CAGLIARI – Tragedia nella notte nel carcere sassarese di Bancali, dove un detenuto sardo di 35 anni è morto vittima di un incendio probabilmente appiccato da lui stesso in una cella del reparto sanitario dell’istituto. Secondo le prime notizie, l’uomo avrebbe appiccato il rogo utilizzando un accendino, poi sarebbe svenuto per le esalazioni e infine raggiunto dalle fiamme.
A fornire una dettagliata ricostruzione della tragedia- su cui stanno indagando i Carabinieri, mentre la procura di Sassari ha aperto un’inchiesta- è la Uil Fp Polizia Penitenziaria di Sassari: “Il detenuto- fa sapere il sindacato- da tempo assegnato al reparto per le proprie condizioni di salute, dopo essersi barricato all’interno della camera detentiva, avrebbe chiuso il blindo della cella e tentato di sigillare le aperture, creando di fatto un ambiente saturo di fumo e gas di combustione, assimilabile a una vera e propria ‘camera a gas'”.
Nonostante le proibitive condizioni operative, “il personale di polizia penitenziaria è intervenuto con assoluta tempestività– è specificato- mettendo a repentaglio la propria incolumità nel disperato tentativo di domare l’incendio e portare in salvo il detenuto. Gli agenti hanno cercato ripetutamente di raggiungere l’uomo, il quale, nel frattempo, si era ulteriormente barricato all’interno del locale bagno della cella”. Le alte temperature, il denso fumo e le fiamme che avevano ormai avvolto l’ambiente “hanno però ostacolato in maniera determinante le operazioni di soccorso– ricostruisce il sindacato- rendendo estremamente difficoltoso ogni tentativo di salvataggio”. Solo dopo essere riusciti ad accedere ai locali interessati dall’incendio, “gli operatori hanno rinvenuto il detenuto le cui condizioni sono apparse gravi fin da subito“.
L’uomo è poi deceduto nonostante l’intervento del personale sanitario del 118, “presumibilmente a causa delle esalazioni sprigionate dal rogo e delle ustioni riportate“. Durante le operazioni di soccorso, “nove appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dai fumi sprigionati dall’incendio- fa sapere il sindacato- mentre un paio hanno riportato lievi ustioni. La gravità dell’evento ha reso necessario anche l’intervento dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Sassari per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area interessata”.
Per il sindacato “l’ennesimo grave episodio impone una seria riflessione sulle condizioni in cui versa il sistema penitenziario. Il costante sovraffollamento degli istituti, la crescente presenza di detenuti con gravi problematiche sanitarie e psichiatriche, la cronica carenza di personale, l’insufficienza delle risorse destinate alla sicurezza e all’assistenza, stanno determinando un progressivo aggravamento delle condizioni operative all’interno degli istituti”. Non è più rinviabile un intervento concreto da parte dell’amministrazione penitenziaria e delle istituzioni competenti, è rimarcato, “volto a rafforzare gli organici, garantire adeguati livelli di assistenza sanitaria e psichiatrica, migliorare gli standard di sicurezza e fornire agli operatori gli strumenti necessari per affrontare emergenze sempre più frequenti e complesse”.



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