, conclude.

“VIGILANZA NON PUO’ SOSTITUIRSI AD AMMINISTRATORI”

Le banche sono imprese; in condizioni normali, anche in presenza di difficoltà, la Vigilanza non può sostituirsi agli amministratori. Operazioni poste in essere rapidamente per eludere i controlli, per aggirare regole e limiti possono compromettere la stabilità dell’intermediario” dice Visco.

di Luca Monticelli, giornalista professionista

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