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Ad Aosta torna il Festival degli artisti di strada

artisti strada aosta
Sabato 4 e domenica 5 settembre il ritorno della manifestazione, con una grande base in piazza Chanoux
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AOSTA – Dopo un anno di pausa a causa della pandemia di Covid-19, torna sabato 4 e domenica 5 settembre il Festival degli artisti di strada di Aosta. Nato nel 2003, fermo per tre anni tra il 2015 e il 2017 e poi riproposto in forma ridotta nel 2018 e nel 2019, quest’anno troverà la sua canonica collocazione in calendario alla vigilia del patrono di Aosta, San Grato, del 7 settembre, ma avrà un “forma un po’ diversa rispetto agli anni precedenti”, spiega l’assessora al Turismo del Comune di Aosta, Alina Sapinet.

Di “festival di transizione” parla l’organizzatore, Marzio Pedrini: “Ripartiremo non al 100 per cento, non vivremo tutti gli angoli della città, come piazza Des Franchises in passato, perché il distanziamento e le normative anti Covid non lo consentirebbero – spiega Pedrini -. Avremo una grande base, in piazza Chanoux, delimitata e con un accesso regolamentato. Una seconda area decentrata in piazza Roncas, sarà dedicata al truccabimbi e a uno spettacolo di bolle di sapone”.


Novità del festival saranno anche le due “anteprime”, al quartiere Cogne e al quartiere Dora, alle 17 di sabato 4 settembre, ad anticipare la “veillà des artistes” dalle 21 alla mezzanotte in piazza Chanoux. “Vogliamo dire agli abitanti dei quartieri scendete, divertitevi, condividete un momento di festa con noi e poi venite in piazza Chanoux per la veillà”, sostiene Pedrini. La nuova formula del festival prevede un numero minore di artisti con giocoleria, clownerie, equilibrismo, circo. Ospiti saranno “The Squasciò”, “The Sparkle”, Mario Levis e Silvia Martini in spettacoli individuali e nella Compagnia “Duolinda”, il “Duoflosh”, Adrian Kaye e Federica Tranchida.


“Abbiamo mantenuto una promessa, perché già in campagna elettorale abbiamo ripetuto che questo festival era da recuperare e serviva restituirgli gli antichi fasti – dice il sindaco di Aosta, Gianni Nuti -. Crediamo molto al valore dell’arte che si avvicina alle persone. Non c’è arte maggiore e arte minore, ma c’è l’obiettivo di essere stupefacenti, di suscitare meraviglia”.

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