lunedì 14 Settembre 2026

I due capitani e la fiamma olimpica: l’ultima indimenticabile notte di Baresi a San Siro

La più grande emozione regalata dal Capitano in occasione della Cerimonia di chiusura di Milano Cortina 2026. Bergomi racconta: "Stava male, temevo non ce l'avrebbe fatta, poi..."

ROMA – Quella sfilata a San Siro, con la torcia olimpica di notte, di due capitani che hanno fatto la storia di quello stadio e dei rispettivi club. Era il 6 febbraio scorso quando Franco Baresi insieme a Beppe Bergomi, i Capitani storici di Milan e Inter, ci hanno emozionato per l’ultima volta in quello stadio in cui si sono affrontati in innumerevoli derby.

Baresi e Bergomi teodofori sulle note di Nessun dorma

Sulle note di “Nessun Dorma”, cantate da Andrea Bocelli, Baresi- come ha raccontato poi- ha vissuto “gli attimi più emozionanti” della sua vita sportiva. “Mai provata una sensazione del genere”, aveva detto di quell’esperienza come tedoforo ai Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, nell’ultimo tratto del tragitto fino al prato verde dello stadio in cui hanno passato la torcia a tre campionesse del Volley nazionale. E anche per gli italiani, vederli sfilare fianco a fianco, per quella che sarebbe stata l’ultima volta insieme, è stato un tuffo al cuore, qualcosa di indescrivibile.

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BERGOMI: “QUELLA NOTTE MI DISSE ‘CE LA FAREMO ANCHE QUESTA VOLTA'”

Oggi, dopo la notizia della perdita di Baresi, Bergomi confida a Leo Turrini, giornalista de “Il Giorno”- e lo fa con un filo di voce- i retroscena di quella serata. “Quando io e Franco siamo stati informati che ci volevano alla cerimonie inaugurale delle Olimpiadi, in noi è scattata istintivamente la gioia di essere piccoli protagonisti di un momento unico, l’orgoglio di rappresentare una storia nella storia. Al tempo stesso, ero molto preoccupato per lui. Sapevo che la sua salute si stava deteriorando e temevo non ce l’avrebbe fatta. Lì però è accaduta una cosa straordinaria, l’ennesima testimonianza della nobiltà d’animo di Franco. Alla mia ansia ha risposto con un sorriso: non preoccuparti, Beppe, ne abbiamo passate tante insieme, ce la faremo anche questa volta…“.

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