FOTO | Bologna festeggia il primo tratto del Nodo di Rastignano

Soddisfazione del sindaco Merola: "Ce l'abbiamo fatta". L'opera è attesa da quasi trent'anni
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BOLOGNA – Con la bretella del Dazio, inaugurata questa mattina, si apre finalmente il primo tratto dell’ormai celeberrimo nodo di Rastignano a Bologna, la strada pensata per alleggerire il traffico in via Toscana al confine coi comuni di San Lazzaro e Pianoro. Un’opera attesa da quasi 30 anni, la cui realizzazione è stata rallentata più volte anche per il ritrovamento di ordigni bellici, e talmente sentita che il sindaco Virginio Merola non può fare a meno di commuoversi al taglio del nastro.

“Voglio ringraziare tutti i cittadini e i comitati- dice il sindaco- che hanno dato l’anima insieme a noi per questo progetto, per la pazienza democratica che hanno dimostrato in questi anni. Non ci sono altre città così. Io ero consigliere del Quartiere Savena quando nel 1993 abbiamo iniziato a parlare di questa storia. Abbiamo pagato il dazio- si concede il gioco di parole Merola- ma ce l’abbiamo fatta. E’ una lezione di democrazia, perché molto discutemmo, ed è una lezione per il Paese. Se c’è un tema che dovrebbe unire tutti è sveltire le procedure per i lavori e avere certezza dei finanziamenti”.

Tirano un sospiro di sollievo anche i cittadini, in particolare quelli del comitato di via Corelli, che tra Alta velocità e nodo di Rastignano hanno “i cantieri in casa da 20 anni. Siamo contenti per forza”.

Il tratto aperto oggi è lungo circa un chilometro e collega via Toscana alla rotonda Mafalda di Savoia.

 

Entro fine anno poi dovrebbe essere completato il secondo tratto, che dalla bretella del Dazio prosegue verso Rastignano da cui si dirama il collegamento con via Madre Teresa di Calcutta, a San Lazzaro. In totale l’investimento per questo primo lotto ammonta a 28 milioni di euro, per lo più a carico di Rfi, che insieme a Italferr ha eseguito i lavori.

Nel frattempo il progetto per il secondo lotto, che da Rastignano si collegherà alla Fondovalle Savena all’altezza del Ponte delle Oche (1,8 chilometri), è in corso di approvazione in Conferenza dei servizi ed è finanziato con i 31 milioni di euro previsti nel Patto per Bologna firmato con l’allora Governo Gentiloni. Per il secondo lotto del Nodo di Rastignano, dunque, “i soldi ci sono- assicura Merola- il progetto è quasi pronto e l’anno prossimo pubblicheremo la gara d’appalto“. Serviranno tre anni di lavori, l’opera dovrebbe essere conclusa per il 2024. “Io non ci sarò- sorride il sindaco- ma invitatemi quando sarà pronto”.

Intanto, aggiunge, “continueremo con la messa in sicurezza e la riqualificazione di via Corelli, in ottobre, e dove adesso ci sono i cantieri dell’alta velocità realizzeremo un altro parco”.

Presenti al taglio del nastro, insieme a Merola, anche gli assessori alla Mobilità di Regione, Comune e Città metropolitana di Bologna, Raffaele Donini, Irene Priolo e Marco Monesi, il direttore investimenti area centro di Rfi, Marco Torassa, gli amministratori dei Comuni di Pianoro e San Lazzaro, la presidente del Quartiere Savena, Marzia Benassi. E il governatore Stefano Bonaccini.

“Diamo soluzione a problemi che da troppi decenni erano sul tappeto- rivendica il presidente- avevamo promesso che avremmo sbloccato le opere una a una e così stiamo facendo”. Il Nodo di Rastignano “è un lavoro molto importante- afferma Bonaccini- che darà risultati visibili immediatamente“. In attesa di sbloccare altre grandi opere, come il Passante di Bologna. “Abbiamo firmato il nuovo accordo con il Governo Lega-M5s, dopo aver molto combattuto- ricorda Bonaccini- si tratta solo di attendere la convocazione della Conferenze dei servizi, perché è tutto pronto dopo per partire col cantiere”.

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31 Agosto 2019
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