di Marco Tribuzi e Redazione Web
ROMA – Intorno alle 13, in un appartamento in via dell’Antracite, nel quartiere romano di Pietralata, in seguito a una richiesta arrivata da un familiare che non riusciva a contattare i parenti, i Vigili del Fuoco hanno forzato la porta di casa e constatato la presenza di tre cadaveri nella camera da letto: marito, moglie e figlia minore, tutti con ferite d’arma da fuoco. Non si esclude l’ipotesi dell’omicidio-suicidio. Trovato in casa anche un cane ucciso.
LUCA, VALENTINA E LA PICCOLA BIANCA: UNA FAMIGLIA DISTRUTTA
Un dramma che lascia senza parole, un’intera famiglia scomparsa e tanti interrogativi a cui dare risposta. In appartamento di via dell’Antracite, nel quartiere Pietralata, a Roma, nella stessa stanza, giacevano i corpi senza vita di Luca Ambasciano, 42 anni, della moglie Valentina Pambianco, 41 e della loro figlia Bianca, che non aveva ancora compiuto 6 anni e che era affetta da disabilità. Accanto a loro, giaceva morto anche il cane della famiglia. Tutti i corpi avevano segni di ferite provocate da arma da fuoco. L’ipotesi investigativa maggiormente accreditata al momento è quella di un omicidio-suicidio, ma la dinamica resta tutta da chiarire, mentre la Procura di Roma è al lavoro.
A dare l’allarme è stato un familiare che non riusciva a mettersi in contatto con i componenti della famiglia. Sul posto sono così arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia Roma Montesacro: una volta forzata la porta dell’appartamento, la drammatica scoperta: i corpi erano tutti nella camera da letto.
UN GESTO ESTREMO
Sul posto sono intervenuti anche il medico legale e il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Roma. Nei rimi rilievi è stata rinvenuta e sequestrata una pistola regolarmente detenuta. Ma soprattutto, gli investigatori avrebbero trovato nell’abitazione degli scritti che potrebbero contenere elementi utili a ricostruire quanto accaduto e, secondo le prime informazioni, lascerebbero intendere la volontà di compiere un gesto estremo.
Al momento l’ipotesi più accreditata sarebbe quella di una tragedia famigliare, un drammatico caso di omicidio-suicidio scaturito in un contesto di grave situazione di disagio personale e familiare. In corso gli accertamenti della Procura della Repubblica di Roma per ricostruire la dinamica dei fatti e stabilire chi dei due coniugi abbia sparato.
“LA FAMIGLIA SEGUITA DAI SERVIZI SOCIALI”
“Non li conoscevo personalmente, ma so che la bambina era una disabile grave e la famiglia era seguita dai nostri servizi sociali. Siamo sbigottiti per tutto quello che è successo, un dramma”: sono le parole a Rainews di Massimiliano Umberti, presidente del IV municipio della Capitale. “Era una famiglia normale, persone perbene. C’era la disabilità della bimba che era un po’ difficile da accettare. Sto riportando quello che mi hanno detto i servizi sociali. La solitudine è il più grosso male che c’è oggi al mondo e probabilmente un po’ tutti dobbiamo fare questa riflessione sulla solitudine, l’essere soli in queste situazioni così gravi”, ha aggiunto. “Veramente una tragedia, non ci voleva”.




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