di Nicoletta Di Placido ed Emanuele Nuccitelli
ROMA – Un vero e proprio scontro istituzionale a Montecitorio sul caso delle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, trasmesse dalla Procura di Roma. La tensione è salita alle stelle dopo la decisione della presidenza della Camera di sospendere l’accesso ai documenti da parte dei parlamentari membri della Giunta per le autorizzazioni, scatenando la durissima reazione delle opposizioni e la ferma replica della maggioranza.
IL BLOCCO DEGLI ATTI. DORI: MANCATO ACCESSO A CHAT È NEGAZIONE DIRITTI GIUNTA AUTORIZZAZIONI
A denunciare per primo la situazione è stato il presidente della Giunta, Devis Dori: “Siamo all’interno degli uffici dove intendevamo accedere alla documentazione, ma gli uffici hanno ricevuto indicazioni dalla presidenza della Camera di non essere collaborativi. È una decisione priva di fondamento e una negazione dei diritti della Giunta: nel momento in cui il presidente della Camera mi trasmette della documentazione, i membri devono potervi accedere. Se Fontana aveva dubbi, doveva chiedere un parere preventivo alla Giunta del regolamento prima di inviarcela. In passato, anche su casi complessi e delicati come quello Almasri, con carte dei servizi segreti, l’accesso non è mai stato negato”.
DORI: “DELMASTRO FACCIA COME ANDREOTTI, CHIEDA LUI AUTORIZZAZIONE IN AULA”
Dori ha poi lanciato una provocazione, invitando Delmastro a seguire l’esempio di Giulio Andreotti e chiedere all’Aula di votare a favore dell’autorizzazione per fugare ogni sospetto.
“Più volte abbiamo sentito il collega Delmastro affermare che non ha nulla da nascondere, che mette a disposizione le chat e quant’altro. La cosa migliore, proprio anche facendo leva su un precedente noto come quello di Giulio Andreotti, può venire, se davvero settimana prossima si voterà in Aula, e appellarsi all’intero emiciclo per poter chiedere un voto a favore quindi dell’autorizzazione. Questo sarebbe chiaramente uno strumento di trasparenza”, ha detto nel corso di una conferenza stampa. Il riferimento è a quando, il 13 maggio del ’93, Giulio Andreotti chiese al Senato di votare a favore dell’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Il senatore a vita scelse di rinunciare alle immunità per potersi difendere in Tribunale dalle accuse di associazione mafiosa formulate dalla Procura di Palermo.
“Stiamo parlando di tematiche particolarmente delicate. Così come lo era per Andreotti anche da questo punto di vista. Anche dal punto di vista del caso Delmastro, laddove si tratta anche solo di sospetti relativamente a organizzazioni criminali, penso che è il dovere anzitutto della Camera di fugare qualsiasi sospetto”, ha concluso Dori.
AVS-M5S-PD: DA FONTANA LESIONE GRAVISSIMA, CI RISERVIAMO AZIONI
Compatte le forze di opposizione. I deputati del Partito Democratico (Gianassi, Orfini, Forattini e Lacarra) e del Movimento 5 Stelle (Alifano, Giuliano e Torto) parlano di “fatto di estrema gravità e lesione delle prerogative parlamentari senza precedenti”, chiedendosi cosa temano la maggioranza e la premier Giorgia Meloni. Sulla stessa linea la nota congiunta Avs-M5S-Pd, che preannuncia azioni in ogni sede a tutela delle prerogative parlamentari.
Sulla vicenda è intervenuta anche la segretaria del PD Elly Schlein, attaccando il governo sia sui temi esteri ed economici che sul caso politico: “Giorgia Meloni anziché dare solidarietà a un paese di frontiera come il nostro nel contrasto a trafficanti e mafie, apre una crisi diplomatica con la Spagna, e annuncia di voler chiudere Schengen. Ma davvero il Governo non sa che Ceuta è un enclave in Africa e da lì non c’è libera circolazione né verso la penisola spagnola né verso gli altri paesi europei? È un Governo di irresponsabili propagandisti, che da quattro anni non risolve un problema degli italiani e ogni giorno offre solo un nuovo nemico. Anziché litigare con le cartine geografiche si occupassero dei prezzi stellari dei carburanti, della crescita a zero e dei salari italiani tra i più bassi d’Europa. Ma anche oggi con la sua propaganda il Governo cercherà di nascondere i suoi fallimenti come nasconde le chat di Delmastro“.
LA REPLICA DEL PRESIDENTE FONTANA
La risposta del Presidente della Camera Lorenzo Fontana non si è fatta attendere. In una lettera inviata a Dori, la presidenza ha ribadito che gli uffici si stanno conformando alle disposizioni regolamentari e rimangono in attesa degli elementi di valutazione promessi dallo stesso Dori, così da disporre di un quadro informativo completo.
La palla passa ora alla Giunta del regolamento, che si riunirà lunedì per decidere se consentire ai componenti della Giunta per le autorizzazioni di prendere visione dei messaggi. Qualora la risposta fosse negativa, la Giunta per le autorizzazioni prenderà atto della decisione martedì e la scelta finale spetterà all’Aula.
LA MAGGIORANZA FA MURO: “DORI POPULISTA, INACCETTABILE ATTACCO A FONTANA”
I capigruppo di centrodestra nella Giunta per le autorizzazioni — Dario Iaia (FdI), Pietro Pittalis (FI), Laura Cavandoli (Lega) e Saverio Romano (Noi Moderati) — hanno difeso a spada tratta l’operato di Lorenzo Fontana: “Rileviamo il comportamento inappuntabile e corretto del presidente della Camera. In tal senso, appare inaccettabile e sguaiato l’attacco delle opposizioni nei suoi confronti, il presidente Fontana come sempre ha agito con imparzialità e correttezza nel solco delle sue prerogative ed a tutela dell’istituto parlamentare”.
“Quello che purtroppo dobbiamo rilevare è il comportamento del presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori, che è venuto meno non tanto al rapporto di fiducia, che non c’è mai stato, quanto piuttosto all’impegno preso nell’Ufficio di presidenza. Allora, si era deciso di consentire l’accesso alle chat da parte dei componenti della Giunta, salvo eventuale decisione del presidente Fontana. Decisione che poi è giunta e che ha sospeso l’accesso e la visione delle chat in attesa della riunione della Giunta per il regolamento prevista per lunedì. Nonostante questa decisione Dori insieme ad alcuni componenti della Giunta questa mattina si è presentato per prendere visione delle chat, in spregio alla decisione del presidente Fontana. Peraltro, non si comprende questo desiderio delle opposizioni all’accesso ed alla lettura delle chat di Delmastro e Caroccia, visto che il compito della Giunta non è tanto la loro visione quanto l’accertamento della correttezza della procedura da parte della Procura di Roma di accedere alle conversazioni private di un parlamentare, qual è appunto Delmastro”.
La maggioranza sottolinea inoltre: “Siamo davanti a un atteggiamento populista delle opposizioni, che usano un organo di garanzia come strumento di propaganda e lotta politica”.




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