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Terremoto, sono 27 le scuole inagibili tra Ascoli, Macerata e Fermo

"Potremmo chiedere al Ministero di posticipare l'inizio dell'anno scolastico nelle zone terremotate", dicono dalla Regione

Pubblicato:31-08-2016 14:12
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 09:01

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miurANCONA – “Fondamentale riaprire le 27 scuole chiuse. Potremmo chiedere al Ministero di posticipare l’inizio dell’anno scolastico nelle zone terremotate“. Lo annuncia il presidente della commissione Ambiente e Territorio in Regione, Andrea Biancani (Pd), al termine della riunione odierna a cui hanno partecipato, oltre agli altri gruppi consiliari, anche l’assessore regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti, il direttore del centro funzionale Multi-rischi Maurizio Ferretti e la dirigente del servizio Salute Lucia Di Furia.

Un incontro che è servito per fare il punto sull’emergenza terremoto nelle Marche, che al momento conta 1.600 sfollati, 249 tende allestite e 400 volontari coinvolti e per definire le priorità nella gestione di questa fase. La prima è sicuramente la riapertura delle scuole. Sono 27 gli edifici scolastici al momento inagibili tra le province di Ascoli, Fermo e Macerata. “E’ al vaglio la possibilità di chiedere al ministero di posticipare l’inizio dell’anno scolastico nelle zone colpite dal terremoto- spiega Biancani- ma la riapertura delle scuole resta fondamentale perché insieme agli uffici comunali è un servizio strategico per ricreare lo spirito della comunità. Le scelte sulla collocazione delle strutture temporanee adibite a scuola saranno concertate con il territorio e con le amministrazioni locali”.

Il vicepresidente della commissione Sandro Bisonni (Gruppo Misto) ha sollecitato la Regione “a impegnarsi sul fronte della prevenzione e a monitorare con attenzione il recepimento di risorse adeguate“. Il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo (Pd) ha ricordato la riunione del 5 settembre a Roma di tutti i presidenti dei consigli regionali. “In quell’occasione- spiega Mastrovincenzo- sarà discussa anche l’ipotesi di istituire un tavolo inter-istituzionale permanente tra Camera dei deputati e Consigli regionali dedicato ai provvedimenti legislativi da predisporre per il post-terremoto”.


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