Gabrielli: il sindaco è Marino e io non mi candiderò mai (VIDEO)

Non possono esistere giuridicamente diarchie o consolati
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marino gabrielli“Vorrei si facesse chiarezza per sempre, per la serenità delle istituzioni di questa città: Gabrielli sicuramente non si candiderà a Roma ne’ per fare il sindaco, ne’ per fare il presidente di Regione, ne’ per qualsiasi altra carica”. E’ quanto ha detto oggi il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, a margine della visita, insieme al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, alla sede della nuova Centrale unica per le emergenze di Roma e provincia.

“Questa città ha un solo sindaco, eletto dal popolo, e tale è finché questo sindaco rimarrà in carica- ha poi aggiunto in riferimento alle polemiche degli ultimi giorni per quello che da molti è stato definito un commissariamento soft- Non possono esistere giuridicamente diarchie, consolati, o situazioni che depotenzino il ruolo e la funzione e le responsabilita’ in capo al Primo cittadino. Come non esistono diarchie e consolati o condomini, esiste però- ha chiarito il prefetto- una forte assunzione di responsabilità all’esito della quale il prefetto di Roma, qualora le sue indicazioni e proposte rimanessero lettera morta, puo’ ricorrere all’articolo del Tuel che prescrive che vi possa essere lo scioglimento in caso di gravi e reiterate violazioni di legge”.

“Credo- ha concluso Gabrielli- che questa sia la stagione nella quale tutte le Istituzioni debbano fare quadrato insieme – anche perché abbiamo degli appuntamenti importanti, su tutti il Giubileo – però ognuno nell’ambito dell’assunzione delle proprie responsabilità. Quindi, non c’è un superprefetto, diciamo che c’è un prefetto a cui vengono chiesti gli straordinari. Non ci sono superpoteri, superpippo o Mandrake, ma un compito di indirizzo in uno spirito di leale collaborazione che non è mai venuta meno. Nonostante la distanza fisica, ho parlato in questi giorni con il sindaco Marino, ci sentiamo spesso e volentieri. Lui sa come la penso, ovvero che non c’e’ alcun condominio”.

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